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Autoproduzione di borse e regole auree

Rotafixa in Altro | 54 commenti

proseguendo i miei esperimenti di autoproduzione, mi sono messo in testa di costruire una borsa stile messenger. ho già da qualche anno una timbuktù apparentemente eterna che uso sempre, ma non riesco a lavarla visto che la uso sempre e devo dire che ce ne sarebbe bisogno.l’occasione per quest’ulteriore malsana idea mi è stata data dall’aver rimediato una singer a pedale, con cui già ho riparato un po’ di pantaloni sfondati e mi sono fatto la borsa porta attrezzi. ho già trovato il materiale, uno striscione dell’ultima manifestazione a roma abbandonato in piazza albania: vinile pesante, come il materiale delle costosissime freitag.tutto è pronto, manca la capacità. allora girello per la rete e trovo ’st’altro matto:  http://eeio.blogspot.com/2004/12/recycled-banner-golden-mean-messenger.html che ha usato la sequenza di fibonacci per costruirsi borse sulla base delle proporzioni auree conseguenti.

se qualcun*  ha esperienza di lavorazioni del genere mi dia pure delle dritte qui, please.io intanto vi posto lo schema della borsa.

54 commenti su “autoproduzione di borse e regole auree

  • Unto dal Pignone scrive:

    Una roba del genere era venuta in mente anche a me, poi ho calcolato che forse lo sbattimento era troppo (non tanto per le Singer a pedale che in casa mia abbondano per attività di famiglia quanto per la reperibilità di cinghie e chiusure…), di certo l’idea è geniale.

    Non ho capito l’applicazione di Fibonacci, ma soprattutto dai disegni mi pare che le borse del "matto" abbiano il fondo più largo dell’apertura…..m’è venuto mal di testa…comunque è un iniziativa da approfondire………….

  • Unto dal Pignone scrive:

    Ok, se recupero del vinile faccio i disegni e metto mamma’ al lavoro…

  • Lanerossi scrive:

    I vinili a casa mia li teniamo nella credenza in taverna vicino al giradischi e non ci facciamo borse. Li ascoltiamo (raramente).

    http://lanerossi.altervista.org

  • Lanerossi scrive:

    P.S.: da (quasi) ingegnere correggo: trattasi di serie di Fibonacci, non sequenza.

    Per i profani si tratta della successione di numeri 1 – 1 – 2 – 3 – 5 – 8 – 13 – 21 ecc.

    Partendo da due numeri 1, ogni numero successivo (dal terzo in poi…) è la somma dei precedenti due:

    2 = 1 + 1
    3 = 2 + 1 
    5 = 3 + 2
    ecc.

    Il rapporto fra due numeri di Fibonacci successivi tende al cosiddetto rapporto aureo, su cui si basarono i canoni estetici classici (antichi greci per i profani). Ovviamente il rapporto 21/13 è più preciso di 3/2 o 5/3… Sarebbe meglio andare avanti ancora un po’ e arrivare ad approssimarlo magari a 144 fratto 89 (o seguenti)

    Ah, moltissime cose nell’universo si rifanno a questo rapporto, dalle spirali delle chiocciole (raggi successivi della spirale) alle galassie nell’universo.

    Scusate l’OT, ma credo che qualcuno lo possa trovare interessante.

    http://lanerossi.altervista.org

  • Michelangelo scrive:

    Se non ricordo male il rapporto aureo è legato alla radice quadrata di 2 e non alla serie di Fibonacci…
    @Rota; Matematicismi a parte stai attento con la Singer, rischi di rovinare l’asse, il tessuto crea resistenza e quando lo tiri tende a storcere, con mio padre realizzammo dei portacanne da pesca e rovinammo oltre all’ago alche il perno salvo poi scoprire che esistevano dei ricambi appositi per i lavori di tappezzeria, se non sbaglio li prendemmo in un negozio vicino largo Argentina. Quando fai scorrere la stoffa non tirare troppo e non mettere l’oscillazione laterale dell’ago.
    Le cinchie si trovano, non sono un gran problema.
    M!!!

    • caesar scrive:

      spiacente, ha proprio a che fare con la serie di fibonacci.
      si usa spessissimo in design e architettura
      (vedi il marchio di prada, centinaia di calcoli e di euro per una dannata scritta bianca su campo rosso, che però è distanziata dai lati in base al rapporto aureo… che folli :D )

      caesar

  • caesar scrive:

    figata.
    proprio nel momento in cui sto cercando di reperire una macchina da cucire.
    l’esperimento prma o poi sarà d’obbligo (magari dopo aver imparato i rudimenti del cucito)
    ma dove hanno trovato il foglio di vinile per lo striscione della manifesta??

    rota, nel caso ti mettessi in produzione, non arrivare ai prezzi di freitag…
    ;)
    (comunque, sei un vulcano!)

    caesar

    • Michelangelo scrive:

      Il vinile lo usano per i teloni di camion e furgoni, oer i sacchetti arancioni che gli stradini riempiono di sabbia per evitare cadano i cartelli dei lavori stradali e così via. Se ne trovano spesso di abbandonati vicino ai cantieri dei lavori per i parcheggi, per la metro, nella buona parte dei casi sono anche occhiellati.
      M!!!

  • rotafixa scrive:

     mi scuso per gli errori matematico filosofici. 

    il telone è bello tosto ed è stato puntato da me la sera della manifestazione per gaza e ritrovato tre giorni dopo. buon materiale lasciato per terra giorni, e questo la dice lunga 1) su quanto sono imbecilli e viziatelli i compagni di adesso e 2) quanto lo è chi non lo ha preso per farci una cosa qualsiasi.

    la singer è degli anni ’30, meccanismi esterni in ghisa (suppongo, dato il peso), non ha movimenti laterali, l’asse può scorrere in alto/basso, la sua robustezza mi sembra notevolissima. ho comprato 5 aghi da telo/pelle (la confezione minima, ho insistito per averne uno solo e le tipe del negozio mi guardavano come se fossi un bambino cretino visto che costano 3 euri a pacco).

    di produzione non se ne parla, quella la lascio alle affondanti mestizie del mercato.

    e comunque ahò ce fosse un* che me desse quarche dritta…. ad ogni modo si tratta solo di una borsa, mica di una nave. dovrebbe essere semplice no?

  • valentina scrive:

    rotabuddasartina, appunto, è solo na borZa, inizia a cucì! il disegno ce l’hai, serve un ingegnere nucleare?

    ma dove l’hai rimediata la vecchia singer?

    non oso immaginare quelle degli aghi. non me ne volere…se le immagino ricomicio a ridere!!! potrei scrivere i dialoghi!!!

    buon lavoro. :->

  • Unto dal Pignone scrive:

     @Lanerossi, spiritosone, se avessi avuto bisogno di sapere come usare il vinile lo avrei chiesto al babbo musicista. In ogni caso, come ti ha spiegato Michelangelo, il vinile è un materiale molto usato per scopi ai più sconosciuti… Comunque non è che avessi bisogno di sapere chi è Fibonacci o cos’è la sezione aurea (dopo 10 anni tra liceo artistico e Accademia di Belle Arti qualcosa sulla sezione aurea me la ricordo ancora…). solo mi sfugge l’applicazione per la borsa…

    @Michelangelo: quoto Rota, quelle vecchie Singer non hanno oscillazioni e il vinile non è che abbia sta grande elasticità. Contano gli aghi e soprattutto il filo: una figata quello cerato (in realtà si tratta di pece) da calzolaio…

    @Rota: che dritte ti servono?! Stasera ho parlato con mammà, m’ha detto che borse praticamente uguali (anche nella fascetta trasversale che permette la tracolla fissa e alta sulle spalle) si fabbricavano in Argentina per i gauchos (che ci mettevano la coperta per la notte, il coltello per la carne e la bombilla per il matè: alla fine i newyorchesi se la tiran tanto ma arrivano sempre dopo gli altri…). Lei ne ha cucite un po’, m’ha detto che di solito si facevano con gli avanzi delle tele delle vele delle imbarcazioni, avanzi di tappezzeria o (quando ce n’era la possibilità) con pelle e cuoio. Mi ha detto anche che lei rinforzerebbe gli angoli con delle borchie rivettate (tipo quelle degli angoli delle tasche dei jeans, si trovano in ferramenta e si martellano facilmente…).

    Purtroppo ai primi di febbraio viene operata agli occhi e quindi non faccio in tempo a farmene fare una, però intanto provo il modello su carta (così vedo cosa cazzo c’entra sto Fibonacci…) e poi vediamo. Non dovrebbe esser difficile, io avevo imparato a fare gli astucci di cuoio per le matite e seguivano più o meno lo stesso procedimento (solo che erano a sezione tonda e li cucivo a mano…)…

     

    • Lanerossi scrive:

      Unto, era perchè non arrivassero utenti a chiedersi e richiedersi chi cazzo fosse Fibonacci. Immagino che qualcuno lo sapesse fra di noi…

      Immagino che la borsa abbia solamente i lati rapporti al rapporto aureo…

      Il rapporto aureo è definito come il limite tendente ad infinito del rapporto fra due numeri successivi di Fibonacci. In decimali corrisponde a 1,61803…, in frazione a (1 + radice di 5) / 2

      La radice di 5 è circa 1,73 ecc, quindi la somma fra parentesi è grossolanamente 2,73. Dividendola per due si ottiene proprio il numero aureo (approssimato in questo caso).

      Per chi ha letto il Codice da Vinci è appunto il rapporto fra il lato del pentagono e il raggio della circonferenza passante per i 5 vertici del pentagono.

      http://lanerossi.altervista.org

      • Michelangelo scrive:

        Se non ricordo male qualche anno addietro la serie fu illuninata sulla Mole di Torino per rendere omaggio al matematico in occasione di non so quale anniversario.
        Se non sbaglio i numeri erano rossi e posti all’altezza corrispondente.
        M!!!

  • 999marti scrive:

    credo che fare un telaio sia molto piu’ difficile.

    vai rota, vai e cuci.

  • Lanerossi scrive:

    Tornando alla borsa potrebbe essere un’idea… Potrei chiedere alla zietta se mi può fare qualcosa del genere, ma poi finirei per non usarla…

    http://lanerossi.altervista.org

  • tave scrive:

    Rotafixa, tempo fa trovai questi pazzi di make magazine, che usando proprio i disegni dei pazzi da te segnalati hanno alzato la posta in gioco: altro che vinile! qui si parla di upcycling!

    ecco il video

    ovviamente mi sono fiondato subito a provare, tutti abbiamo un ferro da stiro e della carta da forno! il risultato è stato abbastanza interessante. Ho cucito con la macchina di mia mamma, una singer moderna, con cui ho potuto usare punti a zig-zag senza nessun problema, perché a differenza del vinile, il materiale che ottieni così è molto rigido ma anche molto facile da forare. Semplicemente perché è molto più sottile.

    Dopo i primi esperimenti però ho abbandonato, perché ottenevo sempre delle cuciture che non tenevano. Tendeva a strapparsi tutto proprio a causa dell’eccessiva rigidità del materiale.

    Ho pensato allora di aumentare lo spessore del materiale, e di provare a utilizzare il vinilone da camion, ma poi mi sono arenato perché sottoponevo la macchina da cucire a uno sforzo micidiale e avevo paura di romperla! Temo che non sia solo questione di aghi. Ho visto le macchine di un cuoiaio: sono delle bestie enormi.

    Sono curioso di sapere come si comporta una degli anni ’30, secondo me molto meglio! quindi tienimi aggiornato sulle evoluzioni…

    ciao

  • babbocanguro scrive:

    Fantastica!

    mi cimento al piu’ presto.
    ma, secondo voi, cucirla a mano? arduo?

    http://www.babbocanguro.it

    • Michelangelo scrive:

      @babbo; se scegli di cucirla a mano, fallo a due aghi, come farebbe un calzolaio, oppure andata e ritorno ribaltando i fori. Si cuce al rovescio.
      M!!!

  • rotafixa scrive:

    ho appena iniziato a cucire, non ci sono difficoltà se non quella di andare dritto (cosa che non mi riesce).

    purtroppo ho trovato solo filo nero bello tosto, sintetico. il telone è bianco, si vedranno tutte le czzt che faccio…

    non ho ben capito come unire il fondo. boh poi vedo. mi devo inventare qualcosa per lo spallaccio.

    ps: oggi mi hanno regalato un’altra macchina da cucire, una necchi manuale.

    • Michelangelo scrive:

      @ROTA; come al solilto tenderai ad andartene a sinistra…
      M!!!

    • Michelangelo scrive:

      cuci a rivescio e poi rigira, i bordini andranno all’interno e non si verdanno le cuciture, se proprio vuoi un lavoro super recupera l’adesivo a caldo per orli, una stoffa che appiccica stirando, una volta che hai realizzato il bordino appoggi e stiri, il calore incolla la stoffa e il risultato è ottimo.
      P.s. chi è che t’ha regalato una necchi? Pezzo fantastico…
      M!!!

  • feffe73 scrive:
    avevo sottovalutato questa discussione e invece è interessantissima…. Fibonacci ( si usa anche in borsa sapete, per le analisi tecniche dei titoli)e tutto il resto…
    Mi ricordano i miei trascorsi liceali (ad es. la prof di fisica che cuoceva l’uovo a temeperatura e pressione costante) e le gornate all’università a disquisire se era valido un assegno fatto sulla cartigenica ( una parte minoritaria, ma ben preparata lo sosteneva)
    Io vorrei cimentarmi nello sferruzzzare a maglia più che nel cucito, è sempre stato il mio cruccio, farmi un bel maglione di lana come dico io.
    Siete tutti molto simpatici e grazie a voi la mia balloon di qualche discussione sotto comincia a prendere forma.
     
     
     
     
     
    Feffe73
  • fiammettaa scrive:

    rota vai da uno sfasciacarrozze e recupera cinture di sicurezza vecchie….
    direi ottime da usare per spallaccio(sempre che spallaccio sia quello che intendo io)..
    o cucite incrociate (tipo diagonali) per dare robbustezza al fondo…

    buon divertimento

    • Karinthy scrive:

       Verissimo! Le cinture vanno benissimo! Ho cucito a mano il mio porta-Kryptonite tipo Fabric-horse è indistruttibile! 

      K

  • Anonimo scrive:

    Rota,
    già i telai te vengono storti, volevo continua a fa pecionate pure con le borzzze?

    :)

  • tipo scrive:

    I telo è impermeabile. Le cuciture no, vanno nastrate a caldo almeno all’interno, ma è difficile, spalmale di silicone.

  • feffe73 scrive:
    posso suggerire la colla da calzolaio??? o sulla plastica non tiene?
    Poi cucite chiaramente
     
    Feffe73
  • valentina scrive:

    posso suggerire il riciclo di vecchie vele?

    materiale resistentissimo e leggero. ho delle borse stupende fatte da un’ amica velaia .

    quasi quasi le giro il post….

    per impermealizzare le cuciture si potrebbe provare con la cera.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Donna Valentina, per quanto possa sembrare incredibile, sul riciclo delle vele (grazie ai suggerimenti dalla regia argentina) sono arrivato prima di vossia… ;-)

    • valentina scrive:

      Don Pignone De La Pampas…e come sono venute? buonite? ;-)

      • Unto dal Pignone scrive:

        Donna Valentina, forse mi avete letto con poca attenzione. Mamma Dolores dice che le borse Messengers sono in uso in Argentina da decenni (anzi, bisognerebbe chiamarle borse Gauchos…) e hanno sempre fatto il loro dovere con risultati eccellenti… ;-)

  • Napolix scrive:

    C’e'un negozio a napoli che vende borse fatte con i vecchi teloni dei camion assemblate tipo timbuktu
    Costo oltre 200 neuri!!!

  • napolix scrive:

    esatto proprio lui, le borse sono una vera figata e molto molto robuste ma i prezzi sono folli.
    Credo che se uno si procura il materiale e va da un tapezziere per farla assemblare spende meno della metà, sempre che non si abbia voglia o tempo di farsela da soli.
    ciao !!!!!

  • rotafixa scrive:

     finita stasera.

    non malaccio…

    • Michelangelo scrive:

      vuol dire che le indicazioni scritte sopra sono arrivate con un po’ di ritardo.
      M!!!

      • rotafixa scrive:

        no, le ho lette e colgo l’occasione per ringraziare chi mi ha dato dei consigli.

        poi naturalmente ho fatto di testa mia….

        ad esempio per lo spallaccio ho utilizzato un pezzo dello striscione, quello laterale con gli occhielli, già doppio e apparentemente cucito a caldo. è comodo ed è materiale totalmente proveniente da ciò che è stato buttato, cosa che mi fa ancora più piacere, oltre ad essere bianco come il resto della borsa.

        le cuciture sono un dramma per me, ho dovuto rifarle in qualche occasione. per la chiusura ho usato solo il velcro, ho fatto il portatelefonino come sulla timbuk2, un aggancio per la lucetta migliore (più alto) della tmbk2.

        ho capito che le tasche interne le devo cucire prima di chiudere i lati della borsa altrimenti si è costretti a farle più piccole, e che lo stesso va fatto per ogni altra applicazione sulla borsa stessa. la prossima la farò più grande e con più tasche. la forma è rettangolare, non a trapezio cone sul pur ottimo sito che ho segnalato.

        appena posso posto delle foto, non vi aspettate granché ma devo dire che un suo certo fascino (dell’orrido? boh) ce l’ha, e a me piace perché me la sono fatta a partire da zero, pratica compresa (non sapevo neanche passare il filo nella singer, all’inizio, né ero a conoscenza di marcia avanti/indietro). ora qualche cosa l’ho capita e non credo di ripetere gli errori. del video di instructables ero a conoscenza, ma non mi piace il materiale utilizzato.

        ps: a roma, come ormai consueto, piove e nella borsa non entra una goccia.

  • nicodds scrive:

    Un po’ in ritardo, ma su http://www.instructables.com ho visto un progetto di borsa, anche se con meno pretese. Magari se ne può trarre ulteriore ispirazione.

    Due foto e prova su strada della borsa sarebbero interessanti.

    Nico

  • Unto dal Pignone scrive:

    Rota, se hai scoperto l’avanti e indietro allora avrai scoperto anche che cucire dritti dipende anche dal dosare la velocità… ;-)

  • rotafixa scrive:

    voilà

     

  • rotafixa scrive:

    per precisare, prima che arrivi l’armani di turno: alcune delle linee che vedete sono le tracce di pennarello che ho usato per le misure. ce le lascio…

    • Unto dal Pignone scrive:

      Rota, il risultato mi pare più soddisfacente, soprattutto pensando al clima da Blade Runner nel quale descrivevi di lavorare. Con pochi aggiustamenti anche l’Armani di turno si attaccherebbe al piffero…

  • valentina scrive:

    …e bravo rota! non male per essere la prima e forse la prima volta che cucivi.

    ps te ce voleva la borZa per mettere una…bip…di lucetta posteriore!!! :)

  • Lanerossi scrive:

    Se c’è una cosa del rota che mi piace è la sua caparbietà nel costruirsi le cose.

    Io spesso ho solo belle idee in merito e non riesco a concretizzarle. Tanto di cappello.

    http://lanerossi.altervista.org

    • valentina scrive:

      anche a me, se c’è una cosa che mi piace di rota è la sua caparbietà, parola forse brutta, roba da muli e asini….e per mi conosce ho detto tutto.

      però per la beatificazione aspetterei almeno un papa nero! :)

  • Unto dal Pignone scrive:

    Se c’è una cosa del Rota che invece non mi piace è la sua camicia a maniche corte. Proprio non mi va giù…

    • caesar scrive:

      gran cosa invece!
      soprattutto con la pioggia che dice esserci a roma… :)

      rota, non so come siano i bordi del telone che hai recuperato, ma se si sfilacciano ti consiglio di cucirli ripiegati o meglio ripassati con qualcosa come striscioline di camera d’aria, a mò di guarnizione.

      sei sicuro della chiusura solo velcro? spesso trasportando cose grandi il velcro non si chiude neanche e i cinghietti diventano utili!

      saluti
      caesar

      • Unto dal Pignone scrive:

        E’ proprio il fatto di potersi permettere le maniche corte anche con la pioggia che mi manda in cortocircuito……qua fra un po’ devo mettere il pianoforte nel caminetto per scaldarmi……

      • rotafixa scrive:

        sei sicuro della chiusura solo velcro? spesso trasportando cose grandi il velcro non si chiude neanche e i cinghietti diventano utili!

        ci ho pensato. la mia è stata una decisione "strategica": quando hai la possibilità di caricare molto lo fai. questo è un fenomeno noto a parecchie persone, ad esempio le signore, che più hanno la borsa grande più la riempiono. o alla gente di barca, che prima ha una barca da 8 metri stracolma di roba, poi passa a 10 e la riempie, a 12 e la riempie, e così via; però fa sempre lo stesso: naviga da qui a lì (quando lo fanno…).

        comunque la proxima la voglio fare grande e con le cinghiette, proprio per poter trasportare quel cavolo che voglio ma solo se ne ho bisogno. la timbuctù è più grande di questa e mi pesa, questa l’ho riempita meno e mi pesa di conseguenza meno.

  • rotafixa scrive:

     ’sta storia delle maniche corte mi perseguita da anni.

    é che non riesco a tenere le maniche lunghe, mi dànno noia assai. 

    alle camere d’aria ci ho pensato, guardando le freitag. ma ho ancora difficoltà a cucire, chissà che mmerda riesco a fare con le gomme.

    magari alla prossima borsa. 

    zia vale, di asini ne conosci, ma i muli so’ ppeggio. nonno ne aveva uno e mamma mi dice che era domesticato come a lei non riuscì con 3 figli. 

    ;->

  • Unto dal Pignone scrive:

     Ah, ma io non facevo una questione di look (io mi sento nudo con le maniche corte, ma non è questo il punto…), era solo una sana invidia per la differenza di clima…

    Per quanto riguarda le cuciture delle gomme è molto semplice: basta incollarle leggermente quel tanto che restino ferme durante la cucitura. Fanno così anche con le scarpe e le cinture…

  • 999marti scrive:

    bella li’ rota. bravo.

    anch’io invidio le maniche corte. quest’invero mi sembra eterno…

    la bici la uso lo stesso, ma non vedo l’ora che arrivi la primavera coi suoi profumi, che girare in bici li senti tutti….

     

    (sospiro)

     

    andrea

  • Michelangelo scrive:

    che sedere gagliardo che ha quel manichino, peccato quelle braccia pelose…

     L’occhiello è utilissimo per il moschettone delle chiavi.

    Per quanto riguarda le maniche corte, le approvo in pieno, da quando sono tornato a vivere a Roma, mi guardano come un alieno perchè giro in maniche corte estate e inverno, non posso farci nulla, ho caldo nelle case ci sono i riscaldamenti accesi e nei mezzi pubblici anche, se cammino mi scalco, se pedalo pure, al massimo se proprio la temperatura è un attimo più rigida metto un maglioncino senza maniche, se piove indosso il gore e via. Per quel che mi riguarda è assurdo che a Roma ci sia chi indossa il piumino.

    M!!!

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