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Cinelli single speed

Alberto in Tecnica | 17 commenti

cinelli-riot.jpg

Scrive Andrea: Tutto è iniziato quando mio fratello ha trovato il telaio in un cassone per il recupero dei rottami metallici; l’ha riverniciato parzialmente e dopo un iniziale entusiasmo è rimasto in garage per anni su di un cavalletto, finche me l’ha regalato: “tu che sei appassionato di rottami portatelo via che non ne posso piu’ di vederlo”.
Dopo varie traversie (tripla con ruota libera a 6, doppia con cassetta a 7, singola con cassetta a 8) e’ diventata single con prospettive di fissaggio.
Il telaio e’ un Cinelli di alluminio Easton Elite troppo oversize (problema uno: cannotto della sella da 31 pagato a peso d’oro) con movimento centrale incollato tipo Gary Fisher (problema due: linea di catena vincolata) e forcellini verticali (terzo problema, inutile che spieghi il perche’); le pedivelle sono delle Sugino microdrive da 175 che ho preso da Mauro all’inaugurazione della ciclofficina della Stecca, la corona e una Suntour xc da 42, ruote Vuelta medio profilo con raggi aero un po’ buffoni e mozzi Deore comprate in offerta specialissima, attacco per aheadset con mix di adattatori per la forcella tradizionale, antico manubrio 3T “superleggero”, leve freno Exage, freno ant. Cantilever Deore LX trovati nuovi in un cassone di fondi di magazzino, freno post. orrendi cantilever pietosamente carteggiati per togliere almeno le bave piu’ evidenti dotati di pattini rossi morbidi, sella Italia Xo trovata ad un terzo del prezzo in un negozio di fighetti perche’ aveva il telaietto leggermente segnato, gomme slick da 1.20″; l’opera ha richiesto l’abuso di frenafiletti, similoro, spessori ricavati da vecchie cassette pignoni e rottamaglia varia.

Rigida ma comoda, di misura casualmente perfetta, frena bene malgrado il poco ortodosso abbinamento di leve da corsa e canti medio profilo, la piega da corsa con l’attacco corto e rialzato permette una presa alta molto piu’ turistica di quella del manubrio originale ed una bassa molto piu’ aerodinamica, il 42×13 e’ oggettivamente utilizzabile solo in pianura, ma con la stessa lunghezza di carro posteriore dovrei riuscire a montare anche un 44×15 o un 46×17 (se qualcuno ha in giro una corona 44 o 46 microdrive 5 fori- girobulloni 94 faccia un fischio).

Adesso che e’ single e’ finalmente silenziosa e sensibilmente piu’ efficiente, e mi stupisco di tirare un rapporto che prima usavo solo in discesa, mi sono divertito a montarla, mi diverto ad usarla ed attira l’attenzione di ciclisti e non ciclisti; l’unico prblema e’ la fidanzata che continua ad insinuare che abbassando la sella sarebbe perfetta per lei.

Andrea

17 commenti su “Cinelli single speed

  • ilmecca scrive:

    Cacchio , un telaio easton elite buttato in un cassone della differenziata ! in che mondo del cavolo viviamo…..

  • achab scrive:

    non ci credo che la catena ti resta su. Dì la verità: se salti il maciapiede ti parte.
    Comunque non male. Anche se un telaio cinelli nella raccolta differenziata mi pare roba poco credibile…

  • zanna scrive:

    bel lavoro andrea,
    se hai problemi di tensione con la catena usa un tendi catena da tandem o da pedalò, li trovi da rossignoli a una decina di euri.

    peace & beer zanna

  • Andrea_Riot scrive:

    Il telaio era in stato pietoso, con l’attacco del deragliatore piegato e la sede del movimento centrale rovinata da un maldestro e ripetuto tentativo di adattare un m.c. tradizionale; inoltre essendo spaccato uno dei cinque bracci della guarnitura immagino la botta che deve aver preso lateralmente; io ho usato dei cuscinetti industriali da 35 mm incollati con mezzo litro di Loctite (la sede non e’ filettata, i cuscinetti dovrebbero entrare a pressione); penso che sia stato buttato da un negozio per l’oggettiva impossibilità di montarlo senza fare una “pastruganta” invendibile e per sopraggiunto limite di eta’.
    La catena resta su perche’ all’interno del pignone da 13, che e’ un Hyperglide C, quindi la cosa piu’ inadatta al mondo per lavorare da sola, c’e’ un 20 che la ributta dentro quando cade senza interruzioni di trazione avvertibili (ho curato la linea di catena al mm per cui tra le maglie e la “spallamento” c’e’ pochissima aria); Mi ero costruito un tendicatena con un vecchio deragliatore ma volevo provare cosi’; in fondo l’importante e provare, al limite ho trovato un Singulator della Surly in un negozio vicino a casa.

  • wolverine scrive:

    Non so nulla di bici ma i commenti di Andrea sono talmente tosti che ne sono rimasto affascinato anch’io. I miei complimenti. :)

  • Diego scrive:

    Domanda: ma dovo diavolo le trovate le varie Sugino, Suntour e in generale guarniture da sigle-speed a prezzi abbordabili? Io abito in Versilia e vi giuro che quando chiedo di marche che vanno oltre le solite Campagnolo e shimano mi guardano come un marziano. Ho due telai di acciaio da strada piuttosto anzianotti, ma dritti e ancora decenti. La battuta dei forcellini posteriori è di 120 mmm quindi pensavo di ottenere due fisse piuttosto che impazzire per cercare di salvare i vetusti deragliatori Campagnolo. Stamani ho cercato delle pedivelle di 165mm (ho un pò paura di toccare in curva): niente. “Non le fanno più”, “Ci sono solo quelle per le bici da ragazzino”, “Guardi ho un bel gruppo Campagnolo Pista a millemila euro” , “La Track della Stronglight ? No quella marca non la teniamo più” ecc, ecc.
    Chissà che mi rispondevano se chiedevo le Sugino?
    C’è nessuno che è delle mie parti e conosce qualche negoziante un pò più fornito? Oppure qualche rivenditore serio che faccia spedizioni in contrassegno?
    Scusate per lo sfogo e grazie per i consigli che potrete darmi.

    Andrea più guardo la Cinellona e più mi monta l’invidia (sic…)

  • mauro scrive:

    Quel cavolo di movimento centrale é una delle boiate che mr Fisher pretendeva di inventare, lui che di meccanica non ha mai capito un tubo…comunque gran lavoro di taglia e cuci: non hai pensato di rendere più profondi gli innesti dei forcellini semplicemente limandoli all’interno? La lima (tonda) nell’alluminio va dentro come col cioccolato, non é necessario avere attrezzi elettrici (anche se aiuta), basta procedere con precisione e cautela, 4-5mm ti danno già ottimi risultati (segna col pennarello nero la parte da asportare da entrambi i lati e procedi).

  • mauro scrive:

    Diego: é tutto materiale usato, NON specifico da pista (ho venduto ad Andrea le pedivelle da mtb, da 175mm). Per forza che se chiedi le cose strane non le trovi: figurati se non trovi in una cesta da un ciclista aperto da almeno 12/15 anni una guarnitura usata Campagnolo, Gipiemme, Omas ecc. Se vuoi fare le cose ganze e prendere il nuovo, Decathlon ha materiale Stronglight (che é francese), ma non cercare roba “da pista”, stai su materiale strada-mtb e ne trovi un bel po’.

  • Agnes scrive:

    Complimenti e… anch’io voglio sapere dove e’ il ” negozio di fighetti perche’ aveva il telaietto leggermente segnato” dove vendono le selle difettate a un terzo!!!!

  • Diego scrive:

    Grazie Mauro per la risposta. Non vorrei che l’aver visto ” Stronglight Track ” o ” Campagnolo Pista” ti abbia fatto pensare che stessi cercando pezzi specifici da pista. E’ che mi è capitata in mano una di quelle riviste-catalogo con un sacco di marche che non conoscevo e ho visto tra queste che la stronglight aveva delle guarniture doppie da strada a prezzi abbordabili e con lunghezze di 165mm. Poi si, ho chiesto anche della track perchè dovrebbe costare attono ai 160-170 E e tenendo conto che è praticamente l’unica spesa che affronterei, non mi sembrava tanto male.
    Il gruppo Pista me l’ha proposto un esaltato perchè ha sentito che volevo farmi una fissa.
    Per il resto cerco di recuperare tutto ( la bici di mia madre è la somma di 3 vecchi rottami buttati via), ma di usato “da cesta” dai meccanici in zona fin’ora non ne ho trovato…
    Dici comunque che con 170 mm di pedivella non rischio di stiantarmi in terra? Ho un pò paura, a volte ho strusciato con la bici “normale” continuando a pedalare in curva e ti giuro mi sono ca@@to addosso : )

  • Andrea_Riot scrive:

    x Agnes
    Il negozio e’ abbastanza noto ed ha una sede a Monza ed una a Lissone, vicino al bowling, ma non e’ che di prassi vendano a prezzi ribassati, e stata una cosiddetta botta di …fortuna; il telaietto era segnato perche’ la sella era montata di serie su di una bici nuova e chi l’ha comprata ha preferito qualcosa di diverso. Il fatto che siano fighetti non e’ dispregiativo, e’ che di fatto nelle strutture medio-grandi si trova o la fuffa o, come in questo caso, la media gamma purche’ sfiziosa (tipo Bootleg o Specialized Sirrus, o le cruiser della Fuji) e la gamma alta-altissima di Pinarello, Wiler ecc…
    Dove invece si fanno gli affari sono i mercatini, io mi sono fatto scappare a 17 eurini una mtb scassatissima alla quale era stata sostituita la guarnitura con una fiammante Ofmega replica campagnolo record, girobulloni 144 (perfetta per le corone da pista) e le pedivelle da 165.

  • RacingCats scrive:

    Mi dite dove sta ‘sta discarica con dentro i telai Cinelli?

  • mauro scrive:

    Qualsiasi negozio che tratta Cinelli é una discarica, son tutti dei rottami…!!!

  • Andrea_Riot scrive:

    Le vecchie MTB rigide, anche di gamma alta, si trovano piu’ o meno ovunque; lasciando perdere Milano dove rubano anche le ruote del triciclo ed il parco circolante e’ di rottami all’ennesima potenza, nei parcheggi delle stazioni brianzole ho visto Cinelli, Scott, Specialized, Trek ecc… legate con il cavetto a spirale, sporche e ruggini, con i cavi dei freni rotti e le selle sguarate; d’altra parte rimettere in sesto la mia “cosa” mi e’ costato quanto una citybike media; passione a parte, una rigida di 20 anni con la pipetta d’acciaio nero ed un tubo del gas come manubrio, i cantilever, il paracambio e 18 rapporti non e’ esattamente quello che la gente desidera, per cui e’ verosimile che venga rimpiazzata da un cancello meno funzionale ma piu’ attraente e che oggi come oggi costa meno di due copertoni, due camere d’aria e di una revisone da un ciclista. Se la vittima poi richiede riparazioni e non solo ordinaria manutenzione la tentazione pattumiera e’ piu’ che giustificabile: parlando della Cinelli, la guarnitura originale (Suntour XC pro) ed il movimento centrale, che erano entrambi da sostituire, sono praticamente introvabili, le pedivelle da strada picchiano nel telaio, mentre con quelle moderne si pedala a gambe larghe, il cambio era spezzato, senza contare tutta la bulloneria arruginita ed i sacramenti per rimuoverla; io l’ho presa come una cavia su cui imparare e sperimentare, non direi certo che e’ stato un affarone.

    x Mauro

    In effetti le Cinelli viste da vicino, sia per finiture che per componentistica, non valgono i soldi che costano, ed io ho sono stato ben due volte sul punto di comprare una Racing Rats per poi ricredermi, ma secondo me dal punto di vista del desing e delle idee rimangono una spanna davanti gli altri.

  • mauro scrive:

    Lo so, lo dicevo solo per vedere se qualcuno si incazzava…certo i nomi e i colori spesso sono stati da riferimento, es. le “capitano nemo”, ma anche la “ottomilainsù”, prima ancora c’era la “sentiero”, che andava anche meglio del 90% delle mtb del periodo, un gruppo più che buono, pagava lo scotto del violetto schifino anni ’80, ma aveva tutti gli insetti del bosco disegnati sopra. Quella sì che sarebbe una ottima base per una bici urbana tritatutto comoda…corone ovali escluse.

  • Andrea_Riot scrive:

    Per non parlare della “Passatore”, che sarebbe potuta essere la madre di una tipologia city-touring molto piu’ funzionale delle attuali ibride, ma che il mercato non ha premiato.
    Il “popolo” associa il manubrio da corsa alla schiena orizzontale ed alle leve dei freni difficili da raggiungere in citta’, ma le attuali city con il manubrio a stecca per la maggior parte o sono dei cancelli, come d’altra parte e’ la bici che uso normalmente per andare a lavorare, o sono troppo delicatine e leggere per un uso a tutto tondo, tipo Pinarello Treviso.
    Con le Bootleg Racing Rats e ZZ Rats ci hanno riprovato puntando ad un target ben definito e, pur con le luci e le ombre che accompagano gli “instant classic” e la loro promozione, forse hanno riempito una nicchia che era vuota da molti anni.

  • Carlo scrive:

    Ciao a tutti,

    mi chiamo Carlo, sono di Milano e frequento da poco il sito e non ho ancora capito come poter, e se posso, inserire un nuovo argomento di discussione. Per questo motivo inserisco qui una domanda che forse non c’entra molto con la Cinelli single speed di cui si parla.
    Da circa un anno mi sono riavvicinato alla bici, usandola quando posso. Ora leggendo qua e là i vostri interventi l’idea della bici in città mi comincia ad attizzare. Viste le Cinelli Bootleg…visto il costo…visto altre considerazioni…ho provato ad interessarmi alle bici di Zanazzi. Vi chiedo: della Achab si può acquistare anche il solo telaio? Anche se non è bello parlare di prezzi (non capisco il perchè) qualcuno sa super giù il costo di questo telaio?
    Per ora grazie a tutti per le risposte…..in fondo Milano è bella…magari vista in bici sarebbe stupenda….
    Carlo

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