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Maestro Carlo

Nicodds in Altro | 4 commenti

Carlo Carlà

Ad andare al 100 di via San Fili, a Monteroni di Lecce (LE), lo si può ancora trovare a divertirsi su qualche bici, avvolto nel suo camice da lavoro; nonostante la sua non più tenera età, infatti, il maestro Carlo Carlà ama giocare ancora con il grasso di catene ed ingranaggi.

Sono stato poco nella sua officina, ma, lo confesso, mi sentivo già come Alice nel paese delle meraviglie (o come un golosastro in una pasticceria… insomma, ci siamo capiti). La cosa strana è che uno si aspetterebbe di trovarci solo bici e relative parti di ricambio, ma come il mondo dipinto da Carrol, anche l’officina di maestro Carlo è piena di cose "strane": un frigorifero rotto, un meccanismo per orologio da torre, uno strano oggetto, quasi un mito greco dei nostri tempi, metà bici e metà orologio.

L’officina è piuttosto buia, ma per certi versi la cosa è un vantaggio, non tutti saprebbero resistere alla vista di un paio di vecchi mozzi da pista Campagnolo; fare incontri di questo tipo è piuttosto facile. Due stanze piene zeppe di roba, anche di attrezzi che il maestro si è costruito da solo.

Maestro Carlo è prodigo di consigli ed informazioni, esperienza e conoscenza ne ha tantissime, ma parla con ritrosia della sua storia. Da quel poco che sono riuscito a sapere, ha collaborato per tanti anni con alcune delle più importanti aziende del mondo del ciclismo, ha realizzato telai per diversi nomi noti di qualche hanno fa, ma per il resto il riserbo è pressoché assoluto; non ama molto parlare di sè.

Ho avuto la fortuna di vedere due sue vecchi telai da pista. Uno era gigantesco, fatto per un atleta (di cui non ricordo il nome) che ci ha corso un qualche campionato (forse un europeo) e poi glielo ha restituito. L’altro aveva dei tubi a sezione all’incirca romboidale ed era di una bellezza unica.

Ho deciso di andarlo a trovare di nuovo non appena posso, ci si impara tanto, ma questa volta porto un taccuino per annotare tutto!

4 commenti su “Maestro Carlo

  • Massi scrive:

    Un certo Piero della ciclofficina popolare Don Chishotte qui a Roma, tornando da un lunghissimo viaggio verso il sud-est asiatico, in bici autocostruita con doppio telaio uno su l’altro, mi aveva raccontato di essere passato a Lecce ed aver chiesto informazioni su eventuali luoghi di cicloappassionati in città agli attoniti leccesi . Gli indicarono una persona che sicuramente è questo Carlo qui. E’ stato tra i quattro o cinque eventi che ha ricordato nel raccontarmi del suo viaggio. Una persona mossa da autentica passione, non per l’agonismo ma per la bici mossa dall’uomo in sè. E mi diceva che con i suoi preziosi materiali accumulati nella sua bottega un giorno avrebbero costruito una bici a due piani ma realizzata con un singolo telaio.Persone capaci di sognare e di fare.

    • nicodds scrive:

      Il tipo è proprio un vero "hacker" del ciclismo e della meccanica "semplice". Mi ha mostrato anche un progetto che ha realizzato insieme con l’Università di Lecce per il telaio di una vettura monoposto (aveva qualcosa di particolare, ma ci ho la memoria che fa acqua da tutte le parti e non la ricordo…).

      A conoscerlo si rimane colpiti, davvero; sembra quasi che per ogni problema abbia trovato una soluzione originale e più sottile rispetto a quella che tutti usano: ad esempio un sistema per verificare la precisione dei fori per i pedali sulle pedivelle. Si è costruito un aggeggio che, avvitandolo nel foro e prendendo due misure di distanza, gli consente di determinare se il foro è preciso o meno.

      Si è costruito anche un orologio con i pezzi di una bici: gli ingranaggi sono corone e pignoni montati su un telaio, con catene che trasmettono il movimento ad un quadrante costruito sulla ruota posteriore.

      Nonostante i quasi 80 anni, per certi versi è un po’ come l’Arnold di quel telefilm di tanti anni fa: una ne pensa, cento ne fa!

  • barbababbo scrive:

    Dalla foto trasuda l’autentica passione per le cose semplici. Che spettacolo!

  • enzomuscatello scrive:

    Le due bici da Pista di cui si parla sono una Gialma Carlà del 1975 misura 60 che con Ettore Costantini ha vinto il Campionato Italiano Km da fermo tutta montata Campagnolo, l’altra sempre telaio artigianale con tubi Columbus Silva montata gippiemme, due gioielli.

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