17.07.2009
Sante Pollastri
Alberto in Altro | 10 commenti

Così cercando un po’ di cose in Rete ho trovato finalmente una foto di Sante Pollastri, il banditociclista, anarchico e antifascista amico di Sante Girardengo e di Renzo Novatore, poeta anarchico. Eccola qua. Un’occasione per risentire Il bandito e il campione di Luigi Grechi.
10 commenti su “Sante Pollastri”
albè…. costante girardengo.
già che ci siamo:
Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
Un’unica passione per la bicicletta
Un incrocio di destini in una strana storia
Di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
Una storia d’altri tempi, di prima del motore
Quando si correva per rabbia o per amore
Ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
E chi sarà il campione già si capisce.
Vai Girardengo, vai grande campione !
Nessuno ti segue su quello stradone.
Vai Girardengo ! Non si vede più Sante
È dietro a quella curva, è sempre più distante
E dietro alla curva del tempo che vola
C’è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
Se di notte è inseguito spara
E centra ogni fanale
Sante il bandito ha una mira eccezionale
E lo sanno le banche e lo sa la Questura
Sante il bandito mette proprio paura
E non servono le taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo vantaggio
Fun antica miseria od un torto subito
A fare del ragazzo un feroce bandito
Ma al proprio destino nessuno gli sfugge
Cercavi giustizia ma trovasti la Legge
Ma un bravo poliziotto
Che conosce il suo mestiere
Sa che ogni uomo ha un vizio
Che lo farà cadere
E ti fece cadere la tua grande passione
Di aspettare l’arrivo dell’amico campione
Quel traguardo volante ti vide in manette
Brillavano al sole come due biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
E già si racconta che qualcuno ha tradito
Vai Girardengo, vai grande campione !
Nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo ! Non si vede più Sante
È sempre più lontano, sempre più distante
Sempre più lontano, sempre più distante…
e aggiungo pure una nota su un predecessore di pollastri:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Mayno
Io ho letto pure il libro, veramente carino. Anche se tutta questa santificazione di Pollastri non la condivido…..
l’avevo letto anch’io, però come scrittura non mi aveva esaltato: soprattutto nei primi capitoli per i miei gusti c’era un po di confusione nei piani temporali (… o forse, avendolo letto in un luglio piuttosto caldo la confusione ce l’avevo in testa io )
La confusione nei piani temporali non l’ho notata, ho notato però un po’ troppa macchinosità nel saltare da un flashback ad un altro che a volte, sì, faceva faticare per mantenere il filo. Più che altro ho notato un po’ imprecisione tecnica (ogni tanto diceva che si girava a scatto fisso, ogni tanto lasciava intendere che i ciclisti si lasciavano andare in discesa senza pedalare, ‘nzomma, un po’ di confusione…), anche se le atmosfere son rese abbastanza bene.
Insomma, avrei apportato qualche correzione (soprattutto al finale, che non ti permette di capire perchè il libro sia stato scritto…), però in generale il libro m’è sembrato carino anche se ammetto che forse sono stato condizionato dal piacere delle atmosfere….."le emozioni ostacolano la ragione!" (cit.)
si, sono d’accordo o con te, le atmosfere ci sono. un po mi aveva fatto venire la curiosità di vedere la zona, poi però quando capiti a novi ligure, capisci che di quel tempo non rimane nulla e anche il paese del "campionissimo" è uguale al resto d’italia: un caos di traffico automobilistico. anche se poi la val grue e la val borbera sono ancora relativamente tranquille (e in realtà anche la strada sulla destra idrografica della valle scrivia) e piacevoli da fare in bici.
Sì, la zona è completamente stuprata da stradoni e villoni di evasori fiscali, come una provincia lombarda qualsiasi. Sto lavorando ad un documentario aziendale sul 50ennale di un imprenditore (ormai 80enne) e vorrei pubblicare su Ciclistica (a produzione ultimata) il frammento in cui racconta della sua attività di ciclista. Dice che da ragazzo correva la Milano-Sanremo (dilettanti, credo…), arrivati al traguardo i ragazzi correvano tutti al mare e poi ripartivano per Milano.
Al di là dell’exploit (ho conosciuto gente che prendeva il taxi per fare 200 metri dalla Stazione al Porto…) mi ha colpito proprio quando racconta "correndo quel tragitto vedevo paesaggi che oggi facendolo in macchina non si riescono più a vedere. Correvo guardandomi attorno e sognavo di comprarmi una casa per le vacanze da quelle parti: quando finalmente ho avuto i soldi e la possibilità di farlo son tornato laggiù ma quelle terre erano ormai irriconoscibili. Così ho preso casa da un’altra parte…"
Chissà quanto doveva essere bella l’Italia dei nostri nonni…..
bella ma dura: fino agli anni ’50 solo un po più in la, nelle langhe, "affittavano" i bambini per i lavori nei campi e curare le bestie e ben presto partivano per la francia o per l’america a cercare lavoro. però oggi, se dovessero crollare l’industrializzazione e il diffuso benessere conseguente, non ci troveremmo più nemmeno un territorio decente.
certo però che col tuo lavoro ne devi conoscere di belle storie
Frank, "affittavano i bambini" sa di qualcosa di terribile.
In realtà funzionava così anche dalle mie parti: le famiglie contandine e numerose, per tirare a campare aveva bisogno dell’aiuto di tutti. Non appena un bambino finiva la scuola (se la finiva… mio nonno non ha passato gli esami di terza elementare) veniva mandato sui campi, nei boschi a raccogliere le castagne, nei prati a pascolare le vacche.
Durante l’estate si mandavano i bambini (dai 10-12 anni su) a fare la stagione in malga oppure ad aiutare qualche pastore ecc. così la famiglia poteva tirare meno cinghia.
Di certo non era un gran bel vivere, e probabilmente noi ce ne siamo dimenticati.
E ci dimentichiamo anche che in tre quarti del mondo i bambini continuano a lavorare nei campi, a tirar cinghia (per non dire di peggio) tali e quali i nostri nonni. Anzi, forse peggio.
http://lanerossi.altervista.org
Peggio te l’assicuro, ho avuto modo di rendermene conto personalmente e sebbene mia nonna fosse delle tue parti e i "soi fradei" siano stati in malga d’estate, sono convinto che le condizioni di vita non fossero le stesse. Meglio così che possiamo essercene dimenticati.
M!!!
no laner: "affittavano" i bambini. questi a scuola non ci andavano proprio e venivano lasciati a qualche piccolo o grande proprietario di terreni o bestie, in cambio di denaro. la stessa cosa succedeva anche in alcune zone del meridione. (vedi anche "il mondo dei vinti" di nuto revelli).