23.09.2008
Una folata di buon senso
Redazione in Altro | 8 commenti
Toni_i scrive a Ciclistica: non so al corsera se ci sia un dadagiornalista
in redazione
o semplicemente una folata di buon senso
e’ passata per via solferino
in ogni caso trovo brillante e finalmente sano
questo articolo. uno ogni dieci anni.
serbiamolo con cura
8 commenti su “Una folata di buon senso”
Sul Corriere scrive spesso a favore della bici anche Isabella Bossi Fedrigotti. Unico appunto alla Rodotà, definire “roba da sciurette” le ciclabili mi pare un po’ miope: non vorrei apparire sessista, ma a Milano le più colpevoli dell’utilizzo superfluo dell’auto sono proprio le sciurette.
p.s.: conosco una donna, vigile urbano tra l’altro, che ogni domenica prendeva l’auto per accompagnare la figlia adolescente all’Oratorio di………p.le Brescia!…
link:
)
minchia l’oratorio san protaso e’ la feccia della feccia degli oratori, mi ricordo da bimbo ho provato ad entrarci un paio di volte per farmi due tiri a pallone dove giocava la spes e “la sciura” la mamma del parrocco, quella gran stronza non mi fece entrare perche non aero tesserato e non andavo a messa, bastardi, napalm.
anche se non ve ne fotte granche’ della storiella strappalacrome oggi butta cosi
bellali
Scusa Menthos, ma tu mi sembri una via di mezzo tra Fantozzi e Calimero…come cazzo faceva la tizia a sapere che non andavi a messa?! Ce l’avevi scritto in fronte?! Poi, cosa significa “non ero tesserato”, tu pretendevi di entrare nel campetto durante le partite ufficiali?!…
A proposito di aneddoti mi hai fatto venire in mente un episodio divertente: una volta da bambino ho detto ai miei che andavo all’Oratorio per giocare a calcio (dovevamo sfidare la squadra dell’Oratorio). Siccome poi mi son perso a cazzeggiare in giro, mio padre non vedendomi rientrare m’è venuto a cercare. Il primo posto dove mi ha cercato è stato ovviamente l’Oratorio e alla sera mi ha descritto divertito la faccia del prete: “Suo figlio?!…Qua?!….”
p.s.: “..ma dovevi vedere la faccia di Don Giuseppe…ha strabuzzato gli occhi!…”
se “la sciura”, quella stronza se non ti aveva mai visto ti fermava e ti chiedeva se andavi a messa e ogni tanto quando i bambini facevano troppo casino bloccava tutto e urlava “in alto le tessere” e chi non le aveva doveva uscire. c’era da dire che in pieni anni ’70 c’erano spesso le divertenti incursioni delle bande dei bimbetti delle case popolari di via abbiati e via gigante che quando entravano ribaltavano tutto
))
“In alto le tessere”!!!!!!!…….non ci posso credere!!!!……..ma, hai detto anni 70 o anni 30?!…
ma perchè al posto di Milano non c’è un lago???
poco da dire sull’articolo, va bene così com’è. Il “roba da sciurette” poteva anche stare a significare una cosa di poche pretese.
Piuttosto, Menthos…ti è andata bene: al posto delle tessere avrebbero potuto tatuarvi e poi ordinare un “in alto le braccia”, come si usava fare anche in altri posti…
Intanto la città di Parigisi muove in bicicletta.
http://www.velib.paris.fr/