21.04.2009
IL GIORNO PIU’ LUNGO di Simone Basso
Unto dal Pignone in Altro | 84 commenti
Son passati 15 anni,sembra ieri.
20 Aprile 1994,una data fondamentale nella storia di tutto lo sport.
Alla Freccia Vallone si registra la strepitosa performance della Gewiss-Ballan:in una classica durissima e selettiva,si sganciano quattro corridori della stessa squadra.
Cenghialta è il vagoncino che accompagna i tre designati al trionfo;fa il suo e si stacca.
Rimangono il fresco dominatore della Sanremo (e della Tirreno)Giorgio Furlan,l’emergentissimo Eugeni Berzin(già a segno a Liegi e futuro vincitore del prossimo Giro),nonchè il boss della ciurma,Argentin,predestinato al tris in cima al muro di Huy.
Tutti e tre atleti gestiti da Michele Ferrari, medico della squadra(e anche di un numero imprecisato di concorrenti..),filosofo e ispiratore di una rivoluzione che sta trasformando il circuito pro.
De Zan canta nella telecronaca l’eccezionalità dell’evento e strepita contro Van Hooydonck,reo d’aver accusato les italiens di giocar sporco.
Settanta chilometri di esemplare cronosquadre del treno Bombini, completata dal totale dominio dei tricolori anche nel gruppo inseguitore:una delle corse internazionali di maggior prestigio trasformata in un campionato nazionale…
Le agghiaccianti dichiarazioni della coppia De Zan-Conti paiono molto simili,nell’effetto comico,a quelle dei vecchietti del Muppet Show:"..il ciclismo italiano continua a dominare..gli stranieri inventeranno scuse per la figuraccia..gettano fango sul nostro movimento..".
E’ però nel dopocorsa che arriva il meglio:protagonista indiscusso il Dottore,"il mitico",Michele l’intenditore.
In pieno delirio d’onnipotenza dichiara che "..non è doping tutto ciò che non è rintracciabile ai test."
E’ la frase simbolo e suggello di un’intera epoca,il motto che tutt’oggi trasfigura lo sport che quotidianamente subiamo.
Con la solita mossa d’immagine la Gewiss troncò i rapporti con il chiaccheratissimo medico,ma naturalmente nessuno si sognò di modificar la programmazione stabilita dal Dottore dei miracoli.
Il 1994 proseguì nella stessa maniera nella quale era iniziata:stravincendo in tutta Europa,senza pietà alcuna.
Per il Ferrari l’occasione dorata di diventar libero professionista! Lo studio medico del campionissimo dell’emocromo sarebbe diventato luogo di culto per innumerevoli fuoriclasse. O presunti tali. Non sto ad ammorbarvi con gli ulteriori sviluppi della vicenda:fa parte della storia dello sport.
Perchè,da quel dì in Belgio,i personaggi centrali dell’era che stiamo,traumaticamente,vivendo sono quelli come lui.
Burattinai di corpi esposti(e disposti) a tutto:primatisti,ori olimpici,maglie gialle(e rosa),Palloni d’Oro.
Rimarrano,sempre e comunque,burattini milionari.
84 commenti su “IL GIORNO PIU’ LUNGO di Simone Basso”
Non riesco bene a capire cosa vuoi intendere. Mi par di capire, correggimi se sbaglio, che il ciclismo dal 1994 e tutti gli altri sport sono in mano ai maghi dell’ematocrito.
Penso lo fosse anche prima. Magari con metodi più rudimentali.
C’è poco da fare.
Quando uno sport richiede una prestazione estrema, per uno spettacolo altrettanto, inevitabile il ricorso.
Io credo che le grandi prestazioni olimpiche di oggi, compresa la bella favola di Bolt, non siano diverse.
motivo per cui sono contro lo sport professionistico
e per quello praticato. Che fai per te, contro di te, i tuoi limiti, per il puro piacere di farlo. e non per una fantomatica "prestazione". Anche se so benissimo che ci sono granfondisti che sono disposti a ingollarsi l’inverosimile per arrivare prima del vicino di casa.
Ma la regola del praticare invece che guardare funziona benissimo per il ciclismo.
Local Hero, avrei scommesso mezzo tandem che saresti intervenuto e in questi termini. Non mi interessava dire niente in particolare, non sono nè un predicatore nè uno di quei filosofi che vanno in giro con l’aria di chi ha colto la vera essenza della vita.
Incrociando il 20 aprile mi è solo venuto in mente quest’anniversario per una data che a suo modo risulta per me una simbolica pietra angolare (che non significa "la prima" nè "l’ultima"…) per la storia dello sport (trucchi e doping c’erano anche ai tempi dell’antica Grecia, ma non si segnalano lottatori morti per essersi spalmati di nardis…) e per il manuale italico dell’ipocrisia (quello della Germania dell’Est è doping, quello italiano preparazione scientifica…).
Personalmente credo che il doping non sia una lista della spesa ma una cultura (mangio la liquirizia perchè corro di più) e siccome senza essere un tamarro da curva calcistica non sono nemmeno un talebano antiprofessionismo, il ricordo di quella data mi ha solleticato perchè in fondo allo sport sono legato.
Per certi versi la pensiamo uguale (ho già ricordato su queste pagine l’ipocrisia dei giornalisti francesi che tuonano contro il doping e poi si lamentano perchè la media di tappa al Tour è scesa di 2 km/h…) ma a me è venuta solo una riflessione su certe derive prese da certi aspetti di uno sport che in fondo piace a tutti noi. Perchè quegli aspetti, anche se indirettamente, ci toccano comunque: lo hai detto tu, basta iscriversi ad una Granfondo amatoriale…
Pensavo un certo tipo di riflessione potesse interessare ma senza voler fare prediche dal pulpito o svelare soluzioni geniali in base alle proprie esperienze personali che non credo interessino più di tanto. Mi inchino di fronte alla tua sapienza e al tuo livello tecnico-agonistico, ma in bici ci va anche qualcun altro. Io parlo di biciclette, tu parli sempre di te stesso. La prossima volta parlerò di pena di morte, non potrai dire di esser stato ghigliottinato…
unto, calma. Non c’era alcun intento polemico, probabile abbia scritto di fretta e dunque immagino che potesse essere frantiendibile il tono.
Intendevo solo dire che lo sport professionistico è credo, in quanto tale, malato e autistico. Da sempre. Non so bene se esista o ci sia una cura. Credo purtoppo di no.
Nemmeno io lo disdegno: anzi, tra una decina di giorni parte il Giro del centenario. Ho voglia, pensa un po’ te, di vedere che combina Invan Basso. Mi sento un po’ ipocrita nel dirlo. Ma davvero è così. Due anni fa vidi tutto il Giro, ogni tappa, quello vinto da Di Luca. Rimasi folgorato dalle tappe dolomitiche, restai incollato ore e ore alla tv. Sapevo benissimo che forse il 70% di ciò che vedevo aveva poco di pulito. Eppure non toglievo gli occhi dallo schermo.
Per non parlare della vicenda Riccò: ero un suo tifoso. Mi aveva emozionato quasi come Pantani, al Tour. E poi è successo quello che è successo.
Se uno guarda lo sport professionistico, sa in partenza cosa guarda. Dico questo. Non penso che il ciclismo si meglio o peggio del calcio. Così come non penso l’atletica, le belle favole per chi ci crede, tipo quella di Bolt, o quelle di tanti nuotatori, ecc. ecc.
Dietro c’è una malattia sempre. Fatta di nervi sempre tesi, vite private distrutte, in nome del primato. Non solo di doping. Io penso che lo sport, nel momento in cui diventa "professionistico" in un certo senso "muore". Tutto qui.
E per questo, solo per questo dicevo: sono per lo sport praticato dagli appassionati.
Stamattina ho visto, nell’uscita che ho fatto, schiere di pensionati che tiravano come ossessi. C’è agonismo, c’è rivalità, forse anche un pizzico di fanatismo. Ma non c’è ancora quella malattia che si chiama professionismo. Lo sport è un piacere. Non un lavoro.
tutto qui.
Chiedo scusa, se ti son sembrato polemico.
Lungi da me avere la verità filosofica in tasca. Io pedalo, per quanto ho tempo, che è sempre troppo poco, e basta.
"Stamattina ho visto, nell’uscita che ho fatto, schiere di pensionati che tiravano come ossessi"
Sei sicuro che le schiere di pensionati vadano a pane e mortadella e non a epo?
Io potrei farti nomi e cognomi di quaranta-cinquanta-sessantenni amatrori (dunque non professionisti) che ingurgitano più integratori (legali e non) che piatti di pasta, che si fanno i loro bei cicli di epo e che alla loro età fanno gran fondo da 130 chilometri e 2000 metri di dislivello a 35-40 all’ora di media.
Purtroppo, come spesso avviene, quello che era un aspetto legato al professionismo ha finito (visti i grandi guadagni che certa gente ci tira fuori) a diffondersi tra i dilettanti, poi tra gli amatori.
Ed anche sul semplice agonismo e "professionismo amatoriale" avrei molto da dire: tanto per fare un esempio, una persona che usciva spesso in bici con il mio gruppo è morta l’anno scorso in gara (una GF) perchè, rimasto indietro, ha cominciato a tirare come un pazzo e non si è fermato ad un rosso in un incorcio non presidiato. Poco più di quarant’anni, due figli. Tutto per arrivare un paio di minuti prima ed un paio di posizioni più avanti.
Purtroppo l’esempio dato dai pro finisce per coinvolgere molti amanti dello sport (nello specifico del ciclismo, ma è vero un po’ in tutti gli sport). Se l’esempio è positivo (la lealtà ed il rispetto per l’avversario nel rugby) ben venga, ma se l’esempio è negativo (l’esasperazione della prestazione, il doping nel ciclismo, lo scarsissimo rispetto per l’avversario nel calcio) le conseguenze possono essere disastrose.
Tornando al doping, ai pro ed agli amatori, una bella parte di responsabilità ce l’hanno anche gli organizzatori di eventi amatoriali importanti: mi chiedo perchè in alcune corse amatoriali continuino ad essere invitati ex pro squalificati per doping, che continuano a vincere queste garette ed a fare soldi con gli sponsor (vogliamo parlare anche di loro?).
Mah, io sono abbastanza sfiduciato, ma continuo ad andare avanti con la cotognata fatta in casa da mio suocero… E’ doping?
No che non sono sicuro che vadano a pane e mortadello. Dico solo che se fai il professionsita sei costretto a non andarci. Se sei un amatore hai qualche speranza in più.
Sulla follia di alcuni granfondisti, non fai che abbattere una porta aperta. La penso esattamente come te. Ma so anche che alle gf ci sono mille altre persone, la maggior parte, che pedalano per il puro piacere di farlo. come il sottoscritto.
Nel professionismo invece no. E’ una scelta precisa. Chiedi a chiunque in qualunque sport, vi si sia avvicinato qualche racconto: saprai che lo sport finisce e inizia solo ed eslcusivamente l’agonismo. Si entra in un’altra dimensione fatta per forza di ricorsi a qualunque cosa pur di vincere.
Diciamo che come amatore sta a te. Come professionista non più.
E non è una differenza da poco.
Tornando al doping, io ho iniziato con i panini al latte con marmellata di lamponi (nelle prime uscite ne mangiavo anche 4) ora son passato alle crostatine preconfezionate. E, talvolta, cotognata come te. Non male. Come va la preparazione per la 9 colli?
io credo che l’agonismo sportivo sia una grande cosa, una cosa innata che hai o non hai, è quello che ti fa andare avanti a migliorarti e allenarti per raggiungere dei traguardi. quando vedo la gioia della vittoria sulla faccia di uno sportivo mi vengono i brividi, mi commuovo, e non penso che tutti gli sport siano drogati.
forse mi ripeto, ma vivo da molti anni con un ex professionista della vela, che correva per la federazione e che da quando era piccolo si allenava ogni giorno in barca cercando in ogni modo di guadagnare un millesimo di nodo in più, forse quello che è oggi deriva da una vita dedicata allo sport. sport ancora pulito nella maggior parte dei circuiti di regata…magari si cerca sempre di rubacchiare sulla stazza della barca, ma credo che l’unico doping sia ancora un grappino nelle "lunghe" notti fredde delle regate d’altura.
purtroppo in molte discipline sportive il doping esiste, e il ciclismo credo sia uno degli sport più faticosi in assoluto. ormai credo sia difficilissimo se non impossibile fermare questa giostra, business e spettacolo muovono troppi soldi e ci hanno abituati e velocità "disumane". bisognerebbe riformattare tutto e ripartire ad armi pari….facile a dirsi…
l’agonismo non ha nulla di male: è il sale dello sport. Ma quando uno sport diventa "solo" agonismo, per me muore.
lo sport professionista E’ agonismo, sano agonismo, partecipi per vincere non per partecipare, altrimenti non ti faresti un culo della madonna per andare ad esempio alle olimpiadi…
per me muore quando giochi con le carte truccate e crei campioni "taroccati".
per me invece nel momento in cui entrano in ballo soldi e solo agonismo, diventa invitbailmente malato. Se non dopato, affetto da gravi patologie. E smette di essere uno sport. DIventa inevitabilemente esasperato.
credo che parlare di agonismo in questi termini sia fuorviante.
la parola agonismo racchiude un mondo fatto di passione, preparazione, determinazione, intelligenza, nei grandi campioni addirittura genialità…altro che patologie!!!
allora ti sfido a trovami un grande campione (professionista) che non è mai sceso a compromessi con episodi quanto meno ambigui. Al di là degli aspetti di facciata e delle dichiarazioni.
che ti devo dire, ce ne sono tanti…per me i grandi dello sport sono personaggi come questi ….
http://www.straulino.it/
…e chi continua su questa scia.
Vale, il tuo caso non vale, voi due siete speciali!!
Un saluto a Sandro, cani e Giulio…
OT grazie adimant, riferisco a bipedi e quadrupedi e alla prossima!
Vale, chista casa aspiettav’a'ttè!…
p.s.: sto registrando, sto registrando, giuro!…
unto
))))))))
ps grassssie!
La preparazione, causa maltempo continuo per tutto l’inverno, matrimonio recente e chili di troppo, va a rilento. Vado forte in pianura, ma la novecolli si chima così perchè ce n’è veramente poca. Salgo piano, ma salgo. Penso di arrivare e forse di metterci meno dello scorso anno.
Intanto domenica prossima faccio la prima gf dell’anno e oltre alla cotognata mi conceferò anche una barretta di cereali ed, udite udite, la borraccia con i sali minerali…
Per il resto, hai ragione sulla differenza e sulla possibilità di scegliere, ma è un vero peccato: conosco personalmente un ragazzo che sarebbe diventato un gran campione ma che ha rifiutato (più volte) qualsiasi cura. Detto tra noi è una testa di c… ma ha ancora un bel concetto dello sport: fatica, allenamento, impegno e nessun aiuto esterno; se non fosse troppo forte per noi mortali sarebbe un gran piacere pedalare per lui (invece è una sofferenza, ogni volta ti stronca con i continui scatti a cinquanta ll’ora…).
Intanto, però, la tappa più importante del giro quest’anno è sotto casa mia (anzi, sopra casa mia), sul vesuvio, e, doping o no, io sarò lì con la mia bici…
per curiosità: che gf fai domenica? anche io faccio la mia prima di stagione, sicuramente non sarà la tua, ma si sa mai: io faccio la 3 laghi, a Salò, sul Garda.
Io faccio il Taburno (Benevento): 130km circa, dovrebbero essere un 1500 di dislivello. PEr me sarà dura.
In bocca al lupo!
la cotognata è doping? si se ci mette lo sciroppo di epo
(sarà la primavera, ma oggi ho l’animo cazzeggiante e poco propenso alla concentrazione, andrò a prendere il ritalin)
bel pezzo unto, meriterebbe riflessioni più approfondite… magari domani ripasso…stasera passo
@Zozzo de’ Rocchetto; non ho ben capito dove volessi arrivare, concordo con te che il doping sia in tutti gli sport, detto questo, non lo accetto.
M!!!
Ma perchè, è obbligatorio voler arrivare per forza da qualche parte?! Era una semplice triste riflessione su come una cosa che a me piace ancora molto (lo sport) sia stata trasformata da stregoni prezzolati.
Se poi ad uno non interessa l’argomento può pure tirare dritto, evitando la lezioncina snob…
ma il punto è proprio qui: sei sicuro che sia stata "trasformata"? Non lo è sempre stata?
Credi che Coppi e Bartali salissero a pane e acqua?
dai.
Ho spiegato tutto dopo: la nazionale di Hockey sovietica giocava un hockey stupendo, col disco sempre attaccato alla mazza, transizioni e sovrapposizioni a velocità assurde, giochi di boa ubriacanti e incasellamenti in corsia che avremmo visto solo 15 anni dopo col tetris. Poi era aiutata col doping di stato certo, ma erano giocatori fenomenali.
La Juve ha vinto scudetti e coppe con giocatori che senza la magnifica infermeria del Dottor Agricola avrebbero svernato in serie B e se l’è cavata al processo perchè "ai tempi dei fatti i farmaci non erano ancora iscritti alla lista proibita".
Questa è la differenza tra Coppi e Lenzarmstron, tra Pritz Walter e Deschamps, tra Kutsnetsov e Eriberto…
non so non ho giocato a Hokey. Ma da interista, ti dico che la juve gli scudetti li ha vinti anche perché era forte di suo, non solo per agricola e moggi.
Più che altro dico che Armstrong ha una pedalata magari meno affascinante e romantica di Pantani o altri, ma è stato più forte (Salita a parte):più completo, più potente, più abile. A prescindere dal doping.
Così come Pantani è stato il più forte di sempre, per me almeno, in salita. A prescindere dall’ematocrito alto. I dubbi sono venuti quando ha cominciato ad andare forte anche in pianura e nelle crono. Si era snaturato. Per restare al passo e vincere sempre di più. Per colmare l’handicap che lo faceva perdere minuti preziosi nelle crono e nelle tappe veloci. Per diventare insomma "completo". Cosa che per natura, non poteva mai essere. ma in nome del agonismo e della vittoria, per rispondere anche qui a valentina, ha DOVUTO farlo. Ecco perché ripeto: lo sport professionistico sarebbe da abolire.
local hero, penso che stai travisando le mie parole, io parlo da ultima romantica, parlo di sport pulito, se vuoi anche di spirito sportivo, l’onestà di vincere in campo con le tue forze e con la tua intelligenza, non di vincere a qualunque prezzo e con qualsiasi mezzo.
forse è per questo che non seguo più il ciclismo.
ma lo sport di cui parli tu non è quello professiomostico: "vincere in campo con le proprie sole forze". Che era invece quello di cui parlavo io.
mah! mi sa che parlo arabo con un cinese, se vuoi avere per forza l’ultima parola te la lascio
e anche su Kevendish, convengo con frank: che garanzie hai che non prenda nulla? Nessuna.
Dunque lo preferisci ad Armstrong per gusti tuoi personali. Ma non sulla base d’altro. Come del resto, il 90% dei ciclisti.
Okkazzo, ho detto che quella su Cavendish era una parentesi fuori tema! Ma scrivo così male da non esser capito mai?!….
Cavendish almeno è un signore educato, a differenza di Lenzarmstron che fa pure il boss mafioso (chiedere a Simoni per conferme…)….
ma no dai, scrivi bene, il tuo articolo si legge d’un fiato. è solo che ci si provoca vicendevolmente. anzi, sei riuscito a movimentare un ambiente che ultimamente langue
Sì, me ne vantavo in mail privata con un forumista: ancora una volta son riuscito ad animare il blog sonnecchiante!…
E’ che io accetto benissimo che qualcuno la pensi diversamente da me, ma mi da fastidio essere travisato o, peggio, strumentalizzato. Quando dico che l’integratore è già una forma di doping "culturalmente" (ma avrei potuto dire "concettualmente") è evidente che è una provocazione nel senso che se uno non fa sport molto probabilmente non gli verrebbe in mente di bere nemmeno un Gatorade.
Se poi uno corre dalla mestra ad urlare maestra, Unto dal Pignone ha detto che l’integratore è doping!…" mi cadono le braccia…
p.s.: sto prnedneo un itnegratore per sciogliere un calcolo renale altrimenti a Giugno dovrò esseere operato: non mi sento un dopato. Mi spaice che Lenzarmstron (il più merda tra le merde) non possa dire lo stesso…….
ecco vedi, ti fai di ghetoreid senza diluirlo e ti ritrovi con i calcoli
Ma il mio integratore è un medicinale, non è Gatorade!..
Frank, non mi imprigionare in questa situazione kafkiana…
@Local Hero: "Ma da interista, ti dico che la juve gli scudetti li ha vinti anche perché era forte di suo, non solo per agricola e moggi"
Abbi pazienza, ma questa è una semplificazione da bar sport! La Juve era forte ma c’erano comunque squadre più forti di essa e comuqnue il calcio è l’unico sport dove non vince sempre il più forte (come nel basket o nel rugby): quando Torricelli e Di Livio arrivano in classifica sempre davanti a Savicevic-Maldini vincendo 4 scudetti su 5 e tenendo lo stesso rendimento da settembre a giugno senza flessioni io qualche domanda me la pongo (e se l’è posta anche Guariniello, che infatti ha scoperto quello che ha scoperto, analizzando le cartelle cliniche di tutte le squadre di serieA ma processando solo la Juve: l’hai letta la lista di farmaci citata nelle carte processuali?!… Certo, Pessotto s’è buttato dal tetto perchè era depresso, come no…).
Il mio discorso era un altro e cercherò per l’ultima volta di farmi capire. Nel libro di Petrini ("Nel fango del Dio Pallone") l’ex-calciatore narra di quando, arrivato nel grande calcio, si è trovato ad essere dopato dai vari stregoni che componevano gli staff tecnici. Ripeto: "quando, arrivato nel grande calcio". Questi erano gli anni 70, dove comunque tutto era fatto di nascosto e con colpevole disonestà. Dopo le dichiarazioni del dottor Ferrari è stato cancellato il senso di colpa, perchè tanto se non ti beccano puoi sentirti un normale atleta che si prepara. Risultato?! Ma quale "quando arrivato nel grande calcio", oggi dopano i ragazzini di 14 anni (c’è sempre un papà che vede, dopo l’automobile, una seconda appendice fallica nel figlio…)!!!… Oggi la gente non si chiede più "ma è onesto?!" oppure "ma mi farà male?!", oggi ci si chiede solo "è nella lista nera?!". Se non è nella lista vai tranquillo…
In sostanza: non ho detto che quella data del 20 aprile 1994 sia la Genesi o l’Apocalisse, ma solo uno dei passi importanti (come l’Avvento o la Crocefissione) della Bibbia del Doping. Tutto qua. Importante perchè segna uno spartiacque; non il primo, non l’unico, ma sempre spartiacque resta.
Parlo 6 lingue ed una peggio dell’altra, più chiaro di così non ce la faccio, scusate. Anche perchè se poi vedete in Lenzarmstron solo un bravo atleta completo, allora rinuncio. "E gira il Giro e va…"
dovresti aggiungere anche la vicenda del record dell’ora di moser: quelli furono gli albori, è allora che fu mangiata la mela che portò alla cacciata dal paradiso terrestre. per quell’occasione fu sperimentata ufficialmente l’autoemotrasfusione e dimostrata la sua efficacia. e "ufficialmente" significa che lo poterono dichiarare pubblicamente, parlandone come fosse un progresso. tant’è che i due record di moser (come pure quelli di obree, boardmann, indurain e rominger) furono cancellati anni dopo e solo in riferimento al tipo di bicicletta usato.
@Unto; chi t’ha fatto la lezione, ho solo detto che il doping, in ogni sua forma non l’accetto, non nascondo la testa nella sabbia, non l’accetto punto e basta, in quel momento per me è finisce lo sport e inizia l’intrattenimento. Da quando ho questa consapevolezza, tratto l’argomento sport professionistico per quello che è; se posso mi guardo qualche corsa/partita/regata velica/discesa/biliardo, che immagino mi crei interesse, magari con un amico parimenti interessato e li finisce. Se la cosa si fa noisa faccio altro, qualsiasi cosa mi aggradi di più in quel momento.
Lo sport lo faccio, non partecipo a manifestazioni, se non qualche podistica vicino casa, perchè ritengo inutile misurarmi con altri senza un’adeguata preparazione, a questo punto meglio misurarmi con me stesso nel momento in cui esco e per farlo mi basta l’orologio con le lancette o semplicemente il fiatone quando ho finito.
M!!!
Non ti ho accusato di dar lezioni Mick, era un discorso egenrale. Perchè so che di solito si finsice ai discorsi da parrucchiere tipo "chissneefrega dei pro, tanto son tutti puttanieri", etc…
beati loro che possono permetterselo, sai quanto costa andare a puttane? e se ti vedono con la bici, a meno che non sia una Bianchi Pista, non ti prendono neppure in considerazione…
Beati i "puttanieri pro"…
M!!!
esiste un doping reale ed è quello che effettivamente circola negli ambienti di tutti gli sport (anche bocce e tiro con l’arco, tanto per fare un esempio): al di fuori di questi ambienti se ne sa poco. c’è poi il doping raccontato da tivvù e giornali e questo è ben altra cosa: spesso sembra saltare fuori in ben determinate cicostanze e solo in alcuni settori. di questo tutti sappiamo tutto o almeno così pensiamo.
grazie unto per questo pezzo di storia del ciclismo. io non ricordavo. ma ai tempi ero troppo giovane.
ricordo berzin al giro che poi vinse. mamma mia come andava!
credo che quel giorno vada ricordato come il punto di svolta tra il ciclismo "romantico" e quello "moderno".
probabilmente l’inizio della massiccia presenza di ricerca scientifica applicata allo sport. partendo dai materiali per finire al doping.
magari sbaglio.
andrea
Il mio doping reale: birra fresca e frizzante che, durante pedalata accaldata, scende nel gargarozzo e permea di sé ogni anfratto del mio finto-sportivo soma.
E me la godo, garantisco. (e poi cado nella deboscia, e ciò mi piace…)
Aiò!
Ciao Unto,
bel commento, ogni tanto fa bene ricordare. Preso che letto nel modo giusto abbia senso anche il commento del Local Hero.
E’ una sorta di malattia l’ambiente delle corse, per cui inizi tanto per, poi svuoti il portafoglio per alleggerire quanto più possibile, poi ti rendi conto che comunque non è che vai così tanto e allora ti allena 3 poi 4 poi 5 volte alla settimana, e tieni d’occhio la dieta (un amico mi ha raccontato che le vacanze erano state molto belle perchè si era addiritura concesso un piatto di patatine…), togli l’alcool, mangi il pezzo di fomaggio prima e dopo gli allenamenti, mai carboidrati nel pomeriggio, poi inizi con gli aminoacidi ramificati prima e dopo la palestra e ti fai un culo quadrato, la tua bici è a livello di chi vince il tour e tu comunque sei a metà classifica…
A questo punto dipende da che obiettivi ti eri posto.
Io faccio GF (fuoristrada) per divertimento, mi alleno e sto attento al cibo, ma l’aperitivo se capita non lo disdegno e la cena con amici deve essere una festa… diciamo che gareggio per me e per sentirmi bene…
Se invece il tuo obiettivo era la competizione pura, arrivato a questo punto o ti deprimi e cambi sport o come ha detto bene il Local qualcuno inizia a bombarsi come un cavallo (e non è che poi vince… magari guadagna qualche posizione o può permettersi di allenarsi un po’ meno… de gustibus)
Penso che come ti ho detto dipenda tutto da cosa vuoi…
E’ la stessa differenza che passa tra guidare una bici e un superSUV.
Per i professionisti è scorretto perchè dovrebbero essere tutti ad armi pari (va beh sono ancora attratto dalle utopie)…
Comunque riflettere e soprattutto ricordare fa bene.
Ma quali scuse Local Hero, guarda che anch’io ero molto ironico (a partire dal nickname…), lo sono sempre quando "lancio un sasso" e semmai l’accusa di polemica può esser meglio rivolta più a me che a te.
Come ho detto mi è uscita questa riflessione istintiva incrociando la data e parlandone con un compagno di pedalate. Quella data secondo me è una pietra miliare della medicina sportiva in particolare ma anche dello sport in generale. Il doping c’è sempre stato, è vero, ma serviva a migliorare le prestazioni o ad alleviare le fatiche dei talenti. Quella data, quel progetto e soprattutto le dichiarazioni del dott. Ferrari segnano il cambio di rotta tra l’aiuto dato ad un talento sportivo e il talento creato in laboratorio (come ha ben capito 999marti), segnano la differenza tra la Germania del 54 che battè a sorpresa la magnifica Ungheria e l’ipocrita Lenzarmstron che approfitta di una disgrazia per ottenere una sorta di lasciapassare fraudolento tanto da cambiare specializzazione, tra la magnifica URSS di hockey su ghiaccio (col disco sempre attaccato alla mazza come avesse la carta moschicida) o il palestrato Nadal che nella foto della sua prima vittoria vede in tribuna accanto a papà ed allenatore quel dottor Fuentes che tutti conosciamo (stranamente quella foto è sparita dalla circolazione, tanto che anche al giornale spagnolo che la pubblicò dicono di averla persa in archivio…).
Un conto è aiutare il talento, un conto è trasformare ronzini in purosangue tramite l’attività di laboratorio: ci sono medici che guadagnano quanto un campione e comunque più di allenatore e direttore sportivo. Chissà come mai vengono ritenuti così importanti… Le dichiarazioni del dott-Ferrari segnano il cambio di mentalità e cancellano spudoratamente il senso di colpa: "E’ doping solo quello che viene rintracciato dai controlli…" è come dire "è un omicida non chi uccide ma chi viene scoperto". Calcolando che il doping è sempre più all’avanguardia rispetto all’antidoping siamo al "liberi tutti" (per questo considero l’episodio più importante del laboratorio della Germania dell’est, tanto per fare un esempio, ai cui tempi almeno di facevano le cose di nascosto e in maniera meno dichiarata). E sti cazzi, come ho detto il doping non è una lista di farmaci proibiti ma una cultura. Una cultura che ha ucciso quel poco di buono che restava dello sport agonistico, che io continuo a seguire e non me ne vergogno (senza per questo negarne certe aberrazioni del professionismo, vedi *).
Lo so benissimo che l’agonismo, soprattutto quando arriva al professionismo, porta a certe tentazioni ma non me la sento di condannare l’agonismo a priori: a me piace l’agonismo, da quando gioco a golf virtuale sulla Wii con mia nipote a quando corro un’alley-cat. Però ho una visione dello sport "rugbistica": ci scanniamo in gara, poi chi ha vinto ha vinto e chi ha perso ha perso, ci stringiamo la mano e andiamo a farci una birra.
Io chiedo di uscire dall’ipocrisia, per questo ho citato le facce di merda francesi: un atleta coi ritmi di oggi deve essere necessariamente aiutato, allora lo si faccia alla luce del sole, senza ipocrisia, con un doping libero ma serio, controllato sanitariamente e consapevole: così magari si evitano le vittorie del più furbo in luogo del più talentuoso o la morte di padri di famiglia quarantenni che si immolano per una medaglia vinta a 25 anni.
Su questo blog c’è sempre stato spazio per qualsiasi argomento ciclistico dall’anarcociclismo per leonkavallini col piercing al bikeporn per feticisti con lenticolari in carbonio e pensavo che l’argomento smuovesse anche qualcun’altro. Chiaro che a chi non segue lo sport professionistico non gliene frega niente ma allora non dovrebbe nemmeno commentare l’argomento, tanto c’è spazio per tutti.
Ora, io non critico ed anzi ammiro chi vive senza TV o snobba lo sport professionistico, basta che non diventi una recita come quella di quegli aristocratici di campagna che in quel film di Verdone dichiaravano con orgoglio snobistico di non avere la tv perchè "è una cosa da popolino"… Ognuno è libero di far quello che vuole, basta che non cerchi di farmi vergognare come fossi un turista sessuale pedofilo o un’organizzatore di combattimenti tra cani solo perchè mi diverto (ed odio chi cerca di rovinarmi il divertimento lasciandomi l’amaro in bocca) andando allo stadio o seguendo la Parigi-Roubaix. Ho seguito la Milan-St. Paddle in TV, poi sono andato a godermi il finale con l’emozionante sprint di Cavendish (campione vero e uomo vero, uno degli ultimi lord) al negozio di Ciclistica. Mi son divertito e non me ne vergogno…
* il Direttore del Giro d’Italia ha recentemente dichiarato che la presenza di Lenzarmstron donerà gioia alle vittime del terremoto aquilano. Non credo ci sia bisogno di commenti…
d’accordo con unto
"doping serio libero e controllato" mi sembra un’ulteriore ipocrisia: esiste sempre la possibilità di un doping parallelo, al di fuori del controllo che forse ti permetterà di andare più forte che non con quello riconosciuto come legale. che certezze hai che cavendish non si alleni anche con gli ormoni della crescita? e se si dice che armstrong abbia approfittato delle cure tumorali per imbottirsi di cortisone, sappiamo quanti "asmatici" ci sono in gruppo a farsi di broncodilatatori prima di una corsa? nel confronto con gli altri, da sempre c’è chi alla fine si accontenta di partecipare e chi invece vuole prevalere a tutti i costi. sinceramente quella di uno sport "pulito e senza doping" mi sembra una battaglia persa, ma non per questo dico che non sia da combattere.
Minchia Frank, ho detto che Cavendish mi piace come atteggiamento (mentre avrei buttato giù da una scarpata Riccò), non ho detto è un santo. Era una parentesi fuori tema…
Sul doping serio e controllato non siamo d’accordo: l’integratore minerale è già doping, però è ben diverso che bombarsi di uranio impoverito. Insisto: se i ritmi dello sport professionistico moderno sono questi uno da solo non ce la può fare, però evitiamo almeno di crescere una generazione di leucemici…
Lo sport pulito e senza doping è un’utopica battaglia persa come la pace nel mondo, la lotta alla fame, la lotta alla mafia, etc… Allora non facciamo nulla?!…
Ma almeno bisognerebbe provarci: continuate a riflettere sul caso specifico del doping e non sulle dichiarazioni del dottor Ferrari: quello è il punto…
unto dai, non fare così
gli integratori sono già consentiti. se guardi qualche numero di BxxxSxxxx trovi tanto di pubblicità di roba alla creatina e altre zozzate varie. ricordo anche qualche amico che in mattinata si faceva cucchiaiate di aminoacidi in polvere per poter andare tutte le sere in palestra. invece l’uranio impoverito e le arachidi di superpippo sono già vietati. eppure… e chi li prende sa benissimo che non gli faranno bene (non dirmi che credi alla favoletta che certi noti calciatori prendevano la pillolina che gli dava il medico senza sapere cosa fosse: post-pasqualmente faccio meno fatica a credere alla resurrezione dei morti). ma comunque ripeto: non dico che il doping non sia da combattere. fanno più lotta al doping local hero e lollo raccontando in giro di un ciclismo fatto per divertirsi che non guariniello con processi popolati da avvocati degni del peggior azzeccagarbugli.
Frank, vedi?! Sei già vittima dell’equivoco: "le arachidi di superpippo sono doping, l’integratore no perchè è consentito". Culturalmente anche l’integratore minerale è doping, e talebanizzando il concetto anche la borraccia dell’acqua. Il problema non sta nella lista della spesa ma nella cultura che vi sta dietro e nei riflessi collaterali di certe sostanze. Rileggete le parole del dottor Ferrari e poi scorrete la lista dei farmaci usati dalla Juventus: come ha suggerito Adimant i partecipanti alle granfondo sono spaccati i due gruppi culturali distinti e non è colpa dell’agonismo.
Io sono per la responsabilità individuale, se no facciamo come Formigoni che vuole vietare i kebab per strada per evitare le cartacce a terra…
l’integratore di per se integra sostanze che perdi: allora non dovresti nemmeno più mangiare. il doping è qualcosa in più che modifica alcuni valori fisiologici naturali per aumentare alcune tue prestazioni. come integratori continuo a preferire pane pastasciutta carne frutta e verdura, acqua e vino. penso che probabilmente (non so, non li ho mai provati) aminoacidi, carboidrati creatina e simili allo stato (quasi) puro siano più rapidamente assorbibili dal fisico e quindi siano preferibili durante una corsa (non so, non ne ho mai fatte)
mo’ però esco dall’ufficio, vado in una cabina telefonica mi cambio e me ne vado a fare superman in bici
La mia era una provocaizone, il senso è quello che dici tu: un conto è assumere sostanze per il giusto sostegno al fisico, un conto è assumere sostanze per fottere l’avversario.
Per quello provocatoriamente dico doping libero e si parte tutti alla pari. Nel frattempo continuo a flagellare la mia bambolina voodoo con la faccia di Lenzarmstron….
il racconto di "lollo41" credo sia illuminante.
Quello è ciò che capita se in te finisce la passione e comincia la malattia. Ma è in te. Dipende da te.
Io personalmente ho bisogno di farmi quasi una pinta a sera. Leggere Proust. Scrivere. Andare al cinema. E lavorare. Non sono mai stato fanatico sportivo e credo che non lo diventerò ora.
Ma andare in bdc credo mi abbia cambiato la vita. Ed è innegabile.
Sta a me decidere cosa voglio: divertirmi, provare emozioni, ricavarne benessere, superare paure. Per farlo, devo fare anche il Gavia e la Maratona dles Dolomites.
La birra è un ottimo integratore!!!
Sali minerali, carboidrati (le formula indy vanno ad alcool…) e in più è buona.
Hai ragione è una questione di motivazioni.
Chi fa la salita per la gioia di farla ( e non piano) e per le sensazioni che ti da’ e chi la fa solo per farla più veloce dell’altro…
Oltre al doping in gara (in fuoristrada forse è più probabile che su asfalto) è facile vedere gente che non ti fa passare manco a morire (in discesa soprattutto) anche se vai tre volte tanto, e quando chiedi strada si incazzano pure dicendo che difendono la posizione (all’ultima eravamo a metà classifica… cioè intorno al 450 circa…)!!! E’ lo stesso spirito malato. Non gareggi perchè ti diverti e perchè misuri le tue capacità con quelle degli altri ma solo per prendere qualche posizione.
Così è una noia ed è da malati!!!
io la salita la adoro. E per me il massimo è farla da solo in rigoroso silenzio e rispetto per la montagna che salgo. Quando sono in cima provo un’emozione indescrivibile. La giornata mi cambia faccia. Scendo con la faccia di un bambino e poi, quando torno dai miei bambini, quelli veri, gioco con più passione.
L’esperienza di chi non mi fa passare non l’ho ancora fatta: vado ancora decisamente più piano e poi cerco di evitare di trovarmi in mezzo a quel tipo di gente. Alle gf (finora poi ne ho fatte solo 2) vado con l’idea di partecipare a una festa. Perché tale mi è sembrata quando le ho affrontate con questo spirito. Ho parlato con tutti. Conosciuto persone diverse. Riso, scherzato, evitato, anche se visto, qualche cretino che quasi ti investe ai ristori pur di non fermarsi. Vedo che alla fine sono in minoranza e si beccano gli insulti della maggioranza. Ho visto donne, coppie, anziani, ragazzini, gente di tutti i tipi. Mi pare una calidoscopio gioioso e divertente. Se lo vivi così, aggiungendoci quel pizzico di agonismo con te stesso (superare il tempo che ti eri prefisso o quello dell’anno precedente), credo sia un piacere. Il resto non mi interessa.
Se posso aggiungere qualcosa: alle gran fondo, oltre ai Rumsas drogati, squalificati, ripuliti e ripresentati (che rovinano l’immagine della gran fondo e degli organizzatori che li invitano, ma non quella dei singoli partecipanti, sia chiaro) ci sono migliaia di partecipanti pulitissimi che vanno a divertirsi.
E ci sono decine di migliaia di spettatori ad applaudirli, per il gusto di applaudirli. Ho visto, in cima al barbotto, centinaia di mamme, papà, figli e nonni che si erano alzati all’alba per applaudire diecimila sconosciuti su una montagna. Ore ed ore di attesa e tifo incondizionato. Ho visto sprint per la cinquemilesima posizione. E poi strette di mano e abbracci. Ho visto gente fermarsi a prendere la salsiccia ed il bicchiere di vino al ristoro ‘abusivo’, e gente non fermarsi neanche a prendere l’acqua, per non perdere secondi preziosi.
Ho visto e praticato tanto agonismo pulito, di quello che cita Valentina… Tanto di cappello agli agonisti ed ai ciclisti della domenica, ai pro ed ai dilettanti. Ma solo quando arrivano con le proprie forze, con dieci allenamenti in più ed una iniezione in meno, con tanta marmellata e pocha creatina, con tanti sacrifici e nessuna scorciatoia. Mi illudo ancora che ce ne siano, ogni tanto credo di averne incontrati.
Buona bici e buona fatica a tutti, io stacco al lavoro e vado a fare i mie 80 km…
si, la birra va bene (andiamo a tutta birra!!!), però devo notare che in sport dove l’efficenza respiratoria è molto più importante come il nuoto, l’alcool lascia qualche strascico
Approvo in pieno.
Anche in mezo al fango i cretini sono la minoranza e di solito una mano la si da e riceve sempre…
Se poi la fai in compagnia è ancora meglio
L’integratore è di per sé doping!? Ragazzi, ma qui siamo al delirio.
Per venire incontro alle facoltà mentali di tutti, d’ora in poi segnalerò tra parentesi ogni provocazione (provocazione).
l’integratore non è doping, ma se ne hai bisogno è segno che stai consumando troppo e forse è meglio capire se ne vale la pena. in genere in bici integro le proteine con un buon numero di moscerini, ma giuro che non lo faccio apposta
Frank, non ti ci mettere pure tu, per integratore-doping intendevo dire che qualsiasi aiuto esterno che aiuti il fisico può essere considerato doping (una volta in F1 non c’era il rifornimento e chi finiva la benzina restava a piedi, per assurdo si potrebbe immaginare la stessa cosa per i ciclisti vietando pure le borracce: resterebbe solo il ciclismo su pista…
). Ma è evidentemene una provocazione, per dire che non è che son contro ad ogni aiuto per il fisico quando la situazione lo richieda (ripeto: soprattutto coi ritmi e i calendari di oggi…) sono contro il doping che ti fa battere chi è più bravo di te e che significa truccare la competizione, esattamente come infilare zucchero nel serbatoio della moto rivale o buttarsi per simulare un calcio di rigore.
Per il resto io col vento di oggi ho ingerito tramite naso, bocca ed occhi una quantità considerevole di sabbia: posso considerarla "integrazione minerale"?!…
unto, bella li’. gran discussione.
non se ne leggevano da tempo di cosi’ movimentate.
si vede che la provocazione paga.
ne approfitto per aggiungere una considerazione di psicologia spicciola riguardo alla competizione.
esistono 2 tipi di competizione:
1) e’ legata al confronto delle proprie capacita con gli avversari. per mettersi alla prova. e’ una competizione costruttiva che porta a scoprire le proprie capacita’ e a migliorarsi. per intendersi: la lotta dei bambini (ma piccoli, prima che subentrino altri condizionamenti o la lotta dei cuccioli)
2) e’ legata al complesso di edipo, al confronto con il genitore dello stesso sesso. e’ una competizione distruttiva che mira ad eliminare l’altro, cancellarlo, all’estremo ucciderlo. per "sposare" il genitore dell’altro sesso.
l’agonismo dopato su quale delle due forme di competizione si appoggia? secondo me la 2), ma sono aperto ad altri pareri.
Ti sei dimenticato di quella della biglia; parli con la mamma sperando di farti la figlia…
Scusate ma non sono riuscito a trattenermi.
M!!!
999marti, se cucini la tua ricetta numero 2 e gli dai sopra una spolverata di vil danaro hai centrato il problema e possiamo chiudere la discussione!…
Intanto la notizia è passata quasi in silenzio,sommersa da quintali di gossip più o meno sportivo..
E’ arrivato il decreto del governo spagnolo in materia antidoping ed è, in piena tradizione iberica, un capolavoro di deregulation.
Inarrivabile zenith è la proibizione dei controlli notturni: non saranno ammessi ispettori antidoping dalle 23 alle 8 di mattina.
Praticamente, l’ennesimo segnale di liberalizzazione assoluta dei farmaci nello sport spagnolo.
Non contenti delle truppe di sportivi professionisti che già ci risiedono, potrebbero ospitare(nei prossimi anni) legioni di campioni d’ogni latitudine e specialità diventando per i ciclisti quello che è Montecarlo per i piloti di Formula 1. Naturalmente tutti alla ricerca del clima favorevole per gli allenamenti (!!!) e della celeberrima movida…
Abbiamo finalmente trovato l’Eldorado della preparazione atletica, le isole Cayman del muscolo ipertrofico: ci aspetta un futuro luminoso di vittorie straordinarie e primati epocali.
Vamos Espana!
questa mi piace: "inarrivabile zenith"!!!! quali sostanze prendi per pensarle?
Solo l’integratore di cui sopra…
Qualcuno mi ha chiesto cosa intendessi dire con sto pezzo. Ci ritorno dopo la notizia della positività di Rebellin (dopo l’Olimpiade era un eroe, ieri sera ho sentito dire ad un giornalista "non dimentichiamo che voleva tradire l’Italia per andare a correre con la maglia dell’Argentina…" Cazzo, gli italiani hanno la memoria con la funzione "edit"…)
La componente tecnica non è marginale nemmeno negli sport di prestazione come il ciclismo (la pedalata, la posizione sulla sella, la capacità di scorrere fluido nel vento è come "il tocco di palla"; anche la capacità di guidare il mezzo, di leggere le curve e la corsa son caratteristiche che si basano sul talento), ma oggi tutto porta all’esasperazione del gesto e dello sforzo: in ogni attività sportiva, la forza ormai sopprime la classe. Ed anche la "tecnica" (laddove ce ne sia ancora un po’…) ormai è molto sopravvalutata anche nei "giochi": (calciatori che tirano da 30 metri come niente, cestisti che segnano "comodi" da tre tirando da 9 metri, etc…): talvolta è sintomo della muscolarizzazione eccessiva, ma serve ancora a vendere il prodotto, per incartarlo meglio.
Poi qualcuno ti dice: "Bèh, ma tizio guarda che comunque è bravo, non è un brocco che vince solo grazie al doping…" Perchè naturalmente, se sei un bravo (!!!) medico-preparatore, metterai il tuo sapere (…) a disposizione di un Cristiano Ronaldo o di uno Ian Ullrich, piuttosto che di un mediocre atleta da quattro soldi: money talks.
Ma la mia opinione, già espressa su questo blog, è che "il doping non è più quello di una volta" e nello sport si sia in piena era dei burattinai: tutto ciò dà potere ai padroni del vapore. Che possono tenere sotto ricatto questi burattini milionari. Si compra l’omertà dei giovani, ricchi e famosi.
Su Repubblica.it ci sono 2 filmati di Rebellin nel 2001 con Lazzaro (filmati non usati nel processo veneziano a carico di quest’ultimo per un vizio di forma) si sente Rebellin che chiede Epo e Freamine (i filmati son lì, per chi vuole farsi un’idea). L’iniziativa de La Repubblica è autentico ciarpame giornalistico. Infieriscono su un atleta finito. Se avessero le palle dovrebbero mostrare quelli che entrano in un paio di cliniche svizzere private.
Per quello provoco dicendomi favorevole ad una liberalizzazione intelligente. Ma ci vorrebbero altri dirigenti: il Coni, che a Pechino autorizzò atleti dal profilo biologico "sospetto", sospese la Bastianelli per una pillola dimagrante! Se consideri un prodotto da banco alla stregua di un ormone ospedaliero la gente non ci capisce più niente…
Il doping è una utilissima spada di Damocle sulla manovalanza: se ci stai, e sei bravo, ti compri la Porsche. Se scassi il giocattolo, ti rovinano la reputazione.
Il doping è una sopraffina arma politica…..
già già. ricordo male o girò in tivvù anche un filmato in cui cannavaro si faceva qualche flebo? eppure dopo i modiali è diventato un eroe nazionale.
Filmato trasmesso da una tv nazionale anni e anni dopo il fatto, quando Mister Neoton guidava la compagine rivale in campionato della squadra di un imprenditore presidente del Consiglio padrone di tre TV. Però il filmato venne trasmesso da una TV nazionale e non da una delle tre private, così non ci possono esser sospetti, no?! No…..
intanto al giro d’italia di armstrong l’organizzazione non ha invitato il campione d’italia : ha forse qualcosa a che vedere coi trascorsi tra il texano e simeoni?http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/ciclismo/200905articoli/20303girata.asp diceva belzebù che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca
Si dice sia stata una delle clausole pretese dal texano per partecipare……io intanto continuo a costringere agli straordinari la mia bambolina voodoo…….
eccolo: zomegnan dopo averlo negato in pratica lo ha ammesso: "Le chance a Simeoni sono state date: è stato invitato alla Tirreno-Adriatico dove ha accumulato mezz’ora di ritardo e non ha concluso la corsa mentre alla Milano-Sanremo ha avuto sette ore per incontrare Armstrong e chiarire."
http://sport.repubblica.it/news/sport/ciclismo-giro-zomegnan-simeoni-speculazione-mediatica/3659994
In pratica ha detto "non si è piegato a chiedere scusa a Scarface Corleone e quindi sta a casa". Speriamo che al cowboy gli si dissaldi il telaio in discesa…
beh dai, non esageriamo, basterebbe una foratura in più di tutti i ricambi disponibili (il che vorrebbe dire quelli relativi a tutta la squadra e a qualche altra decina di corridori asserviti)
A quel punto stai pur tranquillo che essendo il "portacolori", prenderebbe la ruota di un gregario, è sempre esistito, tranne durante il 34° "Giro" durante il quale fu modificato l’articolo 20 del regolamento, imponendo ai singoli corridori la sostituzione del tubolare in caso di foratura. La cosa fu fortemente voluta da Costante Girardengo, all’epoca DS della propria squadra, perchè vedeva la possibilità di un ritorno al ciclismo eroico. Proprio Rik Van Steenbergen, corridore per la casa dello stesso Girardengo, fu appiedato da una foratura a pochi km da Alassio, perdendo così la maglia rosa.
M!!!
doping di altri tempi: tour de france 1904.
"lo Spazzacamino arriva a Parigi in maglia gialla aggiudicandosi così il suo secondo Tour de France grazie all’aiuto dell’amico-rivale Pothier e del fratello César. Lo strascico giudiziario che segue quest’edizione così drammatica rivoluziona però la classifica: a novembre, gli atleti classificati dal primo al quarto posto vengono squalificati per aver preso il treno nel tentativo di aumentare il vantaggio sui rivali, una vicenda mai del tutto chiarita."
da http://storiedisport.wordpress.com/2008/12/05/maurice-garin/
coi treni italiani non funzionerebbe, perderesti minuti preziosi
))
Laurant Fignon su doping e tumori, da
http://sport.tiscali.it/articoli/ciclismo/09/06/fignon_tumore_doping_888.html
"Se tutti i ciclisti che hanno fatto uso di doping dovessero avere il cancro, allora ce lo avremmo tutti”.
Frank Vandenbroucke, dannato talento maledetto del ciclismo belga, raggiunge così el Chava Jiménez in vetta all’Angliru.
Ciclismo di fine anni ’90………..
p.s.: il primo che scrive "eh, ma è inutile fare insinuazioni" lava i piatti per un mese a casa di Biraghi. E guardate che Biraghi mangia………
si ma mangia con le mani e usa un piatto solo perchè fa la scarpetta… senza i cinghietti inibitori.
M!!!
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/12-10-2009/vandenbroucke-addio-34-anni–501597014758.shtml
c’è poco da insinuare o forse tanto, anche troppo: se fosse stato una persona qualunque sarebbe stato un morto. e invece è stato un ciclista pro morto improvvisamente, come altri ciclisti pro