02.10.2008
“eh, ma tu sei allenato…”
Rotafixa in Tecnica | 105 commenti
una delle peggiori, e più frequenti, scuse che mi sento dire quando (cioé sempre) parlo dei benefici complessivi e particolari dello spostamento in bicicletta invece che in altri modi.
almeno qui su ciclistica dovrebbe essere chiaro che l’allenamento, ove mai esistesse, si fa andando in bici. e vabbe’.
i nostri contemporanei hanno un ampio ventaglio di scuse per giustificare la loro resistenza al cambiamento e la loro mancanza di volontà di contribuire al miglioramento delle loro città.
a voi quali capita di sentire?
105 commenti su ““eh, ma tu sei allenato…””
A me spesso dicono che andare in giro in bici è pericoloso con l’inquinamento che c’è in città (sono a Milano)!
L’abitacolo chiuso di un auto sembra dar loro la sicurezza di respirare aria pura! Che insana convinzione!
Dove dimenticano tutte le polveri che si depositano nei condotti di areazione?
Dove dimenticano la pericolosità delle loro ARIE condizionate?
Certo che noi, che usiamo le bici, siamo allenati!!! Allenati ad usare il cervello!!
Le scuse sono tante e, tranne qualche rara eccezione, quasi tutte fasulle o risolvibili con qualche piccolo accorgimento.
I benefici tanti, e tutti saltano all’occhio; ovviamente bisogna che gli occhi siano collegati ad un cervello con un minimo di “allenamento”!
Una delle più idiote è:
«Lo farò quando ci sarà meno traffico.»
scuse per non usar la bici? le più classiche e a ben vedere spesso contraddittorie tra loro:
eh, ma…: piove
fa caldo
fa freddo
c’è traffico
abito troppo lontano, non si può
abito troppo vicino, non ne val la pena
ma la più ridicola (o meglio: il più ridicolo) è stata:
ormai mi sono convertito all’automobile
(personalmente sostituirei “convertito” con “abdicato”)
veramente geniali!
piccoli geni del crimine!
Ecco qui le 10 scuse più comuni.
Top Ten Excuses for Not Commuting by Bicycle
http://michianabiketowork.org/excuses/index.php
Vabbè, direi che la gara è chiusa. Vince per distacco Svitol, col secondo (Frank) che parte dal quinto posto…..
In genere la scenetta è questa, con qualche variante solo di dettaglio:
“Ma davvero vieni in bici al lavoro?”
“Si, ma non solo”
“Eh che bravo…Quindi sei allenato…Anche a me piacerebbe tanto…”
“Fallo”
“Ho paura, c’è troppo traffico, ti mettono sotto…E poi questa non è una città per le bici…Ci sono le salite (!)…E quando piove? (è una delle città meno piovose d’Europa)”
Ma il max lo ha raggiunto un tipo che all’obiezione che – vabbé che i lamierati su ruote sono semicriminali deficenti – però, insomma, si può fare, con un pò di attenzione ha risposto: “No guarda, assolutamente. Forse da te. Qui da me è impossibile, al 99,9% ti mettono sotto dopo 5 minuti”.
Così, con precisione statistico-matematica.
Che abiti dentro un tirassegno?
Attorno a dove abito io, fino agli anni Settanta era pieno di officine meccaniche. Molte tute blu avevano la Seicento, o la Prinz, ma le usavano poco: andavano al lavoro in bicicletta. Così a cinque alle otto, alle dodici e cinque, a cinque alle tredici e alle diciassette e cinque si vedevano passare pedalando decine di operai, soli o in gruppo.
Uno di loro, un certo Bonelli, era solito pedalare alzato sui pedali. Tutti credevano fosse un problema di ergonomia, visto che il nostro era piccoletto e la bici no. Bene, questa scena si ripeté quattro volte al giorno per una decina d’anni, finché un giorno il mistero venne rivelato. Da quel giorno Bonelli venne soprannominato “Emorroidi”.
Chi vuole veramente usare la bicicletta non può trovare scuse. Lo può fare anche “nonostante”. Nonostante un sacco di cose. Se l’ha fatto per anni il buon Bonelli che era messo così, lo può fare chiunque.
Le trovi qui:
È da tanto tempo (da quanto ero piccolo) che non vado in bici…
La mia bicicletta è brutta e sporca.
Non mi piace il traffico.
Bucherò di sicuro la gomma.
Non ho la bicicletta.
Devo presentarmi in completo (giacca e cravatta)
Io puzzo se non riesco a farmi una doccia
Abito troppo lontano
I gas di scarico mi uccideranno.
Ma che cosa faccio quando piove o fa freddo?
Non c’è posto per parcheggiare la bicicletta
Ma è troppo pericoloso andare in giro per la città, con tutto il traffico.
……avrei voglia di usare la bici, ma respirare a polmoni aperti l’aria che c’è in giro…..noooooo….
mmmm…chi la butta fuori “l’aria che c’è in giro”…..forse tu?
Saluti da bologna!
Io una delle più belle l’ho sentita da un mio socio (sarà per quello che chiusi la società?!..mah, forse era nel destino…): “Non mi piacciono le biciclette, si arrugginiscono subito…”
p.s.: non male anche la tranchante “ma tu sei fuori!…”
Anch’io ho dato un modesto contributo all’argomento qui. Mi pare che sentiamo tutti le stesse storie.
Non c’è posto per parcheggiare la bicicletta
questa è geniale
i sette colli! qui a roma la scusa più resistente è sicuramente quella dei sette colli, era quella che usavo anche io
poi pedalando ho scoperto che oltre l’80% della città è in piano e i dislivelli sopra i 20-30m si contano sulle dita di una mano.
per unto: in effetti la motivazione “ma tu sei pazzo” l’avevo lasciata fuori, però è a tutti gli effetti una scusa anche quella, del tipo “ma tu sei pazzo, io non sono mica pazzo come te, per questo non vado in bici” …
ah e poi un’altra forte l’ho sentita dal possessore di una muntambaic con forcella ammortizzata: “ma tu ce l’hai ammortizzata pure dietro? eh no perché con le buche per strada uno si rovina la schiena”
Nell’azienda dove lavoro siamo circa 30 persone. Solo in 2 usiamo la bici e quindi ne ho sentite parecchie:
- “la strada davanti casa è pericolosa; fatti 20 metri sarei in salvo”
- “durante la pausa pranzo mi svago andando al centro commerciale che però è troppo lontano” (questa secondo me si prende un 10 e lode)
- “devo accompagnare il bambino a scuola/asilo”
e l’ormai classica “sì meglio, fammi anche andare in bicicletta”.
Comunque la pericolosità della strada, unita ad una profonda pigrizia, va per la maggiore.
E poi, volete per caso mettere in discussione il fatto che lavoriamo principalmente per comprare la macchina per poi non usarla? Vacillerebbero le certezze del consumatore/schiavo
Tanto un po’ per volta cadranno tutte le scuse, visto come stanno andando le cose, tempo al tempo. Peccato che, come sempre, succederà partendo dal basso, perchè tanto imprenditori, avvocati e compagnia non ne risentiranno mica e la loro automobilozza l’adopereranno sempre.
tempo al tempo non mi convince.
secondo me c’è bisogno del parlottìo continuo, della disseminazione del dubbio, dell’offerta di pratiche quotidiane e costanti.
questo perché siamo bestie comunicative, la nostra specifica attitudine (oltre all’afferrare le cose con le mani grazie al pollice opponibile) é quella di scambiarci informazioni come tecnica di vita.
quindi è necessario mostrare ad altr* che c’è qualcosa che si può fare per migliorare l’esistenza.
certo che quando ti rispondono cacate del genere sopra esemplificato hai de seri dubbi sull’effettiva appartenenza dell’interlocutore alla tua stessa specie.
Gli operai di svitol sono quelli che la macchina non se la potevano permettere, che anche se l’avevano non potevano usarla… quelli che per spostrsi con pochi mezzi facero il successo della vespa (quella originale e non quel cesso che fanno adesso) come sogno italiano di mobilità, e poi venne la macchina e si imbottigliarono tutti e salirono i carburanti per cui anche se si sporcano, a milano, anche i professionisti usano moto e scooter e tra un po’ anche quelli costeranno troppo e saranno bloccati e allora a pedalare (anche in fuorisella) vedremo gente in giacca e cravatta…
quanto ci vorrà? spero poco!
Se poi andare in bici diventasse anche “cool” allora mancherebbe poco…
ma voi cercavate una scusa per non andarci, questa me l’hanno detta ieri:”io sono grasso e se faccio sforzi mi viene un infarto…”.
Amen
le due che sento più spesso:
-andrò in bici quando ci saranno le piste ciclabili.
-in bici si suda.
e poi c’è quella:”vabbè ma tu sei magra, fatichi meno”…e non ci sarà un motivo???
A me non da fastidio che gli altri trovino scuse per non andare in bici, ognuno faccia ciò che si sente di fare.
Quello che mi scoccia è il fatto che mi diano del matto perchè ci vado o peggio che non mi consentano (mancante precedenze, strombazzate ingiustificate) di poter girare in bici.
marco
il problema e’ che la gente non si rende conto di
quanto possa essere meglio muoversi in bici…
pure a me e’ capitato lo stesso, prima di cominciare
non la vedevo cosi’ chiaramente, mi stimolava si
l’idea di usare la bici ma anche avevo un sacco di
dubbi.. poi sono rimasto semplicemente folgorato…
quindi quello che la gente dice non ha molto valore
sono parole buttate li cosi, senza troppa consapevolezza
la tattica di rotafixa del parlottio secondo me e’
molto buona, basterebbe che ognuno per un istante solo
considerasse seriamente l’idea della bici come mezzo
di trasporto e gia’ si avrebbero un sacco di bici
in piu’ in giro.
certo che quando ti rispondono cacate del genere sopra esemplificato hai de seri dubbi sull’effettiva appartenenza dell’interlocutore alla tua stessa specie
per rotafixa: penso che non sia stupidità, è paura del cambiamento e pigrizia. facciamo loro vedere che è possibile.
l’altro giorno da casa mia nel meratese sono arrivato fino a cesano boscone (treno + bici), e tanti a tempestarmi di domande sul come facessi. la curiosità c’è, basta fare vedere che la bici è alla portata di tutti e che non siamo superman, altri seguiranno.
una che purtroppo non so come contrastare, e non sarebbe neanche giusto perché finalmente ha un fondamento serio, è “ho paura”, naturalmente del traffico motorizzato.
domenica sera stavo indicando il folle traffico introno al colosseo ad un gruppo che era con me (arrivato all’appuntamento in macchina, tutt*, e con mezz’ora di ritardo rispetto a me; siamo partiti insieme da piazza delle muse al colosseo, io c’avrò messo un quarto d’ora-venti minuti)
e quindi avevo cominciato il mio consueto rabbioso sermone.
si finisce inevitabilmente a parlare di quanto sia sciocco vivere così, tanto più che è inutile (dare mezz’ora a tre macchine con dentro quattro persone circa a vettura significa avere un’audience attenta, quantomeno) eccetera.
qualcuno non mi si fila proprio, altri ascoltano, uno fa: “la macchina non la uso mai, vado sempre a piedi e coi mezzi, con la bici come faccio ad andare da un amico, poni a boccea” e la solita tititera.
smontate una ad una le obiezioni, rimane l’ultima, tirata fuori con sofferenza: “ma ho paura a girare in bici così”, indicando il traffico.
questa è davvero l’unica obiezione a cui non riesco a dare una soluzione.
chi ha paura della morte muore ogni giorno, chi la rispetta ma non la teme muore una volta sola.
Poi però è ragionevole temere per la propria incolumità…
oddio io inizio ad avere più paura in moto in tangenziale (Milano) che in città in bici…
ma forse è solo incoscienza e un maggior senso di libertà con la bicicletta…
Però è anche vero che se uno da zero parte e si fa 10km nel traffico intenso, se non è prorpio voglioso e convinto, magari la voglia glia passa pure…
tra male alle gambe, alle chiappe, rischi che corro, forse converrebbe iniziare a portare gli eventuali conoscenti in giretti nel fine settimana…
Non troppo giusto per settare il fondo-schiena e l’attenzione.
Oltre a molte delle suddette scuse, spesso mi dicono: “ma così respiri più smog” …
Allora gli dico di andrsi a vedere questo:
http://www.fiab-onlus.it/ciclurb/smog.htm
no rotafixa, tu non la puoi dare proprio la soluzione. ma non sei tu che devi darla, qui dovrebbe intervenire la volontà politica che in italia latita, piegata alla lobby dei motori.
Continuo a non riuscire a togliermi dalla mente la scusa di Svitol; mitica anche quella dell’infarto di Lollo, anche perchè come dice Valentina spesso la magrezza è effetto dell’uso della bici e non causa.
La mia ragazza, che come il 90% delle donne è sempre lì a controllarsi il peso, passò alla bici per disperazione (stufa di farsi 40 minuti coi mezzi per un tragitto che da anni in bici compie in 10-15 minuti…) ma una delle cose che la fecero più gioire fu il fatto di accorgersi dopo qualche mese che l’uso della bici le consentiva di mantenere un peso forma perfetto (contrariaramento all’alternanza continua aumento-dieta-aumento-dieta, etc.).
Oggi sono in vena di maschilismi, e dico che se le donne provassero tale esperienza poi diventerrebbero tutte delle ayatollah della bici. Così come i macho da happy hour con maglietta XS capirebbero come ci si sente più in forma abituati a fare anche solo 10 km al giorno e si evita di spirare dopo due piani di scale con le borse della spesa.
Perchè il problema è questo: bisogna provare! Poi il resto viene da sè: oggi la mia bella è andata in tribunale anche se piovigginava, perchè letteralmente terrorizzata dall’idea di prendere i mezzi…
E’ vero il traffico aggressivo è la cosa che spaventa di più. Però se a dirmelo è uno che abitualmente usa lo scooter mi viene voglia di mandarlo subito subito aff..perchè per andare come si va a Roma sullo scooter bisogna avere non solo coraggio ma anche del fegato. Quando sono invece persone veramente non aggressive che prendono solo mezzi pubblici ( di solito sono ragazze) non so veramente che dirgli perchè hanno ragione, il traffico è veramente pericoloso e aggressivo, non c’è una sera che andando a dormire penso che anche oggi mi è andata bene!
la scusa tipica dei miei colleghi e’:
- sudi —> inverno —-> ti ammmali
ps. sono l’unico che non s’e’ preso qualcosa
- abito lontano ( mi faccio 10km di citta e sono quello che abita piu lontano )
- milano non e’ fatta per andare in bici troppo traffico ( per me e’ ideale proprio per quello )
alla fin fine fatti loro io scorrazzo a destra e a manca e in 20 minuti sono a casa loro sclerano-spendono-e arrivano tardi a lavoro
questo post mi ha ispirato la nuova collezione promozionale autunno-inverno-primavera-estate per il ciclista urbano: http://picasaweb.google.com/jacopoL14/Smarter#slideshow
non so, a me delle scuse importa poco, di solito quando dico che vado in bici spesso sempre ogni tanto boh sento chiedermi ma come fai? io penso come fai cosa? di solito rispondo beh insomma e’ semplice e’ come camminare tu cammini e sotto hai i pedali che fan girare le ruote pero’ e’ anche piu’ divertente e’ facile farlo una cazzata non ci vuole un cazzo
-> jacopoL: stupenda!!!
solo, ricorda un po’ troppo la smart! anche essendone una parodia potrebbe sembrare una sua pubblicità a un esame non troppo attento…
comunque è geniale
molto carina!
e in italiano? funziona meglio o peggio?
…e intanto ieri uscendo dal lavoro, alla rotonda della zona industriale, c’era un’ambulanza coi lampeggianti e la barella, e una ragazza stesa per terra sul ciglio della strada, la bici rigirata. Niente altro: non c’era il camion che l’ha sbattuta là, nè i vigili nè i carabinieri, solo qualcuno che dai capannoni si era accorto di cos’era successo e aveva chiamato l’ambulanza. Da qui passeranno 1.200-1.500 camion al giorno, se non eviti la rotonda e non pedali prima sul marciapiede, e poi nella traccia sul ciglio non asfaltato rischi di brutto. Infatti.
la storia del traffico non reggerebbe nemmeno troppo;
intanto 1 bici in + può voler dire 1 macchina in – , poi però soprattutto in città è quasi sempre possibile trovare altri percorsi.
per andare al lavoro in bici (praticamente attraverso milano) ho trovato un’infinità di percorsi. tra l’altro la cosa aiuta a non cadere nella routine quotidiana che opprime invece chi affronta sempre le stesse code chiuso nella sua auto.
per finire, non conosco le statistiche, ma non mi stupirei di scoprire che gli incidenti conivolgano meno ciclisti rispetto a automobilisti o motociclisti.
piccolo episodio milanese.
spesso vado in via grumello, dove c’è un laboratorio fotografico.
è una viettina stretta breve (non c’è nemmeno il marciapiede) e a senso unico. proprio davanti al laboratorio ci sono le finestre di alcuni uffici.
fino a poco tempo fa la vietta era intasata di auto parcheggiate, tanto da rendere il passaggio difficoltoso.
in genere arrivo, sorrido verso le tipe dietro la finestra degli uffici e appoggio la bici al muro lasciando sporgere il manubrio verso la vetrina del laboratorio, così riesco anche a tenerla d’occhio.
ieri sera d’improvviso ho trovato la vietta sgombra di auto, mentre all’interno della recinzione l’edificio degli uffici c’erano delle biciclette.
intanto è arrivata anche la storia di mau. effettivamente le rotonde fanno abbastanza paura: bisognerebbe avere il coraggio di mettersi nel centro della strada, in modo da non farsela tagliare da auto e camion e rimanendo così bene in vista. non ci si può affidare alla speranza che ti vedano e ti concedano la precedenza: c’è sempre qualcuno che non lo farà.
le cose cominciano a cambiare. poco per volta ma i segnali ci sono. a milano intesa sanpaolo ha messo a disposizione 150 bici per i dipendenti: per sbrigare commissioni in citta’ si puo’ prendere una bici in prestito, gratuitamente. nel we ce la si puo’ portare a casa. incredibilmente le bici non so male: delle solide cittadine con cambio a tre rappori nel mozzo e freni a tamburo: robuste essenziali e di poca manutenzione.
le cose stanno cambiando….
Intesasanpaolo eh?! che bello, proprio loro, adesso fanno i sensibili (coi loro dipendenti) e danno le bici…evviva!
Frank: un miracolo! Chissà che sia vero che sempre più gente si ravveda e lasci la scatola a casa!!!
Jacopo, vorrei ordinare una S e una XS. Tutt’e due nere, grazie!…
p.s.: sto già ideando lo spot pubblicitario…
Il mio caso è questo:
Abito troppo lontano. Prendi in considerazione la possibilità di arrivare con un altro mezzo in prossimità del lavoro (treno, auto, …) e quindi di prendere la bicicletta per fare l’ultimo tratto di strada. Può essere anche che la strada sia più breve per l’automobile che non per la bicicletta, ma poi magari si va in palestra, attività evitabile se ci si allena in bicicletta.
Io mi muovo, da diversi anni, senza auto, in un percorso di quasi quaranta chilometri con questa sequenza:
18 km trenino
16 km treno
5 km bici
(da moltiplicare per due)
Nei casi di emergenza ho pure fatto, diverse volte, anche il primo tratto in bici (e all’andata è divertente, i primi otto km sono leggera discesa, tranne un breve strappo all’8% di pendenza appena fuori il paese…
mia moglie che abita a milano e lavora a novara
fa tutti igiorni bici+metro+treno+bici(x2) con qualsiasi tempo e anche quando era incinta…
e poi torna a casa e fa la spesa e tutto in bici
e non è un’extraterrestre…
io a milano giro sempre in bici, mio padre idem(giaccaecravatta d’ordinanza).
non è questione di allenamento ma solo di testa, se vuoi puoi.
matteo
p.s. la bici che usa a novara l’ha voluta fissa(senzafreni) perchè e’ piu’ semplice da gestire in caso di ruote bucate…
Nelle mie personali statistiche queste sono, nell’ordine, le scuse principali:
- con l’aria che si respira nelle strade di questa città (la città sarebe Roma) la bici fa male;
- ci sono troppi pazzi che con macchine e scooter corrono a velocità incontrollate, anche nelle strade minori;
- le condizioni delle strade sono pietose, serve mentalità da stuntmen e equipaggiamento da downhilling;
- di bici me ne hanno già rubate abbastanza;
- mi secca arrivare a destinazione sudato.
Sinceramente in base alla mia esperienza la scusa dell’allenamento è minoritaria.
Anzi, la cosa interessante è che in alcuni casi quelle che ho elencate sono motivazioni addotte da appassionati ciclisti, con i quali magari il w.e. facciamo uscite di diverse decine di km.
Certamente la preoccupazione per l’incolumità è il deterrente più importante.
penso che almeno nelle grandi città il passaggio auto—>bici avvenga secondo questo schema
auto—>moto/scooter—>bici
almeno questo è stato il mio percorso
cosa dovrebbe indurre un motociclista (magari di quelli con casco momo e maxi scooter)ad abbandonare il suo mezzo per la bici?
oltre a tutte le motivazioni ecologico/salutistiche una grande attrattiva è l’eliminazione del salasso multe.
bici=totale anrchia (no multe no semafori si corsie preferenzia si marciapiedi ecc..)
non è la strada giusta per indurre ad un cambiamento ma….. vedo che fa presa
nic
Un osservazione che mi viene fatta, spesso da appartenenti al genti sesso, e forse non a torto, e quella della sicurezza, ma non della sicurezza intesa come incolumità dal pericolo traffico, bensì come incolumità dal rischio di venir aggredite durante il passaggio in zone “poco raccomandabili”.
Effettivamente, da casa mia per raggiungere il centro città (zona dove sono concentrati la maggior parte degli uffici), bisogna attraversare zone ad alta concentrazione di criminalità, specie nelle ore di scarsa illuminazione, che in inverno vuol dire già alle 16:30. La pista ciclabile, nemmeno a farlo apposta, è presente ma è anche scarsamente illuminata e passa per zone nascoste dove facilmente qualche male intenzionato potrebbe nascondersi e saltare fuori quando meno te lo aspetti.
Certo, l’alternativa c’è, ed è quella di allungare il percorso per evitare la zona (per me è anche un vantaggio!!), ma per quelli che già fanno difficoltà a prendere la bici normalmente, il proporgli un allungamento di 2 km del percorso può sembrare una cosa pazzesca.
Quindi le signore, a cui ho proposto il percorso alternativo, preferiscono attraversare la zona in macchina, con le portiere ben chiuse!!!
“bici=totale anrchia (no multe no semafori si corsie preferenzia si marciapiedi ecc..)”
questo dimostra che non basta una bici: se si è XYZ lo si rimane anche pedalando
prima che il discorso prenda pieghe non realistiche, e forse ignote a qualcuno, vorrei ricordare che l’anarchia non è assenza di regole ma un sistema di regole condivise direttamente create e applicate dall’intera comunità, e non lasciate sancire da una qualsiasi istituzione.
in questo senso potrei capire il richiamo all’anarchia, ma il senso suggerito da nick credo fosse “non mi bècca nessuno e quindi mi faccio gli stracazzi miei”. non proprio commendevole ma in un certo senso piuttosto innocuo, come atteggiamento, vista la scarsa capacità contundente del mezzo, di cui si è abbondantemente parlato in altre occasioni.
l’argomento femminile “paura di una possibile aggressione” è corretto, ma credo che valga anche se si va a piedi o in scùter. mi pare un po’ stiracchiato.
“HO LA GOMMA A TERRA; DEVO PORTARE LA BICI DAL CICLISTA”
http://www.boston.com/bigpicture/2008/09/the_singapore_grand_prix.html#photo6
quello della paura potrebbe non essere un discorso così campato in aria.
A monza c’è una bellissima pista ciclabile lungo il canale villoresi…
solo che in certi orari è il territorio di nessuno (o meglio di qualcuno che non è la comunità…)
Il sabato pomeriggio è bellissima e piena di nonni e bambini, ma in settimana, magari verso sera o alla mattina presto io non mi sento tranquillo a passarci.
E chi conosco la evita allungando il percorso e stando in mezzo alle macchine…
rota: si potrebbe anche in italiano, ma poi fa meno campagna mercedez.. vedremo
unto: guarda che ti prendo in parola! ti mando gli esecutivi della maglietta nera però poi voglio vedere lo spot su youtube
rota: siamo ot, ma se non sbaglio l’anarchia non consiste né nella presenza né nell’assenza di regole condivise: sono possibili entrambe le cose. farsi gli straca**i propri in barba ai divieti, pur non essendo l’anarchia esclusivamente questo, mi sembra propriamente un atteggiamento anarchico, rispettato in quel tipo di società come pienamente legittimo.
Per rotafixa:
E’ vero ciò che dici, che il rischio è analogo a quello che corre chi va a piedi (in scooter non saprei, visto la velocità), ma il paragone che facevano le signore era con la macchina, e credo che la sicurezza di chiudersi dentro a chiave non sia minimamente comparabile con quella di altri veicoli.
Il caso specifico a cui poi mi riferisco è quello di Padova (la famigerata zona Stanga – Via Anelli, diventata famosa in tutti i tg per la massiccia presenza di spacciatori e loschi personaggi di ogni genere) che la rende, in alcuni casi, pericolosa anche a mezzogiorno, non vi stò a dire con il buio serale (ripeto – in inverno è buio già alle 16:30).
Come ho detto l’alternativa c’è, allungando il percorso. Comunque il discorso pericolosità non è affatto stiracchiato e da sottovalutare.
io sto vivendo un lungo periodo di scazzo nei confronti di questo tipo di scuse. Troppi anni a sentirmele ripetere, troppe volte. Ci avevo anche scritto su una filastrocca, ma non la trovo più, dev’essere da qualche parte in rete.
Non ho più voglia di cercare di convincere nessuno, facciano come cazzo gli pare, avranno quel che si meritano: spese folli, tumori, cellulite e figli morti ammazzati. Preferisco concentrare le mie energie nell’educare i miei figli a non farsi ammazzare (nemmeno dal cretino che va ai 120 in città), nell’insegnar loro a usare al meglio vista, udito e olfatto per sentirli arrivare, nel far nascere in loro il cosiddetto riflesso anticipatore (forse mi ha visto e non aprirà la portiera ma io mi scanso ugualmente), a non farmi ammazzare io stessa.
Ieri sono stata nella pancia del pescecane (azienda automotive, GRANDE azienda automotive, no, non FIAT, molto più grande). Anche lì ci sono persone che iniziano a capire, anche ai livelli medio-alti. Alcune frasi uscite dalle loro bocche: “l’automotive ora sta solo più pensando a come sopravvivere, è il panico”, “il problema non è il tipo di energia utilizzata, la vera cretinata è muovere 1000 kg, oggi anche 1800, per spostare un cretino di 70 kg”.
ullallah
sentisenti.
il sospetto lo avevo anch’io, ma assolutamente non fondato o fondabile su percezioni dirette come quelle di alba (che poi se ci dici quale azienda è sarebbe più meglissimo).
hanno una strategia di uscita o brancolano?
@Lollo: quello della sicurezza è uno dei motivi per cui odio la ghettizzazione nelle ciclabili. Nella ciclabile che costeggia la Fiera e va da p.za 6 Febbraio a p.za Amendola la ciclabile è costeggiata da due muri di siepe: se un folle si anscondesse lì e aggredisse una donna sarebbe ben aiutato nel’occultarsi. La mia ragazza fa tutti i giorni il tragitto da casa al lavoro e ritorno, dove non c’è la ciclabile, e scorre per strada ben visibile sia al traffico che ai pedoni sul marciapiede, anche alle 21 di sera quando d’inverno è buio.
Insomma, un altro motivo per cui le ciclabile si rivelano troppo poco pratiche…
@Jacopo: no problem, ho già in mente lo spottino: mi serve solo un fissato un po’ dinamico e una mela matura!
Io sarei anche curioso di venire a conoscenza dei motivi per cui si desideri utilizzare la maghina in citta’. Darebbe anche un’indicazione su come smontare certi dogmi.
E qui una scusa: “in bici non si rimorchia!” (mapporc!)
Ho un amico che lavora per una gigantesca ditta americana che fornisce di tutto (è la 250a più grande del mondo, la 81a per profitti…) a tutti i settori, tra cui l’automotive. A parte il -28% di vendite di auto, mi dice che sono diversi anni che tutti i costruttori di auto del mondo, tranne forse uno, sono in perdita: Usa, Giappone, Europa, tutti quanti ci stanno rimettendo, nonostante i transplants e balle varie in tutto il mondo…boh!
Ne ho una bellissima di un collega, premessa:
io mi faccio 26+26 Km al giorno attraversando Milano, non tutti i giorni, ma moooolto spesso e come voi che fate la stessa cosa NON sono un eroe (beh ogni tanto a pericolo scampato un po’ lo penso…).
Parlando con un collega che non si capacitava di come facessi sono venuto a sapere da lui che:
esce di casa in bici per recarsi nel box distante circa 300-400 m dove prende lo scooter per farsi circa 3-4 Km Box-Lavoro……Geniale! Ovviamente l’argomentazione è stata “così ci metto meno”
Considerando il tempo per aprire e chiudere cancello, serranda etc.etc….Sono scettico
Rota,
altro che percezione. Stando ad alcune previsioni (forse le meno pessimistiche) salvo aiuti da Washington entro i prossimi mesi una delle big three di Detroit dovrebbe andare sotto, portandosi dietro un pezzo di industria automobilistica mondiale.
Ieri i dati di vendita in USA di settembre esibivano un -40% di vendite di SUV per la ford rispetto al 2007. Come sai è con i SUV che fanno i margini più elevati. Il risultato è dovuto alla combinazione di due fattori: costo del petrolio e impossibilità di accesso al credito per la clientela subprime (quelli cioè che per comprare il SUV fanno il passo più lungo della gamba).
Come diceva Alba la strategia ora è: posizione fetale, pura sopravvivenza.
@unto: bazzichi in zona fiera? io lavoro in via Washington
OT: in fondo a via Washington ho visto l’altro ieri un fissato su bici nera (pareva una mystic) con aerospoke all’anteriore sempre nero. Bella bici!!!!
Come diceva Alba la strategia ora è: posizione fetale, pura sopravvivenza.
e come @#@#@#@ è che i nostri dannatissimi contemporanei ancora stanno i giro tronfi e sugnosi? e credono alle favolette della lucente carrozzeria a saponetta?
non ci arriverò mai, campassi mill’anni
Anche se l’industria automobilistica è in crisi, il sogno proposto dal marketing è sempre vivido.
Io mi ripeterò, ma è difficile spiegare all’automobilista incallito che una grossa fetta di quello che guadagna va in un’illusione. Figurati poi se a quest’illusione deve rinunciare per andare in bici. Ed il sogno della pubblicità? Avete fatto caso che nelle pubblicità delle auto le strade sempre vuote? Io ho provato a far riflettere su questo aspetto ed ho sentito vacillare quei sogni.
Sono d’accordo con voi: bisogna far vacillare, insinuare il dubbio.
@barbababbo:
hai ragione è il sogno che fa la differenza…
e i tempi iniziano ad essere maturi perchè la bici possa diventare un sogno.
(rota non offenderti) ma la fissa aiuta in questo anche perchè è bella e alla moda. Per cui invoglia.
Certo che se uno deve usare la bici-cesso del supermarket, che cigola, pesa mille chili e si rompe subito (e poi ha pochi pezzi standard per cui anche aggiustrla sono kazzi) e poi è uguale a tutte lee altre cesso-bici… la poesia scappa presto.
Di certo pochi neofiti spenderanno somme incredibili ma avere una bici “spettacolo” e funzionale penso aiuti.
A mia cognata abbiamo regalato una bici donna (molto usata e di recupero) stile america (ruota ant-28″ e post 26″) bianca e azzurra. Con una bella dose di svitol e una “leggera” revisione a mov centr e sterzo ora fila liscia come l’olio con sopra una orgogliosa padrona.
Penso che aiutare gli amici ad avere un mezzo migliore e più personale possa aiutare a farli andare in bici perchè non sarà più una bici ma la loro bici.
Ma che ve lo dico a fare che qua sopra mi sa che siamo tutti di questo malato orientamento.
Buon fine settimana
e chi si offende
questo effetto era esattamente nelle mie intezioni quando ho cominciato a rompervi i co****ni con la fixa, e lo sanno bene gli amichetti della cm romana (polemiche a non finire, ma gli voglio bene lo stesso).
è stato un buon risultato, finora, ma non mi basta.
la scomparsa delle auto in città è il mio modesto obiettivo….
Lollo, la mia ragazza abita in zona Fiera e lavora in via Washington, io abito a metà strada e in via Washington passo spesso. L’ho vista anch’io la fissa che dici, una merda da paninaro, tipo alcuni che ho visto sabato al Campionato alla Stazione di San Donato. Un giorno magari racconterò…
Le scuse oltre “ma tu sei allenato”???
1. ci sono le salite
2. si suda
3. ho paura delle auto
4. poi me la rubano
5. sono pigro/a per natura
6. il fatto è che fumo…
7. ma quanto smog devo respirare??? (come se in macchina nel traffico si respirasse aria di montagna)
8. e se piove???
9. con questo caldo (e posso anche capirlo) ma quando mi dicono “CON QUESTO FREDDO”.. QUA?!?!?!
e udite udite… mi son sentito anche dire..
10. E CHE FIGURA CI FACCIO A GIRARE IN BICI??
e udite udite… mi son sentito anche dire..
10. E CHE FIGURA CI FACCIO A GIRARE IN BICI??
purtroppo questa è parte della mentalità italiana (almeno a roma) in altre metropoli europee è vero il contrario, ovvero fai bella figura con una bella bicicletta e fai la figura del bambino viziato con il motorino/scooter.
non riuscito mai a capire perchè siamo sempre 20 anni indietro del resto d’europa…mah!
PS. per Jacopo.
me le magliette le vuoi produrre o donare alla comunità?
le le fai dacci il paypal che ne ordino subito una.
altrimenti puoi postare il file? illustrator?
grazie.
a proposito di donare alla comunità, io ho fatto questa:
http://picasaweb.google.com/ichbinrob/Bicycle?pli=1#5253240787926336994
che e venuta molto bene , file illustrator, a chi interessa mi mandasse una email
r.
se il problema è quello dell’immagine, si potrebbe chiedere ad Avmani di disegnare un completo per il ciclourbanismo…color grigio fumo, ovviamente, che non dia troppo nell’occhio nello splendore della città.
Per le scusanti addotte, “vorrei ma non posso” (in genere persone con difficoltà oggettive) è comunque meglio di “potrei ma non voglio” (intenzione a delinquere).
Bando alle scuse, vanzerei una proposta di legge…
Art. 1
Tutti gli spostamenti nel raggio di 20 Km dal punto di partenza devono avvenire con mezzi di locomozione che non producono emissioni inquinanti dirette.
Art. 2
Per le distanze superiori è lasciata facoltà all’interessato i circa i mezzi da utilizzare.
Art. 3
Sono esclusi da tali restrizioni i mezzi di trasporto pubblici che, in ogni caso, devono essere dotati di sistemi per ridurre le proprie emissioni inquinanti.
L’articolo 3 è criticabile, si potrebbe eliminare e costringere tutti ad andare in giro in bici/a piedi, ma preferisco non essere traumatizzante nei confronti di molte persone che si sentono male al solo pensiero di muoversi con qualcosa che non abbia un motore.
Nico
Cari amici, mi pare di capire che i vari motivi seri ( non la pigrizia) che impediscono l’uso quotidiano della bici siano legati alla sicurezza degli spostamenti e al timore per la propria incolumità.
Invece io volevo sottoporvi la motivazione che effettivamente mi limita nell’uso della bici, ed è che pedalando si suda, e a volte molto.
Se devo trascorrere del tempo in mezzo agli altri, se arrivo dopo una decina di km in bici, posso intuire che la mia vicinanza non sia poi così gradevole. Ti fai la doccia, esci e inforchi la bici e quando arrivi devi fartene un’altra, ma non puoi.. A me succede così. Non è che io sudi copiosamente, forse mancherò anche di allenamento, ma non mi pare che quelli allenati riescano a sudare meno. Ho provato anche a pedalare molto lentamente, ma non serve, e poi così facendo il trasferimento assomiglia alla passeggiatina domenicale… ma vestito in giacca e cravatta. non posso!
Per non parlare dell’abbigliamento. Io vorrei usare di più la bici, ma in occasioni formali di lavoro si richiede di giungere puliti e profumati, coi vestiti a posto e non strapazzati.
Per me il problema è reale, invidio quelli che non lo hanno ma ciò mi limita controvoglia nell’uso abituale e quotidiano della bici. Se avete qualche consiglio da esperti ciclisti per non sudare e non strapazzare troppo gli abiti.
Come vedete ci sono anche altri motivi che impediscono di usare la bici quanto si vorrebbe, e vi prego, non pensate che io sia il classico fighetta che non vuole sporcarsi. NON POSSO sporcarmi. E’ diverso.
La mia città è Milano. Grazie a tutti per l’attenzione e per gli eventuali consigli e ciao
ichbinrob: no no che produrre, mica sono avmani io!
anzi specifichiamo (che magari c’è in giro qualche avvocato targato mercedes): la parodia del logo smart non è a scopo di lucro, è utilizzabile liberamente e gli accorgimenti adottati nella diffusione escludono che l’autore possa trarne profitti diretti o indiretti.
per chi vuole la maglietta nera, il file da portare a stampare è scaricabile all’indirizzo http://drop.io/smarter01fasterEsecutivo01
esatto Paolo, la gente si indebita per comprarsi il macchinone, in america come in italia, ne ho di colleghi, sia giovani, che meno e magari sposati con figli, che hanno da 350 a 600 euro al mese di rata, per la macchina! ma ci pensi?! venerdì pomeriggio qui è grandinato alla grande per un quarto d’ora, se vedevi le facce in reparto!!! c’è S. che alla pausa pranzo esce sempre a guardare se qc ha posteggiato a distanza “pericolosa” dalla minnicuper e torna su borbottando…ma forse stiamo raggiungendo il picco, poi puf! si sgonfierà tutto di botto…
per AGGIE
io vedo in giro per Milano uomini in suite e donne in tailleur. non spesso ma qualche volta anche io ho la cravatta e vado in bici.
solitamente non sudo o sudo poco, mi vesto anche adeguatamente per permettere la traspirazione. il sudore non puzza se prima ci si è fatti una doccia. comunque mi porto dietro una maglietta intima di ricambio, nella borsa ci sta assieme alla camera d’aria di scorta: un veloce cambio anche in bagno e sono fresco come una rosa. provare per credere.
AGGIE, io vado al lavoro in giacca e cravatta. bici + treno + metro. ti assicuro che e’ molto peggio la metro che i 5km di bici.
se sudi troppo e’ perche’ sei troppo vestito. il sudore e’ una scusa solo d’estate, ma per la mia esperienza d’estate c’e’ molta meno esigenza di formalita’.
…….consapevole che m’insulterete con ragionevole disprezzo, vi fornisco la mia giustifica:
al lavoro in bici ci vado un solo giorno a settimana, non perchè faccio la settimana corta o per la distanza (9 km) ma perchè tengo vecchi ed inquinantissimi mezzi a motore che c’han bisogno di muoversi almeno un giorno su sette, per cui:
di lunedì in vespa special
al martedì in velosolex
mercoledì bicicletta
di giovedì nuova giulia super
venerdì 2cv
ovviamente in caso di pioggia il programma può subire variazioni…….
siate gentlemen, parolacce con giudizio……
ciao
benza bollo assicura manutenzia riparazia pneumazia ollio stanlio e magari al sabato il massimo della depravazione umana: l’autolavaggio. ne hai di soldi da buttare eh?
pacopuci: i mezzi non c’han bisogno proprio di nulla.
@JacopoL
Fantastico, vado subito a ordinare una maglietta e felpa
@Aggie.
Forse e’ vero che ti vesti troppo. io a roma sudo solo a luglio e agosto
o forse sbagli bici. io sudavo ( e faticavo) su MTB poi ho cambiato e non ho piu’ sudato e vado molto piu’ veloce con una ibrida da citta’
leggo adesso le risposte/critiche al mio precedente commento nel quale suggerivo (impropriamente) la componente anarchica dell’andare in bici come stimolo per abbandonare i mezzi provvisti di targa e quindi (riduttivamente) poter fare i czz propri.
da come l’avevo messa giù io, la questione, si prestava in effetti alle vostre critiche (puntuali e condivise), sono perfettamente d’accordo che il concetto di anarchia trattato in questi termini potesse apparire una banalizzazione, ma senza scomodare bakunin, ritengo, e in questo sono totlamente d’accordo con rotafixa, quando afferma che “….. l’anarchia non è assenza di regole ma un sistema di regole condivise direttamente create e applicate dall’intera comunità, e non lasciate sancire da una qualsiasi istituzione….”.
ritengo che molte delle regole del codice della strada sono pensate (sancite) per il traffico dei mezzi pesanti, un mezzo leggero come la bici, dove il conducente non è isolato dal contesto saprà fare a meno delle regole e allo stesso tempo saprà essere rispettoso degli altri e di sè stesso.
per cui non attraverserò alla cieca un semaforo rosso, non travolgerò dei pedoni, nè andrò senza luci di notte in una strada extraurbana dove si svolgono corse di tir ma non mi sentirò in colpa di fare dei percorsi contromano (dove possibile), di passare un rosso in un incrocio deserto nè di passare per una zona pedonale, nè di tenermi discosto dalla dx della carreggiata soprattutto in presenza di auto parcheggiate in doppia fila.
non dovevo usare la parola anrchia (banalizzandola) ma flessibilità, duttilità, non invadenza, caratteristiche che penso ci facciano preferire la bici ad altri mezzi.
cioa nic
ciao
@AGGIE: da qualche mese mi muovo anch’io in bici per Milano e ho risolto i problemi relativi all’abbigliamento formale cercando di non in dossararlo in bici. Mi spiego meglio: quest’estate con più di 20°C al mattino pedalavo con la camicia fuori dai pantaloni (formali o no non importa), la giacca e la cravatta se ne stavano nella cassetta montata sul portapacchi posteriore. Arrivato in ufficio (meno sudato che in metro) semplicemente completavo l’abbigliamento rimettendo la camicia nei pantaloni e indossando giacca e cravatta.
Ora con circa 14°C al mattino la giacca la tengo addosso, ma sopra al massimo uso una sciarpa per la gola. Niente di più e ti assicuro che non ho bisogno di una doccia in ufficio. La cravatta sempre in borsa.
Poi il mio percorso è di soli 5km e ci metto un quarto d’ora o giù di lì senza strafare…
ichbinrob: poi voglio vedere le foto
In realtà la motivazione di fondo per non rinunciare all’auto o allo scooter è l’inSICUREZZA annidata,stratificata,iniettata dentro ognuno di noi.Non è solo il traffico ad essere pericoloso in città.La questione della sicurezza, aleggiata, sospinta da tutti i media,si materializza sempre di più nelle nostre città.E’ evidente che si cerca nell’immigrazione il capro espiatorio,provocando solo un aumento della violenza,ma i motivi per cui una persona non si sente sicura girando per strada sono molteplici,semplicemente non è un ambiente favorevole per i più deboli.Solamente dentro un involucro d’acciaio una ragazza può sentirsi libera di andare in giro di notte,un vecchio può sentirsi sicuro di arrivare sano e salvo a destinazione.In bicicletta le persone si sentono nude,non protette,indifese,senza la possibilità di sgasare per allontanarsi da qualsiasi situazione spiacevole.Il numero dei ciclisti è in forte aumento è vero, molti superando le paure ritrovano inaspettatamente una sensazione di libertà,ma la battaglia sarà dura,la violenza fermenta da tempo e sembra quasi un giorno o l’altro esploderà,i militari sono già schierati,non sembrebbero buone premesse per una rivoluzione ciclistica.La situazione economica però non agevola l’utilizzo dei mezzi a motore,le persone potrebbero essere costrette ad abbandonare la propria amata automobile.Che succederà,prevarrà la paura o la povertà?
IN BICI MI DIVERTO; questa è la mia scusa, a questa non crollano ma, mella buona parte dei casi vacillano.
Le scuse sono tutte altrettanto valide e altrettanto giuste, se qualcuno mi chiede come e perchè, semplicemente gli rispondo “perchè mi va, non capisco come faccia a te in modo diverso”.
Spesso mi trovo costretto a rinunciare alla bici favorendo i mezzi pubblici e i piedi ma, come la buona parte di voi sa, la mattina e il pomeriggio ho con me il nanetto e se l’arietta è troppo fresca o minaccia pioggia, è più sensato usare l’abbonamento.
Quando un privatomotorizzato mi chiede come gli giro semplicemente la domanda e gli chiedo come può lui.
@AGGIE; per il vestiario portati un cambio, lo facevo prima e lo faccio ora, sia con i mezzi pubblici, sia con la bici, sia come sia, io arrivo in ufficio sudato da fare schifo, mi porto il cambio, arrivo prima, mi lavo, mi asciugo e mi metto il deodorate, dei giudizi degli altri me ne sbatto, sto meglio io di loro. In genere ad inizio settimana mi porto tutta una serie di cambi che utilizzo nel corso della settimana stessa, mi lascio sempre il ricambio e il gioco è fatto, la mattina reintegro la camicia del giorno prima e punto, di giacche ne lascio due appese sulla stampella e le alterno.
M!!!
il sudore e le sue esalazioni proposti come scusa me li ero dimenticati, in effetti entrano a pieno titolo nella panoplia delle impossibilità soggettive, che sono appunto ciò che si tenta di scalzare con una rivoluzione mentale e personale prima ancora che fisica e collettiva.
mi ero dimenticato di questo fenomeno forse perché mi succede una cosa piuttosto strana, che però a ben vedere ha un suo senso: non puzzo più da anni.
come tutti gli umani anch’io sudo, ma credo che la costanza dell’andare in bici, e conseguentemente la continua e lievissima traspirazione, contribuiscano a mantenermi puliti i pori della pelle. come noto il cattivo odore è dovuto alla “fermentazione”, non saprei ora come altro dire, di batteri e sporcizia annidati sulla pelle, nei pori in particolare.
in sintesi è come se fossi perennemente in un leggerissimo, impercettibile hammam autogenerato.
l’abbigliamento formale certo non aiuta, e in particolare la camicia che (se non ricordo male) deve essere sempre chiara e dunque il colletto va a farsi benedire anche se sei pulito: raccoglie la mmerda che gira per l’aria grazie alle vetture, sia benza sia gasolio. della cravatta non vorrei parlare, se non per dire che trovo assurdo girare con un nodo scorsoio alla gola.
i cambi in ufficio o in borsa possono essere un aiuto. dal mio punto di vista proverei a cambiare la percezione e la visione condivisa di eleganza, piuttosto che subire quella che trovo.
Rota; d’accordo con te ma in alcuni contesti è richiesta, in quei casi, basta adeguarsi ed organizzarsi per tempo, in bici si può benissimo portare una borsa o uno zainetto o una cassetta o quello che ti pare e all’interno portarsi il cambio. In Polonia la settimana scorsa ho visto un tizio che aveva con se il porta abiti attaccato al manubrio, mica male come idea.
M!!!
Ciao,
recentemente penso d’aver trovato qualche risposta a chi trova scuse per non andare in bici e a chi manifesta la propria paura.
Pedalare in sicurezza significa ciclabili.
Questa estate sono stato a Monaco di Baviera, ho visto piste ciclabili sempre dritte, correre a fianco delle auto, praticamente su tutte le strade.
A Bologna, dove abito, qualche pista esiste ma non sono comparabili con le tedesche.
Per il fondo, il ns. è in gran parte dissestato, per le linee, ovvero da noi i percorsi sono eccessivamente tortuosi per essere pratici.
La bici è praticità, per far in modo che la sua pratica sia giornaliera oltre alla sicurezza è indispensabile la praticità.
Terzo punto, (anche questo visto in Germania), non c’erano auto parcheggiate, con conseguente fortissima limitazione degli incidenti in città, rispetto a quanto succede in Italia.
Ma il motivo determinante per la maggior parte delle persone non sono quelli che ho elencato ma il fatto che nella società occidentale, non esiste una pratica motoria diffusa.
Recentemente sono andato alla conferenza stampa delle “Città sane”, dove cardiologi e psichiatri ci dicevano quanto fosse determinante, per le malattie che rispettivamente studiano, la prevenzione ottenibile con un pò di moto quotidiano, come per es. quello necessario per usare la bici.
Le malattie cardiovascolari uccidono più di tutti i tipi di tumori messi insieme, specialmente le donne.
Il morbo d’Alzahimer (non mi ricordo se si scrive così) colpisce molto di più fra coloro che non si mantengono attivi.
Un pò a mezza bocca questi medici hanno chiesto alla platea, se avevamo un’idea dei costi che si devono affrontare per far fronte a queste patologie.
Cerco di far pensare che se in tanti non si va in bici, non si arriverà in molti ad utilizzare, come pensione, quel poco che una sanità così richiesta, ci lascerà.
Se viceversa ci manteniamo in forma, arriveremo senza aver speso molto in sanità al momento in cui potremo lasciare il lavoro, spero.
Ciao, sono di Roma e ho riscoperto la bici comprando una elettrica a pedalata assistita; dopo due settimane ho capito che potevo farne a meno e ho recuperato la mia vecchia mbk Rampichino di 25 anni fa. Ora mi sposto tranquillamente per tutta la città, salite comprese e cerco di esorcizzare il traffico, anche se dopo 30 anni e più di moto e scooter so come cavarmela. Dove lavoro mi guardano incerti, a metà tra l’incredulità e un pò di invidia; le scuse per non provare sono tutte quelle già elencate, ma devo dire che vedo sempre più gente in giro, anche se statisticamente una assoluta minoranza. Ma in fondo non mi dispiace tanto…….
P.
oh, mi sono appena ingarellato sulla nomentana co na muntambaik che non gli avrei dato un centesimo e invece correva cacchio! va bè che aveva il cambio e io no, va bè che era tutto alluminio e io tutto acciaio, però pensavo rimanesse spompato al primo semaforo.. invece cribbio ha venduto cara la pelle, m’ha fatto rincasare sudato fff
effettivamente di biciclette inizio pian piano a vederne di più, non credo sia solo un’impressione. ci faccio caso ogni volta che esco di casa.
sprint,
ahò una rampichino è una signora bici, altro che mtb.
con tutto che a me piacciono tutt’altro tipo di bc, eh.
goditela
(avrai tempo per passare alle fixe, eheheheheheh)
Sprint, rota ha ragione, “il” rampichino è in Italia una mtb storica, tanto che ancora adesso tanti chiamano rampichino le mtb in generale, tra le prime ad essere prodotte in Italia, Cinelli ci ha creduto, l’aveva pubblicizzata anche con un servizio apposta su Airone. A livello costruttivo riprendeva le geometrie Ritchey, riprese anche dalle prime Specialized, quindi molto sbracate, saldata con tubi Columbus, componenti Shimano. Tienila oliata e usala fin che vuoi che dura cento anni, mettici al limite due gommazze da 2″ o più, ma slick per filare in città, che col manubrione “a fionda” sembra un supermotard (non incazzatevi, è solo un confronto con lo stile…). E non smontarla per fare una fissa, per quella ci sono montagne di telai in giro che aspettano solo quello.
@jacopo- Non è che era sprint il tipo in mtb?
proprio ieri sera ho visto una “Rampichino” rossa con scritta gialla, l’ho fatta notare a mia moglie e subito la risposta “basta co’ ste bici.” perentoria ma alla fine ha capito che è meglio e la usa spesso.
M!!!
Quando mi chiedono perchè usi la bici tutti i santi giorni rispondo : perchè sono pigro !
Alle conseguenti facce stralunate spiego : con l’auto dovrei tirarla fuori dal garage (di angolo nel cortile interno) facendo varie manovre, immettermi nel traffico convulso, affrontare la mitica coda del cavalcavia con semaforo, altra coda per l’altro semaforo, giostrare nel caos automobilistico sempre lento fino a destinazione, cercare un parcheggio, magari lontano dall’ingresso del posto di lavoro, arrivare in ritardo e inca@@@to.
In motorino le cose vanno un po’meglio, ma in certi punti incasinati sei in coda lo stesso e il parcheggio delle due ruote a motore è sempre affollatissimo, non è detto di trovare un buco comodo.
In bici becco subito la ciclabile vicino casa, affronto con cipiglio divertito la cima Coppi del cavalcavia, scendo come un missile, sorridendo al vigile davanti alla stazione che tutti i giorni mi urla di andare più piano (?!)
con calma tigrata sfilo il rettilineo della fiera, giro di qua e poi di là, entro dal cancello pedonale e parcheggio sotto la telecamera di sicurezza dell’edificio, impiegando dai dieci ai venti minuti in meno rispetto agli altri mezzi che potrei utilizzare, alla mattina amo crogiolarmi nel lettone più a lungo possibile.
In caso di pioggia gli ingorghi lamierati aumentano all’inverosimile, con la mantellina risolvo brillantemente il problema.
Per far la spesa metto le casse sul portapacchi e il resto nelle borse da viaggio, problemi zero.
Per gli spostamenti piu lunghi (vacanze) utilizzo il sistema bici+treno.
Che volete farci, ripeto, sono PIGROOOOO !
Cordialmente, Franz C.
Siete pure pigri, maledetti ciclisti…
M!!!
grande franz! questo si che istilla dubbi! 20 minuti in piu’ di letto la mattina potrebbero convincere molte persone! in effetti anche io da un po’ uso la bici per pigrizia: prima usavo la moto, ma era una palla la mattina tirarla fuori dal garage, mettere il casco, trovare parcheggio. ogni tanto mi toccava pure di fare benzina. con la bici ci perdo 5 minuti su un percorso di 5 km, ma non ho tutti questi sbattimenti, posso passare nelle ztl e mi diverto di piu’!!
Cari amici so bene che il rampichino è una bici per così dire “storica”, la mia è verde oliva con scritte gialle comprata nel 1986 o 87 da Lazzaretti a Roma per la modica cifra di 950k lire di allora; l’ho anche iscritta al registro Cinelli, perchè è numerata. Quest’estate su una strada di montagna ho piegato la corona più piccola ( si dice così?) della moltiplica, che è di disegno ovale, lo Shimano Biopace mi sembra e l’ho dovuta sostituire a Cassino. Quello che volevo dire è che mi sono veramente pentito di averla lasciata ferma per 20 anni e più usando esclusivamente il motorino. Anche io ho trovato tante scuse per non provare… E ora mi sono accorto che andare in bici fa veramente bene alla salute, con tutto il traffico e l’aria pesante che pure ci affligge.
Ciao
P.
sprint, perché non parli con quelli che erano come te e gli fai il favore di suggerir loro una bella svolta nella loro vita?
Box e cantine sono pieni di bici ferme da 20 anni, che le usino i proprietari originali o qualcun altro cambia poco, che qualcuno le usi cambia tutto.
Ieri ho parlato con un mio collega. Dopo anni in cui mi ha preso in giro per il mio talebanismo ciclistico, ieri mi ha confessato che da 2 mesi è un ciclista al 100%: al ritorno dalle vacanze gli si è rotta la moto, troppo vecchia per meritare di esser riparata, troppo costoso comprarne un’altra (è periodo di magra, casomai non si fosse capito…), per non morire in casa è stato costretto a recuperare la vecchia bicicletta che da 10 anni marciva nella cantina dei suoi genitori.
Adesso vuole che gliela fisso…
franz, meravigliosamente paradossale quel motivo, ma solo all’apparenza, per chi non può capire…
. Anzi…
Ecco, anch’io vado in bici perché sono pigro. Me ne frega un cazzo se non faccio girare l’economia, checché ne pensi Michelangelo
A prescindere dal benessere spirituale dell’andare in bici, e volendo fare un discorso meramente utilitarista
il garage, il bollo, l’assicurazione…il carburante…le riparazioni…gli scazzi con i miei simili…
Ma chi me lo fa fare di stressarmi per tutto questo?
Detto alla maniera degli economisti neoclassici, l’automobile comporta costi marginali crescenti o, che è lo stesso, utilità marginali decrescenti.
Il fatto che nonostante sia una verità quasi lampante, politici e costruttori siano riusciti a spacciarla fino a oggi come una droga di massa non smette mai di stupirmi.
clambfr; l’auto, per come la vedo io, è più uno strumento di controllo di massa che non una droga di massa, isola l’individuo, non gli permette lo scambio con l’ambiente circostante e con i suoi simili, lo obbliga, lo confina, non gli permette di conoscere, lo condiziona nel ragionamento, nelle scelte e gli impedisce di conoscere la LIBERTA’.
In ogni caso siete dei soggetti antisociali e economicamente involuti (TIRCHI DEL CA’…).
M!!!
sono sfigato!
tempi casa lavoro:
auto 7 minuti ( tutto compreso)
bici 11
autobus 30 !!!!!!!
e poi non potrei caricare l’auto sulla bici per andare al lavoro che al lavoro l’auto mi serve per andare dai clienti di tutta la provincia.
per lo meno l’auto non è mia.