25.11.2009
Ma che bella pensata
Rotafixa in Altro | 34 commenti

vi spiffero un estratto del disegno di legge 1720, ora in discussione al senato, recante modifiche al codice della strada. la parte importante è in grassetto. pare che il senato voglia portare qualche migliorìa al testo uscito dalla camera, e farci indossare anche un copricapo.
ps: ultimamente vi do’ solo cattive notizie, mi dispiace.
Art. 20.
(Modifica agli articoli 171, 172 e 182 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote, di uso delle cinture di sicurezza e di circolazione dei velocipedi)
1. Al comma 1 dell’articolo 171 del decreto legislativo n. 285 del 1992 le parole: «secondo la normativa stabilita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti» sono sostituite dalle seguenti: «in conformità con i regolamenti emanati dall’Ufficio europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per l’Europa e con la normativa comunitaria».
2. Le disposizioni del comma 1 dell’articolo 171 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato dal comma 1 del presente articolo, si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Dopo la lettera b) del comma 8 dell’articolo 172 del decreto legislativo n. 285 del 1992 è inserita la seguente:
«b-bis) i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale nell’ambito dei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali;».
4. Dopo il comma 9 dell’articolo 182 del decreto legislativo n. 285 del 1992 è inserito il seguente:
«9-bis. Il conducente di velocipede che circola da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, di cui al comma 4-ter dell’articolo 162».
34 commenti su “ma che bella pensata”
Va beh, tanto se la fanno rispettare come fanno rispettare l’obbligo dell’impianto di illuminazione…
Personalmente poi se per copricapo intendi il casco io sono favorevole all’obbligatorietà.
cio che leggete è il testo uscito dalla camera, ora in discussione in commissione al senato. è lì che avranno la pensata/bis, e a quanto pare verrà dal piddì. (ciao biragone)
giubbotti riflettenti: è una mossa del vaticano per avere tante stelle comete perla strada a natale. però nelle righe che hai postato non si parla di casco.
e comunque sia, rimangono certi altri rischi: notizie.tiscali.it/articoli/politica/09/11/25/ambiente-citta-muore-321.html
Ma cosa sono le "bretelle retroriflettenti"?
http://americancyclo.wordpress.com/
Confessioni di un ciclista pericoloso.
Invece di metterti tutto il giubbotto, ti metti solo delle bretelle che riproducono le fasce riflettenti presenti sul giubbotto. E muori meno di caldo.
Non vedo come si possa essere contrari al casco.
se ne è già parlato: non siamo contrari al casco, ma all’obbligo del suo uso (… ci sarebbe da farci un anagrammino, di quelli da appendice alla pagina della sfinge con tanto di xxx)
immagino la discussione e le motivazioni. imagino le stesse dei motociclisti anti casco e a suo tempo degli automobilisti anti cintura. quindi meglio lasciar perdere.
Ti sfuggono le implicazioni e le conseguenze di un tale obbligo come ti sfuggono le differenze sostanziali tra i provvedimenti che hai citato. È un vero disastro.
D’accordo con l’uso del casco, tra l’altro se la legge lo impone sugli scooter e se impone le cinture di sicurezza in macchina è normale che lo imponga sul VELOCIPEDE (che però solo i codici chiamano così).
Se poi si vuole discutere della opportunità o meno di vietare o di imporre da parte dello stato, la discuscione è vecchia e lunga.
Sull’opportunità o meno delle strisce catarifrangenti espongo le stesse considerazioni di cui sopra: il motociclista è tenuto ad usarle? Se la risposta è sì, ci può stare, altrimenti non vedo motivo.
In generale, se lo stato pensasse a leggi di una qualche utilità reale (rispetto alla bicicletta ed in linea generale) piuttosto che alle bretelle del ciclista sarebbe meglio…
chi và per strada (auto, moto, bici) Stessi obblighi, stessi doveri, stessa possibilità di usare la strada!
ripeto: nessuno contesta l’utilità del casco, ma la situazione tra moto e bici non mi pare molto paragonabile. non penso di esagerare se dico che senza traffico gli incidenti mortali per i ciclisti si ridurrebbero magari anche del 90 percento. questo perchè i rischi legati all’uso della bici sono essenzialmente dovuti proprio al traffico motorizzato. quanti ciclisti finiscono male per investimenti sulle strade e quanti per cadute al parco? per una moto sono pericolosi pure i pozzangheroni che ormai normalmente si formano nelle nostre città ogni qual volta che piove un po più del solito. l’obbligatorietà del casco non è una soluzione, ma è solo far finta di risolvere un problema, che invece rimarrà tale e quale. nei futuri incidenti (sperando invece che non ne capitino mai più, per quel che serve sperare) non so quanti si salveranno solo per aver avuto qualche centimetro di polistirolo in testa. quello potrà servire al massimo quando cado per conto mio, non certo quando qualcuno guidando il suo meraviglioso SUV con una mano sola perchè con l’altra tiene il telefonino mi travolgerà. altrimenti tra non molto avrà senso anche proporre l’obbligo del giubbotto antiproiettile per passare sul marciapiede davanti a una banca.
E’ esattamente questo il problema.
Centrato in pieno.
Il provvedimento NON E’ per la sicurezza dei ciclisti.
Se quella si volesse affrontare, si dovrebbe intervenire sul traffico e sulle auto. Prima di tutto.
E anche i paragone con la moto non regge. Da nessun punto di vista.
Una moto viaggia anche a 150 all’ora (e spesso molto di più, ahimè), un ciclista in città fa fatica a tenere i 30. Non sono paragonabili i rischi sui due mezzi. Quelli per la bici sono evidentemente altri.
A me sembrano piuttosto (ma sono paranoico) tutti sistemi per disincentivare l’uso della bicicletta.
Troppo sbattimento=non la uso= fuori dalle palle sti ciclisti che stanno aumentando troppo negli ultimi tempi.
Detto questo, per un uso extra-urbano, dove si tiene un ritmo e una velocità più alte e dove il rischio di cadute anche indipendenti dal traffico e dalle auto aumenta (discese, buche, brecciolino, ecc.) il casco è fondamentale.
E va messo.
http://americancyclo.wordpress.com/
Confessioni di un ciclista pericoloso.
D’accordo su quasi tutto local.
Una paio di note, però: in città anche le moto faticano ad andare a più di 40 all’ora (che peraltro è velocità più che sufficiente per la mobilità urbana); inoltre, il casco ha senso anche e soprattutto a velocità basse e nel traffico, essendo abbastanza difficile, per un ciclista in caduta, proteggersi la testa: ho visto caschi di amici dopo cadute (a bassa e ad alta velocità) ed ho potuto constatare di persona che quei pochi centimetri di polistirolo si distruggono ma salvano il cranio del malcapitato.
Io per quanto mi riguarda non esco senza casco, cerco di rendermi visibile con abbigliamento ‘ciclistico’ (anche se mi piace il nero su nero, che però diventa fonte di pericolo di sera), non uso cuffiette o simili (preferisco ‘sentire’ la cittòà), non rispondo al cellulare (se è importatnte richiamo o mi richiamano).
Per il resto mi sembra assolutamente ovvio che in Italia, da qualunque parte si guardi il parlamento, non esiste alcuna volontà di favorire la mobilità alternativa, anzi, come dici, io vedo una tendenza a sfavorirla (d’altra parte gli incentivi all’acquisto dell’auto li danno anche ai neonati, quelli per l’acquisto di bici li conosciamo bene!).
Sono assolutamente contrario all’obbligatorietà del casco, sebbene lo usi sempre.
Riguardo al discorso giubbino ad alta visibilità sono invece favorevole, già spesso e volentieri lo indosso se uso la bici di sera. Così come alla luce: a mio parere è da folli andare in giro in bici senza luci di notte.
http://lanerossi.altervista.org
concordo su luci.
Ma le bretelle per carità mai.
http://americancyclo.wordpress.com/
Confessioni di un ciclista pericoloso.
ho paura che per qualcuno le bretelle siano solo d’aiuto a prendere meglio la mira.
purtroppo in italia, ma non solo qua, si cura il cancro con l’aspirina.
Credo che il problema di fondo sia l’obbligatorietà, per i lresto di notte vado in giro che sembro un filippino, mi guardo le spalle, uso i marciapiedi (deserti a quell’ora) e sto in campana a non farmi schiacciare. Non me ne frega nulla di cosa pensano i vigili gli altri ciclisti, i pedoni o chi per loro, io sono nel giusto, non sono tutelato e mi proteggo da solo e come posso.
M!!!
Il discorso casco, e in generale il discorso obblighi, è annoso e tanto nessuno cambia la propria idea. La mia è che, nei limiti del buonsenso, nel momento in cui un comportamento arreca danni alla società (leggasi nel caso "spese mediche") la società, ossia lo Stato, ha il diritto di imporre comportamenti di riduzione del danno e di tutela.
E il casco è proprio questo: riduzione del danno. Nessuno (che conosca la questione) sostiene che il casco ti salvi la vita dall’impatto con il SUVvone di turno, in quel caso entrano in gioco ferite e danni di altra natura.Ma è provato che il casco riduce i danni derivanti da cadute dovute a buche, rotaie, pioggia, sportellate. Tutte cose piuttosto comuni in città. In quei casi l’accelerazione che subisce il cranio durante la caduta (la testa è una delle parti del corpo più dense e pesanti, nonché una delle più delicate) è notevole a prescindere dalla velocità a cui si cade. E ridurre il danno nella maggior parte dei casi significa non dover andare al pronto soccorso a farsi dare punti (che significa spese mediche), ma in qualche caso può anche voler dire evitare ematomi e traumi che possono portare a condizioni di rischio piuttosto serio.
Facciamo così: liberi tutti di fare quello che vogliono, ma chi cade senza casco niente assistenza medica (io sarei per l’abbattimento, così evitiamo qualunque rischio di spesa per la comunità, ma forse è eccessivo). Sareste d’acccordo?
Chi cade senza armatura integrale d’acciaio e si rompe un braccio niente cure. Sei d’accordo?
paradosso per paradosso, nell’ottica della riduzione del danno allora è meglio evitare qualunque protezione: un morto in più sarà un costo in meno per la sanità. temo invece che il discorso sia più orientato in direzione delle assicurazioni: si, è vero che il mio assicurato andava a 117,3 periodico km/h in un vicolo cittadino e intanto aveva il cellulare in mano, ma il ciclista non aveva il casco. quindi ciccia.
Ecco la REALTA’ DEI FATTI…
ce lo stanno tirando al culo facendoci credere che sia un favore.
Scusate la trivialità dell’intervento.
M!!!
La prego sig. conte, faccia pure…
Sarebbe interessante conoscere le fonti di tante certezze. Conosci forse lo studio australiano che mostra una chiara diminuzione del numero di ciclisti attivi a seguito dell’introduzione dell’obbligo del casco? Sai cosa significa?
Conosci studi sul possibile incremento di certe lesioni gravi proprio dovuto al casco? E l’interazione incrociata di questi effetti?
Inoltre, benché sia corretto dire che in caso di caduta (libera), l’accelerazione non dipende dalla velocità prima della caduta, è totalmente irrilevante sottolineare quanto la testa sia una delle parti più dense del corpo.
Il tuo primo paragrafo poi è aberrante, un’idea di controllo delle persone da società paranoide. Se hai un briciolo di coerenza ti renderai conto che, di questo passo, si dovrebbe controllare l’alimentazione della popolazione, salvo poi cambiare idea ogni volta che nuove certezze prendono il posto delle vecchie, e altre abitudini di vita, in tutte le forme, compreso il camminare.
Non menzionerò nemmeno i Paesi Bassi…
nell’ottica della riduzione delle spese sanitarie la prima cosa sarebbe vietare il traffico automobilistico, che con il numero impressionante di feriti e invalidi e malati cronici che produce immagino sia al primo posto per spese sanitarie in ogni paese occidentale.
la realta’ dei fatti e’ che con queste nuove norme ci saranno un sacco di bei concorsi di colpa e le assicurazioni non pagheranno piu’.
anni fa un amico in motorino e’ morto investito da un auto uscita da uno stop. non c’erano testimoni. era sera. il guidatore dell’auto ha detto che il mio amico aveva le luci spente. dopo l’incidente non era possibile capire se fosse effettivamente vero. risultato: concorso di colpa e via. il conducente si e’ fatto giusto qualche settimana di sospensione della patente in attesa del processo concluso in un’assoluzione. non si e’ nemmeno scusato con i genitodi del mio amico.
mettete il casco.
mettete le bretelle luminescienti
mettete fari faretti e luminarie.
girate con un amico che possa testimonire.
e parcheggiare alla minchia…
M!!!
un mondo in scatola, insomma…
e cannoni puntati sui passaggi pedonali per abbattere gli automobilisti che se ne fregano. e viva voce un cazzo: se devi parlare al telefono accosti e ti fermi dove puoi.
Facciamo il fanta-codice: tra un po’ renderanno obbligatoria la targa e l’assicurazione delle bici, con l’iscrizione al PRC (no, non Rifondazione, ma Pubblico Registro Ciclistico). D’altronde, in Svizzera le bici sono targate. E poi un palloncino fluorescente attaccato al collo, magari con GPS incorporato, poi la scatola nera, poi un bastone diodizzato nel culo che così da dietro ti vedono bene.
Il casco non lo metto manco quando scendo dal Nufenen a 80 all’ora. E non mi frullino le palle: il casco lo metto se c’ho voglia, e così le mutande rifrangenti… Dei preti, dei preti si diventa su questa strada…
Azz
Ma il prete di campagna come fa ad essere visto? anche se il bastone diodizzato lo tiene nel sito da te citato è difficilie sia visibile, la tonaca lo impedisce.
M!!!
Uhm hai ragione… beh, gli mettiamo un crocefisso sulle spalle con faretto incorporato. Oppure la tonaca sia rifrangente e omologata, eh che caz… oops che catadiottro!
mannò, come sempre in italia i funzionari ecclesiastici saranno esentati. ecchelofacciamoaffare il concordato?
azz, allora si mettano la mitra, la papalina, facciano roteare l’incensiere, suonino l’organo, tirino le ostie, tirino le bibbie, tirino le madonne… insomma, si facciano visibili perché quando passo col mio SuperTerrano VI a 6 ruote motrici in campagna se non lo vedo… sigh, lo metto sotto…