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Verso la ciemmona 2010

Rotafixa in Attivismo | 4 commenti

dalla lista cm roma:

"La scoperta del SACRO GRA"
2010, medio mediterraneo: l’etere è appestato da messaggi oscuri.
Un paese è nelle mani di nani-dittatori e ministri-mostri-nazi-assassini verdi.
Nella città di VeltROMAnno tassinari-mannari guidano celtiche a quattro frecce sparate contro gli ultimi inermi avventori delle strade.
La popolazione è schiacciata, il regno è in rovina.

Ma la lotta è viva: ciclisti-mistici ecoradicali fancazzisti (MistiCiclaCazzisti) vanno a comporre il nucleo di una speranza revolvente. Solamente quelli capaci di estrarre un’antico arnese da una roccia condominiale si rendono degni di combattere il male.
Da generazioni un incantesimo interdice l’accesso alla regione circolare che avvolge la città. Gli eroi raccolti attorno al Collettivo Rotondo si faranno capaci di missioni estreme, alla ricerca del "SEGRETO del SACRO GRA".

4 commenti su “verso la ciemmona 2010

  • Michelangelo scrive:

    Personalmente la ritengo una stipidata, per il semplice motivo ce nella mia utopia Pedonal-ciclisticA ho sempre immaginato il GRA come il confine entro il quale non far entrare le auto; per questo mi piacerebbe bloccargli le uscite dal GRA pittosto che lo stesso.

    M!!!

  • kin8kin8 scrive:

     

    Cesare, De Bello Gallico, Liber VI – Par. 11-20, a proposito di rotafix, discendente di panoramix, ultimo dei druidi, maestro in memoria dei metalli, avo di merlin, mago del titanio

    "In tutta la (via) Gallia ci sono due classi di quegli uomini sono tenuti in qualche conto e rispetto. Infatti la plebe (automobilistica), che nulla osa di sua iniziativa, è considerata quasi alla stregua degli schiavi, nun partecipa a nessuna decisione. molti, essendo oppressi o dai debiti o dal peso delle tasse o della prepotenza dei potenti, si danno schiavi ai nobili, verso questi ogni diritto è lo stesso che i signori (hanno) verso gli schiavi. Ma di queste due classi una è quella dei druidi, l’altra quella dei cavalieri. Quelli attendono alle funzioni religiose, fanno i sacrifici pubblici e privati, risolvono le questioni religiose; da loro accorre un gran numero di giovani per imparare, e questi godono di grande reputazione presso quelli. Infatti decidono quasi di ogni controversia pubblica e privata e, se viene commesso un qualche delitto, se è stata fatta una qualche uccisione, se c’è qualche controversia circa l’eredità, sui confini, loro stessi decidono e stabiliscono i risarcimenti e le punizioni; se qualcuno, o privato o popolo, non si è sottomesso alla loro deliberazione, lo interdicono dai sacrifici. Questa pena presso di loro è considerata gravissima. Coloro che sono stai interdetti, vengono considerati nel numero degli empi e scellerati, tutti li sfuggono, sfuggono il contatto e il discorso con loro, per non ricevere un qualche danno dal loro contatto, né, se questi la chiedono, viene resa giustizia né si conferisce alcun carica politica. Ma uno solo, che ha tra loro la suprema autorità, è superiore a tutti questi druidi. Morto questo, o, se qualcuno fra gli altri eccelle in merito, gli succede; o se ci sono molti uguali, si elegge con la votazione dei druidi, e talvolta si disputano sulla suprema autorità anche con le armi. Questi, in un periodo stabilito dell’anno, si riuniscono nel nel territorio dei Carnuti, regione la quale è considerata al centro di tutta la (via)Gallia. Qui da ogni parte convengono tutti quelli che hanno controversie, ed ubbidiscono ai loro decreti e alle loro deliberazioni. Si reputa che questa dottrina sia nata in (via)Britannia e che poi sia stata portata in (via) Gallia, ed ora, quelli che vogliono conoscere questa disciplina più approfonditamente, perlopiù si recano là per impararla. I druidi hanno l’abitudine di star lontani dalla guerra e non pagano i tributi insieme agli altri, hanno l’esenzione dal servizio militare e da ogni altra prestazione. Indotti da così grandi privilegi, sia molti spontaneamente vanno nella (loro) scuola, sia sono mandati da genitori e parenti. Si dice che lì imparano a memoria un gran numero di versi. Perciò alcuni restano nell’apprendistato per venti anni. Né stimano che sia lecito affidare quella dottrina alla scrittura, mentre nelle altre cose, nei conti pubblici e privati, si servono dell’alfabeto greco. Mi sembra che abbiano istituito ciò per due ragioni: perché non vogliono che si porti tra il popolo quella dottrina né quelli che la imparano, fidandosi della scrittura, esercitino di meno la memoria: poiché accade quasi alla maggior parte, che con l’aiuto della scrittura trascuri la volontà di apprendere e la memoria. In primo luogo vogliono convincer(li) di ciò, e cioè che le anime non muoiono ma dopo la morte passano dall’uno all’altro, e pensano che ciò inciti moltissimo al valore, eliminata ogni paura della morte. Discutono di molte cose, e tramandano alla gioventù molte notizie sulle stelle e sul loro moto, sulla grandezza dell’universo e della terra, intorno alla natura, sulla potenza degli dei immortali e sui loro poteri.

  • Gaetano scrive:

    A proposito di CIEMMONA 2010 (ciao a tutti e scusate la luuuunga assenza) ma è confermata quest’anno?? 

    Di solito verso febbraio c’era sempre una sicurezza almeno sulla data (che dovrebbe essere come sempre l’ultimo weekend di maggio)… si attendono niùs!

  • Bill Anderson scrive:

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