25.10.2007
Telaio fai-da-te per pignone fisso
Alberto in Altro | 97 commenti
Mauro ha scritto a Ciclistica: Buongiorno a tutti. Ho trovato da poco questo sito ed ho visto che vi si parla anche di costruzione amatoriale di telai nonchè di bici a pignone fisso.
Sono appassionato di entrambe le cose, per cui ho pensato di inviare qualche foto di un telaio a P.F. che ho costruito da me un po’ di tempo fa.
Tubazioni in acciaio Columbus Zona, 31.8 per TO e per TV, 34.9 per TQ, sterzo da 1.125″. Il telaio è stato brasato con cannello oxy-acet., lega in Ag al 45% senza cadmio, accoppiamenti tubi-congiunzioni spinati. Non ho usato ottone, pure i forcellini posteriori sono brasati in argento. La verniciatura non l’ho fatta io, dagli smalti poliuretanici preferisco stare alla larga. Buona parte della componentistica più importante (ad esempio ruote) è mutuata da un precedente telaio, anche quello a PF ed anche quello fatto da me.
Anche se ancora non disponevo di un piano di riscontro, il telaio è venuto dritto e pure pedalando senza mani la bici procede bene. Nel complesso ne sono contento, ma si può migliorare. Totale tempo speso: +/- sulle 70 ore di lavoro.
Il prox. telaio che questo inverno ho intenzione di costruirmi sarà parimenti a PF.
Sarà un misto di brasatura in argento (nella scatola del movimento pressofusa) e saldobrasatura con ottone senza congiunzioni (sugli altri 3 giunti del quadrilatero).
Anche questo sarà sloping.
Vediamo come viene.
Saluti a tutti.
97 commenti su “Telaio fai-da-te per pignone fisso”
Resto basito!…
p.s.: meno male che l’hai fatto slooping e gli hai messo due freni, così posso esimermi dal rosicare e dormo beato…
bello il telaio! scusa ma pf che vuol dire? pedalata fissa?
e poi dimmi, cortesemente, dove cz hai preso i forcellini posteriori lunghi che mi servono.
e lo sloping? come hai fatto con le congiunzioni? narra
Scusate l’ignoranza, ma a cosa servono i forcellini così lunghi, se poi si cerca di metter la ruota il più vicino possibile al movimento centrale?! Io sto vendendo dei forcellini Campagnolo e GPM ma son tutti intorno ai 3-4 cm….
Cazzo che bella!
concordo con mauro. che bella. pure troppo.
M_andrea
S P E T T A C O L A R E
“saldobrasatura con ottone senza congiunzioni”
dove sta la magia?
Provo a rispondere ai quesiti.
AA) PF vuol dire “pignone fisso”.
Questo è il tipo di mozzo che montano tutte le bici da pista. Contrariamente al meccanismo di “ruota libera”, qui non puoi smettere di pedalare. Se la ruota dietro gira, anche le gambe devono girare e non possono fermarsi. Le discese a PF possono essere ancora più penose delle rispettive salite.
BB) Ho comperato i forcellini da pista e le congiunzioni con TO sloping e diametri over-oversize dal seguente sito inglese: http://www.ceeway.com.
Ci sono anche diversi siti statunitensi da cui comperare. Il cambio Euro-US$ oggi è favorevole, mentre la Sterlina rimane cara.
CC) I forcellini da pista così lunghi servono qualora uno volesse avere (ad esempio se va su strada) un’ampia possibilità di scelta di pignone/corona. Per ogni dente che togli/aggiungi, il mozzo dietro si sposta di 1/8″ sui forcellini, ovvero 3.25 mm.
DD) Saldobrasatura con ottone senza congiunzione.
Non si usano congiunzioni e quindi non esiste accoppiamento maschio-femmina. Si preparano testa-a-testa i lembi del giunto, come per una normale saldatura in TIG. Invece di usare il TIG, usi il cannello. In questi casi si utilizza di solito l’ottone come lega, e non l’Ag. A fine saldobrasatura, si lima via l’eccesso di materiale d’apporto e rimangono le superfici lisce e raccordate.
Casati fa dei modelli saldobrasati, ma credo che loro utilizzino una lega di Ag.
Devi spiegarmi da cosa esce quell’ottavo di pollice di spostamente dell’asse per un dente di differenza su corona o pignone. Proprio non mi tornano i conti!
Ah, 70 ore sono per la costruzione della bici intera? Per la sola saldatura del telaio quanto ci hai messo?
x lanerossi….
a me i conti tornano
+o- 3mm ti suona meglio?
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teorema di pitagora forever!!!
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quindi hai usato l’acetilene.
io non voglio, é troppo tagliente e pericoloso (saldo dentro casa) e uso il propano, ma è troppo freddo per le brasature senza congiunzione.
però ci penso da un po’. liberarmi dalle congiunzioni è uno dei miei prossimi obiettivi.
Per Lanerossi:
Confermo che 1 dente di differenza su pignone o corona equivale a ca. 3 mm. di spostamento del mozzo. Provare per credere: fai un esperimento con 2 diversi pignoni che si differenzino tra loro per un numero N di denti. Vedrai che il mozzo si sposta sui forcellini per un multiplo N di 3.2-3.3 mm.
Le ca. 70 ore di lavoro che ho speso partono col disegno in scala 1:1 (1.5 ore)e comprendono preparazione tubi, assiemaggio, brasatura, lavaggi vari e pulizia delle saldature, controlli finali sul telaio. Sono quindi tutto il lavoro di costruzione del telaio tranne, come ho detto, verniciatura dello stesso e montaggio finale della componentistica.
Credo che un telaista professionista ci metta non più di 30-35 ore per arrivare allo stesso punto.
Per Rotafixa:
Ho anche io il problema della pericolosità dell’ Acetilene, perchè ho vicini di casa ecc.
Ho abbondato con i dispositivi di sicurezza (valvole di non-ritorno sia a valle dei riduttori che sull’ingresso del cannello) ed ho cercato di acquistare attrezzatura di qualità.
Ho comperato bombole nuove e quindi non vado a noleggio (con scambio all’atto della ricarica) delle stesse.
Come hai detto tu, l’Acetilene è più pericoloso del propano ma non pone limitazioni nel tipo di lavoro che si vuol fare.
Finora io mi ci sono trovato bene.
Per Lanerossi:
Dimenticavo. Forse può essere d’interesse un’occhiata al seguente sito ed annessi links, se già non conosciuto:
http://www.sheldonbrown.com/fixed-conversion.html
Mauro, “qualcosina” sul fisso lo so, grazie.
E’ che non mi tornano i conti, so benissimo cos’è un ottavo di pollice, solo che non ho capito come hai fatto a calcolarlo, a me risultano dati diversi da un primo calcolo approssimativo. Mi metterò a far calcoli più precisi per puro diletto, se tu intanto vuoi specificarmi che calcoli hai fatto, magari anche via e-mail per non tediare i ragazzi di ciclistica. Grazie
carta e penna…la calcolatice del pc e il teorema di pitagora…piu’ la formuletta C=2r(3,14)
non serve altro
Okay, ci siamo, i conti mi tornano, avevo fatto un esame sommario ad occhio troppo approssimativo.
Scusate ma sono solo ancora uno di quelli che prima di prendere una calcolatrice in mano vuole ragionarci un po’ su un problema, valutando a occhio. Un buon 70-80% delle volte arrivo vicino allo soluzione in pochissimo tempo, a volte sbaglio, sto giro è andata male.
@fiammetta: simpatia! a me hanno insegnato che se uno non sa fare una cose, si cerca di spiegargliela, non lo si sbeffeggia.
Ah, per la cronaca il mio risultato è di 3,04mm. Probabilmente dovuto ad una approssimazione che si è resa necessaria per non prolungare oltre misura i calcoli (e dal fatto che probabilmente nemmeno 1/8″ di pollice è il risultato esatto).
x lanerossi
mi dispiace che tu abbia frainteso…
nn volevo assolutamente prender in giro nessuno, ti avrei solo tolto il gusto di cercare per 10 minuti la soluzione…e soprattutto il gusto di trovarla
saluti
rota, l’acetilene rispetto al propano ha un potere calorico maggiore, inoltre la fiamma è più riducente(minor ossidazione). per le brasature in ottone è ideale.
in passato per lavoro ho avuto modo di usare entrambi i sistemi (in casi estremi saldavo anche col becco da taglio metano-ossigeno), l’acetilene però ha tre marce in più. se lo usi non torni più indietro.
per quanto riguarda la sicurezza, ti do ragione. mauro montando le valvole anche sul riduttore è stato molto accorto e per come la vedo io non ha abbondato. in quel periodo, per un ritorno di fiamma (la bombola dell’acetilene era quasi scarica e le valvole sull’impugnatura non c’erano) mi sono beccato quattro giorni di ospedale più un mese di convalescenza. lo scoppio del tubo provocò sulle mani e parte dell’avambraccio ustioni di primo secondo e terzo grado.
mauro, toglimi una curiosità, sulla giunzione testa-testa farai la classica saldatura esterna giro-cordone o inserisci all’interno un anello di ottone e poi scaldi dall’esterno?
metti anche un rinforzo interno?
saluti
Per Amerigo, anche se ho problemi col browser ed il tuo messaggio a volte lo vedo ed a volte no (?):
….”mauro, toglimi una curiosità, sulla giunzione testa-testa farai la classica saldatura esterna giro-cordone o inserisci all’interno un anello di ottone e poi scaldi dall’esterno?
metti anche un rinforzo interno?”…
La mia sequenza è come segue.
Per ridurre la deformazione sul tubo sterzo dovuta alla saldobrasatura e successivi problemi durante l’alesatura, agli estremi del tubo di sterzo braso in ottone 2 anelli esterni. Gli anelli hanno sp.~2mm ed h~6-8 mm.
Analogamente, sul TV braso (stavolta in Ag) un collare lungo 60-90 mm, sp~1-1.5 mm..
Anche questo ha lo scopo di ridurre la deformazione del TV conseguente alla saldobrasatura del TO e dei 2 pendenti dietro.
A quel punto, dopo aver puntato il giunto, faccio dall’esterno la 1^ passata. Questa serve a garantire di aver ottenuto debita penetrazione dell’ottone all’interno del giunto e quindi assicurare la formazione di un cordone regolare all’interno. Concettualmente questo è simile ad una 1^ passata con elettrodo cellulosico oppure in TIG.
Non uso anelli di lega preformati da inserire all’interno del giunto e da scaldare dall’esterno.
Assicurato che la 1^ passata è venuta bene, a quel punto cambio punta (+piccola) e vado col riempimento.
Per ridurre le tensioni, braso a quadranti sfalsati: 0->3, 6->9, 3->6, 9->12.
Immagino comunque che ci possano essere anche altri sistemi.
non sapevo che si potesse brasare senza congiunzioni. com’e’ la resistenza?
a me le congiunzioni piacciono un sacco, ma un telaio senza congiunzioni e senza la cicatrice del tig ha una pulizia di linea superiore.
ciao
M_andrea
Per M_andrea:
La resistenza di un giunto saldobrasato, se ben eseguito, è più che adeguata.
In casa ho fatto molti esperimenti di “controlli distruttivi”: una volta saldobrasato il giunto, ho inserito nella morsa 1 dei 2 tubi (tipicamente, il tubo di sterzo) poi ho inserito una leva di prolunga nell’altro tubo ed ho tirato con tutte le mie forze.
In tutti i test fatti, il metallo base ha ceduto prima della saldatura.
Si trattava di cedimenti nella Zona Termicamente Alterata (indebolita dai cicli di riscaldamento conseguenti alla saldobrasatura), mentre il giunto in sè teneva abbondantemente.
Da questo sito:
http://www.nimbuscycles.co.uk/html/construction_techniques.html
si vede quale deve essere la minima dimensione dello spessore del cordone in ottone.
Se “T” è lo spessore del tubo più robusto dei 2 (quello di sterzo, tipicamente 1.2 mm), nel caso in questione bastano ca. 5 mm. di sezione resistente di ottone per uguagliare la resistenza del metallo base.
Assumendo pure che uno non usi ottone al Nickel com’è invece il caso di quella figura, comunque 6-7 mm. di spessore di “normale” ottone sono sufficienti.
maaa
ma per il corso di saldatura a chi bisogna rivolgersi???
cioè….lo potreste pure organizzare no???
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(ewwiwa l’italiano)
Allora volete la rissa…
gia’….
Per Amerigo:
Giusto per informazione, che lavoro stavi facendo quando hai avuto il ritorno di fiamma ed è esploso il tubo?
Brasatura oppure ossitaglio?
Che pressioni avevi dal lato cannello?
Grazie e saluti.
@Mauro,
-che lavoro stavi facendo quando hai avuto il ritorno di fiamma ed è esploso il tubo?-
stavo riparando il bocchettone superiore del radiatore di un motore industriale.
-Brasatura oppure ossitaglio?-
brasatura. bacchetta ottone-argento + bacchetta stagno-piombo-argento. ancoraggio solidale con la prima, mascheratura con l’altra.
-Che pressioni avevi dal lato cannello?-
bella domanda. non lo so. come molti, facevo la taratura con l’udito per poi raffinare con l’occhio.
posso stimare ad occhio e croce che l’acetilene fosse a 0,2 bar e l’ossigeno circa 1-1.2 bar non di più.
punta cannello fro 160 lth
una domanda:
come stimi la qualità del cordone interno se non lo vedi?
@fiammetta,
ti rispondo io. circa tre settimane fa, due assidui frequentatori di questo sito, avevano promesso: filmati, documentazione tecnica intellegibile anche per maurizio, service manuals, workshop gratuiti con cene a base di pesce, corsi personalizzati, cd-dvd-vhs… e poi un elenco infinito di cose che ora non ricordo.
ripeto, tutto questo ventuno giorni fa…
fiammetta, ora che sei al corrente, per favore in futuro evita queste domande.
Certo, poi l’atteggiamento di alcuni forumisti hanno fatto passare la voglia di sbattersi per gli altri. Questo per quanto riguarda “un assiduo frequentatore del sito”, l’altro risponderà per lui…
unto, sei sempre in tempo. sai che noi contiamo su di te… perdiana come te lo dobbiamo dire?
valentina, fiammetta, datemi una mano…
Per Amerigo:
” come stimi la qualità del cordone interno se non lo vedi? ”
La stimo a naso, nel senso che cerco di farmene un’idea in base alla quantità di ottone che sono riuscito a fare penetrare all’interno del giunto in quella mia 1^ passata.
Domanda: con la saldobrasatura, tu che sequenza usi?
Ciao.
@Mauro,
la sequenza è la classica, non ne conosco altre:
fase prima, riscaldo della zona dei pezzi da unire, fase seconda, brasatura con materiale d’apporto.
nel caso specifico, procederei nel seguente modo:
creerei un anello interno con materiale d’apporto in prossimità della testa. Il tubo come ben sai ha uno spessore molto ridotto( brasare all’interno del tubo è cosa abbastanza facile), l’anello non da la certezza matematica della saldatura fatta a regola d’arte, però aiuta molto, o quantomeno hai la certezza di avere un cordone lineare.
montato il tutto (previo un abbondante spennellata di antiossidante sull’anello) inizierei a saldare all’esterno cercando di lavorare con gravità a favore. saldare subito all’esterno, si evita di fare due volte la stessa cosa.
ciao
“valentina, fiammetta, datemi una mano…”
amerigo, vedo che tu e mauro ve la cavate benissimo da soli, e mauro non nega risposte a nessuno!
mauro dimenticavo…bella davvero, complimenti.
ps. ma almeno un freno in meno??
Per Amerigo:
Premetto che non sono il fautore di un metodo piuttosto che dell’altro, questa è soltanto una discussione accademica sui meriti di differenti metodi.
Ho l’impressione che, se fatto in unica sequenza (scaldando 1 sola volta da fuori, con l’intento di fondere al contempo anche dentro), per qualcuno potrebbe risultare difficile perchè non vede cosa succede lato interno.
Il cianfrino TS-TQ, ad esempio, è molto “sgolato”, l’angolo tra i 2 tubi essendo simile a 60 gradi o giù di lì.
Questo comporta che l’anello preformato di ottone deve venire introdotto diversi centimetri all’interno del TQ per poter permettere che i 2 tubi si possano accoppiare.
L’ottone, una volta fuso, dovrà quindi camminare molti centimetri per arrivare ai lembi del giunto ed assicurare la penetrazione.
Questo di fare camminare l’ottone diversi cm., pure sfruttando la gravità, per qualcuno potrebbe già essere tecnicamente difficile, specie se non si chiama Pegoretti e se non salda telai ogni giorno.
In aggiunta c’è il fatto che di un eventuale problema di scarsa penetrazione dall’interno, il nostro telaista domenicale non riesce ad accorgersi perchè lui sta brasando fuori ed il tutto è nascosto da quello che succede fuori.
Probabilmente la reazione sarebbe di insistere col cannello per stare sul sicuro ed essere certi di aver debitamente fuso anche dentro tutto il fusibile.
Però, specie se i tubi sono un po’ belli (sottili), è facile esagerare ed abbrustolire il tutto.
Ripeto, questa è soltanto la mia idea, per carità.
Ci possono essere mille modi diversi di fare uno stesso lavoro, tutto dipendendo dal manico, dall’esperienza, dall’attrezzatura ecc.
Per Valentina:
Grazie per i complimenti.
Freni: hai ragione, il telaio che faccio questo inverno avrà solo 1 freno, se risolvo come bloccare la leva di quello che non metto.
E’ che io sono un inguaribile stradista e mi sono fatto la mia bella indigestione di “ mucchi selvaggi “ come conseguenza di uscite domenicali di gruppo alla morte…
@Mauro
“Ho l’impressione che, se fatto ….non vede cosa succede lato interno.”
l’anello va formato (quando il tubo è appena stato tagliato) colando materiale d’apporto sulla sgolatura interna (a dire il vero, formerei anche l’anello esterno); non deve camminare, è già li.
Nella messa in dima, come scaldi le teste per la brasatura esterna anche questo all’interno fonde. in ogni caso non vedresti mai cosa succede dentro.
il rischio è di cuocere troppo l’acciaio. crtistallizza e diventa fragile. per lo meno con il propano, far colare giù l’ottone dal dentro significa scaldare il pezzo un po’ di più del rosso ciliegia che serve dall’esterno, e quindi ti avvicini a temperature dannose per i tubi.
imho.
non ci siamo.
il cordoncino interno deve essere molto vicino all’estremità sgolata del tubo. se durante la brasatura si sporca anche la testa (1-2 decimi), non mporta, anzi meglio. l’esiguo spessore, non crea uno scudo termico tale da dover riscaldare molto di più la parte esterna (la trasmissione è pressochè immediata). infine se il materiale d’apporto, il flusso antiossidante sono di qualità ed il becco ha la giusta (chiamiamola) fiamma, l’acciaio dei tubi non si decarbonizzerà.
provate con uno spezzone da rottamare poi mi saprete dire.
Ps
mauro, se fai tre conti sull’area e consideri un sigma di 3 su R ti conviene usare l’argento.
Per Amerigo:
Non ho intenzione di usare Ag per saldobrasatura (niente congiunzioni, preparazione testa-a-testa) di telai di bici.
Ho letto da varie fonti che la lega a base di Ag (perlomeno quello in uso per la brasatura di telai, con Ag tra 45-56), ha tendenza a sviluppare microcricche tra una passata e l’altra, quando cioè (come nella saldobrasatura) tenti di costruire un cordone corposo.
Questo non avviene invece nella brasatura, quando il gioco tra congiunzione e tubo è dell’ordine di 1÷2 decimi di mm.
Queste microcricche tendono nel tempo a svilupparsi e possono portare a cedimenti improvvisi.
Tutto vorrei tranne che, nel corso di una discesa a 80 km/hr (a RL), mi si dissalda di colpo il tubo obliquo dal tubo di sterzo.
Non so avete visto quel film in giro su YouTube, in cui a quel tale con la MTB che scende a 170+ Km/hr. dal vulcano succede un identico ” contrattempo “.
Forse ci vorrebbero leghe a basso tenore di Ag (10÷20%), ma a quel punto non sei lontano dalla temperatura di fusione dell’ottone per cui tanto vale.
C’è poi pure una questione di costo.
La lega di Ag. che compro, la pago al rivenditore Air Liquide 60-70 €/etto + disossidante a parte.
Per saldobrasare un telaio, ce ne può volere anche 300-400 gr., buona parte dei quali finisce alla fine in limatura.
L’ottone costa forse 1/10 di quanto sopra.
Saluti.
@mauro,
per il costo (un pò caruccio) non batto ciglio, per quanto riguarda il metodo o i timori, dai un occhiata a questo pdf. (pag.6 in poi)
ciao
il pdf è questo
http://www.vetta.it/doc/listino_2008.pdf
Bellino, spero tu stia seguendo il discorso e capendoci qualcosa, nonchè imparando a non fare errori nelle saldature/brasature ecc.
No, perchè quando (vabbè, nel futuro ecc.) sarai a farmi il mio telaio a congiunzioni non vorrei poi a ritrovarmi a pedalare su un rottame che rischia di spezzarsi al mio dolce peso.
Per Amerigo:
Conosco Vetta, mi ha fatto qualche anno fa un tandem in alluminio da corsa strada che andava come un treno.
Saldobrasatura con Ag.
Credo che molto dipenda dal tenore di Ag.
In accordo a quelle fonti che riferivo (che poi altro non sono che le 2 principali mailing lists anglosassoni di telaisti di bici), possono esserci problemi con tenori di Ag>45%.
Nulla veniva commentato su leghe con tenori inferiori di Ag.
Sarebbe interessante sapere quale lega per saldobrasatura in Ag Vetta e/o Casati utilizzano: ad un Salone di Milano della bici di qualche anno fa avevo chiesto al Sig. Casati informazioni specifiche sul tipo di lega usata, ma avevo notato un certo riserbo.
P.S.: a proposito di tandem (in acciaio), se qualcuno è interessato provi a dare un’occhiata qua:
http://www.andersoncustombicycles.com/The%20Bicycles.htm
o qua:
http://www.spectrum-cycles.com/53.htm
Saluti.
@Mauro
credo che l’unico modo per sapere il tipo di lega adatta allo scopo, è interpellare l’azienda che trafila i tubi; gli assemblatori fanno altrettanto. in alternativa puoi sentire un service, di chi produce o importa bacchette brasanti. dai signori del telaio difficilmente avrai notizie esaustive. i segreti di pulcinella vanno custoditi gelosamente.
amerigo, chiunque tu sia, non sei un intervento affidabile.
all’inizio di questo 3d
affermavi ciò
e poi ti lanci in elucubrazioni micrometriche, fino a dire (al solito, da quando intervieni su questo povero blog)
e concludere, vedo ora:
secondo me sei un provocatore. ti dispiacerebbe, una volta per sempre, andare a provocare altrove?
e, in subordine (se non capisci cosa ti sto dicendo e sospetto che tu non capisca o forse: tu non veda l’ora di scontrarti con qualcuno per affermare la tua esistenza) perché non te ne vai affanculo?
lo dico con rispetto per le tue patologie, sappilo. però davvero, evita. sembri quasi uno sbirro rompicoglioni che interviene solo per -appunto- rompere.
Mauro, raccontami un po’ del tuo tandem. Io vorrei farmene uno per girar con la mia bella. Ovviamente a scatto fisso.
Vorrei sapere quanto costa un telaio da tandem, se ce n’è sono anche da poche lire (roba da supermercato, tanto è solo uno sfizio…) e come funzionano i rapporti tra ingranaggi: ho visto infatti (ma ammetto di aver visto da vicino solo tandem da pista) che solitamente le due corone di sinistra (che sono collegate in trasmissione tra loro) sono sempre più piccole della posteriore destra (quella collegata al pignone della ruota posteriore).
Illuminami, please!
Oddio, non è che chiedessi tutta sta bibbia del tandem (ho già dei libri, sulla teoria: ruote con molti raggi, etc…).
Comunque grazie, più che altro volevo sapere la questione delle guarniture ed ora m’è chiara.
Sinceramente ho provato un tandem da pista su strada ed anche in salita andavamo su come camosci: sarà stata solo l’eccitazione della prova?!…
Il pericolo di spaccare i raggi (eppure il tandem che ho provato io aveva addirittura raggi radiali davanti e dietro!!!…) se si usano ruote normali e il costo del telaio però a questo punto mi frenano un po’…
torno or ora da un breve esilio, e cosa leggo?
mastro rotafixa che in un commento sconclusionato assurge a ruolo di psicologo.
…maledizione di Montezuma?
manca l’intelligibilità. prego ripetere.
per mauro,
mi sfugge una cosa:
i filetti contrari (3 su 4) delle pedivelle hanno un senso?
su un’altro forum ho visto che qualcuno sta tentado sul tandem la via di montare tutto a destra usando una tripla, con una corona dedicata alla trasmissione per i pedali davanti e le altre due alla trasmissione diretta alla ruota. che ne pensate? e’ fattibile?
M_andrea
Secondo me è fattibile, ma ha qualche contro.
Anche con la catena di sincronismo tradizionalmente a sx., spesso sui tandem si monta comunque una tripla.
Sul mio tandem, ho un 54-42-30 ed in salita il 30 si usa che è una meraviglia.
Questo perchè la salita per un tandem è terreno difficile (ci si può alzare poco in piedi xchè il telaio, lungo com’è, si torce; la bici rilancia con lentezza ecc.).
A meno che sul tandem ci sia come equipaggio Gotti+Virenque, una salita alpina, lunga ed in piedi, con la semplice moltiplica col 39 diventa una sofferenza, anche per i rapportoni che un tandem normalmente monta sul rocchetto dietro.
Montare una compatta col 50-34, probabilmente non darebbe al tandem, col 50, un rapporto sufficientemente lungo dall’altra parte della salita.
Se invece il tandem venisse usato soltanto in pianura, probabilmente la cosa andrebbe più che bene.
Altre opinioni, most welcome.
Saluti.
Da quest’estate vado in tandem, con ruote a 36 fori, belle robuste, ma normali ruote da corsa robuste. Nessun problema, neanche a scendere per 10km su una strada che era un campo minato (non scherzo, era quasi sterrata…).
Ho acquistato un telaio grezzo in acciaio di un tandem anni 80: 100 euro. Lo sto facendo verniciare, poi vedrò il da farsi sulle ruote: ha battuta posteriore 126. Caso mai da un amico recupero un vecchio mozzo Campagnolo a 40 fori.
Per le guarniture, visto il problema dei pedali, monterò la catena di collegamento a destra, sulla corona più esterna, all’interno credo terrò qualcosa tipo 52-36, forse 50-34.
In fondo anche con il 50 si viaggia bene, vabbè che si tirano i rapportoni, ma voglio vedervi se il 50-12 è troppo corto!
Ah, di solito quando esco in tandem facciamo parecchie salite, anche “durette”, anche se io soffro con il 39-27…
“No, non hanno un senso e, come ho detto, sono pure un grattacapo per via dei pedali.
E’ però l’effetto che ottieni quando, per motivi di costo, decidi di utilizzare su un tandem componentistica da bici normale”
Mauro scusa eh: ma se io monto pedivelle normali sul tandem (usando tre pedivelle con corona, di cui 2 montate a sinistra), l’unico problema potrebbe essere che pedalando in teoria potrei svitare il pedale, giusto?! Ma se io lo serro ben bene (bestemmio da una settimana per svitare un vecchio cmapagnolo da una pedivella e non ci sto riuscendo nemmeno con una leva da 1 metro!…), a quel punto l’unico problema sarebbe quello di avere 3 pedali destri su 4. Una volta trovati, saremmo a cavallo (del tandem), sbaglio?!…
Un ciclista che conosco mi ha fatto vedere il magazzino pieno di pedivelle Campagnolo spaiate (una volta faceva la cazzata di vendere i pezzi singoli…), mi prendo tre pedivelle destre e via!
Dove sto sbagliando?!
“Ho acquistato un telaio grezzo in acciaio di un tandem anni 80: 100 euro.”
Cazzo, che culo! Ma non ti vergogni?!
Per Lanerossi:
Ho riportato quella che è stata la mia esperienza. Immagino che ad altri possa andare diversamente.
Quando avevo preso il tandem, avevo montato un mozzo dietro del Record a 36 fori con un cerchio da, non esagero, 550-600 gr., profilo a V da ~60mm, raggi da 2 mm., nipples in ottone.
Sembravano ruote a prova di bomba termonucleare.
E’ andato tutto alla perfezione per 4-5 mesi, poi si è rotto prima 1 raggio, dopo un po’ un altro, poi ancora e poi ancora.
Ho fatto rifare la ruota daccapo, passano ancora un po’ di mesi e si ricomincia nuovamente.
A quel punto ho cambiato cerchi e mozzi. Fine del problema.
Per la cronaca, io (capitano) pesavo (peso?) 83-85 Kg. e mio fratello (il mio socio di allora) 88-90.
Magari un equipaggio più leggero oppure che pedala diversamente oppure con mozzi diversi (i Campagnolo, come campanatura, sono peggio degli Shimano) ha meno problemi.
Per Unto dal Pignone:
Il problema che ho evidenziato io è limitato alla difficoltà di montare pedali con filettatura di un tipo su moltipliche/pedivella con filettatura discordante.
Una volta che in qualche maniera hai risolto il problema e li hai messi su, il problema è finito.
Se li serri bene, è molto improbabile che si svitino.
Con i Look non riuscivamo a trovare i 3 pernetti adatti, non ce li volevano dare. Allora avevamo comperati del Look-cloni sui quali, in qualche maniera, avevamo sostituito i perni.
In seguito, comunque,avevo deciso di cambiare e montare nuove moltipliche, da tandem.
Questa è stata la mia storia.
Cordiali saluti.
Ah, ok!
Per Amerigo:
guardando bene, alla tua domanda ” mi sfugge una cosa: i filetti contrari (3 su 4) delle pedivelle hanno un senso? “,
io ho pensato bene di rispondere ” No, non hanno un senso e, come ho detto, sono pure un grattacapo per via dei pedali. ”
Non dovevo essere molto sveglio a quell’ora ed ho interpretato la tua domanda come se tu chiedessi se LA COSA aveva senso.
Invece probabilmente chiedevi se LE FILETTATURE avevano un senso di rotazione.
Sì, se sono pedivelle/moltipliche APPOSTA PER TANDEM, allora il senso (di rotazione) ce l’hanno: come le bici normali, sul lato dx. la filettatura si avvita girando in senso orario, sul lato sx. in senso antiorario.
Se sono recuperate da un gruppo da bici normale, si ha la situazione ibrida di cui sopra.
Sorry per la confusione.
Saluti.
Mauro avevi capito bene, non conoscendo il tandem, m’incuriosiva la strana combinazione.
non capivo perchè un filetto fosse a sfavore.
ne approfitto per farti due domande:
1 quanto è costata la sola cromatura
2 la scritta è una decalcomania o è parte del pacchetto affidato al verniciatore?
se invece è una tua opera come l’hai realizzata?
grazie e saluti
Per Amerigo:
Avevo portato il telaio grezzo in un negozio amico della zona, il quale commercializza con il proprio nome anche telai che fa fare da dei telaisti.
Il negozio si è incaricato di far fare decals, cromatura e verniciatura.
Se ricordo bene ho pagato, per l’intero pacchetto, sui 200-250 €.
Saluti.
Per Mauro:
ho portato sfiga: abbiamo rotto un raggio stamattina, spezzato di netto. Il cerchio era bollente, dopo un dritto in discesa al 10%…
Per Unto:
la verniciatura costerà altrettanto (più qualche euro), ma la un professionista che fa bici per professionisti.
Raccontami sta storia delle pedivelle spaiate???
Io sto cercando una pedivella sinistra Nuovo Record 175mm, poi se ha pedivelle destre sempre nuovo Record fammi sapere…
Per Lanerossi:
Occhio, col tandem, ai cerchi bollenti.
Ci vuole un attimo perchè la camera d’aria tocchi in qualche punto il cerchio surriscaldato e scoppi.
Se hai fortuna e si tratta della ruota dietro, probabilmente il tandem sta in piedi. A me così era successo (ruota dietro) venendo giù da un passo (Passo Crocedomini, 2000 mt. slm): niente caduta.
Ma se hai sfortuna e ti scoppia quella davanti, magari su una curva, è molto molto probabile che andate giù, e ci andate in un nanosecondo.
In questi casi è spesso il capitano che si fa più male, perchè gli casca addosso di peso anche il suo socio.
Così era successo a me…
Raggi: ti auguro che non sia l’inizio.
Hai detto che il tuo mozzo dietro ha 126 di battuta. Se è a RL avvitata, dovrebbe comunque avere una campanatura più favorevole di un mozzo a cassetta.
Si è rotto un raggio lato RL oppure a sx.?
No, non è stato con il mio di tandem, che è dal verniciatore…
Ruota anteriore, spezzato di netto… Siamo tornati a casa senza problemi, ho allargato un po’ il freno. Avessi avuto il tiraraggi mollavo un po’ i raggi dalla parte opposta per avere un minimo di centratura (vabbè, andava a farsi benedire la rotondità della ruota, ma eravamo vicini a casa).
Il tandem è un gioiellino, in carbonio, Dura Ace 10v, ha pochi mesi, ruota ambrosio con raggi in inox da 2mm
Per Lanerossi:
In fibra di carbonio, che tandem è?
E’ italiano?
Non so la marca, se ne è occupato un meccanico della zona, non saprei dirti bene. Ha un nome che non ricordo, non fra le grandi case…
Si pedala bene su, se però almeno ci fosse un 29 dietro…
Di sicuro è un gran telaio, visto anche il resto dell’allestimento, di alto livello.
“Per Unto:
la verniciatura costerà altrettanto (più qualche euro), ma la un professionista che fa bici per professionisti.”
La verniciatura non è un problema, conosco posti che te la fanno per 20-30 € (sabbiatura compresa). Io poi me la farei fare in laboratorio e non mi costerebbe un cazzo. Sì, insomma: per 80€ un telaio da tandem lo compro subito, ma anche con 160€ t’è andata di lusso…
“Raccontami sta storia delle pedivelle spaiate???
Io sto cercando una pedivella sinistra Nuovo Record 175mm, poi se ha pedivelle destre sempre nuovo Record fammi sapere…”
Ho una cifra di materiale da smerciare, per lo più d’epoca (anche le scarpette di cuoio stringate). Appena esco dalle disgrazie che attraverso mi prendo un po’ di tempo e faccio un inventario e magari ti mando una mail (non ho mai voluto pubblicarlo qui sul sito perchè mi pareva invadente).
Comunque per le guarniture si tratta per lo più di Campagnolo e GPM, anche se non ricordo i modelli esatti, ma credo siano 170 e 165….
Per Unto:
per caso hai qualche sella in cuoio tipo sportiva tra il tuo materiale?
ciao e grazie
Un mio amico, appassionato come me di bici vecchie, si è ritrovato una bici con pedivella destra da 175, sinistra da 170 (entrambe Nuovo Record).
Io ho delle pedivelle sinistre recuperate dal ferro vecchio da 170, 172.5 e volendo ne recupero una da un meccanico in pensione da 177.5 (dicesi sfiga), ma non da 175…
“Per Unto: per caso hai qualche sella in cuoio tipo sportiva tra il tuo materiale?
ciao e grazie”
In cuoio tipo Brooks o Ideale da corsa?! mmmhhh, non da cedere, al momento. Ne ho in pelle, tipo qualche vecchia Rolls (San Marco?…)…
La cercavo piu tipo brooks o ideale… a chiunque dovesse capitare da cedere io sarei interessato.
Saluti
per unto,
ricevo, stringo e trasmetto:
una nutrita schiera di utenti si chiede se sei un rigattiere dedito all fotografia, o un fotoreporter con l’hobby della ferraglia.
rispondi celermente, ho un altra richiesta.
Nessuno dei due, forse un po’ dell’uno e dell’altro, o forse solo una mente malata. La seconda richiesta?!…
ma che mente malata. suvvia, i malati sono ben altri. io per esempio… (dalla mia sfera magica vedo valentina annuire).
unto, era solo una battuta e nulla più. al momento non ricordo l’altra richiesta, probabilmente era una cazzata.
mauro, non ti leggiamo più, cosa stai tramando?
lo vuoi dire anche a noi o è un segreto?
cambia sfera ameri’
valentina cosa mi consigli?
eventualmente, prima parlane con unto, chissa mai che in mezzo alla ratatuglia…
« L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza Immaginazione? »
(Leonardo Sciascia)
ciao splendido frutto…
Per Amerigo Giovanna:
” mauro, non ti leggiamo più, cosa stai tramando?
lo vuoi dire anche a noi o è un segreto? ‘
Non sto tramando nulla, sto solo aspettando che venga 1/2 Dicembre per cominciare quel telaio nuovo a PF che andavo dicendo tempo addietro.
La sfida questa volta sarà di farlo ” assolutamente ” diritto (quanto diritto, well… vedremo). Ho preso tempo fa un potentissimo piano di riscontro in ghisa e adesso mi sono procurato tutto l’ hardware per montarci su il telaio e misurarmelo.
Non mi leggete più perchè raramente partecipo alle questioni che esulino da uno specifico argomento, tipicamente costruzione. Forse è deformazione professionale.
Saluti.
OT
amerì, prova coi fondi di caffè…hai visto mai!!!
« L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza Immaginazione? »
impossibile, nel bene e nel male…
OT
valentina, funziona!!!!
ti ho vista, sei bellissima.
I fondi hanno svelato molte cose, ne cito alcune:
questo approccio è solo l’inizio di cose case e chiese che il futuro ci riserberà.
l’amore passionale alternato a furibondi litigi sarà la nosra vita finchè una losca figura non ci separerà.
figli, figli, ed ancora figli per un totale di ventidue.
corse quotidiane in bicicletta. la tua bianca, la mia nera.
il mare aperto e tempestoso per primo coronerà i nostri desideri.
una grande fortuna cadrà su di noi. ti ho vista come una libellula librare in volo, per poi scendere a tuffo in un deposito colmo di dobloni d’oro.
ed altro…
ora io ti chiedo in ginocchio: vuoi fuggire con me?
NOOOO!!! che hai fatto amerigo?? non te li dovevi fumare i fondi!!! non hai letto le controindicazioni? queste sono allucinazioni lisergiche.
ora non resta che frugare nella rumenta di unto…
valentina, non mi sono fumato i fondi, ti devo confessare che quello che hai letto non è farina del mio sacco. ti spiego.
ieri pomeriggio ho chiesto aiuto ad unto. la sua segretaria particolare, presente al dialogo, e nota massaggiatrice brasiliana con studio serale ben avviato in zona idroscalo, si è immediatamente attivata. ha interpellato una fattucchiera che ha letto ed interpretato i fondi per me.
unto dice che è molto brava… ed io non lo posso negare. mi sono fidato.
Ahò, e mica faccio er monnezzaro! Ma mi dovete mette’n mezzo anche quando non c’entro?!
unto, con chi ce l’hai?
per mauro,
“Ho preso tempo fa un potentissimo piano di riscontro in ghisa e adesso mi sono procurato tutto l’ hardware per montarci su il telaio e misurarmelo”
la dima è di tuo ingegno o te la sei procurata?
mi puoi descrivere l’hardware e le misure del piano?
a parte il movimento centrale, gli altri ancoraggi dove o come li fissi?
per la messa in quota, farai uso della sola leva?
che cad utilizzi, ti limiti al 2d o vai oltre?
saluti
Per Amerigo:
1) “ la dima è di tuo ingegno o te la sei procurata? “: la dima che sto usando è una mia elaborazione degli schizzi a mano che ci sono sul manuale di Paterek (mi sembra rev.3), portati in un’officina e fatti costruire.
2) “ mi puoi descrivere l’hardware e le misure del piano? “: il mio piano in ghisa è da 800×1200, h=~140 (comprese costolature). L’ hardware che ho preso è uguale a quello della seguente paginata:
http://www.flickr.com/photos/14591544@N02/1876741223/
3) “ a parte il movimento centrale, gli altri ancoraggi dove o come li fissi? “: fisso l’ ancoraggio per il tubo sella (vedi foto) mediante bullone passante M10, previa foratura del piano. Farò quel foro a 450-500 mm. di distanza dall’ asse del movimento, trapano a mano.
4) “ per la messa in quota, farai uso della sola leva? ”: utilizzerò la leva di prolunga (in effetti ce ne sono 2 dai diametri diversi, 1 per TV da 28.6 ed un’altra per TV da 31.8) per portare a squadra il TV rispetto all’ asse del movimento.
Poi verifico che il tubo sterzo non sia sghembo rispetto al TV, misurando su quell’asse di prolunga in inox che si vede in foto in basso a sx..
Poi verifico/raddrizzo il carro.
5) “che cad utilizzi, ti limiti al 2d o vai oltre? “: mi limito al 2d, nel senso che a mano faccio il disegno in scala 1:1 del telaio come lo voglio.
Saluti.
“unto, con chi ce l’hai?”
Con chi mi tira in ballo anche quando non c’entro…
p.s.: Se qualcuno è interessato ci sono delle attrezzature in vendita (piano di riscontro, etc…). Se qualcuno volesse far l’investimento…
p.p.s.: Mauro, ma che te serve Autocad se ti limiti ad un disegno in 2d?! A quel punto basta un quarto d’ora di tempo ed un foglio di carta millimetrata!…
Passa a 3d Studio Max e in mezz’ora fai in 3d e a colori quello che con Autocad fai in 2d e in bianco e nero in tre ore…
Per Unto dal Pignone:
Non ho detto che uso Autocad.
Con la mia bella riga e squadra disegno (a mano) il telaio su un bel foglio tipo A0 o quasi. Ci metto di più di 1/4 d’ora, ma per me funziona che è una meraviglia.
Saluti.
Ah, ok…le parole di Amerigo mi avevano confuso e visto che non avevi eccepito in maniera netta (“…mi limito al 2d…”) restavo un po’ perplesso…
Vada per riga e squadra!…
p.s.: e matite di legno, che le micromine son roba da bibliotecario…
per unto,
“Passa a 3d Studio Max e in mezz’ora fai in 3d e a colori quello che con Autocad fai in 2d e in bianco e nero in tre ore”
sei un fenomeno.
1) dove hai letto autocad lo sai solo tu.
2) solo autocad lt lavora in 2d.
3) il tempo è legato alla capacità del progettista d’interagire col programma. plug-in compresi.
sarà l’abitudine, ma ai fini della lettura preferisco il 2d (quota con chiarezza un telaio in 3d)
4) passare a 3d studio è facile dirsi, il difficile è farlo.
1) Hai parlato di cad 2d, cosa intendevi: ” Cadauno”?!…
2) Ho detto che le tue parole mi hanno confuso, che devo fare di piu’, penitenza?!…
3) I cad sono programmi mediamente limitati, di fatto proliferano tra gli architetti italiani…
4) Chiaro che non si impara ad usare un software in 5 minuti, resta il fatto che coi Cad ci metti un quarto d’ora a fare un quadrato virtuale in bianco e nero, con 3D Studiomax nello stesso tempo fai un cubo smaltato effetto marmo belga…
Se devo lavorare con un Cad 2d non faccio nemmeno la fatica di avviare il PC e prendo carta e matita come Mauro…
unto,
1 la prima domanda la ritengo una battuta, per cui sorvolo.
2 behh…un pò di penitenza non guasterebbe.
3 vallo a raccontare a chi disegna particolari meccanici, schemi idraulici, elettrici, elettronici, ecc. unto, al giorno d’oggi, sono pochi coloro che utilizzano ancora il tecnigrafo. il disegno (file) per ragioni di costo dev’essere portabile: parte del disegno lo si può smembrare, ricostruire o utilizzare in contesti diversi. l’archiviazione su carta è roba vecchia. la china non la tira più nessuno. le macchine a cnc non accettano disegni cartacei (solo i pantografi ottici). per assurdo forse gli unici che sono rimasti fermi alle matite sono gli architetti.
4 il telaio di una bicicletta, è una cosa abbastanza facile da farsi con un cad 2d. una volta create le librerie delle giunzioni e di qualche altro particolare (sgolature, forcellini…), il tempo impiegato per la realizzazione è molto breve (10 minuti). nel caso di mauro, gli angoli e le quote di taglio sono fondamentali, il rendering è un complemento grafico buono solo a vedere il risultato ottico in anteprima (colorando le campiture si ottiene più o meno lo stesso risultato).
per mauro,
da quello che vedo ti sei atrezzato in modo professionale, hai intenzione di produrre i telai in larga scala?
ultima domanda e poi non ti stresso più: come e con cosa tagli i tubi?
saluti
Amerigo, la penitenza toccherebbe a te perchè non hai capito un cazzo di quello che ho detto.
Non ho mai sostenuto l’inutilità del digitale a favore dell’archiviazione su carta. Solo che i cad potevano avere un senso negli anni 90, oggi sono ridicoli visto la gamma di software (non solo 3d studio max o Rhinoceros) che fanno di meglio e in metà tempo. E non è questione di rendering che in teoria ha solo una valenza estetica (in pratica no: osservare un cilindro metallico con l’effetto cromato non è solo per far bella figura: ma ti aiuta a capire cosa ti resterà in mano uscito dal tornio…) ma anche di cose molto più sostanziali: sai cos’è una restituzione prospettica?!…
Ma è inutile parlarne non potendo farti vedere dal vivo la differenza, ognuno la vede a modo suo: nell’era delle Playstation e delle X-Box oggi mi hanno offerto un cifrone per il mio Commodore 64….
non volendo prendere le parti di nessuno dico la mia:
per lavoro (li possino quante cose inutili producono e spediscono con l’incoscienza della tecnologia allo stato brado), ricevo millanta file di architetti e ingegneri navali…bon..
99 sono autocad e 1 Rhinoceros et similia ed ho una macchina lentissima (per i miei gusti) per il peso della modernità dei vari software per poterli “vedere”.
la cosa più incredibile è che i progetti sono tutti uguali. perche?
e non parliamo dei progetti statunitensi…per carità..
per molti sarebbe bene fare un anno con riga e squadra.
non mi linciate, ma per molti la tecnologia ha mandato a spasso il pensiero…o forse non sono mai partiti da lì
quando vedo i vecchi progetti su lucido mi si apre il cuore e la mente…e non sono vecchissima…ho solo buona memoria più antica di me!
comunque niente contro la tecnologia, basta che dietro ci sia una testa e il tempo e la capacità per utilizzarla al meglio.
altrimenti si arriva da ste parti:
http://www.alexsuvajac.com/a.html
omaronnamia!
So che sono in controdentenza, ma mi viene da chiedere: a cosa serve tutto questo potentissimo software?
Prendiamo il caso in questione, quello di un hobbysta che, appunto per hobby, si costruisce qualche telaio di bici.
Normali condizioni al contorno: a) famiglia, b) lavoro (quello vero, non i telai), c) tempo disponibile (ogni tanto il ns. hobbysta vorrà pure farsi un giretto in bici).
Considerato che al nostro telaista domenicalnotturno ci vogliono 60-100 hr. per costruire 1 telaio e considerata la difficoltà nel ritagliare quelle 60-100 ore visti i 3 major condizionamenti di cui sopra, secondo me il nostro eroe arriva a costruire, mediamente, da 1 a 4 telai/anno. Punto.
Eccoci qua: con 1-4 telai/anno, secondo me l’utilizzo del potentissimo SW non è strettamente indispensabile, nel senso che il risparmio annuo non supererà le 1-4 ore (1 hr./telaio risparmiata)
Non nego la comodità di un archivio elettronico, non nego il piacere di dimensionare alla 2^ decimale (sulla carta…) l’inclinazione del tubo sterzo, però per il nostro eroe ci sono altre priorità, se vuole davvero accorciare i tempi di costruzione: un miglioramento generale della sequenza di costruzione ed un aumento nella qualità del lavoro di brasatura (meno lavoro di pulizia alla fine).
Personalmente, dove lavoro mi ero fatto installare Autocad (vers. 12 o 13??), l’ho usato un bel po’, ho imparato a sufficienza a smanettarci, ma poi ho visto che se andavo all’antica poco cambiava, nell’economia generale.
Per Amerigo:
No, non ho intenzione di mettermi a fare telai per sbarcare il lunario, è solo che quello dell’attrezzatura è un mio personale pallino.
Con cosa taglio i tubi: li taglio col seghetto a mano, poi li cianfrino con una quantità di lime.
Il profilo della curva lo ottengo usando un semplicissimo applicativo (123 Kb) di nome Tubemiter.
Un giorno forse mi comprerò un trapano-fresa.
Cordiali saluti.
mauro, prova con le forbici da carrozziere. le sgolature vengono perfette (dopo la consueta limatura, naturalmente)
quanto al disegno, io non uso progetti. mi limito a dare l’inclinazione classica al tubo sterzo e a decidere, sempre nei limiti delle congiunzioni, quella del tubo piantone. il resto (se sai le micure, e io le mie le conosco abbastanza) viene da sé.
Vale, sai che io sbaverei per una bici come quella?! Qualcuno ha visto il carbonio da pista di Corima sul manuale di Chris Sidwells?! Io me lo sogno di notte…che viene a prendermi trainato da mezza dozzina di cavalli bianchi….e mi riporta la scarpetta…
A parte gli scherzi, non è che io volessi schierarmi talebanamente a favore del software o quello della matita. Condividendo sia le parole di Valentina che di Mauro, semplicemente ritengo ridicolo perdere mezz’ora per un cazzo di cubo in bianco e nero solo perchè “così lo spedisco via mail”. Se progetti una fontana di cristallo è un conto ma a quel punto non usi certo i cad (mi ricorda i disegni che facevo all’asilo con la lavagnetta bianca in cui infilzavo i chiodini colorati…), che vanno bene per gli architetti italiani che mediamente san progettare solo cubi e cubotti (quando studiavo girava una battuta: gli studenti del Liceo Artistico si dividono in due categorie: quelli che sanno disegnare e quelli che vanno ad Architettura…).
Per disegnarsi il telaio da realizzare in cantina (chissà mai se un giorno riuscirò…), se non te ne frega nulla del rendering strafigo, vai di riga e squadra…
Come diceva il siculo vergator: “a ciascuno il suo”…
unto,
ammetto di aver frainteso il tuo post, ora che in pratica mi hai dato della testa di cazzo….
scelgo io la punizione o preferisci farlo tu?
valentina,
“non mi linciate, ma per molti la tecnologia ha mandato a spasso il pensiero”
convengo in parte. lavorare in duedi equivale tirare delle righe. le problematiche sono più o meno uguali. facilita solo la vita.
Mauro,
non sei in controtendenza, se con la riga ti trovi meglio, perchè creare forzature inutili, in fondo si tratta solo di una bicicletta.
unto, non mi dire che ti piace quella rana!!!
o almeno spiegami come fai a girare il manubrio perchè io ormai asinina non l’ho proprio capito.
amerigo, volevo dire che ammazzerei chi mi manda più autocad PESANTISSIMi per darmi una quota del cavolo, tipo posiziona la paratia a 580 dall’incrocio prua ponte…e cavolo e mandami un sms (+580 stop).
e sui 3d non molti riescono a essere creativi proprio per la velocità del mezzo…se non i più intelligenti che il tempo risparmiato lo usano per pensare…sempre più rari.
infatti se ci fai caso i progetti sono fatti con lo stampino.
mauro, per quanto mi riguarda non sei in contotendenza
“unto, ammetto di aver frainteso il tuo post, ora che in pratica mi hai dato della testa di cazzo….”
Assolutamente no, dai!…non sia mai.
Solo che, per rispondere anche a Mauro, “tutto questo potentisimo sofware” serve per progetti complessi (purtroppo non si possono postare immagini in sto forum e non posso fare esempi). Per fare un tubo basta una matita (anzi, Rota dice che fa a meno anche di questa ma credo anche la maggior parte dei telaisti, per quel poco che ne so) e, quando hai finito, Cad non s’è ancora avviato e il Sata è ancora lì che gratta…
“unto, non mi dire che ti piace quella rana!!!”
SSSSSSSSIIIIIIIII!!!!!!!……ma poi l’hai letta la frase finale del commento?!…
“o almeno spiegami come fai a girare il manubrio perchè io ormai asinina non l’ho proprio capito”
Potrebbe funzionare come questa
http://www.fixedgeargallery.com/2004/g/denny10.htm
Vedo anche una strana giuntura appena dietro al tubo sterzo (se ci fosse…): potrebbe aver pensato ad un telaio con estremità basculante nei due sensi, tipo le porticine dei saloon western.
Ma credo che la Rana sia solo un extempore, non so se ha già applicazione pratica. Ricordo dei disegni simili di un inglese per macchine da formula1, vinse un premio con un progetto in cui la macchina pareva un ragno a 4 zampe, con all’estremità di ogni zampa la ruota. Non ho mai capito come funzionasse la trasmissione…..
“tu chiamale se vuoi…sperimentazioni…”
p.s.: Vale, ti sei scampata i grafici che ci mettono un quarto d’ora a disegnare uno Smile, perchè devono far vedere che sanno usare Photoshop…
Per Rotafixa:
Mi sa che provo anche io con le forbici da carrozziere. Magari riesco a risparmiare qualcosa sul tempo.
Disegno: la scelta tra farlo e non farlo penso dipenda dall’attrezzatura (dima) che uno usa. Per una serie di motivi la dima che ho io viene usata solo per il carro dietro e per quello funziona bene.
Per il quadrilatero davanti, uso blocchetti a V su cui appoggio il telaio man mano che procedo con la costruzione. Il telaio sospeso sui blocchetti viene confrontato, tramite squadre da meccanico, col disegno sottostante, steso su un piano.
Da qui la mia esigenza di un disegno in scala 1:1.
Cordiali saluti.
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