04.08.2008
La leggera brezza del cambiamento
Redazione in Altro | 30 commenti
Cristiano dalianera ha scritto a Ciclistica: Indefezionabile staff di Ciclistica.it e vacanzieri lettori, non vorrei sembrare spudoratamente ottimista, ma pare che ci siamo.
Da qualche tempo in giro per la provincia di napoli noto questo grazioso cartellone pubblicitario con la federica ridolfi intenta a fare da sexy-mannequin a un pigiama.
Cosa c’è di strano? Siamo abituati a vederla appiccicata al muro (…nel senso del calendario, si capisce).
Cosa c’è di strano? Siamo abituati a vederla appiccicata al muro (…nel senso del calendario, si capisce).
Ma questa volta la signora inforca UNA BICICLETTA!
Eh si si si, la federgnocca in questione abbandona il target “auto lussuose” e si poggia con grazia su un sellino da corsa.
Vederla svettare su fondo giallo al di sopra delle auto in sosta ha reso più allegra la mia giornata.
Eh si si si, la federgnocca in questione abbandona il target “auto lussuose” e si poggia con grazia su un sellino da corsa.
Vederla svettare su fondo giallo al di sopra delle auto in sosta ha reso più allegra la mia giornata.
E se l’ispirazione dei pubblicitari è la temperatura della società, allora il mio ottimismo è quasi giustificato.
La rivoluzione sta arrivando, e non sarà motorizzata.
Sempre con ammirazione umana e componentistica,
La rivoluzione sta arrivando, e non sarà motorizzata.
Sempre con ammirazione umana e componentistica,
Cristiano dalianera
30 commenti su “La leggera brezza del cambiamento”
Proprio seduta sul sellino non è, questo sembra mutato in un elemento fallico, più porno di così non si poteva elaborare una foto! E’ incredibile come questa pubblicità denoti si un cambiamento sicuramente positivo, ma rappresentando sempre la donna come una bambola di plastica che aspetta di essere utilizzata. Bici o macchina il messaggio è sempre quello, è un pò come assimilare il mondo ciclistico a quello automobilistico. Ma cavolo non è così!
La cosa non è nuova. Un paio d’anni fa Fornarina aveva tappezzato Roma con manifesti con tre modelle appoggiate a tre bdc (Bianchi)…
Ciao,
sicuramente la bici sta diventando cool, o “figa”, per dirla alla milanese…
benvenga…
tanto per perdere tempo… e dopo aver rimirato la beltade di cotanta fanciulla….
secondo voi è con i piedi sui pedali? le gambe, osservanole bene
sembrano parallele e ad una strana angolazione per essere costei pedalante…
e poi girata così si cappotta subito!
Carina l’idea ma l’accostamento pigiama-bici da corsa non lo afferro…
Fixie per la donna (o l’uomo) che non deve chiedere mai!!!!
Suona bene?
Avevo già visto da tempo questo cartellone, e quoto interamente l’analisi di massi. Anche da queste campagne risalta l’utilizzo strumentale della bicicletta come tocco “eco” da parte del marketing, visto che col pigiama c’ha ben poco a che fare. Forse questo può aiutarmi a capire: magari i due imbecilli in motorino che mi hanno preso da dietro l’altro giorno pensavano che io fossi la ridolfi, e son rimasti delusi…
ho cercato di tenermi alla larga dal commentare, ma visto che siete partiti non posso non concordare.
in effetti questa foto ricorda quelle attaccate nelle cabine dei camionisti che ad inquinamento non scherzano!
certo non è un messaggio che mi piace, nè per le donne nè per le bici
per fortuna le donne che vedo io in bici la sella la usano per sedercisi sopra e pedalare!
Vale, mi vuoi dire che non fai mai uno scatto in fuorisella?
E poi basta con questi completini in lycra antiigenici… al prossimo giro d’italia tutti in pigiama… di flanella!!!
Comunque la bici sta diventando un simbolo positivo e ricercato…
Almeno di ciò gioiamo…
E’ già, il punto è proprio questo. C’è si una bici nel cartellone, ma chi ha ideato l’immagine non solo non capisce nulla di ciclismo e di ciclisti, ma non sa neanche vedere la realtà. Una donna che va in bici è una meraviglia della natura, su una bdc poi…se bella poi…tra tante posture e punti di vista dove scattare la foto, questi sembra abbiano fatto un fotomontaggio prendendo una modella di playboy e appiccicandola su una bdc. Il risultato è pessimo, la donna sembra presa da una prospettiva diversa dalla bici, rimane schiacciata in una postura che non esiste in bicicletta, non è dinamica, ripeto aspetta solo di essere utilizzata. Non voglio fare moralismo, ben venga del sano erotismo, ma quella foto è proprio brutta. La gnocca in questione chiaramente no!
siii, come no, qualche fuorisella ci scappa, diciamo che la mia vecchia broks ha look meno fallico?!
per il resto massi ha ben sintetizzato quello che penso sull’ “utilizzo” della gnocca e non mi dilungo.
oggi devo essere proprio di buonumore, unto resterà deluso!
ciao
No Vale, sono deluso per altro. Prospettive, posizioni, sella fallica, mercificazioni della donna, ma quante balle!
Non è che la bicicletta possa guarire il mondo, la pubblicità è fatta da cretini per i cretini, punto. Inutile meravigliarsene. Dobbiamo gioire per il semplice fatto che ormai anche la bicicletta comincia ad entrare nelle menti della gente come elemento positivo e non solo negativo.
Fino a ieri la bici era il parente povero del motorino, roba per vecchietti o sbarbati non ancora quattordicenni. Ora (forse) comincia ad avere un aurea più positiva.
Che poi questa cosa sia strumentalizzata dai soliti cretini chissenefrega, intanto fino a ieri nella mente della gente chi andava in bici era uno sfigato o un maschiaccio di lesbica e veniva scartato a favore di panzoni sudati in suv o baldracche in minigonna: ricordo ancora lo scherno di un mio amico che lasciò la scuola per andare a fare il benzinaio e potersi comprare la moto “vai, vai in bicicletta, te…guarda qua che roba che mi son fatto!” Ma tientela!
Se queste pubblicità cominciano a segnare un cambiamento dobbiamo goire solo di questo, senza pretendere di colpo che il marketing diventi di buon gusto, che i ladri non rubino, che gli spacciatori smettano di vender droga, etc…
Ricordo una polemica di Beppe Grillo sulle pubblicità dell’acqua che dicevano cose del tipo “se la bevi diventi una strafiga!”. Ecco io credo che il commento di Dalianera significasse “fino a ieri comunicavano che sei una strafiga sulla fuoriserie, da oggi comunicano che anche in bici una può essere strafiga”. Dà fastidio il principio (ma perchè bisogna essere a tutti i costi strafighi?!…), però questo è un passo avanti e va preso per tale. Non potete pretendere di vincer la guerra in un unica battaglia…
p.s.: a me poi la Ridolfi va bene comunque, figuriamoci su una bicicletta…
@Unto: esattamente.
Più qualche considerazione sparsa, ormai superflua.
Bravo Unto!
“che gli spacciatori smettano di vender droga” nel senso che cominci a venderla lo stato, o no?
a me pare che quella l’hanno messa in bici per trovare la scusa di farle alzare il culo e far vedere le zinne, senza avere il casco o la tuta di pelle da moto
ma, sarà, io non trovo di che rallegrarmi, e non parlo solo in quanto donna.
se ormai dobbiamo ringraziare un pubblicitario e un venditore di pigiamini, e come diceva massi la foto è pure brutta, siamo proprio alla frutta.
o come diceva unto “la pubblicità è fatta da cretini per cretini” e io sono così cretina da credere ancora nelle rivoluzioni, soprettutto culturali, più che commerciali!
non credo che quell’orrendo manifesto faccia bene alle bici, forse se ci avessero messo in sella ( e dico in sella!) un’atleta pure pure.
ieri era una bmw, oggi una bici, domani un cammello, dopodomani una navetta spaziale per andare a rompere le balle anche nell’universo vasto!
come i dalmata che si vedevano in giro qualche anno fa dopo la carica dei 101 che piacevano tanto ai nanerottoli, quando poi da peluches sono diventati cani, molti sono stati abbandonati per strada e non è stata una buona causa per gli animali.
questione di marketing!
le mode son sempre passeggere e non è certo un manifesto da officina a poter cambiare la cultura italiota.
infatti avete fatto tutti commenti sulla gnocca e non sulla bici…e siamo su ciclistica!
sarò mica gelosa???
be’, la bici fa schifo
appunto
fa schifo? ma no?!
Unto, io la vedo come Valentina: quello che viene dal cartellone non è un buon segnale per la bici. Se qualcosa è meno peggio, non vuol dire che sia già dalla parte del meglio (a meno che non si giudichi solo secondo logica). “La pubblicità è fatta da cretini per cretini”, e possiamo andarci su. Credo che, al limite, nelle intenzioni di chi come noi ama quel mezzo, a mio avviso vituperato più che beneficiato da questa pubblicità, la messinscena dovrebbe essere rovesciata: ovverossia, dovrebbe essere la bonona a fare da elemento associativo di rinforzo. Al limite: perché in questo caso si mercificherebbe comunque un corpo. Io vorrei che si smettesse di fare questa pseudo pornografia da parati murali, tutto qua. E men che mai sfruttando la bicicletta.
Cosa gliene viene al mondo della bici da quel cartellone?
Domandona.
La mia personale impressione guardandolo è stato: che bello, c’è una bicicletta! Francamente poco accorto alle ragguardevoli curve e alla erronea postura della signora. Dirò di più: ho appreso il nome della ridolfi e il fatto che pubblicizzassero pigiami mentre ritoccavo la foto (lo so, è un po una schifezza…ma il cellulare questo permette). Una cosa mi è stata subito chiara: è pubblicità.
Certamente volgare (nel senso di “destinata al volgo”), come ogni pubblicità, senza dubbio mediocre perchè realizzata male ma…capperi…al posto della solita macchinona c’è una bicicletta!
Cosa voglia dire? Non lo so, non me lo spiego. A diffrenza di altri non sono un esperto di comunicazione e marketing, ma a me fa piacere vederla li, grande e guascona sotto le chiappe della fanciulla. Perchè poi la pubblicità a questo serve, a vendere. E la patata, si sa, tira. Non le farei una colpa di ciò.
Riferimenti sessisti? Può darsi, ma gioirò con voi quando faranno per la cinelli bootleg o per la 666 della stazione uno spot emotivo che non preveda fanciulle discinte e ammiccanti come quello per la nuova 500.
Ma non mi commuoverò, riderò sotto i baffi anche allora.
Perchè “..alle gran dame preferisco le puttane, che ad essere sincere son le sole.”
E se poi scoppiasse una moda deflagrante, ancora meglio.
Le mode sono come le maree, e quando si ritirano lasciano sulla sabbia detriti e tesori. Questo, per i puristi, senza paura di diventaree meno eroici lancillotti della pedalata.
Tralasciando dalmata e cretinismo endemico,concordo con valentina a proposito delle rivoluzioni. Non credo siano fatte più di barricate e cortei zeppi di fumogeni. Credo piuttosto nelle attitudini, perchè ho capito che le idee sono contagiose.
Se poi il segnale sia buono o malamente, lo diranno i posteri, caro clambfr.
E diranno pure se c’è da ringraziare il pubblicitario per caso, autore del cartellone che pubblicizza ambiguamente un pigiamino.
Decisamente più avvezzi di noi alla pornografia
“..alle gran dame preferisco le puttane, che ad essere sincere son le sole”
su questo mi trovi perfettamente d’accordo, ma le puttane quelle vere, senza manager e protettore.
non è mica facile essere puttane, credo ne siano rimaste poche…poi c’è il troiame e la gnocca.
d’accordo anche sulle rivoluzioni non più sulle barricate ma sulle idee contagiose.
tanto per rimanere in casa, ciclistica è stata ed è un’ idea contagiosa e tanti ne ha contagiati. senza bisogno di pubblicitari e gnocche ne ha fatti andare in bici tanti…penso più di quanti ne faranno andare i bici in pigiamini (a proposito, ma a che servono?)
“Le mode sono come le maree, e quando si ritirano lasciano sulla sabbia detriti e tesori”
e un sacco di monnezza che ci hanno indotti a comprare e che non sappiamo come smaltire!
fatti un giro in spiaggia dopo una mareggiata…
ma poi stiamo parlando di una pubblicità talmente idiota! ma che c’entra una bici, di per sè dinamica, con un pigiamino. la fanciulla farà venir voglia di andare a letto, certo senza pigiamino, la bici ti porta di certo lontano da un letto!!! io sto pubblicitario lo manderei a spasso!!!
Vale, penso che Dalianera non abbia tutti i torti: in realtà, pur essendo del tutto d’accordo con te sulla pessima immagine che la pubblicità e certe donne danno della donna, pur essendo convinto che non vi sia alcuna attinenza tra pigiami, gnocca e bicicletta, penso che si faccia un po’ di confusione tra le cause e gli effetti.
Mi spiego: la pubblicità con annessa bicicletta non è, nè sarà, in alcun modo causa di affezione o spinta emotiva verso la bici in nessuno.
Ma quella stessa pubblcità è effetto della spinta di tanta gente come noi, di siti come Ciclistica, di manifestazioni come le CM, di tutto il nostro ‘agire ciclistico’.
Non amo vedere i pubblicitari appropriarsi di oggetti di uso comune e farne simboli, ma quando lo fanno è perchè, abituati a cogliere prima di altri i segni dei cambiamenti (che loro cercano di trasformare in mode), vedono in quell’oggetto un qualcosa di appetibile, di desiderabile, per le masse.
Penso che questo volesse dire Dalianera: se un pubblicitario ritiene una bici degna di essere sotto il culo delle Ridolfi più di una Porsche o di una Harley Davidson, vuol dire che crede che ci sia gente (molta) che associa la bicicletta ad un oggetto perlomeno piacevole.
Tutto ciò, ripeto, è effetto del fatto che l’atteggiamento nei confronti della bici si sta modificando. Non è una rivoluzione, è un lento cambiamento che ciascuno di noi, a modo suo, spinge e pilota. Di questo la pubblicità in questione non ha merito alcuno, ma è un segnale forte.
P.S.: Rota, la bici non è fixa, ma non è neanche brutta!
Ho immaginato di trovare manifesti che pubblicizzino bici al posto di quelli delle automobili.
Le fisse sono diventate un fenomeno e presto saranno così di moda che potremmo sentire l’esigenza di distinguerci pedalando qualcos’altro. E’ successo già in passato con la MTB, in Italia alla fine degli 80. Le pubblicità sono pubblicità, quello che devono fare e raggiungere l’obbiettivo, anche far parlare male di se.
Sull’abuso della figura femminile si può parlare per anni senza cavare un ragno dal buco. Una donna in bici può essere molto sensuale. Qualche donna potrebbe essere contenta di essere ammirata o desiderata, qualche uomo potrebbe non pensare tanto ed ammirare a bocca aperta. Una tri-atleta con un fisico perfetto ed allenato potrebbe farlo per farsi ammirare ed invidiare ma potrebbe anche voler essere lasciata in pace a pedalare e sfidare i propri limiti. Una ragazza in jeans potrebbe pedalare per essere ammirata ma potrebbe voler raggiungere il lavoro senza dover rischiare di essere importunata.
Cambiamento? forse è un po’ presto e poco ma continuiamo a sperare.
Adimant, d’accordo con te. Credo anch’io che se la bici trova spazio in una pubblicità “seducente” come questa è perché è cambiata la sua collocazione nell’immaginario collettivo, e ciò in parte lo si deve alla gente che ne ha fatto uno stile e una scelta di vita; questo, probabilmente, senza necessariamente associarla alla gnocca. Sì, la presenza della bici lì sta a testimoniare questo mutamento della sensibilità nei suoi confronti: ma nel caso specifico lo vedo più come un elemento di supporto, più che essere l’oggetto in primo piano, centrale, alla bonona di turno e a una merce – poteva essere una qualsiasi – che con la bici non ha niente a che spartire.
Consoliamoci pure, e rallegriamoci, se vuoi: ma è mero marketing, e nulla di più.
Ah, controprova: andate sul sito della marzocchi, e poi ditemi se non ho ragione. Che cazzo, una forcella forgiata da una sexi-operaia di fonderia…era meglio il fango
si, è chiaro il pensiero di dalianera e non ha nessun torto, infatti non sono in polemica con lui. i pubblicitari sanno quello che tira e fanno tirare quello che devono vendere, quando sono professionosti. una bicicletta al posto di una porsche vuol dire che qualcosa sta cambiando. ovvio, ci arrivo
solo che permettete che mi girano a pensare che se li c’è quella bici è grazie anche al lavoro dal basso di tanta gente che vuole cambiare se stessa e il mondo (oltre forse al giro e al tour), e poi si vede la bici associata ad un troione simile che sul suo sito ha i banner di video porno e che forse una bici non l’ha vista neanche quando ha scattato le foto?
e badate che non sono una moralista!
e poi porca puttana…ma è possibile che so’ sempre l’unica donna che scrive tra sta banda de matti!!!
Vabbè, Vale, stai a guardare i particolari… l’unia donna, come se a noi interessasse che tu sei donna…
Comunque a me non mi girano se un pubblicitario utilizza il nostro lavoro e il nostro pensiero: vuole dire che probabilmente se ho colpito il pubblicitario ho colpito anche qualcun’altro; il pubblicitario ha messo sulla bici finta il culo finto di un troione (vero?); qualcun’altro, può darsi (ed io ne sono l’esempio), ha messo su una bici vera il proprio, di culo (e ci ha annesso anche il cervello). E un po’ alla volta abbiamo vinto noi…
vabbè Adimant, comunque non è che non ci dormo la notte per ‘sta pubblicità!!!
l’importante è andare un bici, possibilmente facendo girare il cervello insieme ai pedali, uomini e donne indistinta/mente…..
Vale, non ci siamo capiti. Non ho detto che quel manifesto faccia bene alla bici. State confondendo la causa con l’effetto. Quel manifesto è effetto, non causa. Non è che grazie a quel manifesto aumenterà l’uso della bici, è che l’aumento dell’uso della bici (causa) e del suo ingresso sempre più massiccio nella mente della gente (un po’ merito nostro, un po’ merito dei petrolieri, un po’ merito del buco dell’ozono…) fa sì che la bici venga anch’essa vista come mezzo di trasporto con diritto di esistenza nelle menti dei lobotomizzati da spot TV. Come dice Adimant, il sospetto è che pian paino qualcosa si muove. Forse, magari tra 5 anni scoprono il petrolio sotto le Alpi e tornerà tutto indietro. Però, per il momento, questi piccoli passi un sorriso maligno me lo strappano…
Questa è una buona notizia, tutto qua. Senza per questo dover ringraziare il pubblicitario che (ma lo abbiamo già detto) persegue solo i suoi sporchi fini.
p.s.: e comunque, senza fare troppo lo snob, preferisco il culo della Ridolfi su una bicicletta che non le tette della Dellera che sporgono da una decappottabile nel famoso spot di quella compagnia petrolifera…
Comunque, bella o brutta questa pubblicità non è passata attraverso l’indifferenza, ognuno ha voluto dire la sua… Comunque comprendo meglio questa che non quella di Rutelli che s’è fatto fotograre su una bici ferma per promuovere la sua immagine tra i ciclisti di Roma… Bay, Bay!
@Unto; “p.s.: a me poi la Ridolfi va bene comunque, figuriamoci su una bicicletta…” SE TE BECCA L’AVVOCATA, SO’ ..ZZI TUOI, SAI CHE TE LA TOGLIE LA BROOKS?
M!!!
Siete dei bifolchi, non capite il vero messaggio, la bici è un mezzo che rilassa tant’è che puoi andarci in pigiama…
credo proprio che alla prossima CM ci vado vestito come la Ridolfi, che ne pensate, avrò successo?
M!!!
se ti rifai le zinne come la Ridolfi, sicuramente
se poi ce la porti di persona, ancora meglio: potremo mostrarle la posizione corretta in bici, oltre che di nuove…e che l’uso del mezzo produce bellissimi fondoschiena, come ben sappiamo dalle donne ferraresi.