20.12.2011
Inizio
Cinas in Altro | 13 commenti
Cambio la bici.
Ma la vecchia mi guarda.
La fisso (la faccio fissare).
La provo e penso questo coso lo vendo.
Ma poi no.
Poi è bellissimo andarci.
Come quando eri piccolo e giravi vorticosamente intorno a casa e il pedalare era bello di per sé.
Però quando la uso, che sono pendolare motorizzato? Tutti i giorni 45 minuti di autostrada e poi mezzora di tram.
E poi provo e anche se Torino alle 8 può essere fredda – stamattina forse sottozero – faccio questa cosa e cioè smonto la bici, la carico nella piccola Ypsilon, arrivo all’uscita dell’autostrada, la rimonto e vado in centro in fissa. È qualche giorno che succede.
Mi diverto troppo.
Un ragazzo mi ferma e mi dice “mai visto un cinquantenne con cravatta in fissa.”
Bè, c’è sempre una prima volta.
13 commenti su “Inizio”
speriamo anche una seconda, terza, quarta ….
Anch’io faccio la stessa cosa da qualche mese, troppo divertente!
E’ bello concentrarsi solo sul "gesto atletico" del pedalare e lasciare che tutto il resto scorra.
A proposito, tu smonti la bici o hai un portapacchi?
Mah, io metto la bici nell’auto con i sedili posteriori abbassati e tolgo la ruota anteriore. Così facendo non ho problemi di visibilità e di aerodinamica, visto che mi muovo spesso in autostrada.
Domani ad esempio vado per lavoro a Milano e mi porto la bici dietro.
Comunque, mi stupisco che in generale, su blog e forum, si dia poca enfasi all’enorme divertimento che si prova in fissa rispetto alla ruota libera (utile per altre situazioni: io mi tengo la mia umile Roubaix per le gite fuori porta con salitelle varie, che per uno alto 185 e pesante 94 kg non sono – come dire – agevoli in fissa).
Poi, dopo un tot di tempo, mi è presa la curiosità/nostalgia e così, per provare, son tornato alla ruota libera. Mi son stupito del vagare leggero, delle pieghe smodate senza calcolo. Ti riscopri in piedi ad ammirar ciò che ti sta intorno sfruttando l’inerzia con il vento in faccia. Buona parte del fascino del fisso sta nella contrapposizione con la libera. Se il mondo fosse solo fisso sogneremmo la libera.
Clau.
visto il tuo uso, forse dovresti provare una Brompton. Alla fine, forse, useresti ancor meno l’auto. Perché? Perché si accoppia benissimo al treno alla cravatta e alla ventiquattrore! (anche sono una cosa alla volta)
agli inizi della vicenda c’erano tonnellate di parole per descrivere stupore e meraviglia dell’andare in fixa. adesso che il fenomeno si è assestato/consolidato lo si dà per scontato. mi sa che dovresti documentarti, ma fidati: il boom è dovuto essenzialmente alla pedalata suprema della fixa.
eh, mi sono documentato, ma probabilmente ho letto soltanto scritti recenti. mi sembra che attualmente ci sia soprattutto un approccio estetico.
il che va benissimo, secondo me. che ci siano persone che vanno in bici unicamente perchè hanno una bici bellissima o perchè si sentono fighi o per sfoggiarla davanti ad un locale non mi disturba affatto: una bici in più per strada spesso significa un auto in meno.
Cinas, è un paese di parrucconi tromboni questo, rovinato dai tabù indotti da una religione fondata sul senso di colpa (non l’ho colta io quella cazzo di mela, non rompetemi i coglioni: domani vado al mercato e ve ne compro un chilo!…) e da un ideologia politica basata sull’elogio del brutto (sì, mi piace radermi, lavarmi e metter vestiti ordinati, mi fan cagare le giacche di velluto marrone, gli occhiali in bachelite nera e i peli incolti…) e della sofferenza (non è "la corazzata Potemkin" ma Ejzenštejn stesso ad essere una cagata pazzesca…) dove ogni cabarettista sente il dovere morale di dirti che ha fatto tanto teatro (sai, la Kultura con la K…) ed ogni ciclista ci tiene a dirti che la sua è una scelta per le balene giapponesi e la foresta amazzonica e quindi ci si vergogna a dire che ci si diverte (perchè la satira è ok, ma la risata è fascista…).
Faccio outing per l’ennesima volta: vado in bici anche perchè mi diverto, alla faccia della carne in scatola con le vene fuori dal collo in coda sulla circonvallazione, vado in fissa perchè trasformo in tempo ludico la noia dello spostamento, faccio surplace ai semafori perchè mi sento in una via di mezzo tra Giochi senza Frontiere e il Circo mentre all’autosauro affianco a me gli fa brum brum anche il cervello.
Poi certo, l’ecologia, la sicurezza, la mobilità sostenibile, l’antani alla supercazzola con lo scarburamento a destra, ma IN PIU’ io mi diverto e lo dico.
Senza tessere nè etichette……
accidenti unto, che pippone che ci hai fatto!
Frank, perchè mi son rotto dei pipponi che mi fanno da quando son nato, da un popolo che strepita contro la crisi ma affolla i negozi di cellulari, in questo paese che si prende troppo sul serio e che serio non riese ad esserlo nemmeno per sbaglio. C’è differenza tra serio e serioso: la bici è una cosa (divertentemente) seria, l’Italia è (noiosamente) seriosa…
absolutely. Però posso farti notare, riguardo al tuo precedente post, che si scrive "né".
Hai ovviamente ragione Giulio, parlo 6 lingue ed una peggio dell’altra. A mia discolpa posso solo dire che l’accento errato è un refuso casuale. Non perchè sia solito scriverlo in maniera corretta, ci mancherebbe, ma perchè solitamente l’accento nemmeno ce lo metto…
Da due giorni ho quattro biciclette: una legnano sport 28 ruota libera-tre pignoni del 69, una borsari 28 ruota libera un pignone, la bici da pista fissa d’epoca, e ultima arrivata una taurus contropedale appena uscita di fabbrica! sono tutte bellissime e piacevolissime e provo una gioia immensa ogni volta che le uso anche solo per pochi minuti!!! quindi la morale che ne scaturisce, almeno per me, risulta: non è importante con che bici vai, è importante che in bici vai!! ciao
7collicollafissa!