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La Novecolli, vissuta da un partecipante.

Local hero in Altro | 2 commenti

 Domenica ho fatto la mia prima Novecolli. Per chi non sapesse di cosa si tratta, trova tutto qui.
Ho sofferto, ho combattuto, sono scattato sul Barbotto, la salita più dura (il km finale è tutto al 18%), al ritmo di "Paradise city" dei Guns n’ Roses, ho avuto i crampi, ho mangiato, ho bevuto, ho trepidato. Insomma, una droga a tutti gli effetti questa Novecolli. Nella terra, leggendaria, di Pantani. Tra un crescione e una foto scattata in cima al Galibier. Ne ho fatto un racconto, o una sceneggiatura per un film, rigorosamente felliniano. Ecco qui.

 

2 commenti su “La Novecolli, vissuta da un partecipante.

  • adimant scrive:

    Non mi parlare della Novecolli: in questo momento sono incazzato nero perchè al momento non sono in classifica!! E come me anche un mio compagno di squadra… Nell’organizzazione che in passato era stata sempre perfetta quest’anno qualcosa non è andato dritto: se si perdono il cronometraggio di due persone su venti della mia squadra e la media è quella, su 11.000 partecipanti 1.100 non li hanno contati, es è un vero peccato per chi fa tanta fatica…

    Comunuqe, complimenti per il tempo (alla prima non è niente male, io sono ben oltre) e alla prossima Novecolli (conto di esserci, come sempre…).

     

    • local hero scrive:

       urca, no: noi ci siamo tutti. 

      Ti ringrazio per i compliementi: al momento ero un po’ deluso perché mi ero messo in testa di poterla fare in 5 ore, ma mentre andavo mi rendevo conto che sarebbe stato impossibile, anche senza crampi (che per altro sono andati come sono venuti, in un attimo). E’ veramente dura, e il caldo ha reso il tutto più difficile. 
      Ora, il prossimo obiettivo è la Maratona del 5 luglio a Corvara: lì farò il medio che conta, però, ben 3.100 di dislivello. Spero di farcela. Sono salite completamente diverse: l’anno scorso ho fatto Sella, Pordoi, Gardena (dai due versanti) e Campolongo senza grossi problemi. Ma ero da solo e andavo regolare, fermandomi in cima a ogni passo. In gara, tutto è inevitabilmente diverso: anche se ti prefiggi di andare del tuo passo, quando vedi gli altri ti lasci trascinare e spesso vai oltre il tuo ritmo di troppo. La Martona praticamente non ha pianura: solo salita e discesa. Ci vuole fondo, e spero di riuscire ad averlo. manca poco e, soprattutto, ho poco tempo a disposizione io. 

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