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One less bike

Redazione in Altro | 77 commenti

Giant 04.jpg
clambfr ha scritto a Ciclistica: car* di Ciclistica, dopo otto lunghi e felici anni lo scorso 28 agosto mi hanno rubato la Giant, che mi ha fatto compagnia come un’inseparabile e
fedele compagna. Spostamenti quotidiani, innumerevoli salite sul Vesuvio,
viaggi, tutte le Ciemmone e pure una Velocity romana.
Il fatto è avvenuto nel complesso universitario di Monte S.Angelo a Napoli:
pur andandoci per la prima volta, causa una riunione, la presenza delle
guardie, le videocamere lungo i viali e il tipo di posto mi avevano fatto
ritenere che fosse un luogo più sicuro della media. Per sicurezza l’ho
legata con una doppia catena a un palo, ma quando sono tornato dopo tre ore
non c’era più: hanno rotto la catena con una tronchese portandosela pure
via, lasciando la maglia aperta a terra. Nessuno ha visto nessuno, ma un
sospetto sul tizio del cantierino interno ce l’avrei…(se leggi e sei
innocente, non prendertela a male: è più che legittimo)
Se mai doveste vederla…è la mia bici. Mi manca.

77 commenti su “One less bike

  • rotafixa scrive:

    @claudio mountain bike free rider: :-

  • frank scrive:

    ladri!!!

  • Adimant scrive:

    Terrò gli occhi aperti: giro da quelle parti per lavoro; memorizzo la bici e se la vedo… Anche se dubito che ci siano possibilità di ritrovarla…

  • non potrò partecipare alla ricerca gravitando tra Milano e il meratese, ma hai tutto il mio appoggio morale. spero che tu possa ritrovarla, qui a Milano di solito si va ad un “mercatino” dove rivendono per pochi euro le bici rubate …

  • Unto dal Pignone scrive:

    Dalla deposizione del Vanni, verbale Processo Pacciani per il Mostro di Firenze: “…gli venisse un malaccio brutto!…”

  • sterevo scrive:

    Mi unisco al dispiacere di clambfr:martedì scorso(26 agosto),in quel di Ferrara,la mia donzella e io abbiamo subito il furto di n°2 biciclette:una pieghevole rossa simil-graziella(Dino)e una bici da corsa gialla,costruita su misura…se per la prima il valore è solo affettivo,la seconda è anche facilmente monetizzabile.Ormai abbiam perso le speranze,ma se qualcuno le avvistasse sarei felice di eserne informato…mi abbandono alla tristezza

  • tonii scrive:

    azz!
    mi dispiace.

  • quirino scrive:

    Purtroppo oramai la catena non basta più, ci vuole la “kriptonite” quel ferro ad “U” che non si taglia con le tronchesi. Si apre forzando la serratura, ma il ladro di bici di solito non è attrezzato per questo. Certo pesa un po’, ma è utile.

  • mau scrive:

    Anche io pensavo che il kriptonite fosse il più sicuro, poi mi hanno detto che si può aprire facilmente anche quello. Mi sembra che ci sia la marca Abus che è buona, anche se in Italia è più difficile trovare certi articoli, vedi anche portapacchi seri o borse da bici fatte bene. per prendere i portapacchi Tubus e le borse Ortlieb ho fatto prima ad andare a Lugano (abito piuttosto vicino a Como, ci si passa spesso in bici per fare il giro della val mara) che cercarli qui.

  • frank scrive:

    ladri!!!
    boh! a me anni fa avevano aperto e richiuso la porta del box: per esser sicuri più che una catena o altro ci vorrebbe un’anaconda

  • rotafixa scrive:

    mettiamola così, clambfr: ora hai l’opportunità di farti una bici con le tue mani partendo da zero o quasi.

    io non mi sarei mai messo (credo…) a fare bc se non mi avessero rubato la mia straadorata alan da ciclocross trasformata in tourer che mi ha fatto viaggare in leggerezza per deserti.

    certo che manca, ma come canta zio fabrizio dalla merda nascono i fiori

  • mau scrive:

    Mi hanno rubato bici fin da quando ero bambino: nel box, fuori dalla piscina, in giro per strada (ti fermavano e te la facevano lasciare lì), nonostante ciò la passione non è mai calata, anzi, è aumentata. Però adesso, mi dovessero rubare una bici, anche di quelle di valore, mi dispiacerebbe meno, non mi affeziono mica ad una bici particolare. uno ha in mente il tipo di bici che gli piacerebbe fare, e con la pazienza di trovare telaio e pezzi adatti, la costruisce. La fregano? Ne fa un’altra simile. E costa sempre meno non dell’auto, ma dell’assicurazione dell’auto. Forse è (anche) questo il bello delle bici, che sono facili da tirare insieme come piace di più.

  • Unto dal Pignone scrive:

    Oddio Mau, non lo so…parli di bici come un automobilista parlerebbe di un Suv….io credo che per molti qua dentro la bici abbia un significato un po’ diverso dal mero mezzo di trasporto. Per carità, non voglio esser troppo retorico so che ci son cose più importanti (sono ancora destabilizzato dalla mia quarantesima visione di Million Dollar Baby…) perciò per molti una bici è qualcosa di più di una semplice bici (sì, lo so, come gioco di parole fa cagare ma ci siam capiti…).
    Se mi rubassero Milonga probabilmente mi sentirei morire…..l’ho scoperto quest’estate, in una pizzeria all’aperto, scelta apposta per tener d’occhio Milonga legata al palo. Solito scherzo dell’amico “guarda che ti stanno slegando la bici!” e mezzo secondo di panico prima di accorgermi che Milonga stava lì tranquilla. Ci son rimasto di merda, perchè non pensavo di aver una reazione di quel tipo, io solitamente freddo e cinico. Mezzo secondo col cuore in gola, i battiti accelerati un po’ come quando la tua squadra tira l’ultimo rigore ai mondiali o come quando la professoressa scorre il dito sui nomi del registro dicendo “vediamo, oggi interroghiamoooommmhhh……”.
    Mi ha fatto capire qualcosa, o forse sono solo malato…..

  • mau scrive:

    Non so come parlano gli automobilisti dei suv, ma penso che mediamente ci siano attaccati più al loro cardenzone su ruote che alla moglie, perciò mi sembra proprio il contrario. La passione per la bici è sacrosanta, ti capisco, ma non condivido l’attaccamento ad un esemplare preciso. La bici come concetto sì, l’esemplare no. In fondo sono tubi e gomma. E’ quello che ci sta a monte che ha valore, e come una bici viene fatta e perchè. Tanto più si diventa competenti, tanto più si possiede “la” bici. Chi si è preso la briga di provare a costruire un telaio sa cosa significa la differenza che c’è dentro meglio degli altri, e sa anche che la si può riprodurre. Poi te ne possono fregare quante vogliono. Certo fa incazzare il gesto in sè. La bici che ti sei costruito sono sicuro che la puoi rifare uguale nel giro di qualche settimana, e quello che (dio non voglia) te la fregherebbe mica ci vedrebbe dentro tutto quello che ci vedi tu. Se ci sei così attaccato è perchè ci hai speso dietro troppo tempo e fatica per farla su. Se ne fai un’altra uguale ti viene più facile e non ti viene più il patema al pensiero che te la fregano.

  • adimant scrive:

    D’accordo con Unto: non sono troppo legato alla bici, am oggi se mi rubassero il Mulo con cui ho viagiato mi dispiacerebbe, come se mi rubassero Caterina (una delle mie chitarre). In genere, quando parcheggio la macchina (che ovviamente non ha un nome) e dentro ci lascio una chitarra, penso di continuo “speriamo che non mi rubino la macchina, altrimenti addio chitarra”. Per il Mulo è lo stesso. Ci sono affezionato, lo venderei o regalerei, ma solo a chi capisce la bici (e quella bici in particolare).
    Clambfr, sono con te!! :)
    A proposito, Clambfr: a quando la prossima CM a Napoli, così ci conosciamo di persona?

  • frank scrive:

    l’anima e la vita di una bici è il ciclista: se ti rubano la bici da fastidio, anche parecchio, soprattutto se devi tornare a casa a piedi. ma non appena riesci a procurartene/farne un’altra ti rendi conto che è solo un mezzo.

  • Ale scrive:

    “l’anima e la vita di una bici è il ciclista”
    sottoscrivo pienamente

  • valentina scrive:

    si, una bici la puoi rifare, però la TUA ha un’anima che è tutto quello che ci hai fatto insieme, come l’hai messa insieme e tutto il resto. diventa un pezzo di te. io ho sognato più volte che legavo la “picciridda” sotto la metro di roma e la ritrovavo senza ruote e sella ed era un dolore, una violenza.
    se mi rubano un televisore me lo ricompro…non ci soffro per l’oggetto la violenza rimane e l’incertezza nel lasciare la porta aperta e fidarmi degli altri come faccio oggi.

  • rotafixa scrive:

    Chi si è preso la briga di provare a costruire un telaio sa cosa significa la differenza che c’è dentro meglio degli altri, e sa anche che la si può riprodurre.

    vero. tanto per dire, adesso sono più attento e preso dalle caratteristiche dell’ossatura/telaio rispetto a prima, posso montare indifferentemente questa o quella guarnitura, questi o quei mozzi, mentre prima mi scervellavo sulle parti meccaniche.
    ho sempre attenzione ai cromatismi e agli accostamenti, anche simbolici (ad esempio il tubo d’ottone per me in realtà è d’oro come appunto merita quel mezzo regale chiamato bicicletta, purtroppo e per fortuna solo simbolicamente altrimenti si piegherebbe e me lo ciulerebbero in un amen, a parte il fatto che non posso permettermelo ma questo è un dettaglio mercantile)

    finora non mi hanno rubato neanche una bc, grazie anche al suo essere, la fixa, una sorta di antifurto naturale. credo che se mi fottessero ferrodagosto m’incazzerei parecchio, ma c’è sempre da fare nuovi telai, con nuove caratteristiche, e volute dal costruttore. questo è letteralmente impagabile e non smetterò mai di essere grato a dario per avermi insegnato a mettere insieme 8 tubi.

  • massi scrive:

    Ladri del c….! No io non voglio neanche pensarci alla mia fogliaoro in mani altrui…non so prima o poi mi riprenderei e ne assemblerei un altra ma cadrei in una depressione tale…E’ vero che la fissa è più difficile che la rubino, poi è leggera e io me la porto ovunque, a casa degli amci e non, dentro i negozi etc. Comunque confesso che ho anche sognato che me la rubassero…un incubo!

  • Unto dal Pignone scrive:

    Mau, i proprietari dei Suv sono legati al mezzo più della moglie perchè hanno solo quello: se glielo cambi con uno uguale non avrebbero da dire alcunchè.
    Io non cambierei Milonga nemmeno con una bici migliore e più bella. E non ci vorrebbe molto, visto che (a parte sella e catena) Milonga è fatta con materiale di recupero, nemmeno di grande qualità.
    Magari me ne comprerò altre più belle, ma questa la terrò sempre. Per come ci sono arrivato, per le emozioni e l’idea che mi ha spinto a realizzarla, per il piacere del lavoro artistico che mi ha portato a concepirla.
    Se poi è così solo per me e per questa bici pazienza, non voglio convincervi a tutti i costi. Ma non cercate di convincere me….

  • Stefano scrive:

    sono veramente dispiaciuto. non ti aiuterà a ritrovare la bici ma mi permetto di consigliarti per quella nuova: http://www.easytag.it , bicisicura.

  • valentina scrive:

    “Comunque confesso che ho anche sognato che me la rubassero…un incubo!”

    massi ti devo come minimo una birra.
    mi rincuori a non essere l’unica a fare questi sogni (incubi)e mi fai risparmiare i soldi per uno psicologo di quelli bravi!
    vabbè, famo che te ne devo almeno due di birre!!!

  • rotafixa scrive:

    ot

    valentina, come è andata con gli asini?

  • Zu scrive:

    Spiacente. Deve essere un destino delle mtb Giant quello di essere rubate nelle Università con cantieri edili dentro. Anche a mio fratello è accaduta ESATTAMENTE la stessa cosa (e prima di scrivere questo mi sono accertato che non avesse mandato post a “Ciclistica”).
    Ritengo, in accordo con molti di voi, che la bici non sia un oggetto fungibile come le auto o i televisori. Appunto perché “si anima” grazie al ciclista, quando la rubano è come se prendessero un pò di te. E la lacerazione per il pezzo mancante si sente. Cordialità. Zu

  • valentina scrive:

    “valentina, come è andata con gli asini?”

    (almeno qui sono sicura che se veramente tu e non il cerebroleso abusivo).

    rota, alla grande!!!!!
    spero che il futuro sia delle bici e degli asini!!! può essere una rivoluzione.
    elogio alla lentezza che da spazio al pensiero.

    e poi il profumo di stallatico che “forse” mi portavo dietro mi ha fatto conquistare il mio “spazio vitale” in mezzo alla bolgia umana sulla via del ritorno.

    cerco sempre di diffondere quello in cui credo…e allora bici tra gli asini e asini su ciclistica travestiti da suv ecologici!
    fine ot, o forse neanche troppo.

    ps certo che se mi “rubano” l’asino giulio mi suicido!!! non c’è acciaio e cannello che me lo possa ridare indietro… :-)

  • clambfr scrive:

    sono rientrato da poco, quindi il diretto interessato vi risponde solo ora…
    Innanzitutto, grazie a tutti per i post. Mi ha sempre fatto piacere vedere quanto il furto di una bici scatenasse la solidarietà interciclica; solo, mi spiace che stavolta sia toccato a me, ma mi consola alquanto :-)

    e adesso vado a rispondere un po’ a tutti i post

    @rotafixa: grazie per aver azzeccato il nick, una volta tanto. Ma non potevi farlo in un’altra occasione? ;-)
    Mi piacerebbe molto imparare come te a fare i telai. Sposo anch’io il discorso della decrescita, e se una bici è già qualcosa, se è fixa o fatta da te lo è ancora di più! Per ora, però, posso solo limitarmi ad assemblarle da me, e infatti qui in stanza c’è la nuova che ha convissuto giusto tre mesi con la giant, stesso stile di mtb stradalizzata ma più leggera. Se Alberto non si rompe, posto una foto (non l’ho fatto prima per timore che qualcuno – tipo TE – mi lapidasse a parole, gridando all’eresia e portandomi per l’orecchio a costruire la fixa…
    Che poi, infatti, sarebbe la bici che avevo pensato di usare per la città, o una singlespeed.

    @”antifurto”: la mia catena era abbastanza sottile, maglie tonde da 5mm con lucchetto; non penso che ci voglia una gran tronchese, ma tutte le volte che l’ho lasciata in pieno centro storico in zone di viavai mi sono sempre sentito sicuro. Anche per questo provo tanta rabbia.
    Per i modelli da scegliere, i Kryptonite a “U” so essere i più sicuri, anche se alcuni dicevano si aprissero con una bic…degli Abus ho sentito un gran bene e infatti mi sono orientato sui flessibili tipo l’O-flex 1000: costa un po’, ma tanto vale investire in sicurezza, è meglio che farsi venire un colpo come è successo a me.
    O forse meglio un pitbull o l’anaconda, come consigliava Frank.

    @Adimant: quando ci sarà la prossima CM, non lo so, ma cercherò più che mai di esserci, anch’io vorrei conoscerti.

    @Zu: incredibile. semplicemente e letteralmente :-!
    sospetti ci sia una convenzione? ;-)

    @”bici, amore e fetenzie a motore”
    Ciò che penso lo si legge nel post iniziale. Quando non l’ho vista legata a quello che credevo fosse il palo giusto, ho pensato con l’ottimismo del caso che fosse un po più giù…e quando non l’ho trovata, realizzando che era stata portata via, sempre ottimisticamente ho pensato che forse non l’avevano rubata, ma “tolta di lì” perché sul marciapiede non poteva stare…e intanto battiti e pressione schizzavano a mille…le corse su e giù, a chiedere a chiunque…tutto inutile.
    E’ vero, è solo un pezzo di metallo (alluminio, in questo caso) e un po’ di altro materiale che si può rifare uguale o quasi: non è irripetibile come una persona, ché infatti tutti nascono diversi (ma alcuni finiscono con l’assomigliarsi paurosamente, specie nella stupidità…e specie i guidatori di suv e gli automobilisti in genere). Però…
    E’ giusto, prima viene il ciclista e poi la bici, ci mancherebbe altro. Però, sul sellino va il culo di quella persona. Sul manubrio, le mani. E i piedi sui pedali. Se sei capace, la senti scorrere sotto di te, insieme a te. E’ il nostro corpo che è in simbiosi con lei, con un altro corpo. Noi, oltre a rifletterci negli oggetti che usiamo e di cui ci circondiamo (i “nostri”, alla faccia dei discorsi sulla proprietà privata che pure sottoscrivo), ci leghiamo ad essi, tanto più quanto più sono importanti i momenti della vita in cui sono con noi. Per alcuni non è così, per altri sì. Io sono tra questi ultimi. La vedi durante un viaggio, carica di bagagli, o dopo una lunga uscita, o anche mentre torni a casa o appoggiata al muro, e la guardi con un sorriso; ti accompagna e ti ci accompagni, è una bici tra le tante di questo mondo, ma a volte può capitare di sentire una sorta di commozione e di pensare: “è lei…è la mia bici”.
    Alle tre precedenti mi ero affezionato progressivamente, ognuna un po’ di più della precedente, ma con lei è stato diverso. Me n’ero innamorato sin dalla prima volta che l’avevo vista al negozio. Anche con la nuova, più leggera, più costosa e forse esteticamente bella quanto lei, rimaneva sempre la “mia” bici. Ed è brutto non sapere che fine farà un pezzo di metallo a cui ti sei affezionato.
    Per quanto fosse un pezzo di metallo, e per quanto possa essere sbagliato, le ho dato una parte di me, e non me ne pento.
    grazie ancora, a tutt*
    ciao
    cla/

  • rotafixa scrive:

    e infatti qui in stanza c’è la nuova

    …… et voilà. buon viaggio

  • Gaetano scrive:

    Io sto a Catania come sapete e non mi hanno MAI dico MAI rubato una bici in 6 anni di ciclourbanismo.
    O c’ho un culo della madonna o qui talmente si rifiuta l’idea della SOLA ESITENZA della bicicletta.

    In ogni caso mi dispiace per la tua giant… SPERIAMO almeno che il ladro la usi per spostarsi!! ma anche questa speranza “di margine” è malriposta, credo…

  • josquin scrive:

    anche da me tutta la solidarietà, me ne hanno rubate due in 4 anni, di cui una (dell amorosa), so bene che vuol dire.

  • pacopuci scrive:

    …….capitasse che la esportano a bergamo e d’intorni prima stendo il ricettatore poi imbocco la francigena e te la riporto giù……

  • clambfr scrive:

    >…… et voilà. buon viaggio
    Rota, impossibile viaggiare con quella nuova, non così com’è. nonostante abbia scelto apposta il telaio (un Cube Reaction bello e rosso come il sangue) con gli occhielli x portapacchi, nell’eventualità di viaggi, le ruote hanno raggi a doppio spessore che non credo reggerebbero al carico dei bagagli; per il momento è un’arma superveloce per l’asfalto, anche un po’ sconnesso. La Giant era anche per questo la mia “muletta”, la “allinona” tuttofare. Cmq, è tempo di rifarne una nuova: tempo una settimana, ho già adocchiato due telai.

    @Gaetano: la seconda che hai detto, purtroppo e per (tua) fortuna ;-)

  • frank scrive:

    “Cmq, è tempo di rifarne una nuova: tempo una settimana, ho già adocchiato due telai.”

    un consiglio: se pensi a un’altra mtb, evita i freni a disco su cui i commercianti tanto spingono in questo periodo. i V-brakes sono più che collaudati, efficienti, robusti, richiedono poca manutenzione facilissima da fare (anche per strada), con pochissimi attrezzi (una chiave e le mani) e mai costosa.

  • clambfr scrive:

    Frank, sui freni la penso quasi come te: anch’io sto lontano da quelli a disco, per quanto ne riconosca alcuni innegabili vantaggi quali la maggior potenza e la modulabilità (a detta di altri, ma posso crederci, specie se idraulici). Preferisco i V-brake, che sono semplici, economici, affidabili e mi permettono anche di fare ottime centrature del cerchio.
    (Ma ho visto che da poco hanno introdotto l’ennesima porcata: i V-brake idraulici!)
    In generale, potendo permettermi fino a poco tempo fa solo una bici, ho puntato sulla mtb stradalizzata, il mezzo più versatile secondo me; ma forse, di qui a poco, uscirà una bella fixa…

  • rotafixa scrive:

    clambfr, era un “buon viaggio” metaforico.

    augurio che reitero, divertiti a farti il nuovo ferro da trasporto

  • mau scrive:

    @frank:concordo sui V brake che vanno benissimo e hanno meno manutenzione.
    @clambfr: guarda che i raggi doppio spessore rendono la ruota più robusta di quelli a spessore costante. I punti di rottura più comuni sui raggi sono sulla curva all’altezza dell’occhiello sulla flangia del mozzo, o vicino al nipplo. se il raggio è sfinato sarà più elastico in centro, si allunga un po’ di più rispetto alle estremità, così facendo distribuisce lo stress su più raggi adiacenti e “salva” le estremità. il raggio costante scarica lo sforzo costantemente su tutta la lunghezza perchè la sezione è costante. Inoltre: una ruota coi raggi ben tensionati rompe meno facilmente i raggi (e si allentano meno facilmente) di una coi raggi un po’ lenti perchè quando i raggi non lavorano, cioè sono in posizione “sotto” il mozzo (su una ruota a raggi si viaggia appesi al cerchio stile paracadute, non appoggiati sopra) in caso di urti i raggi si contraggono (e si stirano quelli sopra) ma se hanno una buona tensione non fanno in tempo a “ballare” dentro all’occhiello del mozzo o all’altezza del nipplo, perciò non subiscono un tira-molla che alla lunga li snerva e li fa o smollare del tutto o rompere. Perciò la ruota migliore resta quella con molti raggi (32 o 36), incrociata e coi raggi sfinati, che permette tra l’altro di costruire le ruote più leggere perchè quelle con pochi raggi devono compensare con cerchi più pesanti e rigidi e se si rompe un raggio vanno fuori centro in maniera disastrosa. Strano che sia tutto il contrario dei set di ruote che negli ultimi anni tutti comprano: pesano di più, costano il doppio, sono delicati, richiedono manutenzione da officina specializzata…boh…

  • frank scrive:

    @mau, hem… purtoppo cambiando la mtb mi sono fatto convincere; in più forcella e telaio non sono predisposti per tornare ai V-brakes :| (mi tirerei una martellata dove so io)… e per imparare a metterci le mani mi sto rivolgendo a dei motorettisti.

    i set di ruote attuali spesso sono realizzati con un misto di raggiature radiali/tangenziali, che le rendono molto più rigide e meno propense ad andare fuori centratura. in più i cerchi sono comunque a profilo più o meno alto con la scusa dell’aerodinamicità. ed è vero che queste ruote sono molto più scattanti. ma il ciclista della domenica non va affatto più veloce, perchè comunque ci ha ‘na panza tanta e così si trova una bici molto rigida, quindi meno guidabile, soprattutto in discesa o sul bagnato dove facilmente finisce per terra (per la verità anche molti pro)

  • massi scrive:

    Se posso dire la mia sui i freni Vbrake, che uso solo in viaggio in città ho la fissa, sono ottimi finchè non piove.Il rischio più grosso (e la paura più grossa)l’ho preso scendendo dal S.Gottardo su una strada in sanpietrini carico di borse con un diluvio gelido…beh i V-brake slittavano sul cerchio come se ci fosse qualcuno a spruzzare olio sul pattino!Me la sono fatta sotto ad ogni tornante alla fine avevo i crampi alle mani per quanto stringevo le leve in continuazione per essere sicuro di arrivare al tornante ad una velocità contenuta. Insomma i freni a disco un senso ce l’hanno eccome.

  • frank scrive:

    che i freni a disco funzionino bene anche sotto la pioggia dovrebbe esser vero (non l’ho ancora provato). per i V brake in genere è necessario anticipare la frenata, in modo che i pattino abbia il tempo di asciugare il cerchio.
    comunque ho ancora i segni di una caduta fatta più di un mese fa in discesa tra i calanchi della valle staffora: mentre il freno anteriore bloccava, quello posteriore faceva solo finta. pur misere, quelle poche doti acrobatiche che possiedo mi hanno evitato il ribaltamento. il meccanico ha detto semplicemente che la pastiglia del freno posteriore era consumata in modo strano e che il disco era da sgrassare. ripeto, i freni a disco funzionano meglio, ma richiedono molta più cura (anche perchè non sono “a vista”)

  • mau scrive:

    I V brake frenano meglio dei freni da strada e dei cantilever classici, ma col bagnato è più una questione di pattini freno (se sono consumati o poco adatti puoi stringere fino a rompere il cavo ma non cambia niente) e di cerchi: quelli in alluminio rettificati vanno davvero meglio di quelli lisci e magari anodizzati sulla pista frenante. il vantaggio in termini di affidabilità sta nel fatto che consumando i pattini la frenata peggiora ma non ti lascia a piedi, invece coi dischi o va tutto bene o non va per niente e non è bello, inoltre non si riesce a sistemare un impianto idraulico “per strada”, in termini di frenata cmq non c’è paragone.
    E’ stato lo stesso coi comandi cambio: le mtb x es. c’erano i “sopramanubrio” che avevano sia gli scatti sia il funzionamento a frizione, se qc si stara si cambia sempre, si arriva a destinazione e si sistema facilmente. Con quelli attuali (“attuali” da almeno 12 anni…) prima si starano e grattano, poi non cambiano più e devi per forza fermarti a sistemare (se sei capace). Non parliamo di quelli “integrati” delle bici da corsa. Quelli da montare all’estremità del manubrio (gli inglesi li chiamano “barcons” ma non so perchè…) invece sono uguali ai vecchi sopramanubrio mtb, sono ancora a catalogo, li uso sulla bici da corsa e vanno bene, pesano pochissimo, non costano troppo e la manutenzione (mai fatta) è semplicissima.

  • frank scrive:

    azz… mau, sei un’enciclopedia vivente (e direi anche vissuta) :) .

  • rotafuxia scrive:

    (almeno qui sono sicura che se veramente tu e non il cerebroleso abusivo).

    celebroleso detto da una che fa incubi su bici rubate e minaccia il suicidio nel caso gli sparisse l’asinello è comico, nel caso più benevolo. nel secondo caso fa tanto scienziata della razza. già è insopportabile sentire i bambini quando “tu sei un mongoloide, un handicappato, un down…”, ma leggerlo nello scritto di un’adulta è penoso. mi immagino già rincorrere i tuoi bambini per dir loro che mongoloide non si deve dire per offendere altre persone. che la malattia va rispettata, blah blah very democrat, very politically correct. ma tu figli non ne hai, sennò distingueresti un ciuchino da un essere umano. con affetto, il cerebroleso (o ritardato mentale).

  • valentina scrive:

    allora facciamo così rotafuxia
    ti becchi solo un sonoro MA VAI A CAGARE!!!!!
    va meglio così?

  • Unto dal Pignone scrive:

    Rotafuxia, scusa se mi intrometto, ma tu che squadra tieni?! Per che partito voti di solito?! Che musica ascolti?! Non so…..visto che intervieni dicci qualcosa, no?!…

    p.s.: del clone di plastica te lo si può dare, senza apparire Politically Uncorrect?! Perchè quello sembri, tipo le scarpe Mike o le magliette First Company che si vendevano al mercato ai tempi dei paninari…

  • mau scrive:

    frank: che siano più scattanti ho i miei dubbi visto che pesano di più, che siano più rigide (e meno elastiche) perciò sembrano più scattanti può darsi (un po’ come quelli che mettono la marmitta fracassona sulla moto: fa più rumore e gli sembra che la moto vada più forte). Personalmente ho avuto un set di “crossmax” per mtb: in salita col rapportino sembravano più spugnose di quelle normali. I cerchi rivestiti in ceramica erano strepitosi. I mozzi assolutamente scarsi: non avevano la scorrevolezza degli sh., l’anteriore era stato fornito coi cuscinetti “a secco” (senza grasso),al post. si è rotto il meccanismo dello scatto libero (sostituito in garanzia), poi si è rotto il cerchio posteriore (il nipplo ha sfondato l’occhiello del cerchio, in garanzia anche quello). E’ vero che non andavano mai fuori centro. Costavano 830.000 lirozze del 1997/98! Sulla bici precedente (che ho ancora) ho dei mozzi italiani che sono degli orologi, raggi sfinati e nippli in ergal, pesano meno delle crossmax, mai rotto niente di niente, mai fatto manutenzione ai mozzi (dal ’96…) e sì che di gomme ne ho consumate molte. cmq tieni conto che a proposito di inerzie e masse rotanti, 1gr nel mozzo (a centro ruota) diventano 676gr sulla circonferenza, perciò i cerchi contano più dei mozzi e le camere aria e gomme ancora di più.

  • frank scrive:

    mau, in effetti -un po fuori tema- pensavo a ruote per bici da corsa: su quelle da mtb non saprei, tant’è che non essendo un gran che come fuoristradista, preferisco “zavorrarle” con coperture da 2″35 con tassellatura da fango, prefrendo la stabilità alla velocità. poi come esperienza devo dire che una ruota posteriore su una mtb decatlone da 200 euro, in 6 anni è andata un po fuori centro dopo averne subite parecchie, ma non al punto da comprometterne il funzionamento; una su mtb ktm in 7 mesi è andata molto fuori centro con al massimo 350 km di percorsi seri.

  • mau scrive:

    Sulla bici da corsa si sente ancora di più. Sia le Ktm che le Deca sono fatte in Cina, se le montano a macchina è facile che vadano fuori centro, al di là della marca. Scusa ma gomme da 2.35″ da fango non esistono, quelle da fango sono da 1.9″…

  • frank scrive:

    “tipo le scarpe Mike o le magliette First Company che si vendevano al mercato ai tempi dei paninari…”

    unto: non so quel tal “rosafoxy”, ma io non ho mai fatto il paninaro in vita mia e nemmeno mai usato roba marchiata, eppure vado orgoglioso dei calzini bianchi di spugna marcati “piuma” (con tanto di piuma slanciata che ricorda un certo felino) trovati al mercato del sabato a chiavenna.

  • frank scrive:

    mau, 2″35 con tassellatura grossa e abbastanza aperta al deca te le spacciano per “mud” (e una certa casa di pneumatici francese con stabilimento anche nei pressi di cuneo ce lo scrive pure sopra)

  • mau scrive:

    può darsi, ma le gomme grosse si impaccano tre volte prima di quelle strette e ingolfano i passaggi ruota col telaio e la forcella. In inverno di solito si usano gommette più strette, che scaricano di più. qualcuno spruzzava anche lo spray antiadesivo (quello per gli stampi) al silicone sulle gomme e sul telaio così il fango si stacca da solo (NON sui cerchi e freni…), e sui pedali automatici e tacchette…se ci ripenso mi do del cerebroleso da solo…

  • lollop41 scrive:

    Ciao,
    discorso v-brake dischi;
    per manutenzione, facilità e costi meglio, molto meglio i v-brake.
    Per frenare meglio i dischi!!!
    I v-brake funzionano da dio non fraintendete ma su discese lunghe, pendenti e magari a scarsa aderenza con i dischi non ti stanchi le mani (freni con un dito), poi se vai nel fango serio i v-brake prorpio non frenano, righi il cerchio e consumi tanto le pastiglie.
    Coi dischi freni.
    Poi è vero che sono una menata per molti versi (centrarli è facile ma non facilissimo, costano, e le pastiglie si consumano).
    Io su una mtb monterei solo dischi (idraulici, quelli meccanici sono dei cessi!).
    Su una tourer bene anche i v-brake, con dei pattini buoni e in buone condizioni frenano bene anche con la pioggia…

    Mi spaice per la tua bici, è un pezzo di ferro, è ricreabile (ma davvero qualcuno di voi la rifarebbe uguale e non diversa/migliore?), è un oggetto, maccheccazzo uno sulla bici ci mette il sedere e ci si diverte ed è sempre brutto e fonte di incazzatura quando te la sottraggono.

  • mau scrive:

    Ancora un messaggio poi basta: non sono daccordo sui dischi meccanici, ce ne sono alcuni che vanno davvero bene, ma bisogna saperli regolare, vanno aperti prima del montaggio, tolte le bave di fusione, fatta la scorrevolezza (lucidare gli scorrevoli), lubrificati. Poi va curato il giro cavi perchè il migliore è quello del V brake che dalla leva va dritto al freno, mentre per arrivare giù alla pinza, con la forcella ammortizzata che si allunga e accorcia, e i punti di fissaggio, bisogna fare attenzione a che curve fa il filo (ogni curva fa perdere potenza frenante, infatti coi v brake la sensazione di tiro secco che dà l’anteriore non ce l’hai col posteriore che ha il cavo più lungo e con almeno due curve in più). Poi cambia molto l’efficacia con la leva freno: è meglio quella dei vecchi cantilever che ha un rapporto di leva più alto di quella da V brake (anche la leva da strada è ottima). Abbiamo modificato una mtb tutta rigida in acciaio saldando gli attacchi freno a disco sia sulla forcella che sul telaio e applicato freni meccanici: il miglior compromesso tra potenza frenante, affidabilità e facilità di manutenzione. Fare una bici da viaggio così è il massimo.

  • frank scrive:

    “qualcuno spruzzava anche lo spray antiadesivo (quello per gli stampi) al silicone sulle gomme e sul telaio così il fango si stacca da solo (NON sui cerchi e freni…), e sui pedali automatici e tacchette…se ci ripenso mi do del cerebroleso da solo…”

    :D DDDD
    ovvia, diciamo che sarà stata un’audace sperimentazione ;)

  • Unto dal Pignone scrive:

    Suvvia Frank, mi sembrava evidente come non fosse assolutamente mia intenzione fare l’apologia del paninarismo. Io, poi…..

  • frank scrive:

    @unto: lo so, vecchia spugna :)
    superOT: ma porca vacca, nella zona ovest di milano (diciamo da deangeli a baggio, non si riesce a trovare un buco e altra gente per organizzare una sottospecie di ciclofficina?

  • lollop41 scrive:

    @mau:
    tutto si può fare, e tutto se si è bravi e capaci si può far funzionare bene…

    Poi però esistono (ma penso tu ne sappia più di me) delle evidenti differenze tra comando a cavo e idraulico.
    Anch’io trovo affascinanti alcune rigide (magari 29er) con dischi meccanici.
    Il mio discorso è:
    sull’efficienza
    -freni a disco idraulici sono il massimo

    sull’economia facilità
    -v-brake sono imbattibili.

    I dischi meccanici hanno molti dei difetti dei v-brake e molti dei difetti dei dischi (forse si risparmia qualche grammo di peso rispetto a quelli idraulici ma non so…)…poi che possano piacere, che si possa riuscire a farli funzionare, che si abbia voglia di usarli non ci piove.

  • Luca scrive:

    Tornando al fattaccio di partenza, quali accorgimenti si possono adottare per non farsi fregare la bici? Butto là, in tono semiserio: colorarla di grigio topo, sputarci sopra, infangarla, lucchettare le corone, avvolgerla nel filo spinato, dotarla di sirena antifurto a batteria (esiste, giuro), togliere le ruote o allentare lo sgancio rapido (tentato omicidio), la sella, tirare via la catena dalla corona, sganciare i freni, allentare la brugola del manubrio, legarla con 3-4 catene.
    P.S.: su “Diario” di questa settimana, a pag. 82 c’è un raccontino su Igor Kenk, un tale che in Canada s’era rubato la bellezza di 2865 biciclette.

  • lollop41 scrive:

    @luca
    ma quello di Diario poi le usava tutte ;-) ))

    Renderla orrenda può essere uan sluzione ma una bici anonima rischia forse di essere più rivendibile di una particolare, ma quella particolare è più appetibile… quindi?

    tentato omicidio svitando vari pezzi non è male, qualche altro trucco sarebbe cospargere la sella di peperoncino (o colla), ma poi se la mettono su un furgone…

    Lucchetti vanno bene ma non ne esistono a prova di ladro. E’ solo una questione di tempo e di voglia di sbattersi ma tutto si può aprire o tagliare. Ovvio che se devo (non io, è ipotetica la frase…) rubare due bici ugali e una ha il lucchettone e l’altra no la scelta vien facile…

    Da ultimo, l’anno scorso alla Gran Fondo dell’Adamello hanno rubato molte bici… udite udite scassinando le porte dei box degli alberghi

    La soluzione? ok il lucchettone, ok metterla in vista, ok tutto… ma poi cerchiamo di stare rilassati e se ce la rubano amen (oddio ci si incazza di brutto brutto)…

    Forse si potrebbe fare un corso di vodoo…

  • josquin scrive:

    brutto dirlo, ma il modo migliore è far si che la tua sia chiusa meglio di quelle parcheggiate intorno.

    il ladro ha sopratutto fretta ed è sempre la vittima più debole che preferisce in funzione di come è attrezzato.

    Credo, dopo dolorose esperienze, che gli antifurto migliori siano gli abus ad alto indice (tipo 15)

    jo

  • Luca scrive:

    Se piazzi un lucchetto sulla corona, uno su una ruota, due lucchetti con catena attaccata al palo, tre corde spesse con nodi complicati, allentamento dei freni, forse il ladro cambia idea (a meno di non lasciarla tutta la notte all’aperto). Un ragazzo mi ha raccontato che gli hanno rubato la bici con un sistema pazzesco. L’ha lasciata legata al palo e qualcuno gliel’ha avvolta in una catena enorme. Ha dovuto lasciarla là perché erano le 19.50 e tutti i negozio erano chiusi. Di notte hanno tolto la catena-mantide, hanno rotto la sua e se la sono portata via.

  • lollop41 scrive:

    certo che però uno si fa la bici da sparo, fisa che ti più non si può, leggera e scattante come una gazzella e poi bisogna portarsi appresso 10kg di ferraccio per assicurarla al palo…

    che palle

  • mau scrive:

    Certo che bisogna aver voglia di usarli, che vuol dire? Come hanno i difetti (attenuati) dei V e degli idraulici, hanno anche i pregi (attenuati): i V sono più economici, compresi i pattini di ricambio, che però durano molto meno delle pastiglie (attenzione però che col tempo i cerchi si consumano…), sono più leggeri: va considerato pinza, disco, cavo più lungo, mozzo da disco e facili da mantenere. I dischi sono comunque più complessi: conviene se si sta facendo una bici nuova da zero, ma se devi convertire una bici esistente (al di là degli attacchi che si può fare tutto ma non tutti lo possono fare) devi rifare le ruote (mozzi, ma poi va finire che metti anche i cerchi nuovi) ecc. e non conviene proprio. La resa in frenata dei dischi invece è molto meglio in tutte le situazioni (asciutto, bagnato) e non subiscono il surriscaldamento degli idraulici (anche se gli ultimi modelli sono più affidabili). NB: se sei pesante, o vai con la bici carica, o fai discese lunghe a manetta, anche i V hanno un difetto grave: se porti il cerchio oltre una certa temperatura hai diversi problemi. Il più comune è che scoppia la camera d’aria (è successo scendendo dal mortirolo al Lino quando siamo andati a vedere il Giro), l’altro è che la temperatura faccia “rinvenire” il materiale: la lega con cui sono fatti i cerchi viene temprata per renderla più dura, ma se la si surriscalda di nuovo perde le caratteristiche. Risultato nelle settimane successive il cerchio si consumerà in maniera impressionante dove lavorano i pattini perchè ormai è “molle”.

  • Unto dal Pignone scrive:

    @Frank, per la gente io sono abile ed arruolato, per il buco…..lasciami guardare attorno…
    p.s.: una volta durante una bevuta al bar mi aveva offerto un locale per una cosa del genere addirittura un prete ciclista qui vicino, un folle (ex ciclista che aveva corso con Saronni a livello giovanile…) che durante la messa invitava a lasciare a casa l’auto per non deturpare le bellezze del creato. Poi l’han spostato ed è venuto uno che ha comprato subito un pulmino di seconda mano(che spruzza gas verde dal tubo di scarico) per la squadra di calcio dell’oratorio…

    @Lollop41: quoto l’idea del Voodoo, per quello citavo il Vanni…..

    @Luca: so che può sembrare strano, ma anche in Italia c’è gente che lavora… :-D

  • lollop41 scrive:

    per mau,
    ma anche coi dischi meccanici devi cambiare i mozzi e comprar le pinze (se hai già gli attacchi…), tra meccanici e idraulici non so quanto risparmi coi primi.

    I dischi si surriscaldano pure loro (se hai i 160), e in sequenza si vetrificano le pastiglie, stortano i dischi. Si forse quelli meccanici non soffrono del surriscaldamento dell’olio, ma se l’olio messo arriva da confezione nuova, se sono ben spurgati etc. allora dubito che quelli meccanici siano migliori su lunghe e impegnative discese.

    Poi concordo in pieno con te… non conviene traformare…

  • Luca scrive:

    Quando io vado al lavoro in bici, trovo legate al mio palo preferito due catene che lascio sul posto, riducendo il peso della bici.

  • lollop41 scrive:

    @unto sei sicuro che il prete ti darebbe comunque il locale sapendo che si terrebbero corsi vodoo? ma in fondo se è un prete ciclist capirebbe..

    @luca grande idea!!

  • mau scrive:

    All’estero dove in città legano le bici un po’ dappertutto, ho visto che tolgono sella e tubo e lo portano con sè, così è meno appetibile. Se si lascia la bici sempre nello stesso posto il lucchettone si può lasciarlo attaccato al palone. Certo non puoi seminare Abus dappertutto…io sono sempre riuscito a portare la bici dentro. Dove lavoro adesso la lego dietro ad uno scaffale in fondo al magazzino, prima dietro l’estrusore delle billette, prima ancora sotto la tettoia nel cortile…però lavoro in provincia, dove ditte=capannoni, capisco che in centro città non è così facile.

  • clambfr scrive:

    mau, per quanto mi riguarda i posti dove la lasciavo mi davano una sicurezza quasi totale: pieno centro storico o zone di passeggio, legata con la catena a un palo o una grata, a volte fidando anche nella pattuglia dei vigili o della polizia, hai visto mai che servissero a qualcosa.
    @luca: l’idea è buona per ridurre il peso, ma considera che qualcuno potrebbe pure prendere l’impronta del lucchetto a bici mancante per poi asportarla una volta legata..
    Peccato che gli Abus non germoglino come le piante, cmq domani faccio l’investimento in sicurezza: lo Steel-o-flex 1000, se lo trovo.
    La facile asportabilità dei pezzi della bici è un pregio e un difetto. Se in futuro, quando verrà l’era (neo)ciclica, non ci si potrà affidare al rispetto reciproco, l’unica sarà portarsi sempre la bici con sè; e in verità non sarebbe affatto male.

  • Unto dal Pignone scrive:

    @Lollo, il prete mi avrebbe dato il locale epr una ciclofficina non per i corsi di Voodoo! :-D
    Voodoo, che comunque è una forma di cristianesimo, hai visto mai….

    @Luca: la mia era una battuta per dire che per chi lavora in maniera itinerante come me perdere un quarto d’ora per legare 4 catene e 6 lucchetti alla bici e un po’ una scocciatura. Per il resto il discorso fila, ci mancherebbe…
    p.s.: a proposito, si sono condotte battaglie (vinte) per le rastrelliere nei cortili delle case, si potrà fare qualcosa per le rastrelliere nei posti di lavoro o no?!

  • gionni scrive:

    A proposito di sicurezze e lucchetti a prova di furto, non so se vi è già passato sotto a gli occhi questo video che parla di lucchetti Kryptonite,considerati tra i sistemi di sicurezza piu sicuri…bah…sara vero? giudicate voi!http://tv.jubii.it/video/iLyROoaftYBx.html

  • clambfr scrive:

    interessante, ma questo è molto meglio
    http://www.youtube.com/watch?v=5TNTq3nhuh0&NR=1
    la cosa più sconvolgente è come ognuno oggi pensi ai cazzi propri, senza pensare che se oggi è una bici, domani potrebbe essere la sua macchina o la casa, o magari un parente. E che la polizia è solo il cane da guardia dello Stato che fa apposta sfaceli.

  • Lanerossi scrive:

    Per forza nessuno dice niente, la bici è sua :D

    Scherzi a parte anni fa mi capito di vedere nella via principale di Vipiteno un tipo vestito da ciclista col seghetto da ferro. Faceva quasi pena, nessuno si è sognato di dirgli niente. Anche perchè a Vipiteno, 10km dall’Austria, rubare una bici è inconcepibile: ovvio che la bici fosse sua.

  • frank scrive:

    beh, bisogna dire che in effetti avevano ragione a non intervenire: non stava mica rubando, la bicicletta era sua!! scherzo. il massimo è alla fine quello che gli da pure un suggerimento.
    è un fatto che nelle nostre città siamo sempre più indifferenti o spaventati dagli altri.

    @unto: indipendentemente dal vudù dell’anarcoclerociclista affittuario, per ora saremmo in 2 e probabilmente posso contare su altri 2 o 3. basterebbe per ipotizzare di iniziare?

  • Unto dal Pignone scrive:

    Bèh, un paio di componenti la ciurma forse li ho anch’io…bisognerebbe trovare un posto a costo zero…sto “segugiando”….

  • Lanerossi scrive:

    Capisco quello che da suggerimenti.
    Avrà ovviamente pensato (giustamente) che la bici era sua.
    Avete mai visto un ladro di bici che si attacca con il flessibile al lampione (a proposito, ma a NY ci sono le prese per strada? Fico!) con tanto di cuffie per tagliere il lucchetto?

    Ma dai, sono stati ridicoli pure gli autori!

  • frank scrive:

    però c’è da riflettere: se neanche l’uso di attrezzi per forzare un lucchetto basta, cosa distingue il padrone della bici da un ladro? si mettessero almeno la regolamentare mascherina nera da diabolik…

  • Michelangelo scrive:

    la catenona è solo un dissuasore, null’altro.
    Credo che molto conti il “culo”…
    M!!!

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