09.05.2010
Roma
Rotafixa in Attivismo | 16 commenti
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qualcuno ha detto che oggi, 9 maggio, era il giorno della bici
siamo andat* a dir loro che per noi lo è tutti i giorni.
come molti di voi qui, non sopportiamo più le buffonate e i lustrini.
abbiamo bisogno di serietà.
16 commenti su “roma”
tanto mi pare che almeno il tg3 l’abbia completamente ignorato. Non l’ha ignorato invece il primario in bicicletta ucciso da un automobilista, fuggito, in provincia di brescia.
Finalmente, sempre oggi, Report dà una bella immagine deprimente di questo modo di vivere.
Non basta più che andiamo in bici tutti i giorni, dobbiamo manifestare in maniera coerente in tutte le città, anche bloccando il traffico (non che ci voglia granché…), sino a che alcuni punti basilari sono stati accettati (in ordine arbitrario):
1) corsie per biciclette su tutte le strade urbane principali (corsie, non piste)
2) limite 30km/h urbano generalizzato (50km/h solo sulla carreggiata centrale dei corsi)
3) limite dei 50km/h sulle strade extraurbane a singola carreggiata
4) eliminazione dell’obbligo a tenere il margine destro della strada
5) eliminazione dell’obbligo a usare le piste ciclabili quando queste esistano
6) introduzione del controsenso nelle strade urbane a senso unico e singola corsia
7) introduzione della zona di stop avanzato per le biciclette ai semafori
9) campagna televisiva, stampa e per affissione al fine di educare al rispetto dei ciclisti (e dei pedoni)
ho dimenticato qualcosa?
Oggi sono andato alla critical milanese per la giornata della bicicletta. Poi pioggia e quindi ho optato per il treno per tornarmene a Pavia. Le macchinette automatiche prontamente ricordavano che era la festa della mamma, ma non che le biciclette oggi viaggiavano gratis sui regionali. Ho regalato a trenitalia un supplemento inutile.
p.s. Non ho la tv quindi non so se l’abbiano detto prima.
report non l’ha ignorata questa giornata.
splendida puntata.
è venuto fuori che per ripensare una mobilità a misura umana, si deve cominciare a pensare prima di tutto ai collegamenti, ai servizi, e poi ai moduli abitativi.
stiamo parlando di nazioni evolute, dove i cittadini sono parte attiva, e l’edilizia pubblica non è in mano ai palazzinari.
se i servizi funzionano, possedere una macchina è come darsi la zappa sui piedi, visto che ciclisti e pedoni hanno sempre la precedenza, e in 15 minuti sei in città da qualsiasi sobborgo
e dura e lunga per noi…..
troppi interessi e troppi cialtroni!
concordo pienamente, splendida puntata. Ma è inutile che ci lamentiamo se poi continuiamo a pedalare ognuno per conto proprio. Ai 9 punti che ho elencato sopra aggiungerei:
10) obbligo di costruzione infrastrutture per la sosta delle biciclette presso tutti i servizi pubblici, teatri, cinematografi, etc.
Ecco, il decalogo c’è. Sicuramente migliorabile. Che ne dite?
A proposito Rota: perché Roma? Non mi pare un titolo azzeccato…
perché a roma stiamo lavorando su un tessuto assurdo, perché a roma hann presentato illibro dei sogni che in realtà sono cazzate, prchè qui è nato ditrafficosimuore e sto sperando che anche in altre città ci si appropri di questo lavoro e lo si esporti, come ho proposto molti mesi fa ai miei amici di milano. l’ho proposto anche agli altri amici di altrove, però solo via web. scusate ma io agisco qui, a roma.
con milano e roma si può cambiare molto, ma se non si muove milano con roma non cambia un cazzo.
ora smentitemi. ve ne prego.
ma a chi l’hai detto a Milano? Non è una polemica, ma una domanda. Perché mi sembra di aver chiesto che altri si facessero avanti qui affinché ci potessimo organizzare. Mi pare fosse in occasione delle vostre attività di rilevazione velocità. Ma forse ricordo male…
Se ricordo male, e anche no, fatevi avanti comunque. Io ci sono. Possiamo fare pressione politica, ma di vera politica, quella che si fa per le strade. O qui non succede nulla, e la strada da fare è troppo lunga.
Non basta quello che molti di noi fanno sicuramente nel proprio ambito personale. Non basta nemmeno quello che fanno le associazioni (FIAB et al), sono troppo costrette da un’immagine da mantenere. Forse se ci muovessimo dal basso (figurativamente) potremmo coinvolgere anche loro.
Ho in mente qualcosa come critical mass ma con un’attitudine diversa: niente marciapiedi, niente chiasso, silenzio assoluto, solo stendardi e cartelli con le nostre richieste, tutte in fondo basate sull’art 16 della Costituzione. Di giorno e non una tantum! Per capire quanto sia importante agire quasi gandhianamente date un’occhiata a questo interessante articolo.
Ma fatevi sentire! (Anche tu Rota)
ne parlammo all’ultimo passaggio di rota a ciclistica. poi la discussione si stempero’ nei fumi dell’alcool in osteria e lascio’ il posto ad una meritata battaglia a palle di neve.
detto cio’, non per i fumi dell’alcool ma per la mortal mole di sbattimenti quotidiani, io all’entusiastica adesione al progetto non feci seguire nulla. qualcun altro di interessato c’e', altri che si muovono sul tema a milano esistono (ad es. seguo purtroppo solo a distanza le attivita’ di un gruppetto di studenti che sta creando un laboratorio sulla mobilita’ sostenibile in universita’).
se vogliamo partire, partiamo. facciamo un appello e vediamoci con tutti gli interessati.
Bene, io ci sono, pur con tutti gli sbattimenti come dici tu! Tra l’altro ho letto il tuo divertente resoconto su MilanoX…
daje regà, tirate fuori sto problema pure a milano. sono sicurissimo che ci riuscirete.
Signori. So che non è in linea con il tema di apertura di questa discussione, ma vorrei fare un’esempio. Ieri si è disputata una tappa importante del Giro d’Italia.
Ho delle considerazioni da fare:
- Il pubblico era tanto e dalle riprese aeree si notava che vi erano piste ciclabili ovunque e tantissime biciclette; ovunque ve ne erano!
- Il Giro viaggiva sulle strade e vi sono state numerose cadute perchè oviamente queste erano fatte per le auto; tanti marciapiedi e rischi ma perchè le strade percorse erano ideate per le auto. Ma le piste ciclabili vi erano sempre al fianco e fatte proprio per le bici.
- Ieri sera ai vari TG ho visto parlare solo di calcio, F1, motorbike. Nessuna menzione al Giro d’italia….
Cosa devo dedurre?
10) Presunzione di colpevolezza da parte dell’automobilista. Di recente un mio collega tedesco mi spiegava
"Da noi e in Olanda l’automobilista viene ritenuto sempre e comunque in parte colpevole di un eventuale incidente anche quando non ha una colpa effettiva (infrazioni, manovre scorrette ecc).
Questo avviene perchè si considera l’auto un mezzo più pesante e in grado di creare sempre danno fisico al ciclista"
In poche parole, in Olanda e Germania esiste una legge che riconosce quanto Rotafixa e moltissimi altri su questo sito, vanno predicando da sempre. Ovviamente quella legge contribuisce non poco ad "educare" gli automobilisti nei confronti dei ciclisti.
Giusto! Ho però come il sospetto che sarà il punto più difficile da far passare, i termini pure vanno scelti con attenzione. Più che presunzione di colpevolezza, che a naso mi pare non possa stare in piedi legalmente, forse è una responsabilità a priori per l’uso di un mezzo atto a causare danno fisico come dici sopra. Qualcuno sa come sia scritta la norma in quei paesi? Se no mi posso informare.
Tuttavia starei attento a non mettere a repentaglio il (l’improbabile) successo delle nostre mozioni con una richiesta che ci porterebbe avanti anche rispetto ad altri paesi dove già si fa più che da noi ma che non mi sembra possibile realizzare per ora. Credo che sarebbe un enorme successo riuscire a ottenere un limite generalizzato della velocità e una campagna capillare di educazione, e magari anche qualche altra limatina al CdS. Ma non poniamoci limiti a priori!
Minchia che bello! Non sapete quante discussioni faccio tutti i giorni su questo argomento.
che distratta cancello, ho sbagliato post!
bravi bravi bravi
http://picasaweb.google.it/marco.pie/DTSMCampidoglio?authkey=Gv1sRgCODKm4a4opeDHA#
per avere una maglietta quaggiù? pure due….
ma che bello! C’erano almeno due Brompton! (una 3 e una 6 velocità) Che peccato che la casa madre non sia in grado di farne abbastanza per invadere l’Italia delle allegre biciclette dalle ruote piccole ma il cuore grande! Continuo a credere, però, che quel "di traffico si muore" non sia un buon nome. Per cambiare ci vuole un messaggio positivo, al negativo ci pensa già la realtà.