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Dilemma in tempi di caro benzina

Redazione in Altro | 32 commenti

Enrico ha scritto a Ciclistica: Da un lato c’è il prezzo della benzina che cresce. Dall’altro l’esigenza quotidiana di doversi recare sul posto di lavoro. Nel mezzo, ci sono la gran parte degli italiani. Tutti costretti a fare quadrare i conti in tempi di effimere buste paga e crescente costo della vita. Con una rete dei trasporti pubblici che non dà cenni concreti di uscire da una persistente inefficienza e le realtà aziendali ancora caratterizzate, tranne casi infrequenti, da
organizzazioni obsolete.
Nel mezzo gli italiani, costretti, loro malgrado, a
una scelta, o meglio, all’illusione di una scelta: lasciare la macchina a casa
o prendere un autobus dai tempi incerti? Azzardarsi a pedalare sull’esile
struttura di una bici nel mezzo del mare metallico delle autovetture inquinanti
o andare a piedi con il caldo di questi giorni? …

da Repubblica

32 commenti su “Dilemma in tempi di caro benzina

  • lollop41 scrive:

    Ciao Enrico,
    dirlo qua è come testimoniare di aver scoperto l’acqua calda… ma vi racconto un paio di cose.
    Uso per il 90% dei miei trasporti le due ruote…
    a trazione umana e, aimè, a motore.
    Nell’ultimo anno la situazione traffico sta diventando invivibile (almeno qui a Milano) anche per la moto. spesso si è bloccati nel traffico a rimirare gente sola in macchina che occupa spazio inutilmente…
    e allora (ma è da un paio d’anni ormai) via in bici.
    Ho cambiato lavoro e il tragitto Monza Mi è passato da 15 a 25km…
    Due i mezzi, una MTB stradalizzata che è un missile e una fixa (posterò prossimamente le foto) crono-turistica molto piacevole che ho appena finito.
    Tempo impiegato 1h30′ all’andata (non posso sudare troppo..) e 1h e qualcosa al ritorno (poi a casa ho la doccia ;-) ).
    In moto ci vogliono 35/40′. In macchina un tempo infinito.
    Con un minimo di gamba la bici inizia ad essere competitiva. Lasciando stare i discorsi di passione che fuori da quaste pagine non attaccano…
    il messaggio è “si può fare”… se poi il petrolio va su ancora un po’, alla mattina ci saranno molto più ciclisti a darsi battaglia in città.

  • Luca scrive:

    Per questo è importante l’esempio. L’idea della bici si propaga con chi la usa e si diffonde davanti alle fermate dell’autobus, tra le file di auto. E quando dalla macchina ti dicono “è dura la salita, eh?”, i sorrisi si spengono sulle facce quando rispondi “è più dura dal benzinaio”.

  • Ci sarà bisogno del cambio di abitudini e mentalità. Io vado in treno fino a Milano, poi da FS Garibaldi arrivo nei luoghi di lavoro (Bisceglie o Bonola), sono più di 7 km, e quasi non sudo. P.S. ho il portapacchi e lì ci metto lo zaino con PC e pranzo. Non criticate queste bici.

  • lollop41 scrive:

    per Papà Volontario:
    nessuna critica per bici comode e con portapacchi…
    Anche una delle mie lo ha ed è comodissimo e mi piacerebbe poter pedalare una bella bici da panettiere.
    Il treno va benissimo, ma chi lo userebbe con bici è lo stesso che già lo usa senza… e gli automobilisti e motociclisti ti ribatteranno che non sempre è disponibile, che sei legato ai suoi orari e così via…
    La mia era semplicemente una considerazione: la bici è competitiva in termini di tempi di percorrenza con i mezzi a motore.
    per Luca: quoto, non c’è come vedere che si può fare per indurre a provare.

  • per lollop41: non era rivolto a te il commento :-)
    so che in genere qui su ciclistica si snobbano un po’ le bici “robuste” (diciamo così). E’ che quelle ultra-leggere (tipo fisse) sono alle volte scomode, perché non hanno parafanghi (essenziali se piove), portapacchi appunto (evitano di fare sudare la schiena con zainetto) e luci (essenziali di sera – e parlo di quelle con la dinamo, perché quelle a batteria ti lasciano sempre a secco quando ti occorre). ciao!

  • Giovanni scrive:

    Anche io faccio Milano Monza: ci metto 1 ora e mezza, quando va bene 1 ora ed un quarto. Metrò De Angeli – Sesto F.S. ; Autobus Z221 da Sesto a Monza centro ; bici Silvestrini dell’età apparente di 40 anni da Monza centro all’ufficio. Uso delle borse davvero orrende di Decathlon (regalatemi) che indosso sulla spalla per camminare, e che poi assicuro sul portapacchi.
    Ho provato in bici sul treno da Garibaldi FS, ma mi sentivo nelle orecchie l’eco di Giochi Senza Frontiere “… e ora i concorrenti dovranno…”.

  • mauro scrive:

    E’ vero che siamo abituati a legare alla passione per la bici la scelta di usarla come mezzo utilitario oltre che ludico, ma non dev’essere necessariamente così: in Cina, in Africa, in India la bici è (in Cina tra poco sarà un “era”)un mezzo utile e chi se la può permettere è fortunato. Siamo noi che riteniamo un’ora di bici in pianura per andare al lavoro una fatica improba. I genitori dei miei amici andavano tutte le mattine o pomeriggi, a seconda dei turni, dai paesi della Brianza o addirittura da Lecco (non fosse per la privacy vi potrei citare il sig. V.,che a 80 anni quasi me le suona ad andare in montagna, ed è andato in pensione a 78…) fino a Sesto per lavorare in ferriera, mio nonno andava a Bergamo (26km)dopo il lavoro, in bici, per fare la scuola serale, ma nessuno si lamentava per quattro pedalate. Il Lino portava da Lecco in bici, a tracolla, un rotolo di filo di ferro da 50kg quando ce n’era bisogno in cantiere, così risparmiavano il trasporto e lui prendeva la mancia. Dov’è il problema?

  • clambfr scrive:

    sono le comodità dello stile di vita moderno, che poi è quello Occidentale, diffuso per emulazione o imposizione al resto del globo, che hanno abituato male le persone, rendendole incapaci di pensare che altri mondi sono possibili, e ce ne sono anche di non desiderabili. Ciò che si profila con la fine del petrolio è appunto uno di questi scenari, il peggiore. Sarà fantastico insegnare qualcosa ai nostri simili dall’alto di un sellino.
    @Lollop41: anch’io ho scelto come bici una mtb stradalizzata, che secondo me è il mezzo più versatile di tutti, tant’è che me ne sono fatta un’altra, solo più leggera, che è uno spettacolo.
    La terza però, sarà una fixa ;-)

  • frank scrive:

    - sudore? competitività? io mi diverto ad andare al lavoro in bici. non solo, ma più lento riesco ad andare e più ci prendo gusto (il ponte della triennale in 7’30″: di peggio non mi sarà facile). vabbè sarà che ho la fortuna di lavorare nella stessa città dove abito (farò 15-25km andata e altrettanti al ritorno, a seconda del giro che m’invento), o forse che a 40 anni sono rimasto un bambinone che si diverte con poco.
    - treno+bici: ormai per le mie fughe dalla città i mezzi sono questi due. e non ho il minimo pentimento ad aver abbandonato l’auto in box da mesi(già, ogni tanto dovrei almeno ricordarmi di andare ad accendergli il motore per non far scaricare la batteria). anzi, il treno libera dell’obbligo di tornare dove hai lasciato l’auto, permettendoti di allungare, accorciare o deviare a piacere: basterebbe arrivare dove c’è una stazione (solo in teoria, nella pratica è necessario un incontro di lotta libera col sempre più scarnificato e sfuggente orario ferroviario).
    conosco anche qualcuno che tutti i giorni per lavorare viene da lecco a milano in treno portandosi dietro la bici, con cui si muove in città: dice di non capire perchè i milanesi si ostinino a salire in auto per imbottigliarsi nel traffico

  • lollop41 scrive:

    Stikazzi,
    da lecco con 50kg al collo!!!!
    Giù il cappello, questo è un eroe!!!!!
    Comunque se si vuole coinvolgere più gente a pedalare non penso che quasti esempi servano.
    Se ci troviamo a chicchierare su queste pagine è perchè siamo già orientati alla bc.
    Se vogliamo che altri diventino ciclisti bisogna iniziare a pensare cosa pensano gli altri.
    Poi io non sono un puro-ecologista… per cui da lecco a Milano carico carico non lo farei (PER ORA).
    Ultima cosa è che per quanto tu sia ecologico, lo puoi essere sempre di più.
    Secondo me bisogna iniziare a invertire la rotta… ma non puoi fare inversione a U di colpo, devi iniziare a frenare, iniziare a girare, e poi riprendere velocità in direzione opposta (è una metafora)…
    Se volti di colpo e riesci buon per te, ma pochi altri ti seguiranno

  • Luca scrive:

    Non dico che si debba scivolare nel traffico vestiti da superman, ma a forza di passare in bici tra le file di auto, a forza di parlare con amici e persone incontrate, vedo che qualcosa si muove, qualcuno tira fuori la bici dalla cantina, altri pensano seriamente di modificare le proprie abitudini. Alla base, ti devi esser rotto le scatole di passare ore nel traffico; si inizia con giri brevi, poi ti butti e alla fine fai meno fatica a pedalare che a stare fermo in auto. O no?

  • lollop41 scrive:

    per Luca:
    concordo…
    anche se il completino in lycra blu e rosso con la S di superman obbligatorio per tutti i ciclisti sarebbe una bella trovata!!!! ;-)
    L

  • tonii scrive:

    il problema e’ complesso. da un lato ci sono quelli che prendono l’auto per fare pochi km in citta’ per lavoro ed e’ un piacere superarli quando si imbottigliano.

    ma il capitalismo nostrano, soprattutto qui a nordest, ha prodotto un iper-decentramento industriale mostruoso: qualsiasi paesino di 5 case ha la sua zona industriale! tutte rigorosamente senza connessioni a bus, treni o sistemi di trasporto che non siano gomma.
    in questo modo, oltre a non poterci considerare civilizzati, abbiamo lasciato che i padroni riversassero i costi del trasporto ai salariati. dove, invece, nell’ottocento facevano le case operaie.

    ne consegue che i salariati devono farsi decine di km per andare al lavoro. con mezzi propri. sulle stesse strade dove passano i tir per le fabbriche. se non e’ demenziale ditemi voi. e viene fatto passare per “normale”.

    quindi, se nel caso di lavoratore e lavoro nella stessa citta’ il problema e’ facilmente risolvibile in bici (e’ il mio caso),
    mi rendo conto che per molti pedalare per decine di km di strade provinciali pericolosissime e’ praticamente un giocare colla morte.

    la crisi petrolifera e’ appena iniziata. e per affrontarla occorrerebbe ripensare l’urbanistica del territorio: chiudere le fabbriche nei paesini e mettere poche zone industriali per provincia, connesse coi mezzi (su ferro) sia per il trasporto di persone che di beni.

    mancano le capacita’ politiche. mancano le possibilita’ economiche. manca il tempo. manca la capacita’ di comprendere il problema in termini globali.

    fintanto che pensano al nucleare, che volete che capiscano questi?? come se l’uranio te lo tirassero dietro o lo si trovasse sulle alpi!
    una classe dirigente di mafiosi e malavitosi, stragisti e incapaci: non aspettiamoci altro che errori.

    io vado in bici, andavo in bici e continuero’ a farlo. ma temo che la rivoluzione che sta arrivando addosso (pensate solo alla turbolenza nel mercato della casa che causera’ col deprezzamento delle case nei paesini e lo schizzare dei prezzi in citta’) non sia affrontabile in italia, come invece in slovenia o germania. o spagna.

    la bufera sta arrivando.

  • Alberto scrive:

    Nel dopoguerra era normale usare la bici come mezzo di trasporto. Credo che ritorneremo a questo, l’auto sarà quasi un lusso.

  • VisioniFluide scrive:

    La risoluzione dei problemi non sta nel prendere la bici tutti quanti (e lo dico da ciclista).
    Basti pensare a tutti quelli che con un mezzo a motore ci devono lavorare, rappresentanti, fattorini, etc.
    e ovviamente tutti quelli che non possono usare la bici, per motivi fisici, per eccessiva lontananza dal lavoro, etc.

    le persone che usano la BC sono un gruppo di persone di buona volontà e sensibili ai problemi sociali.

    Il problema è che qualsiasi cosa sia necessaria alla popolazione viene fatta pagare salato.
    Se , mettiamo il caso, domani inventano un motore ad acqua che funzioni bene, scommetto che il prezzo dell’acqua salirebbe alle stelle.
    Basta guardare oggi quello che succede con il gasolio.
    Quando era un carburante di nicchia costava poco,
    oggi che i motori diesel hanno superato in vendita quelli a benzina,
    chissà perchè il gasolio è schizzato alle stelle.
    c’è una qualche ragione pratica?

    E l’altro problema è che il costo del petrolio e dei suoi derivati non si fa sentire solo sulla benzina….
    Ma sui trasporti in generale, sulla produzione industriale.
    Anche noi ciclisti ne andiamo a risentire, perchè un pezzo per la BC costerà di più.

  • frank scrive:

    aggiungerei alla descrizione fatta da tonii i centri commerciali, i cinema multisala, le discoteche e soprattutto una tendenza a creare nuovi quartieri di villette a schiera isolati dal centro ) in cui a volte non viene nemmeno previsto un marciapiede se non per raggiungere il cassonetto dell’immondizia.
    quanto al costo dei carburanti, le considerazioni possono esser tante e forse tutte valide: forte aumento della domanda nella prospettiva di una sempre più probabile riduzione dell’offerta, speculazioni e non mi sentirei di escludere nemmeno un accaparramento da parte di produttori di energia, comprensibile in un mercato liberalizzato, necessità della materia prima per altri usi.
    certo che se nonostante gli aumenti si continua ad abusare dell’auto, non si capisce perchè dovrebbero abbassare il prezzo della benzina.
    fin troppo spesso si evidenzia che in realtà non tutti coloro che usano l’automobile ne hanno reale necessità e probabilmente tutti noi potremmo raccontarne tantissimi esempi. ma a questo punto mi domando: è meglio ridurre i consumi per tempo o esserci costretti da un disastro economico globale?

  • mau scrive:

    Il diesel non è di nicchia,tutti i trasporti avvengono con mezzi diesel (e un camion 12m carico fa sì e no 2-3km con un litro), le navi vanno con la nafta, gli aerei a kerosene…e questi ultimi due non sono nè “eco”, nè euro 1/2/3. La bici riduce quella frantumazione e moltiplicazione dei mezzi di trasporto motorizzato, il che migliora l’esistenza quotidiana. Di sicuro non cambierà la rotta presa dall’umanità industrializzata e schiava della produttività e del consumo fine solo all’industria stessa. Onestamente, nessuno di noi ha un lavoro slegato da questa realtà. E’ da stupidi credere che andremo in giro in bici per adempiere agli stessi compiti di oggi se davvero la rotta generale dovesse cambiare, e non cambierà, non nella nostra vita almeno, ci sono ancora troppe zone del mondo dove il modello occidentale può crescere. Nel frattempo da noi si peggiorerà, e farà un po’ male.

  • Enrico scrive:

    ma come funziona la bici in treno? ci sono carrozze destinate alle sole bici?

  • frank scrive:

    ci sono 2 possibilità:

    1 – bici montata, pagando un supplemento (3 euro al giorno)e vai nella carrozza per il trasporto bici (in genere c’è anche la panchina oppure dove non intralci (piuttosto difficile, ma meglio sentire il capotrenoo comunque nel vestibolo della carrozza di fondo

    2 – bici parzialmente smontata (le ruote) e messa in una sacca. viaggia gratis più o meno come bagaglio al seguito e la metti dove non intralcia, volendo puoi andare anche nello scaompartimento per bici. in questo caso le possibilità sono molte di più per l’ingombro ridotto
    in genere uso quest’ultima soluzione, facendomi una sacca in economia (…mica per niente è un’idea di alcuni ciclisti genovesi ) come riportato a questo link

    http://digilander.libero.it/amici_bici_genova/sacca.htm

    alla fine la sacca ripiegata e riarrotolata sta benissimo dentro un bortaborracce o al limite nello zaino

    altra cosa, mentre in svizzera ci sono pure pullmann di linea con trasporto bici, in italia, se la linea ferroviaria è interrotta, il trasporto bici non è consentito sui pulmann sostitutivi (insomma … tocca pedalare)

  • mau scrive:

    @Alberto, attento, nel dopoguerra era appena finita la guerra, non penso se la passassero meglio perchè andavano in bici o col somarello.
    @Frank, è tutto vero sui servizi in Svizzera, ma come incamera la Svizzera una parte dei soldi che poi spende per dare questi servizi? Oppure la Norvegia che ha uno stato sociale da sogno, nell’immaginario collettivo è un paradiso di ecologisti, ma in Norvegia io ci vado ogni 3 anni circa per motivi di famiglia (e prendo l’aereo come tutti…) e ti dico che a parte le grandi città al sud, non fanno raccolta differenziata, hanno piani regolatori da paura, e tutto sta in piedi perchè 4.5milioni di persone abitano in una nazione lunga forse 1600km,con zone verdi disabitate, che ha il fondo del mare pieno zeppo di petrolio, e che non ha raffinerie sul suo bel suolo perchè può permettersi di spedire il greggio fuori, farselo raffinare e portarsi a casa benza e gasolio belli freschi, e dove un posto di lavoro in termini di energia utilizzata prende forse il 50% in più dei già dispendiosi Usa. Perciò non vediamo solo il bello dei servizi offerti alla gente senza considerare da dove viene tutto il grasso che cola per offrirli.

  • ettore Schioppa scrive:

    Mau on è stato molto concreto e chiaro. Pedalando non riusciremo a cambiare molto le cose se non ci liberiamo delle cose che più incidono.
    Personalmente sto cercando i cambiare lavoro, anche guadagnando €300 in meno che ora spendo ogni mese per recarmi a lavoro, guadagnandone in tempo.
    La cultura della bici, informando, istruendo, comunicando, aiuterebbe chiunque: a capire come affrontare una salita apparentemente ripida e faticosa; suggerendo percorsi meno pericolosi o meno faticosi; insegnando a riparare il proprio mezzo.

  • frank scrive:

    consideravo anch’io che in svizzera il reddito pro-capite è più alto che in italia e probabilmente soprattutto grazie al loro sistema bancario. ma il problema non è tanto (o solo) nella provenienza dei capitali, ma anche nella loro gestione e nel loro uso. ad esempio, con i miliardi della liquidazione di un dirigente (di nomina politica) che si è dimesso dopo una gestione che ha portato le fs sull’orlo del fallimento, quante rastrelliere si sarebbero potute montare sui pullmann? però tra qualche decennio potremo guardare delle merci che si sposteranno tra l’est e l’ovest dell’europa transitando (forse) ad alta velocità per la pianura padana. pazienza se i trasporti locali saranno malconci. anzi lo sono già: sai quante corse attraverso i vagoni tocca fare in cerca di una porta funzionante da cui riuscire a scendere?

  • mau scrive:

    Il punto è: se tutto transiterà dall’est verso ovest, ti sei chiesto cosa faremo noi per campare? andiamo in bicicletta a fare l’orto? Oppure non ci sarà bisogno perchè abiteremo nel casottello degli attrezzi perchè la casa non potvamo più pagarla? e allora neanche la bici serve più tanto come prima.

  • frank scrive:

    vivremo nelle macchine rimaste ferme senza benzina in tangenziale

  • Luca scrive:

    @Frank: ho proposto una soluzione ancora più economica di quella genovese. La trovate qui:
    http://lucaconti.blogspot.com/2008/07/treno-bici.html
    http://lucaconti.blogspot.com/2008/07/il-bike-transfer-multipacking-dopo-il.html

  • massi scrive:

    @ mau- Perchè pensi che l’Italia sia un paese senza risorse? Secondo me siamo( ma se continuiamo così non lo saremo più) tra i paesi più ricchi d’ Europa. Arte e ingegno da duemila anni non è poco.Se ricominciassimo ad investire sulla ricerca e curassimo ogni angolo del paese per ospitare meglio e più turisti saremmo più ricchi.

  • mau scrive:

    Perchè quelle di cui tu parli sono risorse umane, e di queste l’italia non ne ha più molte, siamo un paese di ignoranti, incolti, buzzurri violenti o piagnoni all’occorrenza. l’italia è bella (sempre meno, la stiamo devastando a ritmi paurosi) ma purtroppo è infestata di italiani.

  • frank scrive:

    @luca anche la tua idea è buona, però alla fine rimane un rifiuto da buttare (il sacco).
    non dovrebbe essere obbligatorio smontare il manubrio, basta rientrare nelle dimensioni limite: nessun controllore mi ha mai fatto osservazioni.

  • MaxL scrive:

    da Bibbiano(RE) a Modena, con trenino ACT + Trenitalia e a Modena mi muovo in bici, visto lo stato osceno dei mezzi pubblici modenesi su gomma. Vado da 1h a 1h15.

    Alcune volte mi è capitato di usare la macchina: ci metto suppergiù lo stesso tempo, nei giorni lavorativi.

  • Michelangelo scrive:

    @mau; “Il punto è: se tutto transiterà dall’est verso ovest, ti sei chiesto cosa faremo noi per campare?”, semplice, assalteremo i treni, moderne diligenze/carovane, come fossimo predoni…
    In Cina ci sono 60 milioni di di milionari, facciamoci adottare a distanza da loro…
    M!!!

  • mau scrive:

    Eh già, siamo già nelle liste e i cinesi le prendono d’assalto…comunque preferisco essere adottato da una famiglia indiana, induista…no, facciamo zoroastriana, che è più ganzo. Gli Agnelli hanno già la tata indiana, chissà come li vizia.

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