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Gli incentivi al fine vita

Rotafixa in Altro | 37 commenti

il legame tra il mostro che apparentemente domina l’economia planetaria e l’altissimo tasso di mortalità sulle strade, mai accaduto in tutta la storia umana, è solo un’ombra in questo studio dell’organizzazione mondiale della sanità.

un’anteprima di stampa, che vi dò con tutte le sue manchevolezze, ovvietà e scoperte dell’acqua calda. .

Traffico killer in tutto il pianeta, soprattutto per chi va a piedi o sulle due ruote, con o senza motore. Ogni anno si contano 1,27 milioni di morti sulle strade: incidenti da traffico che nel 50% dei casi vedono fra le vittime pedoni, ciclisti o motociclisti. E se negli ultimi anni sono stati fatti progressi per proteggere gli automobilisti, per tutti gli altri c’è ancora molto da fare. Lo rivela il primo studio globale sulla sicurezza sulle strade, che evidenzia la necessità di intervenire in modo mirato e tutelare in particolare gli appassionati delle due ruote e i pedoni.

Il Global Status Report on Road Safety fornisce la prima ‘fotografia’ mondiale del fenomeno, analizzando l’approccio dei singoli Paesi nel migliorare la sicurezza stradale. Misure pratiche che vanno dai limiti di velocità, alla riduzione degli episodi di guida in stato di ebbrezza, all’impiego di cinture di sicurezza, fino al casco obbligatorio per i motociclisti e ai seggiolini per i bimbi in auto. Il rapporto, finanziato da Bloomberg Philanthropies, presenta dati relativi a 178 Paesi, che raccolgono il 98% della popolazione del pianeta. "Abbiamo scoperto che in molti Stati le leggi necessarie a proteggere le persone non sono in vigore o non sono complete. E anche quando c’è una legislazione adeguata – sottolinea il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan – la maggior parte dei Paesi riferisce che la loro applicazione è scarsa. Non stiamo dando sufficiente attenzione ai bisogni di pedoni, ciclisti e motociclisti, molti dei quali finiscono in clinica e in ospedale. Dobbiamo fare di meglio – dice – se vogliamo fermare o invertire l’aumento di lesioni, disabilità e morti legato agli incidenti stradali".
Anche perché il traffico è un killer insidiosissimo. "Gli incidenti sulle strade sono la prima causa di morte, in particolare tra i giovani dai 5 ai 44 anni – evidenzia Micheal Bloomberg – Per la prima volta abbiamo dati concreti per indirizzare i nostri sforzi. La sicurezza sulle strade deve essere parte di tutto il sistema di pianificazione dei trasporti, in particolare in questo momento focalizzato sul miglioramento delle infrastrutture e sulla costruzione di strade in molte aree del globo".

Se le morti da incidenti stradali si sono stabilizzate o ridotte in molti Paesi ad alto reddito negli ultimi decenni, la ricerca suggerisce che al contempo le morti sulla strada stanno aumentando in molte regioni del mondo. E se la situazione non cambierà i numeri saliranno ancora, fino a circa 2,4 milioni l’anno nel 2030. In più, gli scontri sulle strade causano circa 20-50 milioni di incidenti non fatali l’anno e sono un’importante causa di disabilità. E ancora oggi in molti Paesi i servizi di sostegno alle vittime del traffico non sono adeguati.

Se anche i dati raccolti non sono sempre completi, dal Rapporto si vede che il picco di ‘morti da traffico’ si registra nei Paesi del Mediterraneo orientale e in Africa, mentre dall’altro lato della bilancia ci sono Paesi ricchi come Olanda, Svezia e Gb. Dal rapporto risulta poi che meno di un terzo dei Paesi si è preoccupato di ridurre la velocità nelle aree urbane; meno della metà prevede limiti severi anti-alcol per chi è alla guida, e solo nel 57% la legge obbliga tutti i passeggeri ad allacciare la cintura di sicurezza. E il casco? E’ obbligatorio nel 90% dei Paesi, ma solo nel 40% lo è sia per chi guida che per chi è trasportato.
Inoltre, la metà degli stati monitorati non ha reso obbligatori seggiolini e cinture a misura di bambino. "Più del 90% delle morti sulla strada nel mondo si verificano in Paesi a basso o medio reddito. Dove circola appena il 48% del totale dei veicoli di tutto il pianeta – precisa Etienne Krug, direttore del Department of Violence and Injury Prevention and Disability – le nostre strade sono particolarmente pericolose per i pedoni, i ciclisti e i motociclisti: senza il guscio protettivo di una macchina intorno a sé, sono molto più vulnerabili".
 "Queste persone devono fare ancor più attenzione" in strada, prosegue Krug. Costruire più marciapiedi, aumentare le strisce pedonali, realizzare piste ciclabili e ridurre la frequenza della guida in stato di ebbrezza o eccesso di velocità, potenziando l’uso del casco, sono tra le misure concrete che potrebbero "salvare centinaia di migliaia di vite l’anno".

Inoltre gli incidenti sono diffusi, come ben sappiamo, anche nei Paesi più ricchi. Ecco perché gli specialisti sono convinti che ci sia ancora spazio per interventi mirati.
Ma cosa fare per tutelare la sicurezza di chi si muove sulle strade del pianeta? Gli esperti nel rapporto suggeriscono di implementare azioni concrete, investendo nel trasporto pubblico e incoraggiando gli spostamenti non motorizzati, a piedi o in bicicletta. Come dire: meno traffico uguale meno morti.

37 commenti su “gli incentivi al fine vita

  • Michelangelo scrive:

    "Gli incidenti sulle strade sono la prima causa di morte, in particolare tra i giovani dai 5 ai 44 anni"

    Senza considerare nelle statistiche le morti da traffico dovute all’inalazione di polveri sottili, H2SO4, CO2, all’aumento della desertificazione di vaste aree del pianeta dovute all’aumento di temperatura per l’utilizzo di idrocarburi per autotrazione e spostamenti, ecc..

    "Come dire: meno traffico uguale meno morti."

    Potrà anche sembrare una banalità ma è sicuramente vera. Si dovrà ripensare il sistema dei trasporti in toto, la logistica e quant’altro ma, più tardi si inizia e peggio è.

    @Rota, famose er SUV ecologico della Merdeces e scrivemoce sopra ‘n bello slogan, ce toijemo l’immagine da sfigati ciclisti e magari quarcuno in più lo convincemo.

    M!!!

  • clambfr scrive:

    questo l’ultimo tributo nostro:

    http://www.rainews24.it/it/news.php

    però, con meno morti, gira meno l’economia…no?

  • martino scrive:

    il mio professore di teoria dei giochi parlando di conseguenze di scelte implicite,quindi prezzi,ha prorpio fatto l’esempio dei morti in macchina.5500 morti l’anno e 290000 feriti è un prezzo che la società accetta di sobbarcarsi,vorrei sapere il prezzo "implicito delle vite.riguardo il "girare dell’economia" io mi sono un po’ rotto le palle di sottostare alle minacce della fiat,e in questo i sindacati sono compiacenti.per una volta che il mercato funziona facciamolo funzionare,ne beneficieremmo tutti in 5-10 anni.purtroppo i tempi della politica sono altri.ora come ora il settore automobilistico è un settore nazionalizzato nei costi e privatizzato nei profitti.

    • Michelangelo scrive:

      Attenzione alle leggi di mercato e alla speranza che basandosi su esse il sistema  funzioni, in questo modo si perdono tutta una serie di tutele e garanzie per le classi più deboli, posso essere d’accordo in teoria, nella realtà il passaggio richiederebbe graoosi sforzi; certo è che più tardi si inizia, peggio è.

      M!!!

    • clambfr scrive:

      @ Martino: non è che la "società accetta di sobbarcarsi" i costi della mobilità motorizzata, essa è l’esito collettivo – e perverso – di scelte egoistiche individuali ben "guidate", è il caso di dirlo, dall’alto. Non c’è nessuna ragione per affidarsi ancora ai sindacati, che si muovono ancora in una prospettiva di crescita economica, inseguendo solo una diversa ripartizione della ricchezza e del potere sociale) e tantomeno all’economia di mercato che pensa solo al profitto privato e a scaricare i costi dei mezzi adoperati per conseguirlo sulla società, impoverendola dei suoi beni comuni (leggi: esternalizzazioni).

      @ Rota: puoi menzionare le tue fonti e dire dove apparirà quest’articolo, se lo farà?

  • rotafixa scrive:

    è un pezzo scritto l’altro ieri dall’adnkronos.

  • martino scrive:

    @clambfr:sul primo punto hai spiegato in modo molto più elegante e chiaro quello che volevo dire io.non sono d’accordo però su questa critica,per me un po’ masochista, alla crescita economica,c’è crescita e crescita.una crescita basata sulla tecnologia,progresso(non sviluppo),perequazione della ricchezza,razionalità non può che fare bene alla società.l’economia di mercato purtoppo negli ultimi 200 anni si è dimostrato il modo migliore di allocazione delle risorse.

    • clambfr scrive:

      "l’economia di mercato purtoppo negli ultimi 200 anni si è dimostrato il modo migliore di allocazione delle risorse". Vuoi scherzare, spero?

      tnx, rota

      • martino scrive:

        non rimangio nulla.è innegabile che le condizioni di tutte le persone sono migliorate:aspettativa di vita più lunga,melting pot,mortalità infantile crollata,grande sviluppo nel settore scientifico,matematico,economico.non cito sviluppo a livello di benessere perche mi puoi dire che preferisci vivere come un contadino di 200 anni fa,de gustibus.internet.non c’è una guerra in europa da 60 anni,mai successo in 1000 anni di storia.tutte casualità?

        almeno il 90% di quello che ti ho elencato è direttamente collegato con il libero mercato.schumpeter,uno dei grandi economisti del ’900 parlava di "distruzione creativa del capitalismo",un concetto geniale.una rivoluzione continua dall’interno del sistema della società.le crisi sono endemiche al capitalismo,se guardi un grafico del PIL,sicuramente un indicatore parziale ma non senza senso,negli ultimi 1000 anni è incredibile,se non lo trovi e mi dai una tua mail telo mando.

        martino

        • clambfr scrive:

          Martino, le tue affermazioni vanno giudicate rispetto a un contesto, a un insieme di riferimento.

          Quali sono "tutte le persone"  di cui parli? Quelle, assai limitate, del palazzo dove vivi, del tuo quartiere? Ma certo. O forse tutte quelle della tua città? Può essere. E in Italia, forse che in Italia non si sta meglio dopo il boom economico del dopoguerra? E l’Europa, il nostro caro Occidente così amato in tutto il resto del mondo, è o non è il miglior modello di democrazia coniugata allo spirito del capitalismo, che ci infonde un’incrollabile fiducia – fede, oserei dire – nel progresso, e che se ci sono dei costi i benefici sono sicuramente superiori?

          Ed è o non è una meschinità affermare che il modello liberista (nelle sue versioni storiche standard, neo e ultra) è colpevole dello stato in cui versa l’80% delle persone sulla Terra che non appartengono a queste categorie?

          Forse che noi riusciamo a vedere, oltre i limiti di questo progresso, la gente a cui togliamo risorse – le "allochiamo efficientemente", come dici tu – per avere condizioni di vita migliori?

          Ma poi, il prezzo che si deve pagare per queste condizioni, le vale veramente?

          Caro Martino, permettimi due consigli:

          1) viviamo in un mondo limitato. Quando parli di migliori condizioni di vita, pensa a quali e quante persone restano senza le preziosissime risorse di cui parli, e che i ricchi sono sempre più pochi e sempre più ricchi, i poveri sono sempre di più e sempre più poveri. E che, infine, qualsiasi aumento generale di ricchezza viene fatto a danno dell’ambiente, che non è sostituibile.

          2) e lascia perdere le mostruosità come il PIL, in base alla cui definizione anche il tuo incidente stradale con le conseguenze in termini di lavoro indotto (polizia, periti stradali, infermieri, avvocati, auto nuova, ecc., per limitarci al "quantificabile") avrebbe il merito di far girare l’economia e quindi aumentare la ricchezza del Paese. La maggior parte degli economisti sono come il banchiere del Piccolo Principe, che pensava solo a comprare e vendere le stelle, senza avere più la capacità di saperle ammirare.

          E Schumpeter, quando parlava "di distruzione creativa del capitalismo", sicuramente non conosceva le conseguenze del secondo principio della termodinamica…leggi un po’ Georgescu-Roegen o Latouche, e poi se vuoi ne riparliamo.

          • martino scrive:

            non ho la bacchetta magica.se l’avessi non sarei qua.

            sono perfettamente conscio che il sistema di libero mercato è un sistema pieno di contraddizioni.però non sono così attratto dal concetto di decrescita (e sono uno senza patente che va in bici per tutti gli spostamenti sotto 40 chilometri,mangio le cose che sono prodotte qua vicino),non credo che il concetto di sviluppo sia da boicottare.Al mondo ci sono sicuramente disuguaglianze fortissime,che anche io aborro.sono assolutamente d’accordo con una maggiore perequazione delle risorse,ma il fatto di pensare che un sistema di libero scambio sia destinato al fallimento non mi trova d’accordo. quando parli di "tutte le persone":è vero, quando l’ho scritto ci sono stato su un po’,è un punto debole,un’affermazione forte,in senso assoluto sbagliata,ma nemmeno troppo.faccio molta fatica a dimostare il contrario,anche solo parzialemte.non sono per un trionfo del mondo occidentale, assolutemente.

            penso all’africa,e penso che pensiamo la stessa cosa.penso anche che gli orizzonti temporali siano molto lunghi,non so se il mondo avesse agito diversamente negli ultimi 150 anni le cose sarebbero migliori.riguardo poveri più poveri e ricchi più ricchi:penso stia accadendo più all’interno di stati occidentali che fra pesi ricchi e poveri,sembra,lo so,forse è una panzana da economisti,che sia in atto una sorta di convergenza fra economie ricche e povere,sono sicuro che tu ne sappia qualcosa,(immagino non condividi, anch’io ho qualche dubbio).

            chiaro che la felicità di una persona non si possa quantificare con il PIL del paese.infatti avevo specificato per quello che può valere per me vale x per te y,amen.

            penso che tu abbia capito che non sono un mercatista spinto convinto che l’economia di mercato sia immune dai problemi ,d’altra parte faccio fatica a immaginare un mondo diffrente.forse ho poca fantasia.

            martino

        • Michelangelo scrive:

          @Martino: perdonami ma l’ultima guerra in Europa, con bombardamenti e morti civili risale a 10 anni fa, si è svolta in un paese che puoi tranquillamente raggiungere in 3 giorni di bici da Trieste. In più, se proprio vogliamo raccontarci che la mancanza di guerre in Europa voglia dire migliori condizioni di vita nel mondo, mi permetto di non essere d’accordo, avendole solo spostate fuori dai confini del continente, partecipandoci comunque attivamente.

          Il libero mercato e l’economia globalizzata sono solo servite a sfruttare altri sul pianeta, negandogli la buona parte dei diritti che per noi sono dati per scontati, ora che il sistema si ribella ai suoi sfruttatori, si cerca di correre ai ripari con stupidi e miopi incontri tra i paesi "indistrializzati", senza v oler ammettere che una più equa, corretta e sensata ridistribuzione della ricchezza aiuterebbe di più il sistema.

          M!!!

  • valentina scrive:

    mizzica rota, solo a vedere la foto passa la voglia di leggerti e mi tocco le balle che non ho!

    lo sappiamo ormai, siamo sempre gli stessi quattro gatti, mi piaci di più quando cuci o fai vedere una nuova creatura…addirittura aspetto un nuovo santino con un rotapapa!!!!! :-)

    bc

    zia vale

    ps e non per voler mettere la testa sotto la sabbia.

    • rotafixa scrive:

      non smetto mai di puntare l’attenzione anche sul nemico, vale. rassegnati/rassegnatevi. questi vanno braccati sempre, per lo meno con l’attenzione e la conseguente ostilità.

      per fare due esempi culturali di oggi:

      1) marchionne (fiat) ha dichiarato, tra le varie congerie di cose, che all’industria automobilistica le normative ambientali costano 45 mld l’anno (non è chiaro se dollari o euri, ma stica) e che quindi andrebbero sospese

      2) lucidi, il pazzo criminale che ha falciato due giovani vite con la sua vettura a via nomentana solo perché stava scazzando con quella zoccola della sua ragazza, si è visto ridurre in appello la pena da 10 a 5 anni; in primo grado era stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario (e due omicidi valgono due ergastoli, chissà che conti hanno fatto), oggi derubricato a colposo. en passant, si è scoperto che in galera ha fatto amicizia con vernarelli, qullo che invece ha ammazzato altre due giovani vite ma in un altro punto di roma, e che oggi si trovava anche lui in tribunale, ed è andato a fare visita all’amico durante l’udienza, fortunatamente è stato cacciato dall’aula.

      questi pazzi omicidi sono vivi e ridono delle loro malefatte. tre ragazze e un ragazzo sono morti, male, per mano loro. il sistema trova tutto questo normale o accettabile. la massima parte dei contemporanei trova ciò normale o accettabile.

      spero che a chi non è 100% biciclettato, anche leggendo argomenti sgradevoli e sgraditi, anche passando di qui per qualche blando interesse o per caso, vengano gli incubi e decida di non toccare mai più una vettura. chissà…

      • local hero scrive:

         mediamente, in città e anche fuori, mi viene fatto notare quando non vado nel corretto senso di marcia, quando vado sul marciapiede e quant’altro. Notrare: capita raramente che faccia pezzi in controsenso o che vada sul marciapiede, di base non mi piace farlo. Di solito mi viene detto: non rispetti le regole e le norme, in una parola il codice. E che è importante essere civili e rispettarlo. Me lo dicono stinchi di santo ai quali io voglio domandare una sola cosa: a quanto vai in autostrada normalmente? Quante vite dipendono dal tuo comportamento? 
        Conclusione: che cazzo vuoi da me. Sai tu, brava persona dal comportamento civile e educato, quanto sei idiota ogni volta che vai in autostrada al mare il venerdì pomeriggio a 180 per arrivare in tempo al ristorante? No, non lo sai, dovevi fare in fretta: ti aspettavano gli amici, la fidanzata aveva le mestruazioni. Io invece devo andare giù dal marciapiede. Altrimenti sono incivile. 
        E tutti ti daranno ragione: cosa c’entra l’autostrada? Diranno. E giù di Audi e BMW. Auto che di default sono create per andare oltre il limite di velocità. ma che male c’è? E’ la mia passione? Io ho qualcosa da dire sulla tua di passione, le biciclette? No, non c’è niente di male ad essere appassionati di qualcosa che è in sé un arma, dannosa per gli altri. E’ una passione come un’altra. Tu le biciclette, io le auto di grossa cilindrata. Non puoi giudicare le passioni altrui, comincia ad andare giù dal marciapiede e magari a mettere il faretto sulla tua bicicletta del cazzo. Io in autostrada so guidare, non sono pericoloso per nessuno. Nemmeno in città. Ho fatto un corso di rally, guido da Dio, io. E’ più pericoloso uno che va con la panda a 80 all’ora. 
        Mai abbassare la guardia.
        chi ama le auto, ama andare veloce, dunque è dannoso e non ama la vita. Sua e degli altri. Dunque è un nemico. Poche palle. 

      • valentina scrive:

        rota, hai tutte le ragioni, solo mi chiedo a che serva. abbiamo la brambilla che fa il saluto romano, le ronde nere paramilitari che ci metteranno niente a pestare qualche ragazzetto fuori da un centro sociale o qualche zingaro con la fisarmonica, se la camorra napoletana da far west che inforca moto invece di cavalli glielo lascia vivo, un premier puttaniere e pappone che riceve escort e zoccolame vario più o meno maggiorenne su di un piatto d’argento offerto come gentile omaggio, "moderne" tangenti di carne viva, corpi offerti come merce al re del dio tarocco. la gente invece di schifarsi continua a votarli. ormai l’assuefazione è totale, metastasi purulente che scambi per normali modificazioni genetiche!

        sarà che per la prima volta sono stanca e demotivata rispetto a quello che mi circonda e che non cambia mai, e comincio a pensare che sia il momento di ripensare e "cancellare" tutto lo schifo come in un film in cui raccontare come vorresti il mondo, chissà che solo così si riesca a far pensare, altrimenti mi viene il dubbio che la gente si rinchiuda dentro casa terrorizzata, come sta avvenendo con la strategia della paura, invece di inforcare una bicicletta o un paio d’ali

        in fondo è come con i bambini, se gli dici che il mondo è cattivo si spaventano del buio, oppure puoi tentare di farli giocare, con la fantasia…

        ma appunto, sono stanca e non sono sicura di riuscire a spiegarmi bene, magari domani cambierò idea, forse…

        ps lo so che tu il mondo hai provato e provi a ridisegnarlo ogni giorno, prendilo come uno sfogo.

      • clambfr scrive:

        Santa Graziella, Madonna del Pignone, Rotabuddha illuminato, liberateci da quel criminale imprenditore di Marchionne e dalla FIAT, e proteggeteci da tutti i disgraziati con un motore sotto al culo. Cicloamen

  • leudh scrive:

    Condivido che l’economia di mercato abbia garantito una migliore allocazione delle risorse rispetto alle economie pianificate e a quelle di sussistenza. Evidentemente, l’economia di mercato non è immune da macroscopici difetti dovuti prevalentemente a una dissennata ricerca del maggior profitto possibile, anche a costo di inventarlo, come nel recente caso delle bolle speculative statunitensi.

    Si tratta semmai di portare il mercato nell’alveo di un corretto sviluppo, dove il "corretto" è dato dal valore del "sociale", che umanizza le transazioni e finalizza il giro delle merci all’unico scopo del benesere umano, in cui ci si mette a pieno titolo la questione ambientale, e quindi la mobilità alternativa a noi cara, quella ciclistica. E’ un po’ il socialismo liberale alla Stuart Mill (mica ha perorato solo la causa della libertà…), in cui prevale l’idea di un welfare che non si misura solo sulla quantità di oggetti posseduti (le merci come feticcio), ma sulla realizzazione dell’uomo in quanto uomo, i suoi valori, gli affetti, l’etica…

    Escludendo davvero le economie stataliste, altre strade come l’economia di rendita (buona per pochi) o il mercato alla chilometro zero (i contadini dell’Equador come li sfami?) hanno il fiato corto.

    Eviterei poi gli strali contro i sindacati visti come fautori di un liberismo senza criteri, solo mitigato da una migliore distribuzione delle risorse: mentre noi stiamo qui a bloggare dalle nostre comode scrivanie, c’è qualche cassaintegrato a cui hanno pignorato la casa per insolvenza di mutuo… Che, quello non ha diritto alle risorse?

    La chiudo notando che per incrementare il trasporto pubblico, i mezzi pubblici vanno costruiti, e servono le industrie, e le gare di appalto, e la circolazione di know-how, e i giri di banca. Lo stesso dicasi per i generatori eolici, lo stesso per i pannelli fotovoltaici. E l’agricoltura bio non la si fa con bue e aratro, ma serve il biocarburante. E una bici è fatta di metallo. E Internet funziona con l’energia elettrica… Saranno banalità, ma a far girare il mondo con la levetta di una dinamo e lo sdegno di un luddista si va avanti 10 secondi. La durata di un sogno, appunto. Meglio stare belli desti e pronti.

    M

     

     

    • frank scrive:

      è evidente che la nostra economia sia come un muro in cui ogni mattoncino regge gli altri. che l’economia di mercato abbia ridistibuito le risorse diversamente da altre forme è pure evidente. ma concetti come mercato "corretto"  e  "socialismo liberale" mi fanno pensare allo zucchero per nascondere l’amaro della medicina.

      ps. ma leudh, ti firmi come michelangelo?

      • leudh scrive:

        Era solo una citazione, però lo sappiamo che la "sostenibilità" non è più solo fantasia, e che un’altra economia, umana e sostenibile, è già realtà… piccoli passi.

        E’ vero, M… però come Marco… lo farò per esteso… mi scuso con Michelangelo per aver usurpato la sigla :-)

        • Michelangelo scrive:

          non preoccuparti, io metto i 3! a tal proposito Rota mi ha spiegato proprio ieri alcune regole di educazione del linguaggio scritto, scusate per tutte le volte in cui ho utilizzato le maiuscole, non sapendo che è come urlare.

          M!!!

          • frank scrive:

            MA COME NON LO SAPEVI!?!?!?

          • Michelangelo scrive:

            giuro, no.

            Alle volte uso le maiuscole al posto del grassetto, altre, più numerose, semplicemente perchè è rimasto inserito il bloccamaiuscole.

            M!!!

  • frank scrive:

    curiosità: qualche settimana una statistica fece passare l’idea che in italia circolare in bici fosse più pericoloso che usare altri mezzi. oltre che fasulla la conclusione, stando ai dati dell’OMS sono falsi anche i dati; a pag. 131 dello studio si legge la ripartizione dei morti per incidente (dati ISTAT e ACI):

    guidatori di auto 32%

    passeggeri di auto 17%

    motociclisti 26%

    pedoni 13%

    ciclisti 6%

    altri 6%

    insomma, stando a queste percentuali si dimostra che è l’auto il vero pericolo per chi la usa e per gli altri. (… l’auto o il modo di usarla)

  • leudh scrive:

    Frank, statistiche e blog sulla pericolosità della bici presentati all’interno della sezione Auto di Repubblica web già la dice lunga sulla faziosità della cosa…

  • Michelangelo scrive:

    Brutti ciclisti, assumetevi le vostre responsabilità, siete pericolosi, se rigate una portiera con i vostri manubrietti quando svicolate tra le auto in coda?

    M!!!

  • clambfr scrive:

    è vero, ma fosse solo per quello…quando passo a un millimetro per lato tra due specchietti, mi vien da pensare che a qualcuno possa venire un colpo… ;-) )

  • leudh scrive:

    Sono assolutamente certo che quando un ciclista s’avvicina pericolosamente a una bella carrozzeria tirata a lucido, a chi ci sta dentro gi viene ‘na tensione che gli rubi qualche minuto della sua vitazza. Sarebbe interessante aggirarsi nel traffico brandendo minacciosamente un cacciavite, come un cavaliere folle che si lancia contro il nemico…

  • Michelangelo scrive:

    A me prende un colpo quando qualche testa di cazzo in auto o in moto mi fa il pelo mentre pedalo per strada magari con il piccoletto…

    M!!!

    • leudh scrive:

      Michelangelo, questo è drammaticamente vero. L’altro giorno mia moglie con la piccola s’apprestavano ad attraversare sulle strisce, bici alla mano. Io poco lontano, con l’altro piccolo. Un’auto si ferma e fa cenno di passare; loro procedono. Dietro a quell’auto arriva sparato il solito testa di cazzo che mica capisce che davanti qualcuno s’è fermato per far passare il pedone (o peggio, lo capisce ma se ne fotte bellamente perché non è mamma sua…). Schiva dunque l’auto ferma e sfreccia a sinistra facendo letteralmente il pelo a mia moglie. Lei smadonna dietro, gli occupanti  ridacchiano con la faccia da ebeti quali sono e proseguono indisturbati. Mi sono cagato sotto.

      E questi sono i figli di puttana che quando succede qualcosa piangono, dicono che non sapevano, che sono bravi ragazzi, e i parenti pronti a difenderli. E finisce che alla fine gli dimezzano la pena, quando tu hai perso per sempre i tuoi cari.

      Sarebbe bello resettare ‘sto dannato paese, e buttare via i files corrotti. Ma, oltre al premier puttaniere e i nazi-leghisti, esiste una massa amorfa e qualunquista che, per calcolo o disperazione, ha finito per rinserrarsi nel sicuro delle mura domestiche o nel torpore delle proprie coscienze, per cui l’orizzonte del cambiamento è limitato a quello del portafoglio, al sicuro e ben pieno.

      Sarebbe bello sì, come dice Valentina, indossare un paio d’ali, ma mi chiedo, in quale pianeta? Questo? Quanti angeli si librerebbero?

      Vorrei volare via davvero, ascoltando Gram Parsons…

      Amen

      • Michelangelo scrive:

        Non ricordarmela, è una scena che ho vissuto una sera tornando a casa con mia moglie che teneva il piccolo nel portabebè, attraversavamo ad un semaforo pedonale verde, un’auto ferma e un deficiente che gli ha fatto il pelo, al mio urlo s el’è pire presa a male, volevo ammazzarlo e ho reagito nel peggiore dei modi correndogli dietro, per fortuna un barlume di lucidità mi ha fatto tornare in mente moglie e figlio e mi sono girato per vedere come stavano. Ogni volta che attraverso quel semaforo e ci ripenso, mi prende un colpo

        Su quella strada in un paio di km ci sono 4 semafori pedonali a chiamata  a distanza più o meno costante, in quasi 5 anni sono state AMMAZZATI 7 pedoni, è nessuno ha fatto o detto un cazzo.

        La cosa assurda è che richiedono sicurezza da rapine, omicidi e stupri e ogni giorno si rischia tutti di essere ammazzati da un’auto, da una moto o da un motorino.

        Basta confrontare i dati e rendersi conto della realtà dei fatti, se gli stessi numeri li forniamo a dei bambini in quarta elementare, la risposta la sanno dare anche loro.

        Come giustamente viene messo in evidenza qui dentro, viviamo in un paese che non si rende neppure più conto dei propri controsensi salvo poi farti notare che cesi contromano con la bici e potresti essere pericoloso;

        "Pericoloso tua sorella."

        M!!!

  • leudh scrive:

    Oltre all’eclissi della questione morale nel nostro paese, si è perso il senso della misura, dell’equilibrio, per cui si fanno i lodi salva-galera per premier puttanieri ma si condanna il writer, ci sono strade killer ma si vuole la lucettina da pirla sulla bici anche di giorno, la Freccia Rossa va sulla luna ma i treni locali sono fornaci puzzolenti, 10 telefonini in tasca a ogni itagliano ma indici di lettura da settimo mondo, divorziati e ladri in parlamento ma pochi diritti alle copie di fatto.

    La regola? Da che parte sta? Diciamo che è il più debole a doverla osservare pedissequamente, visto che la impenitente deregulation premia i poteri forti, politici ed economici (mi si perdoni ‘sto massimalismo libertario, ma la misura è colma…)

    Quindi, caro Michelangelo, se passi in bici sulla aiuolina e il benpensante ti fa la ramanza, rassegnati, sei un pericoloso teppista. A Torino ci pensa l’AD-filosofo della Fiat a cambiare i limiti per la tutela ambientale, a suo favore…

    • frank scrive:

      niente di nuovo sotto il sole, l’avevate letto "il mondo alla rovescia" (espressione usata qui da qualcun altro) di galeano? cambia solo l’ambientazione: l’occidente "industirale e civilizzato" anzichè il sudamerica

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