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Non guidava lui e non solo

Redazione in Altro | 21 commenti

Da Repubblica: La Mercedes è stata ripresa dalle telecamere poste all’incrocio per il controllo del traffico. Così, questa mattina è stata facilmente ritrovata e il proprietario portato al comando del II gruppo della polizia muncipale di viale Parioli. E’ un ingegnere di 67 anni che però, sentito dai vigili urbani del II Gruppo, ha detto di non essere stato al momento dell’incidente alla guida dell’auto e di non sapere chi la guidasse
Sempre da Repubblica: La macchina dei carabinieri avrebbe così invaso la carreggiata opposta e, dopo aver percorso circa 60 metri,colpito la Peugeot. La Fiat Stilo stava tornando a Scarperia, dopo aver completato il servizio per l’arresto di due persone fermate per rapina.

21 commenti su “Non guidava lui e non solo

  • Standalone scrive:

    Fanculo! E’ ora di fare la rivoluzione.

  • rotafixa scrive:

    anche per questo si fa la ciemmona.

    http://www.ciemmona.org

    bisogna esserci, tutt*.

  • rotafixa scrive:

    inoltro qui un intervento significativo sul corriere, che illustra bene la situazione romana.

    De Cataldo Ci sono due Capitali: quella senza freni inibitori e quella che ama la cultura. La città cupa può prendere il sopravvento.

    Velocità e cocaina. Le notti senza limiti di Roma

    ROMA — «Esistono due Rome, lo prova questa tragedia. C’è una Roma in cui gira molta cocaina, eccitata al punto da far crollare ogni freno inibitorio, che obbedisce a un sentire comune: vivere male i limiti al desiderio di agitazione. Ed è quella del ragazzo alla guida della Mercedes. Poi c’è una Roma appassionata dei grandi eventi di cinema e teatro e magari frequenta l’Auditorium o fa parte delle masse pacifiche che popolano le serate collettive. Ed è la Roma della ragazza morta, della sua famiglia che ne dona gli organi….». Giancarlo De Cataldo,
    magistrato, sceneggiatore e romanziere vive a Roma da 34 anni (la Capitale è lo sfondo per esempio di best seller come Romanzo criminale, Nelle mani
    giuste, Teneri assassini). E ha un’idea molto precisa della città.

    Parliamo di questa «doppia Roma », De Cataldo…

    «Da un anno assistiamo a un fenomeno stranissimo. Quella stessa Roma che

    prima era una città invidiata nel mondo, ora sembra una Beirut sotto i

    bombardamenti. Effetti di una propaganda ingiustificata. La verità è che

    Roma, come tante città, ha molti problemi. Per esempio la cocaina che

    gira».

    Perché attribuisce a quella sostanza tanto peso sociale?

    «Perché ne gira tanta, a basso costo, quindi diventa un fenomeno

    trasversale. Ed è assurdo che ci si preoccupi tanto di qualche canna

    fumata nei licei mentre non si arriva a una adeguata condanna collettiva

    della vera droga di oggi, quella dell’efficienza, della velocità, del

    sesso facile. Come ho detto: della fine dei freni inibitori. Attenzione:

    non è solo un fenomeno romano. Ma qui parliamo di Roma…».

    Lei ha descritto un «sentire comune » molto pericoloso. Quale?

    «La Roma impermeabile alla cultura, mugugna sul traffico e risolve il

    problema comprando il macchinone o il Suv che, direbbe Freud, sembra il

    prolungamento del proprio fallo. Non è solo noia. Proprio l’assenza

    della condanna sociale porta a sentirsi incoraggiati a seguire modelli

    precisi suggeriti dal “sentire comune”. Rivestire i panni del giustiziere

    della notte, per esempio. Il voler avere ragione sempre e comunque. O

    mettersi a correre come un pazzo di notte».

    L’identikit del ragazzo al volante è perfetto: senza patente, ultras del

    calcio ma col divieto di frequentare gli stadi…

    «Troppo facile tranciare giudizi su una singola persona. E sarebbe

    riduttivo. Insisto. Qui c’è un problema sociale sul cattivo controllo

    degli impulsi alimentato da una “cultura” che è esattamente l’opposto

    del permissivismo. Abbiamo una società ufficialmente repressiva e

    proibizionista. Poi c’è un consenso “culturale” per la tolleranza verso

    queste trasgressioni, come il fenomeno dello schizzato al volante che poi

    ti ammazza due ragazzi tranquilli, non si ferma ».

    Vorrebbe dare qualche consiglio al nuovo sindaco Alemanno per affrontare

    questa situazione della doppia Roma?

    «Non offro consigli alla politica. Da magistrato applico la legge. Da

    scrittore osservo la mia città e la racconto».

    Cosa può accadere in prospettiva a Roma?

    «Vedo un pericolo molto serio e concreto. Che la Roma cupa prenda il

    sopravvento sull’altra. Che cioè si torni alla situazione precedente al

    1977 quando l’Estate Romana di Renato Nicolini felicemente ruppe la cappa

    di paura e di silenzio che gravava su una città dilaniata dagli anni di

    piombo. A prescindere da chi governa Roma e al riparo da ogni retorica,

    credo si debba ritrovare l’orgoglio di essere cittadini romani e tutelare

    questo patrimonio culturale. Altrimenti l’orgoglio può tristemente

    declinarsi in depressione».

    Paolo Conti

    24 maggio 2008

  • valentina scrive:

    De Cataldo si conferma un osservatore acuto.
    parole forti e necessarie.
    sono davvero tempi cupi e spero che l’intelligenza prevalga.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Senza negare i pericoli che si scatenano già quando si mette in moto un auto, posso dire che dal riassunto dell’articolo sui carabinieri pare che i carabinieri abbiano invaso la corsia opposta volontariamente?!…

  • rotafixa scrive:

    vale, l’intelligenza prevale sempre.
    infatti è scappata da sto paese

  • Unto dal Pignone scrive:

    Vale, la situazione descritta da Cataldo (che fa la metafora sull’appendice fallica che io faccio da anni…) non è molto diversa da quella di molte altre città. Milano ad esempio è abbastanza simile, con la differenza che invece degli eventi culturali c’è l’happy hour.
    Pensa un po’…

  • Unto dal Pignone scrive:

    p.s.: io quando devo attaccare qualcuno lo faccio direttamente, senza nascondermi. ;-)

  • valentina scrive:

    “io quando devo attaccare qualcuno lo faccio direttamente, senza nascondermi.”

    ???

  • Standalone scrive:

    rotafixa, se passi di là lascia un pensiero o un fiore anche da parte mia.

    ammirevole la madre che ha acconsentito all’espianto degli organi… almeno tutto questo dolore non sarà completamente senza senso…

    il divario tra teste di cazzo e persone civili aumenta con l’aumentare della velocità delle macchine e sembra davvero insormontabile…

  • Unto dal Pignone scrive:

    @Vale: una legittima difesa nei confronti di un velato attacco che ho subito. Sono certo che chi doveva capire ha capito… ;-)

    Intanto stasera ho dovuto litigare con una volante dei Carabinieri che mi faceva i fari da dietro, ad un certo punto mi hanno addirittura acceso lampeggianti e sirena. Il mio crimine?! Occupavo la corsia di sorpasso mentre quella destra era occupata da due autobus in fermata.
    Ancora non ho capito se secondo loro avrei dovuto lucertolizzarmi sull’autobus oppure finire contromano per lasciargli strada…

  • valentina scrive:

    unto dal giudizio universale, veramente l’attacco che hai “subito” non mi sembrava tanto velato, o mi è sfuggito qualcos’altro?
    mi sembra più sibillina la tua legittima difesa, ma non mi eccita la vista del sangue che scorre e non voglio fomentare le guerriglie!
    che dici, la chiudiamo qui e lasciamo in terra le zavorre che non ci fanno pedalare forte?!
    non so perchè ma con affetto!
    vale

  • Unto dal Pignone scrive:

    Vale, l’attacco era velatissimo tant’è che solo io l’ho capito. Chi di Sibilla ferisce di Sibilla perisce.
    D’accordo sull’abbandonare le zavorre, l’avevo fatto da tempo tant’è che non mi aspettavo l’ennesima frecciata. L’avevo chiusa da tempo e la richiudo.
    Ti saluto anch’io con affetto (ed io so il perchè).

  • Michelangelo scrive:

    @Unto, se pedali portando la zavorra è peggio, segui il consiglio della zia…
    Per quel che riguarda la cocaina, i discorso è lo stesso del petrolio, a basso prezzo invade il mercato, se non hai altri modi per divertirti, se non sai che cazzo campi a fare, l’unica cosa che ti resta e pippartene una buona dose e combinare casini, se a ciò abbiniamo il modello imperante, la frittata è fatta, il problema è che al posto delle uova, vengono rotte ossa e crani umani da merde subumane e senza coscenza.
    La chiudo perchè me bolle er sangue solo a pensacce; spero non me capiti mai, ma se dovesse esse, ce lo lascio uno così.
    M!!!

  • bikediablo scrive:

    C’e’ gente giovane, che per certo non usa stupefacenti eppure non si fa scrupolo di imboccare una strada contromano, con figli piccoli a bordo, pur di non fare 200 metri in più di strada.

    La droga puo’ essere un’aggravante,
    il SUV puo’ essere un elemento che aumenta i danni in caso di incidente, ma di fondo c’e’ la mancanza di rispetto per le regole e di senso civico.

  • massi scrive:

    Leggevo di una inchiesta (sempre de il Manifesto) nelle fabbriche italiane sulla questione cocaina; si scopriva un mondo invaso di cocaina, spacciatori, turni di notte in atmosfere da “zoo di Berlino”. Il tutto dissimulato, nascosto, dalle aziende, dai media e dal sindacato. Vite giovanissime prive di senso, immerse in una condizione precaria dove si cerca di riempire almeno il naso per tirare avanti. Molte sono magari le voci che si alzano contro il fenomeno cocaina nei giovani, ma sono tutte mosse da rigurgiti proibizionisti che vanno sempre a parare sul concetto che le droghe leggere sono le prime da mettere al bando( vedi quella brava signora della Palombelli, bleah!). Di riduzione del danno, progetti di assistenza sociale neanche l’ombra di un articolo, a nessuno interessa realmente la sofferenza e il disagio che molti vivono in un mondo dove tranne i politici siamo ormai tutti precari.

  • frank scrive:

    “se non hai altri modi per divertirti, se non sai che cazzo campi a fare”

    ma è possibile che succeda? in 41 anni non mi è mai capitato veramente. al limite salto sulla bici e me la pedalo

  • Michelangelo scrive:

    massi; posso essere d’accordo sul disagio e la condizione di frustrazione data da ritmi e rapporti umani in dissolvimento ma, come scrive frank, ci sono modi altri per sentirsi vivi; credo che la differenza sia proprio li, c’è chi i motivi riesce a trovarli, a viverli ed a farlo nel rispetto degli altri, magari anche aiutando o condividendo, poi c’è chi si spreca, bada bene ne ho combinate di ogni e se posso qualche bella guasconata me la concedo ma, sempre consapevole di farlo per divertirmi non per riempire un’esistenza vuota. il tutto arriva a margine di altro.
    Hai finito a dipinge?
    M!!!

  • massi scrive:

    Si ma se il disagio assume dimensioni socialmente rilevante ( come scrive De Cataldo, avvertibile dall’aria che si respira a Roma per esempio- tant’è che hanno trovato cocaina nell’aria per davvero!-) è obbligo di tutta la società occuparsene e certamente una politica proibizionista e giustizialista non farà che aumentare il fenomeno. Le droghe possono essere utilizzate in maniera benefica ( come ci insegneva il caro Hoffmann scomparso il 29 Aprile scorso, purtroppo, alla veneranda età di 102 anni dimostrando per esempio che il detilammide dell’acido lisergico non provoca nessun danno al fisico e alla mente, anzi…) ma a seconda del tipo di sostanza, dei modi di assumerla e soprattutto del perchè. Se milioni di persone, soprattutto se giovani, si pippa ogni giorno sostanze di dubbia composizione( quella a basso prezzo) non per fare un”esperienza”, non per espandere la propria coscienza o semplicemente per rilassarsi, ma per sentire il battito del cuore, per cercare di percepire il vivere, la vita di ogni giorno che altrimenti non c’è, non si vede, non si sente. Essendo appunto una buona fetta della popolazione, la fascia medio-bassa, ad utilizzare queste sostanze a basso costo si pone per me un problema etico non indifferente, sapendo quanto può far comodo alla classe dirigente questa situazione. Insomma non giustifico nessun comportamento a livello morale, ma un fenomeno di massa esige una ricerca conoscitiva, una analisi approfondita delle cause e delle soluzioni.

  • clambfr scrive:

    sulla questione “cocaina e non solo”, c’è una ricerca di una sociologa che ho conosciuto quest’anno, e mi è sembrata una tipa in gamba
    http://solleviamoci.wordpress.com/2008/03/17/produttore-di-beni-consumatore-di-stupefacenti-la-condizione-del-lavoratore-nell%E2%80%99era-post-industriale/
    io concorderei con frank (se non c’ho niente da fare, mi faccio un giro, non un tiro), se non fosse che vado già in bici tutto il giorno…

  • Michelangelo scrive:

    Massi, posso anche essere d’accordo con te sulla necessità dell’analisi delle cause e sullo studio delle possibili soluzioni, concorderai con me che anche in questo caso le esperienze sono una questione di conoscenza, di sapere, il fatto è che come per avvicinarsi ad un’opera d’arte ho necessità di un percorso, anche nel caso delle droghe e delle esperienze al limite, sarebbe meglio farlo scentemente e consapevoli di quello che si sta facendo.
    Mi faccio una canna con due amici per rilassarci facendo due chiacchiere è un conto, me la faccio in solitudine, imbottigliato nel traffico, guidando il furgone mentre faccio le consegne, così, giusto per farmela e ammazzare il tempo, è un altro. Se poi sopra ci carico la bianca per uscire la sera e non addormentarmi mentre guido o sperare mi tiri mentre mi scopo una, ci sarà il rischio che se mi metto alla guida o in altre attività rischio di fare un danno?
    In tutto ciò credo che per sentirsi vivi, una buona chiacchiera e degli amici con i quali farsi due risate, siano un buon rimedio, così come la sana stanchezza e il dolore dei muscoli dopo un po’ di attività possibilmente all’aria aperta.
    M!!!

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