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Diffida

Redazione in Altro | 110 commenti

Avv. Ruggero M. Gentile  scrive a Ciclistica: In nome e per conto del Sig. Andrea Rivera, che legge in copia e che mi ha conferito mandato in tal senso, formo la presente al fine di invitarvi all’immediata pubblicazione di una lettera di scuse in ordine al contenuto diffamante di cui alla lettera pubblicata “by redazione – Fuori di zucca capitolino – 22.09.08 ore 08,25″.


Contestualmente vi invito e diffido alla immediata rimozione della stessa, in quanto contenente una descrizione degli eventi surreale e del tutto priva di riscontri con la realtà.
Con l’occasione vorrete fornirmi gli estremi del redattore, affinché nei confronti dello stesso e della vostra redazione, possano essere intraprese le opportune azioni sia in sede civile, per il risarcimento dei danni subiti e subendi dal mio cliente, sia in sede penale, per i reati che saranno ravvisati.
Valga la presente quale formale diffida ad adempiere ad ogni effetto di legge.
In attesa di riscontro in ordine ai fattivi provvedimenti che vorrete prendere con la massima urgenza, invio distinti saluti.
Avv. Ruggero M. Gentile
Via M. Di Veroli n°2
00199 – ROMA
tel 0686580143 – fax 068603932
ruggero@studiogentile.eu

110 commenti su “Diffida

  • redazione scrive:

    Rimuoviamo provvisoriamente il post in oggetto in attesa di verifiche.

  • massi scrive:

    Eh si era proprio lui…

  • clambfr scrive:

    Ha risposto così alla mai mail:
    “il caro dottor house pealava allegramente in curva in mezzo alla strada e siccome c’eran due bimbi e se passava un pazzo veramente veloce faceva filotto gli ho fatto cenno che era un matto..e lui mi ha mandato a fare in culo.io mi son fermato(non fumo nemmeno)e gli ho spiegato il perche’ del mio gesto e lui:ma non c’hai un cazo da fa’?allora l’ho mandato a cagare chiedendo scusa ai bimbi…..e lui come risposta si e’ messo apposta in mezo alla strada per non farmi passare….un altro caso di malasanita’.con sincerita’ amareggiato..pasquino…de noantri.(che guevara uccideva)”

    replica finale mia:
    “grazie della risposta, e se è andata così mi dispiace per l’accaduto. capirai senz’altro che ho voluto verificare la versione dell’altra parte, e adesso la girerò a chi di dovere. Penso che alla fine si sia trattato di un’incomprensione “comprensibile”…di questi tempi, i ciclisti non sono visti bene meno che mai; da cui questo tipo di reazione.”

    sinceramente, voglio pensare che sia stato un problema di comunicazione, tutto qua.

  • rotafixa scrive:

    descrizione degli eventi surreale e del tutto priva di riscontri con la realtà.

    che io sappia questa non è una smentita.

    la descrizione degli eventi è surreale per l’avvocato (mentre io la vedo per strada molto spesso), e “del tutto priva di riscontri con la realtà” non vuol dire “falsa”: vuol solo dire che nessun altro ha visto, probabilmente: che, insomma, non ci sono -forse- prove.

    ma nel caso ci fossero…. mi sa che la figura di mmerda non gliela leva nesuno.

  • valentina scrive:

    però, che furbata! così abbiamo la certezza che era lui e non la sua versione dei fatti!!!! :D
    del Sig Andrea Rivera intendo….

  • valentina scrive:

    mi riferivo all’avvocato, non avevo ancora letto clam fr.

    dandogli anche la buona fede non faceva prima a rispondere a ciclistica senza letterine degli avvocati? a no aspetta…si parla anche di risarcimento dei danni nella letterina!

  • rotafixa scrive:

    se la versione fosse stata falsa l’avvocato avrebbe scritto “falsa”, e calcando la mano.

    gli avvocati non ti regalano niente.
    mentre questa formula lascia ampio spazio di contraddittorio, dunque sarei incline a ritenere che il comportamento di rivera non sia stato così santo come lo descrive, bontà sua per il bene dei bimbi…

    voglio vedere che succederà.

  • frank scrive:

    si, veramente: credo di non aver perso nulla a non conoscere uno che parla solo tramite avvocati

  • sensi scrive:

    Questi con l’avvocato sempre in canna mi ricordano tanto i bersagli delle strimpellate di quel brillante comico che si esibiva a “parla con me”, mi pare, in difesa dei piu’ deboli.

  • il ciclochitarrista scrive:

    “…possano essere intraprese le opportune azioni sia in sede civile, per il risarcimento dei danni subiti e subendi dal mio cliente, sia in sede penale, per i reati che saranno ravvisati”.

    Emmenomale che si chiama Gentile.

  • massi scrive:

    “gli ho fatto cenno che era un matto..” tipico. Sto in macchina, forse ho fretta, forse è solo l’abitudine ai 70 km/h come norma, mi trovo dei ciclisti nella carreggiata proprio dietro una curva, no dico questi matti proprio dietro una curva se vanno in bicicletta!
    Già siamo proprio tutti matti ad andare in bicicletta in città, non è il primo e non sarà l’ultimo a dircelo.

  • alberto biraghi scrive:

    Ho risposto così all’avvocato:

    Salve. Come dovrebbe esserle noto, ogni nome a dominio corrisponde a
    un responsabile che può facilmente verificare nel database del NIC.
    Nella fattispecie è il sottoscritto. Sinceramente mi sembra che si stia sparando ai passeri col cannone, visto che il blog Ciclistica è poco più di un circolo privati, comunque in segno di buona volontà ho tolto il post in attesa di verifiche.
    Per qualunque altra comunicazione si può rivolgere al nostro avvocato.

    Vediamo, la risposta del tizio mi sta suggerendo di rimettere il post originale. Così ci sarebbero entrambe le versioni. Comunque sì, questi con l’avvocato facile stanno sui coglioni non poco. Soprattutto se da un lato danno la risposta brillante, dall’altro scatenano l’azzeccagarbugli.
    Vabbè.
    E’ un mondo difficile e vita intensa. Felicità a momenti e futuro incerto.

  • valentina scrive:

    sensi, quella dell’avvovato sempra in canna mi piaciu assai e se non ti dispiace me la rivendo!
    tra l’altro è la prima cosa che ho pensato.

    biraghi, esatto, sparare ai passeri col cannone.
    fa parte della povertà umana e dell’involuzione a cui siamo ridotti.
    almeno una volta in campagna si tirava il collo alle galline per mangiarsele, e senza neanche sparargli.

  • clambfr scrive:

    penso molte cose diverse. Una è che in questa metafora gli avvocati, che in genere mi stanno sui coglioni, in questo caso fanno sì la parte delle palle da cannone, ma mi interessa di più chi li spara. A me, che pure non gli ho scritto una mail tenera, ha dato una risposta che definirei educata…dopodiché, vengo qui e trovo una diffida.
    Armando&c, cosa ne dite?

  • valentina scrive:

    clamb, è ovvio che se l’avvocato non fosse stato (in)caricato dal suo cliente non avrebbe sparato neanche con una cerbottana!
    infatti si parlava di avvocati sempre in canna…

  • enrico scrive:

    minkia. da artista di strada a sguinzaglia avvocati
    non conosco la vicenda ma solo questo lo rende penoso.
    enricosg

  • Lanerossi scrive:

    Be’, non è che gli siano stati fatti complimenti in quella lettera, anzi…

    Io non so nemmeno chi sia questo Rivera, io di Rivera conosco solo Gianni e qualche sudamericano.

    I due medici si prendano le loro responsabilità, hanno preso un documento o un numero di targa?

  • Unto dal Pignone scrive:

    Vabbè ma sto Rivera non vuol farcela sapere la sua versione?! Almeno per bocca (anzi, per penna…) del suo avvocato, che almeno sa scrivere…

  • armandonovi scrive:

    Ecco la vera versione dei fatti. Domenica 21 settembre 2008. Ore 14.00 circa. Via di S.Alessandro deserta. Siamo una famiglia di 4 ciclisti urbani. Non possediamo l’auto e giriamo per Roma solo a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. Genitori medici di 45 anni e bimbi di 8 e 11 anni. Tutti sempre con il caschetto in testa. Camminiamo ai 20 all’ora quando una macchina ci supera a tutta velocità e ci fa cenno che siamo matti perchè pedaliamo a due a due per proteggere i ragazzi all’interno. Lo mandiamo chiaramente a quel paese e questo ci inchioda davanti e scende imbufalito. Gli spieghiamo che con i bambini in bici si va così, senza cercare di occupare troppo la strada. Nella sua macchina il cane lo guarda e vanno le canzoni di Rino Gaetano. Ripartiamo ma lui insiste. Ha gli occhi sbarrati e l’atteggiamento di un esaltato. Ci dice che dovrebbero levarci i figli e ci minaccia di metterci sotto. Altra nostra reazione di invito a fare qualcosa di meglio e lui non molla e inchioda ancora davanti. I ragazzi sono molto spaventati e il pusillanime automunito si approfitta di questo. Finalmente se ne va ma poco dopo lo reincrociamo in via Nomentana e ci inveisce di nuovo contro. Solo dopo riconosciamo nel pazzo il famigerato Andrea Rivera. Questo è quello che è successo. Dietro l’apparenza da centro sociale e le canzoni di Rino Gaetano si nasconde la camicia nera dello squadrista ed i successi di Califano. Armando e famiglia.

  • fabi scrive:

    che tristezza…..

  • Nel processo che seguirà mi ascrivo parte lesa.

  • rude scrive:

    Resta il fatto che questa famiglia di medici e figli in bicicletta, poteva raccontarci quello che è successo, roba di cui non mi stupisco e voi? almeno per chi usa la bici quotidianamente, probabilmente particolarmente toccante per chi si fa un giretto la domenica; il punto è che potevano evitare di fare nomi cognomi ecci ecci…invece no, hanno tenuto a sputtare sto tipo.
    A questo punto non mi sembra che il tenore dei commenti di ciclistica.it si fosse spinto a tanto (tralascio chi ha aggiunto il cavalletto alla bici di rutelli, perchè era proprio divertente)
    Ora visto che è stato pubblicato questa letterina, come stanno le cose? autorizzate a pubblicare i nomi e cognomi o magari numero di targa di chi ti insulta mentre pedali…un po’ eccessivo e poco utile alla causa. Chiedo scusa non sto a farvi la morale, io sono il primo ad insultare i tipi nella scatola meccanica: però pensarci un poco prima di pubblicare dei nomi.

    “occhi sbarrati e atteggiamentoi di un esaltato”
    “Dietro l’apparenza da centro sociale e le canzoni di Rino Gaetano si nasconde la camicia nera dello squadrista ed i successi di Califano.”

    e voi continuate a far parlare ‘sto medico….

  • valentina scrive:

    se devo dirla tutta sta storia non mi piace da nessuna parte la si guardi.
    non mi era piaciuto l’incipit fin da subito, la premessa di essere un medico nel raccontare l’accaduto, l’occhio clinico del dottor house e dottoressa consorte nell’osservare e diagnosticare possibili alterazioni della percezione, passando per che guevara, le camicie nere fino ad arrivare a califano(?). e poi tutto il resto, fino alle reticenze della parte in causa e le carte bollate del leguleio (in)caricato a sprecare cartucce.
    direi un grande squallore che poco ha a che fare con il pedalare.
    in poche parole pugnette!

  • alberto biraghi scrive:

    Scusate. Io non so, ovviamente dalla mia attitudine donchisciottesca sono portato a credere ciecamente al ciclista. Mi farebbe piacere se il medico mi inviasse in privato le sue generalità, cosicché io le possa inviare al mio avvocato che ci faccia quel che crede giusto. Ancora non capisco che c’entri la medicina in questa storia, ma vabbè.

  • Andrea84 scrive:

    nel raccontare fatti accadutimi per strada mi sono sempre presentato anche connotandomi come uno studente di legge quindi, cara valentina, che si veda dello strano nel presentarsi come un medico io lo trovo un pò esagerato;
    cmq la “fama” di cui gode il soggetto in questione ha permesso di riportare il nome in un blog pubblico; non credo che si sia divulgata alcuna informazione personale tale da far levare i vostri scudi garantisti;
    Si è raccontato un fatto, e si sono detti nomi: è un’infamia?
    Lo deciderà il giudice!
    io posso solo dire di avere maggiore simpatia per una famiglia con 2 bambini in bici piuttosto che per un ragazzotto del mondo dello spettacolo, forse un pò troppo sicuro di se.

  • enrico scrive:

    boh, nomi o non nomi, o no, resto comunque perplesso nel constatare la palese discrepanza tra immagine mostrata a tutti gli italiani e la condotta personale del sig. rivera.
    intervengo raramente poichè mi sento un pò estraneo: anche se ciclista io stesso, percepisco spesso che nella comunità di ciclista contano molto i contatti personali,,a questo è uno dei casi in cui non posso solo leggere.
    arrivare a scomodare gli avvocati, quando si da l’immagine dell’artista di strada, alla mano e “alternativo” rispetto all’andazzo generale mi prende proprio allo stomaco.
    un motivo in più per diffidare di tutto quanto fa spettacolo-
    enricosg

  • rotafixa scrive:

    una mezza idea me la sono fatta.
    sento nel racconto di armandonovi una tracci di rabbia. cha anche io ho provato in condizioni diverse ma avvicinabili

    ora:so che chi ha la macchina, va in macchina, è completamente esaltato e perde la brocca (testa).
    fossi anche io.

    ma io non vado in macchina

    quest’estate ho fatto a botte con due camerieri di un locale dove andavo a mangiare (non ci andrò mai più) perché la bc della mia donna è caduta sulla machina di uno di questi.
    risultato: un naso rotto, un occhio nero (mio), una catena (mia) e una bottiglia (non mia) brandite per la sfida finale, che fortunatamente non ci fu.

    v’assicuro che stavo solo andando a cena e per caso una bici cadde (con manubrio gommamunito) su una lamiera. nessun danno, ma ciò accadde.

    ora, e non da ora: io sono ASSOLUTAMENTE CERTO che chi gira in macchina sta COMPLETAMENTE FUORI.
    non capisce più le basi
    e non lo dico per l’episodio da me sopra narrato, che tenta solo di essere un esempio di quanto la gente stia fuori. per fuori intendo pazza.

    lo dico perché SO che sono impazziti. farebbero qualsiasi cosa, e qualcuno la fa.
    il medico dice di essere tale perché ha ravvisato i sintomi dell’alterazione di coscienza, perciò dice di essere medico. è sbalordito anche lui e vuole farlo sapere, anche accampando il titolo.

    questo demente (che sia rivera o riva o pelè me ne fotte poco) ha fatto lo sborone.
    non ha idea di cosa sia la normalità, sta sempre sopra le righe come TUTTI in questo posto di allucinatichimici

    e, oh: fascisti. vi siete resi conoo che siamo i un paese di fascisti?

    e cioé: se sono più grosso levati, altrimenti t’acciacco.

    fascismo semplice. poi viene quello complesso, tipo: giudo io, e ti porto dove pare a me, anche a porta pia a osannare i lanzichenecchi, che ora sto io al volante e tu togliti dal cazzo, cretino e mezzo imbecille che non sa cos’è bene per la sua famiglia. levati dalla mia strada.

    poi se questo aveva pure pippato, bòna sèra….

    ma dove sto io, roma, tutti pippano.
    tutti tranne facciamo il 10%?
    e sono largo.

  • Gaetano scrive:

    Cazzo vengo fino a Roma apposta per testimoniare in vostro favore :)

    In ogni caso se non sbaglio il codice della strada dice che al massimo ci possono essere due bici affiancate, ripeto, se non sbaglio.
    Quindi quello là doveva solo starzi zitto e non dimostrare per l’ennesima volta che l’auto è solo un prolungamento del proprio organo riproduttivo, mettendo in mezzo gli avvocati per una cosa così.

    FORTUNA CHE C’E’ INTERNET.

  • alberto biraghi scrive:

    Concordo con Mastro Rotafixa. Quotidianamente passo su certe strisce di prepotenza, imponendo agli autisti alterati brusche frenate per evitare di crearsi problemi. Almeno una volta su tre vengo insultato e minacciato come se quello che fa la stronzata fossi io (che passo come ho – avrei – diritto), anziché loro, che non si fermano come dovrebbero. Non c’è verso di spiegare. Un giorno uno ha detto “devi rispettare la velocità”. Un altro “facessero tutti come te il traffico sarebbe paralizzato”.
    Appena posso li calcio nella portiera, regolarmente si fermano più avanti urlanod e minacciando, ma non possono fare altro perché i loro simili dietro già si scaldano per l’improvviso intoppo che non consente loro di avanzare per i tre metri disponibili prima della nuova coda.
    E’ oggettivamente atroce, l’auto è il male del secolo. Lo dice uno che ancora ama posare gli occhi su una TVR degli anni ’70, su una Corvette del 1955, perfino su una Audi R8. Chiunque ci salga è fottuto, come con la cocaina.

  • frank scrive:

    in questa guerra i soli sicuri vincenti sono gli avvocati: nuova lite, nuovo lavoro, nuova parcella.

  • ubik scrive:

    Confermo che il codice della strada autorizza la marcia affiancati per proteggere i bambini…
    io ormai in citta’ viaggio rigorosamente a CENTRO strada, occupando il piu’ possibile la carreggiata: i controviali sono stretti, i suv sono molto larghi, se viaggio tenendo la destra quelli nel sorpassarmi mi fan sempre il pelo…
    e poi i matti sarebbero i 4 della famiglia pedalante… ambe’

  • HCE scrive:

    concordo con ubik: se la strada e stretta e non permette di essere sorpassati in sicurezza, se ci sono auto parcheggiate o intersezioni senza visibilità, stare troppo a destra è solo tentato suicidio.

    se stai largo ti vedono meglio (perché guardano davanti, non al margine della strada), sono obbligati a rallentare o a sorpassare sulla corsia opposta (se libera), e se ti fanno il pelo hai margine per allargarti.

    tu in compenso hai margine a destra per portiere e auto che escono troppo allegramente da parcheggi, passi carrabili e stop.

    certo però, c’è il rischio di quello che arriva veramente sparato, magari in curva, senza guardare o al cellulare, e ti prende in pieno.

  • gianluca scrive:

    Ieri ho letto la lettera di armandonovi riportata dal sito, e poi i commenti. Ho letto di persone che si sono precipitate a scrivere mail di fuoco al suddetto personaggio noto, senza conoscere personalmente i fatti, e senza aver sentito prima l’altra versione, ma solo di rimando.

    Dal punto di vista del personaggio noto, ciò che era uno scazzo avvenuto con qualcuno in strada (sul quale può anche avere avuto torto marcio), in poche ore si è trasformato in pubblico ludibrio su internet, con quello che col passaparola e i rimbalzi tra blog, può diventare facilmente una diffamazione a tutti gli effetti.
    Cosa ci si aspettava, una lettera di scuse? un chiarimento che altri non avevano aspettato a ricevere prima di mandargli insulti?

    L’impressione non solo di oggi e non solo di qui, leggendo anche altri blog di ciclisti, è quella di una comunità (di cui faccio parte, ma avendo la macchina faccio parte anche dell’altra) sì esasperata dal caos autocentrico delle città in cui vivono, ma che non vede l’ora di sparare bordate nel mucchio, col rischio di generalizzare, estremizzare per poi rinchiudersi nel proprio inattaccabile guscio di ragione. Un atteggiamento di contrapposizione che, secondo me, non ci aiuta a crescere.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Oh, ecco, coi riferimenti alle camice nere abbiamo rimesso a posto le cose: il Nostro in realtà è di destra, così stiamo tutti più tranquilli che l’onore della ciurma è salva…

    p.s.: vanno in TV a fare i profeti con l’aria di chi ha colto la vera essenza della vita, e poi sguinzagliano subito l’avvocato, come il più scontato ingranaggio del vippame moderno…..come direbbe Paolino Paperino: “Tsk, tsk!…”

  • frank scrive:

    hem unto, se non ricordo male a parlare di avvocati sei in “conflitto d’interessi” :)

  • Unto dal Pignone scrive:

    La prima cosa che ho imparato infatti è proprio: ricorrere all’avvocato solo in casi di assoluta necessità e cercare sempre la conciliazione.
    Qualsiasi altro atteggiamento è tutto fuorchè signorile, piuttosto anzichenò…

  • rotafixa scrive:

    Un atteggiamento di contrapposizione che, secondo me, non ci aiuta a crescere.

    e hai qualcosa da proporre?

  • rambo scrive:

    ah bè, unto, tu la fai facile, chi ha il cavallo nella stalla non si vergogna ad andare a piedi

  • quirino scrive:

    mi domando: ma rivera, ora che ricomincia la trasmissione con la dandini, farà porre le domande al citofono dall’avv. gentile? e se dovesse essere invitato di nuovo a presentare il concerto del 1° maggio a s. giovanni, introdurrà i modena city ramblers con l’aiuto dello studio legale di giulia bongiorno?

  • Unto dal Pignone scrive:

    Rambo, se uno ricorre all’avvocato per un racconto su un blog significa che il cavallo non ce l’ha nella stalla ma nel salotto. E comunque ti ha risposto Quirino: una volta scoperto il tutto il sig. Rivera poteva venire qui a raccontare la sua (invece di farlo solo privatamente con qualche mail sarcastica) e ricorrere al “ve la vedrete coi miei avvocati (sempre al plurale in Italia, che fa molto più figo…N.d.D.)!” solo successivamente.
    Invece è partito in quarta “per tutelare la propria immagine”, come un Charles Foster Kane qualunque.
    Che va benissimo, per carità, ma allora si evitino certe recite da Che Guevara della comicità (comunque di talento: “non fumo nemmeno” mi ha steso…) oppure la si smetta di dire che certi atteggiamenti sono fascisti. In sto thread mi aspettavo da un momento all’altro di leggere robe del tipo “un compagno che sbaglia”…

  • menthos scrive:

    e’ ora di tirar fuori l’ortodossia ciclistica, il tipo era in auto ed aveva chiaramente torto, gli altri in bici per di piu’ coi bimbi non possono che aver ragione anche se fossero stati in centro alla carreggiata a far colazione.

    e infine ci aggiungo il piu’ classico “+kaos”
    che non se ne puo’ piu’ da anni

    m.

  • rotafixa scrive:

    certi atteggiamenti sono fascisti

  • frank scrive:

    un rivera che a quanto pare non gioca a pallone giulia bongiorno charles foster kane …. devo esser stato fuori dal mondo per un po troppo tempo. da questa sera mi farò almeno mezz’ora di tv dopo carosello. e la domenica guarderò pure capodistria

  • gianluca scrive:

    e hai qualcosa da proporre?

    sì, evitare i settarismi (o l’ortodossia come dice menthos) ed evitare di appiccicare le etichette, per esempio.
    Dire che certi atteggiamenti sono fascisti non sposta la questione di un centimetro.

    Chiunque potrebbe dire che fare a botte con dei camerieri brandendo una bottiglia invece di tentare di conciliare è atteggiamento altrettanto fascista.
    Io non mi permetto non solo perché non so minimamente cosa cavolo ti sia successo ma perché in finale servirebbe solo a spostare la discussione su altri temi.

    Per fortuna c’è la legge, a disposizione di tutti per difendere i propri interessi. Di armando se ha visto minacciata la propria incolumità fisica, e dal personaggio noto se ha visto diffamato il proprio nome.

    Che Guevara non c’entra manco di striscio.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Tanto più che la condotta di Rivera m’è parsa assolutamente (quanto ipocritamente) di sinistra. Nell’accezione italiana del termine, ovviamente…

    p.s.: sarei curioso di sapere quale modello di auto guidasse Rivera…

  • 999marti scrive:

    @unto: non so il modello di auto, ma probabilmente e’ rossa.

    per il resto concordo con menthos: ortodossia ciclistica impone di parteggiare per il ciclo munito.
    senza se e senza ma (se non dove sta’ l’ortodossia?).
    in ogni caso la successione avvocato-mail simpaticona e’ decisamente sospetto.

    andrea

  • alberto biraghi scrive:

    Tra l’altro: nei paesi civili (esempio la Germania), la ragione è inversamente proporzionale alle dimensioni del mezzo: se un’auto cucca una bici ha torto, se una bici cucca un pedone ha torto. Quindi il nostro ha torto. Non so se sia fascista o no, ormai ‘ste categorie non mi appartengono più, anche perché vivo in una provincia amministrata da uno del Piddì che si comporta come un fascista, quindi chissenefrega. Comunque chi va veloce in una situazione di convivenza con mezzi fragili (esempio la città) è un coglione a prescindere. Senza scusante. Perché ammesso l’errore del fragile, la pena (morte o disabilità) è comunque smisurata rispetto alla colpa. Se il coglione andasse piano (ovvero a velocità codice) il fatto non sussisterebbe.
    Per questo ritengo che tutti i Rivera del mondo siano dei coglioni: se andassero piano, se si preoccupassero di pensare che ci può sempre essere una famigliola a rischio di morte, non avrebbero bisogno di esser mandati affanculo ogni due per tre. A rimetterci sarebbe solo coso, lì, l’avvocato romano. Che sinceramente è un problema che non mi affligge.

  • qazz scrive:

    un grido sode nella città, ma va da via al cù.

  • rotafixa scrive:

    gianluca, non so se te ne sia reso conto ma non proponi un bel niente.

    sappie che questi bastardi settari e con i paraocchi tra i quali mi infilo anche io le fanno/facciamo tutte per promuovere l’uso della bici, anche (anche….) attraverso la demonizzazione dell’auto e dunque anche attraverso il settarismo.
    e poi facciamo cose come mostre di bici, appuntamenti di bici, discussioni con rappresentanti delle istituzioni o candidati a tale ruolo, con argomento ciclabilità, festival di film di bici.

    eccetera eccetera, ché non mi va di venirti a spiegare come e quanto certi settari si sbattano per far alzare a questi beoti che vivono dentro acquari semoventi il muso dalla loro infamissima greppia.

    bici e auto pari non sono.

    chi va in auto si assume una colpa sociale che può essere evitata solo abbandonando l’uso dell’auto. io li vedo, li descrivo e li stimo come dei criminali sociali. e agisco di conseguenza, con le iniziative di cui sopra e che dovresti capire da solo.

  • sensi scrive:

    «Nonostante io abbia collezionato ventisette denunce per disturbo della “mente” pubblica e abbia ormai una fedina penale più sporca di quella di Previti – purtroppo i miei reati non cascano in prescrizione: è il bello dell’Italia di oggi – non ho mai smesso di andare per strada. Mi permette di mantenere il contatto reale con la gente e con me stesso…>> A. R.

    Dopo tanto collezionare…

  • Unto dal Pignone scrive:

    @alberto biraghi: “Sig. Anderson, per un attimo ho avuto la sensazione che stessimo dalla stessa parte…” (cit.)

  • massi scrive:

    “Per fortuna c’è la legge, a disposizione di tutti per difendere i propri interessi”-Quindici anni di berlusconismo si fanno sentire,cazzo se si fanno sentire!
    Settarismo.Non c’è niente di più settario che andare in giro in macchina.Io vado in bici all’aria aperta,se mi incontri puoi salutarmi, io ti risponderò,prendo l’aria sulla faccia, la pioggia, il sole,i sorrisi e i vaffanculo,neanche le cuffiette mi metto per sentire gli altri,ma troppe volte non hanno niente da dire.

  • Unto dal Pignone scrive:

    @Massi: quoto in pieno, parlare di legge in un paese come l’Italia in cui i magistrati cocnedono ad uno stupratore l’attenuante che la vittima non era vergine o in cui si assistono a deliranti colloqui tra avvocati e magistrati ( http://www.settimanasportiva.it/index/it/news.show/Libert%C3%A0+per+gli+ultr%C3%A0.html?sku=2198 ) è sconfortante…..

  • rotafixa scrive:

    trovo che l’equivoco di fondo sia questo: siccome chi va in macchina è folla, oceano, milioni, hanno ragione.

    tutto qui.

    è letteralmente impossibile far vedere loro quanto ciò sia intrinsecamente falso. non se ne accorgono neanche, di essere stati colonizzati persino nei sogni.

  • massi scrive:

    Io volevo dire che la legge NON SERVE per difendere I PROPRI INTERESSI, ma al contrario per difendersi da chi fa i propri interessi calpestandoti.

  • gianluca scrive:

    rotafixa non ho niente da dire sulle attività, so bene tutto quello che viene fatto, mi faccio i film festival e le ciemmone e per dire stavo alla flexi a vederti a fianco di Carlsonn presentare Nowtopia e poi a piantare piantine in giro per il rione Monti. Apprezzo tutto perfettamente.
    Quello che non vorrei qui, per poter sostenere una discussione, è proprio il dover dire “ehi sono dei vostri anch’io!”, sono già passato per una vittima del berlusconismo imperante come hai potuto leggere, e questo fa già la differenza tra un atteggiamento aperto e uno chiuso.

    Ho la fortuna che per andare a lavorare devo solo prendere un tram, e ho mio fratello che usa la macchina tutti i giorni per andare in ufficio dal prenestino alla bufalotta (per i non romani, circa dieci chilometri serviti malissimo da mezzi pubblici). Questo non basta a farmelo considerare un criminale sociale, per esempio. Trovo che allo stato delle cose non abbia alternative molto migliori. E trovo che non lo porterò dalla mia parte considerandolo un pazzo sciroccato ammazzacristiani. Alternative devo indicargli, non fargli notare la mia superiorità morale perché mi muovo in tram.

    Per finire, a Massi, sul discorso della legge che vedo ritirar fuori, è che ho una opinione alta della Costituzione e dei diritti garantiti con quella carta, compresa quella di chiedere giustizia quando occorre per difendere i propri diritti e interessi legittimi (lo dice l’art.24 non me la sono inventata io).

  • rotafixa scrive:

    e quindi leviamo di mezzo il discorso “settari”, che c’entra poco.

    quello che intendo sostenere, con bici, parole e attività/attivismi, è che non è più (se mai fu) tempo di ragionevolezza, pacatismi, laissez faire.

    come canta la canzoncina di non ricordo quale gruppo meridionale, “e ti lamenti/ma che ti lamenti/pigghia lu bastuni e tira fòri li denti”.

    bisogna scrollarsi di dosso l’immagine stereotipata del ciclista-ambientalista-pacifista-essere sostanzialmente curioso, giullaresco, pittoresco, quasi un animaletto da cortile che però alle brutte fai fuori senza nessun rimorso, tanto è irrilevante.

    e invece no. ma proprio no. e quei miserabili come il soggetto di cui discutiamo in questo 3d vanno presi a sculacciate: non si devono permettere di molestare una famiglia in giro in bici, un singolo/una singola che va in giro in bici. il solo fatto di tenere un comportamento del genere lo ascrive immediatamente nella categoria dei lesionati in cervello e anima.

  • Unto dal Pignone scrive:

    @Massi: scusa avevo capito male. Sei troppo sognatore per la mia visione del mondo… ;-)

    @gianluca: qua non c’è bisogno di far parte di nessuna loggia ciclistica, non siamo massoni. Io sono più mosca bianca di te, mai schierato nè con l’uno nè con l’altro ma sempre contro tutti (tant’è che non m’è sembrato vero di far le pulci al comicastro di sinistra: troppo comodo definirlo fascista…).
    Tu vuoi suggerire alternative a tuo fratello per non bollarlo come criminale sociale. Ma lui quanti anni ha, per essere imboccato?!… No, perchè 10 km son gli stessi di Alberto…

  • rotafixa scrive:

    rileggendo l’ultimo intervento di alberto mi è venuto in mente che questo disgraziatissimo paese potrebbe essere definito “diversamente civile”, come si fa con gli invalidi.

    è disperante vedere come sia becero e tronfio di esserlo nello stesso tempo.

    è per questo che ho tirato in ballo il fascismo, perché il fascismo è così.

    e quindi sì, demonizziamo la vettura. voglio essere un insulto vivente nei confronti di chiunque, fosse anche mio padre, si mette in macchina.

    per questo mi sono messo a fare le bici senza freni, ricerca estetica a parte: per far vedere a chiunque che non mi curo delle loro incistazioni mentali, che qualsiasi ragionevole cerchiobottismo cade come un sacco vuoto di fronte alla totale irragionevolezza, perfettamente funzionante e gustosissima, di

    una
    bici
    senza
    freni.

    semplicemente.

  • gianluca scrive:

    massi mio fratello ha 43 anni e non farà mai 20 km in bici tra andata e ritorno. non li farà nemmeno col bel tempo e con 10 km di pista ciclabile a disposizione (e probabilmente neppure io). Credo forse, che se avesse una o più metro non troppo distanti da casa, su cui caricare una bici e questo fosse complessivamente più conveniente per le sue tasche e per il tempo di trasporto, potrebbe essere convinto a farlo.
    E’ questa la situazione generale, secondo me. Non c’è ideologia, pacifismo e buonismo, criminali e saggi illuminati.
    Ci sono solo scelte di convenienza e praticità.
    Non credo si possa confidare esclusivamente sulla “scelta di vita” di andare in bici, insomma.

    E non stanno per le strade i nemici della città vivibile, della bici e del trasporto pulito. Non è con gli automobilisti il livello dello scontro (a parte quello fisico e tangibile ovviamente). Per tornare in topic al 3d, il personaggio noto non ha torto a prescindere, ha torto se ha fatto il coattone (come diciamo qua) eventualmente.

    Gli schifosi stanno al comune, alla regione, al governo, nelle segreterie e nei programmi dei partiti, dove si decide per interessi di altri di finanziare il ponte di messina o l’introduzione del digitale terrestre, o la rottamazione dell’auto invece di nuove infrastrutture di trasporto e di viabilità ciclabile. Nella truffa sociale perpetrata alla spalle della gente sta, non nella gente stessa.

    un saluto a tutti che mò vado a casa.

  • rotafixa scrive:

    massi mio fratello ha 43 anni e non farà mai 20 km in bici tra andata e ritorno.

    altro esempio di oggettivizzazione di una situazione soggettiva.

    io ne farò 45 il prossimo aprile e vado dove mi pare con la bici a roma, giorno e notte.

    e buonanotte….

  • massimoz scrive:

    Io di anni ne ho 42 e mi faccio in media + di 40 km al giorno in bici, traffico o no, per andare al lavoro, a fare la spesa e mille altre cose. Poi certe sere e nei weekend prendo pure la bici da corsa o la mountain bike e pedalo ancora. Perchè mi piace pedalare e odio guidare l’automobile, odio la trasformazione dell’ndividuo da Dr.Jekyll a Mr.Hide quando si mette alla guida, odio il gas di scarico, odio mettere in pericolo il mio prossim, odio quello che la scatola rappresenta per moltissime persone!

  • valentina scrive:

    mi sento un pesce fuor d’acqua.
    vorrei più bellezza pro e meno odio contro.
    l’odio e l’ortossia mi tarpano i polmoni e mi rattrappiscono le gambe quasi quanto i gas di scarico.
    non è buonismo o tolleranza, è cercare di volare alto.
    nessuna difesa per il soggetto in questione che non riesce neanche a difendersi da solo.
    l’avvocato neanche lo considero, emetterà giusto una fattura.
    io cerco e mi sforzo sempre di guardare oltre, sempre un po’ più in la e non farmi buttare a terra dal primo scemo che incontro…io al tipo non gli avrei dedicato un secondo del mio tempo, e credetemi funziona!!! non sono tenera ma passo oltre, o se mi incaponisco lo faccio a quattrocchi e non su un blog.
    se così non fosse di post così ne dovrei scrivere uno la giorno…ahimè di sconosciuti!!
    o forse no, ma visto che per scelta non ne sono interessata probabilmente non li riconoscerei!
    poi ci si spara anche per un ombrello che cade su una macchina, per un paio di corna o per un albero che sconfina in una proprietà altrui…rimanendo in città ci si può odiare se ti scrollano le molliche dalla tovaglia del piano di sopra.
    le definirei malinconie personali, battaglie che non fanno vincere le guerre.
    scusate ma a sto giro non vi seguo.
    vorrei aderire ad un comune sentire per condividere e non ad una “corporazione”.
    su questo sarò sempre un cane sciolto.
    poi per me possono andare a cagare tutte le parti in causa….

  • Michelangelo scrive:

    @Vale; come spesso accade mi tocca darti ragione, si dovrebbe essere per la corporazione e non la contrapposizione, il fatto è, come dice il Biraghi, massi, Rota e molti altri, nelle città gira una banda di pazzi e non sempre si riesce ad ascetirsi, ogni tantoci scappa.
    @ginlu’, è una questione di scelte e di rinunce anche se, ne sono convinto, a 43 anni, con un po’ di allenamento tuo fratello farebbe prima in bici che in macchina.
    M!!!

  • frank scrive:

    per tutti coloro che ritengono troppi 10 km in bicicletta:

    http://www.albanesi.it/Paginetest/sportivi.htm

  • massi scrive:

    Bravo Frank! Il tuo link mi risparmia un sacco di parole. Se a quarant’anni non riesci a fare 10 km in scioltezza DEVI preoccuparti del tuo stato fisico, se non altro per non pesare troppo sul bilancio sanitario.Abbiamo perso letteralmente la cognizione dello spazio.Anch’io prima di (ri)salire in bici due anni fà pensavo che per percorrere quella distanza non potevo fare a meno di un propulsore che mi spingesse.
    @gianluca-Eh no mica si può stare sempre in attesa che la politica diventi buona e faccia qualcosa per noi! Roma ha molti problemi di trasporto pubblico e quindi prendo la macchina/scooter e non faccio altro che peggiorare la situazione.No! bisogna riscoprire il gusto di cambiare, di estrapolarsi, smettere di essere pilotati verso comportamenti irragionevoli,antieconomici,tossici,mortali direi.Se non si vuole andare in bici si prendano i mezzi che con meno macchine in circolazione funzioneranno meglio. E se non funzionano bisogna incazzarsi,creare comitati,rompere le scatole di brutto ai politici/assessori. Se si prende il mezzo privato neanche ci si rende conto se i servizi funzionano o no,significa infischiarsene.

  • armandonovi scrive:

    Ringraziamo il sito per lo spazio che ci concede e tutti coloro che, a vario titolo, sono intervenuti sulla squallida vicenda, con commenti che abbiamo letto e leggiamo con interesse e rispetto. Tuttavia, ci preme evidenziare che, almeno per il momento, non intendiamo adire le vie legali per ottenere soddisfazione, sia per non aggravare il lavoro dei giudici e sia per riportare l’episodio di domenica nell’ambito di quella mentalità, tutta romana, che considera il ciclista urbano un poveraccio degno del massimo disprezzo. Quello che più ci avvilisce, semmai, è il constatare come un personaggio pubblico possa permettersi simili atteggiamenti violenti ed aggressivi, pur dichiarandosi di una estrazione sociale e politica che anche noi condividiamo. Ci dispiace, poi, soprattutto per i nostri ragazzi che hanno partecipato, loro malgrado, alla triste scena ma se vorranno seguirci ancora nel considerare la bici il mezzo di spostamento più vicino all’uomo ed al suo ambiente, ebbene questa potrà essere una esperienza preziosa di cui fare tesoro. Grazie ancora di cuore e buona bici a tutti. Armando e famiglia.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Armando, massima solidarietà ma, non per fare il solito rompiscatole, commetti un errore grave: quello di considerare l’atteggiamento nel Nostro come estraneo alla sua estrazione sociale e politica. Non è così, non è così…

  • alberto biraghi scrive:

    Valentina: non è questione di odio, ma di consapevolezza e percezione. Io non sono Rotafixa. Se vedo una Maserati Ghibli SS del 1972 mi fermo a guardarla, penso che faccia parte della nostra cultura e della nostra storia. Sono andato molto in auto, ora non l’ho più, ma se mi occorre vado al Car Sharing o da Hertz e ne prendo una senza problemi.
    Quello che condanno non è l’uso dell’auto tout court, ma l’uso dell’auto contemporaneo alla messa in pausa del cervello. Il che – anche grazie al bombardamento mediatico di vaiasse su auto che corrono felici per strade solitarie che non esistono – è ormai la norma.
    Ecco, con quelli che spengono il cervello, che sulle strisce si incazzano se non li lasci passare perché pensano di avere la precedenza, con quelli lì io mi incazzo. E li calcio nella portiera se sono a piedi, gli tiro cazzotti sul tetto se sono in bici. Non odio nessuno, mi limito a usare l’unico linguaggio che li scrolla dal torpore intellettuale in cui si calano.

  • lollop41 scrive:

    @ Vale, sono con te!
    Gli atteggiamenti violenti non servono a nulla!
    Non è incazzabdoti o tirando calci alle portiere che ti farai rispettare, anzi.

    Il lobotom di turno non cambierà la sua idea sui ciclisti, non userà mai la bici… in compenso sparlerà il più possibile di quei luridi pezzenti straccioni che girano su due ruote… che calciano le auto solo perchè non ne hanno una(non raccontate ad un automobilista che la vostra è una scelta… lui vede che non l’avete ergo non contate un kazzo perchè non la potete avere)… poi la prossima volta che un ciclista passarà vicino al becero magari vi stringe pure e magari ci scappa che pure vi tocca…

    E’ utile? Così vi sentite meglio? Dopo tutto ciò che di positivo qua si fa in un istante passate e fate passare tutti dalla parte del torto.

    Peace and love

  • valentina scrive:

    Alberto, stai parlando con una che ha messo un Asino nella propria vita proprio perchè consapevole di tutto questo. l’Asino come animale lento e umile e depositario di una memoria ormai scomparsa, che ha lasciato il posto a SUV e macchinine pagate a rate, una società che ha davvero spento il cervello, spesso priva di senso.
    lo stesso discorso vale per la bici e più è semplice meglio si avvicina al mio sentire.
    figurati se sto difendendo le auto e gli atteggiamenti aggressivi che ne conseguono.
    se mi dovessi incazzare (e lo faccio, e a gran voce, non sono un’asceta!) e scrivere di tutti quelli che mi tagliano la strada (fisicamente e metaforicamente) non farei altro tutto il giorno. :)
    e poi non riesco a mettere tutti i ciclisti tra i “giusti” (certo la stragrande maggioranza si) e tutti gli altri dall’altra parte.
    il mondo in bianco e nero non mi piace
    era solo questo.

    ps. se ce ne fosse ancora bisogno non sto difendendo neanche il Sig…non mi ricordi neanche come si chiama.

    pps lollop e M!!! grazie! essere in tre pesci mi consola!!! ;-)

  • Unto dal Pignone scrive:

    Sono d’accordo nel non dividere il mondo in bianco e nero, però sono per l’ascia bipenne…

  • rotafixa scrive:

    il mondo in bianco e nero serve quando le cose si mettono male.

    le cose si sono messe male

    il peggioramento di roma, che tu conosci, ha preso un passo sempre più veloce. riesco a sentire nervosismo e isteria ormai quasi costantemente (quando esco di casa mi dò un’occhiata in giro, faccio mente locale e riesco a capire in che condizioni emotive sia la mia città; può sembrare strano ma accade).

    c’è anche molta paura. o meglio c’è paura molto spesso. sono terrorizzati, un po’ da tutto. i soldi, l’assenza di innamoramenti, il negro, lo zingaro, vedi tu.

    la cosa si riflette per strada, che come dico da anni è la nostra unica agorà, l’unico luogo di socializzazione aperto a chiunque e non a categorie (ubriaconi come me vanno nei bar, tifosi negli stadi ecc).
    l’unico posto dove puoi anche incontrare vecchi, o quindicenni, due età che mi sono piuttosto lontane.
    vedere vecchi trattati come merde, ad esempio, come accade sempre più spesso, non mi fa essere incline al peace and love.

    no.

    e mille episodi da niente accadono, valentina, continuamente, una risacca di maleveolenze e sgomitaticchie.
    mai stato un santo. ora, poi…

    no.

    li vedo fin negli occhi. a volte i vetri specchiati lasciano intravedere la sclera.

    giuro che non racconterò mai più, per lo meno su ciclistica, episodi di eventuali scontri anche di sguardi. non vorrei urtare sensibilità.
    il mio dubbio è che queste sensibilità siano di maniera. spero di no.

  • valentina scrive:

    rota, mi conosci, sai che non sono di maniera, e che quando vedo schifezze parto a testa bassa, ma ne deve valere veramente la pena!
    mi sa che mi toccherà fare un giro a roma per vedere come siete combinati!
    mi descrivi situazioni apocalittiche.
    può essere mai cambiato così tanto in questi anni, da che mi sono trasferita?

  • valentina scrive:

    e non sono neanche debole di stomaco….

  • rotafixa scrive:

    io dico di sì. neanch’io sono tanto impressionabile, ma la carica di violenza che sento negli ultimi anni non c’era neanche nei ’70, quando giravamo tutti più o meno “attrezzati” per eventuali scontri.

    sarà anche la cocaina che la fa da padrona; anzi trovo che ci sia questo circolo vizioso: più impegno per tirare la carretta/più fatica-paura del futuro-ansia da contratto in scadenza-consegna in scadenza/più “aiutini” di cocco e anfetamine.

  • rotafixa scrive:

    e aggiungerei: un poveraccio x, uno sconfitto dall’esistenza, uno che più che sapere sente la sua irrilevanza, marginalità, che fa quando sale nella sua amata vettura?

    si sente finalmente un capo. è lui che guida, è lui che decide, non c’è nessun soprordinato che gli abbaia ordini in faccia, e lui manda giù rospi perché senno’ addio lavoro ecc., e finalmente può dare sfogo a rancori e accumuli di impotenza grazie alla potenza del motore.

    non dico tutti; ma molti comportamenti che vedo tendo a interpretarli anche così.

  • valentina scrive:

    amunì rotafì, vieni a vivere tra i figli di annibale, la residenza ce l’hai già!
    babbìo, qui i problemi sono più sottili, apparentemente invisibili…
    non vede mai niente nessuno.

  • rotafixa scrive:

    no no.

    io me ne resto qui.

    se lascio roma è per il mare.

  • lollop41 scrive:

    @rota, noi non ci conosciamo direttamente e da ciò che dici Milano mi sembra meglio di Roma
    Il mio buonismo non è di maniera.
    Il mio è un discorso pragmatico teso a valutare azione e reazione.

    Sto solo dicendo che quasi sempre l’atteggiamento aggressivo è controproducente.

    Può far sentire meglio sfogarsi ma sono assolutamente convinto che l’educazione sia un’ottima e miglior arma.

    Penso che quasi tutte le situazioni potenzialmente a rischio siano evitabili… e che anche quando ci sembrano inevitabili spesso lo sono ancora.

    Sono anch’io per “quanno ce vo ce vo!” ma incazzarsi fa fare a noi il sangue amaro, rovina la giornata a chi riceve l’insulto/offesa e via così musoni tutto il giorno? serve? secondo me no?

    Sono abbastanza convinto però che al di la dell’acceso dibattito qua le differenti opinioni siano come la ruota davanti e quella dietro… attaccate allo stesso telaio.

  • valentina scrive:

    ok rota, d’accordo, ma la macchina è un mezzo e non una causa. la causa è la frustrazione e l’ignoranza.
    quel tizio sarà lo stesso che bacia il culo al suo capo e fa il leone con chi sta sotto di lui…magari facendo lavorare la gente male e troppo a costo della sicurezza…lo stesso che non fa la fila, che tratta male il cameriere al ristorante..potrei continuare per ore con duemila altri esempi.
    come cabiare alle radici?

  • rotafixa scrive:

    oddìo mio mo’ passo per uno che sbraita ogni giorno

    non è così.

    può capitare, e faccio sempre in modo che non capiti.

    però figliuoli, e lasciatevi nominare così, non è una situazione riproducibile al 100%. e io non porgo l’altra guancia, se non per farmi baciare.

  • valentina scrive:

    vabbene rotacrociato, beccati un bacio sulla guancia che hai porto che mo c’ho d’andare a caricarmi il fieno…tranquillo, con la carriola!

    …che quando non hai la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue sai anche ridere confermo! :)

    saluti

  • lollop41 scrive:

    @rota

    era solo un cosiglio a non vedere tutto scuro.
    Spesso il paesaggio riflette come noi lo guardiamo.

    Il mio non era porgere l’altra guancia (per i baci chiedi a Vale e non a me però…) era un lasciarsi correre via certe meschinità…

    una sorta di mi rimbalza per non rovinarsi fegato e giornata

    Vale inizio a concordar troppo con te… macchina, bici piedi o altro sono mezzi… poi se uno è stronzo è stronzo…

    Vero è anche che certi mezzi educano più di altri per cui mediamente penso che i dueruotisti siano meglio… ma forse è solo perchè mi ci riconosco.

  • rotafixa scrive:

    grazie per i consigli ma ritengo di passare il 90% del mio tempo in pace e serenità fischiettante, forse il 95%.

    credevo fosse chiaro.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Lollo, io sono di Milano, e trovo anche educativo picchiare il muso ogni tanto a qualche cretino. Perchè penso che magari il giorno dopo esce di casa ed evita di pensare di poter schiacciare un ciclista solo perchè…..è un ciclista. Spesso ho la sensazione che l’automobilista si senta nei confronti del ciclista come di un soldato con un’arma più potente.
    Ed allora trovo assolutamente normale che qualcuno decida di educare questi “soldati”.
    Proprio poco fa ho sentito un mio amico che mi ha raccontato di un nostro amico comune, un marcantonio ex-giocatore di rugby che gira da sempre in bicicletta. Il mio amico m’ha raccontato che il Nostro viaggiava in bici con la fidanzata sulla canna quando ha imboccato una stradina stretta vicino ai navigli e un macchina gli ha suonato da dietro (non potendo sorpassare) per tutti i 150 metri di percorso della via. Al che questo nostro amico s’è fermato apposta bloccando la via e chiedendo all’automobilista se avesse qualche problema. La cosa più carina del dialogo è stata “ti levi dal cazzo, frigorifero con le ruote?!”
    150 metri dietro ad una bicicletta, un’attesa insopportabile.
    L’amico rugbista lo ha tirato fuori dal finestrino e gli ha lasciato un ricordino. Il malcapitato era un ragazzo maghrebbino: gente innocente, che viene da paesi bellissimi dove noi sogniamo di andare a passare 15 giorni all’anno di vacanza. Dopo aver guidato in vita loro solo cammelli, vengono qua e subito si mimetizzano nella giungla automobilistica.
    Ecco, io se fossi il sindaco pagherei dei marcantoni appositamente per andare in giro a prendere a calci in culo l’automobilista prepotente, il ristoratore che invade il marciapiede di tavolini non autorizzati, etc…
    Lo considero altamente educativo, qualcuno mi darà del fascista, forse sono troppo cattivo. O forse la verità è che questo paese mi ha fatto diventare intollerante. Non ce la faccio più a porger la guancia: loro mi usano per sfogare le porprie frustarzioni ed io faccio lo stesso per sfogare il mio disprezzo…

  • lollop41 scrive:

    @Unto:
    non mi vedi ma ho un enorme sorriso stampato sulla faccia (mio cognato è un rugbista e quindi posso immaginare la scena).

    Il mio non è buonismo, lo ripeto!!! Anch’io ho ille tattich stronze.

    Non attacco briga che sono solo 1,70 per 63kg, e anche se ho fatto judo molto a lungo non son proprio capace ad attaccar briga… non mi riesce…

    Dico solo le piccole rappresaglie bisogna farle col sorriso… che non bisogna incazzarsi…

    In bici non so perchè ma mi viene il sorriso stampato (ok non troppo che se no pensate che sia un demente…).

    Buona serata che ora me la pedalo fino a casa.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Sono un nano anch’io Lollo, però il sorriso mi passa dopo un quarto d’ora di traffico milanese…

  • rude scrive:

    forse Vi è sfuggito qualcosa?

    ‘sto racconto edificante e prima la storia dell’ascia bipenne

    ormai è “una gara a chi tiene di più la testa dentro al cesso”

    “Il ciclista urbano è l’inventore di un nuovo equilibrio che rimetterà in marcia la città”………. auguri

    Forse un giorno a quest’essere racconteranno che gli artistucoli o registelli falliti come lui ai tempi dell’ascia bipenne, finivano in uno dei più di cento campi di concentramento presenti nello stivale.
    sfila il maniglione anti panico che usi come manubrio e dattelo ripetutamente in testa quando vedi il sangue uscire non fermati, vuol dire che stai facendo bene. continua così

  • Unto dal Pignone scrive:

    Rude, l’ultima volta ci eravano lasciati con cordialità, evidentemente il rancore sopito covava come la brace sotto la cenere.
    Cosa vuoi….mah, potrei dirti che una provocazione resta solo una provocazione, che ai tempi dell’ascia bipenne non esisteva manco il teatro figuriamoci le videoproduzioni (come avrebbero fatto a chiudere in un campo di concentramento una categoria inesistente?!…) e che gli artistucoli finivano in gattabuia se si permettevano di dipingere cose diverse da Madonne e Santi (il che mi pare una medaglia al valore per ognuno di quei Caravaggio o Galileo…): la terra è piatta, il sole gira attorno alla terra, e i ciclisti devono levarsi dalle palle.
    C’è chi lotta e chi subisce, io sto tra i primi. Ma l’ho detto che ho un brutto carattere, anche se non lo uso per recitare un personaggio.
    Saluti da un fallito(?!)…..

    p.s.: hai la mia mail. Se devi insultarmi fallo privatamente, questo spazio serve ad altro. Magari a scambiarsi esperienze…

  • Michelangelo scrive:

    @Vale;
    non so da quanto manchi da ROma, non mi ricordo come fosse negli anni 70, mi rendo conto che è molto peggiorata negli ultimi 4/5 anni, al punto che sembra ci siano ingiro una serie di pazzi. Forse il Mastro la vede un po’ troppo buia ma la situazione ti assicuro che non è delle migliori, ti consiglio di pensarci bene prima di farti un giro da queste parti, soprattutto lasciando un contesto bucolico quale il tuo.
    A proposito del Mastro, ve ne racconto una:
    il buon rota l’ho visto un paio di volte al gazometro, dal vivo, pensavo fosse una figura mitologica, guardandolo meglio, mi è sembrato un tipo sanguigno ma del tutto rispettoso degli altri, mi è sembrato uno possibile all’incazzo ma che prima di perdere del tempo a incazzarsi, pedala via, uno che se però ce lo tiri, non te manda un altro a rispondere.
    @Mastro non porgere la guancia “diversa”, il bacio nun te lo do.
    @Unto, sebbene ogni tanto me scappa de ‘ncazzamme, devo ditte che è tempo perso, succede ma è comunque tempo perso.
    L’ho scritto più volte, credo sia una questione di cultura, di esempi, di messaggi che passano costantemente, frustrandoci e facendoci desiderare l’effimero, il voluttuario per sopperire al rapporto umano, al concreto, alla stretta di mano, al sorriso/saluto del passante, sicuramente più concreto e vero rispetto ai vari spot televisivi.
    Ci si sente sempre più individui e meno collettività, meno comunità, in spcial modo in queste città alienanti, che ci rubano costantemente del tempo, che ci schiavizzano con l’orologio e l’assillo dei soldi a fine mese. Sia chiaro, sono gli stessi miei problemi, è solo che cerco di viverli in modo diverso, cerco di affrontarli con maggiore distacco, magari confrontandomi con altri e condividendoli alla ricerca di una soluzione comune, condivisa.
    @Rota: in merito alla descrizione dell’individuo in auto, tempo fa vidi una vignetta che descriveva tutto ciò, l’uomo che, chiuso nella sua scatola si sentiva protetto, distaccato e si permetteva il “lusso” dell’aggressività e della rivalsa.
    La chiudo e me nevado a cena.
    M!!!

  • Lanerossi scrive:

    >no no.
    >
    >io me ne resto qui.
    >
    >se lascio roma è per il mare.

    Rota, quello di Tunisi è mare, ma quello di Caldonazzo è lago :D

  • valentina scrive:

    M!!! me ne andai da roma dieci anni fa, più o meno. circa un mese fa ci ripassai all’alba, il tempo di andare da roma termini a roma ostiense direzione/coincidenza bracciano, poi abbruzzo ed emilia e al ritorno la sorvolai tornandomene in trinacria. confesso che non avevo desiderio di dedicare alla “mia” città più tempo. nessuna nostalgia.
    negli anni settanta, liceale di primo pelo, abitavo a via della lungara e giravo con una vecchia freniabacchetta spesso rasente i muri.
    allora il problema non erano i rumeni, gli ubriachi o i tossici (tanti) quanto la digos che infilava delle cose che sembravano armi anche nalle costole di una quattordicenne che aveva l’ardire di andarsene in giro per i cazzi suoi “fischiettando” o cantando, magari anche col buio, sarà mica pure troia?
    ora sono qui che ho meno schizzati SUVmuniti di quanto possiate averne voi, però ho chi mi viene a chiedere altro…quelle cose che o paghi o alzi la poliza assicurativa, fino ad oggi ho preferito rivalutare il contratto assicurativo, fino ad ora tutto ok!
    un viso ungrugnito dietro il finestrino di una macchina mi fa ridere e sorridere rispetto a chi ti può dare fuoco senza neanche poterlo guardare in faccia.
    per questo se parliamo di cambiare il mondo certe cose mi sembrano pugnette.
    tutto è relativo.
    pedalate serene a tutti!

    ps per quanto mi è possibile continuo a ridergli in faccia…a volte è un sorriso amaro!

  • valentina scrive:

    M!!!avevo perso il filo, era per dire che il contesto bucolico me lo sto difendendo con le unghie e con i denti e con una innata e sana incoscienza….

  • Michelangelo scrive:

    @Vale:capisco bene il tuo difendere il contesto bucolico e non era una presa per il culo ma sana invidia per le cose che mi rappresentano. Anagraficamente posso essere tuo fratello minore e fortunatamente non ho vissuto gli anni settanta perchè, avrei di sicuro fatto la scelta sbagliata. Negli anni ottanta, sebbene la casa dove vivevamo era sprovvista anche di balconi, scelsi fare l’Agrario perchè istintivamente legato al mondo agricolo e ai ritmi del sole e delle stagioni, poi è arrivata la facoltà di Agraria negli anni novanta, successivamente il lavoro in Agricoltura e il contatto professionale e umano con gli Agricoltori agli inizi del nuovo millennio.
    Il contesto bucolico non è, per quanto mi riguarda una presa per il culo bensì, una presa di coscienza, un ritorno all’uomo, alle sue contraddizioni e alle sue specificità iltutto condito dalla sacralità dei rapporti umani.
    Mio malgrado mi trovo costretto a vivere a Roma, città dove sono nato, che amo e difendo sempre ma che, al tempo stesso, mi rende difficile il contatto con il ritmo della terra; lo ricerco e riesco a trovarlo anche nei parchi e nei vasi sui balconi, ma, portare il nanetto a dare il pane ai cavalli, è un’altra storia.
    P.s. a cercarli glianimali li trovi anche a menodi 500 m da San Pietro o a un paio di Km dal colosseo…
    P.p.s. ho sentito di “somari che cantano”, mi sai dire di più? Che c’entra lo zozzo de’ rocchetto?
    M!!!

  • frank scrive:

    “il buon rota
    l’ho visto un paio di volte al gazometro,
    dal vivo.
    pensavo fosse una figura mitologica, guardandolo meglio,
    mi è sembrato un tipo sanguigno
    ma del tutto rispettoso degli altri. mi è sembrato uno possibile all’incazzo
    ma che prima di perdere del tempo a incazzarsi,
    pedala via,
    uno che se però ce lo tiri,
    non te manda un altro a rispondere:
    Mastro non porgere la guancia “diversa”,
    il bacio nun te lo do.”

    azz michelangelo: questa me la vedrei bella scritta in versi in dialetto romanesco. trilussa non c’è più, ma almeno caiofabricius ci potrebbe provare: potrebbe essere un’ode al ciclista metropolitano

  • Michelangelo scrive:

    @frank: ecchete servito…
    er bon Rota l’ho vvisto ‘n par de vorte giu’ ar gazometro, dar vivo.
    Penzavo fosso mitologico, ‘n Ercole moderno, a gardallo mejo, m’e’ parsa ‘natra cosa, uno sanguigno, vero genuino, uno che porta rispetto all’artri, m’e’ uno che se po’ ‘ncazza’ma che, prima de perde la giornata a fallo pija e pedalando se ne va, m’e’ sembrato che se ce lo tiri, nun te la manna a di’ da ‘nantro.
    Mastro, nun porge la guancia da chiappa chiacchierata che tanto er bacio nun te lo do.
    M!!!

  • Unto dal Pignone scrive:

    Michelangelo, lo so che incazzarsi è una perdita di tempo, ma a volte ho tempo da perdere. Ho un brutto carattere ma non mi piace litigare (anche se dal tono brusco parrebbe il contrario), anche perchè come dice Valentina ci sono problemi più grossi (e io ultimamente ne sono sommerso…).
    Anch’io sono solito prender per il culo l’avversario con robe del tipo “ti sei comprato la strada?!”, ma come dite a Roma “quanno ce vo’ ce vo’!”
    E’ anche una questione di dignità, per far capire all’automobilista che chi viaggia in bici non è un essere inferiore col pignone (a 6 denti) ricamato sul petto. Digrignare i denti a volte è anche un modo per avvisare l’interlocutore che sta sconfinando: un po’ come i cani quando ringhiano a chi si avvicina al cancello o i lupi che segnano il territorio pisciando.
    In un’ora di tragitto puoi anche partire prendendola con filosofia, ma dopo un po’ ti rendi conto che la tua sopravvivenza dipende dall’educazione di chi viaggia affianco a te, e la mia esperienza mi dice che gli italiani capiscono le cose solo quando gli svuoti il portafoglio o li prendi a calci in culo…

  • Giovanni scrive:

    Una notazione: quando gassate gli scarafaggi, gli stessi tendono a coprire gli esemplari più piccoli e più giovani, morendoci sopra. Tendono a difendere la prole in generale, senza sapere di chi sono sono figli.
    E’ sconsolante sapere che sono diffusi comportamenti antitetici a quelli che sono stati già acquisiti da speci… ehm, più basse.
    Difendere femmine e cuccioli dovrebbe essere un dovere ed un piacere.

  • Michelangelo scrive:

    @Giova’:
    a Roma se dice “cane nun mozzica cane”, l’unica specie che fa sta cazzata semo noi.
    M!!!

  • Michelangelo scrive:

    @Unto: non lo dire a me, la mia fortuna e’ che, portando generalmente il nano, i malecomportamenti me mannano in bestia, ogni rischio lo vivo in modo diverso, cerco di prevenire e evitare, soprattutto la seconda, fortunatamente l’atteggiamento genitoriale mi rende meno incline alla lite, il problema e’ quando sono solo che a quel punto mi scappa la vena educativo/redentivaa nei confronti
    dell’automobilista, fino ad arrivare a comportamenti quali “HO STORTO IL CERCHIONE”.
    M!!!

  • valentina scrive:

    “ho sentito di “somari che cantano”, mi sai dire di più? Che c’entra lo zozzo de’ rocchetto?”

    @M!!! nessun mistero, lo zozzo der rocchetto insieme ad un suo amico ha messo in musica le parole di un mio amico “suonato” per gli asini è così è nata “Orecchie Lunghe Blues”. BELLA!!! ci si sta ancora lavorando.
    a proposito unto, come finìu…???

    vabbè…dopo questa mi diffido da sola….a scrivere ancora cazzate!!!! :-) ))

  • frank scrive:

    OT: grazie M!!! : http://rotalibra.blogspot.com/

    (chiedo scusa per OT e spam, ma non avendo la possibilità di un MP …)

  • lollop41 scrive:

    @Unto:
    scusa non riesco proprio ad incazzarmi (oddio, raramente si). E’ che vedo le automobili come oggetti semoventi inanimati del paesaggio… per fortuna (o meglio purtroppo) difficilemente mi vien da pensare che chi c’è dentro sia una persona sensibile (soprattutto nel traffico incasinato). Per sensibile intendo capace pienamente di percepire ciò che lo circonda. Per cui col sorriso, schivo tribblo e me ne vado… talvolta con qualche parolaccia…

    OT ieri mi ha investito un pedone!!! Giuro non sono io andato addosso a lui ma lui addosso a me.
    Fortuna andavo anch’io a passo d’uomo e non sono nemmeno caduto (anche lui incolume) però quel signore se continua così non vivrà a lungo… senza aggrassività qualcuno lo tira sotto…

  • Michelangelo scrive:

    @frank: er permesso lo dovevi chiede ar Mastro, spero solo nun se ‘ncazzi co’ me, tutt’ar piu’ je paghero’ ‘n par de bire…
    Nono potete capire come scenda bene e facile la birra polacca.
    M!!!

  • frank scrive:

    mick: ho generalizzato il soggetto.
    ma se la birra polacca scende bene, la vodka polacca (zubrowka mi pare) com’è?

  • frank scrive:

    “vedo le automobili come oggetti semoventi inanimati del paesaggio… ”

    capita anche a me : è solo una maschera mentale, ma fa il suo effetto.

  • Michelangelo scrive:

    @frank: non sono un appassionato di superalcolici, posso dirti che la zubrowka e’ solo uno dei tipi che esistono, tra questi ce n’e’ una che all’interno ha un filo d’erba marcato dalle ghiandole del bisonte europeo, l’ho appena bevuta come digestivo, molto particolare, muschiata, meglio se la mischi con 2/3 di succo di mela.
    M!!!

  • rotafixa scrive:

    michelangelo, non è che hai sbagliato discussione?

    questa dovrebbe andare su “pedalava ubriaco”

  • Michelangelo scrive:

    e’ che qui non ho la bici e non pedalo… Ubriaco ogni tanto ma non al lavoro… non sempre.
    M!!!

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