22.06.2008
Ogni tanto succede
Redazione in News | 18 commenti
(ANSA) – BOLZANO, 21 GIU – Drammatico quanto incredibile
incidente stradale oggi in val Badia: un ciclista e’ andato a
sbattere contro una auto d’epoca scoperta ed e’ morta la donna
al volante delle vettura.
Secondo la prima ricostruzione, un ciclista stava scendendo
velocemente da passo Campolongo ed ha superato un’auto mentre in
senso contrario stava salendo verso il passo una vettura
scoperta d’epoca, con targa svizzera, guidata da una donna.
Nell’impatto il ciclista e’ stato catapultato all’interno
dell’automobile contro la donna. La automobilista e’ morta. Il
ciclista e’ in gravi condizioni ma non in pericolo di vita.
18 commenti su “Ogni tanto succede”
isadora duncan non ha insegnato un cz
comunque la macchina era extracomunitaria, che ci faceva in suolo italico?
solo gli sprovveduti
+platani
non colgono il senso che il Cielo
ha voluto consegnarci:
la marea e’ girata
dopo decenni di impunita’
e predominio sulle strade
d’ora in poi
chi usa l’auto
lo fara’ a suo danno, rischio e pericolo…
1000000 a 1 palla al centro. Si scherza naturalmente.
Vado controcorrente: a me dispiace per la donna morta.
E come si tratta in questo topic la morte di una persona mi fa ribrezzo.
Questa notizia non è stata pubblicata come pure e semplice cronaca nera. La morte come la vita può attenderci nei modi più singolari se non buffi purtroppo. Un pedone investito non suscita certo sarcasmo, ma solo compassione o rabbia. In questo caso non è sulla morte di una persona che è diretta l’ironia ma nel rovesciamento dei ruoli che di solito partecipano ad un incidente stradale.
scusate ma neanche io riesco a fare ironia su una persona morta e neanche sul “rovesciamento dei ruoli”.
proprio non ci riesco.
è più forte di me.
ruoli dritti o rovesciati non conta: sempre di incidente si tratta e col morto.
quando muore un lupo
non si puo’ pretendere
che tutti gli agnelli sian tristi
chi usa l’auto e’ un pericolo
per se’ e per gli altri
(per non parlare del mondo intero)
l’auto non e’ un diritto
ma una scelta, talora imposta dalla societa’,
ma pur sempre un modo in cui si ha deciso di essere.
che una volta ogni tanto si sia chiamati
alla responsabilita’ dei propri atti scriteriati
e’ fonte di saggezza.
presto quella donna rinascera’ come platano sul ciglio di una strada. si nasce e si muore continuamente. e’ quello che decidiamo di fare nel mezzo che e’ significativo.
Solo per confermare la lugubre tristezza dei commenti dei fanatici ciclisti da 4 soldi pubblicati qua sopra… che pena, che desertificazione intellettuale e che pochezza umana: ma è così confortante per il vostro ego esibire il vostro sfacciato disprezzo per la vita degli altri?
@ federicos, al contrario, la bici è la scelta antiegoica per eccellenza. All’inizio ero scettico anch’io sui necrologi publicati su ciclistica, oggi li ritengo una delle pricipali fonti di riflessione qui dentro, ciò che più di ogni altra cosa ci permette di prendere coscienza.
TUTTI sono dispiaciuti per quella povera donna, è anche per lei che (se posso permettermi d’interpretar il pensiero di chi ha scritto qui sopra) è giusto richiamare ancora una volta l’idiozia di una società fondata sull’auto.
E la chiamano ideologia……
@josquin, molti dei commenti qui sopra sono una sorta di anti-necrologio e celebrano esplicitamente o meno una rivincita sulle vetture attraverso la morte della donna. Questi i fatti, e mi fanno, come detto da un altro, ribrezzo. Al di là di ogni considerazione ultrasistemica su come è fondata-sfondata questa società.
Se hai/avete bisogno del morto per riflettere e prendere coscienza, bene, siete messi male, sia che il morto sia ciclista sia che sia automobilista…
Naaa non fare sarcasmo, non è certo un ciclista (che guarda a destra e sinistra anche quando passa col verde) che ha bisogno di capire. COme stano le cose per strada noi lo sappiamo bene.
Chi va destato dal torpore è colui che sgrana gli occhi davanti alla publicità di un’alfa che sfreccia in beata solitudine sulla via delle crete senesi.
non credo che la gara a chi si scandalizza di più interessi a qualcuno qui dentro, le dignità son perse da un pezzo…..credo che si viaggi sui 5000 morti all’anno a casua dell’automobile (per tacere di tutto il resto).
E chi lo sa…..sottolineare il rapporto di 5000/1 può essere utile a svegliarne qualcuno
federicos, non hai letto bene, o comunque compreso davvero, il commento di tonii e quello di massi.
non è molto importante in fin dei conti. però perdi un elemento di crescita personale.
@rotafixa: caro rota, eccerto, come no, sarà che non ho capito labbattuta!!!… Peccato, non crescerò e rimarrò piccino piccino…
Oh, attento a non calpestarmi quando passi per le mie parti, eh!… Ciao!
))
“ma è così confortante per il vostro ego esibire il vostro sfacciato disprezzo per la vita degli altri?”
tanto e’ vero che si va in bici e non in auto per rispetto di tutte le forme di vita.
si cerca di essere leggeri per l’ambiente, e cio’ va a vantaggio anche dei riccastri che se ne vanno in giro con auto d’epoca decapottate: piu’ inquinanti e dannose per l’ambiente ma moooolto piu’ “prestigiose”… (garetta: indovinate chi ha l’ego piu’ lungo)
mettiamo assieme i morti per incidenti, per asma e polmoniti e tumori ai polmoni, per i disastri climatici dovuti allo sconvolgimento dell’atmosfera. vediamo allora chi disprezza chi e chi devasta e distrugge chi…
ma anche per loro io vado in bici
non si disprezza
chi la vita disprezza,
chi impugna il fucile
e di pietra perisce,
chi preme la leva
e al platano soccombe,
chi responsabilita’ ignora
e del caso si fa vittima,
no, non si disprezza
chi la vita disprezza.
ma per il culo,
quello si, prender si puo’.
a cose fatte, non c’e’ malizia.
“quando muore un lupo
non si puo’ pretendere
che tutti gli agnelli sian tristi”
i lupi sono e restano tali, così come gli agnelli. qui invece quello che era ciclista forse in altri momenti diventava automobilista, ma rimane sempre un essere umano, come quella che era automobilista e forse (chi lo sa?) altre volte faceva la ciclista. l’auto invece rimane sempre un’auto e la bicicletta una bicicletta: se la bici avesse distrutto l’auto avrei fatto festa.
Ma smettetela i fanatici pensosi e cupi (semi) e pigliatevi meno sul serio!
Visto l’andazzo degli ultimi post vi regalo questa poesia (non è mica mia, ve la passo solo, non inorgoglitevi troppo). La trovo molto adatta alla situazione.
IN BICICLETTA di Argia Sbolenfi
Giammai, scoccata da una man feroce
Dall’arco teso non fuggì saetta
Come sul suo sentier corre veloce
La bicicletta.
Volan le rote e mentre sulla via
Nessun rumor presso di lei si sente,
Qualche imbecille al corridore invia
Un accidente.
A me che importa se della canaglia
M’insegue il riso o il mormorar d’alcuni,
Se l’iniqua parola altri mi scaglia
O il molla Buni?
Io corro, io volo sulla bicicletta
Questo ideal delle cavalcature:
Chi soffre d’emorroidi o di bolletta
M’insulti pure,
Ch’io son beata e un fremito m’assale,
Mi avvolge un’onda di piacer sovrano
Quando vengo stringendo il trionfale
Manubrio in mano.
Io son beata allor che fra le gambe
Sento il rigido ordigno e in quegli istanti
Tendo le coscie e l’agitar d’entrambe
Lo spinge avanti.