04.08.2008
Pechino 2008 calendario ciclismo su pista
Redazione in Altro | 59 commenti
Lorenzo ha scritto a Ciclistica: Ho appena cercato calendario ciclismo su pista alle olimpiadi.
Info trovata su questo sito…
Riporto perchè penso che qualcun’altro su ciclistica possa trovarlo interessante.
Colgo l’occasione per augurare a tutti buone vacanze…
Il link è questo.

59 commenti su “Pechino 2008 calendario ciclismo su pista”
con tutto l’amore per le gare in pista ma grazie, no.
le olimpiadi di pechino non me le vedo, e così spero che facciano anche moltissimi altri.
perchè, succede qualcosa a pechino?
Si però che depressione, ma c’è qualcosa che si salva in questo pianeta?!
P-S Gli scenziati hanno scoperto che a causa del maggior utilizzo delle bici in occidente, le persone espellono dai propri polmoni sempre più anidride carbonica consumando sempre più ossigeno ed ora il surriscaldamento terrestre rischia una forte accelerazione.
“Si però che depressione, ma c’è qualcosa che si salva in questo pianeta?!”
avoglia se c’è, basta uscire dai sentieri imposti dal mercato e ne trovi a centinaia, di cose positive.
giochi, gioconi e giochetti, in un sistema che già per metà si regge sull’”enterntainment”, ovvero il cazzeggio, sono poi abbastanza superflui. non hanno certo il significato di “pausa da tutto, festa senza differenze di etnie” (e gloria di fronte agli dei) che hanno avuto nell’antichità.
dài, discorso fatto mille volte, non mi fate ripetere le cose che poi divento uno scassauàllera.
rotafixa cintura nera di bevute, medaglia d’oro nel cazzeggio ad ostacoli.
Dal mio punto di vista non c’è utilità nell’ignorarle. Le fanno, abbiamo la possibilità: guardiamocele.
Piccole soddisfazioni: evitare di dare soddisfazione agli sponsor, molti dei quali appartengono già alla lista del mio embrago personale;
pregare quei medesimi dei per la pulizia etica dei partecipanti, in alternativa provocarli con le melanzane di cui in precedenza. Le due cose sono acutamente consequenziali.
Cristiano, dal mio punto di vista c’è utilità nell’ignorarle, o meglio nel rifiutarle (ignorarle DOPO averle conosciute). Le fanno, abbiamo la possibilità: non guardiamocele. E’ esattamente così che funziona il boicottaggio
Massi, non c’è ragione che ti deprimi. Ti riporto il contenuto di un vecchio file:
“Nell’ambito dell’iniziativa “Science Cafè” organizzato dall’Università di Trieste in collaborazione con la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) il prof. Rosei, ordinario di Fisica ha fatto notare che l’energia consumata per accendere una lampadina do 100w equivale a quella sviluppata da 2 ciclisti, quella di un asciugacapelli di 10 ciclisti, di una lavatrice di 40. L’energia consumata da un’auto equivale invece a quella di 1000 ciclisti, con la differenza che il rendimento (cioè il rapporto tra l’energia utilizzata utilmente e quella totale consumata) di un ciclista è vicina al 95% (il corpo umano è una macchina efficientissima) mentre quella di un’auto è si e no del 25%, cioè usando un’auto si sciupa (in calore, perdite, percentuali incombuste e attriti vari) ben il 75% dell’energia consumata. Sempre in tale ambito si è fatto notare che in termini di emissione di CO2 (gas responsabile dell’effetto serra), un’auto di media cilindrata per fare 500Km consuma tanto ossigeno (ovvero produce tanta CO2) quanta ne produce/consuma un essere umano in tutta la sua vita.”
last but not least:
))
W Rotafixa campione decresciuto!
Grazie al cielo non ho un rilevatore di auditel sulla TV, quindi potrò vedere le gara su pista senza che lo sappia nessuno!!!
Citazione:
“Andiamo a Jesolo?”
“Siamo contro!”
Esimio clambfr, mi sfugge qualche cosa della tua visione. Non riesco a capire chi, come e perchè dovrebbe interessarsi al fatto che tu segua o meno le olimpiadi in tv. A meno che, come dice giustamente lanerossi, tu non sia una cavia auditel, cche tte ne fott? Ai sistemi economici che tutto reggono importa solo il soldo. Vuoi fare un dispetto alle olimpiadi, non comprare la merce e i servizi degli sponsor. Vuoi fare un dispetto alla cina? Inizia a prendere a randellate il tuo pc, iniziando dal monitor. Tapparsi occhi/orecchie/bocca e far finta che le olimpiadi non esistano è un atteggiamento anche poco pratico.
Rifiutarle o ignorarle non cambia la situazione. Primo perchè nessuno lo saprà mai, secondo perchè se anche gli attivisti di amensty comprano lo sciampo che non brucia gli occhi e le scarpette col felino siamo destinati ad ignorare molte altre olimpiadi.
http://partenovelox.forumattivo.com/ciclisti-all-ombra-della-sirena-f3/aspettando-pechino-2008-difficoltiamogliela-t141.htm
Qui su c’è l’elenco degli sponsor, cose che comunque avremmo dovuto smettere comprare già da tempo.
Solo questo possono prendere da noi: non diamoglielo.
Poi possiamo passare la vita a tifare.
Dice il saggio: la vera urna elettorale è il carrello della spesa.
in effetti noi contiamo (relativamente) poco, sarebbe stato bello e importante se non ci fossero andati atleti federazioni e delegazioni.
ma si sa che ormai la cina contribuisce anche al pil dell’ammerica….(sgugolate che so’ stanca per cercare i link!)quindi tutto ok.
per quel poco che conto me ne disinteresso, rivelatore auditel o meno.
Personalmente sono convinto che se possiamo cambiare il mondo, dobbiamo farlo dal basso…
cristiano, questo tipo di atteggiamento (non guardo le olimpiadi per questo e quest’altro motivo) non è diretto a provocare un danno rilevabile e misurabile immediatamente, ma serve a sottrarre consenso. ovvero: non è un consenso negativo, ma l’assenza di consenso.
se moltiplicato per grandi numeri, è una politica formidabile e imbattibile.
ora, se io e altri 4 gatti non uardiamo le olpimpiadi non succede niente. ma se io insieme a svariati miliardi di gatti non le guardiamo, la volta dopo scompaiono. ora, non è che si vuole farle scomparire: ma solo dare un segnale, l’unico possibile, di mancanza di consenso.
poi lo so, ci piace vedere le belle cose sportive.
erò se ne può fare a meno -in queste condizioni- come stiamo imparando a fare a meno di tante cose che altri reputano indispensabili e che a un numero piccolo ma sempre crescente di persone sembrano superflue, e vengono quasi magicamente sostituite da altre cose che non ti aspetteresti mai, che sono gradevoli, piacevoli, parecchio soddisfacenti ed hanno la maledetta qualità di non poter essere reversibili: una volta contattate, ciò che hai lasciato ti sembra dolcemente inutile e infantile. in po’ come la vecchia pelle del serpente. le guardi con lo stesso affetto con cui guardi le vecchie foto: “ma dai, eravamo così?…”.
L’argomento è bello e difficile.
Amo lo sport. Amavo molto guardarlo.
Mi ricordo un pomeriggio di agosto passto allo stadio olimpico di Atene, nel ’97, ad assistere ai mondiali di atletica.
Ma mi ricordo anche la delusione provocata dal doping di Ben Johnson in un ragazzino sedicenne che all’epoca sudava per quattro ore al giorno sulle piste di atletica.
Abbiamo visto tutti la Coca Cola che comprava le olimpiadi di Atlanta nel ’96 (greche di diritto, greche perchè la storia così diceva).
Vediamo il doping nel ciclismo, nel calcio, ora perfino nella scherma… E poi vediamo le olimpiadi in tempo di guerra (perchè non dimetichiamoci che l’Italia è in guerra, in Afaganistan, a due passi dalle olimpiadi). E vediamo la Cina, incarnazione odierna di tutti i mali e di tutti i commerci, negare i diritti.
E’ difficile dire se un boicottaggio ha effetti (sia nei termini proposti da Dalianera, sia in quelli proposti da Rotafixa). E’ facile credere che la Cina ed il suo popolo stiano facendo passi da gigante verso la nostra economia: questo per loro è positivo, ma si accorgeranno delle conseguenze negative tra una decina di anni (e ce ne accorgeremo tutti). Lungo quella strada si concederanno diritti ai lavoratori (per fare affari con il resto del mondo) e forse anche l’indipendenza al Tibet (per lo stesso motivo).
Quando morì Deng Xiao Ping (mi pare si chiamasse così), uno dei leader politici cinesi, uno dei responsabili del massacro di Tien An Men, alcuni anni dopo quei fatti, La Repubblica pubblicò un paio di pagine in cui ne parlava come di un dittatore illuminato, che aveva fatto un gran bene al suo popolo. Era un assassino, lo si osannava perchè gli Agnelli facevano affari con lui.
Abbiamo sdoganato tutto: compriamo oggetti americani, guardiamo film americani, sentiamo musica americana e a nessuno di noi verrebbe in mente seriamente di non guardare, comprare, ascoltare qualsiasi cosa venga dall’America.
Forse guarderò le olimpiadi e forse no, forse boicotterò gli sponsor per un po’, poi mi comprerò un paio di scarpe Adidas e andrò a correre. Non so se abbiamo davvero i mezzi per intervenire su questi meccanismi, ma ci provo ogni giorno, con le mie incoerenze ed i miei errori.
Però ogni tanto vado a rivedermi un vecchi libro sulle Olimpiadi che ho a casa e lo apro sempre alla stessa pagina, leggo sempre la stessa storia. La storia di due persone che le olimpiadi le hanno vinte (primo e terzo nei 200m a Città del Messico nel ’68) e non ci hanno guadagnato niente: cacciati dal comitato olimpico statunitense (esportatore di democrazia), isolati dalla comunità sportiva internazionale. Uno è sparito, penso già morto. L’altro è riuscito a diventare un bravo allenatore, ha avuto anche atleti importanti tra i suoi allievi, ma ci ha messo trent’anni per essere riabilitato. La loro colpa fu un solo pugno alzato al cielo, con il capo chino a guardare verso i piedi scalzi.
Quello era il boicottaggio, la rivoluzione, l’esempio da seguire che nessuno ha mai seguito, il senso vero di tutto quello che è sport e che volevano essere le olimpiadi.
Oggi parliamo di un altra cosa, non di sport.
Adimant, quei due avevano “la possibilità di intervenire sui meccanismi”, e l’hanno fatto. Non tutti hanno la stessa possibilità, ma sicuramente ognuno può decidere se farlo o meno, e di mettersi in gioco.
. Se poi, come dice Rota, diventiamo 1, 4, 20…
Le olimpiadi della felicità collettiva, a quelle dovremmo partecipare…
Dalianera, non vedendole mi sento più a posto, nella coscienza di non essere perfetto e di sapere che comunque è già qualcosa, e di continuare così
“Il consenso è divenuto un valore desueto, e sospetto;
lo stesso non si può dire per la giustizia.
Occorre dunque pervenire ad una idea e ad una pratica
di giustizia che non siano legate a quelle del consenso.”
(J.F.Lyotard)
Esatto, Clambfr, la possibilità di intervenire, oggi, ce l’hanno TUTTI gli atleti partecipanti alle olimpiadi. Partecipando e parlando, agendo, protestando.
Nessuno lo farà: nelle molteplici interviste sentite ai vari ‘campioni’ la risposta alla domanda in questione è sempre stata del tipo: “io sono un atleta, faccio l’atleta, non mi interessa la politica…”.
Come se ammazzare gente fosse politica e non omicidio…
Smith e Carlos (quei due) hanno fatto il minimo indispensabile per una coscienza che possa definirsi civile, ed hanno pagato.
Non mi aspetto niente da questi quattro ragazzini viziati che andranno a Pechino a fare soldi (tra i nostri c’è un certo Howe che di Tommy Jet Smith è stato allievo, insieme a sua madre – ma penso abbia imparato solo a correre, non il resto). Però se ce ne fosse almeno uno dotato di cervello sarebbe già un buon segnale.
Tommie Smith e John Carlos hanno potuto. Così come possiamo tutti.
Avrebbero potuto, rifiutando di parteciparvi, sottrarre consenso alle olimpiadi.
Invece sono andati li, hanno vinto e hanno fatto vedere al mondo il loro DISSENSO.
Far finta che le cose non esistono per mettere in pace la coscienza equivale a fare quel gioco in cui i bambini si coprono gli occhi e si convincono di essere invisibili.
Io non ignoro, seguirò le olimpiadi e alzerò il mio pugno.
Meglio mettere la mano lontano dal portafogli, piuttosto che fomentare il circuito economico che del mio consenso non sa che farsene.
Anzi, il mio consenso lo monetizzano: questi comprano la nostra roba? allora vuol dire che sono felici e che gli andiamo bene così.
None, a me per niente.
Il meccanismo del consenso è la teoria, embrago economico dal basso la pratica. Ed è, dalla nostra posizione, l’unica leva su cui agire. Poi ognuno è libero, anche di profetizzare speculazioni teosofiche. (…che detta così pare quasi una parolaccia ^__^)
“Homo sum, nihil humani a me alienum puto. (Terenzio)”
senza minimamente pensare di accostare il pensiero e il sentire di dalianera a quanto segue, vorrei segnalare il seguente intervento di gianfranco fini, molto ragionevole e pacato ma che, ahimé, proveniendo da cotanto pulpito mi suscita irrefrenabile ribrezzo e sospetto.
ciò per ricordare che la (apparente) ragionevolezza spesso è disimpegno o connivenza, e che invece l’irragionevolezza (tacciata come tale) e la sperimentazione spesso hanno portato risultati sbalorditivi e positivi.
Roma, 5 ago. “Certamente appoggio, al pari di tutto il mondo civile, la richiesta alla Cina di una politica che sia garante dei diritti umani in modo molto, molto maggiore rispetto a quello che è accaduto fino ad oggi. Considero le Olimpiadi comunque una festa di fratellanza tra i popoli e l’esperienza dimostra che ogni qualvolta si è dato corso al boicotaggio dei Giochi olimpici non si è raggiunto l’obiettivo che ci si prefiggeva”. Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini, al termine di un incontro con gli atleti che hanno vinto medaglie in occasione degli ultimi Eurogames, dopo gli inviti formulati agli atleti azzurri a dimostrare in modo tangibile il loro dissenso rispetto alle restrizioni alla libertà che si registrano in Cina.”Non credo che i nostri atleti -ha aggiunto Fini- abbiano necessità di inviti particolari, perchè sanno perfettamente qual è il dovere morale cui adempiono nel momento in cui gareggiano e credo che non mancherà loro la possibilità, nelle modalità che riterranno più opportune, per esprimere piena adesione alla necessità di un rispetto autentico dei diritti delle persone”.
Eh, bèh, a sto punto, dopo l’intervento di Fini, non ce la faccio più a tacere.
Ipocrisia, ipocrisia, ipocrisia!!!…
Se non seguite le Olimpiadi di Pechino, allora dovete giurarmi di non aver mai seguito nessuna Olimpiade della storia. Perchè mi dovete dire quale città possa avere la presunzione di considerarsi migliore di Pechino. L’Atlanta del Ku Klux Klan che ha avuto le Olimpiadi per i motivi già citati?! La Roma che dopo la caduta del suo impero ha saputo produrre solo Andreotti e la Banda della Magliana?! La Berlino in cui si traccheggiò finchè atleti israeliani vennero uccisi (a palestinesi uccisi, apriti o cielo…)?!…
Tutte le città delle Olimpiadi hanno qualcosa di cui vergognarsi, perchè è per quello che cercano l’Olimpiade, per ripulirsi l’immagine (vedi Milano…). Nessuno meglio di me lo sa, costretto a festeggiare di malavoglia il Mondiale di calcio del 78. Ma gli atleti che c’entrano?!
Fini è un ipocrita, perchè lavarsi la coscienza e nascondersi dietro ragazzi magari di 20 anni per non aver le palle di un gesto politico “VERO” è una vergogna. O il governo decideva di non partecipare alle Olimpiadi (inutile illudersi, vista la schiera di industriali al seguito della visita cinese di Romano Prodi) come successo a Mosca 80 o Los Angeles 84, oppure la nazionale poteva scegliere di partecipare senza bandiera e con l’inno del CIO al posto di quello nazionale.
Ma fare affari coi criminali e poi delegare ad una bambina come Vanessa Ferrari o ad atleti che si pagano da soli la palestra reponsabilità che sono solo di chi prende un lauto stipendio per assumersele è di un ipocrisia vergognosa.
Detto questo uno può anche non seguirle, anche se personalmente ritengo più funzionale l’embargo agli sponsor. Ma fare gli snob mi pare inutile, visto che ci sono atleti che hanno lavorato 4 anni per questo appuntamento (che magari non ricapiterà più: non sono mica tutti Carl Lewis…). E rovinargli questo momento della carriera, pensando che debbano essere loro ad assumersi responsabilità che non li devono minimamente toccare è stupido.
Poi, io comincio ad essere contro ogni manifestazione sportiva organizzata, visto che lo sport sta sempre più sciamando (per il calcio è sempre più quello delle partitelle del giovedì sera o quello dei ragazzini sui marciapiedi della città vecchia…) a favore del marketing, ma questo è un altro discorso.
Sputare su Vanessa Ferrari perchè Belrusconi, Fini, Veltroni, Prodi o chi per essi non ha le palle di fare il politico è una canagliata.
Io sarò in Croazia, non so se riuscirò a seguire l’evento, ma se ci riuscirò lo farò, e tiferò per gli italiani in gara, specialmente quelli che passata l’Olimpiade spariranno dalle cronache e dalla scena per restituirla ai dopati senza congiuntivi…
p.s.: a proposito di ipocrisia, faccio sempre fatica leggere di che colore è la dittatura cinese. Diciamo che ai Mondiali di calcio del 78 o nella finale di Coppa Davis del 76 il lavoro per i pennivendoli con montatura in bachelite nera e giacca di velluto marrone fu un po’ più facile. Eh, che si deve fa’ pe’ campa’…..
Standing ovation per Unto dal pignone… sei il mio mito!!!!
Alessia Moonlit (la pasionaria)
si unto, in effetti il tuo intervento mi fà venire la pelle d’oca.
le olimpiadi per uno sportivo sono tutto.
io vivo con un ex sportivo che alle olimpiadi ambiva, e a sedici anni dormiva nella sua deriva sul carrello (un FD, un barchino olimpico che ci devi entrare carponi) con una lampadina accesa per asciugarla dall’umidità presa di giorno in acqua e allegerirla di qualche grammo, e provare a fare un tempo migliore il giorno dopo, roba da matti a pensarci.
o pensare come alleggerirla di 100 grammi facendo dei fori nella deriva per rubare un millesimo di nodo, faceva parte del gioco e del tenere la mente allenata rubacchiare senza farsi beccare dai comitati, anche se non ti cambiava praticamente niente, per il resto l’unico doping una grappa triestina, per scaldarsi e fare baldoria, nemici in mare amici a terra!
gli sportivi, quelli veri e puliti, hanno qualcosa che gli brilla negli occhi. non scorderò mai gli occhi di straulino, una meravigliosa madaglia d’oro!!!
peccato che i soldi e il risico mondiale riescano sempre a sporcare e offuscare tutto…anche a spegnare gli occhi di chi sogna.
sul resto a questo punto non so che dire, la mia tele è spenta da un po’, e non solo per le olimpiadi, anche per il tour, il giro e i tg….
@Vale, la tua ultima frase mi rincuora perchè vi intravedo una coerenza che temevo perduta del tutto e che mi fa sentire meno solo…
@Moonlit: à toi aussi
tutto giusto ma
attenzione!
dimostrare ostilità, anche se in una forma non rilevabile immediatamente (come ad esempio l’assenza, e non nella forma della festa morettiana ma in quella più semplice, il non esserci senza aspettarsi che sia notato)
non è snobismo.
si tratta di una forma faticosa ancorché semplice (come le fixe: pensarlefarleandarci) di azione.
spero sempre che non si cada nella lusinga/trappola semantica dello snobismo, ma so che verrò costatemente smentito dalla maledettissima pacata ragionevolezza, che quel porco la stermini.
si fotta il mercato, anche dello sport.
e anche lo sport del mercato
per me queste Olimpiadi sono come la carne: mi fanno schifo come uccidere un vitello. Di conseguenza non mangio nè l’una né le altre, lo snobismo non c’entra niente. E’ semplicemente ciò che mi sento di fare.
In buona parte d’accrodo, in linea di principio, con Unto.
Con due precisazionoi: la prima è riguardo alla coscienza sporca dell città organizzatrici. La ‘truffa’ di Atlanta l’ho citata io, così come la poca democrazia degli USA. Unto cita un mondiale d’Argentina sporcato dal regime che allora torturava uomini e donne, faceva sparire gente… E’ quello il pargone più vicino, forse. Dunque sporcizia diffusa, è vero, ma con qualche distinguo: Roma, francamente, all’epoca delle Olimpiadi, con l’Italia venuta furoi da una guerra ed ancora in fase di costruzione, ha abbastanza poco da farsi perdonare rispetto ad una Pechino il cui governo nega diritti fondamentali ed occupa stati sovrani.
Sull’ipocrisia dei politici sono d’accordissimo, ma, Unto, qui vorrei fare una seconda precisazione: tu affermi “rovinare agli atleti questo momento della carriera, pensando che debbano essere loro ad assumersi responsabilità che non li devono minimamente toccare è stupido”; io ritengo che le responsabilità se le debba assumere chiunque in prima persona e tocchino ciascuno di noi. E, bada, la mia citazione di Smith e Carlos era esattamente in questa direzione: nessuno dice alla Vezzali o a Rossi o a Rosolino di non partecipare, nè di non sfilare. Ma se qualcuno di loro vincesse mi piacerebbe sentire qualche parola di critica nei confronti del paese ospitante (se le dicesse da perdente sarebbero inutili, non avrebbero risonanza); se tutti i ‘campioni’, di ogni sport olimpico, avessero il coraggio, sul podio, di manifestare a favore del Tibet con un segnale qualsiasi non farebbero altro che dimostrare di avere più cuore e cervello (ed onestà) di tutti i loro dirigenti sportivi o politici. E darebbero enorme peso ad ogni azione di boicottaggio dal basso o dall’alto.
Per il resto anch’io comincio ad essere contro ogni manifestazione sportiva organizzata (da un po’ comincio a ripensare anche la mia posizione rispetto a molte manifestazioni amatoriali) e, senza voler generalizzare troppo, ho la sensazione che di “sportivi, quelli veri e puliti” che cita Valentina, alle Olimpiadi non ce ne siano tanti (almeno non molti tra quelli che vinceranno). Se anche nella scherma (sport di concetrazione, di tecnica, prima ancora che fisico) si ricorre al doping, non vedo dove possa essere la pulizia dello sport (se non in quello che facciamo noi poveri non-atleti quelle due o tre volte a settimana…).
Mah! A me lo sport piace molto ma francamente anch’io sono stufo del mondo sportivo professionistico. Forse bisognerebbe boicottare qualsiasi evento ufficiale, del coni per intenderci. Ricordo che da adolescente partecipavo ai campionati uisp( unione ita.sport popolare, oggi trsformato in “sport per tutti” perchè “popolare” faceva troppo comunista). Non mi piaceva, preferivo pensare al campionato ufficiale del coni, perchè era quello più competitivo, quello vero. Ora forse viste le degenerazioni dello sport professionistico, bisognerebbe vivere lo sport in maniera più diretta, semplice e magari praticarlo in prima persona. Per esempio i campionati mondiali di calcio antirazzista che si fanno in Umbria ogni anno e tante altre iniziative. Boicottare sistematicamente il coni e seguire altri campionati paralleli(non in televisione naturalmente) come quelli della uisp.Per esempio non è vero che il calcio bello è solo quello di serie A. Andare a tifare una squadra locale può essere molto più divertente, anche se in campo non c’è Ronaldo.
@Adimant, ho riempito la mia vita di gesti di protesta e l’ho sempre pagata cara. Forse ce l’ho nel sangue (ti ho già detto di come mio nonno abbia dovuto rinunciare alle Pampas argentine per non finire al largo di Mar de la Plata…), in ogni caso gli sportivi ci sembrano grandi quando li vediamo sui poster ma sono piccoli uomini come noi: Smith e Carlos hanno avuto la vita quotidiana rovinata da quel gesto, che gli è stato fatto pagare caro. Anche perchè a quei tempi vincere una medaglia non significava ritirarsi con una pensione multimilionaria. Allo stesso modo il CIO ha comunicato punizioni e squalifiche per gli atleti che esibiranno gesti dimostrativi di sapore sociale e politico alle Olimpiadi (coda di paglia e coscienza sporca…).
Quindi insisto: una maglietta di protesta indossata da Vanessa Ferrari o da Rosolino servirà solo a rovinar loro 4 anni di preparazione mentre non sposterà nulla sul piano della situazione social-politica cinese. Questo errore è già stato commesso nel 78, quando qualche cretino con la tessera giusta pretendeva che fossero Kempes e Ardiles (ancora un po’ accusati di essere loro i torturatori…) a ribaltare la dittatura di Videla.
I gesti clamorosi, quelli importanti che sarebbero serviti a qualcosa dovevano venire dal potere politico, quello vero: “noi veniamo ma invece della maglia azzurra scegliamo la maglia nera in segno di lutto, ammainiamo la nostra bandiera a favore di quella del CIO perchè veniamo solo come atleti che gareggiano e non come rappresentanti politici, perchè veniamo per l’Olimpiade ma non vogliamo avere rapporti con un governo criminale, e per lo stesso motivo scelgiamo l’inno del CIO al posto del nostro nazionale!”
Questo doveva essere l’atteggiamento del governo italiano, pretendere che lo faccia una ragazzina di 16 anni è assurdo.
Quindi, se si vuol boicottare l’Olimpiade perchè ci siam rotti il cazzo dell’Olimpiade, il Mondiale di calcio, il torneo offerto da Sony e Coca-Cola, la F1 del Billionaire, la MotoGP delle baldracche con l’ombrellino, la moviola, la Nike, i costumi da nuoto autotraspirantiinteflonriscaldatoquintamarciacuraituoibambiniquandononcisei ok! Farlo per dare un segnale (lento, ma prima o poi bisogna cominciare) che tutta quella roba non ci interessa e non ci emoziona ok! Farlo perchè l’Olimpiade si svolge a Pechino mi pare ridicolo.
Tutto qua.
p.s.: e poi anche sul Tibet bisognerebbe dire tutto: in occidente è stata venduta come l’opposizione tra una dittatura militare e pacifici monaci buddisti ma non è così: in Tibet i monaci (che sono tutt’altro che pacifici, in oriente monaco non significa frate…) e parte della popolazione vogliono restaturare una società di tipo feudale che in Europa non si vede dal Medioevo. Quindi Tibet libero sì, ma non esageriamo con quel “buoni contro cattivi” da film americano perchè le cose non sono così nette come ce le vendono: qualcuno ha letto il pezzo di Sergio Romano sul Corsera?!…
Massi, cerchiamo di non essere illusi e di non prenderci in giro. E’ vero che è divertente seguire anche lo sport di provincia (io ho giocato a calcio da professionista eppure ogni tanto mi fermo a vedere i ragazzini dell’oratorio sotto casa…), ma è evidente che vedere Maradona e Michael Jordan è tutta un’altra cosa.
Piuttosto diciamo che invece di seguire lo sport in TV, lo sport andrebbe praticato (chi ha visto l’animazione in flash di Bozzetto sugli italiani a confronto con gli europei?!): l’alternativa ai mondiali di calcio non sono i tornei parrocchiali, è prendere un pallone e calciarlo. Esattamente come l’alternativa a Riccò e Rasmussen non sono le granfondo amatoriali (dove son tutti dopati anche lì…) ma prendere una bicicletta e pedalare…
@Unto: innanzitutto grazie per le info sul Tibet (effettivamente spesso ci lasciamo trascinare dalle emozioni senza analizzare le posizioni reali, fermo restando che conosciamo bene la propensione dei politici cinesi alla repressione); e grazie a tutti per aver riportato su queste pagine lo spirito di discussione (anche politica) di OMB – velato messaggio ad Alberto: OMB ci manca, ne abbiamo bisogno!
Sulla questione della responsabilità: mi dispiace ma continuo a non essere d’accordo con te.
Fermo restando il paraculismo totale dei vari Fini e Gasparri (ma sarebbe stato lo stesso se ci fossero sati Prodi e D’Alema…), è assolutamente ovvio che la politica non interviene più con i mezzi di cui parli tu (l’ultimo caso è stato il doppio boicottaggio Mosca80/Los Angeles84 – ma lì la questione era soprattutto politica in senso stretto e ben poco legata ai diritti umani), ammesso che lo abbia mai fatto.
Non ci si può aspettare da federazioni guidate da politicanti e uomini d’affari o da politici che vanno in delegazione a Pechino portandosi 4 funzionari e 200 industriali che si intervenga: queste persone sono parte del sistema che in cambio di affari concede alla Cina (e agli USA, ed a tanti altri) di fregarsene degli uomini, dell’ambiente e di tutto il quello che non produce denaro.
Ma le persone, in ogni momento, restano individui ed hanno la possibilità di scegliere.
Tu scegli quando vai in bicicletta piuttosto che in macchina, io scelgo quando non compro acqua minerale ma uso solo quella del rubinetto, ognuno di noi fa scelte che ritiene siano corrette rispetto all’ambiente, alle persone, alla società che ci circonda.
Di queste scelte discutiamo qui spesso ed ognuno di noi spinge gli altri ad analizzare criticamente il proprio comportamento, i propri atteggiamenti, portando spesso a condividere tra gruppi di persone eterogenee scelte che possono essere difficili e scomode ma che, nel lungo termine, possono diventare comportamento ed esempio positivo per tutti.
Ora, mi sembra ovvio aspettarmi questo da persone in vista che, voglio supporre, si interessano anche ad altro rispetto allo sport. Nel mio lavoro tento di far passare messaggi e ‘pubblicizzare’ comportamenti analoghi a quelli di cui si dicute qui; perchè non dovrei aspettarmi che un atleta, nel suo lavoro, possa agire nello stesso modo. Ancora, quanto detto su Smith e Carlos continua ad essere punto di riferimento: hanno pagato ma hanno mostrato al mondo cosa succedeva all’epoca negli stati uniti. Pochi anni dopo, anche grazie a quel gesto (oltre che ai gesti di Martin Luther King, di MalcomX e di molti altri) gli Stati Uniti abolirono tutte le residue forme di leggi razziali. Il prezzo dei singoli è stato alto (per Smith e Carlos la carriera, per altri la vita) ma il fatto che noi li consideriamo esempi restituisce alla collettività più di quanto è stato tolto ai singoli.
E’ ovvio poi che certi atteggiamenti non me li aspetto da una sedicenne, ma ci sono persone ben più adulte (non a caso ho citato Vezzali, Rossi, Rosolino) che potrebbero guidare gli altri ad una analisi critica di quello che c’è attorno.
Ripeto che sono sicuro che nessuno farà gesti eclatanti (ma c’è già il caso della tedesca Imke Duplitzer a smentirmi), ma mi piacerebbe vedere esseri pensanti sulle piste, nelle piscine e sui campi di gioco, e non solo corpi in movimento.
Aspettiamo.
Evvabbè allora annamo tutti allo stadio a vede maradona! E’ proprio questo il punto. Smettere di mitizzare certe prestazioni, perchè è vero che maradona è un dio in terra ma francamente i media enfatizzano qualsiasi sportivo che fà fare soldi e a volte il tifoso perde il senso della realtà, e poi oggi tutti qusti miti durano ben poco, quasi sempre pizzicati per doping. E allora? Fare sport in prima persona si, già l’ho detto, ma anche il tifo è una parte essenziale dello sport. E poi i campionati uisp non sono esattamente parrocchiali, sono come quelli del coni, semplicemente rifiutano la prestazione massima come unico obiettivo, dove quindi viene meno il senso del doparsi.
@Massi, in generale siamo d’accordo (più che dirti che mi fermo a guardare i ragazzini al’oratorio non so che dirti…), era solo una precisazione per dire che è normale che il fenomeno attragga di più. E’ per questo che gli sponsor ci marciano. Poi, uno se vuole può vedere i ragazzi che giocano sui playgrounds statunitensi: gente con la testa bacata, ma che fa cose che i cestisti dell’A1 itlaiana si sognano. Ma in ogni caso non è un crimine seguire e guardare in TV uno sportivo professionista, basta prender le giuste distanze da certe derive: io guardo come Pirlo accarezza il pallone, come Messi salta gli avversari come birilli, come Castrogiovanni pacca gli avversari, etc… Dello sponsor sulla maglietta non me ne frega niente e allo stadio non ci vado nemmeno più. E infatti odio Ronaldo, che la Nike è riuscita a convincere il mondo che sia il giocatore più forte di tutti i tempi ed invece non vale Van Basten o Rumenigge…
@Adimant: non sono certo così illuso da pensare che Berlusconi o Veltroni si possano mettere a manifestare a favore dei diritti civili (il capo-comitiva degli industriali in gita, Romano Prodi, se non sbaglio era lì a Pechino grazie all’elettorato di sinistra…) ma spero di poterti esser utile con un’altra informazione. In un intervista di qualche anno fa uno dei due (non ricordo se Smith o Carlos) ha candidamente ammesso che se tornasse indietro non rifarebbe più quel gesto. E non per motivi di carriera sportiva: tutti froci col culo degli altri…
@Unto: non vorrei insistere, ma ricordo dichiarazioni di Smith di tenore del tutto opposto a quanto dici. Lo stesso Smith ha scritto una autobiografia in cui spiega il gesto (se ce ne fosse bisogno) e da quello che ho trovato in giro non lo rinnega affatto.
Penso che comunque, anche se avesse detto di non essere disposto a rifarlo, resti l’enorme valore di un gesto.
Anzi, resti l’enorme valore di due gesti: una vittoria spettacolare, uno dei momenti in assoluto più belli nella storia dell’atletica leggera, ed un pugno alzato a futura memoria di quello che era all’epoca la vita dei neri in America (e che in buona parte è ancora oggi).
Qualsiasi cosa possiamo dire noi, boicottaggio o non boicottaggio, politica o non politica, atleti o non atleti, passa in secondo piano davanti a quanto alcuni uomini fanno ogni giorno o semplicemente in alcuni momenti chiave della loro (e nostra vita).
In quest’ottica, se Maradona per me (da buon napoletano) resta un mito calcistico, se Edwin Moses resta (sempre per me) l’indiscusso mito nell’atletica leggera, personaggi come Tommie Smith, Martin Luther King, Gandhi e tanti altri (e con le dovute proporzioni) vanno oltre l’essere semplicemente ‘mito’. Diventano esempio, spinta a mettersi in gioco, a rinunciare a qualcosa di personale per tentare di ottenere qualcosa di universale.
Continuo a ripetere il mio concetto: se qualcuno a Pechino (o in qualsiasi altra situazione analoga) facesse questo renderebbe la manifestazione degna di essere seguita e le darebbe un importanza ben al di sopra di quella prettamente propagandistica e commericale.
Ne riparliamo tra qualche settimana.
A proposito: da sportivo finirò per seguire alcune cose di questa olimpiade, ma non faccio il tifo per gli italiani. A questo punto delle cose, se questa è l’Italia e questo è lo sport, prferisco concentrarmi sul selezionare e guardare alcuni eventi indipendentemente dai partecipanti. Il tifo, ormai, mi dà semplicemente fastidio come concetto. Forse sono snob…
…in effetti, ora che ci penso, non penso proprio di essere una tifosa, non ho mai “tifato” degli sportivi in quanto italiani, magari degli italiani bravi
se penso alle ultime america’s cup non ho mai tifato prada. non mi piaceva il loro modo di andare in barca e il loro essere così bamboccioni (escluso chiaramente il tattico torben grael, grande starista). mi appassionavano i neo zelandesi, grandi velisti e gran cuore, che se la rischiavano ogni giorno, mai di conserva!
ora con alinghi non seguo neanche più la coppa america, hanno giocato talmente sporco con i regolamenti che sai già come va a finire!! non c’è più gara…
che mi rimangano solo le gare di bocce del dopolavoro ferroviario?
francamente delle olimpiadi, dello sport professionistico, delle competizioni tra sedicenti “nazioni”, non me ne e’ mai potuto importare di meno…
e infatti non ho mai seguito questi eventi. nemmeno di striscio.
…ma, diamine, queste sono in Cina!
non me le perdo cascasse il mondo!!!
ps: Unto: e’ in occidente che frate non significa monaco, non a caso i conventi non sono monasteri e viceversa.
ppss: trovo la contrapposizione cina-tibet completamente incomprensibile. trovo la strumentalizzazione occidentale completamente e schifosamente comprensibile. fin da quando la cia mandava le armi negli anni ’50 e fin dall’invasione inglese di Younghusband del 1904. o dal trattato con cui la gran bretagna decise (con la russia) che il tibet non fosse indipendente ma soggetto all’impero Qing.
trovo che il popolo dei Garifuna viene privato delle terre e del cibo per fare l’italianissima “isola dei famosi” e che nessuno ha niente da dire sui diritti umani che l’italia calpesta. metre le squadre della morte uccidono i milianti che lottano per la vita di un popolo.
ppsss: in cina ci sono circa 200/300 milioni di buddhisti praticanti. le sole “religioni” non ammesse sono, giustamente, il fanlungong e il cattolicesimo romano (quello patriottico e’ ammesso, purtroppo)
ok, come post ricorda OMB…..
ah vabbe’, se se le vede toni_i allora me le vedo pur’io.
su che canale le dànno?
(caz, non ho la tv, me la devo comprare… che marca mi suggerite? anche di uno sponsor)
rota, prova la SONYKE
tonii mi ha quasi convinto. mi metterò anch’io davanti alla tivù, aspettando di vedere qualche pugno alzato.
rota, niente tv, prendi una boccia di vetro, metti i pesci in una boccia più grande, rovesciala, e guardaci attraverso!
clamfr, ormai, per fortuna, per vedere un pugno alzato, se mai ci sarà, non abbiamo bisogno della tv.
speriamo di vederlo!
bella questa ventata di OMB, manca anche a me, ma non voglio essere nostalgica.
comunque bello.
da una boccia per pesci le immagini non saranno mai deformate quanto quelle delle tele…
Biraghi? Alberto? Dove sei? LAscia un po’ le Fender e partecipa anche tu, dai che ci si diverte!!
Tonii, perchè quelle in Cina non te le dovresti perdere? Poi, con tutto quello smog c’è il rischio di non vedere niente…
non me le posso perdere per motivi personali. perche’ c’ero quando costruivano il primo villaggio “olimpico” per i giochi asiatici del 90, perche’ c’ero la notte del 93 in cui non assegnarono le olimpiadi a pechino. pechinesi insonni e stravolti. perche’ so che sono capaci di tutto.
perche’ pechino e’ pechino.
perche’ mi ricordo le ruspe abbattere il teatro dell’opera nel vicolo del pesce rosso (jinyu hutong).
perche’ mi ricordo di quando hanno fucilato il vicesindaco per tangenti.
perche’ ricordo i cavoli sui marciapiedi, messi sotto la neve per essere conservati fino alla primavera, bolliti nelle lunghe notti d’inverno.
perche’ non ho sentimenti di odio, paura o diffidenza nei confronti della cina. ma di compassione, ammirazione, stupore.
@Tonii: grazie.
@Adimant: che vuoi che ti dica, si vede che quello che era Carlos!… a parte gli scherzi, sui gesti dei grandi uomini siamo d’accordo, dico solo che spesso si fa presto a giocare con le chiappe degli altri, tutto qua. Poi, per quanto mi riguarda, ci fossi io (che detengo il record di visite dal preside…) dopo la gara, a favore di telecamera, mostrerei la maglietta della salute con disegnato sopra un monaco buddista che si inchiappetta un gerarca cinese con divisa militare, gradi e falce&martello! Ma non posso pretendere che tutti imitino la mia mente malata…
@Tonii: quello che volevi dire tu non lo so, quello che volevo dire io è che i monaci tibetani non sono sti sanfranceschi per cui cercano di passare…
@Valentina: il tifo è una cosa personale e naturale: o viene o non viene. Non lo pretendo nè lo demonizzo, perchè considero qualunquista qualsiasi dei due atteggiamenti…
e bravo bush! l’avrà pensata a guantanamo?
Cazzo Vale, pur con tutto l’odio che ho per i talebani, mi è venuta in mente la stessa domanda!…
)…
A proposito Vale, esco dal tema per una segnalazione: sul D di Repubblica del 21 giugno c’è un reportage su un itinerario bellissimo sulle ande meridionali argentine da fare a dorso di Mulo. Se riesci a recuperare il Magazine dagli una sfogliata, io ho pensato ad una replica in bicicletta (se Adimant mi segue
Signori, non ce la faccio proprio a seguire i vostri ragionamenti!ma quanto scrivete!!!
ognuno avrà le sue buone argomentazioni, non voglio impantanarmi in discussioni e bisticci che fanno solo cattivo sangue ovviamente anche le olimpiadi come tutto del resto sono infettate da mille sconcerie…….personalmente le ritengo un’occasione unica per seguire in tv diversi sport minori et affascinanti……
MAGNIFICA LA FOTO IN BIANCO E NERO DEL PODIO CON LE PANTERE NERE A CITTA DEL MESSICO 1968
se fosse un mondo diverso quella foto comparirebbe nei manifesti ufficiali di ogni olimpiade altro che mascotte di peluche!!!
@Unto: basta con queste proposte indecenti… le Ande in bicletta, che idea malsana… Quando si parte? Scherzi a parte, se dico una cosa del genere alla mia futura prossima, mi molla sull’altare, però sarebbe bellissimo!
Bella l’idea della maglietta della salute, ma alla fine stiamo dicendo la stessa cosa: neanch’io pretendo che si protesti a tutti i costi, ma me lo auguro. Anche a me piace il gesto atletico, mi piace lo sport ad un certo livello, ma, come penso a te, mi piace anche sentire da un atleta che oltre allo sport c’è altro (il caso della tedesca che ho citato, atleta di punta della squdra di scherma tedesca, p un bell’esempio).
@Pacopuci: nessuno qui bisticcia, la discussione è decisamente produttiva (per me almeno, che ho saputo cose di Tibet e Cina che non conoscevo)… e Smith e Carlos non erano Pantere Nere. Il Black Panther Party era un movimento rivoluzionario vicino a istanze Marxiste-Leniniste e che rifiutava le posizioni non violente proposte da King. A volte si lega erroneamente questo movimento a MalcomX, ma neanche questa associazione è reale (il Balck Panther Party fu fondato dopo la morte di MalcomX). Smith e Carlos, piuttosto, aderirono ad un movimento chiamato Olympic Project for Human Rights, di cui facevano parte atleti di varie nazioni (non solo di colore, tra l’altro).
@adimant
la discussione è sicuramente produttiva ed interessante (impegnativo seguire tutti i commenti per esuberanza di parole scritte)
grazie per la precisazione, credevo erroneamente fossero PANTERE NERE ….e invece pure loro divisi in svariate correnti/movimenti……
p.s. a proposito di pantere : questo non è il sito giusto e quindi non interessa a nessuno ma lo scrivo comunque ……..3 giorni fa ho acquistato una splendida pantera (nuova giulia super 1300) mezzo inquinantissimo di quando in italia circolavano più bici che auto….
scusate ma alla guida della giulia ci si sente un pò olimpionici
@Lorenzo; guarda che ginepraio che sei andato a stuzzicare…
Per quanto riguarda la questione dei diritti umani in Cina, da sempre auspico le cose possano cambiare per quel popolo, costretto prima da una miope politica e poi da una classe dirigente divenuta oligarca economica a sopportare condizioni di vita non degne di un essere umano.
Quello che mi spaventa è la consapevolezza che se riteniamo la cosa lontana da noi perchè “in Cina”, non ci accorgiamo di essere parte del malsistema. L’idea della decrescita la reputo giusta e la pratico, contrasto l’economia globalizzata quando questo vuoil dire sfruttamento degli altri a vantaggio di pochi, quello che mi rattrista è che “la bestia umana” non abbia ancora capito di essere “altro” in prima persona, di far parte di un sistema chiuso dove è impesabile credere di star bene quando nostri simili vivono in condizioni di subumanità.
p.s. dallo sportivo posso aspettarmi il gesto provocatorio, dal politico lo pretendo, al contrario se ne guardano bene da inimicarsi la Cina o l’India.
e qui la chiudo augurandomi che tutti gli atleti possano gododere al meglio il fatto di esserci.
@Rota; essere cintura nera di bevute (medaglia d’oro nel cazzeggio ad ostacoli), non da il diritto di partecipare alla manifestazione, devi prima fare il minimo e qualificarti. Le selezioni iniziano il mese prossimo, allenati.
M!!!
@pacopuci; che fai provochi?
M!!!
@Adimant: Pantere Nere marxiste-leniniste è un po’ una forzatura….anche quelle vi siete accaparrate!…
@Michelangelo: “dallo sportivo posso aspettarmi il gesto, dal politico lo pretendo”@ Ecco, ci siamo capiti!
p.s.: qualcuno sa a che ora parte la gara di Bettini?!…
“…scusate ma alla guida della giulia ci si sente un pò olimpionici”
pacopuci, parli delle olimpiadi del tamarro?!
hai buone possibilità di ambire al podio. ciaoooo….
@Unto: veramente Marxista-leninista non ci sono mai stato (un po’ troppo moderati per me…)
In realtà ho traovato citato questo accostamento tra il BPP ed i marxisti-leninisti in più fonti, non sono abbastanza esperto da confutare…
@Michelangelo: il gesto lo pretendo dall’uomo, da quello stesso uomo che, come dici tu, non può pretendere di ignorare la sofferenza dell’altro…
@Adimant; posso essere d’accordo ma non necessariamente il gesto deve essere eclatante altrimenti, ogni giorno saremmo costretti ad immolarci per diversi motivi, diverso il pretenderlo dalla polititca e fino adesso non mi sembra che ci siano state delle nette prese di posizione in merito al rispetto dell’uomo da parte delle diplomazie occidentali.
M!!!
@Adimant: ho capito, la solita stumentalizzazione di comodo.
Tornando alle cose serie, convinci la tua bella, non sa cosa si perde. Io per la prossima estate sto approntando il tandem…
lo ammetto, la carne è debole e non ho resistito.
ho spolverato la tv attaccato la spina e l’ho accesa. (le contraddizioni sono il mio forte)
è stato istruttivo.
forse ha ragione tonii, e queste olimpiadi sono assolutamente da vedere.
c’è molto da riflettere…
x unto e adimant
siete sicuri che riuscite a fare quel giretto in bici?
non è che vi serve la mia jepp…intento giulio lo sceccu, non mi fraintendete!
Giulio è nel mio cuore Vale, ma non lo sottoporrei mai ad una tortura come quella dell’attraversata dell’oceano.
Ho seguito anch’io parte della cerimonia (senza spolverare la TV, che le recite le serbo per altro…), anche se mi son rotto i coglioni dopo un quarto d’ora.
Deformazione professionale, mi son ritrovato a far le pulci alla cerimonia: pessima regia TV, cerimonia da circo cinese (sì, ho capito….però potevano pensare a qualcosa di più originale…), scelta musicale da seduta psichiatrica urgente (un tipo di musica per ogni continente!!!…).
Per quanto riguarda le delegazioni, pregi e difetti. Difetti: l’assenza di donne nelle fila saudite (ho già litigato abbastanza con Massi su un certo multiculturalismo fasullo. Multi-che?!…), l’ipocrisia dell’Iran che ha messo una donna portabandiera ma impacchettata come un’eschimese, il crack fumato dallo stilista che ha disegnato i talleur delle ungheresi, la divisa degli italiani con quegli orrendi pantaloni multitasche sotto la giacca chiara che faceva sembrare gli atleti una via di mezzo tra un discotecaro della riviera adriatica e Lapo Elkann, la telecronaca al solito stucchevole e retorica della RAI, gli applausi del finto pubblico (mi ha ricordato i soldati rumeni spediti a forza a Bucarest in occasione della partita di calcio tra Romania e Italia: bisognava mostrare le tribune piene…) agli alleati crim…, pardòn, politici: applausi a Myanmar, Pakistan e Timor Est. Solidarietà tra difensori dei diritti umani…
Pregi: la compostezza delle delegazioni nordiche (eh, sì, quello non è un luogo comune…), la simpatia e la dignità delle delegazioni piccole (alcune con tre atleti!…), i sorrisi scambiati tra le delegazioni israeliana e palestinese incrociatesi poco prima dell’uscita dallo stadio, i costumi tradizionali scelti da alcune delegazioni (ad esempio quelle africane) in contrasto con la globalizzazione delle divise tecniche degli sponsor…
Per adesso abbiamo visto il lato più insopportabile delle Olimpiadi, speriamo di vedere qualcosa di meglio nei prossimi giorni…..
infatti unto, il tuo occhio lucido e profesionale ha messo bene a fuoco molte cose.
ma la cosa che mi ha turbata di più sono stati gli 897 adolescenti spuntati fuori come coniglietti finalmente sorridenti dalla torta di quella mega tastiera che credevo prodigio della tecnologia informatica, e invece…
ragazzi come in catena di montaggio a far andare avanti la perfetta macchina cinese come automi perfettamente sincronizzati finalmente usciti dai sotterranei.
senza nessun cenno al grande sincronizzatore…
che sia stato il soprannome di un gatto?
queste olimpiadi me le gurdo, credo che ci diranno molto sul risiko mondiale
A proposito di Risiko, eccezionale il commento di Stefano Olivari (il miglior giornalista sportivo italiano del momento…): (…) Con tutto il male che si può dire della Cina, orrendo ibrido fra comunismo totalitario e capitalismo schiavizzante, siamo felici ed eccitati per i Giochi appena iniziati. (…) La Cina fa paura, in molti sensi. E più si mostra rassicurante più fa paura. Non basta una bambina di cinque anni che canta e qualche fuoco d’artificio da sagra dell’uva per cancellare la sensazione di muscoli esibiti che si è avvertita in tutta la cerimonia di apertura: la geometrica potenza degli ordinatissimi suonatori di tamburo (con una bacchetta che ricordava la mitica trekking light dell’olio Fiat) e le bandiere (anche quella olimpica!) portate da militari che marciavano con il passo dell’oca sono stati momenti di culto assoluto, che magari fra 40 anni gli storici potranno analizzare con più competenza e lucidità di noi. Che ci limitiamo ad osservare una coreografia che non sarebbe dispiaciuta a Leni Riefenstahl ed il fatto che le icone globali siano in definitiva molto poche (…)
Modeste impressioni sull’apertura dei Giochi. Di grande impatto l’inizio con il conto alla rovescia e l’accensione del braciere con una straordinaria performance di Li Ning, il ginnasta eroe di Los Angeles 1984 che ha camminato nell’aria grazie ad una soluzione tecnica da brivido. Un po’ pallosa la parte centrale, tolte le parentesi para-naziste, troppo monocorde la sfilata delle squadre (…) Rubiamo un’osservazione a Julio Velasco, che ha secondo noi giustamente ricordato come dalla sceneggiatura sia stato levato ogni riferimento a Mao, alla rivoluzione ed in generale alla storia recente della Cina. Riferimenti che erano stati oltretutto in parte annunciati, probabilmente ad arte. Come a dire: noi siamo il futuro, economia di mercato con dittatura del partito unico e soppressione con qualsiasi mezzo del dissenso, non stiamo a discutere secondo categorie del passato o a riesumare quelle storie di oltre mezzo secolo fa che tanto appassionano i giovani occidentali. Gli applausi a Taipei valgono più di mille discorsi di Hu Jintao. (…)
ho visto parte dell’inaugurazione ieri, al lavoro.
a me è sembrato un gigantesco ristorante cinese, di un burino allucinante. il tipo che volava con le corde poi….
era imbarazzante.
forse avete ragione voi, scene che vanno viste per poi sghignazzare in faccia al gigante economico tamarro.
Non ho visto la cerimonia di inaugurazione, non mi sono mai piaciute e quindi non posso nè voglio giudicare direttamente. Quello che mi sento di giudicare è l’atteggiamento dell0oligarchia cinese, figlia del partito unico che ha studiato teoria del liberismo economico nel nord america e pratica della repressione presso le dittature del sud dello stesso continente. Non sono altro che l’altra faccia della medaglia dell’economia globalizzata, figlia del FMI diretto da investitori senza scrupoli se non la massimizzazione del profitto.
Nuove forme di schiavitù, di inquadramento del pensiero e indottrinamento dei consumi. Tutto ciò mi spaventa, mi preoccupa e mi fa distaccare sempre di più dalla raltà del lavoro per spendere e consumare. Considerando cosa sta succedendo nel Caucaso mi viene da pensare che l’umanità si stia ripiegando su se stessa.
Anche li i motivi sono gli stessi.
La chiudo perchè non voglio impessimizzarmi.
M!!!