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Tandem Pogliaghi

Menthos in Tecnica | 31 commenti

che gran pezzo di figa!

peccato che oggi dobbiamo renderla

 

31 commenti su “tandem Pogliaghi

  • cauz. scrive:

    gran bella topona. concordo :)

  • Michelangelo scrive:

    Bella biga…

    M!!!

  • frank scrive:

    bellasì. ma la sella posteriore più bassa è dovuta alla statura del ciclista, alla posizione del relativo manubrio, o centra niente?

  • Gabriele scrive:

    bello il sistema del doppio freno posteriore con due comandi, uno per ciclista…idea molto interessante

    • Unto dal Pignone scrive:

      Cioè del tipo, lo stoker frena perchè avverte un pericolo che davanti il captain non avverte?! Perplimo… :-D

      A parte gli scherzi, presumo sia per quelle condizioni in cui si necessita di una frenata maggiore (come si può immaginare, il tandem ha molta più inerzia ed effetto volano di una bici normale..), anche se però il tandem non si può frenarlo molto o c’è il rischio di veder scoppiare le gomme… :-P

      p.s.: io coltivo sempre l’idea di una alleycat solo per tandem…..e tandemizzatevi, cazzo!… :-(

      • giuliano.g scrive:

         scusa ma l’effetto volano non è certo maggiore in un tandem, a parità di momento d’inerzia delle ruote (diametro x massa). Piuttosto il doppio freno potrebbe ovviare all’inefficacia del comando anteriore, vista l’extra lunghezza del cavo bowden.

        • frank scrive:

          ti stai dimenticando la doppia massa umana

          • giuliano.g scrive:

            Ah scusa, non sapevo che i tandemisti ruotassero intorno a un asse…

          • frank scrive:

            spiritoso :)

            Ec=(m*v^2)/2 e da qualche parte dovrà pure andare

          • Unto dal Pignone scrive:

            Giuliano chiedo scusa per l’imprecisione, in realtà avevo dimenticato le virgolette (oltre che il carattere picodepaperesco del forum :-P ). Per effetto volano infatti di solito s’intende il fatto che più una ruota è pesante più è difficile da far accelerare ma anche più difficile poi da frenare: è l’esempio delle ruote lenticolari da crono, ad esempio, di cui spesso i neofiti si meravigliano perchè se le immaginano più leggere delle ruote a raggi e poi scoprono che sono al contrario più pesanti.

            Nel caso del tandem ho fatto questo parallelo per dire che nel mio caso (tandem a scatto fisso) in due facciamo fatica a frenare più di quanto non faremmo separatamente su due bici singole. Questo perchè su "un telaio e mezzo" ci si trovano due persone e quindi il doppio del peso, il che aumenta l’inerzia.

            Tant’è che a volte capita che scendendo giù sparati da lunghe discese tocchi frenare molto e con molta energia per lunghi tratti per poter mantenere il controllo della bici, il che porta ad un surriscaldamento del cerchio fino a far scoppaire la gomma.

            Cose realmente successe, eh….non è che me le invento io……..

            p.s.: smentisco invece che il lungo cavo del freno freni meno. Posizionato correttamente e registrato in maniera adeguata rende come un freno normale. Poi è vero che i freni calliper rendono un po’ meno (vista la maggiore inerzia a cui devono opporsi) e sono più difficilmente posizionabili su un tandem, tant’è che i tandem moderni solitamente montano altri tipi di freno……

          • giuliano.g scrive:

            moderni… negli anni settanta avevo un tandem separabile in bici normale più un pezzo inutile (da solo), che montava freni a tamburo. Come tandem faceva sgiai, ma come bici singola era una goduria, bloccavi la ruota che era un piacere. Ne apprezzavo la maneggevolezza, in confronto alla Gios da corsa, e facevo pseudo-evoluzioni sui mucchi di sabbia che avevamo in cortile. Mi sembra fosse color arancio, ma non ricordo la marca.

          • Unto dal Pignone scrive:

            "Moderni" nel senso che ormai si vedono a fatica tandem con freni calliper (man mano abbandonati, a parte qualche modello da corsa), non che prima fossero tutti per forza calliper. Un’altro motivo di tristezza è che si fa sempre più fatica a trovare telaisti disposti a farti tandem in acciaio…..

          • Michelangelo scrive:

            vai da rocco con due bici, sono  convinto ch eil problema te lo risolve alla grande…

            P.s. spiegagli ch evuoi un tandem o ti fa una due piani.

            M!!!

          • Lanerossi scrive:

            Unto, tutti i tandem che ho visto io (qualche decina ormai) erano da corsa e quasi nessuno montava freni che non fossero calliper.

            Ho visto dischi e V-brake, ma personalmente ritengo che un ottimo freno calliper da corsa possa frenare in maniera ottimale.

            Sabato ho toccato i 76 chilometri all’ora in discesa e non ho avuto alcun tipo di problema, ho fatto un paio di discese piene di curve e mi sono lasciato dietro vari ciclisti con bici da corsa normali, anche quando c’erano serie di tornanti stretti.

            Il freno da corsa ha una potenza di frenata sufficiente per un tandem e il surriscaldamento è un problema secondario (ho fatto discese di 10km in tandem, dandoci dentro sui pedali).

            Di sicuro bisogna anticipare un po’ la frenata, calcolare i tempi in maniera diversa e prendersi margini di sicurezza maggiori, se non altro per il fatto che siamo direttamente responsabili anche di un’altra persona che ci segue ciecamente (nel mio caso – perdonatemi la battuta a cui tuttavia anche lei ride volentieri – anche letteralmente).

            http://lanerossi.altervista.org

        • Gabriele scrive:

          in effetti l’avevo pensato anch’io in ottica guasto di un comando, senza tirare in ballo questioni di masse…anche perché occorrerebbe sincronismo nell’azione dei due freni sul posteriore sia come tempo sia come modulazione della frenata, il che non mi pare sia facilissimo…

        • Unto dal Pignone scrive:

          • Gabriele scrive:

            @Unto: sono stato un po’ troppo breve. Dunque se voglio che i due freni siano ugualmente efficaci in modo da aumentare l’efficacia globale della frenata, sulla ruota posteriore i  pattini di entrambi dovrebbero agire con la medesima forza. Ciò significa che i due ciclisti dovrebbero agire sulle due leve separate in totale sincronia di "corsa della leva" in modo tale da realizzare la situazione descritta sopra. Diversamente un freno agirà più dell’altro senza quindi ottenere un beneficio tangibile. Ovviamente se si pensa di utilizzare i due freni in situazione di emergenza è naturale che la frenata sia al massimo per entrambi e quindi non si ponga il problema del sincronismo totale.

            Poi magari è molto più semplice sto facendo delle inutili elucubrazioni…

          • Unto dal Pignone scrive:

            Sì, sì, avevo capito…… il mio post vuoto è stato un errore di post…. :-P

          • giuliano.g scrive:

            direi che l’ultimo paragrafo è corretto…

            prima di tutto non capisco cosa tu intendo con "efficacia della frenata". Qualunque cosa essa sia, considera che:

            1) l’azione dei freni al fine della frenata è totalmente indipendente. La forza d’attrito, e quindi il momento frenante, dipende (in maniera lineare) solo dalla forza di chiusura e dallo stato del pattino.

            2) le forze si sommano

            quindi l’azione dei due freni si somma allo stesso modo, sia che ci sia sincronia sia che non ci sia, o che uno agisca più o meno dell’altro.

            Credo che sia tutto corretto… almeno in prima (e magari anche seconda) approssimazione.

    • frank scrive:

      così, a occhio direi che è un dimensionamento per il raddoppio di spinta e massa inerziale, anche perchè penso che se uno frena e l’altro pedala potrebbe "fare brutto".

    • Lanerossi scrive:

      Idea pessima quella del doppio freno, il peggio del peggio su un tandem.

      http://lanerossi.altervista.org

  • rombolo scrive:

    Unto: regali un tandem e  mi tandemmizzo molto volentieri ;-)

    • Unto dal Pignone scrive:

      Eh, bello! Faccio mica il mecenate io!…. :-D

      p.s.: i tuoi amici della Stazione hanno lì un telaio a prendere polvere… ;-)

  • Salvatore scrive:

    Mi ricorda i tandem che si noleggiano dalle mie parti in estate, ma anche le tremende cadute quando quello davanti frenava e io acceleravo sui pedali.

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  • Lanerossi scrive:

    Tornando a bomba: Pogliaghi era un telaista eccellente e credo fece moltissimi tandem anche per la competizione (allora si faceva nei dilettanti la velocità in pista col tandem e gli italiani ne furono maestri).

    Altro maestro telaista dedito ai tandem fu Picchio di Torino, meno famoso forse ma non certo meno bravo.

    Attualmente molti tandem sono fatti a Padova da Vetta e anche da Bonetti, che lavora anche il carbonio fasciato. Un telaio tandem in carbonio, per informazione, persa intorno ai 3kg e la bici completa supera di poco i 10.

    Se fatto bene un telaio per tandem è molto stabile, tanto che si riesce a fare anche qualche pedalata senza mani.

    http://lanerossi.altervista.org

  • Lanerossi scrive:

    P.S.: mette in fase quelle cazzo di pedivelle!!!!!

    http://lanerossi.altervista.org

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