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Le mani sul manubrio e l’umana idiozia

Redazione in Altro | 46 commenti

da Repubblica: VERONA – Polemica a Verona per un multa inflitta a un ciclista che parlava al telefono mentre pedalava nel centro storico della città. Secondo il comando dei vigili urbani Nicola Abati, 23 anni, avrebbe trasgredito l’articolo 173 del Codice della strada perché la bicicletta è un veicolo come un altro, e per ragioni di sicurezza entrambe le mani vanno tenute sul manubrio. Abati ha invece subito presentato ricorso, partendo dal presupposto che il ciclista vada piuttosto assimilato a un pedone, e non al conducente di un veicolo.
Il comandante dei vigili urbani di Verona Luigi Altamura chiarisce di non avere nulla contro i ciclisti, ma di tenere solo alla sicurezza. “Il Codice della Strada – spiega Altamura – chiama la bicicletta velocipede e la ritiene un veicolo nel vero senso della parola e a tutti gli effetti”. Il comandante ricorda che proprio due sere fa a Verona un ciclista distratto dal cellulare è finito contro una vettura procurandosi ferite molto gravi. “Sta crescendo inoltre – continua Altamura – il numero di persone che in bicicletta utilizzano Ipod o Mp3. Il pericolo è sempre in agguato. Bello e positivo usare la bicicletta ma non con la musica”. Tuttavia i vigili hanno evitato di applicare il massimo della multa, limitandosi a una sanzione di 148 euro (il massimo è di 594 euro).
L’operato dei vigili ha la piena approvazione del sindaco di Verona Flavio Tosi, che assicura che “è stato improntato alla massima correttezza”. “La scelta della polizia municipale è quella di prevenire ma quando è necessario bisogna intervenire – spiega Tosi – non farlo vorrebbe dire omissione di atti. E ciò che più conta creerebbero un grave precedente autorizzando chiunque a comportarsi fuori dalle regole”.
La multa non è invece legittima secondo Danilo Di Luca, vincitore del Giro d’Italia del 2007. “Sono fuori di testa. Per prendere i soldi i comuni non sanno più che cosa fare…”, commenta il ciclista. “Non si può rispondere al cellurare mentre si pedala? – aggiunge Di Luca – Beh, intanto con la mia bicicletta da passeggio in questo momento sto rispondendo al cellulare su una pista ciclabile e vorrei proprio vedere un vigile che mi ferma e che mi dice che rischio di mettere sotto qualcuno, io…”.
La petizione degli Amici della Bicicletta di Verona.

46 commenti su “Le mani sul manubrio e l’umana idiozia

  • rotafixa scrive:

    com’è vario questo caro paese.
    l’altro giorno ho cercato di far andare piano un carabiniere in moto che stava quasi impennando con la sua bmw in piena isola pedonale dei fori imperiali, quella domenicale (attraversata continuamente da ogni genere di vetture “pubbliche”, tutte le forze di polizia più vigili del fuoco, ambulanze, spazzatura, ci ho visto anche macchine della municipalizzata acea, quella di acqua&elettricità).
    ovviamente il caramba manco mi ha sputato, allora sono andato dal vigiletto lì al varco e glio ho detto “ma l’hai visto quello, e che fai?”.

    m’ha risposto che dovevo dirlo al carabiniere medesimo.

    omissioni di atti, dice il fascioleghista: alla lista ci aggiungiamo allora le seconde e triple file, le zebre ignorate, i limiti di velocità ignoti a tutti, vigili compresi.

  • rotafixa scrive:

    ps
    le vetture pubbliche che attraversano i fori iperiali quando sono chiusi sono occupate da umani maschi che generalmente fissano le cosce e altre parti attraenti delle donne indigene o turiste, sia detto en passant.

    nessuna con lampeggiante o sirena.

  • frank scrive:

    ‘nzomma, ho sempre pensato che usare il cellulare mentre si va in bici sia un po una schifezza. anzi: in generale mi fa schifo usare il cellulare. ma è praticamente certo che se i vigili scaliggeri, anzichè guardare i ciclisti avessero guardato gli automobilisti ne avrebbero beccato più di uno che guidava tenendo il cellulare all’orecchio

  • frank scrive:

    approposito di roma, tempo fa sull’appia antica, avendo continuato a camminare sul lato pedonale senza farmi da parte (e perchè avrei dovuto?)mi sono preso del “‘arincojonitoo” da un merdecesizzato che ci viaggiava in contromano (insieme a tant’altri per la verità), mentre un’anziana signora che protestò, fu pubblicamente mandata affanqlo. li vicino c’è pure una stazione carabinierosa, ma il portone era chiuso. forse per non vedere?

  • nico scrive:

    Lo stile è sempre quello italico: prendersela col più debole.

    Multare un automobilista? Macché, quelli sono tutti esauriti a stare nel traffico, se i vigili si permettono di multarli va a finire che li menano anche. Meglio multare i ciclisti, sono persone ragionevoli.

    E poi, visto che pedalano e non inquinano, devono essere anche comunisti, quindi multandoli si fa un piacere al sindaco.

  • valentina scrive:

    mi raccomando, da ora in poi quando siete in bici neanche una grattatina al naso, entrambe le mani rigorosamente sul manubrio e guai ad alzare una mano per salutare un amico!!!
    razza di idioti…

  • Unto dal Pignone scrive:

    I ciclisti al cellulare sono una categoria che odio anch’io, specialmente quando rappresentano solo la versione ciclistica della troia ossigenata che va a fare shopping e svolta alla curva senza guardare distratta dalla chiacchierata con l’altra troia che probabilmente la sta raggiungendo col suv. Cicliste così mi son venute addosso 2 volte nell’ultimo mese ed una mi ha fatto il pelo dopo mio regolare urlo da giungla.
    Detto questo, il problema è sempre il relativismo e quello che nel calcio si chiama “uniformità di giudizio”: se il problema del traffico e della sicurezza sono i ciclisti col telefono (non tocco l’argomento mp3 perchè correrei il rischio di diventare il primo censurato di Ciclistica…ah: ma lo sono già stato!…), allora non abbiamo capito niente.
    Anche perchè la rincoglionita al cellulare che mi viene addosso al massimo mi fa un graffio (che comunque mi fa incazzare) e le si rompe il cellulare (o eventualmente glielo rompo io), mentre altri mezzi fanno ben altro tipo di danni…

  • massi scrive:

    Le categorie più deboli(nella società, sul lavoro, nel traffico) ormai devono essere schiacciate, multate, arrestate, sfruttate, o almeno offese e denigrate in questo bel paese che puzza sempre più di fascimo. Chi ha potere invece non deve essere neanche giudicato da un tribunale. Si forse la tendenza è sempre stata quella nelle società capitaliste, ma oggi si scrivono delle leggi in tal senso, cioè nero su bianco, tu nero muori io bianco campo.

  • Zu scrive:

    Mi pare una sciocchezza, pensassero agli automobilisti senza cintura (tutti) e parlanti o digitanti al telefonino. Riguardo l’mp3 e cuffie è segno che questi in bicicletta non ci sono mai andati. Intanto se si va veloci il vento della corsa impedisce di sentire alcunchè, poi anche qui perché non se la prendono con gli automobilisti con lo stereo a palla che oltre a non sentire loro ammorbano anche le orecchie altrui con i “pum pum cha pum pum cha” a 120 Db? ciao

  • jacopoL scrive:

    applicare alla bicicletta l’art.173 che parla di apparecchi a viva voce (si può installare il viva voce sulla bici?) e sospensione della patente (quale patente?) mi pare la cazzata di un vigile incompetente che s’è svegliato male.

    a voler cercare un’infrazione in realtà era all’art.182 (I ciclisti devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani) che prevedeva sanzioni ben più leggere, da 22 a 88 euro.

    e cmq il fatto che entrambe le mani vanno tenute sul manubrio è un’altra cazzata, sempre l’art.182 parla di reggere il manubrio almeno con una mano, non necessariamente entrambe.

    mah!

  • falkar scrive:

    A mio avviso non è giusto che venga multato per 150 euro (mentre mi sembra più giusta una pena meno severa, tipo quella dai 22 agli 88) per il semplice fatto che gli automobilisti che parlano a telefono mentre guidano non vengono MAI fermati (come non vengono fermati quelli senza cintura o i tipetti senza casco, ma quelli sono cazzi loro.
    Ma d’altronde, in un’italietta in cui addirittura il presidente del consiglio è un pluri-condannato, ricercato addirittura da altri paesi (“eh, ma non ha ucciso nessuno! E che sarà mai… un pò di soldi…” – ah già, ci sono quei tizi che si sono ammazzati dopo aver visto i risparmi di una vita andare in fumo.. ma vabbè, è il paese del sole!), che cosa pretendete? :D

  • falkar scrive:

    Comunque stendiamo un velo pietoso sulle teste di cazzo che vanno in giro con le pulci nelle orecchie, sia a piedi che in bici che in shuttle.

    By the way, mi pare che qua su ciclistica si stia degenerando un po’ troppo.
    Ora, non è che se vai in bicicletta hai sempre ragione!
    Addirittura ironizzare sulla morte di una automobilista investita da un ciclistica : siamo davvero ai piedi di cristo!
    Sembriamo davvero dei bambocci.

  • kpaolo scrive:

    Han fatto bene a multarlo. Per strada ci si fa male già abbastanza con due mani sul manubrio…
    Perché non usa un auricolare come fanno tutti?

    Basta giustificare qualsiasi cosa succeda in sella ad una bici… qui finisce che uno fa una rapina, scappa in bici e lo fate pure santo!
    Se ha sbagliato paga. Punto.

  • frank scrive:

    “Perché non usa un auricolare come fanno tutti?”

    tutti chi?
    jetta il cellulare e prendi la bc

  • Adimant scrive:

    Sarò un po’ controcorrente ma io la penso come il vigile: la bicicletta è un veicolo a tutti gli effetti (qui ci battiamo proprio perchè venga riconosciuto alla bici questo status) e pertanto vi si applicano tutte le norme del codice della strada che si applicano ai veicoli generici.
    I vigili multano solo il ciclista? I vigili sono idioti e disonesti, ma non perchè multano il ciclista, semplicemente perchè non multano tutti gli altri.
    A me da fastidio vedere quello che parla al telefonino mentre guida la macchina, di conseguenza non parlo al telefonino mentre vado in bici. Inoltre non ascolto musica in cuffia quando vado in bici. Penso che fin quando il codice è quello, va rispettato ed eventualmente ci si batte per cambiarlo laddove è evidentemente penalizzante per le bici (non è questo il caso, ovviamente).
    Sostenere che il ciclista debba essere assimilato ad un pedone, come ha fatto l’idiota a Verona, è poi una pesante zappa sui piedi: i pedoni non possono occupare la carreggiata, se non per attraversarla o laddove non siano presenti marciapiedi. Io preferisco essere veicolo ed avere tutte le ragioni del caso quando un idiota rischia di mettermi sotto perchè non mi considera tale!

    P.S.: Un OT. Il giorno 5 parto per il mio Napoli-Palermo in bici (quasi in solitaria)!! Sperando che sulle strade del Regno delle Due Sicilie ci sia ancora rispetto per un povero ciclista viaggiante!!

  • nickname nick scrive:

    “P.S.: Un OT. Il giorno 5 parto per il mio Napoli-Palermo in bici

    la nave la prendi a villa s.giovanni o a napoli?

    a parte gli scherzi è da tempo che desidero fare qualcosa del genere, hai qualche consiglio su come organizzarsi (bici, bagagli, percorsi) immagino che ci siano testi e siti zeppi di consigli …

    nick

  • tonii scrive:

    e’ notevole come la “sensibilita’” dei vigili urbani cambi considerevolmente da citta’ a citta’.

    nella mia citta’ ho visto un romano sinceramente incredulo che un vigile gli facesse la multa per posteggio d’auto in curva contromano in strada chiusa al traffico non residente. evidentemente riteneva che fosse una piccola disattenzione.

    in ogni caso se si multassero tutti gli automobilisti che parlano al cellulare guidando si farebbero miliardi.

    e non e’ una cattiva idea. sempre meglio dell’ici.

  • lorenzo scrive:

    non mi meraviglio. Forti con i deboli, deboli con i forti.
    W l’ itaGlia.

  • valentina scrive:

    OT x adimant
    se allunghi fino a milazzo fai un fischio
    charlie.papa@alice.it
    ciao

  • Adimant scrive:

    @Nickname: ti faccio sapere qualcosa il 10 di luglio (data prevista per l’arrivo). Per il momento sono attrezzato con una vecchia Legnano da corsa con portapacchi, copertoni da città, manubrio leggermente rialzato (girando la pipa) e microgeneratore eolico per alimentare il palmare con il tom-tom (con cui però non telefonerò durante il viaggio :) ). Per il resto molte incognite, una discreta paura degli inconvenienti dietro l’angolo, una discreta euforia pre-partenza. Forse metto su un sito al volo da aggiornare giorno per giorno…

    @Valentina: se mi trovi dove dormire senza spendere troppo, la quarta tappa è a Milazzo!! Anche perchè voglio vedere la tua bici! Mi faccio sentire! :)

    @Lorenzo: non è questione di forza con i deboli. Gli unici forti davvero sono quelli che sanno far valere i propri diritti (o almeno ci provano); tra questi diritti non vi è quello di circolare in bici parlando al telefonino: se sono distratto la mia bici può fare danni gravi… Se ne potrebbe parlare per ore, ma resto dell’idea che fino a quando esiste un codice della strada, bisogna rispettarlo.

  • Gaetano scrive:

    Ma se il ciclista veronese avesse fatto “guardi, non ho tempo… faccia una cosa.. MI PRENDA IL NUMERDO DI TARGA”" …per poi andarsene???

    Chissà come sarebbe andata :D

  • tpool2003 scrive:

    ma parli di fascileghisti a roma….
    e’ possibile che la buttiate sempre in politica,guarda che x andare in bicicletta ghe voeren i garun non la bandiera rossa.
    …e se non sai cosa sono i garun vai a leggerti binda.
    x i telefononi…io li infilerei nel popo’ di chi li ha inventati e di chi li usa in mezzo al traffico qualunque mezzo stia usando

    NO OIL! moratti boia!
    wlf.

  • Michelangelo scrive:

    Ieri ad un semaforo pedonale a richiesta, da me utilizzato quotidianamente e per questo consapevole del fatto che non venga rispettato, una stronza smartcellulomunita, per poco non stira me e il nanetto che ci accingevamo ad attraversare, per fortuna con molta cautela, cosa avrei dovuto fare? ce ne sono due sull’olimpica e entrambi sono rispettati “a caso”, volete sapere dove sono i vigili o i poliziotti? Al bar del pappagallo (scusate la marchetta), dove oltre a fregarsene di come gli automobilisti medi lasciano le proprie autovetture, contribuiscono all’ingorgo lasciando le auto di servizio incustodite per rifocillarsi, non sempre pagando e sicuramente senza accorgersi che il registratore di cassa del medesimo bar segni alle 21:45 solo 34 consumazioni.
    Basta come quadro della situazione romana?
    Per quanto riguarda il cellulare, mi dispiace non averne uno che scatti foto per immortalare queste situazioni che puntualmente si ripetono in diversi punti della città.
    Sull’uso del cellulare in bici, credo sia giusto rispettare il codice e utilizzarlo con l’auricolare, così come lo si dovrebbe usare quando si guida.
    Ma questa è un’altra storia…
    M!!!

  • peo scrive:

    Tom Tom col generatore (eolico) per andare in bici da Napoli a Palermo? Ma che è?! E guardare una cartina, così, tanto per capire davvero dove caz siamo e dove dovremmo andare? Il sud è sempe davanti, mattino sole a sinistra, mezzogiorno sul cranio infatti ci si ferma, pomeriggio a destra. Buon viaggio.

  • Adimant scrive:

    Vabbè, Peo, però io sono ingegnere informatico e lo sfizio di portarmi il mio palmare con navigatore e collegamento a internet per guardarmi un po’ di posta ogni tanto alimentandolo con l’eolico non me lo puoi togliere (detto tra noi, le cartine sono già pronte, nel caso che il signor Tom Tom dicesse str…). :)

  • rotafixa scrive:

    adimant, ma tu hai mai viaggiato a lungo in bici?

    se no, ti suggerisco di rivedere un po’ il tuo bagaglio. a mia opinione la leggerezza è il fattore più importante in assoluto. ogni grammo lo paghi, in termini di fatica e percorso. lo senti soprattutto in salita non solo per l’ovvia fatica delle salite ma anche quando ti alzi sulla sella e fai dondolare la bici mentre pedali: l’inerzia dei pacchi ti fa faticare molto. pesi in basso il più possibile per un baricentro utile.
    attento al sole: pedalare per ore espone sempre le stesse parti alla luce, anche se questa cambia incidenza con l’arco solare, ma troppo lentamente per una pelle non già abbronzata. generalmente picchia sull’interno delle ginocchia e sulle spalle/nuca/capoccia (se hai i capelli la capoccia è esentata).
    se ti vuoi vedere le mail vai in un internet point, è anche uno spaccato abbastanza significativo delle società dei paesi che attraversi.
    viaggia leggero al massimo, pesa ogni cosa che ti porti. io mi fermo sempre a sette chili, non so perché ma mi sono dato questa regola arbitraria.

  • frank scrive:

    adimant, attento a non togliere le mani dal manubrio per consultare il navigatore: rischieresti la multa.

    ma non è meglio orientarsi alla c…o? sbagliare strada ti da l’occasione per conoscere nuovi percorsi e attaccar bottone con la gente che incontri

  • Michelangelo scrive:

    ROTA, tutta quella roba ti porti appresso?
    se vai in Sicilia partendo da Napoli e viaggiando con il caldo e un bel mare vicino, come si appresta a fare il nostro amico, bastano un paio di pantaloncini da bici di ricambio, due costumi a pantaloncino carucci (o dei jeans corti o pantaloncini per farti il bagno senza le mutande a seconda dei gusti personali) da poter usare anche di sera, un asciugamano minimale, uno spazzolino da denti, il dentifricio, quattro magliette, quattro mutande, un blocchetto di sapone di marsiglia (con il quale lavarsi e rinfrescare gli abiti), un flacone di sciampo (non necessario nei casi come il tuo o il mio) un deodorante (per mantenere le relazioni sociali e un maglioncino di cotone (o una maglietta a maniche lunghe) e la macchinetta fotografica, un paio di sandali di gomma se non li indossi alla partenza per pedalare il necessario minimo per le riparazioni; se si opta per il camping il necessario per dormire e allora si il peso cambia dovendo portare tenda e materassino.
    Avendo fatto un sacco di vacanze a piedi, sono riuscito a ridurre la lista eliminando anche la parte legata all’abbigliamiento ciclistico.
    Ora con il nanetto al seguito le cose son cambiate…
    M!!!

  • rotafixa scrive:

    a michlà, la lista che hai fatto tu sfora i dieci chili.
    esempio: di magliette ne bastano due, una la lavi l’altra la indossi.
    due (2!!!) costumi o pantaloncini carucci: ?
    deodorante: ?
    mutande: ?
    shampo: basta il sapone (poco, e usi quello dei bagni pubblici quando li trovi)

    poi: il materassino lo evii che pesa. la tenda la eviti che pesa. un’amaca cinese da quattro soldi mi accompagna sempre, e un sacco moooolto buono e leggero è l’indispensabile. il resto è superfluo.

    nei miei 7 chili considero tutto, comprese le borse e gli attrezzi per le riparazioni, oltre al polline e allo zucchero (per emergenza energetica oprattutto nelle lunghe salite).

    l’acqua non la peso, troiaeva….. ma senza quella non c’è viaggio.

  • Adimant scrive:

    Porca miseria, consigli utili addirittura da Rota e Michelangelo!! Quale onore!!
    Scherzi a parte, per lo shampoo sono messo come voi: capelli andati già da tempo!!!
    Per quanto riguarda il blocco palmare-navigatore-fotocamera e tecnologia concentrata, il tutto arriva a pesare 160-170 grammi, se ci metto il generatore sto sui 300, tutto sommato non molto: infatti l’oggetto in questione farà tutto, compreso l’eventuale aggiornamento giornaliero del sito.
    Cercherò di fermarmi a sette chili, ma non posso limitarmi al pantaloncino corto: almeno un jeans, una camicia e un paio di scarpe lo devo portare: vado giù per il compleanno della mia futura prossima (è una delle motivazioni del viaggio…).
    Per la protezione dal sole mi salva la pellaccia dura ma ci metterò un bel po’ di cremina: d’altra parte, con i 2500 km da inizio anno, l’abbronzatura ciclistica l’ho già fatta, dovrebbe aiutarmi…
    Michelangelo: perchè quattro mutande e non cinque o tre? Tra l’altro in bici non le uso, dunque un peso in meno… mi fermerò a tre, penso!
    Comunque con i vostri preziosi consigli mi sento ancora più pronto ad affrontare l’avventura (per la verità, detta alla napoletana, mi sto cacando sotto)!!!
    E poi, Rota, anche se dovesse essere dura, l’obiettivo è la Sicilia: ogni minuto di fatica sarà ben speso, o no?!

  • rotafixa scrive:

    ah, poi: per asciugamano usa un pareo molto leggero: asciuga e si asciuga in un attimo.

    la questione del tomtom, peso a parte, è anche ideologica. a terra non hai bisogno di fare il punto nave come a mare, dove non ci sono riferimenti, e la carta non solo basta e avanza (poi ci sono gli indigeni, e la sorpresa che ti porta in situazioni sorprendenti con una incredibile regolarità; e questo per me è sempre il senso del viaggio, anche se nel tuo caso c’è il bonus gnocca, altro che sicilia…): è anche bellissima da aprire, stendere per terra e seguire con il dito la strada che hai fatto per capire dove diavolo sei e soprattutto come fai ad arrivare dove vuoi arrivare. le isometriche poi ti fanno capire le pendenze, e mi sa che sul toctoc nun ce stanno…

  • Adimant scrive:

    Rota: è ideologico anche l’uso di un dispositivo alimentato dal generatore eolico (per sei giorni il telefonino lo ricaricano le mie gambe)!
    Una domanda: sai dove posso trovare delle isometriche fatte bene (ovviamente del percorso che intendo fare io)? Magari senza spendere troppo?
    Il bonus gnocca? Non è tanto un bonus quando lo hai solo una volta ogni due settimane per due anni e mezzo!!!
    Comunque a settembre ci si sposa per cui da un lato finiscono i weekend in viaggio sulla rotta Napoli-Palermo, dall’altro comincia la battaglia per convincerla a salire in bici… battaglia persa in partenza, ma da combattere comunuqe!!

  • rotafixa scrive:

    non so se a napoli c’è l’istituto geografico militare. prova lì. sennò vai in libreria e cercati una cartina buona, touring o michelin (ma non ricordo se le michelin hanno le isometriche)

    in ogni caso: niente paura e goditela.

  • valentina scrive:

    adimant, se non hai la sfortuna di capitare a milazzo nell’unica settimana in cui non ci siamo sei ospite nostro, più economico di così???
    se je la fai a fatte la salita per arrivarci! :-)

    io il toctoc in barca me lo porto…ma il fascino della carta nautica squadrette e matita non me lo leverà mai nessuno…

  • Adimant scrive:

    Vale, l’arrivo a Milazzo (ma ‘sta salita che pendenza c’ha?) è previsto per il giorno 8 luglio, se tutto va bene.
    Se ci siete, approfitto certamente dell’invito, a costo di fare a piedi il salitone… in fondo mi sono fatto il Barbotto con il suo 18%, con la febbre e con tre salite nelle gambe, un po’ di allenamento ce l’ho!! :)

    Purtroppo sono votato alla tecnologia, faccio software per campare, vivo insieme ai computer da quasi 24 anni… però la mia futura l’ho conquistata a botte di lettere scritte a pennino ed inchiostro di china!!

  • valentina scrive:

    l’8 dovremmo ancora essere qui.

    ohhh….ma quasi quasi comincio ad invidiare la tua futura!!!!
    scherzo, sono contenta del mio pazzerello!

    …e se ci incontriamo mi illustri l’ambaradam eolico, lo userei volentieri in barca…su quella che ci stiamo facendo adesso niente motore. evvai!!!

    ps sull’eventuale sito facci sapere.

  • rotafixa scrive:

    pazzerello…..

    quello ce da’ ‘na pista a tutti/e

  • Adimant scrive:

    Ormai questo 3d ha preso una strada tutta sua!!
    A questo punto sono curioso di conosccere Vale ed il pazzerello in questione (se Rotafixa dice che “ce da’ ‘na pista a tutti” deve essere davvero un bel tipo strano!!) per cui, Vale, sull’ospitalità ci conto e mi faccio sentire prima della partenza!

    E grazie a tutti per i consigli!!

  • robertoq scrive:

    Giusto averlo multato, in bici con il cellulare all’orecchio o scrivendo sms non si va. Poi ci si lamenta che i ciclisti muoiono per colpa delle auto. Ma non sempre è colpa dei guidatori d’auto. Un conto andare contromano (e vabbè), un conto è andare sulle striscie pedonali in sella e non scendendo dalla bici, ma il telefonino proprio no. Sono infrazioni che fanno ovviamente anche gli automobilisti, ma loro non devono stare in equilibrio su due ruote, e per le bici è più difficile andare in linea retta.

  • rotafixa scrive:

    in sei righe sei riuscito a dire il top delle fesserie. complimenti, non è facile.

  • clambfr scrive:

    di per sé il cellulare può essere causa di incidenti, che si stia su un veicolo o no; ne vedo tanti, di pedoni, che attraversano tranquillamente – sulle strisce o meno – con quell’oggettino infilato dentro l’orecchio, e lo sguardo che vaga o per terra o per aria, mai intorno a sé.
    Poi il mezzo e la persona come sempre sono le variabili che fanno la differenza; ma proprio perché sono variabili e si ha a che fare con la legge, che non ammette(rebbe) distinzioni, ci sta pure che succedano cose così. Se Nicola avesse investito me o un altro a causa del cellulare, la colpa sarebbe stata sua.
    Personalmente mi occuperei prima degli oggettivamente più pericolosi, ossia gli automobilisti. Aldilà di questo, resta il fatto che ciò che gli hanno contestato, cioé di non avere le due mani sul manubrio eccetera, dimostra solo la poca o nulla conoscenza che i vigili hanno del codice, e in generale la tendenza dei tutori dell’ordine a vessare i più deboli.

  • clambfr scrive:

    di per sé il cellulare può essere causa di incidenti, che si stia su un veicolo o no; ne vedo tanti, di pedoni, che attraversano tranquillamente – sulle strisce o meno – con quell’oggettino infilato dentro l’orecchio, e lo sguardo che vaga o per terra o per aria, mai intorno a sé.
    Poi il mezzo e la persona come sempre sono le variabili che fanno la differenza; ma proprio perché sono variabili e si ha a che fare con la legge, che non ammette(rebbe) distinzioni, ci sta pure che succedano cose così. Se Nicola avesse investito me o un altro a causa del cellulare, la colpa sarebbe stata sua.
    Personalmente mi occuperei prima degli oggettivamente più pericolosi, ossia gli automobilisti. Aldilà di questo, resta il fatto che ciò che gli hanno contestato, cioé di non avere le due mani sul manubrio eccetera, dimostra solo la poca o nulla conoscenza che i vigili hanno del codice, e in generale la tendenza dei tutori dell’ordine a vessare i più deboli.

  • Unto dal Pignone scrive:

    “Un conto andare contromano (e vabbè) (…) ma il telefonino proprio no”

    Ti prego, dimmi che volevi scrivere il contrario e ti sei confuso!…

  • massi scrive:

    “..e per le bici è più difficile andare in linea retta.”- prova ad andare dritto su una linea con la macchina con le mani dietro la nuca per un chilometro…ah già non si possono mettere entrambe le mani dietro la nuca in macchina!

  • Michelangelo scrive:

    Adimant, goditela e porta il minimo, come ha detto Rota, non dimenticare l’acqua, per il resto se ti spingi puoi anche arrivare a un costume e spazzolino da denti, non dimenticarti un coltellino svizzero…
    M!!!

  • gerry scrive:

    Vi segnalo che a Parma, per un caso analogo, è stato fatto ricorso e il multato, un avvocato (manco dirlo), lo ha vinto( in bici posso usare una mano altrimenti non potrei segnalare le curve ecc.)
    E’ probabile quindi che il Comune di Verona dovrà sostenere una causa persa in partenza, visti i precedenti.
    Anche se la prima difesa del ciclista veronese, come qui scrivevano altri, è stata mal impostata ed è un clamoroso autogol per il movimento ciclistico dire che la bici non è un veicolo(quindi non mi sento assolutamente di difenderlo viste le cazzate che ha detto).

    Vi segnalo anche questa discussione, prevalentemente tra vari componenti della FIAB:
    http://ciclodi.blogspot.com/2008/06/ciclista-multato-verona-parlava-al.html

    Personalmente credo che la questione sia da porre in questi termini (che coincidono in gran parte con quanto scritto dalla FIAB-Amici della Bicicletta di Verona). La bicicletta deve essere considerato comunque un veicolo sempre e quindi, come si fa per le auto, da una parte gli si da spazio sulle strade (ciclabili, corsie riservate, strade chiuse alle auto ma aperte alle bici, cicloparcheggi e diritti ai ciclisti, moderazione del traffico, ecc.) e poi si pretende osservanza delle norme (anche perchè, come ho avuto già modo di dire, quando i ciclisti diventano tanti se si comportano scorrettamente possono danneggiare non solo se stessi ma anche altri ciclisti o pedoni), oppure se un’amministrazione non fa una politica attiva a favore della bicicletta e poi multa i ciclisti sembra voglia dire “ciclisti maledetti bastardi … usate l’auto, non rompeteci le palle con la vostra presenza sulle strade, che sono solo nostre (cioè dei “motoredotati”).

    Quest’ultimo tutto sommato è la posizione del Comune di Verona che ha lanciato una crociata anti-ciclisti, smantellando le poche ciclabili, per salvarsi la faccia ammettendo i ciclo-sportivi alla consulta sulla mobilità – che nulla fanno per la ciclabilità urbana – e non la FIAB di Verona – perchè troppo estremista visto che continua a “rompere” su questioni concrete -, non rispondendo alle continue richieste e proposte della FIAB, sfalsando la verità (Tosi se la prende con la FIAB di Verona, che è stata molto più moderata e pacata, e non con Di Luca – ciclosportivo- che gli ha dato dei “fuori di testa”), trattando la FIAB di Verona come fosse fosse l’espressione dei più cattivi e armati centri sociali (minacciandola di azioni legali perchè ha fatto una manifestazione aminetalista contro la politica del Comune, assolutamente pacifica e senza il benchè minimo incidente – manifestazione che a posteriori, cioè quando si era già svolta, e illegalmente, perchè competente la Questura, il Comune ha proibito – )

    Il fatto di Verona va letto anche in questo contesto politico. Nella città il conducator Tosi è diventato intoccabile, l’opposizione del Partito Democratico fa ridere (come altrove) e qualsiasi altre forma di opposizione praticamente non esiste.
    Forse gli unici che ancora “rompono le uova ne paniere” sono gli ambientalisti e in particolare 3 o 4 gruppi particolarmente forti in città (FIAB, Legambiente, Italia Nostra, Comitato contro il Traforo). E visto che rompono su proposte concrete e, tutto sommato, che corrono il rischio di essere “trasversali” bisogna farli fuori (in particolare la FIAB che a Verona è sicuramente apartita e trasversale e quindi la Giunta sta facendo di tutto per farla apparire come l’espressione della sinistra più estrema).
    Attenzione quindi, ogni pretesto è buono. Questa multa al ciclista è solo l’ennesimo episodio ma ben altre, di peggio, temo, ne vedremo.

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