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Dalle stalle alle stelle

Alberto in Altro | 20 commenti

Vanni.jpg

Paolo ha scritto a Ciclistica: Il “prima” e il “dopo”, cioè gli effetti derivanti dalla lettura spasmodica di Ciclistica.it.

Una volta ammalato gravemente, come e successo a me, di Ciclofissa, ho
cercato di guarire prendendomi cura a mia volta di questo bellissimo
telaio abbandonato all’acqua e al vento…

vanni27ja.jpg

Restauro riuscito???!!

Ciao.

20 commenti su “Dalle stalle alle stelle

  • ma scrive:

    finalmente una bella bici

    due interrogativi:

    hai forato la testa della forca per mettere il freno o era già forata ?

    che diavolo di rapportone spingi ?

  • Paolo scrive:

    No, non c’è proprio lo spazio per forare una forcella da pista nè poi la necessaria distanza della ganascia dal cerchio per poter lavorare: il tubolare passava proprio a filo…!
    A malincuore ho messo un’altra forcella, ma ho verniciato anche l’originale in modo che se mi gira la riporto alle condizioni originali in un batter d’occhio.

    Il rapporto in effetti è un po’ duretto… ehm… 52X16!!!

    Avevo scritto tutta la storia della bicicletta e dell’incontro con l’artigiano che l’aveva costruita circa 25 anni fa sul newsgroup I.S.C., a chi interessa ecco il link:

    http://shorterlink.co.uk/6747

    Altre foto sono qui:

    http://www.fixedgeargallery.com/2006/mar/PaoloGiannotti.htm

    Paolo

    P.s.: un particolare ringraziamento a Rotafixa senza la cui ispirazione, come si dice in questi casi, la realizzazione di questa bici non sarebbe stata possibile!

  • fabrizio scrive:

    Piccola nota: ho messo la tua foto come salvaschermo, bellissima. (Scusa l’ignoranza, ma non riesco a riconoscere la splendida facciata dietro).
    Ciao,
    Fabrizio.
    AVE caiofabricius VALE

  • Paolo scrive:

    Grazie grazie, troppo onore!!!

    La facciata è quella del Duomo di Pisa, come fondale fotografico in effetti non è male….

    Sul secondo link c’è anche la Torre ed il Battistero!

    Ciao

    Paolo

  • franco scrive:

    ma di quale vanni è ? pettenella ?

  • Paolo scrive:

    No no, si chiama Gino Vanni, abita a Migliarino vicino a Pisa, ha smesso di lavorare da tempo.

    E’ stato un privilegio per me averlo conosciuto e imparato delle cose da lui.

  • rotafixa scrive:

    ti ringrazio per la citazione.

    come avrai capito ho evitato di commentare la tua (bella) bici perché mi sono stufato ogni volta di borbottare come un vecchio rincoglionito sulla presenza del treno (greno? dreno? insomma quel coso lì, come si chiama…)

    ps

    da ruspamonnezza quale sono ti chiederei di verificare se il vanni ha qualcosa che gli avanza in officina per aiutarmi a mettere su il mio laboratorio di saldatore….

  • MA scrive:

    finalmente ammetti di essere un vecchio rimbambito che borbotta cose insensate…
    e se uno vuole il freno lasciaglielo mettere
    eddai, chettifrega?

    la bici è bella anche così

    +baci+bici+kaos

  • Paolo scrive:

    Non hai idea di quanto tempo è che gli faccio la corte, come “frugacassonetti” anch’io non scherzo…..

    Ha ancora tutti gli arnesi, come se avesse smesso ieri: dime (e ripeto DIME), attrezzi speciali Campagnolo, fiaccole, etc. etc.. Il tutto tenuto con cura certosina, incartato e incellofanato.

    Ma la sua risposta, alla richiesta di vendere qualcosa, è sempre la stessa: “Me li hanno chiesti in tanti ma io ‘un vendo nulla. Li voglio lascià al mi’ figliolo, per quando un’ ci sarò più. Poi lui farà quello che vorrà…”

    Non ha invece più nulla di componentistica, quella l’ha regalata tutta quando smise!

    Ogni tanto comunque vado a salutarlo, per il piacere di farlo certamente, ma anche con la segreta speranza che nel frattempo abbia cambiato idea.

    Mi viene in mente una cosa migliore, però: se passi da queste parti ci andiamo insieme in bici, con la scusa di fargli vedere uno dei telai che hai appena saldato. Chissà che…

    Oh, poi bisogna saldare un telaio insieme, certamente però senza dreni, greni, treni,insomma, ci siamo capiti!!!

    Ciao.

  • rotafixa scrive:

    già m’immagino da vecchio mentre ciabatto per le piazze di roma pisciandomi addosso e bestemmiando contro le biciclette di decathlon

    se vengo a pisa ti faccio un fischio, ma l’incentivo ahimé mi sembra essere svanito. senza nulla togliere alla tua persona, eh

    se’l su’ fijolo ‘un se ne fannulla però…

  • ma scrive:

    rotafixa a me pare che rincoglionito tu lo sia già (non so dire delle ciabatte e della funzionalità prostatica)

    ha tenuto la forca originale: in 4 minuti cambia atttaco, piega, forca, rimette la ruota e tu ne godi !

  • rotafixa scrive:

    certo che godo: paolo é contento

    non é questo che vogliamo? che felicemente ci si faccia il proprio mezzo?

    ormai la fixa va per i fatti suoi, è maggiorenne e non devo più sbattermi per farla conoscere, si fa conoscere da sé.

  • Bigfish scrive:

    Il muro nella prima foto è quello della stazione di S.Rossore? Oh… pure io studio a Pisa. Adesso sono un po’incasinato col lavoro, ma la prossima volta che vengo da quelle parti (penso tra un paio di settimane) dobbiamo trovare il modo di incontrarci (ti mando una e-mail prima)… Così mi fai vedere la bici e mi racconti tutto per filo e per segno, ogni gesto necessario per rimetterla a nuovo…

  • klo scrive:

    rotafixo,
    siccome non credo di essere in grado di riportare una bici a nuovo come ha fatto paolo, ti sarei immensamente grata se tu potessi dirmi dove posso trovare una bici di questo tipo che si adatti a me che sono alta 1,87

    klo

  • rotafixa scrive:

    al circo, direi

  • gi0rgi0 scrive:

    cazzo se sei alta!

  • Luca scrive:

    Ciao Paolo.
    Bel restauro: complimenti!
    In tono anche i richiami di colore nelle scanalature del reggisella Campa.
    Luca

  • esse scrive:

    bella bella!
    e bella anche la storia pubblicata sul ng. complimenti!

    volevo chiederti, il manubrio è nitto? come ti trovi con quel manubrio? è un po’ che ci sto pensando.

  • Paolo scrive:

    [Il muro nella prima foto è quello della stazione di S.Rossore? Oh… pure io studio a Pisa. Adesso sono un po’incasinato col lavoro, ma la prossima volta che vengo da quelle parti (penso tra un paio di settimane) dobbiamo trovare il modo di incontrarci (ti mando una e-mail prima)]

    No, è il muro del retrobottoga del Baglini…
    Passa quando vuoi!

    [bella bella!
    e bella anche la storia pubblicata sul ng. complimenti!]

    Approfitto di queste tue righe per ringraziare te e tutti gli altri degli apprezzamenti, fanno sempre piacere, è ovvio!

    [volevo chiederti, il manubrio è nitto? come ti trovi con quel manubrio? è un po’ che ci sto pensando.]

    No, è un Modolo, recuperato per caso, e in quel momento ho fatto salti di gioia perchè era proprio quello che cercavo. Una volta montato però si è rivelato estremamente scomodo perchè assai spiovente verso il basso: in poche parole l’unica presa consentita è sulle corna, la parte “trasversale” è invece inutilizzabile e ciò alla fine stanca molto, anche perchè la bicicletta così si allunga molto. Bellissimo, ma bocciato!!

    Ciao

  • rotafixa scrive:

    questo é uno degli inconvenienti del greno

    devi usare manubri fatti apposta

    senza creno puoi mettere un tubo, molto più comodo

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