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Sante Pollastri

Alberto in Altro | 10 commenti

 Sante Pollastri

Così cercando un po’ di cose in Rete ho trovato finalmente una foto di Sante Pollastri, il banditociclista,  anarchico e antifascista amico di Sante Girardengo e di Renzo Novatore, poeta anarchico. Eccola qua. Un’occasione per risentire Il bandito e il campione di Luigi Grechi.

10 commenti su “Sante Pollastri

  • frank scrive:

    albè…. costante girardengo.

    già che ci siamo:

    Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
    Un’unica passione per la bicicletta
    Un incrocio di destini in una strana storia
    Di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
    Una storia d’altri tempi, di prima del motore
    Quando si correva per rabbia o per amore
    Ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
    E chi sarà il campione già si capisce.
    Vai Girardengo, vai grande campione !
    Nessuno ti segue su quello stradone.
    Vai Girardengo ! Non si vede più Sante
    È dietro a quella curva, è sempre più distante
    E dietro alla curva del tempo che vola
    C’è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
    Se di notte è inseguito spara
    E centra ogni fanale
    Sante il bandito ha una mira eccezionale
    E lo sanno le banche e lo sa la Questura
    Sante il bandito mette proprio paura
    E non servono le taglie e non basta il coraggio
    Sante il bandito ha troppo vantaggio
    Fun antica miseria od un torto subito
    A fare del ragazzo un feroce bandito
    Ma al proprio destino nessuno gli sfugge
    Cercavi giustizia ma trovasti la Legge
    Ma un bravo poliziotto
    Che conosce il suo mestiere
    Sa che ogni uomo ha un vizio
    Che lo farà cadere
    E ti fece cadere la tua grande passione
    Di aspettare l’arrivo dell’amico campione
    Quel traguardo volante ti vide in manette
    Brillavano al sole come due biciclette
    Sante Pollastri il tuo Giro è finito
    E già si racconta che qualcuno ha tradito
    Vai Girardengo, vai grande campione !
    Nessuno ti segue su quello stradone
    Vai Girardengo ! Non si vede più Sante
    È sempre più lontano, sempre più distante
    Sempre più lontano, sempre più distante…

     

    e aggiungo pure una nota su un predecessore di pollastri:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Mayno

  • Unto dal Pignone scrive:

    Io ho letto pure il libro, veramente carino. Anche se tutta questa santificazione di Pollastri non la condivido…..

     

    • frank scrive:

      l’avevo letto anch’io, però come scrittura non mi aveva esaltato: soprattutto nei primi capitoli per i miei gusti c’era un po di confusione nei piani temporali (… o forse, avendolo letto in un luglio piuttosto caldo la confusione ce l’avevo in testa io )

  • Unto dal Pignone scrive:

    La confusione nei piani temporali non l’ho notata, ho notato però un po’ troppa macchinosità nel saltare da un flashback ad un altro che a volte, sì, faceva faticare per mantenere il filo. Più che altro ho notato un po’ imprecisione tecnica (ogni tanto diceva che si girava a scatto fisso, ogni tanto lasciava intendere che i ciclisti si lasciavano andare in discesa senza pedalare, ‘nzomma, un po’ di confusione…), anche se le atmosfere son rese abbastanza bene.

    Insomma, avrei apportato qualche correzione (soprattutto al finale, che non ti permette di capire perchè il libro sia stato scritto…), però in generale il libro m’è sembrato carino anche se ammetto che forse sono stato condizionato dal piacere delle atmosfere….."le emozioni ostacolano la ragione!" (cit.)

  • frank scrive:

    si, sono d’accordo o con te, le atmosfere ci sono. un po mi aveva fatto venire la curiosità di vedere la zona, poi però quando capiti a novi ligure, capisci che di quel tempo non rimane nulla e anche il paese del "campionissimo" è uguale al resto d’italia: un caos di traffico automobilistico. anche se poi la val grue e la val borbera sono ancora relativamente tranquille (e in realtà anche la strada sulla destra idrografica della valle scrivia) e piacevoli da fare in bici.

    • Unto dal Pignone scrive:

       Sì, la zona è completamente stuprata da stradoni e villoni di evasori fiscali, come una provincia lombarda qualsiasi. Sto lavorando ad un documentario aziendale sul 50ennale di un imprenditore (ormai 80enne) e vorrei pubblicare su Ciclistica (a produzione ultimata) il frammento in cui racconta della sua attività di ciclista. Dice che da ragazzo correva la Milano-Sanremo (dilettanti, credo…), arrivati al traguardo i ragazzi correvano tutti al mare e poi ripartivano per Milano.

      Al di là dell’exploit (ho conosciuto gente che prendeva il taxi per fare 200 metri dalla Stazione al Porto…) mi ha colpito proprio quando racconta "correndo quel tragitto vedevo paesaggi che oggi facendolo in macchina non si riescono più a vedere. Correvo guardandomi attorno e sognavo di comprarmi una casa per le vacanze da quelle parti: quando finalmente ho avuto i soldi e la possibilità di farlo son tornato laggiù ma quelle terre erano ormai irriconoscibili. Così ho preso casa da un’altra parte…"

      Chissà quanto doveva essere bella l’Italia dei nostri nonni…..

      • frank scrive:

        bella ma dura: fino agli anni ’50 solo un po più in la,  nelle langhe, "affittavano" i bambini per i lavori nei campi e curare le bestie e ben presto partivano per la francia o per l’america a cercare lavoro. però oggi, se dovessero crollare l’industrializzazione e il diffuso benessere conseguente, non ci troveremmo più nemmeno un territorio decente. 

        certo però che col tuo lavoro ne devi conoscere di belle storie

  • Lanerossi scrive:

    Frank, "affittavano i bambini" sa di qualcosa di terribile.

    In realtà funzionava così anche dalle mie parti: le famiglie contandine e numerose, per tirare a campare aveva bisogno dell’aiuto di tutti. Non appena un bambino finiva la scuola (se la finiva… mio nonno non ha passato gli esami di terza elementare) veniva mandato sui campi, nei boschi a raccogliere le castagne, nei prati a pascolare le vacche.

    Durante l’estate si mandavano i bambini (dai 10-12 anni su) a fare la stagione in malga oppure ad aiutare qualche pastore ecc. così la famiglia poteva tirare meno cinghia.

    Di certo non era un gran bel vivere, e probabilmente noi ce ne siamo dimenticati.

    E ci dimentichiamo anche che in tre quarti del mondo i bambini continuano a lavorare nei campi, a tirar cinghia (per non dire di peggio) tali e quali i nostri nonni. Anzi, forse peggio.

    http://lanerossi.altervista.org

    • Michelangelo scrive:

      Peggio te l’assicuro, ho avuto modo di rendermene conto personalmente e sebbene mia nonna fosse delle tue parti e i "soi fradei" siano stati in malga d’estate, sono convinto che le condizioni di vita non fossero le stesse. Meglio così che possiamo essercene dimenticati.

      M!!!

    • frank scrive:

      no laner: "affittavano" i bambini. questi a scuola non ci andavano proprio e venivano lasciati a qualche piccolo o grande proprietario di terreni o bestie, in cambio di denaro. la stessa cosa succedeva anche in alcune zone del meridione.  (vedi anche "il mondo dei vinti" di nuto revelli).

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