21.10.2008
Il sogno che si avvera
Alberto in News | 112 commenti
Sta per cominciare la nuova ciclorivoluzione che rimetterà in sella Milano
Prima al Bicycle Film Festival.
Subito dopo tra piazzale Lotto e piazza Amendola.
Finalmente in Rete.
Tutto comincia con una affilata piuma d’acciaio per ferire le strade della città.
Verniciata di passione allo stato puro.
Unica e inimitabile.
Ciclistica Corse.
112 commenti su “Il sogno che si avvera”
cosa si intende per “un’affilata piuma d’acciao”?
M!!!
Di più, vogliamo sapere di più!!!
“Ciclistica corse” verra’ presentata al Bicycle Film Festival di Milano e sara’ una linea di bici da pista con diverse caratteristiche ma per ora non anticipiamo nulla perche’ devono essere valutati ancora gli ultimi minuziosi particolari, ci stiamo lavorando.
bellali
si, insomma: anche ciclistica entra nel mercato (sia pure d’elite)
la serranda che si alza!!
bella menthos, fendiamo la città
Ciclistica tecnicamente “entra nel mercato”, perché venderemo bici, accessori e manutenzione. Ma c’è ben altro: abbiamo deciso di seguire il vecchio motto “pensa globale, agisci locale” per realizzare i nostri sogni.
Ciclistica Corse è biciclette, ma è anche il modo di rendere reale il nostro sogno di una città che pedala. Un luogo in cui ogni ciclista urban* saprà di trovare un’oasi popolata da marziani come l*i.
Perché la rivoluzione non sia motorizzata serve che i ciclosogni prendano forma e sostanza. Forma da pista, ma una pista d’asfalto. Sostanza d’acciaio, del più nobile e puro.
Il Reverendo Menthos sta trasformando le sue visioni creative nella bicicletta più feroce della storia. E sarà solo l’inizio.
si e’ vero, ciclistica si sta preparando ad entrare nel mercato.
secondo me anche nel commercio c’e’ modo e modo di farlo, con alberto e amici ne abbiamo discusso a lungo e speriamo di riuscire a farcela come abbiamo deciso, sara’ il lavoro e il tempo a giudicarlo.
come prima mossa partiamo con quello che sappiamo fare meglio, quello che anche ci piace di piu’, una bici con molte caratteristiche da pista ma pensata per essere usata tutti i giorni, valutata in ogni suo particolare, dalla geometria del telaio ai materiali, alla possibilita’ di personalizzarne l’assetto e la componentistica. dalla bellissima esperienza fatta in questi quattro anni alla stazione delle biciclette di san donato con le bici a scatto fisso ora nasce “ciclistica corse”, speriamo una degna evoluzione della mitica 666.
MALEDETTI, così facendo toglierete lavoro ai cinesi e di conseguenza la possibilità di crescita al mondo intero, diminuendo le commesse, i proprietari schiavisti della Repubblica Popolare Cinese, non perderanno occasione per licenziare dei poveri operai, per vessarli e mandare sul lastrico le loro famiglie, ecc…
Pensateci alle conseguenze delle vostre azioni, un battito d’ali di farfalla può creare un’uragano dall’altra parte del mondo.
M!!!
M!!!, la vuoi piantare co ‘sta storia? almeno per questo post
e poi, non è che non ce ne importa dei cinesi; anzi, vorremmo farli andare tutti in bici come una volta…
poi, è vero, siamo protezionisti, menefreghisti e pensiamo prima ai fatti di casa nostra
veramente non rubano ai cinesi, rubano il lavoro a me.
eccheccazzo mo’ tutti a fa’ telai personalizzati con geometrie strane e in acciaio.
ma guarda te, uno non può avviare un’onesta attività di sovversione mentale sociale e fisica che subito lo copiano….
non copiano: si sono sovvertiti
posso suggerire qualche accessorio? io necessito almeno anche di parafanghi e portapacchi, e non penso di essere il solo.
allora questa bici non fa per te
@menthos; sei un settario, classista e “fissato”…
vuol dire che io, papà volontario, babbocanguro e qualche altro strano individuo riciclatore, faremo la comunità delle bici “accozzode pezzi” e vi attaccheremo.
M!!!
evvabbé, mi arrangerò … la prossima volta che passo dalla stazione a san donato, porterò dirette le vive proteste
suggerisco il prossimo “pezzo”: bici da corsa specificatamente per l’Eroica. Fatta oggi. Non una vecchia bici di allora. Una bici nuova, vecchia di oggi.
La comprerei domani.
sto per farmene una così.
rigorosamente ricoperta di ruggine (rrr).
con un mozzo posteriore sturmey&archer….
Le bici vecchie di oggi sono l’evoluzione della Pininfarina dell’Esso.
Le bici vecchie sono un omaggio a quanto l’Italia ha prodotto nel campo della bici e per questo bisogna (non si può o bisognerebbe) restaurarle e dare loro nuova vita (non dietro le teche di un museo del Ghisallo).
Le bici nuove possono rifarsi ad uno stile o crearne un altro che lo richiama.
Io avrei bisogno di un accessorio a scatto per allacciare il carrello della spesa al portapacchi della bici… così non devo mettermi sempre a tracolla la borsa, che con le bottiglie del barbera e dello chardonnai pesa e mi sbilancia. Ne ho costruito uno che quando ve lo farò vedere schiatterete certamente! L’ho costruito con gli accessori per montare la dinamo per le luci… A presto all’ESSELUNGA!!!
ho buttato la macchina e ho preso la bici, sono ringiovanita di 6 mesi… Tody ^__*
“Subito dopo tra piazzale Lotto e piazza Amendola”
quindi un negozio fisico??
qualunque cosa sia in bocca al lupo!
Se pur giunge sol l’eco lontana di tal mercantile ac philosophica tenzone financo in esta terra desolata et assolata, immantinente lodo cum humilitate et devotione.
ps: Et in ispecie in esti scelerati tempi de “incentivum gubernativo machinae rotamatzione”
@M! Mi piacerebbe tanto sapere che lavoro fai!
@peppo; occupomi di controllo degli alimenti, in particolare il coordinamento tra diverse autorità competenti (quasi impossibile perchè ognuno sbandiera la propria camicia) e particolari tipi di controllo fatti in autonomia.
C’è un preciso motivo?
M!!!
lanerossi, non concordo in toto.
Non è vero che le bici di oggi (parlo delle corsaiole) sono necessariamente brutte.
Molte lo sono. Penso alle Wilier, che paiono porsche arroganti, ad esempio, con quell’obiquità della forcella posteriore pensata apposta per la “gara”.
Ma ci sono, penso ad esempio a Cinelli o De Rosa, o Passoni anche, bici da corsa con linee mozzafiato.
Un telaio XLR8 cinelli con i tubi leggermente più grossi dello standard e quei colori rock n’ roll-punk (per non parlare dei nomi) a me mette i brividi. Oltre alla voglia instancabile di sperimentare del capoccia: vedasi il lavoro che sta facendo con le fisse in america. Sicuramente rendendo “commerciale” un’indea romantica, e magari anche un po’ in ritardo sui tempi, ma, di fatto, contribuendo a renderla u baluardo nell’immaginario a pedali del nuovo millenio.
la bici per l’eroioca è una provocazione: non pensare al passato come “buono e sempre” in assoluto, e vedere il presente (delle bici) come schifo e consumismo, per forza. Quindi l’invito è a fare una bici “di allora” oggi. Con i materiali magari di oggi. L’acciaio di oggi, se si vuole, e le guarniture di oggi. Ok anche 42X23, ma magari, perché no, proponendolo a Campagnolo o Shimano o anche, il tanto vituperato, Sram. potrebbe essere una scommesa. Chissà. Val la pena tentare.
Intanto, dateci dentro.
I pedali son sempre benaccetti.
Ieri ho fatto un calcolo: in un anno (da ottobre 2007, diciamo) ho fatto circa 8.000 km in bici (considerando anche gli spostamenti urbani) e 5000 in auto. E non sono di quelli che odiano l’auto in toto, eh. Altrimenti non l’avrei.
Io credo che qualcosa voglia dire: anche per il solo piacere (molto del mio è solo piacere), di fatto, il mondo va più a pedali che a motore. Perché? Perché è più bello. Oltre che più ecologico, se vogliamo “politico”.
Per questo: guardiamo avanti, non solo indietro.
Che si pedalerà sempre di più e meglio. Dappertutto.
@Tody hai provato con un moschettone da roccia?
ma cosa fai? attacchi uno di quei carrellini da sciura maria al portapacchi?
interessante, secondo me col moschettone ce la faresti (occhio che deve essere snodabile)
@Michelangelo grazie per avermi citato tra i “nobili riciclatori”
local , il mondo va più a pedali che in bici perchè può permettersi più bici che auto e scooter, vedi cina, vietnam, indonesia, brasile, dove le auto sono aumentate paurosamente con il primo crescere del reddito. Che qui da noi si stia tornando alla bici perchè sta arrivando lo tsunami economico è un altro discorso. Tra l’altro è vero che le vendite di auto stanno scendendo di percentuali a due cifre, ma di auto ce ne sono sempre di più, comunque. Al di là dei presenti quattro intrippati che vanno in bici per scelta, ma che si tengono per bene l’auto in garage, non è che stanno cambiando molto le coscienze in generale…anche perchè dall’alto si osteggiano i piani per l’industria sulla riduzione delle emissioni, si prevedono stanziamenti per l’industria automobilistica ecc…certo i 12.000.000 di lavoratori in europa del settore auto hanno le loro buone ragioni, non è che in nome della ruota fissa e dell’eroica si può pretendere che vadano “a spasso” tutti, magari in bici. Vedremo cosa succede nei prossimi due anni.
Le bici “di allora” fatte oggi, sono esattamente le bici che fanno oggi, con più varianti su materiali e componenti perchè l’industria lo permette, ma sempre il massimo che (si pensa, oggi come allora) la tecnica-industria-mercato permettono di realizzare. Che poi uno pensi all’artigiano che saldava amorevolmente i telai uno alla volta quando vede una vecchia bici è un’altra cosa, ma è lo stesso coi mobili, o altri prodotti: è cambiato il modo di costruire. Chi vuole la Pegoretti o la Crisp in titanio, la può avere, se può permettersela. Non pensare che una volta te le regalassero le bici belle, anzi, costavano, in proporzione, molto di più di quelle costose attuali. Gli altri andavano a piedi o aspettavano l’occasione, per anni. Adesso tutti possono avere una bici economica (fino al limite del rottame-nuovo), così come puoi scegliere il mobiletto ikea mezzo in legno indonesiamo e mezzo in fibra pressata chiuso dietro con lo scotch, oppure il mobile intarsiato in noce o in rovere di slavonia, che costa come tutto l’arredamento della casa elettrodomestici compresi del mercatone. Io ho la fortuna di avere la Dei a bacchetta di mio nonno fine anni ’50 quasi perfetta, una buona bici a bacchetta (non la perfezione come tanti sostengono, e comunque anche Dei era un costruttore grandissimo dove si lavorava in serie 10/11 ore, non penso con le attrezzature “a norme”, perchè le norme neanche c’erano), d’epoca, e ho anche il mobiletto-dispensa che avevano in cucina, fatto con assi di recupero, mezzo storto, senza i vetri (perchè costavano) ma al loro posto la muschirola (una reticella) per non fare entrare le mosche. Fa schifo, non so neanche perchè è ancora in cantina, ed è anche più vecchio della Dei. Ma fa schifo, nessuno lo rifarebbe oggi così.
il comparto “auto” è sempre ai vertici. Non ci piove. Ma il comparto bici sta cresendo. A me non interessa il perché. Interessa che lo faccia. vedo la bicicletta come “Blla in sé”. A prescindere dal suo essere mezzo alternativo all’auto. Questo è il punto. La forza propulsiva della bici è che è bella di suo. Ho fatto tanti sport, ma nessuno mi ha dato e preso come questo.
Sul costruire bici, sono sostanzialmente d’accordo con te. Il fatto che oggi chiunque possa permettersi bici che una volta costavano molto di più, ha, a mio avviso, migliorato e di molto la sitauzione.
o no?
@certo i 12.000.000 di lavoratori in europa del settore auto hanno le loro buone ragioni, non è che in nome della ruota fissa e dell’eroica si può pretendere che vadano “a spasso” tutti, magari in bici@
Ma perchè, qualcuno s’è preoccupato di tutti gli artigiani che a cavallo tra gli anni 80 e 90 hanno cambiato mestiere perchè tutti volevano le Biemmeìcs o le Mauntenbàic Made in USA (per qualcuno Taiwan è una cittadina del Nebraska)?!…
Il progresso prevede sacrifici e sacrificati, ed oggi progresso significa rallentare il consumo del pianeta. E non in nome della fissa o dell’Eroica…
Esatto. E chissà se anche assicuratori, avvocati, bancari e compagnia, oltre a pedalare ecologicamente, risparmiando e quindi spendendo meno, poi diminuiscono anche le loro tariffe e onorari. Perchè, alla fine, sta lì il punto, se anche quelli che stanno in cima alla piramide, decideranno di accontentarsi di qualcosa meno di 30 volte il reddito di quelli che stanno in basso.
>lanerossi, non concordo in toto.
Non è vero che le bici di oggi (parlo delle corsaiole) sono necessariamente brutte.
Chi ha mai detto questo?
Io ho detto che la riedizioni di bici stile vintage di moda oggi mi fa pena (riassumendo). Perchè giocando su un gusto che oggi va di moda proponendo prodotti scarti (facendo un complimento).
Anche all’interno di questo ci sono dei begli esempi comunque. Ecco, quelle sono le bici nuove dal gusto classico che si propongono come bici nuove, non come bici finto vecchio.
1) Ci fate vedere almeno un forcellino della “lama d’acciaio”, o un altro dettaglio insignificante ingrandito?
2) Mi pare di capire che non è stato contemplato un modello a 5-7 rapporti; per pura curiosità, è prevista una versione ciclocross per gli scollinatori di campagna e di città?
3) Leggo che Rotafixa sta armeggiando con uno sturmey&archer: si tratta di mozzo a rapporti interni? Oppure scriveva uno dei suoi numerosi imitatori?
in effetti non sarebe male vedere che ne sò…un forcellino…un fodero…una congiunzione…giusto per sbavare un pò in attesa di vedere la “Piuma d’Acciaio” in tutto il suo splendore al BFF…
SIETE DEI PERVERSI… NON SI SPIA DALLA SERRATURA.
M!!!
P.S. E’ ECCITANTE MA NON SI FA O MEGLIO, NON SI CHIEDE DI FARLO…
M!!!
@ Michelangelo
è colpa del feticismo fissaiolo…
Risposta cumulativa: per ora non c’è nulla da vedere, è tutto allo stato di acciaio puro o poco più. Comunque una cosa è certa: Ciclistica saprà stupire tutti, davvero non avete idea. Ovviamente non “tutto subito”, un po’ per volta, con garbo e attenzione ai dettagli (tra cui quello ostico, gli euro). E componentistica “of-the-madon” pure!
non e’ per fare i fighi che non facciamo vedere nulla ma solo perche’ si sta tutto ancora saldando, avrei solo un paio di scatti digitali di pezzi grezzi fatti dal telaista ma ero cosi bollito dal viaggio che sono venute di merda e quindi ve le risparmio per rispetto degli oggetti.
queste bici, per ora le prime, sono state fatte, diciamo “su misura” sopratutto per realizzare qualcosa che qui vicino, di qualita’ e con queste caratteristiche non e’ possibile avere.
condivido moltissime cose dette da local hero e mau, infatti nel negozio/officina di Ciclistica si investira’ su prodotti di vario genere e gamma specializzandosi sulla citta’ e sul viaggio pur senza farci mancare il nuovissimo Cinelli XCR.
da qui partono un mondo di derive, dal fisso al ciclocross fino alle bici a bacchetta.
sicuramente ci vorra’ un annetto per tararsi bene e a parte gli scherzi siamo qui per ogni tipo di suggerimenti e critiche
interessante tutto.
al di là della persona discutibissima, ho trovato interessante il negozio di lance armstrong in america. Mi sono sempre chiesto perché no anche a Milano. Vuoi vedere che è la volta buona?
Nel frattempo però mi preoccupo per me stesso: io pedalo anche (anzi, direi prevalentemente) fuori dall’urbe e prevalentemente su terreni ondulati. Ho in testa un sogno: la maratona dles dolomites, percorso lungo, 140 km, 4.100 m. di dislivello.
troverò qualcosa anche per me?
altrimenti pazienza.
ho 4 bici. forse è ora di farmi la quinta.
@mau on illuminante condivido e da sempre sono convinto che il punto sta proprio lì nella piramide che differenzia di 30,100,1000 e più volte i redditi di quella schiera di oligarchi parassiti burocrati che forse però i più aspirano ad emulare anzichè indignarsi e passare a fil di forca!!!!
@ rorafixa rugginoso anche lo sturmey archer?
come la metti con il cavo comando? non slitta?
“Cosa vuol dire “qui vicino”? quanto lontano andate a farli fare?”
taiwan?
non evrei i soldi per permettermi un volo a taiwan ma non ti nascondo che mi interesserebbe andare a vedere di persona cosa succede da quelle parti
mi rattrista vedere che questo sito, nel quale sempre viene sbandierata l’intelligenza e l’apertura mentale dei ciclisti rispetto agli omini intrappolati nelle scatolette, in realtà sia lo specchio del vivere quotidiano dove c’è un continuo tentativo di sopraffazione e prevaricazione sul prossimo, colmo di contraddizioni ed ipocrisie:quando si afferma che “tutti dovrebbero andare in bici” già si compie un tentativo di limitare la altrui libertà a spostarsi come si desidera, negando agli altri ciò che si desidererebbe per se. Anche dando per buona l’affermazione, allora si sarebbe portati a pensare che ogni ciclista sia ben accetto, e quanto più economica e riciclata è la bici, tanto meglio, giacchè “l’importante è pedalare, per la salute propria, degli altri, il risparmio energetico, etc. ect”. In realtà poi si scopre, mentre si naviga sul sito, che la bici deve essere rigorosamente fissa, nonostante la pericolosità obbiettiva nel circolare con un simile mezzo, nonostante il costo dello stesso, dei suoi componenti e del telaio, causa la loro scarsa diffusione. Continuando poi a navigare si legge ad esempio di una persona – che tale non si può definire – che per vendicarsi di una manovra scorretta subita da un automobilista si lancia contro lo sportello oppure lo minaccia con la catena della bici, oppure si inventa un manubrio istantaneamente smontabile da usare come manganello: sono atteggiamenti aberranti che denotano tutta l’ipocrisia di persone che per il solo fatto di usare la bici pensano di essere nel giusto. Ovviamente per questo messaggio pioveranno insulti ad iosa, coerentemente con lo stile dei frequentatori del sito. E ciò confermerà solo quanto affermo.
nonostante la pericolosità obbiettiva nel circolare con un simile mezzo, nonostante il costo dello stesso [cosiddetto cut]
Ovviamente per questo messaggio pioveranno insulti ad iosa
guarda, lo so bene che pròvochi e vuoi attenzione/disturbo.
ma il vaffanculo non te lo eviti ugualmente
e quindi vaffanculo.
spero che altri non mi seguano in questa (purtroppo obbligata, visto che leggono anche persone per bene) contumelia
non confermerà un bel fico secco, caro uno qualunque, perchè uno dei motivi per cui questa società va arotoli è pechè c’è gente come te che non capisce il confine tra serietà e scherzo.
la serietà è dire che la bicicletta è utile al mondo, a noi e alla gente che ci sta intorno.
l’ironia è dire che la fissa è meglio;
(innanzitutto noterai che sono opinioni espresse liberamente da persone esterne alla redazione)
ovviamente ognuno pensa sia meglio quello che usa lui, e solo i superbi o gli ironici lo dicono. la fissa è molto piu divertente di alte bici, ne ho provate parecchi tipi in città e testimonio. non è difficile immaginare come possa ironicamente un “fissato” dire che tutti dovebbero avere la fissa.
sull’uso della parola “dovrebbero”, non hai notato che è ben diversa da “devono”: “tutti dovrebbero andare in bici” è una frase legittima e piena di buon senso; “tutti DEVONO andare in bici” è una frase che limita la librtà altui.
sul fatto che la bici fissa sia pericolosa per chi la pedala, la questione è alquanto contoversa, ma io la trovo divertente.
divertente perchè in primo luogo se scelgo di andare su un mezzo piu pericoloso per me che per gli altri, (mezzo peraltro che rispetta l’ambiente piu e meno prossimo a me, silenzioso, economico e poco ingombrante) essi dovrebbero ringraziarmi, e non darmi dello stupido.
divertente perchè uno stupido, che sia su una fissa, su una mtb, su una mongolfiera o peggio ancora (iddio ce ne scampi) su un suv, stupido rimane ed è pericoloso per gli altri et per sè.
divertente perchè chi va in giro in suv e mette in pericolo centinia di altre persone anzichè una sola non viene trattato così, ad esempio da te.
diverente perchè non è pericolosa affatto, se si sa usare una fissa senza freni è tanto quanto una bici con doppi freni a disco, perchè l’importante non sono le leve dei freni ma la testa. se vuoi frenare pochi secondi prima dello scontro o rallentare con abbondante anticipo, è una scelta tua, ma non venirmi a dire che chi rallenta è piu stuido…
qualcuno dice, e se succede qualcosa all’improvviso? la risposta la saprai se hai spulciato così tanto questo sito, ed è: nulla succede all’improvviso. basta essere abbastanza concentrati e chi è in fissa lo è.
ho usato la parola “divertente”: è da leggersi “tristemente divertente”, una sorta di comicità decadente…
parli di apertura mentale, ma dici anche che c’è gente che pensa di essere nel giusto solo perchè va in bici. questo dimostra che forse non hai tu abbastanza la mente aperta per capire che quella gente pensa di essere nel giusto perchè E’ nel giusto: non si aprono portiere senza aver controllato dietro, non si gira senza la freccia e (forse non per il codice della strada ma per il buon senso) non si stringono le curve se vedi un ciclista di fianco.
è giocoforza che qualcuno decida di farsi giustizia da solo, visto che nessun vigile multerà mai un’auto che apre la portiera inavvertitmente; ma la cosa non è poi così folle, chi non ha mai alzato un tergicristallo a un’auto che occupa un marciapiede perchè impedisce il passaggio dei pedoni?
come vedi non ti ho insultato, come invece hai fatto tu dichiarando addirittura non degna dell’appellativo di persona uno stimabile individuo che si è ribellato come ha potuto a una chiara infrazione, che lo metteva in serio pericolo.
chi è l’ipocrita ora?
au revoir
caesar /2618
perdonate la prolissità e i numerosi errori, colpa della tastiera troppo poco sensibile…
cz
@caesar; se non altro la tua è poco sensibile, quella di Unto è d’importazione parallela da chissà quale sfigato paese, quella di “Uno qualunque” è inutilmente utilizzata.
Prescindendo dall’ironia, che potrebbe non essere stata colta, mi permetto di scrivere due rigucce…
Sono quello che ha acciaccato lo sportello di un cretino che lo ha aperto senza pensare che qualcuno potesse giungere da dietro, lo stesso che anni fa, per una manovra uguale è finito a terra guidando una moto e ha visto l’all’epoca ragazza finire all’ospedale con la rotula spaccata a metà e ne porta ancora i segni; sono lo stesso che porta quotidianamente il figlio in bici, sul seggiolino davanti perchè è divertente e se è freddo, piuttosto che prendere l’auto, va in autobus, sempre con il bimbo, e glielo fa vivere come un gioco.
Piuttosto che prendere la macchina perchè oltre che stupido è quantomeno evitabile e nel mio caso è anche meglio.
Ti spiego perchè: perchè nel mio caso, l’essere isolato all’interno della scatola mi rende meno tollerante agli altri e di conseguenza antisociale, poco incline a sopportare i soprusi di chi sceglie di fregarsene di chi sta intorno, ME IN PRIMIS.
Si, mi ritengo migliore degli altri prorio perchè pronto a sacrificare qualcosa di me stesso e del mio tempo a bene della collettività della quale faccio parte, mi ritengo meglio degli altri perchè piuttosto che lamentarmi agisco, a volte sbagliando direzione ma non resto fermo a compiangermi. Sbaglia chi le cose le fa, non chi le lascia fare agli altri; non ti conosco, spero tu comprenda quello che ho cercato di spiegare e mi auguro che la stessa intraprendenza che hai avuto nello scrivere, tu la metta anche ne vivere. Sono sicuro tu sia più bravo di me a sopportare i soprusi che quotidianamente la città ci obbliga a subire, in genere ci riesco, alle volte meno (non in senso fisico, anche se, qualche volta lo vorrei fare).
P.s. la fissa non è pericolosa, pericoloso può essere chi la guida, come un qualsiasi altro mezzo;
la fissa non è costosa, ti recuperi una vecchia bici con i forcellini orizzontali, togli tutto quello che ti va di togliere e lasci quello che ti va di lasciare, sostituisci la rutoa libera con un pignone fisso e il gioco è fatto; costo dell’operazione? intorno ai 7, 8 neuri.
http://www.ciclistica.it/2008/04/lammassoderuzza.html
Augurandomi di conoscerti meglio…
M!!!
2 cose 2.
1 sì, penso che TUTTI dovrebbero andare in bicicletta. Perché? Perché se ti vuoi spostare più in fretta che a piedi è l’unico mezzo che consente di farlo senza inquinare e senza uccidere. Punto.
Detto questo intendo dire che tutti dovrebbero cercare di andare o quanto meno di “considerare” il mezzo bici come una risorsa più unica che rara.
Dunque, l’auto dove puoi, come in città, non la usi più. Se non lo fai, per me stai recando del danno, che tu lo voglia o meno, agli altri.
2 cosa: s è vero qui la bici sembra che debba essere rigorosamente fissa. E concordo: è una forma di itnegralismo quanto altre. Ma c’è anche gente che sta cominciando ad accorgersene e a provare altri modi di pedalare. La storia, della bici, è fatta, grazie a dio, di corsi e di ricorsi. si comincia a parlare di Eroica, e dunque di bici che i pignoni e la ruota libera li hanno pr forza. si discute di ciclocross, si parla di bici a bacchetta. La fissa, anzi, secondo me ha i minuti contati. oddio, cosa ho detto….
Non esiste una bici meglio delle altre, si deve relativizzare; di sicuro la bici è meglio dell’auto, si dal punto di vista del rendimento energetico, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia dal punto di vista della salute attiva e passiva, sia dal punto di vista dello spazio che occupi, sia dal punto di vista dei costi, sia pe l’allegria, sia per il fatto che ti mette in relazione con te stesso lasciandoti il tempo di riflettere, sia perchè ti mette in relazione con gli altri, sia perchè ti mette in relazione con l’ambiente facendotene sentire parte, sia, sia, sia, ecc.
Senza necessariamente affermare “per forza senza auto”, in bici è meglio e piano piano fai a meno della macchina.
M!!!
@ Menthos: qui Taiwan.
Fa un caldo porco, non si mangia male, la gente e’ simpatica, le ragazze sono carine ma hanno le tette piccole, ci sono delle belle montagne per pedalare, il mare dal lato della Cina fa schifo, dall’alro lato e` spettacolo, l’aria in citta` e` piuttosto inquinata.
ciao
Giorgio
A quelli lì non si risponde. Passano, lasciano la loro merda e se ne vanno. Se per caso ritornano sono tutti contenti di vedere il vespaio. Fanculo e via.
Grazie dell’intervento, caro Unoqualunque, questo è un blog libero dove anche le pecore come me possono scrivere, e nel cromatismo delle opinioni il colore del qualunquismo mancava.
Hai cominciato il post dando l’impresisone di leggere spesso e da molto tempo questo blog, ma forse pià che la tastiera di Caesar è il tuo monitor ad esser poco sensibile, allora vorrei metterti a fuoco alcuni concetti:
1) Dire “tutti dovrebbero andare in bici” è un modo per dire che “se tutti andassero in bici” il mondo sarebbe migliore. Ti sfido a dimostrare il contrario, ma il punto non è questo. Quella frase non è una deriva fascista o stalinista, bensì una constatazione che auspica un cambio intelligente nelle abitudini delle persone: qualcuno diceva “la propria libertà termina quando comincia quella degli altri” e al momento è indubbio che la libertà delle auto limita quella dei ciclisti più il contrario.
Allo stesso modo se dico che “tutti dovrebbero consumare meno acqua” non intendo obbligarti a far morire assetato tuo figlio, ma solamente evitare di consumare qusto pianeta. (per venire incontro alle tue facoltà mentali, chiarisco che per consumare non faccio riferimento al mercato capitalistico o ai carburanti: intendo proprio consumare, come si fa usando le gomme da cancellare…
2) Sul fisso ti stai confondendo. Una delle caratteristiche dello scatto fisso (che è poi quella che mi ha “ammaliato”) è proprio il suo minimalismo strutturale: pochi pezzi, poca manutenzione, pochi costi. Questo è il vero scatto fisso. Poi c’è la deriva feticista, che sta sulle balle anche a me (posso dirlo?! Mi son rotto il cazzo di tutti sti uozzamericanboy coi cerchi fluorescenti e il cappellino con sotto la bandana, il freestyle è puro onanismo esibizionista e il video Mash FA CA-GA-RE!!!) ma che ha poco a che vedere con l’essenza della bici in generale e con lo scatto fisso in particolare.
E’ solo una delle tante forme di paninarismo di questo paese e discende da quella cultura che vede nel proprio oggetto (che sia l’automobile o l’impianto Hi-Hi) un’appendice fallica. Gli yo-yo boi’z che vedi infestare le nostre città da un po’ di tempo, insomma, discendono dalla Fiat 500 degli anni 50-60, più che dalla Bianchi Pista di Serse Coppi.
p.s.: questa, come quella di Michelangelo, è a scatto fisso ma non è per paninari: http://www.ciclistica.it/2008/04/senoritas-y-senores-esta-es-mi.html
@gi0rgi0; FANCUUUULO…
M!!!
Grazie Michela`, oggi un vaffanculo non si nega a nessuno vero?
G
@gi0rgi0; PURA E SEMPLICE INVIDIA…
Per fortuna c’è un gran bel sole e oggi pomeriggio me ne vado a zonzo con il nanetto a fare un po’ di casino… sia io che lui, non vediamo l’ora di tornare a casa e prendere la bici; la madre ha deciso che la mattina è freddo e di conseguenza siamo tornati ai mezzi pubblici, il pomeriggio però la tamperatura ci permetta di godere delle belle pedalate.
M!!!
@Michelangelo; non che mi dispiaccia andare in giro in infradito, ma qui si schiatta per l’afa! Goditi l’autunno, buona pedalata.
G
Alla base della scelta di andare in bici c’è principalmente il piacere individuale (direi egoistico) di andare in bici e la passione per la bicicletta come oggetto.
Tutto il resto è sovrastruttura. Per quanto mi riguarda io non sono minimamente animato dalla pretesa di salvare il mondo o l’umanità andando in bicicletta.
Sono abbastanza sicuro che se da bambino mi avessero insegnato la passione per le auto anzichè quella per le bici adesso anzichè avere 4 bici avrei anch’io un bel SUV.
@ciclistica srl: mi dite esattamente le date delle varie giostre urbane? devo fare il biglietto per milano.
@paolo: la gioia per la bici sarà anche individuale ma sono convinto che metta maggiormente in relazione con gli altri rispetto all’auto, per come la vedo io anche i mezzi pubblici all’uopo sono meglio.
M!!!
sono d’accordo con Biraghi.
tempo sprecato ed eccessiva considerazione del nulla.
Però è bel tempo…
Al pedale, miei prodi, invadiamo la città…
M!!!
minchia che stile…
cosa c’e’ da aggiungere?
nulla
ps.
rota e tutt* quelli che fossero interessati:
al BFF a Milano saremo presenti nell’atrio del cinema Mexico dal 28 al 30 novembre.
molto probabilmente la bottega di Ciclistica verra’ inaugurata il venerdi successivo 5 dicembre, attendiamo conferma.
appena possibile giro le foto della ristrutturazione in corso dei locali
bella
@Michelangelo
Non credo che siano le biciclette a mettere in relazione le persone e non credo che siano solo le auto ad aver reso le nostre città un insieme disordinato di asociali.
Ho vissuto in una grande città del nord europa dove tutti vanno in bicicletta e il tasso di alienazione/egoismo/indifferenza delle persone non è diverso da qui.
Questo mito della bici come panacea per i mali della società nasce secondo me dalla nostalgia per epoche passate in cui si andava più in bicicletta, c’erano meno auto e si comunicava di più. Ma non è che si comuinicasse di più perchè si andava di più in bicicletta, era proprio la società diversa nei suoi fondamenti.
Quanto alle relazioni che si instaurano sui mezzi pubblici la mia casistica personale dice che non sono migliori di quelle che si instaurano tra automobilisti. In un caso ci si ignora del tutto, nell’altro almeno ci si “riconosce” – magari con una scazzottata al semaforo ma ci si riconosce.
@paolo; personalmente quando guardo in faccia una persona, cerco di riconoscermici, cerco di vedererlo non come un competitore per qualcosa ma come uno con il quale posso avere qualcosa da condividere, cerco prima di tutto di anteporre il sorriso, non sempre mi riesce ma, ci provo…
M!!!
Ma, non concordo in tutto.
A una gran fondo ho mi è capitato di parlare e stringere amicizia fraterna con un droghiere di usmate velate che arrancava come me su una salita al 15%, poi con una squadra di parma, tutti con la r moscia rigorosamente, e la divisa ufficiale. Si chiamavano “villaggio vacanze”. Mai più incontrati. Ma mi hanno tirato a 30 km dalla fine a 40 all’ora. Abbiamo parlato di Kafka, Proust, e di prosciutti. Alla partenza, mentre tremavo come una foglia in griglia (era la mia prima Gf), mi si è avvicinato un tipo di bergamo e mi ha chiesto se avevo il parkinson: non riuscivo a infilare il pettorale per la tremarella. Abbiamo riso a crepapelle e fatto i primi km , da soli, superati fantozzianamente dal carro scopa, insieme ridendo come bambini. ALla prima salita ho parlato con un tipo che aveva una cinelli uguale alla mia ma bianca, e abbiamo discusso sui colori delle bici per poi finire a parlare di pipe e cannotti reggisella. Al primo rifugio ho citato la Coppa Cobram, e tutti si sono messi a ridere.
Tornando a casa in auuto, con la bici dietro, mi è venuta voglia di mettere su una squadra. A scopo goliardico.
Ho iniziato a vedere gente e a tirarla in mezzo la domenica mattina per andare in Brianza. Una gabbia di matti diseredati: avvocati, autisti dell’atm, restauratori, ricercatori universitari, nullafacenti, persino un gallerista d’arte.
Mi sembra di essere il protagonista di The Commitments quando fa i provini agli aspiranti membri della band.
Se non mette in realzione le persone la bici, non so cosa altro lo fa.
E piantiamola con i luoghi comuni.
Chi va in bici (sul serio), sa che appartine e una categoria di persone particolare. Ti guardi e subito vedi lo shinig negli occhi dell’altro. la luccicanza. O ce l’hai o non ce l’hai.
vi faccio da preparatore!
venerdi pomeriggio spritz per tutti
ma perché l’avete fatto? perché gli avete risposto, a quel provocatore dichiarato? (perché mi piace ancora credere che non esista gente che la pensa realmente così…pur sapendo che invece c’è)
sarebbe stato così bello un silenzio assordante di risposte mai scritte – Rota l’ha sicuramente pensato, così come altri – ma va bene lo stesso..
avendo in parte ottenuto quel che voleva, cioè creare un po’ di schiamazzo per ottenere la nostra considerazione, non perderò di certo tempo a scrivergli che è un deficiente di un mondo e di un tempo che spero passino in fretta a favore di altri migliori dove spero di non incontrarlo.
@menthuccia
cerco consigli: vengo per l’aperura del negozio?
o vengo per il bff?
tieni conto che stare fermo in un cinema mi frantuma il soprasella.
quanto all’ot sul deficiente, sicuramente sarebbe stato meglio lasciarlo cadere; però di qui passa anche gente che legge e non scrive e avrebbe potuto prenderlo sul serio.
rota, fai tu
magari vieni al BFF che durante quei tre giorni di cose da fare ce ne sono tante.
comunque alla baracca, che per quei giorni sara’ sicuramente sistemata a dovere, ci andremo lo stesso.
@Paolo: quante storie, la bici è meglio o no dell’auto?! E allora si pedali, relazioni o non relazioni…
p.s.: sulla cosidetta scena ciclistica normalmente mi capita di incontrare gente con la quale dopo 5 minuti pare di essere amici da sempre. Al recente campionato di ciclomeccanica a San Donato mi è capitato di essere abbracciato e salutato calorosamente da gente che avevo visto una o due volte (ad una Critical Mass magari, o ad una gara, oppure al campionato dell’anno prima…). A me che di solito sono piuttosto freddo e riservato (non conosco nemmeno le facce o i nomi dei miei vicini, e abito nello stesso palazzo da quasi 15 anni) questa cosa fa effetto.
Magari la bici non c’entra, ma con gli automobilisti (o con gli skaters, gli snowboarder, magari appena un po’ coi free-climber…) la stessa cosa non mi è mai capitata. Sarà un caso…..
Unto,
la bici è meglio dell’auto per me e per te. Una minoranza schiacciata dalla schiacciante maggioranza che preferisce l’auto.
Quanto al senso di fratellanza di cui parli tu ed altri secondo me non ha a che fare specificamente con la bici, deriva dal fatto di condividere esperienze comuni che creano un senso di appartenenza (che può diventare simpatia, solidarietà, amicizia, etc) ad una stessa categoria.
Essere minoranza aiuta: più si appartiene ad una minoranza più è facile che questo senso di fratellanza si sviluppi. E viceversa (i ciclisti di Amsterdam si ignorano, qui a Roma vedo gente sbracciarsi in saluti calorosissimi).
Che vi avevo detto? Avete l’aggressività dei condomini in riunione e degli stessi SUVmani che tanto vituperate.
Il problema che volevo portare all’attenzione di tutti è l’aggressività e l’intolleranza che si percepisce leggendovi. Di conseguenza i contenuti degli sproloqui che fate – anche se buoni – si perdono per questo motivo.
Comunque nessuno si è chiesto se vado anch’io in bici o quante volte sia stato messo in pericolo da un’automobilista mentre ero in bici. Ebbene tra le tre che uso, vado particolarmente orgoglioso sia della Cinelli The Next Machine del 1991 con gruppo Campagnolo Centaur 8v e carro posteriore rialzato , che della De Rosa del 1991 con tubazioni Columbus in acciaio Nivacrom e gruppo Campagnolo C Record, colorazione Century, poi ripresa da Campagnolo sul gruppo Centaur a partire dal 2003 (da non confondere col precedente del 1991)
Che figata di bici!
Pace a bene a tutti.
macchissenefregadelletuebici
ulteriore conferma…
perdonami, ma l’aggressività e intolleranza che si percepisce leggendo te?
non capisci che a questo sito partecipano un sacco di persone, ognuna ha la sua opinione, è libero di esprimerla e di esprimere il suo dissenso per le altre.
comunque, di aggressività mi sembra ce ne sia stata davvero poca.
comunque, che tempo hai da perdere qui a scrivere a un mucchio di idioti aggressivi che non capiscono niente? corri a pedalare sulle tue meravigiose bici!
au revoir
cz
@unoqualunque: “…vado particolarmente orgoglioso sia della Cinelli The Next Machine del 1991 con gruppo Campagnolo Centaur 8v e carro posteriore rialzato , che della De Rosa del 1991 con tubazioni Columbus in acciaio Nivacrom e gruppo Campagnolo C Record, colorazione Century, poi ripresa da Campagnolo sul gruppo Centaur a partire dal 2003 (da non confondere col precedente del 1991)
Che figata di bici!…”
WILD BOYS!….WILD BOYS!…WILD BOYS!!!…
Calma tutti, ha espresso un’opinione, può aver sbagliato il modo ma, chi non sbaglia.
Personalmente non me la prendo più di tanto, in ogni caso, pedalo e me la diverto…
In culo a chi la cosa non la capisce, potrà anche sembrare aggressivo come atteggiamento ma, STI CAZZI.
M!!!
Cioè fatemi capire, uno qualunque (sic!)arriva, aggredisce per primo parlando male di un gruppo di persone messe tutte insieme in un fascio,provoca dall’altezza della sua morale tuttadadimostraremachicazzosei e poi spara marche e modelli come fossero motociclette turbo e uno deve stare zitto altrimenti è un comunista violento. Eh si perchè l’andazzo è questo, non me ne frega proprio nulla di uno qualsiasi al quale lo psicanalista non è stato molto di aiuto, ma la tendenza a trattare qualsiasi movimento contro-corrente in questa maniera è evidente, a partire dal nostro caro governo, che ha cercato di provocare un movimento pacifico pochi giorni fa e non è detto che a forza di provocare qualcuno reagisca e allora si che si spiana la strada alla reazione stile Genova o Cossiga. Vabbè meglio parlare di bici mandando pacatamente e serenamente uno qualunque affanculo.
caro unto dal pignoe, le 3 bici che cita “unoqulunque” sono una più bella dell’altra. Altro che “Wild boys”. I “wild boys” oggi sono quelli che citi tu: fissa e cappellino “Boy” in testa. Altro che palle.
Se il punto è: la bicicletta non è solo fissa, allora non mi troverete mai d’accordo. E trovo davvero “snob” e anche un po’ triste irridere superficialmente chi ha posseduto o possiede 3 signore biciclette da corsa, solo perché non le si conoscono o si pensa che siano biclette “poco essenziali”.
Dopo quell’interventi, se si fosse un minimo sereni e aperti, si capirebbe che “unoqualunque” non è forse quello che si credeva. Ma, evidentemente, questo passaggio per molti è difficile.
Se invece di pensare che chiunque non va in città e basta e con una bici a scatto fisso e basta, non è utile alla causa, ci si fermasse un attimo e si provasse a riflettere, tutto sarebbe più bello e più intrigante.
Io credo che la bdc sia, personalissima opinione, “superiore”, perché più completa, perché permette più cose (salite in primis), di una bici a scatto fisso. Ma non mi sogno di giudicare “sfigato” o irridere o pensare che sia meno “sgamato” di me, chi pensa il contrario.
Semplicemente provo molto più emozioni a scalare lo stelvio o fare 100 km tra le dolomiti che a fare un allycat o una milano-venezia tutta pianura. Ma è una questione di gusti.
La bici resta lo stesso mezzo. Per emozioni diverse. Ma lo stesso mezzo: niente idrocarburi, niente danno agli altri, solo gambe e fiato.
E gli stessi nemici: ieri ho rischiato la pelle a Monticello Brianza, per un itagliano medio che ha tentato, dopo avermi suonato all’impazzata (reo di stare passando un gruppetto che andava più lento) e averlo io mandato a quel paese, di buttarmi letteralmente fuori strada. E’ stato circondato da tanti altri ciclisti (la domenica da quelle parti sono molti di più delle auto) pronti a menarlo.
Errata corrige: “Se il punto è: la bicicletta non è solo fissa, allora non mi troverete mai d’accordo”
cambaire con “se il punto è: la bicicletta è solo…”
Local Hero, non ho mai detto che la bici è solo fissa, e non me ne frega un cazzo della bellezza delle bici di Unoqualunque. L’errore di Unoqualunque è quello di considerare il trasporto su bici un parere personale, una passione soggettiva, un’appendice fallica personale: proprio come per i Paninari che sfoggiavano il Moncler in p.za San Babila cantando Wild Boys dei Duran Duran.
Qua il discorso è un’altro, l’uso della bici ricade sul ciclista, l’uso dell’auto ricade su tutti. Quindi parlare di punti di vista è una minchiata, così come era una minchiata parlare di diritti dei fumatori quando venne vietato il fumo nei luoghi pubblici e come sarebbe una minchiata obbligare all’uso del caschetto in bici perchè sarebbe come obbligare la gente ad andare in giro col guibbotto antiproiettile per consentire a qualcuno il diritto di sparacchiare per la strada…
In tutto questo, il “gruppo Campagnolo Centaur 8v” cosa cazzo c’entra?!…
@local hero- Questo proprio no, non ho mai sentito dire cazzate del genere ” la bici è solo fissa”, mai, mai letto in questo sito. Allora perchè fomentare divisioni del genere. Mi chiedo semplicemnte perchè.Sono discorsi che escono solo da chi non ha bici fisse, non dai fissati, quindi è tutto inventato per me, solo perchè la fissa da un piacere e una passione più forte forse, più maniacale, chi non ce l’ha si sente snobbato, non so a Milano ma qui a Roma ripeto non ho mai sentito seriamente squalificare un ciclista perchè non è fissato.Il “qualunquismo” fà sempre danni!
forse non mi sono spiegato.
Le cose che dici, unto, sulla bici sull’auto, ecc. io le dò per scontate. Le applico da vent’anni nella mia vita, ben prima che diventassero – scusate – “di moda”.
La “questione di opinioni” cui facevo riferimento era invece sulla bici e sul che tipo di bici. Questione che trovo irrilevante se si pensa alla causa che si vuole difendere
Personalmente l’aver letto che anche “unoqualunque” ha posseduto o possiede tutt’ora 3 signore biciclette da corsa che hanno una storia e un’anima dietro (cinelli, non paglia), mi ha fatto intravedere un raggio nel mare di cazzate che aveva scritto nel primo intervento.
Massi: non mi sento affatto snobbato pur non possedendo una fissa, anzi. Forse corro il rischio opposto: faccio in media, ta uso urbano e extraurbano, circa250 km a settimana. il punto era solo che ho trovato autoreferenziale e “qualunquista” l’intevento “wild boys” di unto dal pignone. dal mio punto di vista, ovvio.
Non mi piace quando si fomra l’effetto “branco”: tutti contro uno. E quell’intervento mi sapeva tanto di questo. Soprattutto, perché ho dubbi sulla conoscenza reale (magari mi sbaglio) di quelle bici e del campagnolo centaur 8 v da parte di chi l’ha fatto.
conclusione finale: io cerco in ognuno di noi la possibilità di metterlo con il culo su una sella. Qualunque bici, va bene.
Se scopro che “unoqulunque” già ci va, dico: nel suo piccolo (che poi evidentemente, se ha quelle 3 donzelle, piccolo tanto non è), pur con tutti i distinguo e le remore, questo passo l’ha fatto.
Mi incazzo invece con chi, e qui sono integralista, ancora non lo ha fatto e mi dice: è troppo pericoloso in città, oppure “non posso, abito in montangna” o altro.
Ma in chiunque, e dico chiunque (anche, senza snobismi, nella “sciura maria”) la condizione di metterla in bici. Se la trovo (e l’ho trovata spesso, secondo me con un po’ di lavoro sempre), sono più contento.
tutto qui.
@Massi: è capitato anche qui (Rota a parte che, per quanto mi riguarda, è autorizzato a parlare male di chi non ha la fissa) di essere snobati perchè non fissati o perchè si va in giro con bici da corsa e apposito completino, ma il punto non è questo.
Tu stesso dici che la passione di chi va in fissa è più forte, ma non hai nessuna base per dirlo e per quantificare la passione degli altri: io sono andato in bici, rigorosamente da corsa ‘cittadinizzata’, con cambio e quant’altro, da Napoli a Palermo e dunque potrei dire che la mia passione è più forte della tua. Ho fatto la Novecolli con il Barbotto ed il suo 18% e quindi potrei dire che sono più maniaco di te… Ma non lo sono.
Non sono più maniaco o più appassionato di nessuno di voi, semplicemente stiamo discutendo sui gusti personali e dunque ciascuno ritiene i suoi meglio di quelli degli altri, ma va bane così (è un po’ come la pastiera a Napoli: ognuno dice che la sua è la migliore, ma la più buona è senza dubbio quella che fa mia madre!).
Per quanto concerne il tipoqualunque o chi per esso, rispondo con una metafora: conoscevo un tipo, musicista quasi diplomato, ottimo violinista ed ottimo chitarrista che aveva un violino bellissimo chiuso in cantina e lo suonava solo di tanto in tanto per fare qualche serata e beccare un po’ di soldi. Non aveva alcuna passione per lo strumento in sè, nè, tutto sommato, amava davvero la musica.
Per la serie: puoi avere tutte le biciclette belle che vuoi, ma la considerazione che hai della bici e di quello che ruota attorno alla bici, dei SUV e di quello che ruota attorno ai SUV, dell’ambiente e di tutto quello che ruota attorno all’ambiente separa te da me, te da tutti quelli che sono qui, te dalla parte buona del mondo (ovviamente sono io a decidere qul’è la parte buona del mondo e se qualcuno non è d’accordo, peggio per lui…).
@Vale: è un po’ che non ci sentiamo, sono in fase di adattamento post-matrimonio ma prima o poi ti imito e mi trasferisco in Sicilia anch’io… devo solo trovarmi un lavoro!
Adimant, grazie. Hai parlato meglio di mille possibili miei ultieriori chiarimenti.
Compresa la metafora finale: che in effetti mi ha fatto riflettere, anche se, non possiamo saperlo neanche qui, quanta sia la “passione” di unoqualunque, quanto usi quelle bici, realmente, ecc. ecc. Comunque, buona metafora, caro adimant. E come ti sei allenato lì a Napoli?
Ultima cosa: 9 colli, medio o lungo?
quest’anno ci sarò anch’io. cascasse il polenta. tu che fai? se ci sei mi farebbe piacere conoscerti.
Lo dico a te, sottovoce: mi sono appena appropriato di un pacchetto Maratona dles Dolomitese.
Un sogno che si avvera.
Lì ho un obiettivo: percorso lungo.
@Adimant: pessima idea quella del lavoro, sebbene nobiliti l’uomo, lo rende simile alla bestia.
Cazzate a parte, c’è bisogno di pedale, per tutti, fissati e non, sotto con le gambe, respirate profondo e buttate fuori le tossine, il resto verrà da se.
Non è tra noi ciclici che ce le dobbiamo suonare ma far capire ai rinchiusi del’auto, che fuori si sta meglio.
M!!!
Local Hero, devi metterti un po’ d’accordo con te stesso, perchè non puoi dire che unoqualunque aveva scritto una marea di cazzate, dirmi che sei d’accordo con me sul discorso auto/bici e poi dire che il mio intervento era “autoreferenziale e qualunquista”.
Il discorso sulle opinioni con unoqualunque non verteva sul tipo di bici, ma sul fatto che a suo dire tutto ciò che noi condanniamo delle auto (un certo atteggiamento degli automobilisti, l’uso smodato dell’auto anche quando si potrebbe ridurre,e tc…) era solo un opinione di parte.
Opinione di parte un par di palle, se permetti. E quando lui mi risponde con “ah, ma sono un ciclista anch’io, ho tre bici bellissime” è un’inutile sboronata. Per me potrebbe aver avuto anche tre grazielle arruginite che non cambiava nulla. Non è che siccome ha tre gioielli di bici allora dico “ah, bèh, allora mi inchino alle tue bici stupende, hai ragione tu e ritiro tutto”; se poi vuoi farlo tu fallo.
Ma non è venendo qua a tirarsela perchè si hanno bici bellissime (le mie tra l’altro sono mediamente brutte, ma non me ne frega niente…) che uno può far pesare la propria opinione e convincere gli altri…
potrei sembrare un disco rotto, ma ho gia detto una marea di volte che è giusto e sacrosanto che ognuno pedali la bici che più gli piace.
a me piace la mia fixa, mi ci trovo bene e mi da gusto, ma non mi sognerei mai di dire che la mia sia l’unica scelta, quella giusta.
la metafora di adimant mi sembra perfetta
@adimant, qundo vuoi scendere un lavoro te lo troviamo…servirebbe giusto un autista che porti in giro il SUV con le barche al traino!! scherzooooooo…prima che mi linciate!!!!
a presto…
unto, sono d’accordissimo con me stesso.
forse sei tu che dovresti ungere qualcos’altro oltre il pignone.
Detto tra noi: ti trovo un tantino poco duttile.leggi adimant, è esattamente ciò che intendevo dire.
Va bene Local Hero, io ho bici a scatto fisso (non solo, visto che oggi ho girato con bici a bacchetta, ma fa niente…) e pure brutte, unoqualunque ha tre bici bellissime e quindi se anche ti sembrava stesse dicendo delle cazzate poi hai scoperto che grazie ai suoi tre Moncler a pedali ha ragione lui.
Perfetto, a posto così…
p.s.: l’ho letto benissimo Adimant, e concordo con la sua metafora sul violinista. Quindi, ribadisco, venir qua a dire “io ho tre bici bellissime” mi pare comunque una minchiata che non sposta il discorso di chi entra qua dentro per dire che i ciclisti (!!!) sono troppo astiosi basandosi l’esempio di un ciclista che ha deciso di render la pariglia ad un automobilista cafone (perchè è questo che contestavo a Unoqualounque, della guerra tra fisse e ruotalibera non me ne frega niente: ognuno pedala quello che vuole…). Poi se il bue vuol dar del cornuto all’asino, faccia pure..
Va bene, forse mi sono espresso male dicendo che i fissati hanno più passione.Diciamo che chi si “costruisce”( nel caso di Rotafixa le virgolette non valgono) le bici da solo, le trasforma, le vernicia, le smonta, cerca i pezzi, le rimonta etc. ha inevitabilmente un approccio diverso dall’appassionato che si compra belle ( e quindi costose) bici e non gli cambia mai neanche un pedale e la domenica si concede bei tour. Ma ben vengano anch’essi!Io sono un ignorante in materia, non conosco tutti i modelli più belli delle bici fabbricate, e non potrei neanche usarle perchè vivo in città e dovrei portarmi una catena più pesante del mezzo.Insomma io penso che gli interventi che giungono in questo sito debbano essere spinti dalla voglia di comunicare esperienze e passioni che riguardino le bici in primis, poi magari si può anche entrare in contraddittorio con qualcuno parlando di un determinato argomento, ma irrompere con un cazziatone pseudo moralista e solo dopo parlare delle proprie bici…
@massi; parli de catene grosse per belle bici, proprio te che giri cor gioliello, tu che hai disinvestito dalla borsa prima der casino e hai preso il bene rifugio per eccellenza, mancava solo ce mettessi du diamanti…
Pedala, comunistaccio sovversivo.
M!!!
@massi: ma perché questa scomposizione?
da una parte chi si fabbirca la bici e ci va tutti i giorni in città, dall’altra chi si compra una bdc e ci va la domencia e basta?
Uno che va in bdc seriamene non ci fa solo la domenica. Non è un ciclista della domenica.
Anzi, è forse vero il contrario. Comunque, lasciamo perdere.
E’ come se io ti dicessi, appunto, che in quanto faccio molti più chilometri di te, che pur ti fabbrichi da solo al bici per uso urbano e non fatichi davvero in salita, ad esempio, ho pù titoli di te per parlare. Cioè, appunto, una cazzata.
Comunque da molti interventi, mi pare evidente che questo pregiudizio verso i “pedalatori della domenica” (di cui molti di voi nemmeno lontanamente si sognano la passione) esita ben radicato.
Ed è un peccato.
Chissà quanto schifano molti di voi le Gf, ad esempio, senza nemmeno averne mai fatta una o sapere quanto sia bello pedalare in gruppo, avere una squadra o altro.
local hero, guarda che massi parlava di modi diversi di vivere la passione per la bici, e non mi sembrava ci fossero accezioni positive o negative nella cosa. sono approcci diversi, tutto qui. se posso dire la mia, credo che tanti “ciclisti della domenica” che hanno un’infinita passione per la bici, siano poi automobilisti convinti il resto della settimana. come sembra essere unoqualunque. e’ questa la grossa differenza tra alcuni (nota bene: ALCUNI) dei ciclisti da granfondo e le persone che frequentano questo sito.
“Alcuni”. Appunto.
E in ogni caso: meglio un ciclista della domenica, automobilista il resto della settimana, che un automobilista tutta la settimana. Anche perchè chiunque sia mai andato in bici su strade extraurbane, ha avuto occasione di rendersi conto, almeno una volta, di quanto un’automobilsita possa essere potenzialmente un omicida. Di conseguenza, si spera (magari no, ma magari sì) che quando tornerà in macchina ci pensi.
io dico di sì.
Se iniziamo a lasciar fuori dal “club” persone che comunque, anche se in modo diverso, amano la bicicletta, siam fritti.
@local; un conto è la passione per la bici, un conto è vivere con la bici. Ho corso in bici da ragazzino e, gare a parte, sono sempre partito da casa e tornato a casa con la mia bici, non ho mai preso la macchina o non mi sono mai fatto accompagnare da mio padre per raggiungere il gruppo con il quale pedalavo, già allora la bici fu prima mezzo di trasporto e poi sport. Posso essere d’accordo con te che, se uno usa la bici la domenica possa, in linea teorica, percepire maggiormente le necessità dei ciclisti durante la settimana, ma di sicuro chi usa la bici tutti i giorni ben sa quale sia la fatica di chi si corre la granfondo la domenica.
Molti di quelli che scrivono qui dentro vedono la bici come mezzo di riscatto, di emancipazione, di “salto di qualità” rispetto al vivere pedissequamente con l’auto sotto al culo.
Avere una “bellabici” e pedalarla quattro giorni a settimana (tre allenamenti e una gara), non vuol dire cambiare punto di vista su come dovrebbe girare il mondo; prendi ad esempio i professionisti del pedale, hai mai sentito dalle loro labbra parole che lascino intendere l’uso della biga durante la settimana, in genere con i soldi guadagnati si comprano la bella macchina, non la bici per tutti i giorni. Di sicuro i Ballan, i Cunego, i Di Luca, sono persone che ben sanno cosa voglia dire pedalare sulla statale e se li incontri non se la tirano neppure troppo a pedalare in compagni qualche kilometro, la loro fatica è comunque vera ma quando scendono dalla sella, si dimenticano del fatto che la bici possa essere vissuta in modo diverso dall’agonismo.
Tutto qui, poi ben venga chi pedala e qualsiasi cosa abbia voglia di pedalare, dal cancello da 25 kg, alla bici al titanio sotto i 5 kg tutta vestita, siano esse fisse o come te pare a te.
M!!!
Michelangelo, ovvio.
Ma non puoi pensare che il mondo sia popolato di gente che viva con la bici. E tagliare fuori chiunque non lo faccia. Diventa una battaglia persa in partenza, così.
Devi saper “agganciare” anche chi va in bici in altro modo. Perché in fondo il mezzo è lo stesso. Perché in fondo prova emozioni anche lui quando ci va. Perché in fondo è molto più probabile che tu riesca a convicere chi non la pensa come te, partendo da qualcosa, seppur piccolo, che ha in comune con te. Dunque il possibile link tra chi va in bici tutti i giorni e ha scelto la bici come modello di condotta alternativo e chi invece ancora non ha fatto questo passo, ma ama la bici comunque (una bici non si ama si lubrifica), è solo e soltanto la bici.
Qui invece spesso mi sembra che su questo passaggio non tutti siano d’accordo.
te lo dice uno che abbraccia entrambe le prospettive: scelta della bici come metodo di condotta personale nel quotidiano, e amore, passione pura la domenica.
Un anno fa conoscevo solo la prima prospettiva.
Poi la scintilla.
E la prospettiva è cambiata: andare in bdc, mi ha fatto capire che la bicicletta può essere amata anche da chi mai te lo aspetteresti. E allora perché non scommettere e provare a “tirarlo dentro” anche nella prima prospettiva: quella dell’uso quotidiano?
Se la bicicletta insomma, oltre ad avere un significato “politico” ne assume uno anche meramente “sportivo” o “passionale”; a prescindere dal suo essere “contro” l’auto, non è meglio? Non diventa più libera e forte? più capace di combattere battaglie contando sulle sue sole forze, senza dover per forza fondare la sua identià sull’avere un “nemico”.
Non citare troppo facilemnte i pro, i riccò con la ferrari nel box: quelli è fin troppo evidente che non ci interessano.
@ Local Hero
“suggerisco il prossimo “pezzo”: bici da corsa specificatamente per l’Eroica. Fatta oggi. Non una vecchia bici di allora. Una bici nuova, vecchia di oggi.
La comprerei domani”
Zullo le fa, con le geometrie lunghe di una volta.
Foto fresche fresche, che ha messo in rete proprio oggi:
http://picasaweb.google.com/zullo.maso/VintageZULLO#
Al di là che la cosa abbia senso o no, dal punto di vista commerciale ce l’ha di certo, perché il mercato c’è. E di Zullo proprio non si può dire nulla… tranne che sul prezzo presumibilmente immane.
ciao
gabriele
bei telai gli zullo, peccato quelle teste di forcella semi-spioventi tristi, che non il resto ci azzeccano granchè…
clamorosamente belle. E clamorosamente “columbus”.
Niente soldi, però, ahimè.
il triste lavoro impiegatizio e la famiglia mi impediscono acqisti di sorta.
i sogni però quelli restano.
qualcuno anche avveratosi: maratona dles dolomites, parteciperò: acquistato pacchetto b&b + pettorale.
ora vado in letargo economico
@mau: cos’hanno le teste di forcella che non vanno? a me sembrano molto belle, filanti. e perche’ dici che non ci azzeccano?
in materia di bici storiche/vintage sono IGNORANTISSIMO, e la mia domanda e’ proprio per saperne di piu’.
comunque a me piace.
il prezzo immagino sara’ improponibile. dovrei andare a scuola da mastro rota, ma se mi presento coi vecchi forcellini orizzontali campagnolo predisposti per il cambio mi brasa le manine!!!!
Perchè i telai che vengono presi a modello per queste “repliche” non avevano la testa di forcella così, quella è arrivata, più o meno, nei tardi anni ’80, per poi essere sostituita con le orende unicrown a tig, e infine con quelle in composito. Ma prima era “piatta”, coi foderi forcella a lunghezza piena. Probabilmente il telaista non riesce a trovare facilmente teste di forcella così perchè non ne fanno più, almeno a prezzi abbordabili, e ha ritirato degli stock di teste forcella “spioventi”. Prova a guardare i telai, modernissimi come geometrie e tubazioni, ma classici come metodo di saldatura, di Richard Sachs, di Pegoretti (mod.Luigino, che usa le congiunzioni di Sachs, dopo i primi che aveva fatto reperendo quanto di buono era rimasto in giro, ma poi non trovava più niente), o di Rivendell (più tradizionali e di nicchia): tutte hanno la testa di forcella che si rifà allo stile classico, piatta.
grazie mau. visto e capito. ti confesso che preferisco la forcella spiovente. se fosse anche dritta sarrebbe (per me) il massimo. ma capisco che non sia “in stile”. detto sinceramente, se avessi la possibilita’ di comprarmi una bici cosi’ non mi interesserebbe la coerenza storica, mi piglierei quello che mi piace di piu! sicuramente NON una forcella unicrown che sono davvero brutte su una bici da strada.
Ma forse a te piace la Zullo per la grafica stile retrò, e magari non la geometria più sbracata, i tubi piccoli ecc. Perciò te la puoi cavare con un telaio Colnago o De Rosa anni ’80-primi ’90 che ce n’è uno sbrego in giro a poco, e farlo riverniciare in stile, poi lo monti e sei a posto. Comunque sia gli Zullo che altre mezze-repliche non hanno niente a che fare, per me, con l’Eroica. O ci vai con una bici vecchia, vera, o ci vai con una degli anni ’70/’80/’90 o ultimo modello, e il rotafixa di turno ci va con una che ha fatto lui perchè gli piace farla così. Nessuno ti ferma sulla griglia di partenza, non capisco che senso ha scimmiottare le bici vecchie solo perchè adesso c’è l’Eroica. Il percorso è bellissimo in sè, fai una fatica bestia con qualsiasi bici, magari un po’ di più con una vecchia perchè non ha i rapporti corti in salita e i freni che frenano in discesa, ma non cambia niente.
In tema di foderi forcelle e bici “vintage” secondo me chi ancora ne propone di meravigliosi sono i giapponesi tipo Nagasawa e Kalavinka giusto per citarne un paio. Sono tra i più famosi costruttori di telai del Sol Levante e credo che, oltre ai telai da pista (non me ne voglia nessuno) usati nel Keirin,costruiscano ancora bici da corsa in stile retrò. Ovviamente costeranno uno sproposito ma se vi capita di darci un occhio in rete credo ne valga la pena.
Esatto, Nagasawa ha disegnato delle congiunzioni e teste forcella pregiatissime, costruite poi dai “soliti” fornitori, non so se panasonic (che realizza anche telai per conto terzi, tipo rivendell) o hitachi, che noi conosciamo per altri prodotti, ma da noi non ne sono praticamente mai arrivate, perchè in Italia si producevano ottime congiunzioni e teste forcella: Tecnociclo, Microfusione ecc. come del resto in Francia anche se meno pregiate. Non so se ne producono ancora o bisogna farsele fare a taiwan in grosse quantità.
il percorso dell’eroica te lo puoi fare anche son la bici a pedalata assistita, la MTB, sdraiobici o a pidi, nessuno ti dirà nulla, sta li ed è patrimonio di tutti; la gara ha un esplicito regolamento al quale attenersi che in ogni caso permette a tutti di partecipare purchè con una bdc…
http://www.eroica.it/regolamento.php
M!!!
mau: la bici la prenderei (se ne avessi la possibilita’… ma direi che non e’ proprio il mio caso) non per l’eroica, ma per usarla. punto. a parte la verniciatura retro’, che e’ carina, ma non e’ che mi faccia impazzire, credo che le geometrie “vecchie” siano un pelo piu’ confortevoli, ma magari mi sbaglio anche qui. poi ho sempre amato i telai con i tubi poccoli. mi sembrano piu’ eleganti.
e credo che il modo migliore per fare l’eroica… sia farla! in fondo un ci va per pedalare in un gran bel posto. o sbaglio?
quest’anno all’eroica, per la prima volta non erano ammesse le MTB, nell’atrio del salone d’iscrizione campeggiava un foglio stampato con scritto provocatoriamente “MTB? no grazie”.
per cio’ che riguarda il discorso artigianale attenzione pero’ a giudicarli facilmente, ci sono tanti fattori che li distinguono molto diversi tra loro.
Parlando di marchi come pegoretti, zullo, sachs ecc. l’estetica e’ molto ben curata vedi le cromature e le verniciature fatte accuratamente che oggi richiedono una mano d’opera piu’ costosa, calcolate che tutti i bordi della verniciatura sulle cromature vengono rifiniti a mano, vengono passate vernici protettive sia a contatto con l’acciaio sia sopra al colore per non parlare del primer per far aderire perfettamente la vernice sulla cromatura. cosa pero’ che li differenzia di peso da produzioni ordinarie e’ lo studio della geometria, un pegoretti ed uno zullo sono ineguagliabili sulla resa della ciclistica di un telaio. sono aspetti studiatissimi, calcolati con esperienza e filosofia tramandata e da anni a contatto con chi in bici ci va “ascoltando” attentamente ogni differenza. a tal proposito in una bellissima chiaccherata fatta quest’estate con zullo a tavola mi spiegava con la semplicita’ di chi certe cose le ha tritate da anni e ai massimi livelli, che oggi biciclette spintissime in materiali tecnologici di altissima gamma sono studiate per le massime prestazioni e fondamentalmente solo per professionisti che chiedono dal primo all’ultimo chilometro la massima resa come leggerezza, rigidezza, areodinamica ecc. per di piu’ studiate con l’obiettivo di rendere al massimo nel massimo sforzo con le massime sollecitazioni, ma se invece queste vengono guidate da un amatore?
e se l’amatore come spesso succede pedala in condizioni di stanchezza? questo telaio probabilmente non ti aiuta.
insomma sono dei “binari” delle “macchine da guerra” non semplici da guidare in alcune condizioni. un professionista dovrebbe essere preparato a tale guida, un amatore non e’ detto.
una frase mi disse che sintetizza il concetto:
“con queste bici in salita sono acapaci tutti ad andare ma poi c’e’ la discesa…”
quanti esauriti si spatasciano non solo perche’ sono esauriti.
ci sono gli abbinamenti dei componenti che sono fondamentali. importante il materiale e le caratteristiche del telaio va ragionato sempre con quello delle ruote. non voglio farla complicata ma la sintesi dei nostri artigiani va a scavare proprio in questi meandri.
saltando invece agli stupendi telai jap NJS da keirin sono stupendi veramente nella loro essenzialita’ e disegno classico. uno standard che si differenzia l’uno con l’altro solo in piccoli particolari ed estetica.
perfettamente copiati dai telai d’annata italiani come anche la componentistica. sappiate che sono delle bellissime copie perfette di prodotti anni ’70 di marchi italiani come campagnolo, cinelli, de rosa, colnago e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
giocandoci per via dell’adorato lavoro dico tranquillamente che non c’e’ da menarsela troppo a riproporre in chiave moderna la nostra tradizione, che personaggi come pegoretti e zullo fanno solo bene quello che hanno sempre ben fatto e che i loro prezzi aime’ piu’ alti della media sono giustificati dal lavoro e dal continuo studio.
bellali
ottimo, menthuccia, sottoscrivo tutto.
la frase sulla discesa è da ripetere ai “clienti”
moltissimi dimenticano che sotto la bici e le gomme c’è la strada, con le sue caratteristiche. per esempio le bici di molto tempo fa andavano ovunque, quelle di oggi sanno che c’è l’asfalto.
e quando l’asfalto manca?
ti potresti rompere i denti, che contano diecimila volte più di qualsiasi bici.
il recupero della tradizionale capacità di fare mezzi per tutti i fondi non è, per me almeno, un esercizio nostalgico (queste merdate le lascio volentierissimo ai cretini) ma la necessità dell’oggi urbano.
nelle nostre città trovi di tutto. qualche giorno fa ho anche fatto una strada bianca, a pochi km da roma.
soprattutto si tratta di riprendere in testa il senso delle cose che si fanno. la bc è un mezzo di spostamento (per me il migliore, pensando allo spostamento personale e non collettivo).
io le faccio così, pensando al luogo dove mi porteranno. e non me lo sono inventato io ‘sto pensiero, se lo sono inventati in centinaia nei decenni passati.
l’ho imparato, lo metto in opera nuovamente.
E’ vero che il marketing attuale impone di produrre bici tiratissime, sfruttate poi al 10%. Se solo si volesse, con le tubazioni (per me vale la parola acciaio) disponibili oggi si potrebbero costruire bici comode, leggere, robuste e sicure nella guida molto migliori di quelle di “una volta”. Che poi “quelle” bici fossero realizzate secondo criteri di buon senso molto più di quelle attuali è indiscutibile. Credo ci voglia poco a costruire in telaio (anche a tig, se fatto bene è robusto e meno costoso delle congiunzioni) un po’ più morbido e allungato sul posteriore rispetto alla media, così come la forcella, che è importantissima. Purtroppo però lo fanno solo produttori di nicchia, probabilmente non c’è un mercato abbastanza ampio. Speriamo in Ciclistica Corse…
All people deserve good life and loan or car loan will make it better. Just because people’s freedom depends on money state.