L'eroe
Ieri sera me ne andavo in moto a suonare sulla preferenziale milanese da piazza Bolivar verso sud. A ogni semaforo una codina di taxi, filobus, coglioni con lo scooterone smarmittato Akrapovic, motociclisti più o meno sobri. Al primo semaforo dopo il ponte delle Milizie, rosso come tutti, mi sfiora un'ombra nera, neanche un fruscio, intravedo una schiena, uno zainetto, poi resta solo un occhio rosso che ammicca.
Quando ripartiamo in massa, nell'odioso frastuono e fumo, lo raggiungo. Pedala leggero e velocissimo su una elegantissima Bad Boy single speed, tiene testa al filobus e a qualche motorino più sgrauso. Altro semaforo, ancora tutti fermi nel fumo, lui arriva, una serpentina tra le auto, atrraversa col rosso imponendosi alle auto e fila via veloce.
Ripartiamo, lo riprendiamo. Altro rosso. Lui ci raggiunge, brucia un altro semaforo, e sparisce ancora. Ogni volta la mandria fumosa lo rincorre, ogni volta lui li lascia passare senza scomporsi, ogni volta li raggiunge e se ne va, fino al suo traguardo, una strada che incrocia poco prima di Ripamonti. Ci arriva in testa con poco vantaggio, lancia un'occhiata alle auto ammassate nella corsia dei paria delle code, fa una curva elegantissima a destra, sfiora due cofani e sparisce nel nulla. Ha vinto.
Questa città di merda ha bisogno di eroi. Ieri ce n'era uno che pedalava.
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commenti
Mi sono quasi commosso a leggere! :-)
anche io :P
alberto, mi dissocio "leggerissimamente": i veri eroi non passano con il rosso. tu, che pure vai in bici per una milano che tutto è fuorché amica dei ciclisti, e che rispetti il rosso, per me sei più eroe. purtroppo in Italia il senso civico è quasi nullo per certe persone, e il non rispetto delle regole va dalla mamma che porta a spasso il cane dove ci sono i giochi dei bambini, all'adolescente che butta le lattine in mezzo ai binari, ai vertici dello stato che si fanno le leggi "ad personam". beh, io non ci sto.
Sgamato: Oscar Luigi!...
Non esageriamo, sarà stato un figo, non un eroe. Per me gli eroi sono i ciechi che hanno il coraggio di uscire di casa, i disabili che vanno i bicicletta con delle protesi o quelli su una sedia a rotelle che hanno la forza di vivere in una città inaccessibile e prepotente come Milano.
non solo, non c'è bisogno di passare col rosso per essere avanti, a ogni semaforo, ed essere poi superati per poterli prendere di nuovo, al successivo incrocio. Basta avere le ruote 16"...
appunto, la prossima volta lascia a casa il motosauro. :)
non c'è neanche bisogno di bruciare i semafori: in genere bsta adeguare la velocità e ti fai una bella infilata di semafori verdi. e poi, nel caso, vuoi mettere il gusto di fermarsi in surplace davanti alla coda di auto ferme?
Frank: l'hai detto ;-)
Eh, ma che notai........
Ma i semafori esistevano quando le macchine ancora non esistevano e si girava tutti in bicicletta??
se come credo la risposta è no, allora le bici non hanno nessun obbligo di fermarsi davanti ad un coso, inventato per altri scopi... no? :-)
eh, i pedoni esistevano da molto prima, eppure... :(
Le bici no, ma dalle mie parti il conducente sì.
Non metto in dubbio che ci siano tanti altri eroi. Quella signora con due seggiolini carichi di bambini sui portapacchi, in tre bardati con casco e mantelle antipioggia, tra un SUV e un pullman, è eroica. Ne vedo spesso, quando piove vorrei fermarle e baciare loro e i bimbi.
Però. Però quel ragazzo sulla Bad Boy, leggero come una farfalla, elegantissimo, che sia alzava e si abbassava sui pedali, con quelle traiettorie eleganti, sciolto, veloce, agilissimo... diomadonna, come si può pensare che uno così possa interagire con un semaforo? In quel momento lui era Neo che rallenta il tempo e schiva le pallottole. Come fai a pretendere che l'Eletto si fermi se è rosso, santo cielo!
bambini, nel grigiore delle città ci sono attimi di poesia, sprazzi di colore, sogni ad occhi aperti, desideri, immagini fuggevoli che diventano epiche, che ci fanno vedere il mondo come lo vorremmo e come forse potrebbe essere e diventare.
perchè no?
ovvio che ci sono altri eroi, ma già è eroico avere ancora uno sguardo sul mondo, in questi tempi bui!
@Vale; l'alto ieri, "il nanetto" si è svegliato, è andato alla finestra del salone, ha visto il sole, non c'erano le nuvole, si è girato e ha detto: "papà bello tempo, andiamo asilo co' biciletta Corrado co' pedali! (http://www.zanettemoto.it/bike/integrale.htm)", era da domenica che aspettava di poter salire in bici...
"Magico, in bici con papà,
Magico, l'asilo con gli amici,
Magico, giocare tutti insieme,
Magico, mangiare una pizzetta,
Magico, tornare tornare co' la bicicletta..."
è una canzoncina che cantiamo assieme, ogni volta che ci va aggiungiamo un "Magico..."
M!!!
è bello vedere che i bambini sono stracontenti di andare o farsi portare in bici, mentre non sopportano di andare in auto. almeno finchè non gli hanno forzato l'abitudine
la bici e' vento tra i capelli e mondo intorno.
l'auto e' immobilita' costretta e vetro d'acquario.
la differenza e' abissale.
io sto coi bambini.
pedalo.
M, evviva i nanetti!.....anche se non tutti, un par de nanetti li manderei volentieri a........indovinate quali? :-)
?
brunetta&berlusconi.
Non chiamateli eroi per favore.....eroe è chi vedendo il semaforo rosso svernicia l'asfalto con la ruota dietro non chi passa con il rosso...anche se sicuro dei propri mezzi!!!
Caro Feffe, sinceramente a me queste generalizzazioni del menga hanno sempre dato fastidio. Come se potessi conoscere le motivazioni dell'agire di uno come di 60 milioni di persone basandoti sulla mera esteriorità. Tutto quello che puoi dire con certezza è che quel ciclista ha infranto il codice della (auto)strada, ma nulla di più. La tua è una mera ipotesi.
Quando vado in bici rispetto quasi sempre i semafori, pochissime volte passo col rosso.
Tu puoi dire perché in quelle occasioni mi comporto così? Sappi: non lo faccio per furbizia e non considero gli altri dei pirla.
lavorando assieme a degli attori teatrali ho capito che la forma E' sostanza.
il comportamento esteriore corrisponde alla nostra intima essenza.
non esiste separazione tra esteriorita' e interiorita'.
sono tutte balle autoassolutorie.
Al contrario: ad esempio, ciò di cui si nutre la curiosità, sana o morbosa che sia, è il voler andare oltre le mere apparenze. Altrimenti si dovrebbe pensare che quelli che stanno fermi al semaforo rosso lo fanno perché vogliono rispettare la legge, come sostiene Feffe33: il che appunto non è niente più che una supposizione, neanche confortata da indagini o statistiche.
Semafori o non semafori son tornato bambino.
Come sempre siamo indietro: all'estero si discute di consentire (per legge) ai ciclisti il passaggio con il rosso in determinate condizioni (ad esempio la svolta a destra).
Qui ci si accapiglia sul termine eroe, utilizzato da Alberto nel senso più poetico possibile e ridotto da qualcuno a discussione da bar su furbetti e legalità.
Bello il paragone con Neo, bello Michelangelo che parla del nanetto...
Quoto
anche io quoto adimant.