21.02.2010
Un minuto di silenzio
Rombolo in Altro | 27 commenti

Giovanni Pettenetlla grande pistard degli anni ’60, è morto ieri all’età di 66 anni. Era nato a Caprino Veronese il 28 marzo 1943 e tra i dilettanti conobbe il suo momento di gloria ai Giochi olimpici di Tokyo ’64, dove conquistò un oro e un argento.

Vinse il titolo olimpico della velocità battendo in finale l’altro azzurro Sergio Bianchetto, dopo aver rischiato l’eliminazione negli ottavi. Passò infatti attraverso i recuperi, quindi superò nei quarti il belga Sercu e in semifinale il francese Trentin, con un surplace di 21 minuti e 57 secondi nella terza e decisiva sfida. In precedenza aveva conquistato l’argento nel chilometro, battuto per mezzo secondo dallo stesso Sercu. Ottenne anche due ori europei (1962: velocità e 500 metri) e un titolo italiano (1962) fra i dilettanti, oltre a un bronzo mondiale (1968) tra i professionisti. Nel 1964 eguagliò in 11”40 il record mondiale dilettanti dei 200 metri lanciati. E il 27 luglio 1968, a Varese, sulla pista di Masnago, contro lo stesso Bianchetto, stabilì il record mondiale di surplace, restando fermo sul posto per un’ora, 3 minuti e 5 secondi. Nella sua carriera professionistica, dal 1965 al 1975, si cimentò anche su strada, ma senza fortuna.
27 commenti su “Un minuto di silenzio”
http://www.youtube.com/watch?v=02bNsm6snUI&feature=related
sono saltato sulla sedia e ho cominciato a lacrimare.
ora mi sta facendo male lo stomaco.
in quella foto vanni sta raddrizzando una mia ruota anteriore, storta in un sottopasso dopo un salto mortale prevelocity.
di una cosa sono felice: che negli ultimi anni, credo inaspettatamente per lui, si sia trovato di nuovo al centro dell’attenzione (in qualche caso venerazione) di una banda di giovinastri fantasiosi e appassionati che avevano deciso di usare le bici da pista per strada. per un campione come lui essere dimenticato deve essere stato una brutta esperienza. almeno gli abbiamo ridato un po’ del rispetto che meritava.
ma come è morto?
credo sia morto di infarto mentre dormiva…..comunque ho letto che martedì c’è
il funerale sarebbe bello andarci!
***
porca troia…
E’ un giorno triste. Ricordo quando, diversi anni fa ormai, passai da lui per mettere a posto una mia vecchia bici, risolse il problema in un attimo e non mi chiese un centesimo.
Da allora sono passato tante volte in via Semplicità, ogni tanto a rimettere a posto qualcosa, ne è uscita anche questa:
http://www.ciclistica.it/2007/11/19/lennesimo-doveroso-omaggio-al-mito
Purtroppo non credo che sarò a Milano martedì, ma sarebbe bello che a seguire i funerali ci siano tanti "giovinastri" in bici, fissa o meno non importa.
Addio Signor Pettenella, e grazie
Credo sia stato proprio un autentico "maestro" sotto molti punti di vista per il movimento della fissa in Italia, che un po’ ha attinto dal meccanico e dal ciclista che è stato.
Anch’io sono stato qualche tempo fa uno di quei giovinastri che è passato per la sua officina…
Ora salvatela dagli sciacalli.
http://lanerossi.altervista.org
L’abbiamo conosciuto così: http://204.73.203.34/fisso/vangelo/pettenella.htm
http://lanerossi.altervista.org
una delle cose che ci ha insegnato vanni
http://www.movimentofisso.it/biciclette_it.aspx?IdProd=42
l’altra non l’ho mai scritta, ed è come frenare con la mano sulla ruota davanti. ma su chaingang c’è.
Non sono mai riuscito a fissare un pignone alla Pettenella senza che mi si svitasse. In compenso ho tirato via un bel po’ di vernice in zona movimento centrale :D
La frenata con la mano guantata l’ho talvolta usata invece, a basse velocità ovviamente.
http://lanerossi.altervista.org
perché sei cauto. prova ad essere audace.
in entrambi i casi.
come vanni fu, e altri come lui. ;->
La camera aredente sarà aperta domani mattina presso la Casa Funeraria San Siro di via Amantea 3 a Milano (di fronte al cimitero di Baggio), mentre i funerali si dovrebbero svolgere nella giornata di martedì.
SE qualcuno ha notizie più precise su ora e luogo …
Ciao Vanni.
M!!!
Non lo conoscevo. Dopo anni, ho ripreso in mano le bici anche io. Sono capitato sulle pagine di rotafixa ed ho notato quel signore fotografato davanti alla ruota, una pressa sullo sfondo – che bell’officina, ho pensato. Ora leggere che non c’e’ piu’ e’ davvero una brutta sorpresa. Spero facciate il possibile per salvare l’officina, provateci con tutti i mezzi. Sono cose che vanno perse, altrimenti. Che dispiacere!
Me la ricordo come fosse ieri quella pre-velocity…….un’orda di neo-cannibali ad invadere la quiete di quel posto incantato, e lui disponibilissimo.
Ciao Vanni.
domani andiamo, ci troviamo davanti la camera ardente a baggio per poi andare al cimitero di bruzzano. in bici ovviamente.
Io vorrei esserci, non posso mancare (ovviamente con la bici col mozzo da passeggio fissato "alla Pettenella" che mi aveva fatto lui…)….
Ma noooooooo!!!!!!!!!!!!……………avevo appena scritto un articolo su di lui e dovevo tornar da lui per farmi precisare alcune cose per un altro articolo!!!!………ne parlavo a Menthos proprio sabato!!!……..
Quanto mi dispiace non esserci, sono cosi’ distante (Sicilia, profondo SUD). Saro’ con voi con il pensiero!
73 de IW9HGS – http://freaknet.org/asbesto
Museo dell’Informatica Funzionante – http://museo.freaknet.org
rimarrà sempre un grande.
mad max
un link su tutti di camilla candida donzella
Bellissimo.
Ed io non finirò mai a levarmi il cappello di fronte ad Ernesto, come quel giorno dell’anno scorso in cui vedendomi in attesa del rappresentate poco fuori dal suo ufficio mi invitò ad entrare e a fare quattro chiacchiere sebbene non fossi altro che un "bocia" ai suoi occhi.
Da quella generazione abbiamo bisogno di imparare ad essere uomini oltre che meccanici, costruttori di bici ed appasionati di ciclismo.
http://lanerossi.altervista.org
Grazie Pettenella….
mi hai messo in bici tu per la prima volta e sono ancora qui che pedalo.
Mi mancherà la tua tranquillità.
chi é andato racconti.
mi manca drago, che ci ha svelato la via semplicità
Un’ora di corsa per Milano per una cerimonia composta, come il protagonista. Tanta gente, chiesa piena, qualche corridore di razza, molti telaisti, amici e parenti, gente semplice.
Mi aspettavo qualche amico che dicesse qualcosa di più significativo al posto di qualche banalità detta dal prete, sull’altare il gonfalone della Federazione Ciclistica Italiana e dell’AssoMedagliati, vergognosa assenza di qualche altra istituzione (tipo il C.O.N.I, in fondo era "solo" un plurimedagliato…..).
Comportamento dignitoso dei presenti, senza prefiche nè sceneggiate viste in altre occasioni. Commovente la maglia olimpica sulla bara, quella proprio non riusciranno a togliergliela. Ripensando al titolo del mio articolo direi che forse la sua vita non se ne andata ma è solo in surplace. In fondo certi personaggi si son guadagnati l’immortalità, sia nei momenti straordinari delle medaglie sia in quelli ordinari della vita di tutti giorni dietro una saracinesca in metallo…
Quando allo Scalo Farini hanno fatto un deposito di traversine ho riconosciuto l’odore. Allora prendevo il motorino e passavo davanti per sentirlo. Era l’odore del Vigorelli.
Giovanni Pettenella
(1943 – 2010)
Grazie Vanni.