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Ciclotoscani

Redazione in Altro | 56 commenti

Firenze, 24 nov. – (Adnkronos) – Il 67% delle famiglie toscane possiede una bicicletta. Ogni giorno in Toscana si registrano dieci milioni di spostamenti e un milione di questi avvengono in bicicletta. Con potenzialità anche maggiori, perché molti spostamenti riguardano pochi chilometri in percorsi pianeggianti. Si calcola che siano circa 700 mila le persone che potrebbero passare dal mezzo motorizzato alla bici, per andare tutti i giorni al lavoro o a scuola. 
Sono questi alcuni dei dati emersi nel corso degli “Stati generali della bicicletta”, organizzati dalla commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale toscano a Firenze in Palazzo Strozzi Sacrati. “Ci sono le condizioni per fare un salto di qualità per favorire la due ruote – afferma il presidente della commissione, Erasmo D’Angelis (Pd) – Non servono grandi risorse: con poco possiamo fare moltissimo. Ma serve un salto culturale perché la bicicletta è ancora vista più come un intralcio al traffico che come una vera e propria alternativa”. E’ stato il vicepresidente della Giunta, Federico Gelli, a aprire i lavori con un saluto di benvenuto, ricordando che la Regione si è dotata proprio in questi giorni di alcune biciclette per favorire gli spostamenti dei dipendenti in servizio fra le diverse sedi nel centro di Firenze. “La mobilità ciclistica non sarà la soluzione di tutti i problemi, ma certo può dare un grosso aiuto per decongestionare il traffico e ridurre l’inquinamento urbano – ha detto Andrea Agresti (An- PdL), vicepresidente della commissione, che ha presieduto e coordinato i lavori – La bicicletta non è un ritorno al passato, anzi è una necessità irrinunciabile per migliorare la qualità della vita. Vorrei ricordare qui un’esperienza importante: a Grosseto non molti anni fa, quand’ero vicesindaco, abbiamo realizzato la pista ciclabile più lunga della Toscana, un nastro d’asfalto di 10 km, largo 4 metri, tutto alberato, utilizzato da mille persone al giorno per andare dalla città a Marina di Grosseto. Un esperimento di successo. Ma troppo spesso all’interno delle città non è così: la bicicletta funziona come mezzo per lo svago e il tempo libero; dobbiamo chiederci come mai ancora non funziona come mezzo di trasporto vero e proprio”. Sullo stesso tasto ha insistito il presidente D’Angelis, nell’intervento di apertura. “Pedalare resta troppo spesso soltanto uno sport, uno svago – ha detto – Ma la bicicletta può essere molto di più, può essere una vera alternativa per la mobilità urbana. Molte cose sono state fatte, i Comuni complessivamente hanno realizzato quasi 400 km di piste e percorsi ciclabili, e contando anche gli interventi in corso e pianificati si arriva quasi a 1000 km. Ma se andiamo a vedere come sono fatte e come funzionano le piste, vediamo che le criticità non mancano: difficoltà nelle entrate e nelle uscite, incroci a raso, soprattutto mancanza di collegamenti con punti cruciali come scuole, centri commerciali, luoghi di lavoro, mancanza di parcheggi e rastrelliere. E’ ora di invertire questa tendenza”. (segue)

56 commenti su “Ciclotoscani

  • 999marti scrive:

    non ci posso credere.

    e’ una bufala. vi siete inventati tutto.

    se no, voglio andare a vivere in toscana!!!!

  • massi scrive:

    E meno male che la regione toscana s’è svejata! Comunque ho sentito altri dati a livello nazionale che riguardavano i pendolari: sono 14 milioni ogni giorni, quelli che però prendono il tre sono due milioni, secondo voi gli altri 12 milioni vanno in bici al lavoro?

  • massi scrive:

    Volevo dire “treno” no “tre”, che sembra che pigliano l’autobus!

  • roberto scrive:

    @999marti: tranquillo, rimani pure dove sei, non è tutto rose e fiori come descritto!
    Vivo a Cascina e lavoro a Pisa, 12 km di percorso pianeggiante che chiunque potrebbe affrontare tranquillamente, ma non c’è uno straccio di ciclabile, tanto meno se ne trovano arrivati in città. Quelle poche che esistono sono solo virtuali: promiscue e spesso solo disegnate in terra (auto parcheggiate sopra, scooters…). A Pisa poi, in pieno centro, si sta costruendo un bel parcheggione per auto interrato, così se ora le auto ci stanno soffocando in futuro ne avremo ancor di più grazie a quest’opera irrinunciabile! Un piccolo appunto: la ciclabile citata dal sig.Agresti non credo sia la più lunga, qui da noi ad.es. c’è la ciclabile che segue il corso dell’arno da pisa a pontedera almeno e sono ben più di 10 Km senza contare anche quella che segue il fiume serchio, anch’essa ben più lunga di 10 km
    rob

  • clambfr scrive:

    “serve un salto culturale perché la bicicletta è ancora vista più come un intralcio al traffico che come una vera e propria alternativa”
    “troppo spesso all’interno delle città non è così: la bicicletta funziona come mezzo per lo svago e il tempo libero; dobbiamo chiederci come mai ancora non funziona come mezzo di trasporto vero e proprio”
    parole, parole, e ancora parole, che fungono da palo a cui appoggiarsi per tutte quelle brave amministrazioni pubbliche…

  • max scrive:

    Palo? voglio la moratti che fa la lap dance…yeeesss!

  • Unto dal Pignone scrive:

    Dio, che schifo!…

  • Unto dal Pignone scrive:

    Dio, che schifo!…

  • Unto dal Pignone scrive:

    Dio, che schifo!…

  • max scrive:

    non vi piace? va bene, allora enza sampò! lap lap lap

  • Zu scrive:

    Non lamentatevi, dalla Toscana a salire la situazione non è neppure paragonabile. E non solo per le ciclabili. Purtroppo. saluti.

  • valentina scrive:

    unto, ma che ti sei inceppato???

    saranno pure parole di politici, ma è innegabile che alcune amministrazioni hanno più attenzioni di altre alla bici ed a una diversa mobilità.
    molti politici del sud i ciclisti li stirerebbero tutti, basta vedere le ciclabili che hanno fatto a palermo, vergognose è dir poco.
    ci farei andare il sindaco Cammarata per una settimana, così magari è la volta buona che ce lo togliamo dalle balle!

  • Unto dal Pignone scrive:

    Sì Vale, scusa ma in questi giorni ho il modem in menopausa…..o forse l’idea della Moratti in lap dance ha sconvolto pure lui…

  • valentina scrive:

    ANDROpausa, il modem è maschio…e nun me fà sempre incazza!!!!! :-D

  • Unto dal Pignone scrive:

    No, il mio modem (che è un titolo, come Ministro o Avvocato) è donna. Uomini tra i piedi non ne voglio, soprattutto nei momenti di svago…

    p.s.: ti ho mai parlato della mia telefona?!…

  • barbababbo scrive:

    Io sono di Prato (che è vicino a Firenze) ma qui le ciclabili sono a scopo puramente ricreativo; lungo fiume ed in direzione dei parchi.
    Se vuoi usare la bici per andare a lavoro e portare il bimbo all’asilo tutti i giorni, devi arrangiarti con percorsi alternativi ed evitare le strade più pericolose. Questo non mi ferma, ma non sono in alcun modo incentivato a farlo se non per coscienza personale.
    Inoltre a Prato se non c’hai la macchina figa non sei nessuno. Gli eventi però potrebbero aiutarci; la città sta vivendo una drammatica riduzione dell’attività produttiva che, se unita allo slogan “BICI E’ FIGO” potrebbe muovere qualcosa. Meglio che niente…

  • mik scrive:

    dimmi tu cosa c’è di figo e cosa significa che può aiutar”ci” (chi?), il fatto che arrivi “una drammatica riduzione dell’attività produttiva”, cioè che un sacco di gente perde il lavoro e va in malora? dove c…o vanno con le bici se non hanno il lavoro e i soldi per fare la spesa? meglio che niente cosa?

  • barbababbo scrive:

    mik, ma che ti scaldi, c’hai la macchina in doppia fila?
    Sarà impossibile fermare questa economia che sta andando a rotoli! Vuoi subire con stress gli eventi oppure vuoi capire che un passo indietro è necessario?

  • Michelangelo scrive:

    @VALE; quella gran porca della sua “Telefona”, sentissi le cose che le dice.
    M!!!

  • mik scrive:

    non ho la macchina nè in prima nè in seconda fila. tu che macchina hai? che lavoro fai? il passo indietro lo stiamo già facendo, sia che lo si faccia per convinzione, che per costrizione economica. Ma che gli eventi possano aiutarci?…aiutare chi a fare cosa? tu hai la bella bici, la macchina in garage e l’allarme per non fare entrare i ladri in casa?

  • barbababbo scrive:

    Ho già risposto, vogliamo subire gli eventi oppure no? Vogliamo prendere coscienza:
    1. che la crescita infinita non esiste
    2. che il nostro “benessere” passa anche dalle sofferenze altrui
    3. che l’economia come la conosciamo è una stupidaggine
    Lavoriamo per oggetti che non ci servono; alcuni di questi sono le auto. Possiamo lavorare meno, consumare meno ed essere ugualmente felici?
    Infine: io non voglio la sofferenza di nessuno ma questo casino nella finanza e nel mondo non può essere superato se non da una presa di coscienza. Volenti o nolenti.

  • rotafixa scrive:

    intorno a me vedo isterie ma non un’italia alla ladri di biciclette.

    qui mi pare che (in perfetto stile itagliano) si soffra a parole.

    al massimo preoccupazione ma di coglioni che girano a vuoto per strada dentro vetture vuote ne vedo la stessa esatta quantità di tre o quattro anni fa.

    quoto in toto barbababbo.

  • valentina scrive:

    il bello è che il CAPO ci dice di essere fiduciosi e spendere…
    io ho lo stesso telefonono da tre anni, in dieci anni e passa ne ho cambiati tre, uno caduto in mare ed uno defunto. guardandomi intorno vedo che più si è ignoranti (passatemela) più si hanno stipendi bassi, e più si cambiano telefonini ogni sei mesi e auto, indebitandosi.
    discutevo ieri con una persona che mi faceva notare che il mio “snobbismo” a non consumare non faceva girare l’economia.
    sarà mica colpa mia se di certe cose non me ne può fregare di meno?

  • Michelangelo scrive:

    Di fondo c’è una sostanziale ignoranza e questo ti rende schiavo, schiavo dello spendere per apparire, spendere per ammazzare il tempo al posto di dedicarsi ad altro o agl altri, spendere e così via.
    Non è detto che il rilancio dell’economia debba passare per lo spendere fine a se stesso, indebitarsi per acquistare prodotti importati fa si ripartire l’economia ma di altri paesi, spendere per usare il cellulare fa contenti i gestori telefonici, mica l’economia reale, fare i buffi per acquistare qualsivoglia prodotto, vuol dire fare il favore all’economia virtuale, ai soldi elettronici e ad i loro gestori, è ora di decidere quali siano le “materie prime” e i “manufatti italiani” e su quelli puntare sinceramente e coerentemente.
    Rilanciare la spesa degli italiani per fare contenta la GDO, me pare proprio ‘na cazzata.
    M!!!

  • Unto dal Pignone scrive:

    Mik, la ricetta è semplice. Storicamente durante periodi di benessere si consuma più di quanto servirebbe, mentre nei periodi di depressione si impara ad apprezzare le cose veramente importanti e si capisce l’inutilità del superfluo.
    Probabilmente Barbababbo intendeva dire questo…

    p.s.: Vale, anch’io come te e Rota continuo a vedere gente che piange miseria ma continua a scialacquare. Io vado avanti col telefonino del 2002, pieno di graffi e ammaccature e adesso che comincia a non regger più la carica mi inquieto perchè al sol pensiero di spendere 100€ per un telefonino mi pare uno spreco…

  • local hero scrive:

    trovi nokia a 39 euro.
    se pensi a 100 euro, allora sei un fighetta.

  • Unto dal Pignone scrive:

    No, no, io non penso poprio: guardo distratamente i cartellini dei prezzi e leggo quelle cifre. Magari sono fighetta perchè il requisito fondamentale che deve avere per me un cellulare è quello di essere il più piccolo possibile, e magari quelle son le cifre di ciò che cerco.
    Ma non escludo che ci siano citofoni anni 60 da 39€ o mattoni con lavastovigle e baby-sitter robotica inclusa da 1500€. Diciamo che fin’ora non ho perso molte energie e tempo a cercare…

  • Lanerossi scrive:

    Cavolo, io non ho la benchè minima idea di quanto possa costare un telefonino!
    Eppure dovrei incominciare ad informarmi: il mio da un annetto da segni di poca vitalità su qualche tasto. Eh, gli anni…

    Se penso poi che sono 3-4 anni che devo cambiare sacco a pelo (ne ha 12 o 13), eppure ho sempre fatto lo stesso (lo uso parecchio), forse mi viene da pensare che veramente non ne ho bisogno.

    Quando però, come ieri, mi ritrovo tutto il giorno con i piedi a mollo, forse un paio di scarponi buoni devo prendermeli.

    Insomma, sono maestro del tirar avanti la vita di oggetti che sembrano defunti :D

  • Unto dal Pignone scrive:

    Ma, perchè, hai un cellulare tu?!… :-D

  • martino scrive:

    chi è contento quando l’economia è in recessione è un po’ troppo masochista.
    è però fondamentale capire che ci può essere uno sviluppo solo se si investe in tecnologie sostenibili nel lungo periodo. la sentenza del libero mercato sul settore automobilistico mi sembra piùttosto chiara. sono profondamente addolorato per chi lavora nel settore dell’auto e nel suo indotto; è compito dello stato difendere questi lavoratori,non le imprese per le quali lavorano. questa differenza è troppo spesso ignorata

    beppe grillo disse(secondo me la cosa più intelligente che abbiamai detto) che non si vota nel giorno delle elezioni, ma ogni volta che si compra qualcosa

  • martino scrive:

    chi è contento quando l’economia è in recessione è un po’ troppo masochista.
    è però fondamentale capire che ci può essere uno sviluppo solo se si investe in tecnologie sostenibili nel lungo periodo. la sentenza del libero mercato sul settore automobilistico mi sembra piùttosto chiara. sono profondamente addolorato per chi lavora nel settore dell’auto e nel suo indotto; è compito dello stato difendere questi lavoratori,non le imprese per le quali lavorano. questa differenza è troppo spesso ignorata

    beppe grillo disse(secondo me la cosa più intelligente che abbiamai detto) che non si vota nel giorno delle elezioni, ma ogni volta che si compra qualcosa

  • martino scrive:

    chi è contento quando l’economia è in recessione è un po’ troppo masochista.
    è però fondamentale capire che ci può essere uno sviluppo solo se si investe in tecnologie sostenibili nel lungo periodo. la sentenza del libero mercato sul settore automobilistico mi sembra piùttosto chiara. sono profondamente addolorato per chi lavora nel settore dell’auto e nel suo indotto; è compito dello stato difendere questi lavoratori,non le imprese per le quali lavorano. questa differenza è troppo spesso ignorata

    beppe grillo disse(secondo me la cosa più intelligente che abbiamai detto) che non si vota nel giorno delle elezioni, ma ogni volta che si compra qualcosa

  • martino scrive:

    chi è contento quando l’economia è in recessione è un po’ troppo masochista.
    è però fondamentale capire che ci può essere uno sviluppo solo se si investe in tecnologie sostenibili nel lungo periodo. la sentenza del libero mercato sul settore automobilistico mi sembra piùttosto chiara. sono profondamente addolorato per chi lavora nel settore dell’auto e nel suo indotto; è compito dello stato difendere questi lavoratori,non le imprese per le quali lavorano. questa differenza è troppo spesso ignorata

    beppe grillo disse(secondo me la cosa più intelligente che abbiamai detto) che non si vota nel giorno delle elezioni, ma ogni volta che si compra qualcosa

  • martino scrive:

    scusate….non sono pratico

  • Unto dal Pignone scrive:

    Martino, qua nessuno festeggia la recessione, si sta solo dicendo che con la recessione si spera che alcune menti siano costrette a riflettere.
    Dici che sono troppo ottimista?!…

  • martino scrive:

    sono d’accordo che in un momento come questo si debba riflettere.solo che la decresita dev’essere limitata a quei settori che dispongono di una tecnologia in decadenza, ci devono invecessere investimenti e consumi in quelle tecnologie con un futuro. aspirare a una decrescita generale assomiglia ad un suicidio

  • frank scrive:

    forse una decrescita generale è un suicidio per una società umana.
    la crescita continua rischia di esserlo per il pianeta vivente

  • local hero scrive:

    io continuo a vedere gente spendere. chi ha soldi continua ad averli e a spenderli. Chi ne ha meno, spende meno e collassa. Il divario si accresce.
    anche perché in italia nessuno sa ragionare a lungo termine. nessuno è mai stato abituato a farlo. finché hai soldi li spendi. Poi crolli di botto.
    Dai, che da ieri è nata una nuova opposizione: si chiama SKY.

  • Michelangelo scrive:

    QUOTO FRANK IN PIENO.
    Se veramente siamo la specie “superiore”, quella “pensante”, è arrivata l’ora di assumersi le proprie responsebilità e fare in modo che la nostra impronta sul pianeta non sia di quelle fossili ma simile a una sul bagnoasciuga, il vento e il mare devono poterla cancellare e fare rientrare nell’equilibrio delle cose.
    @local; sarà anche una nuova opposizione ma di gente seduta sul divano ad assorbire passivamente immagini.
    M!!!

  • 999marti scrive:

    devo dire che questa vicenda di sky e’ abbastanza interessante: per la prima volta c’e’ una tv (anche se a pagamento e con un pubblico comunque limitato) che da addosso a testa d’asfalto… un cosa che in itaglia ha dell’incredibile.
    sorvolo su tutti il resto della vicenda, che per il resto poco mi appassiona. in effetti non guardo mai la tv… preferisco vivere.

    credo che nessuno sia contentento di questa crisi, perche’ porta con se una sofferenza delle fasce piu’ deboli della societa’. la speranza e’ che sia un occasione di riflessione verso il modello di vita del mondo occidentale. in questo momento storico l’idea capitalistica di crescita infinita si scontra con la finitezza delle risorse naturali. che non vuol dire solo petrolio, ma anche e soprattutto cibo. decrescita vuol dire soprattutto ridimensionare i propri bisogni e dirottare le proprie risorse verso i beni indispensabili. e’ esattamente il contrario di quanto serve al sistema capitalista per mantenersi in vita. sperare che le “tecnologie ecocompatibili” possano sostenere tutta l’economia e’ un miraggio. semplicemente dobbiamo consumare di meno. tutti. punto.

    vabbe’… scusate la predica.
    buona bici a tutti.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Sono d’accordo con Frank, ma non ha torto Martino a dire che bisogna investire su nuove tecnologie che permettano un giorno (nel lungo periodo) di consumare meno proprio eprchè è arrivata l’ora (come suggerisce Local Hero) di ragioanre con più lungimiranza.
    Purtropo a questo mondo siamo in tanti, troppi, e quindi tocca darci una calmata moderando i consumi da subito e poi pensando a sistemi che evitino in futuro il riproporsi della crisi ecologica (perchè siamo in piena crisi ecologica, anche se i giornali si occupano solo delle banche e di Alitalia…).
    Per quanto riguarda Sky, la sola idea che una TV sia contro Testa d’Asfalto mi pare un idea ingenua: Murdoch e Berlusca vanno a braccetto e quella della battaglia sull’IVA è un siparietto ad uso e consumo del popolo bue, anche se Veltroni non l’ha ancora capito…

  • sam scrive:

    Siamo troppi. Quanti dovremmo essere?

  • Unto dal Pignone scrive:

    Quelli che eravamo, diciamo un millennio fa….

  • martino scrive:

    mi sembra che qua più o meno diciamo le stesse cose.il problema è che mentre il concetto di sviluppo è chiaro i modi per conseguirlo sono in profonda contrapposizione. io pedalo, altri vanno in macchina

  • Michelangelo scrive:

    @Unto, non è del tutto vero si sia in troppi, ciò che è vero è che si agisce su ragionamenti sbagliati, su concetti sorpassati, dando valore a cose che non ne hanno.
    Qualche post prima si parlava del modello di telefonino, il problema non è solo quello, puoi anche avere un telefonino di dieci anni fa ma se lo usi “a cazzo” e ti indebiti per fare telefonate inutili mentre sei imbottigliato nel traffico con la macchina e non hai di meglio da fare, per come la vedo io, stai sbagliando qualcosa. Il telefonino ce l’ho me lo porto dietro più o meno inutilmente e lo uso solo quando ne ho necessità o mi conviene economicamente rispetto a quello di casa per sentire amici che abitano troppo lontano da me. Mi permette l’immediatezza della comunicazione, ma qual’è la necessità di immediatezza? Se non è indispensabile, lo faccio in un momento diverso o cerco di incontrare la persona con la quale desidero comunicare.
    Personalmente mi incazzo quando sento che persone con uno stile di vita e un lavoro, quindi uno stipendio e possibilità simili alle mie se ne escono dicendomi che spendono 30-50 euri di telefoninoo al mese allo stesso modo in cui mi dicono che è impensabile andare a fare la spesa in se non in macchina. Ma che cazzo dici è la mia risposta, spendo meno di 15 euro al mese di telefonino, faccio la spesa in un GAS o al mercato (il sabato mattina) andandoci a piedi, con l’autobus o in bici, nella maggior parte dei casi con mio figlio sulle spalle, non mi ritengo certo un fenomeno, sarai mica tu che sbagli? Possibile che non ti ci puoi fermare a riflettere? dove cazzo vai così di corsa da non accorgerti che ti stai schiantando?
    Ribadisco, è un problema di cultura, di scambio di esperienze di capacità di vedere oltre, non di assorbire immagini passivamente.
    Si tratta di ottimizzare, ridurre, non sprecare, dare valore reale alle relazioni umane e all’ambiente che ci circonda. Logicamente tutto risulta più difficile se hai fretta di andare a prendere la macchina per tornartene nel tuo appartamento e chiudertici dentro a guardare la TV, mi sembra giusto a questo punto aspettare i lsabato per andare al centro commerciale con la macchina, tutta la famiglia dentro e spendere 200 euri non si sa bene in cosa, dei quali in parte finiranno nel secchio tra sprechi e imballaggi.
    Inutile raccontarcela tra noi gruppo di sfigati, la testa è già aperta a sufficienza, il problema è chi fa finta tutto ciò non succeda.
    M!!!

  • Unto dal Pignone scrive:

    Mick, siamo d’accordo su tutto, ma che gli uomini sulla terra siano un problema anche per il loro numero è un dato inquivocabile.
    L’uomo, per il suo stile di vita diverso da quello degli altri animali (sì, perchè l’uomo è un animale, e non me ne frega un cazzo di quello che pensano in Vaticano…) ha sempre avuto un impatto sulla natura più “corrosivo” (pensa all’Isola di Pasqua, disboscata per motivi demenziali in epoca preistorica…).
    Il pianeta però ha sempre avuto abbastanza forza per assorbire l’impatto umano (alberi tagliati per fare le case, pecore rasate per farsi i vestiti, piante e animali destinati al sostentamento, etc…) e ammortizzarlo rigenerandosi.
    Col passare del tempo e il migliorare delle condizioni di vita (oggi una morte per parto è una tragedia, secoli fa era una statistica…) la popolazione umana sul pianeta è aumentata esponenzialmente. Già solo questo metterebbe in difficoltà l’ammortizzamento delle risorse da parte del pianeta, poi ovviamente va aggiunto tutto quanto dicevi tu.
    Per questi motivi oggi dobbiamo rivedere i nostri consumi, per tutt’e due gli aspetti, numero di uomini e abitudini esagerate: già in un mondo intelligente il solo numero di uomini stancherebbe il pianeta, figuriamoci con la deriva consumistica. Prova a pensare: o ti vesti con fibre naturali e consumi risorse (quante vacche tocca macellare per fare 5 miliardi di scarpe di cuoio?!…), o ti vesti con fibre sintetiche e inquini (che figata il materiale hi-tech dei ciclisti ecologisti…). Non se ne esce, quindi l’unica soluzione è dare al pianeta la possibilità di assorbire l’impatto umano, anche per quanto riguarda l’inquinamento.
    Perchè l’inquinamento, in realtà, c’è sempre stato (la rivoluzione industriale mica è stata fatta con fiori ed essenze…), solo che aveva un impatto minore ed il pianeta poteva sopportarlo.
    Allo stesso modo, se l’uso del petrolio (che tra l’altro non riguarda solo le auto) venisse fatto in maniera più sobria ed intelligente potrebbe ancora essere tollerato: negli anni 60 c’era una macchina ogni 5 famiglie, adesso ci son 5 macchine ogni famiglia (non scherzo, i miei vicini di casa sono in 5: due genitori e tre figli maggiorenni. Ognuno ha la propria auto…).
    Ora, non intendo certo andare per il mondo a falciare il surplus con un ascia bipenne (anche se a volte ne avrei la tentazione…) o obbligare la gente a vestirsi con foglie di banano, ma sta di fatto che a questo tavolo siamo aumentati esponenzialmente
    mentre le pizze sul tavolo sono rimaste le stesse.
    Quindi tocca dividersele civilmente…

  • samir scrive:

    Visto che noi occidentali abbiamo un impatto ambientale 200 volte più alto di un paese povero, potremmo cominciare da casa nostra: critical mass e suicidio collettivo. 300 italiani morti valgono 6000 africani, così andiamo in pari in fretta col Congo dove ne muoiono 1000 al giorno. Inoltre consumando noi ciò che rubiamo a loro, più ne crepano qua, meno ragioni hanno per ammazzarsi là. Altro che 15 euro di cellulare al posto di 50, altro che aperitivo in centro.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Ecco, la gratificazione di scrivere sul web è una di quelle cose che non si può descrivere…

  • Michelangelo scrive:

    @Samir; dove hai preso i dati della mortalità in Congo? Rimanendo ai numeri che hai dato, si resta in pari se qui ne muoiono 50 al giorno e credo la mortalità italiana sia ben più alta.
    @Unto; la pizza mica vorrai dividerla con l’ascia bipenne?
    M!!!

  • Unto dal Pignone scrive:

    No, Mick: ci skiddo sopra coi cerchi a goccia montati senza copertoni nè camere d’aria… ;-)

  • samir scrive:

    La mortalità, per la guerra, in Italia è più alta che in Congo? oh bella, allora sappiamo tutti dov’è un paradiso di ricchezza, pace, longevità, salute e non ci siamo ancora trasferiti…che spirito di sacrificio che abbiamo, stiamo qui a soffrire noi per fare contenti loro.

  • Michelangelo scrive:

    @Samir, ma che te sei fumato? il 50 era legato ai numeri messi li da te, non ho mai detto che la mortalità italiana sia più alta di quella congolese, ti ho semplicemente fatto notare che in Italia muoiono ben più di 50 persone al giorno come è vero che in Congo muoiano ben più di 1000 ingividui ogni giorno e ne nuoiono molti di più per AIDS e malattie che non per effetto diretto delle guerra.
    P.s. Alcune delle malattie cui accenno sarebbero controllabili con spese procapite quasi irrisorie e spesso legate alla possibilità di accesso a fonti di acqua potabile, praticamente inaccessibile alla popolazione, sebbene il Congo sia uno dei paesi meglio forniti di acqua al Mondo.
    P.P.S. se desideri parlare di problemi umanitari nei paesi in via di sviluppo, per quanto mi riguarda sfondi una porta aperta. Personalmente ritengo che il mio ridurre l’impatto sul pianeta e consumare con un minimo di senso critico, possa in parte contribuire ad aiutare i popoli dei PVS.
    M!!!

  • local hero scrive:

    quanti km (circa) avete fatto l’ultimo anno in bicicletta?
    lo chiedo perché quando ho fatto il calcolo dei miei, mi sono sinceramente preoccupato. 6.500. Considerando gli spostamenti quotidiani (quelli standard casa-lavoro-casa, più un tot di varie ed eventuali: casa-cinema-casa, supermercato, asilo, casa di amici), quelli in bdc (2 volte a settimana: 100 la domenica, 50 il mercoledì, circa). Nemmeno in auto riuscirei a farne tanti.
    credo che sia importante prenderne coscienza perché dà l’idea di quanto davvero la bici possa spostarci nella nostra vita. Se pensiamo, come nel mio caso, che in bicicletta ho fatto la maggior parte dei miei spostamenti dell’ultimo anno (e non parlo solo di quelli urbani), c’è da riflettere. Riflettere seriamente.
    Se ci si aggiunge che al di là della scelta di “consumo responsabile”, l’ho fatto per puro piacere, c’è da riflettere ancora di più.
    Secondo me nemmeno noi sappiamo ancora quanto la bicicletta possa diventare il nostro mezzo di locomozione integrale.
    Quest’anno devo incrementare il numero dei km, causa forza maggiore: ho in mente di fare diverse cosettine a pedali e per farle devo superare il numero di km fatti l’anno scorso e pedalare ancora più duro. Se riesco, da qui a novembre prossimo accumulerò qualcosa come 10.000 km. Ammesso e non cocesso (assolutamente non concesso) che vi riesca, credo che poi davvero non avrò più senso spostarsi diversamente.
    La bicicletta. Mai avrei pensato.

  • frank scrive:

    boh. nei giri tra pianure e montagne in bdc o mtb 4.700 circa. per tutti gli altri spostamenti non ne ho idea, ma + o – con una stima approssimata per difetto saranno 2.000. sull’auto l’ultima volta che l’ho presa ci ho trovato una ragnatela con un simpaticissimo ragnetto che mi dispiaceva disturbare

  • Unto dal Pignone scrive:

    @Local Hero: quoto tutto, io ho notato fra l’altro che la bicicletta mi fa muover di più anche rispetto agli altri mezzi. L’altro giorno con la neve ho rinunciato a delle comissioni per pigrizia, avrei dovuto prendere i mezzi e fare un sacco di saliscendi…lunedì sono uscito in bici ed ho fatto tutto girandomi l’intera città.
    Stranamente sono arrivato a casa con animo leggero e non mi son sentito come in quei casi da “aaahhhh…finalmente a casa, sono stravolto!….oggi ho girato tutto il giorno e sono morto…”

    @Frank: io l’ultima volta che ho aperto la macchina (per recuperare una brugola per stirngere il tubo sella) ci ho trovato dentro una collezione di foglie secche d’annata, le pinne del mare, un panorama entomologico che avrebbe fatto invidia a Grissom di CSI e, nel baule, un autostoppista olandese caricato su non so quando…

  • Michelangelo scrive:

    @local; facendomi il calcolo che hai suggerito, mi sa che devo cercarmi il sito “podistica”, mi sono reso conto che personalmente percorro molti più km a piedi che non in bici, per tutta una serie di motivi:
    utilizzo del mezzo pubblico nel periodo che mia moglie ritiene freddo per il nanetto;
    sposamenti a piedi nel giro del chilometroemezzo;
    e corro al posto di pedalare;
    è vero che mi piacciono le bici ma…
    continuate ad accettarmi tra voi, vi prego.
    M!!!

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