14.09.2009
La mia bici
Discolo in Altro | 51 commenti
Salve Ciclisti!
Approfitto della cortesia dei padroni di casa del sito per pubblicare la foto della mia bici, quand’era ancora nuova (preferisco ricordarla così…).
Non è "trendy" ne "fashion" comprare la bici già fatta, e tantomeno se è così complicata rispetto alle fixe; però a me questa faceva impazzire a suo tempo.
Saluti da Carlo

51 commenti su “La mia bici”
mmmmh tutta ammortizzata con "forcella" ad uno stelo: mi sa che ci vai pesante col fuoristrada eh?
La forcella a uno stelo, così terribilmente asimmetrica, mi innervosisce.
eh, si a vederla sembra instabile, ma chi ce l’ha dice che va benissimo. vengono usate anche sugli scooter
Frank, le auto hanno quattro ruote, che facciamo, montiamo le rotelline allora? :D
http://lanerossi.altervista.org
?
tranquillo lane, ho visto anche dei carriarmati, ma non penso di mettere i cingoli alla bici
La Vespa la monta, vabbè, ma è un fatto dannatamente estetico: è asimmetrica e mi dà fastidio. Anzi, mi sembra una invalida di guerra saltata su una mina. Sarà pure funzionale…
Sarò pure di parte, ma ‘sta bici e una figata: fila come un pendolino e quando voglio diventa anche rigida ( e ci mancherebbe pure, con quello che mi hanno scucito gli aMMericani per rifarsi del brevetto EPO…)
Ok,ok adesso basta a tirarmela con la mia bici… Vogliate perdonare il momento di follia…
Io che apprezzo il mondo dellebici quasi a 360gradi dico che hai un bellissimo mezzo. e con lefty pure….
Chiaramente pubblicare qui le foto di una full a 27 velocita’ t espone a commenti di vario genere..
Attualmente sto restaurando una M800 del 92, se ami le cannondale sai di cosa parlo..
E per par condicio dopo aver pubblicato la mia Pinarello single speed postero’ le foto della mtb..
La Scalpel è stata un bici di gran lusso tra gli appassionati di mtb. Carissima, leggerissima…la tua poi montata Xtr, Easton, Crossmax dev’essere una piuma, così come dev’essere il portafoglio dopo averla pagata…a me Cannondale non è mai piaciuta, ma è come per le moto c’è chi l’ama, chi no. Comunque è un marchio che come assistenza ai clienti è realmente serio. Il primo proprietario (come spesso accade con le bici "top") sembra ne abbia visti pochi di sentieri, è immacolata, spero che con te le vada meglio…per esperienza coi miei soci di fuoristrada, di Cannondale ne saranno girate una ventina, la Lefty va davvero bene: torsionalmente rigida, funzionamento progressivo, zero problemi col fango, se vai senza mani si gira da una parte (ma non sempre…mistero), poca manutenzione ma quando ne hai bisogno devi andare in un centro specializzato e son dolori, così come per la manutenzione delle Mavic. Posteriore: Cannondale non ha mai avuto idee originali sui sistemi ammortizzati posteriori, sempre fatto solo i monocross. Questo è un ibrido tra un softail (foderi orizzontali flessibili senza perni) e un parallelogramma articolato (snodo sopra al forcellino e leveraggio all’ammortizzatore). Al di là della complessità del sistema e dei materiali, alluminio, carbonio ecc. per me ha un difetto intrinseco che si nota quando si pedala in salita sullo sconnesso (dove di più serve l’ammortizzatore, in discesa, a parte le velocità raggiunte e la stanchezza, si scende anche con le rigide, dappertutto): tutti cercano di ottenere coi vari sistemi, un punto di infulcro del forcellone, reale o virtuale, molto lontano dalla ruota posteriore, i monocross sono infulcrati sul tubo obliquo, perciò avanti, così sono lunghi, i quadrilateri con leve e levette tentano di ottenere un movimento della ruota ad arco ma molto ampio, il sistema Vpp, quello con le 4 leve, tipo Outland, che non c’è più, Santa Cruz, Specialized, Giant che sono le migliori, è l’unico che davvero pone l’infulcro del forcellone più avanti della ruota anteriore, e va alla grande. Su questa la flessione avviene a metà dei foderi posteriori, dove le balestre in carbonio sono piatte, perciò la parte flettente è poco più di una spanna in lunghezza. Questo impone una regolazione accurata dell’ammortizzatore, di solito con una pressione aria un po’ più bassa del solito (sennò le balestre "scalciano") e un freno idraulico del ritorno più elevato (sennò le balestre "scalciano"). Coi bloccaggi delle sospensioni in salita fuorisella va come un missile. Sulle discese difficili non riesci ad abbassare più di tanto la sella (e tu mi sembri bello lungo visto il tubo reggisella) perchè il verticale del telaio è tutto sacramentato e non è libero dentro. Gran bella bici.
bella mau!!
una curiosità: perchè o stelo singolo è sempre (almeno io l’ho sempre visto così) "lefty"? forse per dare qualche bilanciamento alla trasmissione che è a destra?
Boh…per me è più una questione di marketing. 1- Le foto delle bici vengono fatte quasi sempre dal lato destro, se si vedesse lo stelo forcella non farebbe l’effetto shock della ruota tutta a vista. 2- "Righty" non penso suonerebbe bene, mancino dà più l’idea di originale, un po’ differente. 3- I freni a disco sono a sinistra, credo che fare una pinza anteriore destra sarebbe un fuori standard per l’entrata tubo olio, e non si potrebbe scegliere l’impianto frenante, già c’è bisogno del mozzo anteriore dedicato…
ah ecco, mi sa soprattutto l’ultima che hai detto
tutto dipende da cosa vuoi farci…
M!!!
Mmm…la Cannondale ha sempre avuto un marketing attentissimo…
Cmq dipende dalle gambe che c’hai. L’Xtr è teoricamente il top dei gruppi, ma è fatto per chi è forte. Non avendo un giro bulloni delle corone di tipo "compatto", ha la corona minima da 24 denti, perchè il 24/34/46 offre un numero di rapporti reali utilizzabili più ampia dei compatti 22/32/44. Dall’Xt in giù è da 22. Se dietro hai pignoni fino al 32 in certe situazioni puoi essere un po’ al limite col 24/32. Il 22/32 è meglio. Personalmente ho sempre voluto il rapporto minimo più basso possibile, la mia vecchia Mtb ha ancora le corone a 5 bulloni, che permettono di montare il 20 denti, e il 20/32 "rampa" di brutto, mentre su quella nuova ho il 22/34. Dipende cosa vuoi fare, a me piace tentare di salire sempre in bici, e le provo tutte, anche se a piedi si farebbe metà fatica.
pazzia allo stato puro…
Arrivato ad un certo punto lascia la bici e sali a piedi.
M!!!
Prima o poi arrivi a dover mettere giù i piedi, perchè scivoli, ti impenni, non passi l’ostacolo, ti esplodono le gambe o collassano i polmoni, oppure ti ribalti in avanti in discesa, ma vale sempre la pena di provare a passare, è il gusto di andare in Mtb. Non è solo fiato e chilometri, c’è la tecnica, la guida. Vado anche con la bici da strada, sia chiaro, ma il gusto della Mtb per me è il massimo. Se dovesse essere solo il confronto tra fatica a piedi e in bici, anche il Lissolo converrebbe farlo camminando, ma certe rampe al 30% vuoi mettere quando arrivi su, o certi passaggi sui sassoni in discesa, certi budelli col sedere sulla ruota dietro che una volta che ti ci sei infilato non puoi più nè fermarti nè saltare giù…
ho sempre sospettato che la vera mtb non sia per tutti
Ma che vera e non vera! Cosa credi, che ci voglia meno "pelo" in una volata in velodromo? O meno gamba in una granfondo da 4000m di dislivello? Con la Mtb si fanno più caz…te, quello sicuro, poi ci si diverte con tutto, a fare il Colle Brianza con la fissa, o fare un viaggio con dietro i bagagli. Basta aver voglia di andare.
sisi, però ti assicuro che su certi percorsi preferisco andarci a piedi. e sono d’accordo che sia questione di capacità tecniche e pelo sullo stomaco. però il terreno troppo sconnesso a me non piace, mentre sull’asfalto o sulla terra battuta problemi ne ho pochissimi. appropos, dev’esser bella da fare la strada che da abbadia lariana sale a campelli e poi su asfalto ai resinelli, ci hai mai provato? (io l’ho fatta solo a piedi)
Così così, può essere una maniera di allungare la "traversata bassa" che si fa dai Resinelli al rifugio Pialeral, che è un po’ più "guidata", e che puoi ancora allungare fino al rifugio Riva passando da S. Calùmer, ma non vale la pena di andare fino Abbadia su asfalto per salire da lì, è meglio fare l’anello stando in Valsassina. Per tanti anni si poteva ri-scendere a Lecco sui sentieri che passavano da Versasio e sotto, adesso c’è la superstrada e buonanotte…
beh si, però pensavo di arrivare in treno a abbadia e ridiscendere poi a lecco dai resinelli per la strada ( e non mi dire che faresti la val calolden che si, qualche traccia di pneumatico ce l’ho anche trovata, ma insomma…)
No, non ne vale la pena. Dieci anni fa c’era un sentiero quasi ciclabile che dai resinelli scendeva a ballabio, ma si è mezzo disintegrato anche quello e non lo usa nessuno. Tanti sentieri per mtb ci sono dall’altro lato della valle (morterone-resegone ecc) o più in su in valsassina, tanto pochi ce ne sono attorno alla grignetta. Troppo a picco sul lago.
Resegone, Grigna e Grignetta vanno salite a piedi e mami, fanno parte della storia dell’alpinismo italiano.
Mentre sali ti guardi intorno e non ti sembra vero. Attenzione, sembrano passeggiate ma spesso si fanno un paio di amici proprio perchè affrontate con troppa leggerezza.
M!!!
difatti, dal momento che non arrampico, sulla grignetta ci vado solo lungo la cermenati. e -andando col treno- parto da laorca o da abbadia. ma i resinelli sono alla base e ci arrivano (oltre a varie ferrate): i sentieri della val calolden, la mulattiera tra abbadia e campelli, trasformata in strada di servizio per l’acquedotto (per il cui rinnovo ora hanno fatto nuovi sbancamenti!!) o la strada che arriva dalla valsassina, per cui sono percorsi (almeno fino al rifugio porta) su cui frequentemente trovi gente in moto o in quad. farli in mtb non è senz’altro un problema. tra l’altro la strada che sale a campelli è solo una delle antiche mulattiere che collegano i vari alpeggi e frazioni sparsi sul basso versante occidentale delle grigne.
A me lo dici, che in grigna ci lavoro?!…
Non sai quanto mi piacerebbe tornarci, li ho dei ricordi meravigliosi 14 anni fa esatti, giorno più giorno meno.
M!!!
Mau ottimissima recensione.Appunti validissimi per tutti, a mio parere.Bravo
Frank: Non è un problema fare quei sentieri, ma non è divertente…
Michelangelo: se vieni questo week end vedi correre il trofeo Scaccabarozzi, gara di corsa in montagna, spettacolare. Il percorso è 43km e ci sono 3400m di dislivello in salita.
Tra passaggi unti e scariche di sassi la Grigna è un incubo. Una volta all’attacco dei Magnaghi dei tipi in doppia dal Sigaro hanno sganciato un masso gigantesco che ci ha evitato per un soffio. E all’attacco? Rassicuranti lapidi… Mah… Meglio il Pialeral in MB
rassicuranti lapidi? e quello che c’è sulla cima della grignetta allora?
Ribadisco credo che siano dovute a mancanza di prudenza, essendo facilmente accessibili si pensa di poterle affrontare "a cacchietto", SBAGLIATO! I cambiamenti sono ultrarepentini, ti sale la nebbia, ti perdi, non trovi il modo di uscirne e il freddo ti ci lascia.
M!!!
è vero, sulle grigne, per la vicinanza a milano e la relativa facilità di accesso ci vedi gente di tutti i tipi, dai bambini agli ultra settantenni, passando per ragionieri panciuti che in città non fanno un solo passo a piedi. però in genere le lapidi vengono dedicate a gente piuttosto "esperta", così come l’elenco dei nomi die "caduti" che c’è in cima alla grigna meridionale. d’altronde, come raccontava leudh, può bastare una scarica di pietre provocata da qualcun altro e come ricordavi tu, qui la roccia è unta e i sentieri dell’alta via sono spesso a gradini di roccia non molto comodi.
@frank; la scarica ti ci lascia e non puoi prevederla o meglio puoi aspettartela e se è così è meglio che sali dai sentieri camminando, le lapidi sono dedicate ai "forti" che spesso osano o alle guide che magari accompagnano quello che si crede ‘stocazzo e nell’imbuto ci si incastra.
Per come la vedo io la puoi benissimo salire mani e piedi, salire solo a piedi e se non te la senti la guardi e basta, meglio raccontare un bel tramonto visto dai pastoli che sperare che qualcuno ti venga a riprendere.
M!!!
mich, quello della scarica era solo un esempio per dire che non necessariamente un incidente è dovuto ad inesperienza, anzi la maggior parte delle volte è il risultato di una casuale coincidenza di improvvise e poco prevedibili (normale in montagna, ma visto che la frequenti lo sai bene anche tu) situazioni sfavorevoli. e, se vai a vedere la cronaca degli ultimi anni, molto spesso gli incidenti peggiori riguardano proprio le persone esperte
@frank; stai tranquillo che non la prendo sul personale, è che mi fa rabbia leggere "montagna assassina" e tutte le estati lo si legge, assassina è l’imprudenza anche nel caso degli esperti.
M!!!
Qui sono 100 anni che si sente dire da chi viene su che la Grigna è pericolosa, che la gente muore. La Grigna è una montagna come un’altra, piazzata ad un’ora o due dalla città. Ci vengono migliaia di persone, preparate-prudenti o meno, qualcuno ogni tanto si fa male, gli viene l’infarto, si perde…ma è statistica, sul numero, qualcosa succede. Che poi lapidi, croci e altro debbano sparire siamo daccordo tutti.
Se guardi i numeri si può quasi dire che in montagna ce ne restano molti meno di quelli che ci restano per strada. Gli sport considerati estremi, se non "osati" sono pericolosi alla stessa stragua delle altre attività umane.
M!!!
Esatto. L’arrampcata se fatta utilizzando le sicurezze come da manuale-corso di alpinismo non è pericolosa come sembra. O una via ferrata, la puoi fare senza imbraghi, salendo così, a mano, perchè obiettivamente è facile. Poi ti fermi un attimo e ti giri e lo zainetto prende dentro, o la fune ha un filo che esce e punge e istintivamente lasci la presa, e vieni giù. O con qualche anno, chilo, marlboro e stress in più torni in montagna, stai in giro 5 ore, ti sembra di non aver digerito polenta e stinco e litro di vino, ma non ti fermi, e collassi. Montagna assassina o escursionista picio?
Le ferrate sono splendide ma personalmente ne ho paura, molto più delle vie di terzo meno frequentate, la roccia è unta, spesso umida, ci trovi tizi che la affrontano alla carlona, è facile beccarsi un sasso in fronte ecc. Meglio un buon compagn@ e salire una vecchia via "dimenticata", ci si porta tutto l’occorrente, se si trova roba veccia si evita e si usa nuova e su, tranquilli e senza esagerare. Una volta in cima te la godi, te la respiri in silenzio, la fai tua, guardi quellò che hai vicino e ridiscendi per la via più facile possibile, sempre in tranquillità. altrimenti, te ne vai su qualche sentiero solitario o per boschi e cerchi di dimenticarti di tutto, ma proprio di tutto.
M!!!
ciao, da buon valtellinese che vive tra le montagne e le frequenta molto molto spesso, non posso che essere daccordo con chi è in disaccordo con l’espressione "montagna assassina". Poco tempo fa si è sentita la proposta di non so chi di stilare un regolamento su come si va in montagna (materiali, comportamenti) e dare multe a chi non le rispetta in modo da aiutarlo a salvarsi la pelle. Boh, la montagna per quel che penso io e rimasta uno dei pochi luoghi dove resti in vita grazie al tuo buonsenso e alla conoscenza di te stesso e non grazie a mille leggi o divieti (a parte il fattore sfiga che rientra in tutte le attività umane compreso il scendere le scale di casa). Rientrando invece in argomento bici, con tutti i sentieri che mi circondano non posso non praticare mtb (pur possedendo una fissa per gli spostamenti urbani) e sono della filosofia "il piede a terra non si mette" per cui sentieri verticali affrontati al limite del ribaltamento con un rapporto mollissimo e l’importante è mai smettere di pedalare e (cosa più difficile) mai staccare il sedere dal sellino. Ci vuole equilibrio e un buon controllo del mezzo, poi le discese sono spettacolo, ma sempre affrontate con prudenza.
Ultimo giro di quest’estate è stata (se qualcuno la conosce) la val Codera fino al rifugio Brasca (in Valchiavenna attraverso il tracciolino (vecchio sentiero dell’enel) scavato nella roccia a picco sul lago di Novate Mezzola.
Per quanto riguarda la bici del post, bella, ma l’importante è avegli fatto mangiare km di sterrato e sentieri sconnessi, in fondo la bici serve a quello.
@andrea_sonc " sono della filosofia "il piede a terra non si mette" per cui sentieri verticali affrontati al limite del ribaltamento con un rapporto mollissimo e l’importante è mai smettere di pedalare"
hem penso che se mai capiterà d’incrociarci in mtb metterò il piede a terra e ti lascerò passare, soprattutto in discesa
se mai ci incroceremo mi fermerò più che volentieri a far due chiacchiere. Per la discesa come ho detto prudenza sempre, non mi lancio a 200all’ora giù da un sentiero, mi piace di più l’idea di andar tranquillo ma nei pezzi ostici cercare di non mettere piede a terra, ma con una buona dose di equilibrio e una grattata di corone sui sassi (mannaggia!) andare oltre.
nono, nei pezzi ostici di discesa scendo e porto la bici a mano!!!
comunque al brasca c’ero andato da piccolo, ma mi sembra di ricordare che fino a codera ci fosse una scalinata
sì esatto se sali dalla val codera c’è una scalinata fino a codera, ma se sali dalla vicina val dei ratti e poi passi in val codera tramite le gallerie enel salti la scalinata e fai un itinerario pedalabile. Il brutto è che il ritorno lo fai dalla stessa strada, non è possibile fare un anello (almeno non in bici).
aha! si va dalla val dei ratti!! buono a sapersi (ormai per la primavera-estate prossimi). hem le gallerie enel mi ricordano quella della centrale del lago del chitas spra entracque nelle alpi marittime: è aperta solo ad orari fissi, ma solo per il servizio taxi. il solito informato mi aveva assicurato che senz’altro fino alle 12.30 era aperta e che in genere i ciclisti li lasciano andare. e difatti tornando a valle l’ingresso alto era aperto. mi sono fiondato giù, poi piano piano ho cominciato a realizzare che dal fondo non arrivava luce, beh, ma forse c’è una curva…. non c’era. e l’uscita a valle era chiusa. e me la sono dovuta risalire tutta. e quanta umidità c’è nelle gallerie delle centrali idroelettriche!!! e ridiscendere dal sentiero sull’altro versante. e mannaggia è arrivato pure un temporale.
comunque quella del trecciolino è una bella idea
Ci sono andato l’anno scorso, a piedi, per non tornarci più. Il sentiero fuori Codera verso il Brasca è stato distrutto per farci una strada di 4mt, macerie dappertutto, usando chissà quali fondi per il dissesto idrogeologico. E sì che il sentiero fa parte anche del Sentiero Italia. Perchè, a parte le balle che scrivono sulle riviste e i giornali, i locali che hanno le baite vogliono la strada per arrivarci in jeep. Che gliela facciano da Novate, o traforando la montagna a fianco non gli frega niente. L’hanno rovinata, che se la godano loro.
beh che dire, non posso far altro che darti ragione. Cioè era una delle ultime valli non deturpate e adesso finirà come tutte le altre. Purtroppo tra i valtellinesi della generazione media non c’è un grande rispetto e coscienza del valore che l’ambiente montano ha in realtà. Si pensa solo alla comodità e come far meno fatica…d’altra parte è la mentalità del nostro secolo (so che sembra un tono di rassegnazione, e un pò lo è). Io confido che col tempo la natura si riprenda ciò che è suo e che la pseudo strada che da codera entra nella valle si chiuda, questo ammesso che non costruiscano la prima parte da novate.
Mentre pedalavo sudando per la valle ben due persone mi hanno chiesto "chi me lo faceva fare" e un pò per mancanza di fiato e un pò per evitare di aprire dibattiti non ho risposto nulla tirando dritto.
assassini!!! diventeranno tutti montanari quando costruiranno strade asfaltate che arrivino in cima.
Frank, io non so più se avercela con loro o no. Io non vivo, nè ho una seconda casa-baita dove non arrivano strade. Abito in cima ad una strada asfaltata al 12% con cui obiettivamente già è difficile convivere con la bici quando sei obbligato a farla, presto, tardi, sole, pioggia, caldo, freddo. E’ sempre lì che ti aspetta. Ammetto anche che se potessi trasferirmi definitivamente in montagna, non solo lavorarci nei fine settimana o le ferie estive, dove non abbiamo nè gippabile (grazie a dio), nè teleferica, ma solo sentiero, gambe, zaino e muli, lo farei subito, e non cambierei una virgola alla logistica, anche se pedonare il sentiero d’inverno con la neve è faticoso e ci vogliono 3 ore anzichè una. Forse dopo tre anni cambierei idea, non saprei. Ma come utente della domenica la val codera per me è rovinata, anche se si è amici coi gestori del rif. Brasca, che per arrivarci hanno 4 ore a piedi, e non mollano.
quando con la mtb scorazzavo di brutto sulle colline milanesi, ho avuto modo di fare un giro impegnativo su una Cannondale con la forcella lefty: passato il timore iniziale (ma non si stacca??), posso dire di avere avuto sotto le mie (generose) terga una mtb con i controGlioni, stabile, sicura e con quella strana forcella che fa dannatamente il suo dovere.
Sicuramente come tante altre forcelle classiche.
Ma si sa, de gustibus…
MorzE
Cannondale ha sempre seguito la strada del diverso ad ogni costo, fino dove ha potuto: la forcella Headshock, che andava benissimo (e che ha preso dalla Action Tech), le guarniture (che ha preso dalla Magic Motorcycle), la Lefty (non nuova in generale, ma prima nella mtb), anche gli stessi telai in alluminio sono stati il simbolo della marca fin da quando erano rari, ha sempre sostenuto la propria immagine, e alla fine vendeva nonostante i prezzi alti. Altri non sono riusciti a fare altrettanto: chi ricorda le forcelle "Lawill Leader" a parallelogramma con l’ammortizzatore sotto al manubrio? Andavano da dio, 3 volte meglio di Rock Shox, ma sono sparite. La Outland che ha fatto più soldi vendendo il brevetto del VPP che facendo le bici. Comunque anche Cannondale sta mollando di brutto: le varie F3, F4 coi telai CO2 non solo sono ormai fatte a Taiwan, ma anche le tubazioni vengono acquistate là, e tanti saluti alle Alcoa Alcalite che hanno fatto la storia di Cannondale. Così come le forcelle, che sono quelle di serie su tante altre mtb. Se devi fare il prezzo, devi fare così.