Hai dimenticato la password? Clicca qui
Non sei registrato? Clicca qui

Il nuovo fissato

Redazione in Altro | 50 commenti

dragut1.jpg

Alessandro ha scritto a Ciclistica: Ciao, mi chiamo Alessandro, sono di Cosenza. Ieri ho finito di assemblare la mia prima fissa.
L’ho chiamata “dragut” in onore ad un Pirata che imperversava nel Tirreno nel XVI sec.

Il telaio è in tubi columbus SLX, un top di gamma negli anni 80/90, recuperato dal fondo di un magazzino. Mozzo miche primato pista a 32 fori e pignone da 14. Guarnitura sugino compact da MTB con distanziali per tenere la linea di catena. Manubrio MTB tagliato a 40cm.

Spero che la bici vi piaccia!

Ho anche iniziato un Blog:
http://visionifluide.blogspot.com/

spero che possa servire a diffondere la cultura della bici.

A presto.

50 commenti su “Il nuovo fissato

  • frank scrive:

    faraca … faraca… mhhhh questo nome non mi è nuovo…

  • mau scrive:

    Haraka Haraka, Haina Baraka

  • frank scrive:

    ah ecco!!! mi sono ricordato:
    http://digilander.libero.it/pinofaraca/

  • VisioniFluide scrive:

    Ciao Frank, sei di Cosenza o sei un’appassionato di Ciclismo?
    Faraca è un mito del ciclismo calabrese!

  • frank scrive:

    no, sono di milano. il nome faraca era forse sepolto nel cumulo dei ricordi (all’epoca avevo 10-15 anni), poi qualche tempo fa -ma non ricordo chi e come- qualcuno me ne parlò di nuovo, raccontandone la sua attività artistica successiva a quella ciclistica. di nuovo si è riaccesa una lampadina quando ho letto il nome sul telaio della tua bici.
    aproposito: molto bella.
    bello il manubrio ridotto praticamente a un tubo(40 cm? sei di corporatura piccola?). curioso l’effetto alla “occhi di marylin manson” dovuto ai copertoncini di diverso colore.
    mi sembra d’intravvedere anche un’alleggerimento sul corpo dei forcellini posteriori…

  • VisioniFluide scrive:

    Grazie Frank.
    non sono di corporatura piccola, ma penso che con una fissa brakeless sia essenziale la reattività, penso anzi di segarlo ulteriormente non appena avrò un po di esperienza.

    Il telaio era uno dei top per l’epoca e in quel periodo era di moda alleggerire tramite fresature, non solo i forcellini, ma anche la scatola del cambio è tutta forata….

  • Unto dal Pignone scrive:

    Quella dei manubri ipercorti è una delle minchiate dei moderni paninari, come il maglione di lana infilato nei pantaloni o le sigarette spente sul cuoio delle Timberland.
    Dicono che così si è più agili nel traffico: a parte le difficoltà nelle manovre, ma se il manubrio è più stretto dei pedali, che cazzo ci guadagni?! Ma siamo seri…

  • VisioniFluide scrive:

    beh, ancora non ho avuto un riscontro pratico, visto che sono solo due giorni che la uso(ancora non sono andato nel traffico intenso).
    è vero che in teoria se i pedali sono più larghi del manubrio lo spazio quello è, però spesso sono gli specchietti che danno fastidio, vedremo,
    Se non vi è reale necessità non li taglio ulteriormente.
    Però il manubrio stretto è più reattivo, certamente bisogna trovare un equilibrio, troppo stretto rende la bike troppo nervosa e faticosa da portare.

  • Aldone scrive:

    Il manubrio è allo stesso livello degli specchietti delle auto per cui se passano i piedi non è detto che passi il manubrio.
    Unto se parliami di manubri sotto i 30cm siamo perfettamente d’accordo: non servono a nulla, ma calcolato che la dimensione standard per un manubrio da corsa è di 42cm (si trovano da 40-42-44 con qualche raro 46) non vedo che problema ci sia a tagliare una manubrio da MTB intorno ai 40 cm.

  • frank scrive:

    un’altro fissato mi diceva che si trovava meglio col manubrio molto stretto per muoversi nel traffico. però mi da l’impressione che peggiori la guidabilità. ma forse sbaglio. per me continuo a riferirmi alla larghezza delle spalle, che permette una posizione più naturale delle braccia.

  • vale scrive:

    secondo me, oltre a quanto già detto da unto, più è stretto il manubrio, quindi l’impugnatura, meno espansione polmonare hai.
    comunque un’altra fixa in “terronia” è la benvenuta! :-)

  • chicco scrive:

    Bella davvero.
    Il manubrio strettissimo io l’ho avuto sulla mia prima 28, nel 75, (Italvelo, ce l’ho ancora e più o meno funziona) .
    Lo chiamavamo “a farfalla”.
    Non so se consigliarlo, anche se a me piace usarlo.
    La bici non è più reattiva con il manubrio così, al contrario tende ad andare solo dritta, diventa molto difficile girare l’anteriore e si tende a piegare di più.
    Il vantaggio invece è che si può tirare con forza il manubrio, in salita o quando si fa forza sui pedali.
    Con il manubrio largo da Mtb se tiri così giri la ruota.
    Io una volta, facendo una salita così, con il rapportone e tirando forte il manubrietto a farfalla l’avevo strappato via: si era disintegrata la pipa (tubo cromato saldato).
    Tanto per dire quanto si riesce a far forza.

    chicco

  • Unto dal Pignone scrive:

    Ecco, gli ultimi tre post sono una lapide al paninarismo. Non serve aggiungere altro…

  • frank scrive:

    mah sai unto, se una cosa la fa un pisquano solo perchè così fa figo, ti do assolutamente ragione. se invece la fa uno che ha corso in bici, penso che abbia anche un suo modo di stare in sella e di muoversi e quella che mi sembra una soluzione strana potrebbe avere un senso.

  • VisioniFluide scrive:

    Vi ricordo che per quanto riguarda le fisse sono un neofita e dunque sto facendo esperienza.
    Non farei nulla per “moda”, l’unico fine è quello di avere un mezzo che sia il più minimo possibile ma che al tempo stesso sia funzionale.

    Per ora sono tre giorni che la uso e il manubrio tagliato a 40cm mi va bene.
    contrariamente a quanto prevedevo all’inizio penso che non lo taglierò ulteriormente perchè così mi sembra ben equilibrato.
    Come dice frank poi è una questione di abitudine,
    Quando correvo in cross country già usavo una curva tagliata più stretta, sempre sui 40 con in più lo spazio alle estremità per i bar-end.

  • peo scrive:

    Chicco, se hai strappato il manubrio stretto è perchè il manubrio era debole, non venirmi a dire che un manubrio più stretto fa una leva maggiore di uno largo, dàiiiii!….

  • chicco scrive:

    Peo, certo il manubrio aveva qualcosa che non andava (mica sono superman), e naturalmente più il manubrio è largo più c’è braccio di leva.

    Il punto è che con il manubrio largo se pedali tirando forte con le braccia fai sterzare la ruota abbastanza facilmente (proprio perché hai più braccio di leva).
    Con il manubrietto a farfalla invece puoi tirare molto di più, senza farlo ruotare subito. Io e i miei amici, con bici simili, facevamo proprio questo, quando facevamo le salite con le marce lunghe.
    Non prendo spesso quella bici, ma ogni volta che la uso mi ritrovo ad usare quella tecnica, che con il manubrio largo non riesco a usare.
    Fate la prova, se vi capita di usare una vecchia bici con il manubrio a farfalla, vedrete che alla prima salita vi verrà spontaneo alzarvi sui pedali e fare forza tirando il manubrietto.

    chicco

  • peo scrive:

    No, chicco, col manubrio da 40cm, se lo muovi di 3cm sterzi di più che se muovi di 3cm un manubrio da 55cm, il manubrio stretto è molto più sensibile. il braccio di leva centra poco col farlo ruotare facilmente: una bici non ha mica bisogno del servosterzo o della demoltiplica, basta inclinarla appena appena perchè sterzi, soprattutto in salita dove si va piano (l’effetto giroscopico della ruota, che è il vero ammortizzatore di sterzo, è minore), la leva che si fa col manubrio largo va vista proprio in relazione alla posizione di tutto il corpo in piedi sui pedali, con le braccia che tirano e mollano in contrasto con le gambe. Invece se pedali in salita da seduto sono daccordo che puoi tenere le mani un po’ più strette e il busto più piegato in avanti (così lavorano anche i glutei), in quel caso si riesce ad aggrapparsi un po’ di più senza causare troppi sbandamenti se si tira in modo diseguale con le braccia (e succede perchè le gambe spingono alternativamente, solo i corridori che fanno decine di migliaia di km li vedi in salita seduti a mulinare le gambe e tenere il busto e le braccia in asse)

  • pippi scrive:

    io non riesco a capire perché in città dovrebbe andare meglio il manubrio stretto per via degli specchietti. No, perché vi fate problemi se accidentalmente ne salta qualcuno?

    In realtà nel traffico è molto più importante una buona rapidità e precisione nelle manovre all’ultimo minuto, specialmente in fissa o comunque in bc da corsa, quindi io prediligo una curva abbastanza ampia. 40 cm mi sembra un po’ al limite.
    Poi la curva protegge abbastanza bene le nocche dallo scontro con i celebri specchietti, carrozzerie e portiere varie, potendo ritirare le mani senza lasciare il manubrio.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Frank, io non accuso nessuno in particolare ma faccio solo un discorso in generale. Avere un manubrio largo come le proprie spalle o poco meno è il miglior compromesso (anche per i motivi citati da Valentina), in ogni caso 40-45 cm sono già ok. Manubri da 30-35 cm (li ho visti!…) sono una minchiata di chi vuol fare il di più: che cazzo ti servono le pedivelle da pista da 165 (vuoi mettere quel mezzo cm…) se poi non pieghi mai perchè non riusciresti a controllare la bici?!…
    Milonga ha un manubrio da 45 (che sto pensando di ridurre a 40), spesso quando devo zig-zagare tra le macchine ferme al semaforo per portarmi in pole position noto che una leva maggiore mi aiuterebbe ad esser più fluido (ma non sarebbe Tango…). Quindi un manubrio da 30-35 cm che agilità ti da nel traffico?! Se guidi sui binari come un tram o sulla pista Polistil come una Lotus elettrica ok, ma se sei nel traffico milanese col manubrio da 35 cm vai solo dritto…

    p.s.: i manubri compositi da crono (aerobar) hanno le prolunghe frontali per guidare aerodinamici, ma hanno le alette laterali per curvare. Sarà un caso…

  • massi scrive:

    Ne vedo tanti di manubri stretti sulle fisse, quelli così detti da freestyle sono cortissimi tanto che ho chiesto a uno come facesse a controllare bene il mezzo manovrando praticamente sulla pipa, mi ha risposto che era questione di abitudine, ma poi dopo un mese l’ho rivisto con una piega da pista…insomma penso che ognuno debba trovare il proprio compromesso. Una leva più è stretta e maggiore è la sensibilità di ogni movimento e più forza bisogna imprimere per effettuarlo; d’altra parte in città per esempio il manubrio corto può essere molto utile perchè certi specchietti sono molto duri e una volta mi sono cappottato di colpo per averne toccato uno.Comunque quasi sempre io tengo la piega entro una trentina di cm ma quando c’è un bel dislivello o la manovra si fà difficile prendo letteralmente la bici per le corna.

  • massi scrive:

    @ Alessandro- Mi sono come al solito dimenticato il commento: bella, proprio bella complimenti!Ma la corona quanti denti ha? Ma le gabbiette sono di plastica? Ma la pipa è cinelli?

  • VisioniFluide scrive:

    grazie massi, non è proprio come la volevo.
    Purtroppo non ho trovato il cerchio da 32 fori nero per il posteriore,
    il blu del telaio non è che mi faccia impazzire, ma volevo usarla subito, la rivernicerò più avanti, con le brutte giornate.

    La pipa è una vecchia 3TTT forgiata, recuperata da un’altra bici.
    Le gabbiette sono in plastica, come il pedale che è un misto di plastica e acciaio.
    Questi li avevo in magazzino, ora sono alla ricerca di pedali 100%metallo.
    La corona anteriore fino a ieri era da 42, con il 14 dietro.
    Oggi l’ho cambiata, da noi ci sono poche pianure (dove lo trovo perfetto) e molti saliscendi, il 42 è troppo lungo per imparare a destreggiare la fissa su questi percorsi.
    Oggi ho messo un 36 ed è perfetto! in pianura pedalo un po a vuoto, ma sui saliscendi controllo molto meglio il mezzo ed inoltre mi permette di imparare meglio la tecnica dello skid.

  • Aldone scrive:

    “Oggi ho messo un 36 ed è perfetto!”

    :-)

  • Unto dal Pignone scrive:

    A proposito di pedali, qualcuno sa dove si possono recuperare i tappi dei vecchi pedali a gabbietta?! Ho la cantina piena di Campagnolo, Miche e Gipiemme ma perdo continuamente i tappi!… :-(

  • NataN scrive:

    Veramente bella, ma io vedrei meglio il cerchio nero dietro e la catena mi sembra poco tesa…
    Complimenti cmq!
    Ciao NataN

  • VisioniFluide scrive:

    @NataN, purtroppo quello nero dietro non l’ho trovato!
    considera che sto a Cosenza, non c’è molta scelta….

    La foto l’ho fatta appena uscita dal “laboratorio”, non appena l’ho provata ho notato la catena poco tesa, ma ormai dopo qualche giorno di uso ho già cambiato anche la corona anteriore….

  • Unto dal Pignone scrive:

    Non riuscivi a trovarne uno uguale a quello dietro, però da 36, da mettere davanti?!…a proposito, se qualcuno avesse un cerchio da 28, meglio se qualche avanzo di cantina vintage… :-)

  • Lanerossi scrive:

    Oh, se la rivernici sei un disgraziato: è bellissima così!
    Comprati un telaio nuovo piuttosto, così lo fai con la grafica che preferisci!!!

  • NataN scrive:

    ad un semaforo a Milano dopo un surplace durato 2 minuti c. (ovvero la durata del semaforo), al riavvio mi sono impuntato e credendo di trovare un appoggio all’albero vicino, ma fuori portata sono rotolato a terra non riuscendo ad estrarre il piede dalle cinghiette: escoriazioni al braccio dx con vistosa ammaccatura al gomito, una storta al piede dx… per il resto tutto a posto… adesso non so quanto ci metterò a guarire, ma in bc ci vado lo stesso… che pirla… non so come sia successo!

  • jacopoL scrive:

    scusate, sono un po’ OT.. sto sistemando la vecchia mtb bianchi primi anni 90 con cui giro per roma e avrei bisogno di qualche consiglio. ad esempio vorrei mettere una guarnitura anteriore con corona singola (ho già tolto il cambio) ma non so né il passo del mozzo né quale sia la scelta migliore per mantenere la corretta linea di catena. c’è un forum dove chiedere?

  • VisioniFluide scrive:

    Sulla mia c’è una guarnitura MTB.
    Per mantenere la linea di catena ho messo dei distanziali tra la corona e lo spider.
    Prima scegli il mozzo posteriore,
    Se hai un telaio con i forcellini dritti non hai molta scelta,
    o sei fortunato e con un normale mozzo a ruota fissa, combinando diversi pignoni e corone, riesci a trovare la giusta combinazione che ti garantisce una catena in tiro,
    oppure ricorri al mozzo ENO che ha un perno eccentrico.

    Trovato il mozzo posteriore allora avrai il valore della linea di catena.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Jacopo, il forum è questo! Come ti ha detto Visioni fluide, mettere un distanziale (magari a sinistra del mozzo) è la maniera più facile per correggere la liena catena, correggendo successivamente la campanatura dei raggi…

  • jacopoL scrive:

    ho scritto passo del mozzo, intendevo passo del movimento centrale: sarà inglese? l’esigenza di cambiare guarnitura viene dal fatto che le tre moltipliche che ho montate hanno tutto l’aspetto di essere un pezzo unico, è possibile?

    per quanto riguarda il mozzo posteriore vi confesso che vorrei procurarmi il nexus a tre velocità col freno a contropedale. non è fixa ma mi sembra la soluzione più pulita per il mio stile di guida di tutti i giorni.

    un altro problema ce l’ho con la sella troppo bassa. non so se è colpa del telaio in acciaio al carbonio che a quanto pare ossida facilmente, ma il reggisella si è praticamente saldato nel telaio. le ho provate veramente tutte, non so che fare.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Jacopo, un po’ d’ordine.
    1) Perchè vuoi cambiare il movimento centrale?!…
    2) Che la guarnitura abbia tre corone e tutte fisse invece che avvitate mi sembra mooooooolto strano…..le guarniture di molti anni fa avevano la corona più grande fissa che formava con la pedivella un pezzo unico, ma le altre corone erano sempre avvitate. Foto?!…
    3) Sei arrivato al punto di non ritorno. Devi scavare un taglio orizzontale nella parte alta del tubo sella (che lubrificherai all’imbocco del telaio), ci infili un asta di metallo (abbastanza lunga per far leva) e giri energicamente.

  • jacopoL scrive:

    il movimento centrale se posso non lo cambio, però devo trovare una guarnitura compatibile giusto? l’attacco sarà a perno quadro? la guarnitura attuale è questa: http://picasaweb.google.com/jacopoL14/Bici

    per il mozzo posteriore nexus inter-3 ci sarà bisogno di qualche distanziale? il mio telaio ha la larghezza della battuta di 135mm

  • jacopoL scrive:

    il movimento centrale se posso non lo cambio, però devo trovare una guarnitura compatibile giusto? l’attacco sarà a perno quadro? la guarnitura attuale è questa: http://picasaweb.google.com/jacopoL14/Bici

    per il mozzo posteriore nexus inter-3 ci sarà bisogno di qualche distanziale? il mio telaio ha la larghezza della battuta di 135mm

  • Unto dal Pignone scrive:

    Mai visto una guarnitura fatta così (sì, lo so, sembra la tipica scusa dell’ufficio assistenza garanzia…), attendiamo il aprere degli esperti. Però secondo me se la smonti dal movimento centrale, all’interno troverai come smontarla.
    Il mozzo Nexus è piuttosto largo anche se non ricordo la battuta esatta. Così a memoria però non mi pare arrivi addirittura a 135, quindi forse un distanzialino o un paio di rondelle toccherà metterle…

    p.s.: alla Stazione delle Biciclette vendono il Nexus, secondo me ti sanno dire la misura esatta della battuta.

  • jacopoL scrive:

    su http://sheldonbrown.com/bbsize.html#acera dice che le guarniture shimano altus (1994-2001) hanno effettivamente le moltipliche rivettate.. bella schifezza! XD

  • caesar scrive:

    Unto, non ho capito bene il modo che descrivi per sbloccare il cannotto sella dal telaio, potresti rispiegarlo?

    per chi non lo sapesse, è il motivo per cui bisogna lubrificare bene il cannotto prima di infilarlo, evitare la fusione a freddo! non solo il calore infatti, ma anche la pressione fa fondere e quindi saldare.
    (è come stringere un cubetto di ghiaccio tra le dita, si scioglie prima perchè appunto la pressione alza la temperatura di solidificazione)

  • mauro scrive:

    Corone rivettate, Altus non è l’unico gruppo che ha le corone così, quasi tutta la bassa gamma non ha le corone libere. Il perno è quadro, perciò va bene. Il mozzo Nexus: anche se ha le battute più strette, dovendo montare la ruota puoi fare come fanno tutti quelli che devono centrare il pignone con la corona, metti un distanziale dal lato che serve, tanto poi il cerchio lo monti dopo, centrato.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Caesar: è un metodo che ho sperimentato in preda alla disperazione. Ovviamente funziona coi canotti sella da poche lire, quelli che hanno il clamp per fissarli alla sella (tipo Brooks).
    Hai presente come sono le normali viti a taglio?! Devi creare una taglio sulla sommità del canotto, e poi infili nel taglio un’asta di metallo e fai leva girando. E’ l’unico modo che ho trovato per risolvere il problema sui vecchi telai arrugginiti, ovviamente devi mettere in conto di sacrificare il canotto (per questo dico che funziona per i canotti tradizionali, mentre per i reggi-sella di fascia alta è un po’ un peccato…).

    Jacopo: adesso che mi viene in mente, una volta ho smontato una corona rivettata semplicemente trapanando i rivetti. Ma era una guarnitura cinese di latta da passeggio, non pensavo esistessero guarniture “teoricamente” più serie come le Shimano fatte così…

  • mauro scrive:

    prima svitol sul bordino tra cannotto e tubo, lascialo muginare un paio di giorni. Poi stringi il cannotto in morsa e fai girare il telaio così fai più leva

  • Unto dal Pignone scrive:

    Il problema della morsa è che a volta stringendo per aver abbastanza presa accartoccia il canotto, per questo inventai quel mio sistema…

  • jacopoL scrive:

    unto: se non trovo nessuna guarnitura di recupero provo a trapanare i rivetti, di certo è la soluzione più economica.

    l’attuale linea di catena, misurata sulla corona grande da 38 denti, è di ben 55mm.
    ad occhio (foto: http://picasaweb.google.com/jacopoL14/Bici/photo#5223583899205725138 ) direi che si potrebbe spostare verso l’interno di 5mm, ma già una eventuale corona da 42 denti credo andrebbe a toccare i foderi posteriori del telaio.

    probabilmente mi conviene mettere un distanziale al posto delle corone più piccole e lasciare ferma la corona grande a 55mm, giusto?

  • frank scrive:

    “Ma era una guarnitura cinese di latta da passeggio, non pensavo esistessero guarniture “teoricamente” più serie come le Shimano fatte così… ”

    se vuoi te ne regalo 1

  • Unto dal Pignone scrive:

    Jacopo, in teoria sì. Nelle guarniture di solito si tolgono le corone interne (quelle più piccole) e si monta al loro posto quella grande (che così viene montata in posizione più interna). Però nel tuo caso le corone sono rivettate e non so se si può fare.
    I distanziali di cui parlavamo andrebbero messi a sinistra sul perno del mozzo. In modo da far sì che il mozzo risulti più spostato a destra, col pignone che va verso l’esterno per incontrare la linea catena della corona.

  • jacopoL scrive:

    in realtà l’ideale sarebbe rimediare una guarnitura usata da mettere al posto di questa tripla rivettata.
    il problema anche in quel caso è che in posizione più interna (diciamo dove ora si trova la corona più piccola) un ingranaggio grande proprio non c’entra perché tocca il telaio.

  • mauro scrive:

    Puoi anche provare a smontare il movimento (sempre che non abbia le calotte semplicemente pressate dentro la scatola) e controllare se il perno ha le piste di rotolamento non al centro ma spostate, cioè che l’asse sporga più da una parte che dall’altra, spesso il lato corone (tripla) è più lungo. Allora rimonti il perno girato destra/sinistra così il lato corto è dal lato catena e la guarnitura che monterai resterà più vicina al telaio (linea di catena più stretta). Sei sicuro che le corone siano rivettate e non semplicemente puntate assieme con l’elettricità? In questo caso non puoi staccarle senza distruggerle.

  • Michelangelo scrive:

    Leggo adesso…
    proprio poco tempo fa, su una MTB di nota marca italiana con Shimano sis ho trovato una tripla con le corone saldate, non avendo grossa dimestichezza con il tipo di bici, mi è rimasta impressa proprio perchè mi ha fatto pensare che sarebbe stato impossibile recuperare la corona per fissazioni.
    Per sbloccare il tubo sella, meglio dello svitol è quella nera bevanda americana venduta in lattine rosse, lasciala li una notte e con il sistema di Unto riesci a tirarla via, se la tacca la fai con una lima a ferro adeguata, ti viene comodo infilare nello spacco una chiave inglese con la quale fare leva, alla fine riesci anche a rimontare la sella…
    M!!!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>