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Freno che non ritorna

Iljap in Tecnica | 17 commenti

Ciao a tutti sono quasi alla conclusione della mia "corsera" e poi vi posterò le foto per avere i vostri giudizi! Ma ora vorrei chiedervi se esiste un sistema pe risolvere il problema dei freni "vintage" che hanno la cattiva abitudine che dopo la frenata tendono a non far ritornare completamente il braccetto del tampone dalla parte del cavo! Praticamente c’è troppo giuco nel perno con la molla che li riapre ma perchè quello dal lato opposto torna e l’altro no e molte volte rimane a contatto con la pista frenante? Ufff

 

 

 

 

 

17 commenti su “freno che non ritorna

  • matteorm scrive:

    domanda idiota…

    hai verificato che la vita centrale che tiene insieme le due ganasce sia stretta giusta?

    cioè ne troppo ne troppo poco, un po’ come quando stringi i coni sul mozzo, 1/4 di giro in più si blocca 1/4 di giro in meno balla tutto…

    Matteo

  • iljap scrive:

    Si è stretta il giusto e si muovono entrambe le parti liberamente! Adesso sono riuscito a fissarli in modo che il lato che ritorna sempre meno sia di partenza più staccato dalla ruota quindi quando viene rilasciato per lo meno non rimane a contatto e frenato ma comunque torna sempre meno del tampone opposto! Mha

    Le mie foto nella gallery in flash

    Io convivo bene con la mia pazzia…Io convivo bene con la mia fantasia… [Ducoli]

     

  • Mauro Posarelli scrive:

    Devi mettere una rondella di alluminio che dal lato freno sia piatta e dal lato forcella deve copiare la forma della forcella. Io ho quel tipo di freni da almeno trenta anni e ci hanno corso generazioni di corridori. I primi erano gli Universal lunghi per bici con i parafanghi, poi uscirono gli Universal corti per bici senza parafanghi. Infine gli Universal CX 80, i più belli di tutti. Poi quelli scavati dietro e tutti funzionano a meraviglia. Molte ditte li hanno copiati. Se vieni a vedere l’ EROICA ne troverai a bizzeffe. Io li abbandonai dopo che uscirono i Campagnolo a doppio fulcro ma li ho usati per molti anni e in ultimo li ho montati sulla bici fissa con la quale ho fatto l’ ultima Milano Torino  del 2010, con gli amici di Ciclistica.

    Infine bisogna anche saperli montare, nel senso che se la forcella è stondata da ambo i lati, è ovvio che servono due rondelle da un lato piane e dall’ altro concave, e il dadino posteriore deve poggiare su di un piano. Esisteva anche una rondella speciale per correggere gli errori di quei costruttori che si ostinavano a fare il foro passante per l’ asse del freno, con la superficie stondata, dimenticandosi che i dadi si stringono su basi piatte.

    Buon lavoro

    La mia firma è l’impronta della mia ruota

  • Mauro Posarelli scrive:

    Ti riscrivo, ho visto tutte le foto che hai messo compresi i freni e si riconosce l’ anteriore, se montato bene deve funzionare. Allora metti una rondella piana/concava anche sul retro forca e controlla che la guaina del freno sia ben flottante in modo che non interferisca con la pinza frenante, nel senso che non la spinga per via di una posizione obbligata.

    Buon lavoro.

    La mia firma è l’impronta della mia ruota

  • iljap scrive:

    Questa sera dopo varie prove e tentativi ho deciso di accorciare la guaina del freno anteriore perchè a mio avviso e dopo tua segnalazione mi sembrava che fosse lei a spingere verso il basso… forse ora è fin troppo corta o megli al "pelo" ma adesso le pinze sembrano tornare in maniera più ordinata ed uniforme… non che siano il top ma non posso pretendere nulla vista la loro età!

    Finalmente ho messo anche la catena (a proposito quanto gioco deve avere?) domani nastro il manubrio e via che si prova… per ora dalla parte della ruota libera perchè non ho ancora le gabbiette… e mi sa che alla fine cambierò anche la sella ed il suo canotto uff non finisco più!

    Grazie dell’aiuto

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    • ilgamba scrive:
      Confermo che per quel tipo di freni è importante che la guaina non spinga/tiri niente e che il dado anteriore sia stretto correttamente da permettere il rilascio delle ganasce senza però lasciare troppo gioco. Altrettanto importante però è bloccare la vite che tiene tutto il blocco del freno (quella posteriore, passante attraverso la forcella) in modo che al rilascio i due tamponi siano alla stessa distanza dal cerchio. Non potendo registrare indipendentemente la molla di ritorno delle due ganasce (perchè è unica) hai solo la possibilità di spostare tutto il blocco. Anche questa operazione però non è sempre semplice perchè può darsi che a seguito di precedenti regolazioni o a causa della loro forma, i due pezzi tendano a tornare nella posizione non desiderata già mentre stringi il dado. Nel caso, puoi tentare di spianare il più possibile le due parti per eliminare precedenti impronte oppure (come ti hanno già suggerito) mettere tra le due una rondella di alluminio, che si deformerà dove deve e ti agevolerà il lavoro. Probabilmente dovrai anche ripetere la regolazione dopo qualche giorno di utilizzo perchè i pezzi si assesteranno tra loro.
    • Mauro Posarelli scrive:

      Gioco catena.

      Esiste un metodo empirico. Metti la bici verticale perfetta, tira la ruota in modo che la catena abbia una pancia di circa 0,5 centrimetri o poco più, sia sotto che sopra. Stringi bene la ruota allineata con il telaio. Metti la bici perfettamente orizzontale e inizia a far girare i pedali più forte possibile poi lasciala girare in modo autonomo per inerzia fin che va. Se la catena non cade  o non si accavalla sui denti, significa che la tensione è giusta e che non ha giochi laterali.

      Questo è un metodo utilizzato dai maestri della pista.

      Poi ognuno è libero di fare come vuole

      La mia firma è l’impronta della mia ruota

  • rotafixa scrive:

    vi invito a contemplare quanti problemi dànno gli aggeggi inutili

    • tonii scrive:

      :-D :-D :-D rota sei instancabile! :-D

      (dal flusso di coscienza al "ciclo continuo")

    • Mauro Posarelli scrive:

      Mai sentito dire di quello sconosciuto che ha fatto le prime granfondo internazionali dalla Roubaix e le classiche belghe, due PBP, Bordeaux-Madrid, Fred Whitton Challenge, Santiago di Compostela e molte e molte altre.  Che 3 volte alla settimana Castelfiorentino Pisa e ritorno con la Bicifissa e che predica a tutti di montare due freni e di mettersi il casco anziché stare senza freni come ancora qualcuno va blaterando. Io faccio anche le salite con la fissa e per le discese uso i due freni. Le micidiali discese del Chianti si fanno con i freni. Senza freni è uguale a senza cervello.

      Io vado con la fissa da almeno 40 anni, molto prima di tanti che girottolano per i vari forum e che fanno i modaioli nei viali delle città.

      Caro rotafixa senza freni vacci tu, se ti piace, e non istigare gli altri che potrebbero essere principianti ad andare senza freni. Potrebbero seguire la tua moda istigatrice a far gli swing in città tra le macchine, e farsi del male. E li avresti sulla coscienza . E poi leggi il nuovo codice art.68. E tu consideri le gambe di un pricipiante che utilizza il pignone fisso per moda, come un dispositivo frenante?

      Mi immagino le risposte di qualcuno, ma non mi interessano, meglio due freni che uno, poi fate come volete.

      Scusate lo sfogo, ma mi è morto un amico senza gli inutili freni.

      La mia firma è l’impronta della mia ruota

      • rotafixa scrive:

         sono davvero desolato per la fine del tuo amico. 

        continuo ad andare senza freni, consapevole che il pericolo sono le vetture e la disattenzione. la disattenzione soprattutto. 

        rispetto il tuo dolore ma lasciami vivere come faccio da anni. 

        se poi ci lascio la pelle potrai dire alle mie due figlie che avevi ragione a rimproverarmi. ma spero che tu non lo faccia, per rispetto della mia passata e consapevole vita. 

  • iljap scrive:

    Dai rota… i freni me li devi concedere… ho messo il mozzo flip flop e con la ruota libera senza freni sarebbe un casino e poi devo ancora sperimentare la fissa quindi ci vado cauto… non vedo l’ora di mettere le gabbiette ( ma sto pensando di autocostruirmi i power grip)!

    Altrimenti non si finisce più con la discussione infinita… sono dalla tua parte per quanto riguarda la questione "quello che non c’è non si rompe" e più vecchio è e più semplice è da riparare e se si trovano i ricambi bene altrimenti ci si ingegna! io vado in giro con un furgone camperizzato (bellissimo) del ’78!

    perchè senò la bici sarebbe rimasta agli albori del velocipede sul quale nemmeno c’era i pedali hihihi

    comunque piacere di conoscerti

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  • rotafixa scrive:

     ma sì certo, fate tutto ciò che vi pare basta che andiate in bici e non usiate quindi la macchina.

    provo solo a spostare l’asticella e dissolvere qualche luogo comune. 

    comunque sarò a siena dal 25 sera al 26, se qualcuno vuole provare la mia bc (e se lo può scordare) può provarci.

    o farsela e provare da sé, che sarebbe anche meglio. quando passa la paura si capisce come agire.

    • giuliano.g scrive:

      ue’, rota, d’accordissimo, basta non usare la macchina a motore non umano e variare sul tema.

      Concedimi una battuta però, se è vero che ciò che non c’è non si rompe, allora meglio far anche a meno della catena, perché se quella si rompe, si rompe anche il tuo freno…

      C’è anche un detto anglosassone "if it ain’t broke, don’t fix it" la cui traduzione letterale mi pare abbastanza divertente in questo contesto di fissatori..

       

  • Unto dal Pignone scrive:

    No dai, ma siamo davvero ancora alle discussioni freno sì/freno no?!…

    E’ evidente che c’è caso e caso, per una fissa cittadina il freno può essere un optional (a patto di saper frenare bene e di guidare con attenzione da preveggente, che di solito è la prima cosa di cui piacevolmente ci si accorge  da neofiti…), se ti fai discese dalle colline o tirate su stradoni magari un freno può esser comodo. Io ad esempio stavo valutando proprio in questi giorni di mettere almeno il freno davanti per le uscite fuoriporta più lunghe ed impegnative, per quanto oggi siamo andati a Morimondo e si è andati benissimo brakeless. ;-)

    Direi che dipende molto anche dalle sensazioni personali e dallo stile di guida……..

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