21.04.2008
Esecuzioni
Redazione in Attivismo | 66 commenti
Gaetano ha scritto a Ciclistica: ricordate il rifacimento dello spot alla 500? Bene, ne ho fatto un’altro, prendendo ispirazione da quello della Focus. Ecco il link all’intervento relativo sul mio blog.
Spero vi piaccia!
66 commenti su “Esecuzioni”
ben fatto. che aggiungere? niente, dice già tutto
Ho già in mente cosa scriverà Tody… e mi associo.
Sono ormai del tutto pronto per trasportare l’individuo di bassa statura e strano linguaggio in bicicletta, sono anche riuscito a convicere la madre, ci manca solo il bel tempo, fino ad allora, zaino e metro…
M!!!
E cosa ci fa la 500 fiat qui a fianco? mi regala 2 euro?
le pubblicità son tutte stupide e deleterie, alcune direi addiruttura criminali, ma quelle delle macchine le battono tutte.
l’ultima che ho sentito in radio è quella della professoressa isterica che fa lezione sparando due minchiate in fretta e furia in due nanosecondi per scappare dal concessionario telamettonelculomegliodeglialtri.
ma stiamo scherzando?!
già siamo uno dei paesi più ignoranti d’europa, ci mancava solo la professoressa più ignorante dei suoi alunni in crisi d’astinenza da concessionario!
e si vede cosa compriamo e votiamo, ormai sono tutti consigli per gli acquisti di merce avariata.
e per farci continuare ad ignorare e comprare, isegnanti come questa sono una manna da cielo!
e avanti così….
Sarebbe meglio buttarle le macchine e prendere le bici… *_* Tody
P.S. Quoto Michelangiolo
Come mai se uso il computer del mio papà viene fuori il suo nome?
Tody
Butta la macchina prendi la bici
@Vale; ti do non una ma tutte le ragioni, sono convinto che molta della mancanza di coscienza civile, sia figlia dell’ignoranza. Siamo uno stato ed una civiltà in decadenza, non ci curiamo dello stare con gli altri perchè non siamo capaci di stare con noi stessi, abbiamo abdicato alle attività che richeidono un minimo d’impegno, a favore delle pappe pronte, non leggiamo perchè è più facile guardare la TV, non camminiamo o pedaliamo perchè con l’auto è meno faticoso, poco importa se la distanza è irrisoria, metto il culo sulla macchina e vado, fino ad arrivare al paradosso di prenderla per andare in palestra nello stesso quartiere in cui vivo. Abbiamo lasciato che il modello propinato si impadronisse delle menti.
Passiamo il fine settimana nei supermercati dei centri commerciali a spendere soldi che non abbiamo, per far girare una finta economia, potremmo benissimo farci un giro all’aria aperta belli rilassati o, chi vive in città, andarcene per chiese e monumenti e aprire le nostre menti utilizzando il gratis al contrario, ci chiudiamo nella scatola e ci facciamo prendere dal raptus della prof di cui sopra…
La smetto tanto il mio putno di vista lo conoscete tutti.
M!!!
Michelangelo, te ne racconto una bella. Una sera a casa di amici mi presentano un giornalista, uno di quelli che scrivono su quei giornali portali in cui gli articoli sono ridotti al titolo (del tipo “Milan batte Siena, decide Paloschi”…). Dopo aver sdottorato su tutto per mezz’ora, il discorso scivole sui portali che mostrano tette e culi affianco a notizie (teoricamente) serie.
L’intellettuale ovviamente si getta in una difesa disperata “eh, ma non possiamo fare diversamente, perchè se no la gente correrebbe dalla concorrenza…”
Ribatto: “Lo so, però se tutti evitassero di rendere il proprio giornale una porcata…”
A quel punto mi aspetto una filippica sulla libertà di pubblicazione, la censura, etc… invece il tizio insiste “eh, ma se io pubblico foto normali poi vanno tutti sugli altri siti….”
“Okkazzo! Ho capito, infatti invocherei un codice etico che creasse una distinzione tra editoria e pornografia, se permetti….”
“La fai facile tu, poi la gente non ci leggerebbe più….”
“E dove le leggerebbe le notizie?!…ciccio, ascoltami. Gli italiani hanno imparato l’italiano grazie alla tv e non grazie a Dante o Garibaldi, perchè per seguire le trasmissioni s’è trovata costretta ad abbandonare il dialetto. Programmi che ad oggi ci sembrano ridicoli come l’Amico degli Animali (grazie al quale gli italiani hanno scoperto l’esistenza dell’Ornitorinco…) hanno costretto gli iatlaini ad elevarsi dal proprio livello culturale stagnante. Poi ad un certo punto qualcuno s’è accorto che abbassando il livello dei programmi era più facile attirare le masse, e col Berlusca e Drive-In si son rotti gli argini ed è cominciata la deriva odierna… Internet ha compiuto lo stesso percorso, ma mettendoci tre anni invece che tre decenni.”
Risposta: “Eh, ma non puoi fare sto esempio, i tempi sono diversi….”
Comincio ad innervosirmi: “Ciccio, segui il labiale: lo so che i tempi sono diversi, difatti ho detto che Internet (proprio perchè in tempi sono diversi, ed è tutto più veloce…ha fatto in 3 anni il percorso che la TV ha fatto in 3 decenni…..esattamente come il Jazz ha compiuto in un secolo il percorso (dal modale allo sperimentale) che la musica classica ha compiuto in un millennio…”
Niente: “Eh, ma sono periodi differenti, non puoi fare un paragone….”
Questi è un “giornalista professionista da due anni” (me’ cojoni…), come mi ha dichiarato tronfio, e se questi sono i giornalisti e gli insegnanti che parleranno alle generazioni da qui a venire, non mi meraviglia che succedano cose come quella che vado a citare:
“Lettera al Corriere:
Caro Schiavi, sono una portatrice di handicap, ho un’invalidità dell’80 per cento e un pass per l’auto che mi serve per parcheggiare vicino casa, in via Melzi d’Eril. Qualche sera fa ho trovato in uno dei due posti riservati agli invalidi un Suv non autorizzato. Poco prima delle 23 ho chiamato il numero dei vigili urbani ai quali ho segnalato il caso. I vigili sono usciti subito, ma con un carro attrezzi non adeguato alla rimozione del Suv.
Dalla conversazione è emerso che il Comune di Milano non è dotato di carri attrezzi in grado di poter rimuovere autovetture di siffatte dimensioni. Mezz’ora dopo la vigilessa e il carro attrezzi se ne sono andati, lasciando la multa. Dopo un’inutile attesa , sono stata in via Milazzo, al Comando della polizia ; lì mi hanno detto che non hanno loro la colpa se un Suv occupa un posto per invalidi. Così ho vagato con la mia auto per trovare un parcheggio, ma senza successo. Alle 2 di notte ho parcheggiato sul marciapiede in divieto di sosta, rischiando a mia volta la multa. Devo mettere in conto che il problema si riproporrà. I Suv sono in aumento. Cosa dovrei fare per le prossime volte?
Elena Zoppi
Gentile signora,
gli abusivi dei parcheggi riservati agli invalidi sono dei gran maleducati, ma quel che non va giù della sua storia è l’incapacità del Comune e dei vigili di far rispettare la legge: ma come, nel 2008 non si può rimuovere un Suv che occupa il posto degli invalidi? E ci si arrende al sopruso? Ritirate fuori i ceppi per favore, per quelle auto o fuoristrada che tolgono a un invalido un diritto: così i proprietari (magari in discoteca)capiranno i disagi degli altri. Milano dimentica di tutelare i disabili nelle strade senza scivoli, nel metrò o alla stazione Centrale dove le scale mobili non funzionano, sui marciapiedi ingombri dove una carrozzina non può passare. All’Istituto dei Ciechi c’è una mostra che aiuta a vedere dove molte volte non si vede. Si chiama «Dialogo nel buio». Rendiamola permanente, per vedere meglio quei disagi che un disabile deve superare ogni giorno per sentirsi normale.
Giangiacomo Schiavi
18 aprile 2008″
Caro mio, vieni a me, credo sia un fatto di Ignoranza diffusa, di menefreghismo militante, la lascio in doppia fila un minuto perchè ho i cazzi miei da sbrigare e così via.
Ti premetto una cosa, sono idealmente un ananrchico e come tale so bene che la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri, di conseguenza cerco di comportarmi.
Come sai/pete, ho un bimbo piccolo, muove i suoi primi passi, ma oltre il giro i primi due marciapiedi si stufa giocaforza, sono costretto al passeggino che più o meno, senza i disagi specifici, è paragonabile a una sedia a rotelle, ebbene, è quasi impossibile scendere o salire un marciapiedi. Mi trovo costretto a frenarmi dai gesti insulso/violenti che mi vengono alla mente per non litigare con mia moglie ma…
Ora, le infrastrutture che proteggano i meno fortunati dal malcostume possono anche essere responsabilità del Comune ma, ..zzo il primo a dover ragionare su come lascia l’auto, su come si comporta è il singolo; se lo stesso è abituato a fregarsene, uno Stato che si definisce tale dovrebbe EDUCARE al rispetto degli altri, partendo dal semplicissimo concetto di importanza diritti individuali.
M!!!
Hai centrato il punto, Mick: In un paese civile non dovrebbe esserci bisogno delle forze dell’ordine per veder rispettati i diritti altrui. Però in un paese privo di coscienza civica come l’Italia, abitato da un popolo che capisce le cose solo quando lo prendi a calci in culo o gli tocchi il portafoglio, l’intervento delle istituzioni è imprescindibile. Ma se ti permetti di dirlo c’è subito qualche intellettualoide che salta su “aaaahhhhh….attacco alla democrazia!!!….non vogliamo lo Stato di Polizia!!!….”
Ve li meritate i Berlusconi, ve li meritate…..
si, manco fossimo in Bulgaria a inizio anni ’70.
Non ti dico cosa succede sistematicamente nelle due piazze sotto le mie finestre, rottura di palle da clacson compresa; mi è successo più di una volta di dover uscire a chiedere di smettere di suonare perchè era inutile continuare, cercando di riportare alla ragione la malcapitat* bloccat* dall’imbecille in doppia, in quei casi ti assicuro mi sembra di essere un assistentesocialescemo, non ti dico però quello che accade quando l’imbecille arriva. Fortunatamente non mi è mai successo di rimanere bloccato, in buona parte perchè non uso l’auto e se la uso la prendo in orari in cui la maggior parte deli imbecilli sono già a vedere la TV.
M!!!
ho un amico in carrozzella e so quanto la sua vita dipenda dall’auto (a metano). per quanto si sia contro queste orride scatolotte metalliche, allo stato attuale l’auto per un disabile e’ imprescindibile, anche per la totale carenza dei servizi pubblici. l’occupazione abusiva dei parcheggi dedicati e’ una delle cose piu’ ributtanti di questa societa’. sull’incapacita’in questo paese di far rispettare le leggi preferisco non spendere lettere. nel caso in questione io avrei lasciato un bel po’ di ricodini sulle fiancate del suv. che in realta’ e’ una sconfitta della societa’: essere costretti farsi giustizia da se’ e’ il primo passo verso la legge del piu’ forte e la sopraffazione. in itaglia da anni stiamo facendo una bella passeggiata su questa via.
andrea
@999; non dirlo a me, ho uno di quei permessi.
M!!!
leggevo che i ragazzi delle banlieu avevano lanciato la moda di sgonfiare le ruote ai suv, nessun danno, solo 4 ruote a terra (taxi e carro attrezzi), peccato che da noi non si faccia.
noi i nostri futuri suvvisti li alleviamo da piccoli, provate ad andare in pieno centro a roma, piazza del collegio romano davanti al visconti (uno dei licei + in). vedrete la piazza invasa da minicar, quelle scatole di sardine che in base a non so quale oscura motivazione possono accedere al centro come fossero dei motorini. ma non si vergognano? ma chi glielo permette?
nick
Da ragazzini sgonfiavamo le ruote delle macchine che parcheggiavano nel campetto di fronte al condominio per non dover parcheggiare dietro il palazzo (50 metri di camminata in più a piedi, vuoi mettere?!…). Tu mi togli la partitella serale post-cena?! E domani mattina spingi l’auto dal benzinaio, così invece che 50 metri portando l’autoradio sotto l’ascella te ne fai 300 spingendo l’auto….
è vero! l’autoradio sotto l’ascella, me n’ero completamente dimenticato, bhe alcuni progressi non sono male, l’ipod nel taschino con una discoteca da 3 mesi ininterrotti di ascolto non è male
uh! da ragazzini giocavamo a pallone in strada: ho ancora sulla coscienza un traversone finito direttamente sul retrovisore della macchina del padre di uno che stava giocando con noi. pallone e specchietto rotolarono a terra insieme e quello -che non aveva capito bene: hehehe la mia macchina… hehe la mia macchina… LA MIA MACCHINA!!
qualche volta anche le macchine sono utili:milano, questo pomeriggio. mi metto in scia ad una macchina, che mi tira per un buon chilometro a 40 fissi, il conducente mi fa anche il 4 (dei 40) dal finestrino. al semaforo gli sorrido, lui ricambia.mi metto in surplace sperando di trovarmelo ancora davanti, io vado dritto, lui gira,addio scia. Ho pensato che domani magari per uscire prende la bici, certo io avrò una scia in meno ma ci sarà in giro una bici in più
Secondo me il 4 era un esca e quello al semaforo era un sorriso amaro: sperava di portarti ai 50 e inchiodare di colpo!
Mi avete fatto venire in mente quando da piccolo (sono del ’75) anche io giocavo a pallone per strada, non c’erano altri spazi in città e bisognava scegliere le strade meno trafficate, magari nello slargo di un incrocio di due traverse,riuscendo a giocare per qualche minuto.Poi appena si avvicinava un auto(un 127, una 500, pochissime berline)qualcuno gridava:”Macchina!”,allora si interrompeva per un attimo il gioco. Oggi non ci sono molti più spazi pubblici dedicati ai ragazzi, ma anche quei pochi che hanno realizzato in questi anni non mi sembra siano pieni di ragazzini sudati con le ginocchia sbucciate.Forse ci sono meno giovani in Itaglia rispetto a vent’anni fà,ma sicuramente la causa principale che impedisce a vecchi e giovanissimi di occupare lo spazio urbano è l’automobile.Vi immaginate oggi dei pischelli giocare in mezzo ad una strada di Roma?Impossibile.E anche raggiungere un parco da soli è giudicato troppo pericoloso da parte dei genitori.Quindi mano al portafoglio armati di automobile i genitori trasportano la prole dal grande appartamento a quello piccolo con quattro ruote per inserirli immediatamente sotto terra a fare un pò di nuoto che gli fà bene.Intanto il numero di immatricolazioni aumenta sempre,i parcheggi pure ma le macchine occupano sempre molti più posti di quelli disponibili invadendo ogni angolo di marciapiede, di striscie pedonali, stradine private, cortili etc.E’ un vero delitto!
Massi, le automobili sono un pericolo ma i genitori di oggi stanno crescendo una generazione di froci viziati…..l’altro giorno passavo dalla ciclabile all’interno di un parco ed ho sentito una madre urlare “Mirko, non sudare!”
NON SUDARE?!….
Una volta le mamme si raccomandavano “non andare NEI pericoli”.
Oggi ti studiano a vista da un metro impedendoti di fare ciò che tutti i bambini, ragazzini e adolescenti sognano di fare: andare NEI pericoli.
Forse non ne usciranno dei froci, ma di sicuro nemmeno degli uomini.
massi, perfettamente d’accordo.
anche io a roma, qualche anno prima di te, avevo sempre le ginocchia sbucciate, e anche i gomiti, perchè oltre a cadere dalla bici, mi arrampicavo sugli alberi.
calcetto però mai, magari biglie o tappi di bottiglia, quando non trovavo i maschiacci campana!!
e mia madre non mi ha mai accompagnata a scuola con la sua seicento, ci andavo in bici e mi sentivo libera.
Comunque tutte le volte che vado all’estero,in Europa, vedo scene dove una mamma chiacchera tranquillamente sorridente mentre il figlio molto distante si cappotta col triciclo giu per una discesa.Pochi pianti, nessuno strillo isterico-materno.Mah!
Io sono SEMPRE andato in autobus da solo a scuola, ovvero fino a otto anni con mia sorella due anni più grande,poi da solo proprio!E non era proprio breve il tragitto, l’ultimo chilometro lo facevo a piedi, non c’era niente di più naturale, mi sembrava una cosa normalissima.
bah,io ricordo che la porta di casa era sempre aperta e noi (siam 5 fratelli) sempre fuori…tornavamo a casa solo per mangiare evacuare o dormire…e mangiavamo evacuavamo e dormivamo di gusto…giocavamo nella stazione dei treni(ferrovie sud est…1 trenino monovagone ogni ora alimentato a gasolio),in tutti i cantieri edili possibili ed immaginabili,nelle case abbandonate,nei boschi…e penso anzi è una certezza(ora) di aver rischiato di morire infinite volte.Mia sorella aveva 6 anni e accompagnava all asilo mio fratello che ne aveva 4 e poi andava a scuola…quando ne aveva 7 di anni ne accompagnava 2 di fratelli…non ricordo di essere mai stato accompagnato a scuola con un mezzo privato,sempre a piedi e dalla prima in poi solo, era un bel pezzo e ci andavo col sole pioggia o neve…anzi no,con la neve dalle mie parti nn si va a scuola,succede 1-2giorni all anno se va bene ed è festa.Adesso guardo i miei 4 nipoti,vivono in 100mq di mattonelle,escon solo se nn fa freddo e rigorosamente accompagnati o controllati a vista…eppure i loro genitori eran quelli che si presentavano con 500lire in farmacia perchè volevano un po’ di uranio(il farmacista gli consiglio’ di provare in ferramenta),quelli che organizzavano battaglie navali su zattere improvvisate nei cantieri allagati e che a 10 anni circa rubavan la prinz amaranto(era tipo del nonno funzionante ma inutilizzata) per scorazzare per le campagne.
come diceva bon’anima nonna Italia…CI VULEV’LA GUERR PE’TTE’
stiam costruendo una manica fi froci!
vedo che non perdete tempo e vi state già adeguando a quello che ci aspetta per i prossimi 5 anni.
un frocio e un culattone non si naga a nessuno.
BRAVI!!!
COMPLIMENTI!!!
Vale, sapevo che con una certa terminologia sarei stato bacchettato (colpa di un certo mondo ipcorita che è stato costruito…). Allora preciso, scusandomi per il ritardo, che nel mio personalissimo lessico distinguo tra froci ed omosessuali. Lana caprina per voi, sostanziale differenza per me…..
p.s.: proprio l’altro giorno litigavo con un tizio che si diceva deluso dall’aver scoperto che gli eroi spartani delle Termopili erano omosessuali: “Ed io che li ritenevo il massimo della virilità…”. Tanto per far capire il mio pensiero, io ritengo tutt’ora i 300 delle Termopili il massimo della virilità.
unto, le parole sono importanti, non è lana caprina.
il tuo ultimo intervento mi sembra un po’ confuso…
@(colpa di un certo mondo ipcorita che è stato costruito…@
da chi???
io non distinguo tra froci ed omosessuali, me ne guardo bene, sono semplicemente affari loro!
rispetto e laicità.
sulle gambe abbiamo tutti gli stessi muscoli per poter pedalare come più ci piace.
basta averne la libertà.
xvale….
ma dobbiam mettere sempre la politica in mezzo?
per me esistono omosessuali ed eterosessuali stop…si puo’ essere frocio anche essendo eterosessuale…e cmq nn è un problema di sessualita’,ad ognuno la sua e contenti tutti!
godi forte!
sono d’accordo con valentina: sarebbe meglio fare un po di attenzione a usare certi termini.
@fiammetta “si presentavano con 500lire in farmacia perchè volevano un po’ di uranio(il farmacista gli consiglio’ di provare in ferramenta)”
uranio?!?!?
oggi mancano gli spazi perchè sono stati occupati in varie maniere:
la strada dove giocavamo a pallone ormai è del tutto piena di auto parcheggiate;
su un prato hanno costruito il palazzo del ghiaccio e sull’altro un campo da calcio comunale gestito da privati: ciò significa che dove giocavamo in mille maniere (a pallone, a fare il fuoco, a rugby, a baseball, a costruirci delle capanne, a raccogliere chiocciole, girini, ranocchiette, ecc…) per tutto il pomeriggio, oggi si può fare solo ben determinate cose in ben deteminate maniere e solo in ben determinati orari. il tutto a pagamento.
24 fratture sparse per tutto il corpo nei primi 27 anni di vita la dicono lunga sul come possa esser cresciuto, mia madre non mi diceva di stare attento ai pericoli, mi pregava di non essere un pericolo.
spaccato personale a parte un paio di precisazioni, a mio modesto parere…
@massi, l’urlo non era “macchina” bensì “maghina”;
@vale, immagino che unto non intendesse per “froci” i normali omosessuali quanto gli individui unti da “frocismo militante”, quelli che in bicicletta o in piscina ci vanno solo dopo essersi rasati le gambe, che vanno a correre nei parchi solo con la tenutina coordinata e il “baffetto” schiavizzabimbi ben impresso sul petto, non c’entrano nulla le tendenze sessuali, è lo stesso “frocio” che uso per contraddistinguere una cazzata senza senso pratico fatta da un amico. Il frocismo militante è legato al modello di vita di qualche post precedente, quello imposto dalla scatola ammazzapensiero.
ma a toccofurmine tra le maghine de’n piazzale c’avete mai giocato? Ogni tanto lo facciamo ancora quando usciamo con gli amici, compreso l’omosessuale di S. al quale piacciono i maschi ma continua a fa’ cazzate co’ noi che semo cresciuti assieme.
M!!!
@unto,io ritengo tutt’ora i 300 delle Termopili il massimo della virilità.
l’altro giorno con la vicina di pianerottolo si discuteva sull’epica del beau geste (da mishima a balaklava passando da orizzonti di gloria a gallipoli) siamo arrivati alla conclusione che onore, eroismo, virilità, dovere, patria e tutte quelle cose lì non è che ci piacessero molto. Tra la futile leggerezza che denota il termine frocio e la pesante ostentazione del termine virilità, abbiamo convenuto che un po’ di frociaggine aiuti a prendere le cose con più leggerezza.
la fissa è virile o frocia? (un po’ tutte e due le cose: virile quando fa sfoggio dei rapporti mostruosi montati, frocia quando si discute sul giusto abbinamento di una sella al nastro del manubrio – penso che le due cose possano tranquillamente coesistere)
nickname nick
In questo piccolo mondo ipocrita sono state bandite alcune parole come frocio, negro (da alcuni anni abbiamo importato l’obbligo di dire nero, pazienza se non si capisce se parli di un africano, un fascista o uno vestito di scuro…), etc…
Io personalmente ho il massimo rispetto (non dico tolleranza, sinonimo di sopportazione, perchè già mi sembra un termine presuntuoso e razzista che suggerisce un’elemosina concessa dall’alto…) per gli omosessuali, mentre non sopporto i froci, le checce isteriche, le mammolette, le fighette e tutti quei termini che l’ipocrita politically correct vorrebbe vietarmi e che però rendono benissimo l’idea di tutte le categorie perfettamente descritte da Michelangelo più tutte quelle altre categorie di chi recita la parte per moda o vanità, tipo quei due stilisti che con le loro pubblicità cercano a tutti i costi di convincermi che “frocio è meglio”.
Mi irritava il machismo americano degli anni 80, mi irrita il frocismo dilagante di D&G e di una certa televisione. Per il resto, più laico (che non significa essere distante solo dal Vaticano…) di me non c’è nessuno…..
p.s.: Vale, una volta ti ho sentito dire “maschiaccio”. Secondo il manuale ipocrita del politically correct avrei dovuto offendermi…..
Certo, il fuo frocismo latente si è sentito spezzato come un’unchia dopo la depilazione delle sopracciglia…
M!!!
il linguaggio è in continua evoluzione ed ogni parola si arricchisce delle varie sfumature che di volta in volta assume anche in funzione del contesto: non è ipocrisia tenerne conto. la stessa parola che tra alcune persone ha un certo senso, per altri può essere differente. “negro” e “frocio” portandosi dietro una storia di disprezzo per alcune persone ed è ben diverso usarle tra amici o in pubblico. nonostante ciò penso che fosse chiaro più o meno a tutti cosa si volesse dire con quell’espressione e nessuno voglia fare una crociata: semplicemente si spera che vengano usate a ragion veduta.
çfrank; dopo un intervento di un noto politico italiano tenuto tre o quattro anni fa, la comunità europea ha emanato un decreto che sancisce l’uso del termine “Culattone” per indicare persona maschile di tendenze sessuali omologhe.
Non so bene cosa ho scritto, l’italiano non è il mio forte, so solo che evito di offendere gli altri quando parlo anche se scherzo sulle differenze tra me e loro, chiunque essi siano.
Ho sempre pensato che la diversità sia fonte di ricchezza vera, in tutti i campi.
M!!!
toto’ parlava di quaquaraqua’. non nel senso di omosessuali, ovviamente.
andrea
unto, non è un discorso di ipocrisia o politically correct , altrimenti poi non ci lamentiamo se ci rappresentano in italia e all’estero uomini così, vuol dire che abbiamo i politici che ci meritiamo.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/01_Gennaio/15/calderoli.shtml
“…calcetto però mai, magari biglie o tappi di bottiglia, quando non trovavo i maschiacci campana!!
”
se ti riferivi a questo intendevo dire che mi divertivo di più con i maschiacci che a giocare a campana, visto che da piccola ero proprio un maschiaccio!!
non mi sembra offensivo
per il resto d’accordo con frank
ps il mito del macho e della virilità ha generato mostri, quasi peggio delle sopracciglia depilate
si,uranio…
voleva costruire la bomba atomica è chiaro…
e in un precedente esperimento era riuscito a comprare tipo 1 litro di acido solforico sciogliendo letteralmente degli asciugamani…chiaramente mia madre scoperto il tutto ha iniziato a menarlo il lunedi e ha finito il venerdi(scherzo)
non aveva piu’ di 6-7 anni
chiaramente adesso è un ingegnere…
Frank, sono d’accordo con te: certe parole comunicano disprezzo, ma la mia era una voluta provocazione. Quando vedi un uomo passare per la strada, riesci a leggergli sulla fronte se preferisce le bionde o le more?! Io no, e gradisco avere uguale vista annebbiata se vedo passare un omosessuale. L’uomo vestito da pagliaccio, che cammina sculettando invece lo sopporto meno, così come malsopporto il palestrato lampadato che all’Happy Hour cerca di rimorchiare ragazzine coetanee di sua figlia, etc…
Detto questo, poi c’è la questione culturale. Non faccio classifiche in base a sesso o razza, ho amici omosessuali e sanno benissimo il rispetto che ho per loro, odio il frocismo ed uso la parola frocio proprio per esternare il mio disprezzo per certe mode imperanti: lo facevo negli anni 80 contro il machismo pubblicizzato dai film americani (alzi la mano chi non ha avuto come compagno di scuola uno di quei coglioni che girava con canotta e coltello da Rambo!…), lo faccio ora col frocismo radical chic (c’è gente che senza l’asciugacapelli sarebbe persa…).
Esempio. Anni fa andava su La7 una trasmissione in cui 5 omosessuali (di cui due insopportabilmente froci…) dovevano ricreare l’immagine di uno sfigato pescato a caso. Benissimo, lo stilista gli rifaceva look e guardaroba, il cuoco gli insegnava a cucinare una di quelle porcate da 80€ a piatto dopo le quali devi correre in trattoria per sfamarti, l’architetto gli rifaceva il soggiorno arancione (d’altronde, chi non ha mai sognato il soggiorno arancione col cazzo di porcellana stile Arancia Meccanica come centro tavola?!…), etc…
Ora, il messaggio qual’era?!…i froci sono meglio, ed hai bisogno di loro per imparare a vestirti, arredare casa tua, cucinare, etc…
Ora, se questo non è razzismo e sessismo cos’è?! Sostituisci 5 tedeschi nazisti ai 5 omosessuali, sostitutisci lo sfigato cafone con un ebreo, ed il risultato non cambia; però non lo puoi dire se no fai la figura del cattivo.
Bèh, quest’ipocrisia a me fa schifo! E’ chiaro che un architetto arreda casa meglio di me, ma mica perchè è frocio! Questo è invece il messaggio che viene fatto passare da qualcuno ed io non lo accetto.
Sono contento che gli omosessuali possano uscire dal ghetto culturale in cui sono rinchiusi da secoli, ma non sarà quest’illusoria tattica commerciale ad aiutarli: fotografare nello spogliatoio 5 giocatori della nazionale nudi ed unti come dopo un orgia facendo passare l’idea che se te lo pigli in culo diventi campione del mondo, non lo vedo molto diverso dall’accusare gli ebrei di essere i responsabili della crisi economica tedesca. Il perizoma di D&G non aiuta a vivere meglio, sinceramente…
Questo è razzismo al contrario, come quello che porta a manifestare contro il razzismo nei confronti dei neri ma mai nei confronti dei bianchi: se un nero viene fischiato da degli idioti in uno stadio apriti cielo, se viene fischiato un italiano (in certi paesi rosiconi succede continuamente, vedi Grosso) nessuno dice bèh. Quando andavo al liceo vidi insultare (e per difenderlo sfiorai rissa ed espulsione…) un mio compagno di scuola di colore e per una settimana la scuola si fermò tra occupazioni, dibattiti, assemblee e palle varie. Qualche mese dopo io subii un agguato dopo l’eliminazione dell’Italia ai mondiali da parte dell’Argentina (e dire che tifavo Italia…): venni aggredito e malmenato appena sceso dall’autobus, sul piazzale della scuola, ma nessuno disse bèh.
Non è per vittimismo, perchè non me ne frega niente, ma non sopporto certe ipocrisie ed ho il coraggio di dirlo.
Achille, Giulio Cesare, Leonardo da Vinci, Francis Bacon, Greg Louganis, Rock Hudson sono i benvenuti a casa mia. Teodosio, Oscar Wilde, Stefano Gabbana e Cristiano Malgioglio decisamente no…
però D&G hanno sulla coscienza i tanti ragazzini a braghe abbassate per mostrare le mutande con la griffe sull’elastico (e meno male che non sono bianche, altrimenti si vederebbero anche altri colorini…)
@fiamme’; beato tuo fratello, mia madre ce le dava sul serio da Domenica a Sabato senza interruzione, ne aveva piene ragioni, ma le cosce arrossate erano le nostre.
A onor del vero credo che il metodo educativo ha funzionato alla lunga, nel breve non riscuoteva grande successo perchè, sebbene imparassimo cosa fosse sbagliato e cosa no, eravamo subito pronti a trovare qualcosa di nuovamente sbagliato e pericoloso.
Siamo riusciti a incendiare il bagno, far saltare la corrente all’intero palazzo, saltare giù dalla finestra (per fortuna al primo piano) con un lenzuolo per paracadute, farci fare entrambi la lavanda gastrica, finire all’ospedale nello stesso giorno (uno a togliere e l’altro a mettere un gesso), ecc., ecc.. Nel complesso far venire problemi al cuore a nostra madre, non era per cattiveria, eravamo semplicemente “vivaci” e un po’ esuberanti.
M!!!
malgioglio a casa mia non ce lo vorrei neanche io, ma non perchè è “frocio” (aridaje) solo perchè è un idiota, come non ci vorrei emilio fede D&G bruno vespa le veline maria de filippi ed il gabibbo…e via bestemmiando!
la chiudo qui.
Vale, la parola “maschiaccio” ha un origine dispregiativa esattamente come “frocio”; sottintende un’accezione negativa di una certa tendenza sessuale: le femmine sono aggraziate e pulite, i maschi violenti e sporchi. Però rende l’idea.
Quindi o giochiamo con le parole tutti, oppure ci autocensuriamo tutti. Se dobbiamo combattere una guerra dialettica, facciamolo ad armi pari.
La chiudo anch’io precisando per l’ennesima volta che non ho nulla contro gli omosessuali (anzi, di solito vengo scambiato per uno di essi…perchè indosso la redingote o perchè ascolto il tango, pensa te!…non sono omosessuale, ma non mi arrabbio a sentirmelo dire; manco fosse un’offesa…..magari non gradisco il ragionamento che ci sta dietro, ecco…), ma non gradisco chi esagera recitando la parte.
p.s.: l’ho già detto che il mio discorso vale anche per i supermacho da barzelletta sporca al briefing?!…
“Vale, la parola “maschiaccio” ha un origine dispregiativa esattamente come “frocio”; sottintende un’accezione negativa di una certa tendenza sessuale: le femmine sono aggraziate e pulite, i maschi violenti e sporchi”
brrr…sento le unghie che stridono sullo specchio.
mo’ la chiudo davvero.
Il bike pride s’avvicina
@unto “La chiudo anch’io precisando per l’ennesima volta che non ho nulla contro gli omosessuali (anzi, di solito vengo scambiato per uno di essi…perchè indosso la redingote o perchè ascolto il tango”
hai capito perchè suonava male scritto da te?
DD (ovvio che sto scherzando)
@Valentina: tranquilla, nessun’unghia consumata. Era un esempio per farti capire che spostando appena più in alto l’asticella della rigidità lessicale, anche i Bubka della tolleranza resterebbero fregati…
@Frank: touchè!…
c’è poco da scherzare, voi non sapete che non usa farsi la barba ma fa una maschera viso depilatoria alle essenze di the verde del Kenya con essenze di bergamotto della Guadalupa e oli essenziali di nocciolo di mango di Giacarta… perchè pensate che conosca poco bene sei lingue? per contattare i suoi fornitori di essenze sparsi per il mondo.
La bicicletta poi la usa solo per rimanere in forma e mostrare i glutei sodi e formati, non gli interessa nulla delle ragioni socioambientali, ha fregato anche me…
M!!!
non fategli raschiare le unghie, che se gli si spezzano sono dolori, corre subito a rifilarle con legno di ebano e pelle di squalo (tanto per dirvi quale è il suo grado di ecologismo)…
M!!!
miguelangel, dì la verità: hai appena barattato tre pignoni per 15,73 litri di birra che ti sei scolato subito
unto, non è un problema di rigidità lessicale, ma di evoluzione sociale e di costumi, e credo sia giusto evolvere il linguaggio insieme alle coscienze.
vi saluto.
non a caso una collaboratrice domestica non viene più chiamata serva (almeno spero) e una pesona di colore negro o bingo bongo, anche se non tutti ci arrivano.
le parole che usi sono l’espressione di come la pensi.
concludendo, nessun adolescente si è mai suicidato perchè è stato chiamato maschiaccio/a o peste, alcuni lo hanno fatto per esser stati chiamati froci, e come tali discriminati.
detto questo, per oggi penso di avervi annoiato abbastanza
Valentina: “unto, non è un problema di rigidità lessicale, ma di evoluzione sociale e di costumi, e credo sia giusto evolvere il linguaggio insieme alle coscienze”
Sono d’accordo, per questo distinguo tra omosessuale e frocio….
questo 3d è l’esempio di chi sta su questo forum e di cosa si riempie la bocca e la testa.
per l’appunto gino qui ti stanno aspettando:
Società di Micoterapia
Allergia Sovrappeso Asma Artrite Emorroidi. Esperienze e Terapie!
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FRANK; ci sei andato giù di peso…
il pignone me lo sono tenuto stretto però ho barattato il cambio, facendo credere fosse un affare…
M!!!
“questo 3d è l’esempio di chi sta su questo forum e di cosa si riempie la bocca e la testa.”
questo è l’esempio di come democraticamente un c…….e** può intervenire.
**usate il sostantivo che più vi aggrada
“Vale, la parola “maschiaccio” ha un origine dispregiativa esattamente come “frocio”; sottintende un’accezione negativa di una certa tendenza sessuale: le femmine sono aggraziate e pulite, i maschi violenti e sporchi”
nel linguaggio comune la parola frocio sottintende solo un accezione negativa. il sinonimo ha perso il valore iniziale perché si è trasformato in scimmiottamento. Ora è un luogo comune usato anche dagli omosessuali come difesa della propria identità.
Amerigo, non mi pare che la tua precisazione sposti niente di quanto detto da me…
caro unto, la nanetta** del profondo sud è tosta, difficilmente molla l’osso, per cui ho pensato bene di darti una mano (è una balla, ma prendila per buona. mica potevo darti ragione).
**la meravigliosa ed affascinante ciclista di ogni tempo, mon petit fleur: valentina.
Pardòn, l’avevo interpretata come un obiezione…
amerigo, devi aver letto male, la nanetta è la mia vicina di casa non io, la mia bici è una 51, a te le deduzioni.
cmq l’osso l’avevo già mollato, mi rendo conto da sola quando le parole diventano inutili.
unto, visto la piega che aveva preso questo post..obiezione è “femmina”
Maestra, infatti ho scritto “intepretata” (non sono così ignorante da pensare che obiezione sia l’accrescitivo di obiezio…)! L’ho già detto che con sta tastiera coreana ogni tanto mi perdo accenti e apostrofi…
Cara Peperina: ammetto l’errore, la misura è davvero notevole.
perdonami.
mmmm….direi nella norma.