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Licenza di uccidere

Alberto in Altro | 86 commenti

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Sabato 20 ottobre 2007 a Milano sera una ragazza di 22 anni è stata travolta a bordo della sua bicicletta da una macchina dei Carabinieri in via Meda. Ovviamente il comunicato si è premurato di sottolineare che “Sembra che la giovane fosse passata con il semaforo rosso e che la sua bici non avesse luci né catadiottri”. E’ fantastico. Diciamo che tu sbagli e non accendi i fari. O che hai la dinamo, ma sei quasi ferm* e quindi non si accendono. Oppure – peggio ancora – che sei un pericoloso sovversivo che gira senza luci. Se passa una gazzella zeppa di omini neri (quelli della polizia militare che si fa i cazzi dei civili, come nel Cile di Pinoschet, e che spessissimo passano col rosso, superano contromano, ne fanno di ogni senza sirena e lampeggiante senza che a nessuno venga in mente di incazzarsi) ti stira e muori.

In altre parole: in questa (presunta) civiltà di merda che consente l’utilizzo criminale di mezzi di trasporto privati con rapporto peso-passeggero anche di 25:1, per la distrazione e/o la grave colpa di girare senza luci è prevista la pena di morte.

Non solo. La stessa (presunta) civiltà di merda ammette anche la licenza di uccidere. In effetti se tu vuoi far fuori un rivale in amore o in affari, non ti conviene estrarre la Beretta. Perché in questa (presunta) civiltà di merda se lo tiri sotto in auto te la cavi con pochissimo. Se poi era in bici senza luci ancora con meno. Se in più sei pure un caramba (nessuno è perfetto) magari ti danno anche una medaglia.

Ma non c’è mica da stupirsi. Questa (presunta) civiltà di merda fornisce anche persone dello spessore intellettuale e civile della signora Marisa Manacorda che su RCM riesce a commentare così l’omicidio: “Mi piacerebbe che la stessa Ciclobby verificasse la dotazione di luci (spesso il fanale e il fanalino ci sono ma non la dinamo) delle biciclette che intervengono aui suoi raduni. Si avranno delle sorprese! Spetta comunque all’autorità competente la verifica delle biciclette in circolazione, ma nessuno fa niente. Chissà che i Carabinieri, almeno ora che si è verificato l’incidente in cui sono coinvolti, si muovano in questo senso”.

Siamo davvero alla frutta. Agli sgoccioli. Abbiamo toccato il fondo.

86 commenti su “Licenza di uccidere

  • frank scrive:

    Il pensiero della “signora” manacorda coincide con quello di milioni di esseri che hanno abdicato alla loro umanità in favore di una carcassa motorizzata. questi esseri s’incastrano tutti i giorni nella stessa coda nello stesso posto occludendo ogni spazio e impestando l’aria di gas. anche quella dell’abitacolo della loro auto. anche quella delle scuole dove scaricano i loro figli. e nell’abitudine, nell’accettazione passiva di questo stato di cose, il tutto si riflette nei loro spazi mentali.
    così per ognuno di loro il traffico sono gli altri. e vivono ormai nella paura e nell’ossessione di tutto e di tutti: il caldo, il freddo, il sole, la pioggia, la neve e la nebbia, i semafori, gli autovelox, i rom, gli albanesi, i marocchini, i cinesi, i negri, i ladri, i pedofili, gli stupratori e gli assassini. e qualsiasi altro spauracchio che possa generare la più stupida cronaca del più stupido giornaletto a distribuzione “gratuita”. elefanti terrorizzati non più solo dal topolino, ma anche dalle formiche, non gli rimane altro che rintanarsi e isolarsi in una cassaforte. e questo è quello che fanno. tutto ciò che rimane al di fuori è un nemico pericolosissimo. e vivono nell’illusione di trovare orizzonti liberi, ma così facendo non fanno altro che chiuderli agli altri. e nemmeno sono più in grado di capirlo. non c’è da stupirsi se ogni ciclista diventa come il diavolo che entra nel campanile di questa loro assurda vondervotteimittiss (ah! eap, ma quanto eri in anticipo sui tempi?). finchè, come una divinità feroce la realtà lacera questo sottile velo dietro al quale stupidamente credevano di proteggersi pretendendo un sacrificio di sangue. sono esseri senza disperati. la loro città non può aver speranze.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Ehllammaddonna!….tutto sto macello per aver detto che se un ciclista usa le luci è meglio?!…io in giro vedo spesso ciclisti con fanali, giubbotti catarinfrangenti e led sullo zaino, dobbiamo considerarli dei venduti traditori?!…

  • alberto biraghi scrive:

    “Unto”, il tuo sillogismo stringente ricorda quello del sofista che “mio nonno fuma, gli stronzi fumano, mio nonno è uno stronzo”. Per dire, qui c’è una vettura con cui i cosiddetti “tutori dell’ordine” ammazzano una persona “presumibilmente” poco visibile (insisto, e se fosse stata a piedi sulle strisce con la bici dotata di dinamo, come pare?) abusando del loro potere (come spesso accade). E tu ti infastidisci perché ci si incazza a leggere roba come quella scritta da questa rintronata? Mi sa che ti conviene cambiare il nick in “unto dal differenziale autobloccante”.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Gentile Alberto, se c’è uno che normalmente contesta le generalizzazioni qua dentro sono io. Quello che io contesto sono proprio i sillogismi. Anche lasciar intendere “gli investitori era forze dell’ordine, quindi erano sicuramente in torto, sfrecciavano abusando del loro potere, come tutte le forze dell’ordine amiche della Cia, schiavi degli americani, mestiere assassino celerino, hasta la victoria siempre!” mi pareva esagerato.
    Dopodichè, ho contestato giorni fa sul Corriere della Sera proprio il fatto che in un paese in cui viene concesso alibi a tutti (solo in Italia ad uno stupratore viene concesso l’alibi del fatto che la vittima non fosse vergine…), i ciclisti sono l’unica categoria che anche quando è vittima o dalla parte della ragione viene sottoposta a processi: “Sì, bèh…..l’investititore andava a 130 all’ora sulla ciclabile contromano, però il ciclista non aveva le luci e non ha segnalato la propria presenza con un razzo di avvistamento!…” Per non parlare di quando nelle notti di festa (Natale, Capodanno etc…: sono testimone oculare.) le pattuglie di turno accendono sirene e sgommano in curva per combattere la noia.

    Tutto qua, dopodichè del coglione me lo son preso una volta e me lo prendo anche la seconda…

  • bando scrive:

    scusatemi ma stiamo scherzando?

    per un incidente che può capitare (talvolta succede che le ambulanze investano delle persone), si fa tutto questo bordello con delle supposizioni dalla tendenza anarcoide (quell’anarchismo però sciatto e futile) su supposte licenze di uccidere in quanto TUTORI DELL’ORDINE?!?

    un episodio pur sempre grave ma che catalogherei come un incidente,è stato trasformato in questa digressione che non aiuta nessuna parte.

    un ciclista torinese

  • Unto dal Pignone scrive:

    Fascista! :-D

    p.s.: ooopppssss!….la fidanzata avvocato mi segnala col lapis rosso che, nell’esempio dello stupratore da me citato, trattasi di attenuante, non di alibi.
    Umilmente, Unto dal Coglione.

  • alberto biraghi scrive:

    Scusa, Unto dal Differenziale, mi spiegheresti dove io avrei “lasciato intendere” ecc ecc? Non capisco proprio, ma magari non mi sono spiegato, per cui da montanelliano mi incolpo e rispiego riassumendo. Allora, volevo dire semplicemente che:

    (a) le auto di carabinieri e polizia spesso e volentieri violano le regole del traffico senza ragione. Tempo fa, dopo aver rischiato (ma davvero) la pelle sulle strisce (di notte colpevolmente vado in giro a piedi senza luci) causa una gazzella senza sirena in sgommamento buttalapasta, visto che chiedevo spiegazioni ancora un po’ mi mettevano dentro. Quindi non mi permetto più di farlo, ma conservo un lungo dossier di abusi commessi da questi anacronistici omini in divisa.

    (b) dopo che una persona è morta investita, in un periodo in cui i bollettini su questi fatti raggiungono quote da giugno 1944 in Normandia, commentare acidamente sui ciclisti senza luci è da idioti.

    PS Colgo l’occasione per pregarti di evitare l’uso di virgolette se attribuisci ad altri contenuti frutto della tua fantasia. La sbrodolata su servi, cia eccetera è del tutto fuori dal contesto.

  • frank scrive:

    azz.. il tempo grigio rende nervosetti

  • rotafixa scrive:

    è schifoso dare attenuanti a quei bastardi che stirano gli indifesi, peggio ancora se pagati per la “sicurezza”.

    una che gira senza luci (se mai fosse così, e conoscendo i miei polli sono quasi certo che sia un falso) non è per ciò solo meritevole di morte, né la sua morte può essere in qualsiasi modo giustificata o sminuita.

    il fatto che ci siano in giro persone che invece lo fanno dà il segno di quanto infima sia la mentalità corrente in questo disgraziatissimo posto, la cui unica attenuante è di avere dei bei paesaggi e bei monumenti.

  • massipedala scrive:

    A rega’ non scherziamo, a quanto andavano quei carabinieri? Quanti rispettano il limite in città? La velocità di un automobile in città è proporzionale alla intensità del traffico, nel senso che se uno si fà ore e ore in fila a due all’ora appena avrà un attimo di spazio schiaccerà il pedale dell’acceleratore come un pilota di rally anche se vede più in là un semaforo rosso. Lottiamo per far abbassare i limiti urbani o perlomeno di farli rispettare.Tra semafori e traffico quant’è la velocità media di un auto?10km/h? Perchè permettergli di andare a 50km/h? Noi siamo molto più veloci perchè dobbiamo sempre dare la precedenza? Un saluto

  • Stefano Garulli scrive:

    evviva l’italia che va, signora marisa manacorda (e chissà se il bambino di 3 anni aveva la “dotazione di luci”…)

    « 7/10/2007
    Bormio, moto pirata uccide un bimbo
    Piccolo era in bici su pista ciclabile

    Una moto pirata ha investito e ucciso un bambino di soli tre anni a Bormio (Sondrio). Il piccolo, in sella alla sua bicicletta, si stava dirigendo verso casa percorrendo una pista ciclabile ed era affiancato dalla mamma su un’altra bicicletta. All’improvviso, secondo il racconto della mamma rimasta miracolosamente illesa, è sbucata alle loro spalle una moto a forte velocità che ha travolto il bimbo ed è fuggita.

    A riferire dell’incidente, avvenuto sabato sera attorno alle 20.00, sono stati nella notte i carabinieri del Comando provinciale di Sondrio. La madre del bimbo, il piccolo Renzo Giacomella, che ha assistito impotente alla morte del figlio, è stata ricoverata in ospedale in stato di shock. “Il motociclista – ha raccontato ai carabineri di Bormio – è riuscito ad evitarmi ma non ha saputo fare altrettanto con mio figlio che è stato travolto”. Il centauro, dopo l’impatto, non si è fermato a prestare soccorso ma è fuggito proseguendo la sua folle corsa.

    La piccola vittima dell’ennesimo incidente causato da un pirata della strada risiedeva a Valdidentro, un centro a pochi chilometri di distanza. Le indagini sono ora condotte dai carabinieri della caserma di Bormio, in collaborazione con i colleghi del Nucleo operativo della compagnia di Tirano (Sondrio). ”Si presume che l’investitore sia una persona residente nella zona – ha spiegato in tarda serata il tenente colonnello Marcello Bergamini, Comandate provinciale dell’Arma di Sondrio – perchè l’esistenza di quella pista ciclabile situata poco oltre l’uscita delle gallerie della statale 38 dello Stelvio, in direzione di Bormio, non è nota a tutti i frequentatori delle località turistiche dell’alta Valtellina. La speranza è che, nelle prossime ore, il responsabile si presenti spontaneamente in caserma, per evitare conseguenze altrimenti più serie, se individuato nel corso delle indagini”. »

    « 15/10/2007
    In 50 festeggiano 17enne. Pirata della strada torna a casa

    I 50 amici lo hanno festeggiato non appena tornato a Bormio dopo la scarcerazione avvenuta domenica pomeriggio. Un’accoglienza quasi da star per il 17enne, che, alla guida di una moto, ha investito ed ucciso il piccolo Renzo Giacomella. Il minore è libero è può uscire di casa quando vuole: il Gip, infatti, non ha previsto alcuna misura restrittiva ma ha solo incaricato i servizi minorili di affidarlo a uno psicologo.

    Intanto il difensore del ragazzo, Giuseppe La Capria, ribadisce ancora una volta che quella dove è avvenuto l’incidente non sia una pista ciclabile bensì “una strada vicinale” accessibile con qualsiasi mezzo ai proprietari dei fondi che costeggia”. “In tutta la sua tragica conseguenza – ricorda il legale – si tratta di un omicidio colposo, non certo volontario come frettolosamente è stato contestato al mio assistito. Non è un assassino di bambini. Semplicemente quanto accaduto è frutto di una imprudenza. Null’altro”.

    I genitori: “Sono due bastardi”

    Dura la reazione dei genitori alle affermazioni dell’avvocato. “Sono due bastardi – dice Sergio Giacomella – . Erano in due su una moto che non lo consentiva, andavano in giro a fari spenti e, quel che è peggio che il giorno dopo, quando hanno saputo, come dicono loro, da radio e tv, della morte di nostro figlio, se ne sono ben guardati dal confidarsi con i genitori, dal costituirsi nonostante i molti appelli. Nonostante mia moglie fosse pronta a perdonarli purché si presentassero spontaneamente ai carabinieri. Ne hanno parlato invece alle fidanzatine, agli amici, quegli stessi che lo hanno accolto pomeriggio come fosse un divo. Questi – conclude il padre del piccolo ucciso – speravano di farla franca. L’avvocato La Capria può dire quello che vuole, ma non prendiamoci in giro davanti alla morte di un bambino di neppure quattro anni”. »

    http://www.tomshw.it/forum/showthread.php?p=708056

  • Unto dall'Antipatia scrive:

    1) Scusa, Unto dal Differenziale, mi spiegheresti dove io avrei “lasciato intendere” ecc ecc?

    Bèh, mi è parso che il tuo giudizio si basasse più sulla divisa degli eventuali colpevoli che non su testimonianze oculari (che magari hai, per carità, non contestavo questo).

    2) le auto di carabinieri e polizia spesso e volentieri violano le regole del traffico senza ragione.

    Infatti mi pareva di aver detto come anch’io sia testimone oculare di un certo andazzo. O siccome sono antipatico la mia denuncia eventualmente non conta?!…

    3) dopo che una persona è morta investita, in un periodo in cui i bollettini su questi fatti raggiungono quote da giugno 1944 in Normandia, commentare acidamente sui ciclisti senza luci è da idioti.

    Infatti ho detto che una delle mie polemiche riguarda proprio il fatto che quando la vittima è un ciclista si va a cercar la pagliuzza…

    4) Colgo l’occasione per pregarti di evitare l’uso di virgolette se attribuisci ad altri contenuti frutto della tua fantasia. La sbrodolata su servi, cia eccetera è del tutto fuori dal contesto.

    Come il riferimento a Pinochet: Pol Pot era troppo difficile da scrivere (battuta)?!
    Le virgolette non si usano in giornalismo solo come citazione letterale, ma anche come descrizione di un certo clima. La mia era un esagerazione di quello che poteva essere interpretato dal tuo scritto, non un’accusa.
    Scritto che tra l’altro non ho contestato, per carità. Sono intervenuto sul topic semplicemente perchè mi sembrava esagerato scagliarsi con una persona che semplicemente aggiungeva la richiesta ai ciclisti di rendersi più visibili (io in questo senso in passato spesso sono stato colpevole, lo ammetto…). A me non pareva che in quel caso si volesse scaricare tutta la colpa sulla ciclista ma posso aver capito male.
    Merito l’ergastolo?!…

    p.s.: il tuo “acidamente” mi trova assolutamente d’accordo. Lo dissi anche quando un cretino propose la multa ai ciclisti sul marciapiede. Non perchè la ritenessi ingiusta, ma perchè come unico intervento per risolvere il problema del traffico mi pareva una cretinata.
    Sono d’accordo con Rota quando dice “una che gira senza luci (se mai fosse così, e conoscendo i miei polli sono quasi certo che sia un falso) non è per ciò solo meritevole di morte, né la sua morte può essere in qualsiasi modo giustificata o sminuita” ma in un paese manicheista come questo se non sei bianco sei nero per forza e allora sopporto gli insulti.

  • simolame scrive:

    allora vediamo un po come mettere le cose: anche se viaggio su una (meravigliosa) Cicli Colonna vecchia di 40 anni, per la mia sicurezza ho montato DUE fari a led bianchi che mandano un raggio di luce di 40 metri, e per pararmi le chiappe una luce posteriore che da addirittura fastidio se la si fissa troppo.
    giro di sera ma mai troppo tardi, e quando accade metto il giubbotto giallo (visibile da chiunque, basta che nessuno gli metta le dita negli occhi).
    ALLORA mi domando perche fin troppo spesso le auto mi sfrecciano tanto vicino da sfiorarmi con gli specchietti (e se poi li tocco DANNO LA COLPA A ME)nonostante risulti visibile quanto una torcia umana…
    p.s visto che qui a cinisello balsamo (mi) la gente ha la cattiva abitudine di posteggiare sui pochi metri di ciclabili che abbiamo, credo che il biglietto PARCHEGGIO DA CAFONE mi tornerà utile! grazie Ciclistica!!

  • la maglia debole della catena scrive:

    b
    asta parlare per supposizioni, andiamo ai fatti concreti

    giro la notte vestito di nero ,senza luci e di recente senza freni (inibitori), violento giovani avvocatesse vergini e interpreto discrezionalmente il cds

    sono stato investito in pieno giorno in frontale da un ultrasettantenne che non si “accorto” del mio windstopper giallo fluo e mentre ero a terra rantolante mi ha rivolto lo sguardo solo per accusarmi di non avere le luci sulla bici da corsa e poi per verificare che avessi effettivamente il casco

    unto del pignone, tu che mi capisci, è la pena del contrappasso ?

  • Unto dal Sapone scrive:

    Allora, cercherò di precisare perchè evidentemente mi sono espresso male (approfitto anzi per dire ad Alberto Biraghi che il mio riferimento a Montanelli nella mail intendeva dire che “io” non mi ero saputo spiegare e non che “lui” non era stato chiaro. Antipatico sì, ma maleducato no. Almeno questo concedetemelo…).
    Io considero la storia delle luci sulla bici un’alibi. Per il lavoro che faccio spesso notte tardi, e quando sono in bici mi rendo conto di essere visibilissimo, almeno in città sotto i lampioni, anche senza luci ed anche se son sempre vestito di nero (da quando il mio paese è stato diviso in 4 nazioni in guerra fra loro). E quando per necessità sono in macchina, non mi capita mai di non vedere o veder male un pedone o un ciclista.
    Il caso citato da Anello Debole è il tipico caso di automobilista disonesto e pretestuoso e quello citato da Simolame di automobilisti avventati e idioti. Due tipici casi italiani.
    Tornando a monte, una apre il giornale, legge “ciclista senza luci investita” e gli può venir da dire “eh, ma poteva metter le luci”. Non mi sembra così grave da condannarla a morte, tutto qua. Poi è chiaro che bisognerebbe avere una visione chiara della cosa e se la sciùra uscisse ogni tanto in bici se ne accorgerebbe. Ma lo stesso vale per chi, per ideologie politiche o religiose, se la prende coi simboli dello Stato non per le loro colpe reali (quale categoria o corporazione italiana non abusa del proprio potere?! In questo ritengo geniale la definizione di Biraghi di “sgommamento buttalapasta”: fanno lo stesso gli autisti delle ambulanze, che mettono la sirena a fine turno per tornare presto a casa…) ma per ciò che rappresentano (molto più simpatica la polizia sovietica, vuoi mettere…) e perchè “conosco i miei polli”.
    Non credo ai processi sommari, nè a quelli di parte, nè a quelli alle intenzioni: ciò non toglie che, se giudicati colpevoli, gli investitori in divisa meriterebbero per me la pena di morte.
    So di essermi guadagnato ormai l’odio dei notabili del forum, ma posso ancora considerarmi un ciclista o sono definitivamente ostracizzato?!…

    p.s.: con quella sulla pena di morte so che mi son giocato le ultime chance di esser sopportato su sto forum, ma tanto ch’io non fossi un no-global lanciasanpietrini con dreadlocks sporchi e piercing in giro per la faccia ormai s’era capito….

  • antonio scrive:

    Prima di parlare male di persone che rischiano la vita per 1000 euro al mese, in un paese dove i ladri e gli spacciatori non rischiano un giorno di galera c’è da sciaquarsi la bocca. Se i carabinieri che hanno investito la ragazza hanno sbagliato, saranno giudicati per le loro colpe se nel caso la ragazza fosse davvero passata con il rosso e senza luci, credo che anche chi ha scritto il post iniziale l’avrebbe investita. Si sbaglia a generalizzare e scagliarsi contro le forze dell’ordine solo per convinzioni politiche.

  • rotafixa scrive:

    ahò ma che è sta storia dell’antipatia, e che cazzo.

    per alcuni, tipo me, é indecente e vorrei anche dire immorale girare con vetture pesanti e potenti, in qualsiasi caso. con quelle può capitare di ammazzare, anche un ubriaco che vaga malamente per le strade di los angeles la notte.

    solo che se il mezzo che ti porta non fosse quella tonnellata di roba che propongono come strumento di libertà quel “bastardo” dell’ubriaco pazzo nero e senza luci conterebbe solo lividi, e non sarebbe un fastidio per il servizio sanitario o quello cimiteriale.

    é su questo che bisogna riportare l’attenzione: la circolazione è pericolosa non a causa di ometti e donnine che non lampeggiano come il faro di rodi, ma perché milioni di altri girano con un’arma molto peggiore di un’alabarda in mano a un lanzichenecco davanti al tesoro di mompracem.
    finché non si esce da questo equivoco, unto, non sei antipatico, sei solo fuori luogo.
    senza particolari antipatie. lo ripeto, é vitale cambiare ottica e tornare al semplice concetto che la vettura è pericolosa sempre, se in movimento, e se ferma è un’oscenità che occupa spazio indebito.
    non deve avere cittadinanza nei pensieri delle persone che abbiano un minimo di decenza.

    ovviamente é l’opposto, é il sogno che si ammira nelle pagine pubblicitarie o dal concessionario. quasi, anzi no, del tutto legibus soluta, incolpevole, inevitabile, un fenomeno meteorologico. tutti gli altri sono invece ostacoli che possono solo infastidire il sacro veicolo.

    credo che ci sia una maledizione ancestrale lanciata da qualche popolo scomparso ad affliggere e accecare l’equilibrio delle nostre percezioni.

    una tonnellata lanciata addosso uccide. e puoi avere tutti i codici alla mano e dalla tua, ma hai ucciso lo stesso. e dunque sei un assassino, anche se la legge ti dà ragione. non mi sembra difficile da capire.

  • antonio scrive:

    Sarò qualunquista ma credo che prima di parlare male delle forze dell’ordine che il loro dovere lo fanno fin troppo bene c’è da pensarci bene. Se i carabinieri che hanno investito la ragazza hanno sbagliato saranno giudicati per le loro colpe.Nel caso la ragazza fosse davvero passata con il rosso e senza luci, credo che sarebbe stato difficile evitare di investirla per tutti. Si sbaglia a generalizzare e scagliarsi contro gli uomini in divisa solo per partito preso.

  • dario scrive:

    Resta il fatto che una ragazza 22 enne ciclista è morta. Carabinieri o no. Luci o no. Non c’ero, non posso sapere la verità, pare che i Carabinieri stessero sorpassando il tram (o l’autobus), magari ad alta velocità, magari perchè avevano una chiamata, magari no, magari la ragazza ha guardato, magari no, magari era senza luce, magari era rosso, magari no.
    Resta il fatto che è morta. Ed è uno schifo.
    Quando sento che un ciclista (per di più se una ragazza di 22 anni) indifeso di fronte alle lamiere di un’auto rimane ucciso vengo pervaso da profonda tristezza. Neanche rabbia. Tristezza, tristezza di vivere in un mondo a misura d’auto, dove si puo’ morire perchè un’automobilista ha fretta e gira senza guardare…

  • alberto biraghi scrive:

    Antonio: chi ha scritto il post – io – non possiede un’auto. Ogni tanto uso il carsharing per uscire dalla città se il treno è inesistente, ma è altamente improbabile che io investa qualcuno, perché sono attentissimo e rispetto i limiti. le statistiche dicono che basterebbe questo per ridurre di un ordine di grandezza le morti da stiramento.

    In compenso ho rischiato più volte di essere investito da auto di polizia e carabinieri lanciate a velocità illogica, con o senza sirene.

    Non solo. L’altroieri (non ho qui ora e luogo, ma li ho annotati) tre carabinieri su gazzella hanno attraversato la rotonda di piazza bolivar col rosso, sgommando pure un po’, dando un colpetto di paletta e sirena. Poi si sono fermati in coda al semaforo successivo. Non era un’emergenza, semplicemente non avevano voglia di stare in coda (la rotonda di Boliuvar in effetti è odiosa). Vorrei evitare di scadere nel qualunquismo che sennò il mio amico col differenziale unto si offende, ma in questo paese i lavori onesti da mille euro non mancano. Uno che sceglie di fare il carabiniere già di suo merita il mio profondo disprezzo. Se abusa della divisa il disprezzo aumenta. Se nell’abuso – che tale è stato – ammazza un’innocente, allora scade sotto il livello topo di fogna.

    Purtroppo “in questo paese” ladri e spacciatori prosperano proprio grazie a note e dimostrate collusione proprio con quelli lì in divisa e coi loro capoccioni a tutti i livelli (cfr la storia di Ganzer
    http://www.onemoreblog.it/archives/001092.html).

    Da ultimo. Mi permetto di dubitare che arrivare due minuti prima sia tanto importante da giustificare il sacrificio di un’innocente.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Rota, chiudo la questione perchè non voglio diventar stucchevole (ho già rotto abbastanza le palle).
    Sono d’accordo con te quando dici “il sogno che si ammira nelle pagine pubblicitarie o dal concessionario…tutti gli altri sono invece ostacoli che possono solo infastidire il sacro veicolo…lo ripeto, é vitale cambiare ottica e tornare al semplice concetto che la vettura è pericolosa sempre, se in movimento, e se ferma è un’oscenità che occupa spazio indebito…”, sono meno talebano e ti seguo meno però quando dici “non deve avere cittadinanza nei pensieri delle persone che abbiano un minimo di decenza”.

    Io domani vado a Brescia al mattino e a Cremona nel pomeriggio a girare, siamo in 4, con telecamere, regia mobile, cavalletti e stativi: come cazzo ci vado in bicicletta?! E in treno non posso andare, perchè la location è fuori dai percorsi dei mezzi pubblici e sto shooting devo chiuderlo in una giornata se no non ci sto dentro col budget che intasco. Che devo fare?!…
    Te la immagini un ambulanza rikshò che ti porta al pronto soccorso?!…a me la polizia in bici fa venire in mente Fabrizi e Totò…

    Sono ambientalista, faccio la raccolta differenziata da prima che fosse obbligatoria, faccio i regali di Natale coi fogli di giornale per utilizzare almeno due volte la carta prima di metterla nel raccoglitore, odio guidare e lo odierei anche se le auto fossero tutte ad idrogeno e andassero a 20 all’ora, piango eprchè mi hanno sventrato il bosco teatro dei giochi d’infanzia per farci una superstrada in una zona in cui tutte le fabbriche stanno chiudendo, ieri mi son fatto un’ora di bici sotto la pioggia perchè al pensiero di prendere la macchina mi veniva il vomito.
    Semplicemente non sono un talebano, (anche se stasera una cogliona all’incrocio mi ha sorpassato a sinistra per poi tagliarmi la strada per svoltare sulla destra: se non skiddavo mi schiantavo e una granata da tirare l’avrei voluta volentieri…) e (senza voler far la vittima) quando esprimo la mia idea spesso mi fate sentire come Britney Spears in minigonna nella grotta di Bin Laden.
    Non sto mai nè con chi lancia un estintore per strada nè con chi imbraccia un manganello in una scuola. Come scrivevo oggi ad una tua amica, è colpa mia che da cane sciolto sono inadeguato in ogni situazione. E inadeguato e fuori luogo in questo caso hanno quasi la stessa accezione…

    Baci e bici.

  • alberto biraghi scrive:

    Differenziale, se evitavi la stronzata dell’estintore ti ripromuovevo pignone, sarà per la prossima volta. E’ chiaro che l’auto a volte è quasi indispensabile in questa cosiddetta civiltà. Ma è altrettanto chiaro che il problema – come sempre – è la testa della persona che ci sta dentro. Usarla con intelligenza e rispetto è infinitamente meno criminale. bastano due cose: rispetta i limiti e rispetta le strisce.

    Io condivido un gioco rischioso con l’amico e collega Cristiano Valli di Radiopopolare, cerco di innescare i tamponamenti sulle strisce. Passo – come teorizza Gherardo Colombo – in base alle regole che mi danno la precedenza. perché cazzo, se un idiota finisce in culo a un altro idiota che inchioda per non uccidermi (preoccupato non per me, ma per le eventuali rogne che ne avrebbe) forse per un pop’ rallenterà. Non vedo altro modo che il trauma. Questo non è granché diverso dal sollevare un estintore per difenderti da un criminale invasato armato di calibro 9 che ti sta sparanndo in fronte perché sei diverso da lui. Insomma, forse dovresti considerare la faccenda degli estintori scagliati.

  • Unto dal Pignone scrive:

    “Questo non è granché diverso dal sollevare un estintore per difenderti da un criminale invasato armato di calibro 9 che ti sta sparanndo in fronte perché sei diverso da lui”
    Magari era il contrario, o no?! Io ho un conoscente, carabiniere, che è di sinistra, è contro la globalizzazione e non può vedere il Berlusca: a Genova le ha prese da gente che la pensava come lui. Semplicemente perchè aveva una divisa ed era andato al lavoro (che consisteva nel far rispettare l’ordine senza impedire, a chi la pensava come lui, di esternare il proprio pensiero).
    Io rompo le balle spesso (l’avrete capito…) ma senza estintori. Cosa ci sarà mai di male nel fare il carabiniere o il poliziotto non lo capisco. Uniti solo quando gioca la nazionale di calcio, mah!…

    p.s.: Non preoccuparti per la promozione, mi trovo più a mio agio nel ruolo di reprobo…

  • Unto dal Pignone scrive:

    Dimenticavo:

    “E’ chiaro che l’auto a volte è quasi indispensabile in questa cosiddetta civiltà. Ma è altrettanto chiaro che il problema – come sempre – è la testa della persona che ci sta dentro. Usarla con intelligenza e rispetto è infinitamente meno criminale. bastano due cose: rispetta i limiti e rispetta le strisce.”

    Su questo siamo pienamente e finalmente d’accordo…

  • rotafixa scrive:

    la parola chiave é “cosiddetta”.
    io non trovo niente di civile nell’avere circa 33 milioni di vetture su circa 58 milioni di abitanti di un paese densamente urbanizzato e scarsamente popolato in zone montagnose. le stesse vetture percorrono in media 10 km al giorno nell’80% dei casi (conto nazionale dei trasporti, ministero delle infrastrutture, annuale. se vi va di muovere il cervello richiedetelo, è pubblico).
    in media, ribadisco.
    io non ritengo questa una civiltà degna di esistere, se confronto i dati sopra a quelli delle morti per scontri stradali (dobbiamo smetterla di chiamarla incidenti, come ci impone qualche spin doctor di qualche decennio fa): si tratta di molte migliaia, secondo l’istat oltre 6.000, secondo l’associazione parenti vittime della strada oltre 8.00, questo perché l’istat (sempre sulla base dell’esistenza di un calmiere economico che poco sopra ho definito spin doctor) conta i morti per scontro entro un certo numero di giorni (ora non ricordo se 7 o 15), e poi li cataloga sotto altre cause.

    civiltà questa?
    questo è un pollaio intensivo. serviamo solo per fare fatturato.
    io mi rifiuto. questo (me) ho e questo voglio avere il più a lungo possibile, e senza alcuna stronzata indotta che mi possa interrompere questo breve periodo in esistenza, che adoro.

    certo che é un paese bislacco. prima andavo in bici da un posto lontano 1,5 km dal lavoro, e mi dicevano che ero matto. poi ho preso casa vicino al lavoro e mi dicono “bella forza che vai in bici, stai vicino…”
    uno si fa il culo per cambiare e c’è sempre un altro sapientone che ti indica la tua “furbizia”, il tuo “farlo facile”.

    civiltà? qui si tratta di umani fallati, di bestie malate. altro che estintore, qui ci vuole il napalm dentro le case.

  • rotafixa scrive:

    faccio una postilla: all’ospedale (pronto soccorso) ci sono andato decine di volte in 44 anni quasi di esistenza, due in ambulanza e una trasportato da una vettura. per il resto ci sono andato con i miei mezzi o a piedi (si trova sempre una farmacia per fermare il sangue, o qualcosa che ti aiuti a muoverti). si può fare anche quello.
    mi limito – non sommessamente: quasi urlando- a sottolineare che si tratta di tre volte su decine. e non capita spesso.
    l’argomento ambulanza è limitrofo, marginale, accessorio. la normalità dell’esistenza, e questo appartiene all’esperienza di ciascuno di voi, non prevede l’uso quotidiano dell’ambulanza, o del camion traslochi.
    e tutto il resto?
    cosa ci fanno tutti per strada a qualsiasi ora con qualsiasi mezzo, soprattutto ingombrante?
    che cosa ci fanno?

    non raccontatevi storie piccoli, non raccontatevi cazzate: si chiama “mi faccio i cazzi miei”, e non avete realizzato che sono cazzi altrui che entrano nel vostro culo e purtroppo, anche se non voglio, nel mio.

    e si muore così, per andare come vi comandano.

    nessuna vergogna sarà mai abbastanza cocente per servi di questo tipo. inconsapevoli e peggio: felici della servitù che scambiano per indipendenza.

  • rotafixa scrive:

    errata corrige: non “1,5 km” ma “12,5 km”.
    la foga di rintuzzare le stesse eterne cazzate mi fa commettere errori, per ora innocui.

  • valentina scrive:

    mai subito il fascino della divisa, tuttaltro.
    mai amato la prepotenza, l’abuso e l’ostentazione di potere, di nessun tipo.
    scorte e macchine di servizio o private che sgommano inutilmante per le città senza alcun rispetto fino alle estreme e tragiche conseguenze, pedoni o ciclisti che siano.
    gente che non ha mai collegato il cervello.

    ma ancor di più mai amato le generalizzazioni e il manicheismo.

    http://www.pasolini.net/poesia_ppp_pciaigiovani.htm

  • Unto dal Pignone scrive:

    “l’argomento ambulanza è limitrofo, marginale, accessorio. la normalità dell’esistenza, e questo appartiene all’esperienza di ciascuno di voi, non prevede l’uso quotidiano dell’ambulanza, o del camion traslochi.”

    Rota, è chiaro che io ho fatto un esempio limite ma anche tu devi cercar di essere elastico: io a 14 anni senza battere ciglio sono entrato in casa ed ho detto a mia madre: “Ma’, andiamo al Pronto Soccorso perchè mi sa che mi son rotto il braccio…” Davanti allo sguardo alibito di mia mi son cambiato la maglia da calcio sporca e siamo usciti. Ci sono casi in cui al Pronto Soccorso con le tue gambe non ci puoi arrivare. E’ chiaro che è un caso limite, ma era solo per far capire che eliminando il totale dei mezzi a motore del mondo qualche problema lo avremmo e lo avresti anche tu. Anche se magari non ti viene in mente subito o non ti va di ammetterlo. Sul resto siamo d’accordo…

    “e tutto il resto?
    cosa ci fanno tutti per strada a qualsiasi ora con qualsiasi mezzo, soprattutto ingombrante?
    che cosa ci fanno?”

    Ma su questo la pensiamo uguale, non ho capito perchè mi attaccate! Io non scrivo su sto forum perchè amo la bicicletta, non sono un ciclista perchè mi diverte: sono un ciclista perchè non ne posso fare a meno. Inanzitutto credo che il pianeta terra non sia più in grado di digerire il traffico mondiale. Questione di tolleranza, madre terra non ce la fa più. D’altronde è come per l’uomo: noi ogni tanto beviamo, fumiamo, ci droghiamo pure. Se nei limiti ok, se esageriamo finiamo come Lapo Elkaan. Ecco, io credo che il pianeta terra sia in overdose e rischi il collasso. Per lo stesso motivo odio chi fa correre un quarto d’ora l’acqua del rubinetto perchè “a me piace fresca”…

    “non raccontatevi storie piccoli, non raccontatevi cazzate: si chiama “mi faccio i cazzi miei”, e non avete realizzato che sono cazzi altrui che entrano nel vostro culo e purtroppo, anche se non voglio, nel mio”

    C’è anche di peggio: una volta passando fuori dal supermercato in bici ho incontrato una signora in difficoltà a caricar la macchina. Mi son fermato ad aiutarla, nel frattempo una sciura in Suv fa manovra e a momenti la schiaccia. Io ed altri presenti le abbiamo urlato dietro “Ma non vedi cosa fai idiota?! A moemnti stiri la signora!” E lei tirando giù il finestrino: “Guardi che io c’ho il bip-bip che mi avvisa se c’ho un ostacolo, non ho la macchina da operaio come te!…”
    Ecco, di certo questa non è uscita di casa perchè non poteva fare a meno della macchina, e di certo del “mio” problema di inquinamento non gliene po’ frega’ de meno. Come la curiamo?!…

    “mai subito il fascino della divisa, tuttaltro.
    mai amato la prepotenza, l’abuso e l’ostentazione di potere”

    Vale, non è che io vada in giro con camicia nera e fez in testa, sia chiaro. Un conto però è schierarsi contro gli abusi, un conto contro i simboli per motivi che mi fanno vomitare. Ci si lamenta sempre che il cittadino italiano non ha coscienza civile, ma se non viene mai educato all’idea che la nazione siamo noi, i simboli sono i nostri (il soldato come le panchine del parco o i monumenti storici) non cambierà mai nulla. L’Italia è un paese giovane che non ha mai avuto il tempo di unificare il proprio tessuto, anche per colpa di Vaticano e Partito Comunista che vedevano nello stato un concorrente per la propria supremazia. Così l’Italia è rimasto il paese di bottegai, abituati a contare le monetine nel proprio sacchettino di cuoio e ragionando solo in base a quello.
    Io posso lamentarmi degli abusi delle divise, perchè per me le divise hanno un significato. Chi invece ci sputa sopra se ne dichiara nemico per partito preso, e se gli fai la guerra poi non puoi lamentarti se loro la fanno a te. Anche le divise hanno il loro sacchettino di cuoio con le monetine, quindi che il bottegaio vada a fargli la morale mi fa ridere.
    Paesi come Francia e Olanda non sputano su divise, non hanno parlamentari che si puliscono il culo con le bandiere ed inni nazionali ma nessuno si sente in diritto di dar loro dei fascisti. Hanno le automobili, una rete stradale più disciplinata, ed una concezione della bicicletta più sviluppata e più rispettata che da noi.
    Sarà un caso o magari io dico cazzate come dice Rota, comunque…

    Vabbè, tanto, come detto via mail al Biraghi, non ci troveremo mai d’accordo e quindi è inutile litigare.
    Buona fortuna a tutti! ;-)

  • Unto dal Pignone scrive:

    Ah, Vale: io non condivido Pasolini, che ne fa una questione di ceto sociale ma dice chiaramente di essere “contro l’Istituzione della Polizia”. Bèh, io no, perchè se uno stronzo mi stira a chi è che devo rivolgermi se non alla Polizia?! Il problema è se questa funziona e fa il suo dovere, non se questa c’è: e l’italiano medio ha la polizia che si merita…

  • lollop41 scrive:

    Uso la bici…
    sempre più spesso, quando la distanza aumenta, il clima è avverso e magari la fidanzata viene al lavoro di fianco a dove sto io uso la moto (si, motocicletta). Quando serve trasportare più persone o roba, uso la macchina.
    Conosco tutt’è tre le categorie e so quanto possa essere facile odiare le altre…
    In bici si è indifesi e si odia tutti…
    In moto si è indifesi anche li (nonostante il casco se ti tirano sotto ti fai male) ma si va più veloci e si odia tutti…
    In macchina si è indifesi anche li (perchè la tua macchina può essere grande quanto vuoi ma qualche stronzo che ce l’ha più grande di te prima o poi lo trovi…), si è incazzati perchè si sta nel traffico e gli altri (bici e moto) vanno via veloci, per cui li si invidia e li si odia…
    Stamattina a Milano piove, e le macchine sono tutte piene (o vuote a scelta…) di una sola persona e questo è follia…
    Non mi piacione le generalizzazioni, perchè si perde di vista il singolo problema.
    La morte è sempre inaccettabile, inaccettabile se ti investe una macchina, se lo fa una moto o un camion…
    La soluzione… beh, non la ho, ma forse pensare un po’ agli altri aiuterebbe tutti.

    E penso che sarebbe molto più utile fare un passo alla volta…
    Il muro contro muro non giova mai, la realtà non è solo bianca e nera, l’essere un Carabiniere o un Girotondino, l’essere Cristiano o Musulmano, Credente o Ateo, automobilista o ciclista o motociclista, non fa di noi una buona e desiderabile persona di dafault ne fa di noi un mostro.

    Penso che sia meglio cercare i punti comuni, penso che propio chi viene discriminato (ciclisti in primis ma guardate che i centauri non se la passano meglio) sia il più adatto a fare il primo passo, a fare un sorriso quando ci fanno passare (anche quando passiamo sulle strisce che tanto ringraziare non costa nulla e lascia un bel ricordo), a essere rispettosi degli altri perchè anche a piedi si può essere dei pericoli per gli altri, e a sfogare le incazzature pedalando MOLTO forte.

    Ma sono un pivello di questo sito e nemmeno un ciclista-purosangue…
    Per cui sotto con le critiche.
    L

  • la maglia debole della catena scrive:

    Il caso citato da Anello Debole è il tipico caso di automobilista disonesto e pretestuoso e quello citato da Simolame di automobilisti avventati e idioti. Due tipici casi italiani.

    caro bisunto, ho citato il mio caso perchè mi sembrava abbastanza simile a quello dell’auto dei carmba/manacorda

    la reazione del mio investitore è fondamentalmente la stessa della giornalista che sostiene la presunzione di innocenza delle proprie certezze (la patria, la bandiera, la democrazia parlamentare, la benemerita evidentemente vi appartengono) e trova nel mancato rispetto delle regole dell’investito una giustificazione per il comportamento delittuoso dell’investitore

    io non so se rotafixa sia lo spin doctor del forum ma sono con lui quando sposta il problema dai piccoli casi personali, come il provocare tamponamenti, venir trasportati dal 118 o ricaricare estintori a brescia e cremona, al contesto generale di un approccio consapevole e razionale al trasporto delle merci e della propria persona

  • Unto dal Pignone scrive:

    Alla fine, tra la pioggia di Milano e l’incidente in autostrada arrivo ora a casa, dopo essermi fatto in macchina da stamattina alle 10,00 fino ad un quarto d’ora fa. Ho il vomito (soffro la macchina terribilmente, mi bastano due svolte per stomacare), mi fan male le gambe (mi sa che uscirò dopo CSI per una sgambata in fissa), sono nervoso, stanco e incazzato con due camionisti che mi han tagliato la strada, una cogliona che ha parcheggiato in doppia fila fuori dal bar dove ho mangiato costringendomi ad aspettarla 20 minuti, e (tanto per non farci mancare nulla) in ultimo con una volante della polizia che ha svoltato senza aspettare la freccia di svolta costringendo il mio operatore ad inchiodare e beccarsi pure la reprimenda del poliziotto con paletta (ma che cazzo vuoi, c’hai mica la sirena!): alla fine ho dovuto scendere e fare a gara di mafia, citandogli il nome del suo capo…
    Ora, Rotafixa, non fare lo gnorri fischiettando indifferente: lo so benissimo che è colpa tua!!!
    La prima volta che vengo a Roma ti vengo a trovare a casa e mi prendo quella cazzo di bambolina voodoo con le mie sembianze, perchè oggi ne hai abusato!…

  • simolame scrive:

    non vi fanno una rabbia gli sbirri (o peggio, i VIGILI) che fanno la voce grossa solo perchè sono quello che sono? si definisce “sindrome della visiera” (colpisce spesso i tutori dell’ordine ultimamente): cito un esempio di ramanzina che mi è stata fatta perche passavo col rosso ad un incrocio dove non passava un anima…. l’omino in divisa di turno mi fa “scusa, e il rosso? e vai in bici sul marciapiede?” intanto il VOI me lo dai perchè il tuo stipendio arriva anche da soldi miei, secondo, sii serio e se non passa nessuno premilo il pulsantino per fare scattare sto c***o di verde, e terzo, devo andare dal parrucchiere (a 5 metri da lui, per cui dovevo posteggiare la bici salendo su sto dannato marciapiede)… un omino buffo.. avete presente aldo giovanni e giacomo, nella scenetta dei BUSTO GAROLFO COPS? ecco.. ma non era una caricatura, era dannatamente vero. devo confessare che tuttavia mi è mancato che mi abbia detto “tu non sai chi sono io”, forse perche non era proprio nessuno!!
    in vino veritas
    in bici liberas
    in culo ananas

  • simolame scrive:

    consiglio per Unto Dal Pignone:

    non parlare mai con un omino in divisa, prima ti abbassa al suo livello, poi ti batte con l’esperienza

  • amerigo scrive:

    … che bella discussione, leggendo i primi commenti, per un momento ho sperato che omb fosse rinato in ciclistica. invece ho trovato solo rota, la splendida valentina ed il padrone del vapore…

    Biraghiiii:- dove sono gli altri?-
    -cosa aspetti ad invitarli?-
    qui non si parlerà di Calderoli, Penati, Mirabelli, ma almeno per argomenti simili a questo post potresti fare loro un fischio.
    dai…manda una mail a Lorenzo e a Davide…

    Ps
    l’anno Sabbatico non si potrebbe accorciare di qualche trimestre?

  • valentina scrive:

    mi piacerebbe, visto che per una presa di coscienza collettiva occorrono decenni, speriamo anni, purtroppo non credo mesi (chissà se ere glaciali e rota scusa il pessimismo/realismo), un esame per la patente altamente selettivo, dove solo a pochi vengano riconosciute le attitudini psico-fisiche per mettersi al volante, non ultima una visita psicologica.
    i piloti di aerei, che statisticamente fanno molti meno morti, hanno bisogno di ore e ore di volo prima di mettersi alla cloche!
    quaggiù a terra basta pagare un panzone ignorante che legge la gazzetta dello sport mentre ti dice metti la terza…e tu non sai neanche di essere al mondo… patentato!! questa è la licenza di uccidere.
    non è detto che tutti debbano guidare e siano in grado di farlo.
    si eliminerebbero molte auto, molti incidenti e molti coglioni vaganti in avaria, armi innescate dal mercato, ma chi glielo spiega alla fiat?
    gli eccessi di velocità – soprattutto di chi allunga sul rettileneo e frena in curva che so’ boni tutti e poi si schiantano – sono un pericolo, ma anche chi va in autostrada a 60 all’ora perché è sconnesso o chi non ha mai capito perché cazzo su una macchina hanno installato frecce e specchietti retrovisori. Io li chiamo i soli al mondo…quelli che fanno più danni.
    per moltissimi l’auto è ancora un’ostentazione di potere e frustazione, ormai protesi saldata al corpo umano a dimostrazione dell’involuzione mentale.

    Amerigo diventato saggio!!!
    … che bella discussione, leggendo i primi commenti, per un momento ho sperato che omb fosse rinato in ciclistica.
    l’anno Sabbatico non si potrebbe accorciare di qualche trimestre?

  • valentina scrive:

    unto dal pignone, ti rispondo in ritardo, non avevo intenzione di analizzare la storia d’italia, tantomeno del PCI,
    volevo solo sottolineare questo, per avere più punti di vista:

    Siete paurosi, incerti, disperati
    (benissimo) ma sapete anche come essere
    prepotenti, ricattatori e sicuri:
    prerogative piccoloborghesi, amici.
    Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
    coi poliziotti,
    io simpatizzavo coi poliziotti!
    Perché i poliziotti sono figli di poveri.”
    Pasolini

    concordo con lollop41:
    “penso che sarebbe molto più utile fare un passo alla volta…
    Il muro contro muro non giova mai, la realtà non è solo bianca e nera

  • valentina scrive:

    simelamo, brutto essere a corto di argomenti eh?
    hai tutta la mia comprensione.
    prova a fare qualche sforzo mentale, magari viene fuori qualcosa di meglio, ce la puoi fare!!

  • amerigo scrive:

    valentina, ti perdi con i bimbi?. non ci posso credere. guarda l’orario degli ultimi post e capirai; è il solito maurizio.

  • valentina scrive:

    caso di personalità multipla e delirio etilico? ;-)

  • simolame scrive:

    chiedo scusa per le cazzate che ho scritto, contenti?
    ma del resto dalle mie parti quando ci sono di mezzo i vigili sono le (tragi)comiche.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Avevo deciso di congedarmi dal forum (peccato, perchè ricominciava ad esser ben frequentato: Mauro che spiega a Rotafixa cos’è il Pignone Fisso è una scena da Totò e Peppino che mi ha piegato in due dal ridere più delle imitazioni di Djokovic!…) in maniera ironica, ma mi vedo costretto a reintervenire per replicare.

    Per Valentina: avevo capito benissimo cosa tu volessi segnalare, ma è proprio quello che contesto. Pasolini dice “io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri.” ma chiarisce “Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia”.
    Il che significa che “a genitori invertiti” Pasolini sarebbe stato dalla parte dei lanciasassi.
    Io invece sto dalla parte dell’ordine e della legge, il che non significa esser fascista o negare il diritto di protesta. Semplicemente ritengo imprescindibile la funzione delle forze dell’ordine, condannandone abusi e degenerazioni. Ammiro paesi come la Svizzera in cui basta una carta per terra per esser multati e le biciclette hanno la targa ma anche diritti (soprattutto contro gli automobilisti), mentre condanno paesi come gli USA dove la polizia ad ogni crimine sceglie il primo nero o messicano che passa lì vicino (gli italiani sono ormai passati dall’altra parte della barricata: da Sacco&Vanzetti siamo passati a Rudolph Giuliani…) come capro espiatorio.
    p.s.: a proposito di estero. Un conoscente finlandese di recente venuto in Italia dopo anni mi fa notare come in Finlandia (paese che io ricordavo come quello dove, abitando a 30km una casa dall’altra, i ragazzi a 14 anni si sfidano nei prati guidando Saab da 3000 di cilindrata: per quello son sempre campioni di rally!…) si vedono in giro meno Suv che a Milano ma molte più ciclabili. Qualcosa che non funziona, qua da noi, c’è…

    Per Simolame: non è l’omino in divisa che mi abbassa al suo livello, sono io che lo alzo al mio. Quando uno scrupoloso ghisa mi fermò perchè viaggiavo sul marciapiede mesi or sono, io con molta serenità gli feci notare che la direttiva comunale si riferiva a “ciclisti che in maniera avventata e con scarsa visibilità attentavano alla sicurezza dei pedoni”. Io viaggiavo lentissimo (a piedi sarei andato più veloce), avevo una Bianchi verde salvia, una felpa Bianca lucida con scritta in azzurro “Nazionale Italiana Ciclismo Pista”, ero illuminato dal sole estivo delle ore 16,00, percorrevo il marciapiede alla ricerca di uno scivolo da cui scendere dopo aver slegato la bici dal palo. In ultimo mi permisi di chiedere al vigile se, osservando il pavè sconnesso di Foro Bonaparte, lui si sarebbe arrischiato a percorrerlo in bici.
    Di fronte al balbettio confuso del milite, precisai che ero reduce da una riunione di lavoro con un cliente che, guarda caso, era il Presidente della Commissione Traffico ed eventualmente avrei potuto interpellarlo per chiarire la situazione.
    La mia famiglia ha avuto a che fare con la polizia di Tito e con quella di Videla, figuriamoci se mi faccio intimorire da Pasquale Quagliarulo. Quindi, permetti che sia io a darti un consiglio.
    L’abuso delle divise dipende molto dall’atteggiamento passivo e intimorito a cui queste riescono a costringerti. A me non è mai successo perchè ho un carattere freddo e spigoloso: non avevo paura quando un insegnante mi incalzava (difatti ero l’incubo di prof e preside…) e non mi faccio prendere dall’ansia quando devo rispondere alle forze dell’ordine.
    Se sei dalla parte della ragione, analizza razionalmente la tua situazione, mantieni il sangue freddo, rispondi a tono e ribatti con convinzione: vedrai che alla fine saranno loro ad essere intimiditi. Vigile, usciere o portinaio che sia: abbaiano, abbaiano, ma basta picchiargli il piede davanti per farli guaire.
    Non sono divise: sono italiani.
    Statemi bene e fate i bravi! ;-)

    p.s.: stasera in concerto eseguirò per la prima volta la mia “Bicycle Man Blues”, composta ormai quasi un anno fa ed ispirata a Mastro Rotafixa, prima della nostra ormai storica lite. Vi faccio sapere se riesco a convertire qualche automobilista! :-D

  • valentina scrive:

    unto..unto…’nnaggia!!!
    mi cadi così sul “lei non sa chi sono io!” come un albertone qualsiasi, da te non me lo aspettavo.
    e poi comunque stavi rischiando qualche spicciolo di multa.
    credimi, gli abusi di potere delle “nostre forze dell’ordine” sono ben altri, e in quei casi non è come avere a che fare con la preside…non li sfianchi a chiacchiere!
    fidati.

  • chiara scrive:

    si cma scusate quelli sull’auto dei carramba ovviamente suppongo che non li arrestano per omicidio preterintenzionale o come si chiama vero???????????VAFFANCULO!

  • chiara scrive:

    scusate ma io sapevo un’altra versione di questa vicenda
    se andate in via meda i fiori sono sul ciglio della strada cioè l’auto dei carabinieri ha sorpassato il tram e si è trovata davanti la ragazza in bici ma anche se fosse stato viola il semaforo CMQ loro hanno sorpassato alla cieca in velocità senza le sirene

  • Unto dal Pignone scrive:

    Per Chiara: oh, finalmente qualche testimonianza oculare vien fuori a chiarire la verità…

    Valentina: No, Vale, da te non me l’aspettavo…Che anche tu ti attacchi ad un particolare del mio discorso stravolgendolo, proprio no…
    La gara di mafia mi disgusta e l’avevo già detto. Ma non è questione di “Lei non sa chi sono io”. E’ che in Italia (in particolare a Milano: chi si ricorda lo sketch di Aldo,Giovanni&Giacomo in cui Giacomo spiegava che la portinaia è un mestiere di potere?!…) ognuno cerca di farti capire di esser sopra di te.
    Nel caso specifico non facevo l’Albertone, semplicemente ho fatto capire al vigile che a me non mi prende per il culo, perchè conosco le regole meglio di lui che dovrebbe farle applicare.
    Simolame diceva “non abbassarti alla sua altezza se no ti frega”, io rispondo “se lo alzo alla mia altezza sarò io a fregarlo”. Perchè lui quell’altezza non può sostenerla. Un po’ perchè (per i vari motivi citati da Pasolini) spesso queste persone sono mediamente ignoranti e un po’ perchè sono mediamente maleaddestrate.
    Una volta col blocco del traffico ho dovuto andare alla sede centrale per richiedere un permesso per entrare in città con un autoarticolato: lavoro imprescindibile per un evento irrimandabile, autorizzato dal Comune e con l’incarico Unicef vado allo sportello e dico “Mi servirebbe un permesso per autoarticolato, questi sono i documenti, etc….”. Il vigile allo sportello mi dice “Autoarticolato?!…cioè?!…quello col rimorchio?!…”
    Cazzo, fai il vigile e non sai cos’è un autoarticolato?!…e poi vieni a dirmi come devo comportarmi nel traffico?!…
    Per il sono ovviamente d’accordo che gli abusi gravi sono altri (vedi Bolzaneto: hanno condannato vari no-global perchè con la loro azione hanno creato un danno di immagine al paese. E il danno creato dalle “Forze del (dis)Ordine”?!…)
    Vado a costruirmi il tandem…

  • amerigo scrive:

    unto, ho timore che tu stia volando un pò in alto, hai conosciuto il padrone ed ora lo segui nel suo verso. il mondo gira in questo modo e purtroppo non sei l’unico.
    serietà (non seriosità) e coerenza oggigiorno sono parole grosse.
    saluti

  • Unto dal Pignone scrive:

    Caro Amerigo, io capi e padroni non ne ho. E’ uno dei lati positivi della mia vita e del mio mestiere. Non sono uno stipendiato, quindi le mie (s)fortune me le creo da me.
    Nonostante il mio cognome non ho ali, e quando conosco i padroni rompo il cazzo anche a loro, stai tranquillo! Conoscere il Presidente della Commissione Traffico mi è servito non solo per contestare la multa ai ciclisti sul marciapiede (Risposta: “Stia tranquillo, si riferisce a casi limite. In certe vie vado in bici sul marciapiede anch’io…”), ma anche per far presente che il traffico va risolto e non sottoposto a pedaggio, che le macchine van bloccate e non sottoposte a ticket, che chiudere il traffico alla cerchia dei navigli costringerebbe quelli come me a vedersi le macchine pendolari parcheggiate sul balcone, etc…
    Quindi spero di aver chiuso il discorso ed esser lasciato in pace.

    Baci e bici.

  • amerigo scrive:

    non intendevo quello, mi riferivo all’eloquenza mutata ed all’aggiunta di particolari incongruenti con le esposizioni precedenti.
    dalle mie parti si chiama sudditanza psicologica.
    poco importa, non sei l’unico.
    andiamo oltre.
    ora ti farò una domanda alla quale esigo tu risponda positivamente:
    hai rispettato gli impegni presi col gruppo sito in ciclistica?

  • rotafixa scrive:

    intanto quella povera donna è morta e chiara ha fatto bene a darci un’idea del luogo.

    e magari avranno pensato pure “una zecca in meno”

  • Unto dal Pignone scrive:

    “non intendevo quello, mi riferivo all’eloquenza mutata ed all’aggiunta di particolari incongruenti con le esposizioni precedenti”
    Ma che cazzo stai a dì’?!…

    “dalle mie parti si chiama sudditanza psicologica”
    Hai sbagliato completamente, non potrei esser più diverso e non potrei pensarla più diversamente. Mi sembrava chiaro. Io resto sempre lo stesso, fiero e per nulla preoccupato di esser antipatico e contro tutti: non ho voti da raccogliere nè marchette da vendere.
    Non ho cambiato opinione nè la cambierei, solo che devo continuamente chiarire (aggiungendo quelli che tu chiami “particolari incongruenti”) il mio pensiero perchè (tocca ripetermi) in questo paese manicheo se difendi una divisa sei uno sporco fascista, se ne denunci un’abuso sei un leccaculo del capo (adesso siamo arrivati a questo…), e così via. Il paese del “Franza o Spagna” non è abituato a considerare l’esistenza di una mente libera (per quanto bacata…).

    “ora ti farò una domanda alla quale esigo tu risponda positivamente:
    hai rispettato gli impegni presi col gruppo sito in ciclistica?”
    E allora io, visto che mi date sempre del coglione e del mentecatto che fatica a capire e fatica a farsi capire, esigo che tu ti rivolga a me in maniera chiara e comprensibile e non con sto linguaggio da servizio segreto.
    Si parlava di un lutto ciclistico, mo’ il processato son diventato io. Torniamo (anzi, tornate) al tema in discussione e divertitevi, va’…

    p.s.: io non ho mai preso impegni con nessuno e non so chi son sto cazzo di “capo” e sto “gruppo sito in ciclistica”…

  • Unto dal Padrone scrive:

    Ah, e per quanto riguarda “serietà e coerenza” chiarisco subito che per quanto abbia gradito l’idea della parodia dello spot della 500, noto con delusione che con scontata prevedibilità si è abbinato la parola “male” con l’immagine di un soldato, ovviamente americano (immagini di quelli sovietici o talebani non si riuscivano a trovare…), mentre si si son fatte sparire dal montaggio le immagini delle P38 rosse anni 70.
    Forse ha ragione Valentina quando dice che “la bici è di sinistra”: nel senso che si è riusciti a strumentalizzare pure questa. E visto che da Ciclista apprendo che anche Sarkozy e il suo Ministro dell’ambiente son diventati di sinistra, ho paura che da intruso quale sono da domani mi toccherà abbandonare le mie biciclette.

    L’asta è aperta, saluti da un suddito leccaculo.

  • valentina scrive:

    “Forse ha ragione Valentina quando dice che la bici è di sinistra nel senso che si è riusciti a strumentalizzare pure questa”

    mi sfugge il significato della frase e non mi citate a sproposito. quando mai ho detto che la bici è di sinistra? forse ho detto che le amministrazioni di sinistra sono più attente al problema (vedi il caso della ciclabile di san donato), che è diverso.
    comunque i nostri personalismi ci stanno portando completamente fuori tema: è MORTA una persona, FALCIATA sulla STRADA, l’ennesima…

  • Unto dal Calimero scrive:

    Vale, mi scrissi “unto premesso che “la doccia è di sinistra e il bagno è di destra”….tanto per restare in tema non puoi negare la scarsa sensibilità a questi temi di gran parte della destra, forza italia in testa…su dai..le bici so’ robba da pezzenti…”. Ho riassunto in maniera un po’ drastica e parziale il tuo pensiero, ma è quello che fate di solito voi con me.
    Preciso che a te attribuivo solo le parole (pardòn, il pensiero…) @ la bici è di sinistra @, che avevo messo tra virgolette. Il resto della frase era un mio commento, ma il sistema di questo forum ha cancellato i due punti dopo la tua frase, ha creato quel finto link ed ha cambiato il senso della tua (e quindi della mia) frase…

    Per quanto riguarda il ritorno al tema del topic sono ovviamente d’accordo, ma sai, il processo ad Unto dal Pignone tira più di quelli di Cogne ed Erba messi assieme ed è una tentazione irresistibile. Di fatti in questo forum pressocchè deserto dove c’è una mia polemica i topic sono sempre frequentatissimi, mentre in altri (vedi forcellini pista lunghi…) quando chiedo una delucidazione non mi risponde mai nessuno. “Specchio, specchio delle mie brame, chi attacchianmo per sentirci i più fighi del Reame?!…”
    Ma se non ci fossi io a far da punging-ball come fareste a divertirvi?!

    Intanto i giornali pare abbiano già dimenticato la povera ciclista, facendo calare il silenzio…

  • valentina scrive:

    unto, guarda che mauro ti ha risposto:
    “CC) I forcellini da pista così lunghi servono qualora uno volesse avere (ad esempio se va su strada) un’ampia possibilità di scelta di pignone/corona. Per ogni dente che togli/aggiungi, il mozzo dietro si sposta di 1/8” sui forcellini, ovvero 3.25 mm.”

    non è che diventi unto dal vittimismo?!?
    dai, chiudiamola va’!

  • gerry scrive:

    Bici di destra o di sinistra?
    Bella domanda.
    Ma … sembra anche a me che, statisticamente, in Italia siano più sensibili alla bicicletta amministrazioni di centro-sinistra / sinistra.
    Anche se, a ben guardare, ragioniamo su esperienze e attività amministrative che, poco ci manca, si contano sulle dita di una mano.
    Anche se, a ben guardare, alcune di queste amministrazioni di centro-sinistra/sinistra si limitano alla “chiacchera” o a dare qualche contentino ai ciclisti (tipo pacca sulla spalla), quindi nei fatti più fumo che arrosto …
    E anche se, , a ben guardare, qui e la per l’Italia, si trovano amministratori di centro-destra / destra sullo stesso livello di sensibilità o addirittura che hanno fatto qualcosa.

    In molti Paesi d’Europa invece sui temi della mobilità sostenibile, della sicurezza stradale per gli “utenti deboli”, e in particolare sulla ciclabilità, trovi impegnati politici di tutti gli schieramenti, destra, centro, sinistra, ecc. ecc.
    Il tema della “mobilità sostenibile” non è così disdegnato da molta destra (mentre per la nostra destra arretrata è sempre roba da verdi), ma anche “sicurezza stradale” e “riqualificazione urbana” sono importanti (e non si vede perchè non dovrebbero essere patrimonio di tutte le forze politiche).
    Il problema, a mio parere, è che in Italia abbiamo, sia a destra che a sinistra, una classe politica poco “europea” e molto “faziosa”, diciamo pure la “casta” poco interessata al bene comune, al massimo a farsi i propri affari e a favorire iapplicando il massimo della miopia politica solo gli interessi del proprio presunto bacino elettorale.
    E’ successo così che, in alcune città, visto che “statisticamente” su questo tema della ciclabilità
    si sono svegliati prima certi ambienti di sinistra (o hanno dimostrato un minimo di sensibilità e chiacchericcio), allora molta destra (specialmente quella più rozza ed inculturata – componente che a mio parere c’è anche a sinistra -) ha deciso che la bicicletta è di sinistra e che i ciclisti van bastonati e allontanati (la truce Lega Nord, notiriamente alla guida della città scaligera, dice che i cattivi ciclisti non devono ostacolare il traffico, che si possono fare piste ciclabili solo dove non disturbano le automobili … cioè praticamente da nessuna parte).
    Deprimente, certo. Ma comunque è altrettanto deprimente, per un convinto ciclista urbano che fosse ancora di “sinistra”, andare ad assemblee dei DS (o adesso dei Democratici) e, quando si parla di mobilità, sentir parlare solo di tangenziali, parcheggi, ecc. ecc. (quando va bene un po’ di mezzi pubblici in più, e magari si citano le ciclabili senza neppur sapere cosa sono e c’è una vera politica pro-bicicletta – che in maniera più assoluta non è solo ciclabili -).

    A chi afferma che la bici è di sinistra piuttosto che di destra, o viceversa, io risponderei invece che la bicicletta è della sinistra intelligente e della destra intelligente. Decida poi la sinistra o la destra se vuol stare tra gli intelligenti o gli stupidi.

    Tornando in tema, poi , sono andato poi a vedermi il forum in questione, linkato da Alberto, e tutto sommato non mi sembra che la signora in questione meriti troppo disprezzo, visto che poi ammette di essere ella stessa una ciclista urbana (e questo un po’ la salva). Certo che, poverina, fa un po’ pena.
    Riesce a cadere, ingenuamente, nella trappola di quella che qui si definisce “questa presunta civiltà (di merda)”.
    Sostanzialmente Ciclobby-Fiab di Milano, a modo suo (e altri movimenti pro-bike possono farlo a modo loro, ma poi molti giudizi coincidono), sta conducendo una battaglia contro lo stra-potere automobilistico e, giustamente, chiede alla Pubblica Amministrazione di garantire più sicurezza, sicurezza attiva (provvedimenti, repressione comportamenti illeciti degli automobilisti, moderazione del traffico, ecc.).
    Di fronte a questa serie di comportamenti degli automobilisti, di fronte a come è concepito e organizzato da noi il traffico urbano, sarebbe assolutamente ingenuo pensare di difendersi solo con quelli che sono i normali strumenti di sicurezza passiva (uso del casco, indumenti e accessori catarifrangenti, luci).
    Certo, questi strumenti sono “utili” e nessuno nega che l’utilità di fare campagne educative in tal senso e, tra l’altro, la FIAB e Ciclobby-Fiab le fanno (non solo verso i propri soci), perchè auto-difendersi e auto-tutelarsi è buona cosa. Lo si fa anche, e forse soprattutto, dove i ciclisti vivono meglio. Ma pensare che, di fronte a una situazione che non è di certo olandese o tedesca, questo sia prioritario, è veramente da stupidi ingenui. E più che stupido-ingenuo, diventa fazioso e pretestuoso quando, a fronte di morti e feriti, si vuol ribaltare la frittata per accusare le associazioni che chiedono sicurezza per gli utenti della strada e gli utenti-ciclisti stessi, come fa questa ciclista “venduta”.
    Operazione che si presta ai vari bla-bla vacui dei giornalisti occasionalmente anti-ciclisti, che purtroppo a volte siamo costretti a leggere su alcuni giornalacci locali.
    Il messaggio è sempre quello “i ciclisti si comportano male e sono degli irresponsabili. Stiano zitti.”. Così tutte le richieste delle associazioni di facilitazioni e politiche pro bicicletta vengono ridotte ad un mucchio di faziosità avanzate da un movimento di gente irresponsabile, che provoca caos, che disturba il normale e onnipotente traffico automobilistico.
    Come se, a fronte delle migliaia di incidenti automobilistici qualcuno dicesse “non vi costruiamo più strade e autostrade, perchè voi automobilisti siete brutti e cativi. Prima comportatevi bene … allora vedremo.” Mai sentito ragionamenti del genere? Non credo.
    Questo però deve valere per i ciclisti, che, in quanto razza di brutti e cattivi, non meritano nulla.
    Tornando ad essere seri … dobbiamo batterci contro questa tendenza culturale, della società auto-dipendente; altrimenti si arriva all’assurdo che per i pedoni, non solo per i ciclisti, verrà reso obbligatorio l’uso del casco e delle luci-faro ad intermittenza, se non addirittura dell’armatura, perchè si certo “se quel pedone fosse stato illuminato, se avesse avuto l’armatura …. “, ma scherziamo?
    Non abbiamo molte armi, ma cari amici, visto che come “bloggari”, ci piace scrivere, fate come me.
    Quando vi capita di vedere su un giornale una lettera o un articolo che spara certe assurdità tipo quelle della Signora in questione, mandate una “lettera ai giornali”. Dobbiamo cercare, in ogni occasione, di criticare e rovesciare la mentalità corrente.

  • Unto dal Calimero scrive:

    “unto, guarda che mauro ti ha risposto”

    “Ni”: ho provato qualsiasi combinazione di pignoni ed ingranaggi ma nessuno mi fa uscire il mozzo dai forcellini che, quindi, bastano ed avanzano. Continuo a restare perplesso… :-[
    p.s.: comunque era un esempio, il discorso riguardava anche le mie proposte su Vigorelli e Workshop…

    “non è che diventi unto dal vittimismo?!?”

    Mi aspettavo l’accusa, di qui il mio riferimento a Calimero. Ironico, come anche i miei post precedenti. :-)

    “dai, chiudiamola va’!”

    Magari!… ;-)

    “A chi afferma che la bici è di sinistra piuttosto che di destra, o viceversa, io risponderei invece che la bicicletta è della sinistra intelligente e della destra intelligente. Decida poi la sinistra o la destra se vuol stare tra gli intelligenti o gli stupidi.”

    No, ti prego, basta! :-D

    “Il problema, a mio parere, è che in Italia abbiamo, sia a destra che a sinistra, una classe politica poco “europea” e molto “faziosa”, diciamo pure la “casta” poco interessata al bene comune, al massimo a farsi i propri affari”

    Esatto! A parte gli scherzi, credo che il problema consista nel fatto che in Italia non esistano una vera sinistra e una vera destra…

  • Emanuele scrive:

    Vorrei fare una piccola ma importante chiarificazione giuridica: Il codice della strada in realtà, anche se non se lo ricorda mai nessuno, prevede già oltre alle varie norme che regolano la segnaletica, le precedenze etc. anche l’obbligo di guidare con prudenza e di moderare la velocità ogni volta che sia necessario a minimizzare il rischio di incidente. Quindi se uno in macchina passa una serie di incroci, di notte, con scarsa visibilità, in un area urbana dove potrebbero trovarsi sulla carreggiata (sia pure ilecitamente) appunto ciclisti senza luci, pedoni sulle strisce, bambini che scappano di mano alle mamme, cani randagi, ubriachi e quant’altro, NON HA DIRITTO A VIAGGIARE A UNA VELOCITA’ PARI AL LIMITE MASSIMO CONSENTITO di 50 km/h, e soprattutto NON HA DIRITTO DI TRAVOLGERE NESSUNO, anche se la persona travolta fosse a sua volta in palese violazione del codice della strada. Se la ragazza era senza luci questo costituisce una PICCOLA ATTENUANTE in un caso di omicidio colposo involontario, ma NON ELIMINA LA COLPA. Chi è alla guida deve PREVEDERE queste situazioni. Se la ciclista passava col rosso sarà un attenuante molto maggiore, la colpa sarà in massima parte sua, ma anche questo non annulla la responsabilità dell’investore se guidava in modo non sufficientemente prudente.

    Quindi se i carabinieri procedevano a velocità molto moderata, consapevoli delle condizioni di scarsa visibilità, all’erta per non rischiare di causare incidenti di alcun tipo nonostante eventuali PREVEDIBILI violazioni del codice della strada da parte di altri utenti, e la ciclista passava col rosso in modo del tutto imprevedibile e improvviso, allora, solo in questo caso, la loro responsabilità è nulla. Secondo voi guidano così di solito? No? Allora sono almeno in parte responsabili di aver ammazzato una ragazza.

    Lo so che di fatto non funziona così. Le norme giuridiche sono fatte di frasi che vanno inevitabilmente interpretate, e il margine interpretativo è tanto più ampio quanto più è vaga la norma nella sua formulazione. “Guidare con la dovuta prudenza” (non so se l’espressione usata è questa, ma è simile) si presta in interretazioni molto “tolleranti”. E nei decenni questa interpretazione si è affermata, gli incidenti capitano, e di fatto lo si accetta come un male inevitabile. Però è assurdo. Immaginate una situazione giuridicamente analoga ma in un contesto diverso. Per esempio uno fa recintare un area con una bassa staccionata di legno, ci mette un cartello “divieto di accesso proprietà privata” sul cancelletto, è dentro organizza una gara di tiro al bersaglio con armi da fuoco. Un bambino entra, nessuno lo vede, e viene ucciso per sbaglio da una fucilata. Di chi è la colpa? Di nessuno? Del bambino?? O dovevano gli organizzatori di una cosa così pericolosa fare TUTTO IL POSSIBILE per limitare al minimo i rischi?

    Basterebbe smetterla di considerare le strade una specie di territorio giuridico separato, dove ammazzare capita e non è proprio la stessa cosa che quando capita in altri contesti. Siamo tutti talemente assuefatti a questo modo di sentire che ci sembra quasi strano, ingiusto, se uno davvero lo mettono dentro per un omicidio. Pensiamo “potrebbe capitare anche a me”. E’ vero, adesso potrebbe, ma se le sanzioni fossero applicate senza sconti staremmo tutti molto ma molto più attenti, o no?

    OK, fine della tirata, scusate tutto lo stampatello in eccesso..

  • amerigo scrive:

    caro unto, qui ce l’hanno tutti con te.
    fossi in te cambierei lavoro. basta fare il segretario a beceri registi televisivi. un taglio netto anche con gli operatori di camera, si arrangino con i loro i fili. non parliamo poi degli sceneggiatori, brutta gente, noiosa incontentabile ed ottusa, non gli va mai bene niente.
    opinionista, ecco come ti vedrei, un serio e preparato tuttologo opinionista, sempre pronto al contraddittorio… e alla polemica.
    a parte gli scherzi, noi ridiamo, ma quella poverina se n’è andata. ventun anni…cazzo, giovanissima.
    per quanto riguarda l’incidenta, non conosco la dinamica, per cui mi astengo dal commentare. non accetto però che un intera arma composta da persone per bene venga colpevolizzata per colpa di pochi; altrimenti dovremmo dire la stessa cosa anche di coloro che abitano in quelle regioni dove la densità delinquenziale è molto alta: mafia, camorra, andrangheta…
    vi pare?

  • simolame scrive:

    nessuno parli a nome mio, io non ho nulla contro Unto Dal Pignone.
    fino a prova contraria, ognuno deve essere libero di esprimere il proprio punto di vista.

    la ragazza investita non è vittima di gente di destra o sinistra, è vittima solo della superficialità
    con cui la gente a volte si trova a guidare, costituendo un pericolo per se e ancora di più per gli altri.

  • Unto dal Copione scrive:

    Solo per precisare ch’io non sono il segretario nè l’assistente di nessuno…

  • frank scrive:

    “ci mette un cartello “divieto di accesso proprietà privata” sul cancelletto, è dentro organizza una gara di tiro al bersaglio con armi da fuoco. Un bambino entra, nessuno lo vede, e viene ucciso per sbaglio da una fucilata. Di chi è la colpa? Di nessuno? Del bambino?? O dovevano gli organizzatori di una cosa così pericolosa fare TUTTO IL POSSIBILE per limitare al minimo i rischi?”

    per organizzare gare di tiro nel giardino di casa devi essere il portinaio del poligono, altrimenti hai già commesso un reato.
    ma senti: avrebbe senso mettere le mani in un nido di vipere e poi piangere per essere stati morsi? beh, il traffico equivale un po a un nido di vipere (anche se involontarie) e poichè ci tengo a portare a casa la pelle, faccio tutto il possibile per riuscirci, compreso il montare le luci al buio (anche sulla bdc quando mi capita), senza bisogno del codice della strada.
    per tutto il resto mi pare che la discussione si basi essenzialmente su pregiudizi, anche fondati, se vuoi, ma pur sempre pregiudizi. laddove con questa parola intendo semplicemente dire che non conoscendo realmente i fatti, si sia proceduto per semplici supposizioni. tanto, la storia sarà ben presto dimenticata e nessuno di noi saprà mai come è andata a finire

  • valentina scrive:

    “Iraq, kamikaze in bicicletta fa strage di poliziotti”

    ora spero non salti fuori qualcuno a dire che tra i ciclisti si annidano pericolosi terroristi.
    con simili sillogismi si può dire tutto e il contrario di tutto.

    il problema è come riuscire ad ottenere più sicurezza sulla strada e il problema è vastissimo, a partire da pubblicità che vendono incubi e suggeriscono automobilisti in macchine da sogno (per loro) in un delirio di onnipotenza, esseri soli al mondo ai quali tutto è permesso, anche di falciare e lanciare in aria ciclisti come in un videogioco. passa proprio tutto.

    fin quando il ragazzetto che ha ucciso il bambino sulla ciclabile verrà accolto a casa e festeggiato come una vittima (?!?) e il suo avvovato sostenere che quella non era una ciclabile siamo messi male, malissimo. (l’ho violentata ma lei portava la minigonna!!)
    completa deresponsabilizzazione!!
    quello che passa è che la vita non conta un cazzo.

  • Emanuele scrive:

    “per organizzare gare di tiro nel giardino di casa devi essere il portinaio del poligono, altrimenti hai già commesso un reato. ”
    Non credo proprio che sparare alcuni colpi con un arma regolarmente detenuta all’interno di una proprietà privata costituisca di per sè un reato. Si può farlo nei boschi per andare a caccia, pensa un po’.. Ma se uccidi qualcuno per sbaglio è omicidio, perchè avendo intrapreso un’attività pericolosa devi fare in modo di limitare al minimo il rischio per gli altri. Quello che volevo dire è questo: secondo me la guida di veicoli a motore dovrebbe essere trattata per quello che è, un’attività lecita ma palesemente pericolosa, e le sanzioni dovrebbero riflettere questa realtà. I cacciatori che si aggirano nei boschi con la doppietta hanno tutto il diritto di farlo, ma se ci scappa il morto ne rispondono, e nessuno si sognerebbe di imporre agli escursionisti di indossare un apposito giubbotto catarifrangente per non essere presi a fucilate.

    Con la prassi attuale chi è alla guida (anche il sottoscritto, tanto per chiarire) sa benissimo, magari non ci pensa ma lo sa benissimo nel fondo della coscienza, che se uccide rischia molto poco. Secondo me non va bene, tutto qui.

    “ma senti: avrebbe senso mettere le mani in un nido di vipere e poi piangere per essere stati morsi? beh, il traffico equivale un po a un nido di vipere (anche se involontarie) e poichè ci tengo a portare a casa la pelle, faccio tutto il possibile per riuscirci, compreso il montare le luci al buio”

    Bravo, fai benissimo, mica ho detto che non si deve usare la luce, il succo del mio commento è che non è affatto inevitabile e normale che la strada sia “un nido di vipere”, ma è il risultato in gran parte di un modo assurdo di interpretare le norme che si è affermato negli anni.

    “tanto, la storia sarà ben presto dimenticata e nessuno di noi saprà mai come è andata a finire”

    Infatti, soprattutto perchè se non ricordo male era una ragazza straniera, bosniaca mi pare, chissà cosa non ha visto nella sua vita poveraccia, e adesso l’hanno travolta e ammazzata e la butteranno in una fossa e chissenefrega tanto è colpa sua perchè con il suo rottame di bici, senza neanche le luci, pezzente, ha ostacolato la marcia di una pattuglia. Niente colpa, niente risarcimento, doveva stare più attenta, si sà. Sicuro che è tutto giusto questo modo di ragionare? Non è malato?
    ciao a tutti

  • bigfour scrive:

    Vedo solo adesso questo argomento.
    Io sabato 20 c’ero. Allora.
    Tanto per cominciare l’incidente è avvenuto alle 18,44 e a quell’ora NON ERA BUIO e ci si vedeva perfettamente.
    La macchina dei militari viaggiava relativamente spedita in quanto al sabato pomeriggio a Milano in via Meda il traffico è intenso e se hai davanti un tram la coda è garantita.
    Il tram si è fermato prima di un incrocio con semaforo per far scendere/salire i passeggeri.
    In quel momento il semaforo era rosso per chi attraversava, tuttavia la ciclista ed alcuni pedoni hanno attraversato davanti approfittando della fermata.
    Nel mentre i carabinieri, che erano in colonna, hanno deciso di sorpassare DA SINISTRA il tram senza sirena nè lampeggiante.
    Da qui la tragedia.
    Lo scontrino del negozio di riparazione cellulari di via Meda 13 testimonia, purtroppo, la mia presenza sul posto.

  • nausea scrive:

    i miei due cents: mio nonno è stato ammazzato in maniera simile. nel suo caso, pover’uomo, oltre all’accusa gravissima di non avere un faro alogeno attaccato al sedere è stato postulato anche ‘era anziano probabilmente si è buttato sotto’. come se invecchiando si acquisissero contemporaneamente istinti suicidi e la capacità di guizzare più veloci di quanto i giovani con veicoli a motore in luoghi con limite a 50 km/h possano prevedere.

    risultato: mio nonno sotto terra, la polizia interroga mia nonna sotto shock e salva per miracolo come persona informata sui fatti, un anno dopo il giovincello che non sa guidare è ancora in giro a terrorizzare le strade.

    e venitemi a dire che sono anarcoide.

  • rotafixa scrive:

    sicuramente zomperà fuori qualcuno che tenderà a sminuire il tuo intervento, nausea.

    spero che non accada.

  • Stefano Garulli scrive:

    Qui c’è il parziale milanese al 22.10.2007:
    (…) «Le cifre aggiornate delle vittime della strada in città da inizio 2007 dicono adesso di 7 ciclisti, 19 pedoni e 29 motociclisti. Numeri che fanno rabbrividire il presidente di Ciclobby Eugenio Galli, appena tornato sabato pomeriggio da una manifestazione di protesta in via Forze Armate, proprio là dove aveva perso la vita, il 12 ottobre, una ciclista.» (…)
    Articolo a http://milano.repubblica.it/dettaglio/Pedone-investito-e-ucciso-terza-vittima-in-10-giorni/1379351?ref=rephp

    Qui invece un’altra testimonianza sull’incidente in cui ha perso la vita Belkisa Segetalo: http://lombardia.indymedia.org/?q=node/1735

    E qui un’altra cruda foto dopo la tragedia: http://www.fvn.no/nyheter/mandal/article524861.ece

    E quando io vedo un’immagine come questa (in foto o dal vivo) non penso a catarifrangenti, semafori, lampeggianti, sirene, striscie, sensi unici. Ovvero, li penso solo come strumentali a un tipo di mobilità di carattere solo automobilistico in città, al quale tipo gli altri utenti si debbono adeguare pena… la morte.
    La morte, cazzo (non c****, gente, proprio cazzo).
    E allora mi chiedo: «In città, chi è di troppo?»

    E così penso alla fine del 1999, quando ero da poco diventato papà e, appena uscito dal reparto «Maternità» dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, stavo tentando di attraversare sulle striscie pedonali la trafficatissima via Massarenti, proprio nel punto in cui la mandria a motore inferocita, superata una semicurva prende in massa velocità dopo la frustrazione di qualche secondo del «rosso» di duecento metri prima. Lì – striscie o non striscie – non ti fischia nessuno se sei a piedi, e allora, aspetta e aspetta mi feci coraggio e passai di agilità, sfracellando sul tetto di una vecchia 127 rossa sfrecciatami a un palmo dal naso, un meraviglioso ombrello pieghevole Knirps.
    Il quaquaraquà ( vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giorno_della_civetta ) al volante manco frenò filandosela via.
    E io – consigliandovi finalmente di comprarvi ombrelli da poco – dico però che quelle furono le 40.000 lire meglio sputtanate della mia vita.
    Amen.

  • Unto dal Pignone scrive:

    “Quindi se i carabinieri procedevano a velocità molto moderata, consapevoli delle condizioni di scarsa visibilità, all’erta per non rischiare di causare incidenti di alcun tipo nonostante eventuali PREVEDIBILI violazioni del codice della strada da parte di altri utenti, e la ciclista passava col rosso in modo del tutto imprevedibile e improvviso, allora, solo in questo caso, la loro responsabilità è nulla”

    Dico l’ultima e poi chiudo: non sono d’accordo. Che la dinamica sia questa o quella descritta da Bigfour, in ogni caso va sottolineato che per il Codice della Strada “il pedone ha sempre la precedenza quando impegna la carreggiata”. E nella dinamica descritta da Bigfour (al momento l’unica, o quantomeno la più precisa, testimonianza oculare del forum) la ciclista può essere ascritta ai pedoni, vista la dinamica (massa di pedoni, tra cui la ragazza, che approfitta del traffico bloccato per attraversare, etc…: situazione consueta e legittima in una metropoli congestionata…).
    Quindi rosso o non rosso, c’era il rischio di fare bowling. Come ha detto qualcuno, si deve sempre fare attenzione quando ci si avvicina all’incrocio, rosso o verde che sia: ricordo che quando feci la patente l’insegnante mi insegnò che l’incrocio già sgombro alla vista deve essere impegnato con una marcia non superiore alla terza. Figuriamoci in incrocio trafficato…

  • bigfour scrive:

    Sono andato in giro per milano in moto per 28 anni, se non mi sono spiaccicato oltre alla fortuna devo ringraziare l’abitudine di guardare sempre anche col verde.
    Quindi per me hai ragione.
    Quanto alla dinamica… escono dalla fila sgommando per superare a sinistra (VIETATISSIMO!!) un tram alla fermata, PRIMA che per loro scatti il rosso.
    Se c’è un posto dove non ti aspetti di veder sbucare un’auto lanciata è proprio a sinistra di un tram.
    Poi, guardiamo sempre e comunque tanto, se non è un auto sarà magari qualche furbastro in moto.
    Milano è diventata “mors tua vita mea”

  • Unto dal Pignone scrive:

    Oh, esatto Bigfour: e’ questo il problema! Gli automobilisti (a parte il caso limite delle forze dell’ordine che condanno, anche se qualcuno continua a cercare di farmi passare per un insabbiatore…) sono pericolosi, al di là del normale pericolo rappresentato dall’automobile stessa (come suggeriva Rotafixa). Sono pericolosi per i pedoni, per i ciclisti, per gli scooteristi, per i motociclisti, per gli altri automobilisti e per se stessi! Via Meda alle 18,45 l’ho fatta centinaia di volte, sia in bici che in macchina, e te la fai a passo d’uomo: prima e seconda e stop, se hai fretta scendi e vai a piedi.
    Storie come luci, strisce pedonali, semaforo, sono alibi: anche a me capita la svegliona che decide all’ultimo di attraversare e mi si butta sulla strada di colpo, anche a me capita il ciclista (stasera addirittura lo scooterista) vestito di scuro e senza luci, anche a me capita il pirla che mi taglia la strada perchè si è accorto che doveva girare, etc. Vedo tutti, freno sempre in tempo e non investo mai nessuno. Perchè?!…
    Gli automobilisti sono pericolosi perchè in un paese incivile è normale siano incivili gli automobilisti, le forze dell’ordine, i dentisti, i gelatai, i politici, i bambini, i barcaioli: ricordo quando anni fa successe un incidente in mare (in Sicilia se non erro) per colpa di un traghetto di linea che si incagliò per evitare un motoscafo che non doveva essere lì. Un sociologo sul Corsera spiegò che la stessa gente che fa l’arrogante col cameriere al ristorante e coi pedoni quando è in macchina, di riflesso tiene lo stesso atteggiamento in mare.
    E’ un atteggiamento, e di questo atteggiamento ne pagano le conseguenze i più deboli: ciclisti e pedoni. Perchè?! Perchè non pagano.
    Gli automobilisti sono una categoria protetta perchè porta soldi (come i cacciatori…), e finchè rappresenteranno una fonte di guadagno avranno più diritti di pedoni e ciclisti. Ma davvero credete che parcheggi e ticket d’ingresso servano a risolvere i problemi del traffico e le telecamere per prevenire gli incidenti?! La viabilità in Italia è organizzata apposta perchè si consumi e si commettano infrazioni, perchè son tutte cose che ingrassano i padroni del vapore (ossignur, non mi riconosco più: ma come cazzo parlo?!…).

    Finchè non verrà investito “il Sircana” della situazione, allora forse…

  • anna, un'amica di kisa scrive:

    ..mi hanno stupita le vostre parole, le vostre illazioni..non mi è facile tornare a parlare di quel sabato, di quella strada, di quella bici e di quella macchina col parabrezza frantumato..
    non ho mai pensato di vivere in un paese incivile, o almeno non fino a questo punto ( alcuni commenti mi hanno fatta riflettere su quanto si possa essere ignoranti e insensibili difronte a certi fatti ).
    volete sapere com’è andata, vi preme tanto capire la dinamica di quello che si può solo definire omicidio colposo??!vi cambia qualcosa se vi dico che il semaforo non era rosso, che i due ” tutori dell’ordine ” tiravano come dei dannati, che è rimasta per mezz’ ora a soffocare nel suo stesso sangue fra gli sguardi della gente accorsa tutta in strada per essere presente al fatto del giorno. La stessa gente che non si è preoccupata di prendere il suo cellulare rimasto sull’asfalto tra il traffico per quasi un ora, la stessa gente che ha visto tutto, lo racconta nei bar, scrive nei blog, ti ferma lì sul ciglio della strada mentre cerchi di salutare, davanti alle tracce ancora visibili di sangue tra le strisce, l’ amica che se n’è andata.. la stessa gente che si rifiuta di testimoniare e che nega di aver visto qualsiasi cosa difronte alla richiesta di collaborare per dare una svolta alle indagini.
    Ho 20 anni e..sapete cosa,tutti questi discorsi infarciti di malsano sarcasmo su pedoni, ciclisti, automobilisti, chi ha detto-scritto cosa li trovo inutili, ridicoli e superficiali..
    sapete cos’è veramente scandaloso in tutto quello che è successo?
    la pattuglia che ti accompagna in ospedale commentando l’accaduto con le parole ” a volte succede..”, i carabinieri che si dimostrano disponibili solo per arrivare ad avere le informazioni necessarie per salvarsi la faccia, gli articoli censurati, la bici sparita, il fratello arrivato dalla norvegia il mattino seguente a malpensa che non trova la pattuglia della polizia ad attenderlo, ma le amiche della sorella ancora sotto shock.. e ancora le 1000 versioni confuse della dinamica, la mancanza di testimonianze, il non rispetto per il dolore, le domande vergognosamente assurde nei verbali, la totale assenza di notizie su internet, in tv, sui giornali – i pochi che ne hanno scritto l’hanno fatta passare come una notizia sottotono, irrilevante..chi l’ha vista morire ma non vuole aiutarti a fare giustizia per il terrore di un potere alimentato da quello stesso silenzio, da quel mettere la testa sotto la sabbia, da quel vile egoismo..

    ” ci vuole tempo, queste cose vanno per le lunghe e poi , si sa, se ci sono di mezzo i carabinieri..non c’è molto da fare: siamo in italia!”

    quante volte me lo sono sentita ripetere in questi giorni..troppe. Vi sembrerà strano, ma c’è qualcosa che mi sfugge: l’italia, lo stato italiano è costituito da noi tutti giusto? bhè, per una volta voglio abbandonare il mio rigido realismo e sperare che tra tutti quelli presenti quella sera in quel maledetto incrocio, ci sia qualcuno che ha ancora una coscienza civile, o se sperare in questo è troppo che almeno si senta un verme per aver visto sfracellare il cranio ad una giovane ragazza dalle forze dell’ordine e non aver testimoniato..
    se le cose non andranno come deve essere, se non verrà fatta giustizia, sarò allora costretta a pensare che vivo in una ” civiltà di merda “..

  • rotafixa scrive:

    so che potrebbe capitare a me o alle mie figlie

    voglio fortissimamente che queste oscenità non accadessero

    provo a cambiare, da povero singolo, qualcosa

    e attacco chiunque cerca di blandire questa oscenità. lo attacco in tutti i modi, qui su un blog a parole.

    quando qualcuno mi viene a dire che sono eccessivo nelle mie espressioni non provo altro che schifo.

    leggete le parole di anna. chi cerca sotterfugi alla merda che ha invaso la gente di qui e ora:

    si dovrebbe sotterrare, dovrebbe tacere, dovrebbe sparire e mai più tornare, mai più osare esprimere un’opinione qualsiasi su qualsiasi cosa. eppure non provano vergona, non provano rimorso, niente. e continuano.

    non bisogna smettere mai di contrastare questo fango

  • rotafixa scrive:

    ieri notte un motorino mi stava colpendo intenzionalmente.
    mi sono fermato ho buttato la bici per terra e ho cercato il contatto. è scappato. se lo avessi avuto a portata di mano l’avrei danneggiato fortemente con la massima gioia.

    ed è un continuo.
    per ora ho forza. e poi? quando non l’avrò più?

    non è una vita civile questa.
    forse è una vita normale. solo normale, oggi.

    e c’è chi la giustifica, chi trova il centro tra cerchio e botte e lo indica e ne fa orgoglio.

  • frank scrive:

    “bhè, per una volta voglio abbandonare il mio rigido realismo e sperare che tra tutti quelli presenti quella sera in quel maledetto incrocio, ci sia qualcuno che ha ancora una coscienza civile, o se sperare in questo è troppo che almeno si senta un verme per aver visto sfracellare il cranio ad una giovane ragazza dalle forze dell’ordine e non aver testimoniato..”

    è questo il vero problema: non si tratta di giustificare nessuno, ma nemmeno di ricostruire quello che non si conosce sulla base di ipotesi più o meno fondate su altre esperienze. si tratta di aver coscienza. in questa società siamo sempre pronti a sparare giudizi, ma quando si tratta di passare ai fatti…

    quanto ad incidenti, sono già stato agganciato due volte da un motorino che arrivava da dietro, sono andato ad impattare contro un’auto che si era fermata all’improvviso, altre due volte ho rischiato di esser travolto da auto che non hanno rispettato il rosso (uno aveva pure superato a tutta velocità quelli che invece si erano fermati, l’altro nel battibecco che ne era seguito ha pure cominciato a mettermi le mani addosso, ma nessuno degli altri presenti è mai intervenuto nella questione) e altre due volte sono caduto sui binari del tram e una sul ghiaccio. mi è capitato anche di rischiare di essere investito da un’auto per aver attraversato la strada davanti all’autobus da cui ero sceso alla fermata subito dopo l’incrocio (il semaforo rosso l’avevo io!!) e grazie ad una reazione pronta aver subito solo una “schiacciata” di piede. in più una miriade di altri piccoli episodi meno importanti, ma che -senza un’attenzione particolare- sarebbero potuti finir male, per colpa mia o dell’altro. nonostante tutto (anzi, forse grazie a quella che ormai è diventata esperienza)da molti anni circolo a milano solo a piedi o in bici con qualsiasi tempo e a qualsiasi ora e così continuerò, mentre l’auto rimane chiusa in box per settimane in attesa del prossimo lungo viaggio; eanche perchè ormai altri motivi per cui l’avevo presa non ci sono più. e quando la uso se non guidassi in una certa maniera, avrei sulla coscienza un ragazzino che in bicicletta dal marciapiede mi saltò in strada all’improvviso: mi fermai appena in tempo perchè mi aveva messo in allarme una ciocca di capelli intravista saltellare dietro la fila serrata di auto parcheggiate. ma questa forse è una capacità mia, sviluppata dopo anni di circolazione nel traffico come parte debole. per il resto non m’illudo: conosco anche i discorsi di chi si ostina a usare l’auto, nonostante code, aumenti della benzina, incidenti, problema di parcheggiare, chiusure per lavori e via dicendo. per loro NON esistono alternative. il loro modo di vedere e vivere la città è MOLTO diverso dal mio. anzi, dal nostro.

  • Unto dal Pignone scrive:

    “è questo il vero problema: non si tratta di giustificare nessuno, ma nemmeno di ricostruire quello che non si conosce sulla base di ipotesi più o meno fondate su altre esperienze. si tratta di aver coscienza.”

    Esatto, la cosa che mi fa un po’ incazzare è che da certi post traspare il tentativo di insinuare che il popolo di ciclistica sia diviso in due: chi ha pena per la povera ragazza e chi invece per chissà quale motivo cerca di minimizzare incolpandola. Ma perchè?!
    Alcuni hanno espresso contrarietà al fatto che si processassero le forze dell’ordine solo perchè forze dell’ordine, e personalmente mi sembrava esagerato prendersela con una superficiale che chiedeva luci per i ciclisti avendo letto la cronaca (deformata, magari) dell’incidente sul giornale. Punto.
    Superato la questione del processo sommario, una volta avute testimonianze (nemmeno tanto precise quanto quelle di Anna, bastavano già le precedenti) credo che nessuno qua dentro abbia dubbi nel condannare l’accaduto, nell’aver una pena e una rabbia immensa per la povera Kisa; quindi perchè tutte ste frecciatine maliziose tipo “qualcuno interverrà a minimizzare, adesso datemi del’anarcoide, etc…”. Una volta presa coscienza dell’accaduto credo non ci sia una sola persona nel forum che abbia dubbi nel giudicare la tragedia, che lo si sia voluto fare solo dopo testimonianze precise non mi pare vergognoso.
    Il racconto di Anna mette i brividi, o forse no, perchè forse ad un certo andazzo qui in Italia ci si sta pericolosamente abituando (quanto c’hanno messo a chiamare l’ambulanza?!…). E da sangue meticcio (che più meticcio non si può) quale sono, non mi meraviglierei se la ragazza in quanto balcanica fosse stata derubricata a zingara o extracomunitaria: a volte il valore della vita, in questo paese di merda, dipende anche da un timbro su un passaporto…

    p.s.: i racconti di Rota e di Frank delle risse e degli incidenti sfiorati fanno seguito a quanto chiedevo io mesi fa: possibile che ad ogni incrocio devo scatenare la rissa per far valere i miei diritti?! A volte mi chiedo come potrebbero fare i miei nonni, che ai tempi senza le loro Bianchi a bacchetta non andavano da nessuna parte e pedalavano lentissimi perchè non ne avevano quasi più la forza…

  • gerry scrive:

    > A volte mi chiedo come potrebbero fare i miei
    > nonni, che ai tempi senza le loro Bianchi a
    > bacchetta non andavano da nessuna parte e
    > pedalavano lentissimi perchè non ne avevano quasi
    > più la forza…
    Oggi dipenderebbero quasi totalmente dai nipoti automuniti.
    Sulle nostre strade vige la legge della jungla, i più forti hanno qualche possibilità di sopravvivere, gli altri sono spacciati.
    Ormai anziani, bambini, invalidi, ecc. dipendono per la loro mobilità da chi li accompagna (in genere in auto).
    La “libertà” (tanto sbandierata da destra e sinistra) è ormai solo per i più forti (qui ci riferiamo ovviamente alla libertà di muoversi da soli, a piedi o in bicicletta, senza essere ammazzati; ma probabilmente questo vale in Italia anche per altri diritti), il resto della gente l’ha persa da tempo.

    La mancanza di umanità e di senso civico dimostrata da più parti in questo caso, e a cui fa riferimento Anna, è un altro sintomo di una società degradata, dove conta solo la qualità della propria vita e la propria immagine (il Suv o il macchinone, l’orologio d’oro da migliaia di euro, la villazza, ecc. ecc.), dove conta solo chi sei (non tanto il fatto che sei un essere umano).
    E anche se questa gente uccide la libertà degli altri per la propria, non si rende conto di averla persa, di aver venduto il proprio cervello all’industria e al potere.

    Oggi chi si illudesse di risanare la società solo mandando a casa i politici condannati (cosa giustissima, ok, ma non sufficente) commetterebbe un grave errore.
    Qui bisogna cambiare la testa della gente.
    E non lo dico da “moralista”, non lo sono (o credo di non esserlo) visto che cerco sempre di coltivare la tolleranza ed il dialogo con tutti, però quando si tocca il fondo, come nel commento qui citato, come in altri commenti e comportamenti qui citati, ci si chiede …. “come si fa a ragionare con questa gente?”.

    Ah … solo su una cosa dissento da Alberto. Temo non si sia toccato il fondo. Purtroppo no, temo che l”anestetizzazione” delle coscienze stia procedendo a ritmo serrato. Ho letto su Repubblica che abbasseranno il limite di velocità delle auto che si costuiscono dai 250 ai 200 Km/h. Vedrai che questa cazzata, berlusconiani e veltroniani, ce la spaccieranno come grande conquista di civiltà. Abbiamo ancora, purtroppo, tanti fondi da toccare.

  • Unto dal Pignone scrive:

    “Oggi chi si illudesse di risanare la società solo mandando a casa i politici condannati (cosa giustissima, ok, ma non sufficente) commetterebbe un grave errore.
    Qui bisogna cambiare la testa della gente.”

    Infatti, è per quello che mi schiero contro i processi sommari alle corporazioni fatti da altre corporazioni. Qui non è questione di essere automobilisti, poliziotti, parlamentari, avvocati, salumieri o caldarrostai. Qui la gente è impazzita, e gli basta rivestire un ruolo per dichiarare guerra a tutti gli altri.
    In questo senso trovo geniale il personaggio recentemente portato in scena da Gioele Dix. A prima vista la mera caricatura di un automobilista, da alcuni interpretato come invece una provocazione verso gli altri, in realtà solo una caricatura dell’atteggiamento italiano.
    Difatti, l’altro giorno al telefono mi spiegava che in realtà quel personaggio cerca di far capire l’egocentrismo degli italiani, che vedono nel prossimo solo un fastidio o un intralcio nei propri fini. Ma basta che la stessa persona scenda dalla macchina per diventar pedone e scatta l’odio contro gli automobilisti che non lo fanno attraversare, poi sale su una moto e se la prende con i ciclisti che gli intasano la corsia di destra rallentandoli mentre loro vorrebbero superare sulla destra le automobili incolonnate, poi prende una bici e di colpo si scopre indifeso e gli parte la scheggia, etc…
    Basta che alla fine del giro ritorni su una auto e riparte la guerra a pedoni che lo intralciano, motociclisti che gli tagliano la strada, ciclisti che lo rallentano e automobilisti che gli fregano il parcheggio…
    La gente si sveglia incazzata col mondo e non sa perchè, ma la colpa è sempre degli altri. Stamattina un automobilista ha litigato con un pedone: l’automobilista è un pirla perchè ad un pedone sulle strisce non puoi non dare la precedenza ma il pedone che gli ha cavato un occhio con l’ombrello mi lascia sgomento…Per carità, pretendo una considerazione speciale per pedoni e ciclisti per ovvi motivi (sono uno di loro e sono anch’io esasperato), però…
    Sempre dal TG apprendo che i genitori degli studenti che si stavano trombando la professoressa a scuola si sono costituiti parte civile: i tuoi figli sono minorenni, ok. Ma se non sei risucito ad insegnare ai tuoi figli la distanza che ci sta tra un banco e una cattedra pretendi di sfogare tutto contro la professoressa infoiata?!…
    Quell’altro investe il bimbo con la moto e mi dice “sì, ho sentito una botta ad un ginocchio ma non mi sono accorto di cosa fosse…” Ma chi credi di pigliar per il culo?! Ci voltiamo quando sentiamo il rumore di un sassolino, e tu non ti volti dopo che senti una botta al ginocchio?! Hai appena sorpassato una tizia in bici, cosa cazzo pensi che possa essere la botta al ginocchio che hai sentito?! Poi se l’hai sorpassata vuol dire che l’hai vista, cosa cazzo centrano le luci?!
    Poi quando parlo di pena di morte, mi danno del nazista…

    p.s.: il terzo è il migliore!

    http://www.youtube.com/watch?v=zHc-mI6e7y0&feature=RecentlyWatched&page=1&t=t&f=b

    http://www.youtube.com/watch?v=_HtUJXTENOg&feature=RecentlyWatched&page=1&t=t&f=b

    http://www.youtube.com/watch?v=e5HSrY8QLzg&feature=RecentlyWatched&page=1&t=t&f=b

  • Emanuele scrive:

    ““è questo il vero problema: non si tratta di giustificare nessuno, ma nemmeno di ricostruire quello che non si conosce sulla base di ipotesi più o meno fondate su altre esperienze. si tratta di aver coscienza.”

    “Esatto, la cosa che mi fa un po’ incazzare è che da certi post traspare il tentativo di insinuare che il popolo di ciclistica sia diviso in due: chi ha pena per la povera ragazza e chi invece per chissà quale motivo cerca di minimizzare incolpandola. Ma perchè?!”

    Perchè quando uno di fronte a una cosa del genere, invece di provare un sano senso di rabbia e disperazione, si profonde in piccoli commenti molto sensati e ragionevoli tipo “così però anche cosà…i pregiudizi..non sappiamo la dinamica esatta (che è chiarissima)” allora vuol dire che è quel tipo di persona che se era lì faceva una ragionevole imparziale testimonianza senza sentirsi pregiudizialmente ostile alla pattuglia dei carabinieri ma tuttavia senza alterare la sostanza dei fatti bla bla..

    Certo che non vi fa pena, non vi fa pena per un cazzo, state lì tutti belli a compiacervi di come siete ragionevoli e calmi, piccoli ometti, che schifo di gente dio bono

  • Unto dal Pignone scrive:

    La mia rabbia l’ho dimostrata eccome, la discussione iniziale è stata deviata perchè più che dell’argomento mi era parso ci si volesse occupare più di propaganda politica e di processi sommari. Punto.
    Dopodichè la mia rabbia è pari, se non più alta, di quelli che si stracciano le vesti, solo che siccome non ho dreadlocks o piercing allora vale meno.
    La ragazza mi fa pena eccome (specialmente quando penso che a volte a 33 anni mi sento quasi vecchio e quella ragazza alla mia età non ci arriverà mai…), da sangue slavo ho ancora più rabbia perchè so che per tanti si tratta solo della morte di una zingara, non sono nè ragionevole nè calmo, pertanto non accetto di sentirmi dire che faccio schifo da gente che non mi conosce…

    p.s.: ho già raccontato di quando quest’estate ho soccorso due polizotti schiantatisi contro il tram. Come non ho avuto problemi a testimoniare allora che l’incidente era dovuto al fatto che dopo l’aperitivo i due poliziotti erano partiti dal bar e avevano passato col rosso l’incrocio di p.zzale Brescia (non avevano voglia di aspettare il verde…), non avrei avuto problemi a testimoniare la dinamica di quest’incidente nel caso vi avessi assistito.

  • nausea scrive:

    hai ragione se dici che la gente si scalda molto ANCHE perhcè si parla di persone in divisa. ma al di là della politica e dei dread il motivo per cui queste divise fanno scaldare gli animi e che, oltre alla paura per la propria incolumità, al disgusto davanti a una vita spezzata per niente e all’incredulità per un mondo invivibile e in peggioramento, c’è la triste sensazione che chi porta la divisa non lo si tocca. bevono e guidano? tirata d’orecchie. fumano le canne? tirata d’orecchie. ammazzano qualcuno per sbaglio? tirata d’orecchie. si è abituati a questa frustrante situazione e ci si scalda. non sono tutti così? può darsi, ma ne basta uno a far girare le scatole.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Su questo sono d’accordo, ma l’impunità (mi pare che nel tuo caso non fossero forze dell’ordine, ma forse ho capito male. E comunque anch’io considero un’aggravante il fatto che fossero forze dell’ordine, non so più come scriverlo!…) non riguarda solo le forze dell’ordine. Quanti giorni di galera ha fatto Tanzi, in un paese in cui è considerato ladro solo colui che ti ruba l’autoradio sotto casa?!
    La mia tristezza riguarda il fatto che della vicenda di questa ragazza, al di là delle parole di circostanza recitate a memoria, non gliene frega niente a nessuno, usata e strumentalizzata solo per regolamenti di conti personali e se ti permetti di farlo notare (magari suggerendo che il senso civico in paesi dove ascolti ogni mattina l’inno nazionale sia più spiccato che in altri in cui “lo Stato è un nemico da fregare”…) ti danno del fascista. Questo fa veramente schifo.
    Non voglio scadere nel populismo, nè fare macabri paragoni, ma per la vicenda del bimbo si sono riempiti i TG fino all’arresto del motociclista, di questa ragazza non se ne parla neppure. Tutta colpa dell’insabbiamento dei carabinieri, o c’entra il fatto che è morta un’extracomunitaria, come è stata definita (che poi sarebbero extracomunitari anche gli australiani o gli americani, ma sicuramente trattati diversamente…)?!… Mantengo le mie riserve.
    Mi fa schifo questo razzismo nascosto, mi fa schifo l’atteggiamento dei passanti, mi fa schifo l’impunità dei forti e mi fa schifo che qualcuno (che non ha più l’alibi di Pinochet per bigiare a scuola il sabato mattina: ci sarebbe il caso birmano, ma lì il governo è sostenuto dalla Cina e quindi…) usi questa povera ragazza per salire sulla propria cassetta di frutta in mezzo a Central Park e sbraitare!
    Questo mi fa schifo, ma da cane sciolto non ho padrini e quindi viene fuori l’intellettualoide con occhiali in bachelite nera, la giacca di velluto marrone, la barbetta alla Nanni Moretti che mi dice “eh però tu, hai detto così, hai detto cosà, prendi le distanze, non sei dei nostri” e mi sottolinea poche parole (in un discorso chilometrico e in maniera pretestuosa) col lapis rosso e deviando dall’essenza del discorso, dandomi contro per forza e in maniera pretestuosa anche quando capita ch’io la pensi come lui.
    Li spalmassero di burro quei cazzo di lapis rossi, che mi han fatto passare anche la voglia di andare alla Critical Mass…

  • nausea scrive:

    ben poco da aggiungere. d’accordo sulle impunità, sul razzismo dilagante e anche sul fatto che in italia una delle difficoltà maggiori nel dire qualcosa è una ossessiva mania di politicizzare ogni cosa, che porta chi cerca di usare la testa a sentire metà dei suoi interlocutori che gli urlano ‘fascista’ mentre l’altra metà gli grida ‘comunista’.

    rimane un po’ di misantropia.

  • frank scrive:

    “Certo che non vi fa pena, non vi fa pena per un cazzo, state lì tutti belli a compiacervi di come siete ragionevoli e calmi, piccoli ometti, che schifo di gente dio bono”

    cosa vuoi che ti dica? sarà destino di questo topic, ma mi hai ricordato ppp (così magari trovi altre occasioni per sfogare la tua rabbia: meglio qui e contro uno schifo di piccolo ometto che nel traffico, tra automobilisti dove rischi la pelle)

    “la garrota e il cappio erano buoni argmmenti
    dovuti alla stupidità del nemico.
    ma ora non siamo più ragazzi …
    l’avere ragione non rende più innocentemente ricattatori. non vogliamo fare alcun uso della morte di panagulis.
    vogliamo che panagulis non muoia, come il ragazzo meneceo…
    è andata a finire che il ragazzo meneceo è morto;
    tebe ha vinto; e al potere è restato chi c’era.”

  • Unto dal Pignone scrive:

    Bèh, la misantropia è uno dei miei difetti ufficiali. Fra un po’ me lo scriveranno anche sui documenti, alla voce “segni particolari”.
    A volte penso che l’uomo sia un parassita, un virus, un cancro del pianeta. Per questo è così diverso dagli altri animali, non perchè è l’essere superiore creato da Dio come qualcuno racconta. E’ una malattia di questo pianeta, e come tale lo sta divorando: inquinamento, buco dell’ozono, onde eletromagnetiche, rifiuti, fanatismo religioso.
    E non c’entra il progresso, come dimostra il disboscamento dell’Isola di Pasqua. Altro che Rapa Nui…

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