26.02.2008
Amerai la tua assassina
Alberto in Altro | 6 commenti

“Abbiamo avuto tre incidenti frontali – ha detto il dirigente Roberto Campisi – il primo è uno scontro tra una Mitsubishi con una Stilo che ha poi proseguito la sua corsa e, dall’altezza con l’incrocio di via Idra, si èscontrata a sua volta con una Fiat 600. Anche la Mitsubishi, ha proseguito sul rettilineo, si è scontrata con una Golf, che proveniva dalla stessa direzione della Stilo, e che ha poi deviato verso destra, piombando prima sulle mamme e le bambine in attesa del pullman, poi contro una Yaris ferma”.
cinque morte: due donne e tre bambine, come ormai saprete tutt*.
la dinamica è stata quella esposta in apertura.
queste falciaumani hanno nomi carini: stilo, yaris, golf, matiz, ditene uno. le vedete tutti i giorni scintillare tra un telegiornale e qualche decina di natiche esposte, sotto labbra sorridenti.
“papa’ guarda! una ferrari!”.
lucciconi di commozione negli occhi del grande e del piccolo.
finché, un giorno, non ti piomba addosso il tuo amore coccolato, vezzeggiato, lavato la domenica, accarezzato con pelle di daino.
uccideresti per amore suo.
e il tuo amore ti ucciderà.
ogni giorno: 617 incidenti e 15 morti.
in media.
6 commenti su “amerai la tua assassina”
..sono senza parole
Una carneficina… quale specie animale è così stupida da coccolare così il suo predatore?
Semplicemente ci risiamo.
Il problema non sono le auto ma l’utilizzo che delle stesse viene fatto.
Il rispetto degli altri deve passare per il rispetto di noi stessi.
Ben vengano tutte le proposte di alternativa al traffico veicolare ma, se ci si continua a comportare da stronzi irresponsabili, il tutto ha poco significato.
I dati numerici sulle morti, sono terrificanti eppure non se ne prende consapevolezza, senza contare le altre cause di morte connesse con l’uso eccessivo dell’auto/moto.
MICHELANGELO!!!
io mi sono rotto di sentire quest’argomentazione. Che “Il problema non sono le auto ma l’utilizzo che delle stesse viene fatto”.
.
E’ facile immaginare situazione estreme con cui contraddire la normalità vissuta. Se uno guida come si deve, facendo attenzione agli altri e tenendo in ordine la sua vettura, potrà ancora causare incidenti, ma avrà perlomeno minimizzato il rischio. Viceversa, se un ciclista che corre in città non si avvede di pedoni che attraversano sulle strisce e ha un frontale con una bambina alta più o meno come la ruota, può benissimo e colpevolmente ammazzarla. Certo che in un impatto a 30/h tra un suv o un a bici, una persona ha molte più possibilità di sopravvivere nel secondo caso.
Il punto è questo. E’ il fatto che esistono delle caratteristiche oggettive che fanno della bici un mezzo in genere per nulla pericoloso, in confronto a quanto può fare un’auto, e la notizia di questo post ne è la prova. Dei ciclisti non avrebbero MAI potuto improvvisare una carambola mortale di questa portata; al massimo, se due ciclisti si scontrano, si annichiliscono l’uno con l’altro, come particelle di antimateria
E’ il fatto che l’uso che si fa di un mezzo trova i suoi limiti nelle caratteristiche del mezzo stesso. Cos’è che rende una bici una bici, e un’auto un’auto?
E poi, se degli incidenti possono avvenire o no con entrambe, non per questo bisogna misconoscere i comportamenti e le attitudini mentali che, in questa parte di mondo, ognuna stimola, almeno tendenzialmente. La bici è riflessione, libertà, attenzione per gli altri, sensibilità per il proprio ambiente, coscienza di sè stessi e delle proprie azioni. L’auto è il peggiore mezzo per il trasporto che sia mai stato inventato: energicamente inefficiente, devastatrice dell’ambiente (per la produzione e l’uso), fonte di divisione sociale (tutti stretti nel traffico…a un millimetro dal paraurti del vicino) e di tensione psicologica (tra il comprarla, il mantenerla e il guidarla) o di autoesaltazione per piccoli uomini al volante di grandi auto, che dall’alto di un suv ostentano arroganza senza accorgersi di quanto sono ridicoli.
Che poi ci sia qualche pazzoide in bici, dipende da una variabile che non fa parte della natura dei due mezzi, e cioè l’elemento umano. Ma, aldilà di questo fattore, in via di massima, l’uso di una bici non compromette la salute altrui, perché è intrinsecamente meno pericolosa di un’auto. Va bene?
sono d’accordo con te, la mia è una semplice osservazione sul modo di comportarsi.
Credo anch’io che uno stronzo su una bici non può in nessun caso provocare gli stessi danni di uno stronzo in macchina, per questo però non me la sento di colpevolizzare l’intero panorama degli automobilisti; posso solo attuare le mie scelte e cercare di mettere in evidenza la sciocchezza del traffico veicolare nei casi in cui questo è oggettivamente sostituibile con delle alternative (piedi, bici mezzo pubblico).
Michelangelo!!!
[ot] scusate mi date qualche info sulla foto del post?