18.09.2008
Il lupo che piange l’agnello
Rotafixa in Altro | 33 commenti

Ogni tre giorni in Italia circa un bimbo muore in un incidente stradale, e 30 bambini al giorno riportano ferite in seguito a uno schianto sull’asfalto. Parte da questi numeri la campagna di sensibilizzazione e informazione ‘BimbiSicuramente’ (www.bimbisicuramente.it), promossa da Fiat Automobiles e Ucif (Unione concessionari italiani Fiat) e in programma dal 22 al 28 settembre. Una settimana dedicata alla sicurezza dei piccoli in automobile, che coinvolgerà il personale degli oltre 600 punti vendita Fiat distribuiti lungo la Penisola. A chiunque si recherà nelle concessionarie Fiat in questi 7 giorni, verranno distribuiti speciali buoni che daranno diritto a uno sconto del 15% sull’acquisto di un seggiolino auto della Chicco.
33 commenti su “il lupo che piange l’agnello”
Interessante:
a livello numerico se ne muore 1 al giorno farà un po’ più di 300 all’anno.
A parte questo macabro conteggio, ci vuole un bel coraggio.
Magari la Chicco fa un seggiolino bunker-rinforzato con airbag che resiste anche in caso di attacco atomico… la macchina e il babbo si disintegrano ma il bimbo nemmeno un graffio…
Sarebbe stato meglio se di propria spontanea volontà la FIAT avesse costruito la macchina del futuro:
sulle portiere delle scritte luminose molto grandi:
“attenzione, con questa scatola inquini, stai in coda ed è facile che ucciderai te stesso altri, i tuoi e/o gli altrui figli”
velocità autolimitata al massimo consentito (per cui in città massimo va a 50km/h e fuori massimo 90 o 130 alla bisogna)
al posto della carrozzeria un bel mezzo metro di spessore di gommapiuma (così se un cilcista distratto ti finisce addosso non si fa nulla…)
e un bel santino sul cruscotto con su scritto “Fa paiano”
Per il resto son stronzate, è come se la beretta fucili facesse una campagna di protezione della selvaggina da penna…
oops visto male il conteggio,
se è uno ogni tre giorni è giusto un centinaio l’anno…
ekkekkazzo però son tanto comunque!
Vi fareste fare la barba da Jack lo Squartatore?!…
…30 bambini al giorno riportano ferite in seguito a uno schianto sull’asfalto…
Schianto sull’asfalto, e’ quello che mi tormenta da quando sto costruendo una mini recumbent per il figlio di 6 anni..
“Bimbisicuramenteammazzati”
Bene! ma cosa trovate di male nello sconto per dei seggiolini? Se fossì un papà accetterei al volo
Troviamo di male lo stesso che troveremmo di male in un trafficante d’armi che cerca di venderci un giubbotto antiproiettile per mio figlio: evitare di sparar per strada, no?!…
A me sembra anche abbastanza sfacciatamente una campagna per promuovere l’acquisto di nuovi seggiolini…
Sul sito http://www.bimbisicuramente.it si legge:
“I seggiolini di seconda mano nascondono la propria storia!
Potrebbero, infatti, essere stati danneggiati o usurati anche se in modo non visibile.
Si raccomanda in particolare di non utilizzare seggiolini che sono stati coinvolti in un incidente. I test dinamici che simulano gli incidenti su strada, hanno dimostrato che alcune parti del seggiolino, già sottoposte a sollecitazione, possono cedere più facilmente. Inoltre, i seggiolini usati, spesso sono sprovvisti di libretto d’istruzioni, indispensabile per un’installazione e un utilizzo corretti.”
@lollop41: praticamente, è come applicare le stesse scritte che ci sono sui pacchetti di sigarette. Il fatto che nonostante ammazzino molta più gente della nicotina le auto siano ancora lì, intoccabili o pressapoco, dimostra quanto sia importante il loro esser mezzo di controllo sociale. I 100 bambini morti all’anno sono figli di nessuno, dovrebbero esserlo di tutti: come gli altri morti e feriti. Ma finché si continuerà a pensare in termini di “incidenti”, o peggio “sacrifici per la mobilità collettiva” e non di strage preannunciata – e anche prevista da chi governa – già da prima che un’altra ennesima quattroruote calchi l’asfalto, ci sarà sempre qualcuno che vedrà lo sconto su un seggiolino d’auto come una buona cosa. Per me, se l’avessi, far salire mio figlio in macchina significherebbe esporlo a rischi futuri che vanno aldilà dell’atto in sé.
@clambfr
le scritte volevano essere provocatorie, oddio anche l’esterno in gommapiuma… meno il discorso sulla velocità.
Su questo sito si pedala, lo faccio anch’io molto spesso, talvolta uso la moto, più raramente la macchina.
Penso che demonizzare l’auto in tutto (al di la di cosa ne pensiamo della scatola…) non sia utile per dialogare con chi dentro quell’auto ci passa tanto tempo.
Penso che sia pù utile promuovere e pensare ad un uso più responsabile. Come km fatti, come uso in se (quando serve e quando ne potresti facilemtne fare a meno?), come responsabilizzazione per il reale pericolo che genero.
Vi giro un ragionamento da padre che ho sentito e non condivido, provate a pensarci perchè penso che figlio di questa mentalità ci sia il proliferare delle macchinine:
“in caso di incidente se mio figlio è dentro ad un’auto sta più sicuro che su una bici o un motorino, può più facilmente fare male ad altri, ma meglio loro che il mio bambino”.
Lollo, quel ragionamento è tipicamente italiano. Detto questo sono d’accordo anch’io a non dmeonizzare, il probmea è che quando ti tirovi davanti dei talebani è “difficile ragionare e sensibilizzare”.
Se ho davanti il classico nonnetto milanese dei diffida dei “nègher”, allora possto razionalmente aiutarlo a capire che non è il colore della pelle a determinare la civiltà di una persona, etc., etc…
Se ho davanti uno skin-heads neonazista o un Gran Cavaliere del Ku Klux Klan, vedo poche soluzioni oltre il lanciafiamme…
cosa dire dei genitori che non hanno tempo di allacciare i bambini al seggiolino quando la mattina li portano a scuola, ma hanno il tempo per allacciarsi la cravatta o truccarsi?
cosa dire di quelli che si comprano il cellulare di ultima generazione ma non hanno i soldi per acquistare un seggiolino auto?
smettiamo di riversare le colpe sugli altri, ognuno si prenda le proprie responsabilità, non è certo colpa dell’auto se durante una brusca frenata un bimbo sbalza dall’auto perchè non allacciato, nemmeno l’auto del futuro può vincere la forza cinetica (data dalla massa del corpo moltiplicata per il quadrato della velocità) .
e se per una volta un’azienda fa qualcosa di concreto e utile smettiamola di criticare, è sempre facile parlare male (in questo noi Italiani siamo bravissimi) ma chi realmente fa qualcosa di utile per la nostra società??
Tutti qui dentro pensiamo che all’auto si possa cercare di rinunciare quanto più possibile, di conseguenza riduciamo il nostro essere complici del sistema. Sicuramente tutti noi nel momento in cui ci mettiamo alla guida ci rendiamo conto della pericolosità del mezzo e, abituati a vivere la strada in modo diverso, usiamo la nostra consapevolezza per rispettare le regole di buon senso e del codice della strada in modo da non arrecare danni.
Propongo che tutti quanti i possessori di patente siano destinati ai servizi sociali al prontosoccorso per 3 giorni consecutivi ogni 5 anni e allo stesso modo chiunqhe richieda la patente dovrebbe avere dei crediti sociali, acquisiti con 5 giorni al pronto soccorso, come nel sistema scolastico. Stando li, vi assicuro che l’effetto dei veicoli a motore diventa evidente e resta impresso. Gli stessi servizi li proporrei per chi perde punti sulla patente.
M!!!
@eli
di sicuro una buona campagna aiuta a salvar vite.
è apprezzabile che FIAT si preoccupi dei trasportati. Come ben hai detto però trattasi di sicurezza passiva. Benvenga!
Ma qua si critica (nel miglior spirito italico…) ma poi si pedala anche e non solo con le gambe.
se durante una brusca frenata
eli, ora ti invito a fermarti un attimo e riflettere.
perché tu o altri, insomma chiunque, dovrebbe effettuare una brusca frenata?
perché mai?
le cose della strada non sono fenomeni meteorologici. non sono inevitabili o ingestibili.
non esiste un solo motivo logico o comunque valido per effettuare brusche frenate
un gatto che attraversa la strada
un bimbo che sbuca da una laterale mentre rincorre un pallone
una coda improvvisa
la sbarra del telepass che non si alza
e chi più ne ha più ne metta….
è dunque evidente che tu consideri imprescindibile, inevitabile, immanente, quasi fondativo l’uso della vettura.
io no. anzi, lo considero del tutto evitabile nella vita quotidiana di un essere urbano.
e infatti non ci capiamo.
eli, puoi riassumere tutto con ” ridotta capacità visiva, troppo spesso unita a mancato rispetto delle norme di circolazione”
ma a fiat gliene frega solo dei bambini che stanno in macchina?
Per Rotafixa:
no assolutamente, ma pensavo che il tema fosse un altro
Per Frank:
certo, e sarebbe un’utopia pensare il contrario!
e invece il tema é proprio questo.
non ci sarebbe alcun bisogno di seggiolini per bambini se non ci fossero forti accelerazioni/decelerazioni; non ci sarebbe neanche un bambino morto se il modello trasportistico non fosse quello finora noto e imposto; e su questo la beffa, sadica, dell’organizzazione di questo evento da parte dei diretti responsabili della strage. cioé chi produce e vende attrezi mortali e largamente inutili, e lascia tranquillamente che continui la più grande rimozione della storia umana, cioé le migliaia di morti per scontri assolutamente evitabili. neanche il genocidio armeno è stato così abilmente nascosto.
@Rotafixa
Ciao, io ad esempio utilizzo “fondativamente”, come dici tu, l’automobile. Abito in provincia, ho una famiglia a cui dare passaggi per le varie necessità, faccio 16 km per andare a lavorare e non ci sono mezzi, quando piove o fa freddo non posso fare altro, faccio un lavoro fisico molto stancante e sinceramente dopo 10 ore di lavoro non ce la farei a fare neanche 3 km. Mi piacerebbe molto usare solo la bici, ma purtroppo è così. Odio anch’io le macchine così come sono viste nel nostro paese, ma sarei un ipocrita nel giudicarle non fondamentali nella mia situazione e in quella della maggior parte delle persone che conosco, non posso farci niente purtroppo
@ eli
nella corsia telepass massimo 30 km/h. MASSIMO!!! a 20 km/h ci si ferma in realx
gatto, bambino o altro che attraversano… ok frenata brusca, in città max 50 km/h. MASSIMO!!! se tocchi dentro e arrivano i vigili ti danno una bella multa per volocità non commisurata alla situazione del traffico. A me l’hanno data, io ero in moto e una macchina non si era fermata allo stop. Andavo piano per fortuna e non c’era nemmeno un millimetro di frenata. Va beh che i vigili voglion spesso far cassa, ma mi hanno detto che tu devi commisurare la velocità per essere SEMPRE in grado di fermarti in tempo. Se c’è la possibilità che da una via laterale esca qualcuno, devi rallentare come se qualcuno stesse uscendo, controllare e solo dopo passare.
In bici e in moto questi concetti li si impara velocemente a proprie spese (fratture cicatrici o peggio…), in macchina sovente si stira qualcuno e più raramente ci si fa male.
Quindo giusto mettere il casco, la cintura e il seggiolino.
Ma più giusto il moto fluido responsabile alla rotafixa. Sia che si vada in bici, a maggior ragione in moto e ancora di più se si guida qualcosa di grosso e pericoloso per gli altri
Bravo Frank, hai centrato il punto: la Fiat si preoccupa solo dei figli dei propri clienti, se no fabbricherebbe city-car che non superano i 50kmh di velocità.
Eli, la prima forma di sicurezza è usare l’auto il meno possibile, la seconda è far salire i bambini sull’auto il meno possibile, la terza è andare più piano possibile. Il seggiolino viene un po’ dopo nella lista delle priorità…
le stazze, le cilindrate, le velocità raggiunte dalle auto sono palesi dimostrazioni della responsabilità delle aziende.
A proposito: http://www.02blog.it/post/3423/anziana-muore-investita-da-un-camion-il-comune-dopo-lincidente-disegna-le-strisce
Le automobili da quando esistono muovono una stazza e raggiungono velocità non gestibili pienamente dal guidatore, da sempre. Il nostro paese è cresciuto in base all’utilizzo della macchina, quindi al di fuori dei centri urbani è difficile vivere senza. Gli italiani non rispettano il codice della strada. Il codice della strada è comunque troppo permissivo, 50 km/h sono tantissimi per evitare di uccidere qualcuno pilotando un mezzo da una tonnellata minimo.130 km/h sono tantissimi per evitare di uccidere se stessi ed i propri passeggeri. Chi persiste a stare al volante queste cose le sa benissimo, ma più piano non ci va. Che fare? Costringerli?
@Luca ti do ragione, solo in parte, nel senso che, prima della responsabilità delle aziende penserei alla responsabilità propria. Quando guidiamo un veicolo motorizzato o no, siamo pericoli potenziali, anche il buon Mastro, poi ognuno di noi pedalatori, il Mastro per primo, ci mette il buon senso.
Come scrive Lollo, se rispettassimo tutti le regole del codice, le frenate brusche sarebbero molto di meno, se aggiungessimo buon senso al codice della strada, sarebbero praticamente inutili, la circolazione stradale si fluidificherebbe e molti dei problemi della viabilità verrebbero meno.
Le due ruote dovrebbero acuire il buon senso, eccenzion fatta per il TMAXARO.
M!!!
@Massi; non sono d’accordo con te, 50 km/h, se utilizzati con buon senso, permettono la gestione del mezzo anche in città; per buon senso intendo che, mi avvicino ad un incrocio e rallento, la visibilità è limitata, rallento, rispetto gli Stop, i dare precedenza, i semafori, segnalo le mie intenzioni, è ben difficile che possa verificare dei danni.
Il bambino che rincorre il pallone è prevedibile, in primo non giocano più, tantomeno in strada e se lo fanno non è su strade vicine al traffico “veloce”, se vedo un pallone, so che dietro c’è un ragazzino, non mi serve di vedere il ragazzino, freno prima, tutt’al più sarà una frenata inutile, sempre meglio che far male al ragazzino. Il gatto non attraversa la strada a caso, se lo fa ha nove vite, altrimenti cazzi suoi.
M!!!
@ Massi
velocità commisurata!
130 km/h non sono molti… anzi!
Se però… c’è buona visibilità, mantengo le distanze di sicurezza, non piove, il traffico è scorrevole e così via…
Idem i 50 all’ora in città.
Signori è un limite, se ci sono i 50 vuol dire che puoi andare da 0 (e te ne stai fermo) a 50 che è il MASSIMO!!!! al tuo buon senso giudicare in quest’intervallo a quanto andare.
In autostrada MASSIMO puoi andare a 130, poi se piove devi ridurre a 100, poi in particolari situazioni anche meno…
Poi se è tutto libero e vai a 50 in terza corsia ti danno la multa perchè esiste una velocità minima.
In città quando ci sono lavori ci sono limiti da 30, da 20… anche da 10… vuol dire andare a passo d’uomo.
Chi li rispetta?
Già il rispetto del codice unito al sano Unto e Michelangiolesco buonsenso sarebbero già tanto.
Poi tutto il resto è grasso che cola.
Proprio per urlare la rabbia contro quest’onda di violenza contro bambini, pedoni, ciclisti, domani, sabato 20 settembre, ci incontriamo alle 17.00 al Colosseo per un “MOBILITY DAI” (sì, dai, nel senso di “muoviti”).
Al Colosseo perché, oltre ad essere un luogo centrale, è anche luogo di scandalo, circondato da un fiume di traffico motorizzato puzzolente ed inquinante, che fa annegare il monumento più celebre di Roma in un fiume di vergogna.
Per un pomeriggio lasciamo perdere le mille divisioni che ancora animano il mondo della bici urbana, e che a volte sono pure giuste, e proviamo ad alzare la voce e la testa, prima che qualcuno ce la tagli fisicamente sbattendoci contro il selciato.
abbiamo sempre vissuto senza automobili a parte gli ultimi 100 anni circa, questione di qualche anno e vivremo ancora senza per forza.
già, siamo noi che siamo capitati male…spero che quelli di cui parli saranno i migliori anni della nostra vita.