22.07.2008
Hai torto! Silenzio!
Redazione in Altro | 38 commenti
Nicola ha scritto a Ciclistica: Stamattina pedalavo verso il lavoro nel tratto finale di Via Padova a Milano, quello dove il transito direzione centro è consentito solo ad autobus e taxi; di solito qualche macchina passa comunque, e qualche bici, inclusa la mia, a differenza di altri tarri urbani a circolazione simile, come Via Senato, la presenza di bici non ostacola l’autobus, perché c’è spazio per sorpassare tranquillamente. Arriva da dietro la 56, l’autobus, comincia a suonarmi; io andavo a circa 30/ora, e mancavano 400 metri a Piazza Loreto, alla fermata.
Procedo tranquillo, anche perché se vuole può sorpassarmi, oppure pazientare e perdere giusto quei 10-20″ rallentando; verso la fermata mi sorpassa, mi stringe quel tanto per farmi passare la sua doppia fiancata a circa 50cm e poi arriva alla sua bella fermata.
Una volta sfilato, la sorpasso a sx e arrivato al finestrino del conducente gli dico qualcosa tipo TI DIVERTI EH A FARMI IL PELO, in tono caldo ma non aggressivo, mi fermo per capire cosa mi risponde, ma prima di poter dialogare con lui scende un ragazzone e comincia a dirmi HAI TORTO, C’E’ LA PISTA CICLABILE DEVI ANDARE LI’.
Vero la pista ciclabile c’è, ma è un pezzo di uno dei marciapiedi più brulicanti di Milano, che da circa un anno hanno colorato di rosa, spendendo danari e rendendo rischioso il passaggio di pedoni e passanti.
COME MINIMO AMMAZZO UN PENSIONATO gli rispondo SE PROVO A PEDALARE SU QUEL MARCIAPIEDE COME MINIMO INVESTO UN PENSIONATO.
HAI TORTO SILENZIO. TE L’ABBIAMO FATTA APPOSTA. TEL’ABBIAMO FATTA APPOSTA. HAI TORTO SILENZIO! HAI TORTO SILENZIO!! e mentre cerco di ribattere a questo fuoco di parole mi sbatte in faccia il distintivo della POLIZIA. HAI TORTO VAI. HAI TORTO VAI.
L’ho guardato e me ne sono andato, ci mancavo solo il giretto in Commissariato, anche perché è vero che a rigor di codice avevo torto, ma io avrei voluto solo ragionare con loro su quanto questo Codice sia faticoso per chi pedala, su come le bici siano obbligate a tenere la destra, ma che quando c’è colonna di auto queste non tengono mai la destra, perchè sperano sempre di riuscire nel grande sorpasso di sgomma, e quindi tu che sei in bici non hai modo di sorpassarli a destra, per fare un esempio.
Poi sono arrivato in Piazza Cavour, via Giardini Pubblici, e ho trovato il solito delirio di auto sull’ampio marciapiede davanti al cancello d’ingresso al Mausoleo di Montanelli, e un vigile (molto meno tonico del poliziotto in borghese) che staziona all’incrocio Cavour Senato a guardare le brum brum passare, senza fare due passi in più e vedere le migliaia di infrazioni TOLLERATE da quelle parti; vigile che ormai è fisso, ogni giorno uno diverso, per far vedere che c’è più sicurezza, ma solo a quell’incrocio (equazione passano tante macchine=in tanti mi vedono).
38 commenti su “Hai torto! Silenzio!”
a padova (citta’ non la via) alle bici e’ consentito dalla delibera comunale del 1989 di andare in qualsiasi corsia taxi o bus.
di contro non c’e’ nessuna legge che obblighi le bici a stare sulle piste ciclabili: si prendono se servono e se sono fatte in modo sensato (cosa quasi impossibile in italia)
A volte un “giretto in commissariato” andrebbe fatto tanto per far valere le proprie ragioni. Certo se poi il commissario è uno della bolzaneto prontamente promosso dopo Genova 2001…Comunque il pelo gli autobus lo fanno spesso anche a me a volte a velocità eccessive per quei bestioni (60-65km/h!).Ma non tutti, difatti mi soffermo anch’io ad osservare il conducente ( che tanto si raggiunge sempre, ma proprio sempre):bè sono sempre i più giovani, i “vecchi” autisti non lo fanno mai. Probabilmente quando fanno l’ultima corsa del turno vanno più forte e sono più nervosi. Non gli ho mai detto nulla per non creare una reciproco odio nel tempo, cosa che prima o potrebbe causare brutti incidenti. Ne ho viste tante d corsie preferenziali all’estero con un buon metro di striscia tratteggiata proprio per le bici. E’ chiaro che nelle nostre città togliere meno di un metro alle macchine equivale ad una “rivoluzione culturale”, un miraggio, un utopia. Mancano regole, buon senso, pazienza, tolleranza, amore in questo cazzo di paese!!
tonii
a padova capita anche che la municipale scorti un manipolo di ciclisti fissati(ebbri di kim, vino bianco e pieni di baccala’) sulla tangenziale…
dopo la milanovenezia ho scoperto che certe realtà urbane-ciclistiche non sono solo appannaggio di ridenti cittadine svizzere
è solo milano che è una citta’ anticiclistica
Tonii, una legge che ti obbliga andare sulle ciclabili c’è, eccome se c’è, purtroppo.
Personalmente ritengo che se non sono in regola con la legge, e contravvenendo ad essa si ostacola qualcuno, ci sia poco da lamentarsi con costui…
io percorro quotidianamente i primi 2km di via nomentana a roma, sulla corsia laterale dove le macchine riescono a superarmi ma autobus e furgoni no.
la prima volta che un autobus mi ha suonato mi sono fermato e l’ho lasciato passare.. poi siccome l’autobus andava più piano di me mi sono dovuto fare tutte le fermate bloccato dietro di lui.
oggi un furgoncino mi ha suonato e ha iniziato a sgasare con l’acceleratore, gli ho fatto segno di calmarsi e ho proseguito tranquillo alla mia andatura.
L’Italia!
A padova ti cambiano il codice per liberalizzare e facilitare l’uso della bici.
A Milano è facile che ti multino.
A Cosenza è tutto vietato, uguale a Milano ma puoi fare quello che ti pare, compreso passare sopra il vigile che nulla ti dirà perchè è troppo pigro.
è difficile, a volte quasi impossibile perchè magari ci hai rischiato la pelle, ma sono giunto alla conclusione che spesso, soprattutto quando certe manovre vengono fatte apposta (e capita frequentemente), l’indifferenza più totale possa essere la cosa migliore. credo che la prima goduria di certi animali_autodotati sia proprio dimostrare l’inferiorità del ciclista. un giorno il prezzo del carburante li castrerà del totem.
Chi ti stringe o lo fa apposta come in qesto caso o nonti ha nemmeno notato…
In entrambi i casi l’altra persona penserà di aver ragione:
se lo fa apposta vuole educarti.
se non ti ha visto è colpa tua che ti sei infilato a tradimento dove non avresti dovuto.
In ogni caso lei (la persona che ti ha stretto) ha ragione e tu torto!!!
Questo è quello che pensa e se commenti lo convinci solo che, nonostante sei EVIDENTEMENTE nel torto sei pure così sfacciato da avere ragione!!!
Mio consiglio: nessun commento, sorridi, alzati sui pedali, che tanto se vai verso il centro dopo poco… molto poco… sorpasserai il maleducato di turno per sparire più veloce di lui/lei…
e a quel punto si che vendetta sarà compiuta.
L
a proposito di citta’ ciclabili…
se non l’avete ancora fatto andate a vedere la situazione a ferrara…
servizi.comune.fe.it/index.phtml?id=982
e anche questo link:
http://www.ufficiobiciclette.it
(poi magari ci si vede a ottobre
non a caso l’anno scorso ho trovato li’ ciclisti da milano…
per gli incontri di Internazionale)
festival.internazionale.it
JacopoL,
anche io faccio tutti i giorni il controviale di via nomentana in bici ma a differenza di te non mi sposto MAI per far passare l’autobus che tra fermate e semafori è sempre più lento di me nel tratto in “discesa” da porta pia verso monte sacro e quasi sempre anche in direzione contraria.
Ai conducenti che mi suonano, quando posso faccio notare che di solito siamo noi con le biciclette a subire gli ingorghi di auto e bus, quindi come si dice da queste parti “a chi tocca non si ingrugna”.
Dico anche – ma questo è un concetto più complesso – che ho lo stesso diritto che ha lui di usare la strada e che dovrebbe andare a suonare nelle orecchie del demente che ha deciso di far passare un autobus largo 2,5 metri su un controviale largo 2,8 (anzichè nella adiacente corsia preferenziale).
Simpatico quel poliziotto (ma “te l’abbiamo fatto apposta” non sarebbe tentato omicidio?!…), io di solito vengo sgridato dai vigili in Foro Bonaparte perchè vado sul marciapiede: mi limito a chiedere se loro se ne andrebbero in bici in mezzo a quella strada, col selciato fatto da pietroni col fossato coi coccodrilli attorno. Solitamente allargano le braccia e mi dicono “eh, va bèh, vada ma stia attento…”.
L’altro giorno invece ho trovato un autista dell’Atm che si è fermato e mi ha fatto passare nonostante io avessi il rosso e fossi pure contromano nel tagliare l’incrocio: mi ha sorriso e con la mano mi ha fatto cenno di passare svelto. Ci son rimasto di merda…..
ma i c.o.g.l.i.o.n.i li trovate tutti voi…
che sfortuna.
comunque lo sapete vero che lavoro fanno le mamme dei tranvieri??
wlf
Era collega della tua per caso, che lo sai così bene?
eddai lanerò, mi sembra un caso da versetto 51 della divina commedia
Finito il turno molti autisti di autobus tornano a casa con la bicicletta. Specie d’estate. Anche i Ghisa c’hanno le bici della donizelli. Per strada, con o senza tubo di scappamento, si incontrano diversi tipi di persone che commettono illeciti di tutti i generi. Gli automobilisti si scambiano i complimenti fra di loro e con gli autisti di Autobus o biciclette. I biciclisti passano con il rosso e tagliano la strada, altre cicliste sono bone e fanno rallentare il traffico.
Un po’ di educazione ci serve a tutti no? mica sei buono perchè pedali e sei cattivo perchè suvvi a 30 Km/h?
(inferno canto III)
Vediamo se conosco la Commedia:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa?
P.S.: sono versi a pieno titolo, non versetti
la prima e la seconda ch’ai detto!
Matteo: “è solo milano che è una citta’ anticiclistica”…
Ancora per poco, ancora per poco. Milano presto sarà una città… “Ciclistica”.
Pomigliano d’Arco, prov di napoli. Scorso inverno, alle 20 circa ad un importante incorcio sulla via nazionale delle puglie. Sopraggiungo a velocità piuttosto sostenuta, brillante come la stella polare, catarifrangente anche l’elastico della mutanda e fanali regolamentari in dotazione. Alla destra dell’incrocio compare un autobus, pare rallenti. Mentre sono nel bel mezzo del suddetto incrocio l’autobus accellera di colpo, per schivarlo ho fatto un pericoloso diagonale e fortuna che non c’era altro traffico. Ho rincorso l’autista-stronzo finchè ho potuto, ho smanacciato sulla carrozzeria. L’unica risposta e stato un eloquente gesto dal finestrino. Gli ho urlato vaffanculo, ma sicchè nel frattempo ero arrivato a casa ho desistito dall’inseguimento e gli ho lanciato una iattura cosmica. Ah, ovviamente lo stop l’aveva lui.
Cristiano, a me è capitato N volte lo stesso episodio (mettici pure camion, auto o moto al posto di bus) nella rispettosissima e tranquilla provincia vicentina in pieno giorno. Anche oggi stesso, anche se non in maniera eccezionale.
Magari ai prossimi episodi eccezionale, invece di mirare all’autista, mirerò ai tergicristalli: costano poco ma lasciano un bel ricordo di quel ciclista a cui hai tagliato la strada
L’aneddoto di Dalianera l’ho vissuto parecchie volte anch’io, per questo mi son meravigliato di quel autista dell’ATM così gentile. Non son le categorie ad essere educati o maleducati, io sono per la responsabilità individuale.
Intanto oggi ho litigato con tale Pucci, Ciappi, Cicci, Giangi o come cazzo si chiama, noto cabarettista milanese compagno di sniffate di un altrettanto noto centravanti tosco-australiano (diciamo che il cabarettista è più noto per le sniffate in compagnia del calciatore che per le sue doti di comico…). In pieno corso Garibaldi attraversava svagato con due amici mentre chiacchierava a voce alta da sborone, arrivo a passo d’uomo (C.so Garibaldi è “quasi” un’isola pedonale) e chiedo due volte permesso (i tre son fermi in mezzo alla strada ma non si sa mai, anche perchè gli sto arrivando alle spalle e sono contromano). Siccome restano fermi dico pardòn e passo, in quel momento uno si muvoe e mi viene addosso. Niente di che, lo sfioro appena, al che allargo le braccia mentre ancora pedalo e dico “chiedo scusa, avevo chiesto permesso due volte”…
Subito il bauscia televisivo si mette ad urlare da vera imitazione in plastica del Dogui “ueeehhh, c’hai torto che sei contromano e c’hai pure da direee?!…”
“Scusa eh, ho chiesto permesso due volte, eravate fermi, vi ho sfiorato appena andando a passo d’uomo, ho chiesto scusa, che cazzo devo fare 40 flessioni?!”
“Allora, visto che erri (proprio così, con due erre! n.d.r.) contromano, allora adesso telle faccio farre verrammente le flessioni!…”
“Senti Grande Capo Narice Imbiancata, io ero contromano come tu attraversavi fuori dalle strisce. Quindi abbiamo in torto in due, ma dei due io sono l’unico che ha avuto la forza di chiedere scusa. Poi se vuoi fare il cabaret in mezzo alla strada fallo, tanto non fai ridere nemmeno in TV…” e me ne sono andato mentre quello continuava ad imprecare.
Quasi quasi mi vien voglia di tornare tutti i giorni per rompere i coglioni alla borghesia vip milanese tutta Suv e coca……peccato che C.so Garibaldi non abbia più in Bobone un frequentatore assiduo come una volta…
@matteo; Milano anticiclistica?
vieni a Roma, usa la bici e poniti di nuovo la domanda…
M!!!
@tonii; non è la prima volta che lo scrivo, le ferraresi sono rinomate per essere le italiane con il più bel culo e la ragione sta proprio nel fatto che pedalano tutte, anche la “sdora” come dicono loro che magari ce l’ha ingrossato dalla tegliatelle ma sodo e tonico per il movimento.
Ora, prescindendo dal culo delle ferraresi, sono dell’idea che qualunque sia il mio mezzo di trasporto, io faccio parte del traffico e quindi ho gli stessi diritti degli altri e in genere gli stessi doveri, usando la bici, contravvengo ad alcuni degli obblighi impostimi dal codice della strada perchè pensato (?) e scritto per i veicoli a motore e non per gli altri. Portando il bimbo con me ho imparato ad usare il buon senso e evito sia le situazioni a rischio sia i diverbi, magari allungo il tragitto ma cerco di pssare su strade altre, non quelle a maggior traffico veicolare, tanto in bici la diferenza di lunghezza di tragitto, si paga poco in termini di tempo.
Il consiglio è di passare per le stradine, gli autosauri le evitano, perchè strette gli danno l’idea di limitazione ai movimenti, per noi ciclisti in realtà sono la cosa migliore, il problema sono gli incroci con gli stradoni ma, si passa uguale.
Quando sono senza il “nanetto” le cose cambiano, il buon senso viene un po’ meno e magari strutto l’opportunità per dare sfogo alle frustrazioni della vita sedentaria risparmiando sulla palestra di pugilato, pedalo, mi tango caldo e pronto, raramente ho la fortuna di poter diverbiare se non sul piano del verbale, gli automobilisti non si separano dal guscio in più la misura di bdc è 62 giocoforza…
Cazzate a parte, evitare è la cosa migliore…
“IO PEDALO E MI DIVERTO, TU GUIDI E TI CI INCAZZI!”
P.S. canto mentre pedalo e la condizione di LIBERO è evidente… SFORNATION!
M!!!
sono d’accordo con miguelangel: il problema di milano può essere al limite l’arroganza di taluni, ma -sarà questione d’abitudine- mi sembra molto facile da percorrere in bici. ad esempio di roma mi disorientano le strade molto larghe. altre città come genova poi le trovo molto poco ciclabili: come niente passi da stradoni a tre corsie con svincoli per autostrade e sopraelevate, a stradine strette e trafficate (autobus compresi). tralascio altre città lombarde quali como e varese che mi sembrano dei labirinti. quanto a ferrara è quasi il paradiso in terra
@unto:
se non ricordo male attraversare fuori dalle strisce non è vietato. semplicemente, il pedone sulle strisce ha la precedenza mentre quello fuori dalle strisce deve dare la precedenza.
@Lanerossi:
hai qualche info maggiore sulla legge che obbligherebbe ad usare le piste ciclabili ove fossero presenti?
anticipo lanerossi.
art.182 del codice della strada:
“I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalita’ stabilite nel regolamento.”
@a-on: ma che cazzo c’entra?! Non ho mica detto che i pedoni non possano attraversare fuori dalle strisce. Il pedone è la categoria più debole, quindi se facessi il paladino della giustizia contro i motori e l’arrogante contro i pedoni sarei un idiota oltre che un ipocrita.
Il problema non è quello e nemmeno quello che come dici tu che se il pedone attraversa deve dare la precedenza (quando feci la patente ricordo benissimo la norma “il pedone ha sempre la precedenza quando impegna la carreggiata”), ma è di coscienza civile e civica.
Sei un pedone e ti riconosco tutti i diritti, però non puoi utilizzare la carreggiata come teatro delle tue orazioni, quantomeno guardati attorno. Io ho chiesto scusa per il mio strappo alla regola (in una strada che come ho detto è quesi pedonale, infatti il traffico a motore è ridotto al minimo), loro han fatto gli sboroni perchè erano a piedi quando di solito occupano il marciapiede col Suv (tant’è che già ieri sera sono stati avvistati in C.so Como con regolare Suv parcheggiato sul marciapiede…).
e dove vorresti che li parcheggiassero quei cosi, in mezzo la strada per creare intralcio alla circolazione dei loro simili?
Sei il solito ciclista di basso spessore e corte vedute.
Il comune non è neppure dotato di carroattrezzi adeguati per la rimozione, se li lasciassero in mezzo alla carreggiata, sai che casino, tanto vale che li lascino sul marciapiede e quei rompipalle di pedoni scendano e facciano un po’ di moto, ringraziando per giunta, sai quanto costa una lezione di step in palestra, ingrato. Sei peggio di queio genitori che si lamentano perchè non riescono a passare con i passeggini, o quei fanatici di volontari che accompagnano a piedi le carrozzele per disabili, che si comprino l’auto e non stiano a rompere i coglioni agli automobilisti medi; è ora di finirla con questa storia delle categorie deboli, che qualche poiccola infrazione non ha mai fatto male a nessuno.
Non Unto ma Zozzo…
M!!!
Fai bene a ironizzare michelangiolo, ma io certe volte perdo letteralmente il piacere di spostarmi in bici, sentirmi una mosca bianca bersaglio di tutti, se vai per strada o sul marciapiede, sulle piste o nel parco tutti pronti a citare il codice della strada, la Legge! Ma ci si rende conto cosa ha approvato ieri il nostro parlamento? In nessun altro caso in Italia si parla di regole se non per rompere i coglioni a qualche ciclista. Tutto questo mi fà sentire frustrato e mi spinge a non rispettare un bel niente. Non è bello nè costruttivo, ma in queste condizioni andare in bici a Roma significa essere un rivoluzionario anche non volendo, anche rispettando per filo e per segno tutti gli articoli del codice sarei considerato tale, rischierei di più, respirerei più merda e triplicherei i tempi! Sono un comunista si, ma mica l’unico coglione che rispetta le regole e ci rimane pure secco!
lanerossi ha un codone di paglia lungo 5 metri….
eh.eh…
wlf
Massi, io sono tutto tranne che un comunista, eppure un po’ di sana rivolta ce l’ho nel sangue anch’io. Non so se per DNA visto che la mia famiglia è scampata da tre dittature diverse di tre colori diversi di tre paesi diversi, sta di fatto che in uno dei tanti blog a carattere civico uno dei tanti moralisti mi ha dato dell’incivile perchè ho candidamente ammesso di andare sul marciapiede quando il pavè della carreggiata è troppo sconnesso e pericoloso.
Pensa te, mancava solo che mi desse del sovvertitore…
Certo che ho la coda di paglia, vengo da una famiglia di 8 generazioni di tramvieri (sono il 3° in assoluto ad aver preso la patente, dei miei “avi” solo mamma e papà sono motorizzati
).
Ho la coda di paglia con chi parla a vanvera, forse.
a parer mio in citta’ in bici o ci vai armato di pistola o di zen. io dopo anni sono arrivato alla conclusione che se riesci a mantenere il tuo equilibrio nella giungla hai tanto da guadagnarci.
tanto un automobilista stronzo rimane stronzo, e’ un umano gia’ formato e non cambia spaccandogli la testa. certo e’ giusto farlglielo notare, anche ad alta voce.
sappi che buona parte degli sgarri che ti fanno le auto sono dovuti ai loro limiti, il restante invece e’ perche’ ti considerano un ostacolo fastidioso dunque ti mancano di rispetto, spesso facendoti rischiare il male.
ci sono svariati modi per contrattaccare il maltorto in maniera non violenta, il ciclista e’ un inventore, dunque creativo nel sol momento in cui si mette in sella, e’ la sua natura.
io a volte riesco a bloccare una mercedes in curva mentre mi supera con un dito… e la soddisfazione e’ ineguagliabile.
sempre bellali
@menthos: dito medio, ovviamente?
riguardo ai conducenti di autobus, tempo fa ne ho beccato uno sulla stessa strada di Dalianera che guidava tranquillamente col cellulare in mano. in generale, però, devo dire che sono attenti alle biciclette, specie in centro città. Mentre la categoria di guidatori che mi sta più sul cazzo, in questi tempi estivi, è quella di chi se ne sta col braccio fuori del finestrino – e ovviamente senza cintura – stravaccato sul sedile come fosse una poltrona. Con questi non c’è dialogo, o li ignori, o gli restituisci il vaffanculo, o li affronti.
aggiungo una riflessione in calce: andando diversi giorni alla settimana in centro a Napoli, di solito imbocco il Rettifilo, alias Corso Umberto I, le cui corsie centrali sono preferenziali per autobus, taxi e mezzi di servizio pubblico. Anche se le corsie laterali separate dai marciapiedi sono regolarmente intasate di auto (su cui buttare l’occho per le consuete statistiche di chi è cinturato e chi no), son sempre tanti i furbi che prendono la corsia di mezzo (i motorini hanno ottenuto questo diritto per usucapione). Una delle cose che più mi fa mandare in bestia è quando sorpassano un autobus fermo alla fermata, neanche se io ciclista sono a metà altezza dell’autobus, anzi hanno il coraggio di inveire e dirmi che non dovrei essere lì.
E allora: quando sono sulla mia corsia, non mi metto mai radente il cordolo, ma neanche al centro. Mi riservo un margine di sicurezza, oltre il quale non vado. E quando dalla parte opposta qualcun* tenta il sorpasso e rischia di venirmi addosso, auto o moto che sia, non mi sposto di un millimetro e miro allo specchietto o alle mani sul manubrio: oltre alla dialettica e alla noncuranza, le appendici sono l’ultima arma per far saltare certi schemi culturali, come quelli di chi ritiene il ciclista un ostacolo e non un soggetto con diritti.
non parlo a vanvera,parlo x esperienza,comunque ti dò atto che non tutte le mamme,ma la mamma di quel manetta…..era…
wlf
@massi; la bici è sovversiva perchè gli atrofizzati cervelli del genere umano, sono ormai portati a pensare che la “normalità” sia lo spostamento congestionato in auto, per come la vedo anche il buon senso di questi tempi è sovversivo.
Il mio pensiero mi permette di usare l’auto quando ne ho bisogno nel senso che, se mi sposto per diversi chilometri con moglie e figlio o devo andare dove il normale servizio pubblico non mi permette di arrivare, scelgo di usarla e rispetto gli altri e il codice, negli altri casi scelgo i piedi, la bici, i mezzi pubblici. C’è chi mi considera un anticonformista sovversivo (a volte fondamentalista) per questo, quabdi gli spiego e dimostro il perchè e la bontà della scelta provano a meditarci, alle volte, “la postro pure a casa”.
M!!!