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Sta finendo la benzina!

Alberto in Altro | 5 commenti

«Io non la capisco la gente: ho dei clienti che normalmente fanno il pieno ogni quindici giorni. La macchina la usano pochissimo. Oggi, ugualmente, si sono presentati tutti. Si passano la voce al telefonino: corri che sta finendo la benzina!»


da Repubblica del 12 dicembre 2007

Distributore multi Shell di viale Scarampo, l´impazienza dei clienti e la meraviglia dei benzinai

Milano, tutti in fila per il pieno “Massacrati dai camionisti”

Tra serbatoi a secco e l´incubo dell´auto la folla circonda il benzinaio indiano
La previsione è che entro oggi a mezzogiorno il carburante sarà tutto finito

di PAOLO BERIZZI

Hai voglia a spiegarglielo, alle sette della sera, al benzinaio indiano Mandala, che l´Italia «ricca» e «evoluta» è anche quella tripla fila lì, tre serpentoni di auto in entrata che lo cingono ai fianchi facendolo sembrare – intabarrato nella sua giacca a vento Shell – una specie di boa spartitraffico per decine, centinaia di motori assetati.

«Gasolio finito! Benzina ancora poca, vai avanti, no!, ancora più avanti, alla 3, fai, e poi paghi!» ripete Mandala piegando il busto verso i finestrini. Come se il suo lavoro fosse anche questo: guarire anime inquiete. Sostenere automobilisti perduti. Sedare psicosi da Tir o da pre-carestia.. Fa un freddo boia al multi Shell di viale Scarampo. E´ uno dei distributori di benzina più grossi e “fluidi” di Milano. E con la capacità maggiore. Sei pompe a tripla opzione: benzina – benzina “di lusso” (a elevato numero di ottani) – gasolio. Un´autonomia giornaliera di 30 mila litri di carburante. Posizione strategica: le autostrade a poche centinaia di metri; alle spalle, il recinto interno della vecchia Fiera; a sinistra, la “mitica” montagnetta Montestella e, sullo sfondo, il PalaSharp. Di giorno funziona così: arrivi, fai rifornimento (self service), poi paghi alla cassa, che è anche un fornito snack bar tabacchi. La sera, dopo le 21, al contrario: prima saldi e poi ti servi. Per fare sosta alla stazione di servizio si percorre una strada a elevato scorrimento, quindi, arrivati all´altezza del cantiere del nuovo Portello, si svolta a destra. Che ieri era una parola. Essendo uno dei distributori rimasti aperti per tutta la giornata (grazie alle scorte accumulate lunedì, ma basteranno fino a mezzogiorno di oggi, poi solo sigarette, cioccolato e bibite) flussi continui di automobilisti, a ondate più o meno violente, l´hanno preso d´assalto. Tipo oasi. O ultimo approdo prima del coprifuoco. «Ci hanno massacrati!, alle sette del mattino c´era già la fila» dice da dietro la cassa Giovanni, uno dei responsabili, che prova a sorridere ma è talmente stanco di picchiettare sui tasti e strisciare carte di credito che gli occhi s´incrociano sotto i neon del bar. «Io non la capisco la gente: ho dei clienti che normalmente fanno il pieno ogni quindici giorni. La macchina la usano pochissimo. Oggi, ugualmente, si sono presentati tutti. Si passano la voce al telefonino: corri che sta finendo la benzina!». Guarda fuori attraverso il finestrone Giovanni. Da´ un´occhiata al monitor delle telecamere: vuole scorgere la ragnatela di auto stesa in fondo alla stazione. «Rob de matt! Ma li precettano o no?», chiede, lui stesso spaesato.

Ornella Bariola, pelliccia, ansia da ultimo pieno, l´ha chiamata il marito, dopo pranzo, dall´ufficio: «Mi ha detto: vai a far benzina alle macchine perché sennò non camminiamo più. E allora vai, prima una, poi l´altra. Un lavoro. Io li maledico ma li capisco anche, poveretti, i camionisti – dice mentre si infila i guanti di plastica davanti alla pompa numero 5 – Se non fai casino in Italia non ti ascolta nessuno». Tutti i centimetri d´asfalto disponibile sotto la tettoia bianca sono appaltati da auto. Sbucano dalla corsia di accesso. S´infilano in ogni buco. Puntano alle agognate mete: le pareti dove sono riposte le pistole del distributore. Massimo C. fa l´agente di commercio, gira il Nord Italia con una Renault Scenic. Sogna un full di gasolio, ma rimbalza. «E´ allucinante. Sembriamo tutti impazziti, è il terzo benzinaio che giro e domani devo andare a Verona». Il ricordo va al vecchio zio: «Ha fatto l´autotrasportatore per 40 anni. Manteneva una famiglia di cinque persone. Le tasse che pagavano allora i camionisti, evidentemente, non sono quelle di oggi. Risultato: sono a piedi!».

Scendono dalle macchine a passo svelto i forzati della verde-senza piombo. Guadagnano in volata la cassa. «Sono a secco, riserva sparata»: l´incubo di rimanere ferma al palo sono le mani aggrappate al volante di Valeria Valente, rappresentante di tabacchi, una Mitsubishi Colt che sbuffa e quasi tampona una Mercedes station wagon in coda dietro a due berline e a un´utilitaria dove viaggiano Roman e Ilie, carpentieri romeni, in cerca di diesel. E pensare che il peggio deve ancora venire. «Domani stiamo aperti fino all´ultima goccia disponibile, prevedo, e vedrà che ci azzecco, ore 12. Poi si chiude e si aspetta» spiega Giovanni. «Il carburante arriva dal deposito di Lacchiarella ogni mattina alle 5. L´ultimo rifornimento l´abbiamo fatto ieri (lunedì), e meno male che abbiamo serbatoi capienti, altrimenti eravamo già chiusi come tutti gli altri». Ecco perché sembrano finiti tutti qui gli automobilisti di Milano. A elemosinare petrolio che sembra improvvisamente introvabile (il gasolio alle 15 era esaurito). Gianluca Manzotti, consulente finanziario, la prende con filosofia: «Ho un´Alfa 3000, beve come un cammello. Per andare a Parma, domani, metto in conto di restare a piedi a metà viaggio». Dietro lo snack bar Shell brillano le insegne del Mc Drive. Più avanti, lungo la carreggiata, un Tir dorme da due giorni.

5 commenti su “Sta finendo la benzina!

  • paco scrive:

    ….corro a fare il pieno di garroni…..

    vi saluto…

  • clambfr scrive:

    io invece vado a fare il pieno di bici, ricambi e una controllata alle articolazioni: il futuro ormai prossimo richiederà una buona forma fisica, e dovremo essere d’esempio ;-)
    volenti o nolenti, presto tutti riscopriranno le nostre amate dueruote. E magari qualcosa sulla decenza di vivere…

  • Xtn scrive:

    Anch’io oggi ho fatto il pieno, ho gonfiato le gomme della bici, era un po’ giù di pressione e non vorrei rimaner senz’aria, si proprio la stessa che ci impuzzano con auto sporchissime solo per fare 2 o 3 km, complimentoni.
    Gli autosauri che inizino pure a prepararsi perchè come faranno con il petrolio a 200 o 300 dollari al barile, perchè questo è l’andazzo…

    Auguri e Buon Natale cari “Autosauri”…

  • Andrea scrive:

    @xtn
    una cosa: il petrolio non serve a muovere le automobili. serve a muovere l’intera nostra economia. pensa che tutta l’agricoltura e’ fondata sui pesticidi di derivazione petrolifera (e sui fertilizzanti che derivano dal gas).

    solo dopo vengono le automobili. e i coglioni come il tipo dell’Alfa 3000 che si vantano di avere catorci che consumano come ‘cammelli’

  • alberto biraghi scrive:

    Per un papocchio con l’antispam sono spariti un tot di commenti. Mi spiace, ma sono irrecuperabili.

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