28.09.2009
Mendrisio 2009
Menthos in Altro | 39 commenti
staff Ciclistica in spedizione culturale ai campionati del mondo di ciclismo su strada di Mendrisio, Svissera

















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28.09.2009
Mendrisio 2009
Menthos in Altro | 39 commenti
staff Ciclistica in spedizione culturale ai campionati del mondo di ciclismo su strada di Mendrisio, Svissera

















39 commenti su “Mendrisio 2009”
qui si coglie la serieta’ del Progetto, con la P maiuscola.
prossimi passaggi sono la sagra dul purscell e poi la richiesta di asilo politico al belgio.
Ragazzi, la foto del Bulba mi preocccupa: non avrete mica cercato il saluto zerbino da bravi italiani medi?!…
p.s.: parliamo anche della gara?!…
BTS69
meglio non parlare della gara,il solito incmpleto Cunego
A Cunego stavolta ci voleva la "fissa"
il solito fighetto del superpippa pozzato.
A Cadel il titolo è meritato sia per la gara che per il suo temperamento.
"Scuola materna di Cunardo", orario delle lezioni:
Lunedì, diger selz e gara di rutti;
Martedì, lattina di birra, come si apre la linguetta a strappo senza ferirsi;
Mercoledì, salsiccia, la nostra amica;
Giovedì, ginnastica, pane duro per allenare le giovani mascelle;
Venerdì, scarico, pasta e legumi, la si trattiene il più possibile, chi per primo la molla ha perso;
Sabato e Domenica gite culturali…
M!!!
cari di ciclistica, che da un account vodafone moderate i nuovi post, usando un Mac OS X 10.6.1 con Safari, avete perso un cliente. Ho già scritto due post su questioni di pignoni e ruote e puntualmente sono spariti. Se c’era una possibilità che venissi a comprare da voi, questa ora pure è sparita…
godetevi la svizzera
ciao
M!!! ancora rido
@giuliano g..azzz che informazioni che hai, manco la polizia postale e i servizi segreti deviati!
e che avrai mai detto? da tanto che frequento simile laiche parrocchie, nel cassonetto delle immondizie finiscono solo inni e deliri nazifascisti o squilibri di pari portata…se veramente ti hanno censurato chissà cosa mai ti sarà uscito dai polpastrelli…o magari sei solo in attesa di approvazione? o magari semplicemente non interessavano i tuoi pignoni….succede.
mahhh
[... auto censura di tecnicalità informatiche che fortunatamente sono assenti su questo forum!...]
… è stato facile, è bastato esaminare i log del mio webserver, visto che nel post era inclusa un’immagine del pignone che voglio sostituire. Quella qui sotto..
non so cosa ci fosse di scandaloso! Chiedevo solo se esistevano degli 11T passanti, come questo 12T. Ho addocchiato i Marchisio, ma al telefono oggi mi hanno detto che hanno tutti una battuta.
Inutile la tua autocensura, molti di noi hanno letto cosa hai fatto e non è bello…
M!!!
oserei dire : scandaloso
ma va là, esagerato! Una mancanza di saggezza sì, ma non tutto il male vien per nuocere, qualcuno avrà pure imparato che:
1) usare l’Internet può rivelare dove sei
2) usare l’Internet può far credere di essere dove non sei…
sembra una legge dello Stato…
Tutto sto casino perchè due post sono in attesa di approvazione?!… Ragazzi non so cosa fumate ma ne vorrei un paio d’etti anch’io, a sto punto…..
In attesa di approvazione? Quando lo erano io li potevo vedere come tali. Uno fu postato in agosto e poi sparì in settembre. L’altro è stato postato venerdì sera, credo, e poi è sparito lunedì.
Lo scandalo di cui parlano sopra è un altro, mea culpa.
evabbèdai, diciamo che ci hai un po del tronchetti provera e finiamola lì
piuttusto, se i pignoni marchisio hanno la battuta, non hai una fresa per spianargliela?
No, solo una lima, e mi pare che l’acciaio sia bono! E poi, se fosse possibile trovarli bell’e fatti, chi me lo fa fare di molarmeli, o limarmeli o che altro?
no, limare uno spessore di qualche millimetro di acciaio temprato senz’altro no. molare nemmeno. al limite fresare. ma qualche anno fa avevo sostituito i pignoni campagnolo con degli equivalenti miche e non avevano nessuna battuta, ad eccezione del penultimo che doveva per forza portare la filettatura per la ghiera di chiusura del pacco.
sarà una cosa degli Shimano compatibili. Infatti il dubbio che fossero tutti così me l’ha dato proprio un miche 11T che ho visto in un negozio qui vicino.
il fatto è che l’undici nelle cassette è sempre un pignone di partenza (mi sembra di ricordare che il dieci avrebbe problemi di tenuta meccanica dei denti), per cui porta inevitabilmente deve avere dei collari per la filettatura. può darsi però che esista per bici da pista o single speed, magari menthos o lanerossi ne sanno qualcosa.
@Unto, se tratta de’ robba bona, non ne servono du’ etti, ne basta molta meno pe’ fasse de brutto, se posso ti consiglio di comprarne poca per volta e sempre fresca, un po’ come la salvia…
M!!!
anche a me non sono stati accettati un paio di post, evidentemente non interessavano, non mi sembra la fine del mondo.
sul resto non ci ho capito niente, mi devo essere persa qualcosa, meglio così!.
sarà. Ma due su due, uno su un restauro di una vecchia Girardengo (consigli su ruote) e uno su un problema tecnico (quello del pignone), sono il 100%. Forse perché non trattavano di conversione in fissa? È questa la fissazione di questo blog…? Se mi verrà di parlare di pedivelle d’acciaio, dirò che sono più sicure di quelle di alluminio perché permettono di frenare senza spezzarsi…
giuliano scusaci, non ti abbiamo preso di mira e’ che a volte anche noi ogni tanto abbiamo il culo girato per i nostri motivi e quando gli argomenti che arrivano sono troppo simili tra loro qualcuno lo falcidiamo volentieri ma e’ un dato di fatto che i troppi restauri di vecchie scassone ci hanno scassato la minchia, troppi. ravanate, aggiustatevele e non scassate i maroni
il mondo e’ vario e saltella. infine safari e vodaphone usateli tu.
tra l’altro il post mandato al macero del pignone era interessante…
fai lo spiritoso? Guarda che ti lancio un pignone del 24 a mo’ di quel tizio orientale in un film di Bond. Io non ricordo nemmeno che cosa potesse esserci di interessante…
E a proposito di Safari e Vodafone, questo è l’accesso che c’è stato:
109.113.26.54 – - [27/Sep/2009:16:00:13 +0200] "GET /topics/bicycles/brompton/2speed/sprockets/images/12T_brompton_2_speed_sprocket.jpeg HTTP/1.1" 200 40523 "http://www.ciclistica.it/post/2009/09/24/pignone-11t" "Mozilla/5.0 (Macintosh; U; Intel Mac OS X 10_6_1; it-it) AppleWebKit/531.9 (KHTML, like Gecko) Version/4.0.3 Safari/531.9"
Mmm, non è che è stato censurato per evitare che io trovi un 11T adatto, e poi colla Brompton a due velocità li bruci (quelli di ciclistica) sui rettilinei?
@Menthos: E allora perchè gliel’avete cassato?!…
@Giuliano: addirittura due su due?! Una statistica schiacciante…..
non c’è 2 senza 3: insisti giuliano e vedrai che il quarto post ti sarà pubblicato
gwaaaarf! È vero, non avevo tenuto conto della possibilità di un quarto! Ne farò uno stupido come terzo…
@giulianog; a parte la risposta del reverendo in merito alla questione, non t’è venuto il dubbio che ad agosto potessero essere in ferie e al ritorno possano aver trovato le attrezzature informatiche piene di roba e magari abbiano creato qualche casino magari involontario? In ogni caso essendo ciclistica uno spazio che ci ospita per il nostro strano cazzeggio, non me la prenderei troppo a male.
Un giorno magari ci spiegherai meglio tutta quella cosa che hai scritto sopra su come si fa a cpaire se uno scrive da un posto, con un determinato sistema operativo e utilizzando il tale gestore telefonico piuttosto che altri.
M!!!
okkei okkei, pero’ qua si doveva parlare di mendrisio, mica di vodaphone e post cancellati.
secondo me ci sono cunego e schleck jr dietro tutto cio’, una macchinazione perche’ non si parli di questi mondiali…
perchè, c’era anche schleck jr a mendrisio? mica me ne ero accorto
appunto.
Quoto Cauz!…..aaaahhhhh…..la diversità di Evans!……
A Mendrisio sembrava di essere a un antico Mondiale agostano. Una giornata estiva, il percorso iperselettivo e un corridore da Tour che s’invola verso il traguardo…Paperino Evans, con una scelta di tempo perfetta, piazza la botta decisiva all’ultimo giro: lo fa lasciando i rovi e le ortiche alla concorrenza litigiosa. Gli ultimi due giri sono stati favolosi, per intensità e livello agonistico, ma a liberare (?) la corsa da un finale scontato ci hanno pensato i favoriti spagnoli. Gli stessi che sguinzagliano Joaquim Rodriguez, fresco di firma con la Katusha, nella fuga di metà corsa e che lo lasciano a bagno nel finale. Il disastro tattico viene completato dall’atteggiamento del Purito che, nell’azione decisiva, collabora con Kolobnev ed Evans. Un chiaro ringraziamento (..) per la fiducia mostrata dai connazionali, che in precedenza l’avevano inseguito senza molta pietà. Il fenomenale squadrone iberico corre composto da…isolati: Ducati Sanchez (protagonista di un irreale tocco di ruota posteriore a una borraccia sull’asfalto..) e L’Embatido Valverde si ignorano a vicenda.
Gli altri, che s’appoggiano alle superpotenze Spagna e Italia, si perdono in una raffica di scatti e di tentativi a vuoto. Succede anche ai due che dimostrano, oltre a Evans, d’averne di più: lo strapotente Spartacus Cancellara e Alex Kolobnev. BicItalia rincorre il pokerissimo fino al penultimo giro, poi si arrende all’evidenza: nel finale il Principe Cunego non ne ha più e non coglie l’attimo fuggente del contropiede dei tre. E’ una sconfitta onorevole, il valore complessivo del ciclismo azzurro è questo e stavolta la rassegna iridata non addolcisce un’annata mediocre.
Dopo l’approdo italiano in Saeco, Cadel Evans si rivelò al grande pubblico nel 2002: in Mapei, per quel Giro, l’aussie rappresentò una sorta di esperimento virtuoso. In una corsa dilaniata dalle polemiche, l’ex biker fu tenuto letteralmente a pane e acqua sotto l’osservazione del dottor Sassi. La corsa di Cadel si fermò, in rosa, a un passo dalla clamorosa affermazione: prese una cotta spaventosa verso Passo Coe, ultima salita di quell’edizione. Vederlo salire agli otto all’ora, con un’espressione inenarrabile in volto, fece venire una stretta al cuore di ogni appassionato. Da quel dì cominciò la rincorsa dell’australiano al suo sogno: il Tour de France. Un miraggio beffardo per due edizioni di fila: nel 2007 sottovalutò l’allora emergente Contador e perse per una manciata di secondi, l’anno scorso cadde e rimase ostaggio della fortissima Saxobank.
Il nativo di Katherine rappresenta per molti un esempio di professionalità e pulizia. Atleta di gran classe e cittadino del mondo, sposato con una musicista italiana (Chiara Passerini) e signore dai mille interessi. Una concezione del mestiere e della vita che lo separano anni luce dagli eccessi e dal fanatismo di molti suoi colleghi. Era ancora fresca la sua ultima occasione mancata, alla recente Vuelta, quando salendo verso Sierra Nevada è stato penalizzato da un imbarazzante cambio ruote. 2 secondi posti al Tour (di cui uno concluso a 28" da Contador e l’altro pesantemente condizionato da una caduta), un 3° posto alla Vuelta (per colpa di una foratura), un ottimo Giro d’Italia ai primi anni in cui correva su strada (rovinato da una crisi nera…ma è successo a tutti, tranne ad Armstrong), un 5° posto ai Mondiali di Stoccarda (dove la salita finale non era al 12% come la Torrazza), una strepitosa continuità di rendimento, ha corso senza ombre contro avversari decisamente ombrosi…e lo chiamavano l’eterno perdente!
Ma quella progressione ai sei dall’arrivo ha giustificato tutto: anche le delusioni e le sconfitte. La maglia iridata, indossata tra le lacrime, è il giusto premio al suo talento e alla sua generosità. Pensando anche alla stupidità dei programmatori spilorci, i "ganzi" da una corsa e stop, convintissimi d’essere sempre nel giusto. Il Contador, per esempio,vedendolo scattare sull’ascesa di Novazzano, deve aver rimpianto amaramente la rinuncia al Mondiale elvetico…
Alcune considerazioni "politiche" sulla rassegna di Mendrisio: la strepitosa gara femminile,con il tandem Guderzo-Cantele sugli scudi, ha dimostrato il (notevole) livello tecnico del ciclismo rosa. Sottovalutato mostruosamente dalle linci dell’Uci, impegnate invece a varare nuove riforme per un radioso (?) futuro di questo meraviglioso sport. Innanzitutto la nuova formula iridata, un’operazione di restyling estremo: la corsa pro sperimenterà un formato nuovo, con la partenza in linea e la conclusione in circuito. La domenica prima, per allungare il brodo, sarà proposta una competizione a squadre: una cronometro per i gruppi sportivi che, per la prima volta, abbandonerà il concetto dell’appartenenza nazionale. I verbruggeniani provano a cancellare il senso di colpa dell’abolizione della mitica Cento Chilometri? Se almeno controllassero la qualità tecnica dei percorsi che scelgono, invece che contare i denari incassati: le competizioni iridate,nei prossimi due anni,si svolgeranno su tracciati da Milano-Vignola. Motocicletta Cavendish ringrazia commosso………..
p.s.: sulla Torrazza, mentre i maxischermi proiettavano l’arrivo in solitaria di Cadel, è scoppiato un applauso ecumenico…questa è la diversità di Cadel Evans!
Alla tv Svizzera ho sentito un’intervista in cui Evans diceva che, per far girare un po’ le gambe, in serata avrebbe rifatto una parte del circuito ed era, un po’ tra il serio e il faceto, rammaricato del fatto che probabilmente sarebbe stato staccato anche dai ciclisti amatoriali. Per voi che eravate là, non è che avete rifatto parte del circuito e vi è capitato di incrociarlo e staccarlo? Io (da vero cialtrone) ne avrei poi scritto dicendo:"sarà pure un campione del mondo ma a me non mi è sembrato un granché"…..
nelle condizioni in cui eravamo noi a fine corsa, ci avrebbe staccato pure la nonna di evans pedalando con una gamba sola…
mi sto leggendo mattino dopo mattino la biografia di Cadel sulla Gazza, dei grandi inizi di giornata, sapete che e’ ateo, appassionato di autovetture e che fa pure la raccolta differenziata? che gran pezzo d’uomo il mio favorito.
ps. non so perche’ e’ stato cassato il post del pignoncino, povero, secondo me e’ stato Biraghi mentre si ascoltava del blues menoso. ti prometto che il tuo prossimo sara’ approvato dal soviet di Ciclistica anche trattasse del restauto di una caffettiera
e’ bello quando un corridore come cadel evans vince i mondiali.
al di la’ della corsa e di tutto quanto. e’ bello vederlo cosi’.
e’ bello vedere che non sa come esultare sul traguardo, e tutto cio’ che gli riesce e’ mandare timidamente dei bacetti di qua’ e di la’, senza nemmeno togliere la mano destra dal manubrio.
e’ bello vederne l’espressione sul podio, piu’ incredula che altro, con le rughe di un volto da pedalatore d’altri tempi che ne sottolineano un misto di stupore e commozione.
cadel evans sale sul palco e si fionda subito sul podio, forse tratto in inganno da purito che lo precede, forse semplicemente impreparato, quasi inadeguato, a una cerimonia di tale grandezza. e quasi cade dal podio dopo l’inno, incespica come un bambino che e’ salito su una sedia troppo alta per lui.
e’ bello vederlo uscire dal palco, quando tutto cio’ che riesce a fare e’ mandare un bacio (un altro, il centesimo in un quarto d’ora) alla moglie esultante in prima fila. e’ bello che sia stato cadel evans a vincere il mondiale di mendrisio. al di la’ di tutto, al di la’ della corsa e dell’ordine d’arrivo. e’ bello perche’ evans e’ un corridore vero, raro in questo mondo di ciclisti da laboratorio. non e’ solo il corridore sulla cui "pulizia" garantiscono pure gli avversari (mah); e’ il corridore che si massacra a pedalare ore al giorno per 11 mesi all’anno. quando in un’intervista pre-gara gli chiedevano perche’ si allena da solo, la sua risposta e’ stata disarmante quanto semplice: "perche’ ci saranno al massimo due corridori sulla terra che si allenano duro come me, e uno (lance) abita dall’altra parte del mondo" [mi resta il dubbio su chi sia l'altro: un'idea ce l'ho ma non e' piu' attuale].
questo e’ cadel evans, il corridore che ha troppi pochi amici in gruppo perche’ troppo solitario, ma che sicuramente non ha nemmeno un nemico.
e’ il corridore da sempre nel mirino della sfiga, che trova ogni volta uno piu’ veloce, uno piu’ "attrezzato", un compagno di che scivola e abbatte tutti nella cronosquadre, un’influenza o un raffreddore fuori stagione. e’ quello che se buca lo fa all’inizio della bagarre della salita decisiva, non in pianura a gruppo compatto. e’ quello che, per la foratura e un’organizzazione di corsa inesistente, perde 1’33" e finisce la vuelta con 1’32" di ritardo dal vincitore. e davanti ad ogni attacco di questa sfiga tenace, risponde sempre allo stesso modo: "vado avanti per la mia strada, convinto". in ogni caso, nessun rimorso.
e’ il contraltare dei corridori-immagine, sorridenti, pettinati e ben vestiti, cui il ciclismo di oggi ci ha abituato.
cadel evans non si preparera’ mai una maglietta celebrativa in caso di vittoria del mondiale, nemmeno sa esultare quando taglia, da solo, il traguardo. al massimo manda due bacetti impacciati a caso e incespica sul podio. e poi torna a mostrare le sue rughe.
ed e’ bello che sia un corridore cosi’, a 33 anni, il campione del mondo del Ciclismo.
La storia di Evans è davvero appassionante. Colpisce la commozione all’arrivo. Sa di bella, davvero, bella storia. Diciamolo ancora un po’ a bassa voce (anche se meno di qualche anno fa): magari, forse ma forse, sta cambiando qualcosa.