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Ricerca Fotografica

Daniele Coppa in Attivismo | 12 commenti

 Ciao a tutti,

scrivo collegandomi, purtroppo, al post relativo a Fabio Chiesa, in particolar modo alla problematica della viabilità ciclistica Milanese. Voi tutti che andate in bici credo proprio sappiate di cosa sto parlando.

Sto lavorando ad un progetto fotografico, in collaborazione con Terre di Mezzo e Pol!femo fotografia e si concluderà con una piccola mostra a partire dal 7 Luglio.

Il progetto nasce dalla mia volontà di rappresentare chiaramente (la ‘denuncia’ dovrebbe essere una naturale conseguenza..spero..’) le difficoltà vissute da noi ciclisti. 

Per fare questo ho bisogno di tante persone, di tante idee, delle naturali riflessioni che un ciclista fa’ ad ogni pedalata, riflessioni su come dovrebbe essere ed invece è, questa fottuta città.

Se siete interessati, rispondete pure a questo post, o mandatemi una mail a koppash@hotmail.com

spero di non aver utilizzato il nome di Fabio Chiesa in modo inopportuno, ma vorrebbe essere un buon modo di alzare la voce… in silezioso regime fotografico.

Grazie a tutti.

Daniele C.

 

12 commenti su “Ricerca Fotografica

  • giuliano.g scrive:

    a Milano non succede più nulla. Milano s’è assopita. Milano è ostile. Milano egoista. A Milano ci si perde, perché Milano non vuole darti le direzioni, non vuole più lo straniero, Milano s’è chiusa. E si offende pure, se glielo dici in faccia.

    Questa immagine non è dal centro di Milano, un’intera area con limiti umani, vie bloccate, indicazioni per biciclette e non un incubo di sensi unici, nooo, non è Milano… far from ideal, ma molto più coraggio. Perché?

     

  • enry_mega_drop scrive:

     Be’ non è che Torino sia poi così meglio. Cioè, sicuramente ci sono più ciclabili, ma ti assicuro che fanno abbastanza pietà. Io infatti giro quasi solo in strada che oggettivamente rischio di meno.

    http://gearisforlosers.blogspot.com

    • giuliano.g scrive:

      vero, ma un po’ di più sembrano fare. In Cso Galileo Ferraris ho visto una corsia ciclabile larga due metri e più! Non so quanto sia lunga, ma è una cosa mai vista qui a Milano.  La corsia di Via Principe Amedeo è invece pura follia. Ma lasciando stare le istituzioni, sono le ultime settimane, con manifestazioni coraggiose e ben organizzate, a mettere in risalto la nostra inerzia. Il cambiamento deve venire da noi, non dagli amministratori.

  • Daniele Coppa scrive:

    la situazione credo sia in un modo o nell’altro penosa ovunque. 

    è inutile parlare di nuovo dei vantaggi dell’utilizzo della bicicletta, bisogna cominciare a fare qualcosa per modificare queste città.. nessuno disponibile?

     

    dany

  • frank scrive:

    sarà semplicistico e probabilmente qualcuno dirà che mi limito a guardare solo la metà piena del bicchiere o -peggio- ad immaginare che nel bicchiere ci sia una metà piena quando in realtà ci sono solo due dita di acqua sporca. ma per me la città è come la vediamo e come la viviamo. dipende da noi. è vero, in città ci sono strade molto trafficate con tratti molto pericolosi; ancora troppa gente si muove (…si muove? hem è un eufemismo) per la città solo con l’auto; per quanto lo spazio disponibile sia in esaurimento, il volume di ogni singola auto in circolazione stupidamente aumenta; davanti alle scuole e nelle vie dello shopping si può frequentare quotidianamente la "Nesima mostra mercato del parcheggio in doppia fila e del marciapiede invaso". ma non c’è solo questo. dal sellino della bicicletta vedo molto di più. vedo anche una città di gente che cammina, di innamorati, di ragazzi che giocano, di cani che annusano l’annusabile, di primavere fiorite e autunni che arrossano nei viali e sui balconi, di uomini e donne in bicicletta che a volte procedono pigramente assorti nei loro pensieri e altre volte sembrano voler fare "a gara"; e ancora strade, ponti e incroci, strisce, pali e fioriere che diventano scuse per giochi a pedali. capisco che quella volta che hai rischiato la vita per la follia automobilistica rimanga fortemente impressa nella memoria, ma non c’è solo quello. altrimenti non so proprio perchè dovrei continuare ad usare la bicicletta.  

    in altre parole: perchè invece non fare qualcosa come questo?

    • Daniele Coppa scrive:

      Frank hai ragione, purtroppo per come sono fatto io, se c’è un problema tendo ad evidenziarlo per provare a risolverlo..

      Ovvio che una ‘situazione di disagio’ nasconde tanti momenti di serenità, ma è proprio per quei momenti che voglio realizzare questo lavoro: il mio piccolo sforzo, unito allo sforzo di altri che magari enfatizzeranno un’altra sfaccettatura, magari può migliorare la situazione.. 

      che ne pensi? 

      comunque se sei interessato, prova a concedermi un paio d’ore, o anche meno ovvio, vedrai che cosa sto facendo. e magari si trova un modo migliore!  

      Peace!

       

      p.s.

      comunque la pagina linkata ha il suo perchè, molto interessante… 

      Danny

       

       

      • DedaDritto scrive:

        Purtroppo io e il francese non andiamo per nulla d’accordo… qualcuno mi illumina brevemente sulla pagina linkata?

        • frank scrive:

          semplice, come l’idea che c’è alla base: racconta i volti e le storie delle persone che incontra quotidianamente sulla metropolitana. idea semplice, appunto, ma in qualche maniera rivoluzionaria: andare in metropolitana significa far parte di una massa di soggetti vicini e al tempo stesso indifferenti tra di loro.

      • frank scrive:

        danny, non intendo farti cambiare idea, anzi. ma già troppe volte mi sento persone che si direbbero disposte ad usare la bici in città ma è troppo pericoloso: in parte è vero, ma bisogna stare attenti a non confermare quest’idea, altrimenti diventa controproducente

    • giuliano.g scrive:

      Bello quel blog francese. Ripresa in chiave contemporanea di quello che scrittori usavano fare (e sicuramente ancora!).

      Sono anche d’accordo sui lati positivi del vivere la città in bicicletta (come anche a piedi e sui mezzi, magari colla bici appresso). Spesso scrivo per sostenere che bisogna illustrare il bello dell’andar in bicicletta. Ma è facile da adulto – solo o in coppia – prova a vivere questa città da bambino, o da genitore che porta i bambini con sé, sul seggiolino, sul traino o sulla loro bicicletta. Mi spiace ma non accetto che si releghino i morti, gli invalidi e i prigionieri causati da questo modo di vivere, nel novero del brutto accettabile, inevitabile, fisiologico. Le due cose vanno insieme: la bellezza del vivere la città umanamente e la bellezza di ridare il diritto di vivere a chi la vive umanamente. Sono tutti messaggi positivi, contro una situazione che positiva proprio non è.

  • Daniele Coppa scrive:

    da quello che ho capito con google translator, e con un po’ di immaginazione, dovrebbe essere un blog fatto di immagini e storie prese direttamente dalla metropolitana… un diario di bordo di persone che spariscono subito dopo…

     

  • Daniele Coppa scrive:

    da quello che ho capito con google translator, e con un po’ di immaginazione, dovrebbe essere un blog fatto di immagini e storie prese direttamente dalla metropolitana… un diario di bordo di persone che spariscono subito dopo…

     

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