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La faccia come il culo

Redazione in News | 28 commenti

6a00d83451654569e200e54f2972838833-800wi.jpgDa Repubblica: "Ho fatto tutto quello si poteva fare per accertarmi che nel prodotto che ho acquistato in una farmacia di Lariano, il paese in cui abito, non ci fossero sostanze proibite. Di fatto, nelle capsule che mi ha preparato il farmacista ci sono cinque sostanze, nessuna delle quali figura nella lista dei prodotti vietati, così come è scritto sul foglietto illustrativo. Come facevo a sapere che dentro, uno dei cinque elementi che costituiscono le capsule c’era uno stimolante vietato?"

28 commenti su “La faccia come il culo

  • frank scrive:

    può darsi, anzi è probabile che sia una scusa, nonostante ciò mi dissocio dal titolo che vedrei invece più adatto a certi dirigenti del coni che “si sono sentiti traditi”. ormai è una costante: quasi ogni ciclista vincente non passa i test antidoping. se è il sistema che funziona così la responsabilità non può essere solo dei singoli, ma è soprattutto di chi lo gestisce.

  • daNNiele scrive:

    mi ritrovo sempre a commentare notizie sul doping, ma solo ora mi viene in mente una cosa, anzi due: così è più semplice per tutti: chi viene beccato è sempre chi vince, quindi rimane una parvenza di pulizia degli altri (se beccassero la maglia nera super bombata!) che puliti non sono; le squadre poi, in caso di tanaliberatutti, fanno finta di niente e licenziano il corridore: perchè invece, per regolamento, farle essere responsabili direttamente della condotta dei loro sitpendiati?
    Come in tanti altri sport che di sport non hanno più nulla, forse sarebbe meglio fare qualche anno di apusa ridimensionare tutto e ripartire….ma chi fermerebbe un ingranaggi cosi redditizio!?
    x frank: anch’io pensavo: e se lei non lo sapeva veramente? ma poi ci ho ripensato e ho riflettuto sul fatto che, a mio parere, questi anche per bere l’acqua frizzante al posto di quella liscia sentono il parere del medico/preparatore….

  • alberto biraghi scrive:

    Scusate, non mi ero accorto di essere loggato come “redazione” e ho postato un articolo che rappresenta il mio pensiero, non quello di Ciclistica. Non so come cambiare l’autore, credo non si possa :-)
    Comunque ovviamente il titolo non è riferito alla poveretta, ma al fatto che è stranoto che corrono tutti bombati, che beccano solo chi vince, che quando li beccano facevano tutti una cura dimagrante e che figuri loschi come Pescante sono sempre ben saldi alle leve del potere. Paese di merda.

  • frank scrive:

    daNNiele, l’ho detto che probabilmente è una scusa: fatico a credere che chi corre in bicicletta, nel pieno della stagione agonistica abbia bisogno di preparati per dimagrire. soprattutto quando sono seguiti da preparatori e medici. così come posso immaginare che la classica storia del “non sapevo che” sia magari un suggerimento di qualcun altro.

  • Michelangelo scrive:

    Biraghi, te sei bombato de bonarda ieri sera?
    In ogni, come fai noare con il “tuo” pensiero, siamo alle solite. Non direi paese di merda bensì merda di paese, nel senso che, come in tutti i luoghi del mondo, succedono ste cose.
    Ieri sera mia moglie m’ha beccato positivo al peperoncino…
    M!!!

  • massi scrive:

    Se quella dimagrisce di un grammo scompare.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Esatto Massi, parlare di cura dimagrante per una che pesa 18 chili con bici, boraccia (piena) ed orecchini fa ridere.
    Per il resto non ritirerò fuori la mia filippica sul doping (Donna Valentina si stancherebbe…), su come viene gestito l’antidoping (fermare per ragioni di sicurezza della salute un ciclista beccato con 50,1 di ematocrito e non fermare il compagno che segna 49,9 è ridicolo…) e sulle scuse ridicole usate dagli sportivi (spodestare il recordman Blasi del “colpa di una lozione per i capelli” poteva riuscire solo a Borriello con la crema vaginale della fidanzata…).
    Posso dirlo?! Io sono per il doping libero…

    p.s.: pensare che un ciclista si penta ed ammetta le proprie colpe è ridicolo, perchè questa è gente che comincia da bambini a doparsi. Il doping è una cultura, non una lista della spesa…

  • valentina scrive:

    cura dimagrante???
    la fanciulla sembra quasi anoressica!
    tanto per mettere altra carne al fuoco…o qualche verdura dietetica per non scontentare nessuno.
    vado a scolare la pasta!

  • nik scrive:

    per SpocchioxOcchio dai un occhiata a questo di link!
    Comunque pedalando a 20 Km si ha un consumo di 20Kj/Km
    con un cinquantino si arriva a 966 Kj/Km
    con un SUV 3640 Kj/Km

  • lollop41 scrive:

    Ciao,
    che brutto vedere sbattuto sulle pagine dei giornali un ciclista che vola in salita…
    e tutti a fare i moralisti!

    O lo si lascia libero il doping (almeno nel professionismo), con l’idea che tanto la vita è la loro e che vengono pagati per andar forte (ci sono tanti mestieri che ti rovinano la salute o ti possono uccidere…), oppure bisogna responsabilizzare tutti!
    La squadra che fino a qual momento ha guadagnato soldi con l’immagine del campione.
    La federazione di appartenenza per gli stessi motivi.
    Prepartore atletico.
    Sponsor.
    E così via… tutti quelli che hanno guadagnato perchè quell’atleta andava forte dovrebbero pagare ed essere considerati corresponsabili.

    E poi controllo per tutti! ma tutti! alla partenza e all’arrivo, se uno viene beccato, squalifica alla squadra!

    Troppo?

  • valentina scrive:

    in effetti si potrebbe anche decidere che si ammazzino tutti come gli pare e in qualsiasi modo, però per favore non chiamiamolo più sport.
    non ci vedo nienta di sportivo nel doping.

  • lollop41 scrive:

    per Vale anche io sono contro…
    e hai ragione che non è sport… è una macchina da soldi.

    Però non bisogna nemmeno nascondersi,
    il doping c’è, è diffuso e non solo tra i professionisti,
    ci sono anche amatori che si dopano per arrivare centesimi anzichè 101.

    E tante pratiche consentite sono solo propedeutiche al doping.
    Pastiglie di amminoacidi perima e dopo la palestra, gel e roba chimica… tutto per andare un po’ di più…
    alla fine il confine tra una bustina consentita e una no diventa molto labile.

    E chi controlla le giovanili?

  • valentina scrive:

    infatti lollop, concordo.
    io il ciclismo non lo seguo più da molto, non riconosco più le belle imprese sportive…direi anzi che mi annoia.
    ciò non toglie che un problema ci sia e di dimensioni gigantesche e anche nelle garette della domenica ci si dopa per arrivare avanti barando. che tristezza.
    sembra che ormai si possa comprare tutto e non si sogna più.

  • Unto dal Pignone scrive:

    LOllo, come scrivevano oggi sul Corriere un ciclista sa a malapena leggere e scrivere, figurati se conosce i valori di certi medicinali. Ci sono medici e scienziati che ci lavorano, lautamente pagati (alcuni medici hanno un contratto con incentivi economici in base ai risultati della squadra. Incentivi che non vengono restituiti quando uno sportivo viene squalificato…) e che quando uno sportivo viene beccato non pagano mai.
    C’è sempre un ciclista abbastanza debole per passare da capro espiatorio, mentre dirigenti, medici e preparatori non pagano mai. E se la media in salita scende di due km il giornalista fa pure il deluso perchè “l’anno scorso il livello tecnico era più alto!”.
    Ma andate a cagare va’, ipocriti! Gli sportivi di ogni disciplina non possono fare a meno dell’aiuto chimico per raggiungere certi risultati e sostenere certi ritmi (qualcuno conosce i farmaci incriminati nel processo contro la Juve?!…), quindi o si cambia il sistema dei calendari (l’altra sera le tre grandi del calcio si sono affrontate dopo una settimana di preparazione: UNA SETTIMANA!!!…) e si accettano prestazioni inferiori opure si liberalizzi il doping, con liberatorie di consapevolezza firmate dagli sportivi, legali dello sportivo che informino il proprio assistito dei farmaci assunti, e divieti solo per quelle sostanze che creano effetti collaterali gravi per la salute degli atleti (pochi lo sanno perchè pochi ne parlano, soprattutto in un paese maschilista e celodurista come questo, ma alla metà dei ciclisti anni 80 non tirava più già a partire dagli anni 90…).
    La situazione equivoca di adesso, col limbo dei ciclisti fermati col 50,1 di ematocrito e quelli con 49,9 che gareggiano liberamente, è pura ipocrisia che non fa bene a nessuno.
    Poi, certo, la Juve è stata assolta, come no…

  • clambfr scrive:

    il doping è ormai implicito nel ciclismo; fa tristezza anche a me dirlo, ma credo che nessuno ne sia esente, in grandi o piccole dosi quali quelle che assume ciascun*. Detto ciò, aspettiamo il miracolo della Bastianelli, il giorno che scomparirà mettendosi di profilo…

  • “Tenga ‘a bomba, chella forte, chella bbona. C’è metredina, simpamina, aspirina, franceschina, cocaina e peperoncino di Caienna, ‘a vulite?”
    Io, d’altro canto, ho notato un aumento delle prestazioni con le “melenzane a fungitiello”, che di dietetico non hanno nemmeno il nome. NB: non c’è alcuna attinenza coi funghi, checchè se ne dica.

  • Adimant scrive:

    Come già detto altrove, come già commentato da qualcuno anche qui, il problema veo è l’amatore che si dopa pe arrivare nei primi cento della granfondo. Magari lasciamo da parte gli amminoacidi e i sali minerali: io sto parlando di EPO diffusa tra cinquantenni e sessantenni, di gente di 45 anni che corre una granfondo a settimana da 130 km a 40km/h (chi fa le gran fondo sa di cosa parlo e chi è un amatore vero, di quelli che ritagliano la mezz’ora per fare i rulli o le tre ore la domenica mattina per mettere assieme 100km, sa come sia difficile fare anche solo una quindicina di km a quelle velocità). E parlo di ex professionisti, come Rumsas, squalificati per doping che continuano a fare soldi grazie agli inviti da parte degli organizzatori della Novecolli o della Maratona delle Dolomiti. Tanto per fare un nome famoso.
    Peccato che tutti i regolamenti di queste ‘gare’ (regolamenti che peraltro definiscono queste corse come non competitive) vietino esplicitamente l’iscrizione agli squalicati per doping.
    Qualcuno dice di legalizzare tutto. Io dico che esistono ancora nelle federazioni e fuori persone che combattono contro il doping e che non è giusto legalizzare e dare a chi si avvicina allo sport questo tipo di esempio.
    La cocaina oggi è diffusissima: che si fa, la si vende nei supermercati perchè tanto non si può risolvere il problema? La classica soluzione all’italiana, il condono generalizzato, la legalizzazione di quello che non si VUOLE combattere non è un rimedio, non è morale, non è giusto nei confronti di quanti lavorano legalmente.
    Sarò un illuso, ma credo che si debba ancora (e sempre) tenere alta la guardia contro chi pretende di abbassare il livello di civiltà e di eticità della società, dello sport, del lavoro.

    E, per finire, appoggio anch’io il doping delle “mulignane a fungetielli” proposto da Dalianera. Se qualcuno vuole la ricetta, ci viene a trovare a Napoli e ci mettiamo d’accordo!!

  • mau scrive:

    La lotta al doping “amatoriale” da parte dei governi è legata alle statistiche sui danni causati al servizio sanitario nazionale: se dopo un tot di anni in cui l’uso di epo, betabloccanti, anabolizzanti, ormone della crescita ecc. può essere messa in relazione diretta con casi di infarto, mononucleosi,insufficienza renale, diabete, cancri vari, tutte patologie che creano un peso sanitario allo stato, allora conviene investire nella prevenzione. Il problema sta nel contrastare la mentalità che nel frattempo si è diffusa: spot pubblicitari di vitamine, sali, la redbull già è una bomba che anni fa non sarebbe mai stata approvata dal ssn, che rendono propensa la gente ad accettare anche qualcosa di “più forte”, e dopo hai voglia a vietare le cose. In alcune nazioni, cina, thailandia ecc. non sono vietate queste sostanze, circolano liberamente, e con internet si ordina di tutto, e non pensiamo che siano “tarocchi”, le case farmaceutiche sono anni che hanno laggiù gli stabilimenti di produzione del principio attivo, perciò arriva di tutto, a prezzi ottimi. E’ successo così anche con la legge del casco per le moto, il problema è che si salvano più persone, ma restano anche tanti handicappati, perciò non sono più tanto sicuri che sia stata una buona idea, se schiattavano non dovevi più mantenerli, negli Usa dove è vietato fumare anche in strada, non c’è l’obbligo del casco, perchè là è comunque tutto a carico dei privati perciò cazzi loro, mentre per il fumo da quando i tabaccai hanno cominciato a perdere i processi per i danni causati, allora basta. tanto per 20 milioni di fumatori meno di qua ce n’è mezzo miliardo in più nei paesi in crescita (in africa fuori dai concerti o dalle partite gli stessi che da noi scrivono “il fumo uccide” sui pacchetti regalano le sigarette ai bambini). dunque bombatevi pure ma per favore non rompete le palle dopo.

  • lollop41 scrive:

    per Adimant: l’idea di liberallizare tutto era solo una provocazione… era solo per mettere le responsabilità nele giuste mani.
    Faccio anch’io gran fondo (mtb però…) e si fa una fatica bestia, poi mi considero fortunato che già i sali li vomito per cui nella borraccia ho il the con il miele…

    Quello che volevo dire era che è facile lamentarsi del doping quando si viene bombardati dalla necessità della prestazione, quando tutte le pubblicità ti fanno vedere prodotti per dimagrire, andar più forte senza fatica, essere felici, socializzare e così via…

    viuoi dimagrire mangia meno e pedala di più…
    vuoi andar più forte idem come sopra…
    sei sei stanco riposa…
    se vuoi socializzare chiacchiera con qualcuno…

    semplicistico?

    Quello che mi fa più arrabbiare non è il supercampione che si dopa, è che nessuno dice nulla dei NON campioni che si dopano, nessuno dice nulla di quanto il dopato fa guadagnare alla squadra/medico/preparatore/sponsor, e che nessuno chiede un risarcimento a questi loschi figuri…

    Mi sembra una cosa simile alla sicurezza in cantiere, se non lavori alle mie condizioni ti licenzio, se poi ti fai male la colpa è tua…

    Voglio la ricetta dell melanzane…

  • tonii scrive:

    l’unico metodo per combattere efficacemente il doping e mettere tutti i concorrenti allo stesso livello e’ costringerli a farsi un chilum di maria skunk prima di partire.

    ok, si allungheranno i tempi della corsa, ma almeno passa loro la voglia di prendere medicine quando malati non sono. se non nel cervello, ma a quello serve la maria.

    relax, be happy.
    - competitivita’
    + convivialita’

  • peppo scrive:

    Sbagliato, tonii, è la stessa cosa: maria o anfetamina o epo, è la stessa cosa, inutile nascondersi dietro a certe idee vecchie e stantite. Non siamo nati nè con una sigaretta in bocca, nè con una siringa nella chiappa, nè con una cannuccia nel naso. se vuoi andare in bici ci vai, se vuoi andare a piedi meglio ancora, se vuoi andarci coi sandali ancora di più.

  • tonii scrive:

    caro peppo, perdonami ma non concordo.

    un conto e’ estremizzare la competitivita’, trasformare la passione in mercenarismo antisportivo, esaltare lo scopo a detrimento dei mezzi per raggiungerlo, tutt’altro paio di maniche e’ fottersene del sistema, starne fuori ed essere felici.

    una che prende medicine quando sta bene per me non sta affatto bene e avrebbe bisogno di un aiuto psicologico, se non altro.

    sara’ un’idea vecchia e stantia, ma chiedersi se si e’ felici non mi sembra una domanda cosi’ peregrina. questa societa’ veloce e scintillante sara’ molto piu’ IN ma produce infelicita’ e drogatelli di massa.
    forse starne fuori non e’ poi cosi’ male.

  • Lanerossi scrive:

    Non siamo nati nemmeno con una bici sotto il culo.

  • valentina scrive:

    x adimant e lollop
    chiaramente anche la mia era una paradossale provocazione, solo per dire quanto ormai siamo lontani dallo sport con la S maiuscola, ormai è un circo con fenomeni da baraccone che durano quanto un temporele estivo!
    per il resto penso che sia proprio arrivato il momento di fermarla questa Giostra…

    mi piacerebbe se nessuno seguisse più il ciclismo, il calcio ecc.
    via gli sponsor, via i soldi e le dirette e si riparte. (per quanto mi riguarda lo sto già facendo visto che tra l’altro si vedono più sckoda che bici)
    lo so che è impossibile!

    e la ricetta delle melanzane??? :)

  • “Lavare le melanzane, asciugarle con un canovaccio e, senza sbucciarle, tagliarle a tocchetti, metterle in uno scolapasta spolverizzandole con un poco di sale. dopo circa una mezz’ora le melanzane avranno perduto parte della loro acqua di vegetazione; spremerle leggermente e friggerle poche per volta in olio abbondante. quando cominciano ad imbiondire scolarle con la schiumarola e poggiarle su un piatto in discesa, in modo che l’eccesso di olio possa colare verso il basso. togliere l’olio dalla padella lasciandone un cucchiaio o due, quanto basta per soffriggere l’aglio. quando questo comincerà ad imbiondire versare in padella i pomodori spezzettati sbucciati e senza semi e dopo due o tre minuti le melanzane. salare, spegnere il fuoco ed aggiungere una manciata di basilico tritato. servire tiepido.variante: aggiungere capperi dissalati in acqua tiepida e olive snocciolate.”

    Questa è la ricetta, in linea di principio. Poi ogni mamma/zia/nonna che si rispetti ha il colpo segreto.
    Personalmente asserisco che con le mulignane a fungitiello di Zia Carmela si riesca a fare Sorrento (mare) Montevergine (cima) in 24′, con vento contrario.
    Ovviamente 53/11.

    (ricetta tratta da: http://www.ricettepercucinare.com/ricetta_campana-melanzane_a_funghetto.htm)

  • Unto dal Pignone scrive:

    Beccato oggi l’italiano Sella, che ha fatto sognare gli italiani con tre tappe pantanesche al Giro di quest’anno. Lo chiamavano il giovane Sella (nonostante avesse due anni in più di Contador, in questo paese di babbioni gli italiani si considerano sempre giovani…).
    Alla positività di Riccò aveva commentato: “E’ una sconfitta per tutto lo sport italiano…”
    Bèh, non ci sarà la bella perchè abbiamo perso anche la rivincita…

    p.s.: l’ho inserito in questo topic perchè prendo a prestito il titolo da Alberto Biraghi, anch’io usandolo a titolo personale per Sella. Non ho paura di querele…

  • Michelangelo scrive:

    LEGGO SOLO OGGI, dopo giorni senza PC, passati a doparmi di spaghietti all’Amatriciana, vino rosso a profusione, salsicce, carne e scamorze alla brace (una faticata tremenda, la granfodno della forchetta, con GPM di profitterol al fondente).
    Credo si sia perso il segno, concordo con Vale e la maggior parte di voi, la bici non è più uno sport, per noi è ritornato ad essere un mezzo di trasporto, l’auto non è mai stato sport (è un circo che gira soldi), il calcio è solo l’evoluzione del pallone giocato nei prati.
    Morale della storia freghiamocene, pedaliamo che ci divertiamo e ci fa bene, muoviamoci perchè ci piace e del resto…
    Personalmente dovrò ammazzarmi di sport, sono riuscito a mettere su 4 kg in meno di una settimana, hai voglia a pedalare e correre, potrei farmi consigliare qualche pilloletta ma perderi il gusto di perdere peso per riacquistarlo convivialmente.
    M!!!

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