31.10.2006
La mia fissa
Alberto in Altro | 29 commenti
Andrea Riot ha scritto a Ciclistica: Qualcuno l’ha vista a Velocity 09, e’ pronta da un po’ di tempo,
adesso e’ abbastanza definitiva ed ho
deciso di fotografarla.
Il telaio e’, penso, di meta’ anni 70, ovviamente in acciaio, molto
ben saldato, con forcellini Campagnolo e congiunzioni alleggerite;
la battuta del mozzo e’ 120mm, per cui non ho avuto problemi per
montare le belle ruote Gran Compe da pista (grazie Menthos);
raffinata modifica con un “inertial impact alignment tool”, citando
Sheldon Brown, ossia un martello, per poter montare la corona da 52
all’interno, riparazione con piastrine di alluminio ed epossidica
bicomponente ad una crepina che partiva dal taglio per serrare il
cannotto della sella e una passata di paglietta e spazzolino da
denti per tirare fuori il colore originale sotto lo sporco.
Pedivelle, movimento centrale, freno anteriore e serie sterzo sono
originali (Campagnolo Nuovo Record), cannotto sella Decathlon
accorciato (per illudersi che risparmiare 50 grammi serva ad andare
piu’ forte), spazzolato e fresato giusto perche’ avevo un attrezzo
nuovo da provare, pipetta Cinelli Alter comprata nuova anni fa a 10
euro perche’ non la voleva nessuno, manubrio da citybike accorciato
e ruotato indietro, nastro per racchette da tennis al posto delle
manopole e leva del freno Shimano per flat bar, sella “prestata”
dalla mia povera bici da corsa; sella e attacco sono blu per puro
caso, gomme e manopole sono gialle perche’ togliendo la cropa e’
venuto fuori che le finestrature delle congiunzioni erano appunto
dipinte di giallo; tanto, essendo io notoriamente daltonico,
nessuno ha mai il coraggio di criticarmi riguardo le scelte
cromatiche.
L’ adesivo “Fausto Coppi” sulla canna non e’ originale, ed e’ li’
non solo in onore del grande campione, e non solo perche’ e’ in un
bel corsivo, ma soprattutto perche’ racconta la storia di questa
bici, che iniza, idealmente, una ventina di anni fa: tredicenne
promisi di non rompere con il motorino e di non chiedere altri
regali per svariati compleanni e natali, pur di farmi comprare una
stupenda mountain bike Fausto Coppi, telaio e forcella in acciaio
saldati tig, rigida, le ammortizzate non esistevano, montata 500lx,
roba fina, appena sotto il Deore, con i comandi del cambio Rapid
Fire, un mezzo veramente da signori, che per i tempi sembrava fosse
costruita con tecnologie aerospaziali; dopo un lustro e una serie
di modifiche che per le mie tasche di allora erano state
mostruosamente costose (pure i cerchi ambrosio a doppia parete…),
mi feci convincere a prestare la mia preziosa cavalcatura a quel teppista di mio fratello, diventato anch’esso tredicenne nel frattempo, che riusci’ a farsela rubare nel giro di poche ore.
Il fratellino la vigilia di Natale, qualche mese dopo, si muove
in maniera sospetta, allontana il resto della famiglia e nasconde
dietro una tenda qualcosa di ingombrante: era una bici da corsa,
verde oro, montata Campagnolo Nuovo Record, che il ciclista De
Lorenzo di Monza, che aveva l’officina dietro casa nostra, gli
aveva dato in cambio di pochi soldi purche’ stesse a bottega dopo
la scuola ed imparasse a ripararla con le proprie mani, il tutto
all’insaputa anche dei miei.
L’adesivo Fausto Coppi era stato aggiunto in segno di continuita’
con la bici precedente, ed e’ rimasto a raccontare una storia
privata che ancora oggi mi commuove, e a ricordare un’ epoca non
troppo lontana in cui le botteghe dei ciclisti non erano boutique
ma officine, ed i meccanici che ci lavoravano, per quanto rinomati,
avevano tempo e voglia di dar retta ad un ragazzino, ed il
desiderio di trasferigli un po’ di mestiere.
Le bici vivono molto a lungo, ed invecchiano meglio di qualsiasi
mezzo a motore; bastano una settantina di raggi ed un pugno di
sfere ben ingrassate per farle tornare giovani, ed a volte, quando
riusciamo a rubare un po’ di tempo alla vita per rimanere soli, noi
e loro, ci capita di restare in silenzio, con uno smagliacatena in
mano, ad ascoltare le storie grandi e piccole che ci raccontano
quelle due ruote appese ad otto tubi.
29 commenti su “La mia fissa”
me
ra
vi
glio
sa
!!!
bella bambina!
da un fratello stronzo
a uno fico
ci passa un ladro?
benedetto ladro
sono commosso. forse più per la storia che per l’oggetto, che comunque è bellissimo.
invidia, e inizia a montare la voglia di farmene una.
ho giusto un telaietto da corsa sottomano…
Bellissima… e belle anche le tue parole d’amore per la bicicletta!
Bellissime parole. Esprimono molto bene sentimenti e stati d’animo che condivido.
Ho quasi quarant’anni ormai e pedalo da circa venti una bicicletta che negli anni è cambiata pur rimanendo sostanzialmente la stessa. Guardandola anche io vedo molto di più che otto tubi e due ruote.
la fissa ha mille pregi, e ciclistica.it ben lo sa. ma la sua capacità di estrarre una vena poetica dai più rustici dei brianzoli, questo è veramente troppo! grande andrea, hai scritto la sceneggiatura del prossimo clip natalizio di tom waits!
direi bruttina , triste , da pedalare di nascosto nella nebbia padana ma perchè darsi tanta pena per fare un ferrovecchio del genere ?
tra qualche anno sarà abbandonatauna volta finita questa moda assurda
e’ tornato maurizo! che bello! ora si fa chiamare benutz, ma e’ sempre lui.
ci mancavi.
@andrea riot: bella bici e bella storia.
credo che questa bici valga molto di piu’ della coppi originale.
andrea
bella, bella con l’anima, niente da dire.
ps: sto per mettere le mani su una olympia anni 70 con cambio campagnolo velox ma il telaio ha seri problemi di ruggine. Qualche dritta su come rimediare?
x Benutz: va a scrivere sul blog della porsche.
l’ Olympia potresti mandarla in Africa là ne hanno veramente bisogno non come te per le tue menate
se vuoi fare il provocatore lo fai molto male, passi, anzi sei veramente un poveraccio. Non ti rispondo neanche ma ti invito a sciaquarti la bocca quando parli delle miserie altrui che sono ben più gravi del non avere una bici. Vattene a sparare cazzate da un’altra parte.
ragazzi, mi meraviglio di voi! trattare così male benutz/maurizio!
non capite che le sue provocazioni sono solo una richiesta di attenzione, il grido che riesce a fare verso il mondo per avere conferma della propria esistenza? E voi, insensibili che non siete altro, reagite così, senza mostrare un briciolo di compassione per il miserrimo stato psicologico in cui versa quest’uomo che probabilmente non è amato da nessuno!!! vergogna!
Ecco qua, benutz: esisti, va a dormire tranquillo. Se poi decidessi di non ripassare da queste parti… be’ ci dispiacerebbe ma lo capiremmo, non preoccuparti.
Voglio una ruotafissa!!
Cambia almeno in manubrio con uno a piega da corsa
e forse ti assolvo
Bellissima la tua bici, bella davvero!
Mi piacerebbe riuscire a farmene una, ma purtroppo non ho nè le competenze nè la passione per la bici che hai tu.
Il fratellino tredicenne combinaguai poi ha rimediato, direi nel migliore dei modi!
Bei ricordi…
Ma che rapporto hai montato?
Il rapporto e’ 52×18, con i copertoncini da 23.
E’ un filino lungo, ma pignoni piu’ grossi del 18 non ne ho trovati, e la corona da 42 che avevo a disposizione aveva i denti praticamente a pinna di squalo; alla prima occasione monto una corona piu’ piccola, piu’ che altro devo trovarne una da pista con girobulloni 144.
e’ come la vorrei io.
se trovo una vecchietta da corsa in quel di bergamo mi faccio una fissa cosi’ il percorso casa-stazione fs-casa.
bella
bravo
andrea
piaciuta la bici, piaciuto lo spirito, bravo.
quanto a maurizio, direi di non badargli più, è un poveretto masochista che evidentemente gode a raccogliere disprezzo.
Per chi è di Roma o dintorni e vuol provare a recuperare e rivitalizzare vecchiemancorbelle bici segnalo che DOMENICA 12 in tutti i municipi dispari c’è la periodica raccolta Oggetti “INGOMBRANTI” e nelle precedenti occasioni si sono rese disponibili belle cose che altrimenti andavano schiacciate al deposito rottami ferrosi dell’AMA…
blu gli piace lo spirito ma quale ….? Santo o
magari beve di nascosto mah !
comunque darsi tanto da fare per poi scoprire di non essere in grado nemmeno di pedalarla , siete proprio da museo
l’avete mai provata la fissa senza la sella? io ci pedalo tutti i giorni, 90 km andata e ritorno. All’inizio si infiammava un po’ l’ano ma poi c’ho fatto l’abitudine e adesso il reggisella nel culo mi riempie di gioia, solo che arrivo al lavoro un tantino sudato per via dell’elevato chilometraggio
bravo benutz-maurizio, hai fatto outing.
adesso riposa.
@ Andrea_Riot
un pignone a vite da 20 e uno da 23 denti dovrei averli ancora, se ti servono…
lavoro a monza
lo so , tanti di voi lo sono ma non mi hanno mai dato fastidio
slego
mi dispiace che proprio da uno come te che “vive ”
nei blog e di fatto pedala tre volte all ‘ anno
non abbia altro da aggiungere , evidentemente la
giovanissima età gioca a tuo favore
benutzo, immagino che per uno provato dalla vita e dai km come te occorra un reggisella moltooooooo arretrato e poco regolabile
ecchissenefrega